A Castelmassa ben 349 Cicloamatori nella 10^ Tappa Criterium Veneto (vince Monastier)/ Intanto il 'Centro Sociale' va verso la chiusura e la Madonna dell’Olmo secolare è solo culto ‘amarcord’


15/09/2019

Quando i ricordi hanno sostanza ci sarà sempre qualcuno a raccontarli per farli rivivere, quantomeno nell’anima.
E allora, in un mondo sempre più ‘specializzato’ noi andiamo controcorrente e vi proponiamo in ‘trittico news’ certe segnalazioni trasmesseci by Franco Rizzi ( cantastorie dell’enclave altopolesano) che altrimenti finirebbero presto nel ‘cestino’ anche dei computer oltre che del nostro cuore.

Perciò onorando Castelmassa per aver organizzato la 10^ Tappa Criterium Veneto con ben 349 cicloamatori iscritti e la presenza del sindaco Petrella al cerimoniale delle premiazioni di cui all’evento voluto dai Cicloamatori Castelmassa, completiamo il seguente reportage in ‘trittico news’ col focus sul Centro Sociale ( e problemi recenti) e sul culto della Madonna dell’Olmo secolare per un amarcord da rinvigorire.

 

PRIMA MAIN NEWS ( 02.09.2019) / CASTELMASSA CICLOAMATORI: NELLA 10^  TAPPA CRITERIUM VENETO TRIONFA MONASTIER TREVISO
Domenica 1° settembre si è svolta a Castelmassa la 10a  tappa del criterium veneto cicloamatoriale. Evento voluto dai Cicloamatori Castelmassa ed intitolato ad Elisa Ravagnani. 349 gli iscritti, partenza e premiazioni al mercato coperto con pranzo, arrivo al vicino argine del Po.

Partenza alla francese, o a gruppi, 2 percorsi, uno corto o cicloturistico (giro di boa a Castelguglielmo), l'altro lungo o  mediofondo (giro di boa ad Arquà Polesine), punti ristoro a Zelo e Villamarzana.

 

Presente il sindaco Luigi Petrella. L'assessore delegato allo sport Paolo Gilioli ha ringraziato "le Avis massese e provinciale, la Pro Loco e la protezione civile per l'appoggio logistico"
CLASSIFICHE.
Percorso cicloturistico di 62 km: 1° Favaro Veneto 2° Fonte S. Benedetto 3° Team Bike Monastier.
Percorso mediofondo di 115 km: 1° Team Bike Monastir 2°S. Bortolo 3° Sport Bike Castelmassa.

 

 
SECONDA MAIN NEWS ( di Franco Rizzi, mail 04.09.2019) / CASTELMASSA: CENTRO SOCIALE VERSO LA CHIUSURA
Il centro sociale per circa un trentennio è stato un riferimento sicuro per la terza età a vario titolo. Nato sugli esempi emiliani per creare varie e stabili forme di aggregazione per la terza età, locale e non, s'è rivelato nel tempo una scelta azzeccata delle varie amministrazioni di sinistra, ciò per merito di tanti volontari. Di proprietà comunale, gestito da un consiglio di amministrazione in base a precise convenzioni quinquennali, negli ultimi anni ha avuto una crisi di identità.

 

Dal 2009, dopo la vittoria della destra del sindaco Eugenio Boschini, non ha avuto più vita tranquilla, anche perché i tempi e le esigenze erano cambiate. Proprio l'amministrazione Boschini tentò di chiuderlo, tentativo fallito anche per merito di una petizione popolare.
Il prossimo 7 ottobre scade la convenzione con il Comune e il consiglio di amministrazione uscente ha già chiesto una proroga biennale in quanto i volontari sono pochi, la gestione è onerosa, il Comune non dà contributi, e un rinnovo quinquennale è carico di incognite. Il sindaco Luigi Petrella ha già risposto che ci sarà un nuovo bando gestionale e si sa già che i vecchi gestori non parteciperanno. Si va verso quindi verso la chiusura, a meno che...

 

Certo nell'ultimo quinquennio 2014-2019 il centro sociale ha organizzato molte cose: bar; bocciofila; collegio docenti per l'istituto comprensivo; serate musicali una volta al mese con rinomate orchestre e sempre pieno;  corsi di ballo, di fitness; allenamenti di ping pong; doposcuola pomeridiani per disabili; gruppo arcieri; figuranti; sede di radioamatori e altre associazioni; giornate dello sport; olimpiadi della matematica, fra l'altro.

