Alvino Minardi calciatore in escalation tra Modena e Frosinone, quindi Castelmassa e tanto Rovigo, Ficarolo e a Ceneselli/ Poi Mister & Fair Play tra Trecenta, Villanovese, Finale Emilia ( 2 volte) e Lendinarese ( 3 volte ) + Lonigo e casa Altopolesine


Basta guardare i tanti nomi delle squadre in cui ha viaggiato da protagonista per capire quanto sia importante la carriera sportiva di Alvino Minardi, tanto più che lo è stata sia come giocatore che come allenatore oltretutto vincente sia a Finale Emilia che con la Lendinarese che in doppia escalation è salita dalla Prima categoria alla Eccellenza.
Perciò eccovi questa Alvino Minardi Story che vi proponiamo in Main News (datata febbraio 2006) come 26° Personaggio di quella  sequenza  Magazine , che peraltro qui su www.polesinesport.it aggiorniamo e completiamo in modo più ampio con uno special poker di Appendici News che certificano il suo ‘doppio salto vittorioso’ targato Minardi & Lendinarese.
Oltre che con adeguata fotogallery e relativi commenti in Extratime, giusto per onorare l’amico Alvino Minardi purtroppo scomparso alcuni anni fa, ma che ho più volte incontrato anche sui campi di calcio tra Polesine & Dintorni, a partire da Legnago dove , anche nel Terzo Millennio durante una mia radiocronaca per Delta Radio, mi è stato particolarmente vicino nei commenti col suo solito stile di fair play sportivo.

MAIN NEWS ( di Sergio Sottovia, 02. 02.2006 ) / VENTISEISIMO PERSONAGGIO STORY – FORMAT NEWS MAGAZINE :  ALVINO MINARDI

MINARDI ALVINO/ Con Alvino si va in confidenza a ruota libera.  Gli telefonavo spesso quand'era allenatore vincente alla Villanovese e alla Lendinarese. E prima avevamo fatto il corso allenatori assieme a Rovigo, nel 1971, con lui Minardi da Ceneselli e il suo dirimpettaio Saul Malatrasi da Calto, che lo aveva sollecitato. Da giovane Alvino è stato calciatore allo stato brado, perché non c'erano le giovanili. A quell'epoca , all'età giusta, si andava direttamente in prima squadra.
Così è stato anche per Minardi (classe 1935), che dal 1950 giocherà due stagioni in Seconda categoria nell'Ac Lampo San Pietro.

Ha qualità il ragazzo, così a 17 anni, nel 52/53, è in Promozione col Dextrosport Castelmassa, allenato dal veronese Vantini.
<< Ma giocavamo nel girone emiliano, al di là del Po, addirittura con trasferte - ricorda Alvino - che andavano da Salsomaggiore a Codigoro, grande ampiezza territoriale."

 

 

Sono gli anni del grande Modena e proprio lì va Minardi e gioca nella De Martino.
Ci starà nelle stagioni 53/54 e 54/55 ma Alvino non salirà agli onori della prima squadra. Viene ceduto al Frosinone, semiprofessionisti, in IV^ Serie nelle stagioni 55/56 e 56/57.
Poi c'è il militare e perciò nel 57/58 Alvino sta fermo.

Ritorna alle origini nel 58/59 giocando in Promozione nel Dextrosport allenato da Natali. E' buona annata, secondo posto dietro la Lendinarese; quel Castelmassa nel 1959 vincerà la Coppa Veneto contro il Camponogara sul neutro di Monselice.
A Castelmassa, sempre in Promozione e sempre con Natali, Minardi giocherà anche nel 59/60, poi va al Rovigo che nel 60/61 fa la Prima,solo perché vengono ridenominati i campionati. In avvio l'allenatore è Bolognesi,  poi subentrerà Celestino Celio, che gioca anche la sua ultima stagione in A col Padova. Sarà finale alla grande, ma vincerà l'Este che va in Serie D, nell'anno dei debutti di Boni e Spolaore, due bandiere.

Nel 61/62 il Rovigo è affidato al tandem Stabellini- Ballacci e sfiora il salto di categoria. Vincerà invece il Contarina, ma solo perché il Rovigo si vede privato dei due punti vittoria sul Legnago, cui la Disciplinare assegna la vittoria a tavolino. Il nostro Alvino è difensore tutta grinta, fiato sul collo all'avversario. Delusione doppia per quel Rovigo che, pur rinunciando il Contarina, non è ammesso in serie D.