 

TERZA MAIN NEWS ( di Franco Rizzi, mail 14.09.2019) / CASTELMASSA, VIA VEGRI: OLMO PLURISECOLARE E LA MADONNA DELL'ALBERO, CULTO PREROMANO
Nella periferica via Argine Vegri, all'incrocio-curva con la Cagnona verso San Pietro Polesine, sorge sul ciglio un gigantesco plurisecolare olmo di proprietà della famiglia Malerba già Canola. La località si chiama appunto Olma, toponimo  estense.

 

Ricorda Marino Rizzi, classe 1931, emigrato in Francia nel 1948 e naturalizzato francese nel '56, ma sempre legato al paese natale: "Sono nato vicino al gigantesco olmo e il suo ricordo non mi ha mai abbandonato! L'ho trovato uguale quando nel 1938 frequentavo le elementari di via di Mezzo, l'Olma per me significa l'infanzia felice".

Rodolfo Greghi, classe 1941, già vigile urbano massese, ci dice che il "culto della Madonna dell'Olmo è antico. Nel '900 si facevano i fioretti mariani a maggio ma la pietà popolare dell'Olma è ancestrale".

 

Il prof. Paolo Brenzan, cultore di storia locale, osserva che "ci troviamo di fronte ad un esempio di culto popolare singolare, unico nel territorio e vicino a una strada frequentata. In basso, coperta dall'edera, affiora ancora una cassetta in metallo per le offerte e contornata da rose in plastica. Sino agli anni '60  la gente della zona si recava vicino all'albero per il filò, recitando il rosario, un luogo di devozione e di aggregazione, conosciuto come l'Olma. In alto fra le foglie e i rami una figura a stampa della Madonna ancora ben conservata, pur se il culto purtroppo è ormai amarcord".

 

Il compianto maestro castelnovese William Moretti, noto narratore, nel romanzo Vento di Nord-Est, Editrice Italiana Splendor 1966, presentando la Resistenza in Alto Polesine ricorda la massese Madonna dell'olmo e fa la cronistoria del culto di origine celtica.
Per i celti la religione dell'albero dipende dal dogma druidico dell'infinità della vita collegato alla transitorietà della morte; il dio Ollodius era simboleggiato da alberi giganteschi, plurisecolari, come l'olmo, fra l'altro.

 

I romani rispettarono il culto barbarico dell'albero di alto fusto, che, fra il fogliame e i rami, proteggeva immagini divine. Il culto celtico dell'olmo ritornò nei secoli bui. Dal medioevo in poi la Chiesa sostituì le immagini arboree pagane con la Madonna e i santi.
A Castelmassa la Madonna dell'olmo ha almeno 500 anni e va conservata nel tempo.

EXTRATIME by SS/In cover e in fotogallery le immagini parlano da sole, in aggancio alle rispettive News .

Come le immagini dei Cicloamatori di Castelmassa e le tavolate con Miss/Lady in versioni gastronomiche.

E visto che la bicicletta è uno strumento di comunicazione, ecco in apertura alla seconda news la ‘bicicletta solitaria’ del nostro moderno Giovannino Guareschi, alias Franco Rizzi cantastorie dell’enclave che da buon fotografo certifica la Madonna dell’Olmo secolare e relativa ‘sua’ bicicletta.

Mentre per il Centro Sociale vi proponiamo due immagini ‘esterne’ con relative scritte murales, ricordando che anche il sottoscritto negli anni ’70 è andato a giocare in quello splendido bocciodromo di Castelmassa predisposto già allora per …ballare.

Restando in tema …anziani , ma abbinati alla terza News dedicata alla Madonna dell’Olmo , ecco il ‘francese’ Marino Rizzi (immagine in visita Italia ottobre 2013) )insieme al suo amico Cio ‘scarparo’, lo stesso che a suo tempo anche il sottoscritto era andato a salutare nella sua bottega assieme al ‘Campionissimo’ Saul Malatrasi ( calciatore eroie dei Due Mondi in maglia Inter del mago Herrera e del Milan di paron Rocco)  perché nel retrobottega c’era una foto storica del Castelmassa Calcio con Malatrasi in formazione.

Infine le ultime immagini sono dedicate alla Madonna dell’Olmo, anche perché lì vicino l’è anche la fermata della Scuolabus, per un culto amarcord da rinvigorire.

Franco Rizzi & Sergio Sottovia
www.polesinesport.it