 

 


Nel 62/63 Minardi quindi è ancora in Prima, nel Rovigo che sarà settimo, allenato da Ballacci, mentre vince il San Michele Extra.

L'anno dopo, per Minardi c'è l'intermezzo a casa sua, al Ceneselli, nell'anno di nascita della sua bambina. Poi si parla di Minardi a Castelmassa, invece nel 64/65 lo ritroviamo nel Rovigo del presidente Mantero, annata incolore malgrado Celio in panchina.
Poi la stagione 65/66, con Romolo Camuffo  allenatore, sarà l'ultima di Minardi a Rovigo.
Stagione onorevole, mentre appaiate in vetta Pro Mogliano e Sottomarina precedono Clodia. Il consuntivo dei sei anni in biancazzurro la dice lunga sulle caratteristiche del nostro Alvino: 117 presenze, ma solo 4 gol segnati.

Poi nel 66/67 Minardi riparte da Ficarolo, 2^ Categoria due passi da casa, allenatore Bruno (non Saul) Malatrasi e come compagni Ferlin, Bulgarelli e Lucio Paramatti, il papà del Michele poi in Serie A..
A Ceneselli premono tutti per fare una buona squadra. Così nel 67/68 chiamano il loro Minardi a fare l'allenatore giocatore e Alvino , ancora assieme a Lucio Paramatti,  porta il suo Ceneselli a vincere in Terza Categoria.
L'anno dopo, in Seconda, però farà solo l'allenatore. Profeta in patria?
<< Tante discussioni ti coinvolgono di più quando sei lì a portata di mano e sparisce tutto quanto hai fatto di buono come calciatore- analizza Alvino -, così mi misi a riposo anzitempo>>.

 

 

Resta fermo un anno, ma dopo il corso allenatori del 1971 sarà al Trecenta del presidente Bombonato, bel secondo posto in Prima categoria 1972-73. Così é confermato in panchina nel Trecenta 73/74, quello con Massi, Villa e Marani.
A Rovigo lo stimano e…nel 74/75 in Serie D , quando Spolaore ha la prima squadra, il nostro Minardi fa il vice e allena la Berretti. Quando poi Spolaore viene esonerato  il buon Alvino vorrebbe lasciare per solidarietà, poi resta a fare il secondo anche a Vicariotto, che lo convince. In Serie C andrà il Treviso, mentre quel Rovigo retrocederà a seguito del doppio spareggio contro il Lignano 
Nell'annata 75/76 Minardi andrà alla Sampietrese storica in IV^ Serie, farà il secondo a Pacini per due anni.

Nella stagione 77/78 è il nostro Minardi l'allenatore di quella Sampietrese, che però retrocederà in Promozione.
Ma ormai nel Polesine il "calcio che conta" stima Minardi. Il presidente Antonio Zoppellari della Lendinarese in Promozione lo chiama dopo che il suo amico Spolaore è passato al Contarina. E' la Lendinarese dei Giuriola e dei Previato.
Nella stagione 79/80 e successiva, Minardi sarà allenatore nell'OltrePo,
Due anni quindi al Finale Emilia, e nel frattempo il patentino di 2^ Categoria a Coverciano.
E nella stagione 81/82 il presidente Salvatore lo chiama al suo Legnago, a riscattare  la retrocessione in Prima. Invece a dicembre, c'è l'amarezza dell'esonero.

 

 

Ma l'allenatore Minardi non starà fermo l'anno dopo, perché il Lendinara lo chiama: quarto posto in Prima categoria.
Evidentemente dove passa Alvino lascia un buon ricordo, tanto è vero che lo richiama il Finale Emilia, in Promozione. Ed è stagione strepitosa: vince e accede all'Interregionale. 

Ma è stato con la Villanovese e con la Lendinarese che Minardi si è conquistato la fama di allenatore determinato e vincente. Anni importanti , anni di gloria, quando lo intervistai per "Zona gol", la rubrica sportiva di una televisione privata del padovano.
Quattro anni e mezzo è stato Minardi alla Villanovese. A gennaio 1986 approdò in neroverde , sostituendo Sarti. Ha fatto pressing convincente su Alvino lo staff storico di quella Villanovese, con in testa Emilio Milani presidente, poi Pezzuolo, Sterza e Vigna. Tutti anni di Prima categoria fino alla stagione 88/89 quando la Villanovese di Minardi fece il salto vincente in Promozione. E nell'89/90 sarà buona salvezza anticipata.

Un palmares di prim'ordine per Alvino, che trova il suo sigillo nei successivi altri 4 anni alla Lendinarese. Anni spesi bene , perché Minardi farà fare a quel Lendinara un doppio salto di categoria, la squadra salirà in Promozione e poi (92-93) in Eccellenza.
Minardi starà fermo, da vincitore, per un'intera stagione. E' l'epoca del presidente Giacometti e di Sterza. Alla Lendinarese andrà Spolaore che salirà in CND centrando un obiettivo insperato.

 

 

Ritorna sui prati verdi fuori provincia il nostro Minardi, nella stagione 95/96. Sarà chiamato dal Lonigo di Enteli a sostituire Pomaro il polesano. Farà bene in Eccellenza, così Alvino trova la riconferma.

Ma nel 96/97 il Lonigo balbetta e Minardi paga lo scotto con l'esonero a novembre. 
Però non si ferma affatto la stella cometa dell'allenatore Minardi e a dicembre 1997 lo ritroviamo al Poggio Rusco, sul mantovano ma in Promozione nel girone emiliano.
"Buon campionato per noi, dove c'è tanto pubblico quando la squadra vince- sottolinea Alvino-  Quel campionato lo vinse il Formigine."
Nel 98/99 Minardi torna a due passi da casa, a Castelmassa, per una tranquilla Prima categoria.
Al termine di questo campionato ci siamo ritrovati a casa sua.
"Adesso faccio l'agricoltore",  mi aveva detto ad inizio  estate '99 un rilassato Minardi. 

 

 

Quanto é cambiato il calcio? Sui giovani di adesso Minardi esemplifica:<< Negli spogliatoi la domenica ci sono certe facce. Chissà a che ora siete andati a letto, dico io. E qualcuno risponde: No, mister, siamo andati a letto prestino. E per prestino si intende le tre del mattino: così è più difficile trasmettere qualcosa>>.
Tanti anni di calcio, da calciatore e allenatore in province diverse, ne hanno forgiato la concretezza.
Per questo si é ancora rivolta a lui la Lendinarese 1999/2000, malamente retrocessa dall'Eccellenza, per rigenerarsi dalla Prima, dopo aver addirittura rinunciato ad iscriversi in Promozione.

Per Minardi un'altra prova di forza:<< Ho accettato la chiamata per amicizia coi dirigenti, la Lendinarese non meritava di …scomparire>>. Ma, né Minardi né altri, hanno potuto fare miracoli per la Lendinarese in discesa libera, tanto che poi anche la Seconda è diventata difficile.
E' stato un allenatore essenziale, Minardi, ma difensivista per tanti addetti ai lavori.
Ma il suo 'primo non prenderle' è stato spesso funzionale al vincere, visto che di campionati Minardi ne ha vinto abbastanza.

 

 

DICONO di MINARDI

BASSI GILBERTO
Giocatore nel Ficarolo dei dirigenti  Mantovani, Bisi e Monesi e degli allenatori Lucchin e Zennaro e poi di Bruno Malatrasi da Calto (4 anni), da difensore Gilberto Bassi conquistò nel giugno 1963 la promozione in Seconda categoria. Tra l'altro il Ficarolo quell'anno conquistò il Titolo Veneto di Terza categoria battendo l'Abano e schierando questa formazione: Mazzi, Magnavacca, Bassi, Bimbati, Trevisani, Malatrasi II, Masiero, Ferlin, Malatrasi I, Menghini, De Stefani. Erano i tempi in cui Minardi si faceva onore nel Rovigo finchè…Va in flash back Gilberto Bassi.<< C'era bisogno di più qualità per fare bella figura in Seconda categoria, così nel Ficarolo 1966-67 arrivò Alvino Minardi. Come Ferlin era di tasso tecnico superiore. Con noi è rimasto due stagioni, era un centrale difensivo potente, uno stopper - mediano ordinato. Per noi è stato una stella cometa, aveva personalità e ricchezza d'animo, un punto di riferimento anche nello spogliatoio, assieme a Lucio Paramatti>>. Poi, mentre Bassi passò al Badia, Alvino Minardi andò a vincere col suo Ceneselli e qualche anno dopo, da allenatore, con Trecenta, Villanovese e Lendinarese.

 

 

SCABIN ANTONIO & CESTER SILVANO

Come giocatori, Toni Scabin e Silvano Cester da Contarina possono parlare di Alvino Minardi come avversario di derby storici dei primi anni '60 tra il Contarina e il Rovigo.
Toni Scabin centrocampista, poi allenatore del Grande Donada, ricorda così certe sfide inizio anni '60:<< E' stato un avversario che mi è rimasto in mente come difensore tecnico ed elegante. E poi siamo stati anche compagni nella Rappresentativa regionale di Categoria, in quello che allora veniva chiamato Torneo Zanetti>>. Anche Silvano Cester, allora centravanti giovane, si aggancia ai ricordi dei derby, però di metà anni '60:<< Erano derby caldi che richiamavano tanti tifosi, quelli tra Contarina e Rovigo. Ma se di Mariuccio Vigna mi è rimasto impresso il grande agonismo in marcatura, di Minardi ricordo il suo gioco tanto essenziale quanto tecnico, mai trasceso in cattiveria>>.      

 

 

RAULI TERENZIO
Ha assaporato con Minardi allenatore le stagioni vincenti con la Villanovese e con la Lendinarese. Perciò Terenzio Rauli, stopper longilineo e forte di testa, lo conosce a fondo:<< La sua forza vincente era soprattutto a carattere psicologico. Sapeva motivarti al massimo e costruire una forte mentalità di gruppo. Così coi Marini e con Germano Passarella e qualche altro, si aveva l'abitudine dopo l'allenamento del venerdì di ritrovarsi in pizzeria o in trattoria. In quelle occasioni Alvino parlava anche delle sue esperienze di giocatore, ma non per vantarsi, quanto per trasmetterti delle indicazioni e dei consigli, sulle varie situazioni di gioco>>. Diverso il Minardi della Villanovese da quello della Lendinarese?  Spiega Terenzio:<< Alla Villanovese aveva un feeling con Vigna e la dirigenza, ma si giocava per vincere. Con la Lendinarese invece è stata una vera impresa; è stata ancor più decisiva la mentalità di gruppo per recuperare sulla Piovese, per poi batterla nello spareggio. Minardi si apre piano piano, ma ha saputo costruire coi giocatori legami forti che durano ancora>>.   

 

 

 


MALATRASI SAUL
E' lui il più grande calciatore polesano di tutti i tempi. Ma non ha mai staccato il suo cordone ombelicale da Calto, dove è nato nel 1938. Genuinità trasparente, quella di Saul, che dopo i primi calci è passato dal Castelmassa alla Spal di Mazza, per poi volare alla Fiorentina, Roma, Inter, Lecco, Milan. Per impinguare un palmares esaltante a livello nazionale ed internazionale: 3 scudetti, 1 Coppa Italia, 2 Coppe Campioni, 2 Coppe Intercontinentali. Parlare di Alvino Mnardi, per il grande Saul è un  fatto naturale. Per tanti motivi. Primo perché Carlo è dirimpettaio di Ceneselli (dove abita Alvino), poi perché si sono affrontati da giovani, e anche perché il sottoscritto, Saul e Minardi abbiamo fatto il corso allenatori assieme nel 1971. Così Malatrasi elogia a iosa il suo amico Alvino:<< Ricordo bene le sfide nelle giovanili che facevamo tra Calto e Castelmassa, con lui e con Giovanni Raisi. Era bravissimo Minardi, aveva tanta classe, non capisco come mai non abbia fatto tanta strada. Era serio, aveva tutto, di testa poi era un campione, meritava davvero tanto di più>>. Tre anni di differenza tra i due, ma quando si incontrano, come spesso succede tra dirimpettai, è normale che parlino di calcio, anche se - dice Saul - " ormai vado poco alle partite, perché la domenica sto coi nipotini, sono diventato un 'pescatore da salotto'. Auguri 'Condo'. E lui: mi raccomando, salutami Nini Costantini e Spolaore.

 

 

 

SPOLAORE CARLO
Quando nella stagione sportiva 60/61 Alvino Minardi, difensore protagonista dal 52-53 in Promozione nel Dextrosport Castelmassa, è arrivato nel capoluogo polesano, il Rovigo giocava in Prima categoria solo perché erano stati ristrutturati i campionati. Fu una partenza lenta con Bolognesi in panchina, poi…Racconta Carlo Spolaore:<< Andò meglio nella seconda parte del campionato, con l'arrivo di Celestino Celio in panchina. Tra l'altro fu l'anno del mo esordio e quello di Boni in prima squadra. Ci integrammo 'presto e bene' con l'esperienza difensiva e la tecnica di Minardi, la grintosità in marcatura di Vigna e la dinamicità di Palmarin in mediana; così fu un finale alla grande anche se vinse l'Este>>.
Poi il viaggio calcistico di Spolaore - mediano e Minardi - difensore centrale sfiorò il salto in serie D nel Rovigo 61/62 che fu privato a tavolino dei due punti vittoria sul Legnago, perciò vinse il Contarina. La considerazione che ha Spolaore di Minardi è anche il frutto di altri tre campionati disputati assieme nel Rovigo del presidente Mantero, cioè le stagioni 62-63  con mister Ballacci e , dopo una stagione di Minardi al Ceneselli -casa sua, le stagioni 64/65 ancora con Celio in panchina e 65-66 con mister Camuffo. Un parallelo quello di Spolaore e Minardi che poi si è trasformato in staffetta, entrambi allenatori vincenti alla Lendinarese di metà anni '90.

 

 

 

 

PRIMA APPENDICE FLASH STORY ( di Massimo Selleri , by Il Gazzettino , 5.10.1991) / INSERTO SPECIALE CAMPIONATO  CALCIO POLESANO : LENDINARESE ASSORTITA NEL SEGNO DELLA TRADIZIONE

La tradizione che è alle spalle è lunga e gloriosa. Mezzo secolo di attività calcistica non è poca cosa. E’ un traguardo che è possibile soltanto a chi ha <sposato>, con convinzione ed entusiasmo, la giusta <causa>. Soddisfazione per i risultati raggiunti? Certo, ma si continua a guardare avanti. E si guarda al futuro anche per non smentire i gloriosi riscontri del passato.
Impossibile dimenticare che sul verde rettangolo di Riviera Perolari si sono fatte le ossa giocatori per poi prendere il volo e approdare decisamente in alto. Qualche nome? Ne facciamo due: Zoppellari e Dal Fiume. Ma l’elenco potrebbe continuare con Targa, Dolcetto e tanti altri. Zoppellari e Dal Fiume sono approdati alla massima divisione del calcio polesano in epoche diverse: il primo in anni ormai alquanto lontani; il secondo ha appeso al chiodo le scarpe bullonate soltanto da poco., in buona compagnia con Pablito Rossi, dopo aver portato il Perugia a sfiorare la conquista dello scudetto. Anche questi due esempi avalleranno che il calcio lendinarese è tradizione.

 

 

In anni alquanto recenti si è voluto, per ragioni diverse, fare un bagno di umiltà. Si è voluto cioè portare la squadra al … capolinea, alla divisione più bassa. Ma è stata subito rimonta. Si è tornati in Prima categoria sfiorando subito (lo scorso campionato) il traguardo della promozione, obiettivo mancato ai calci di rigore. Calci di rigore che, da sempre, interpretano compiti e mansioni proprie della roulette. Si arriverà in Promozione in seconda battuta, cioè quest’anno? I dirigenti non si sbilanciano. Ma nelle loro parole, se non andiamo errati, c’è tanta scaramanzia.
La campagna del … grano (alias trasferimenti) è stata infatti portata a termine con l’obiettivo primario di costituire una <rosa> ben assortita e potenzialmente in grado di <navigare> l’alta classifica, sin dalle prime battute del campionato se il tecnico Minardi riuscirà ad ottenere, con una certa sollecitudine, l’indispensabile amalgama tra <vecchi> e nuovi arrivati.
Il confermato presidente Giacometti continua a sperare 

 

 

Per il secondo anno consecutivo ( ma analoga esperienza è stata vissuta anche in anni passati) a <pilotare> la Lendinarese c’è Giuseppe Giacometti, che è presidente – è doveroso ricordarlo –anche del Vc Lendinara. “ Abbiamo sostenuto un notevole sforzo finanziario per approntare una squadra competitiva dalla quale mi aspetto massimo impegno e buoni risultati. La promozione? E perché non la dovremmo mettere in preventivo? Spero molto anche nel sostegno degli sportivi, che non devono dimenticare gli sforzi ed i sacrifici che noi dirigenti andiamo sostenendo”. Lo staff biancorosso è inoltre rappresentato da Luigi Viaro (vicepresidente), da Roberto Dalla Villa (ds e cassiere) e da Stefano Ramazzina (segretario). Sponsor: la Cassa Rurale ed Artigiana di Lendinara.

 

 

Un organico ringiovanito, Il problema che il presidente Giacometti e il ds Dalla Villa si sono trovati a risolvere durante il <mercato> estivo chiamava in causa lo sfoltimento della pattuglia dei fuori quota. Le nuove norme federali ne prevedono soltanto quattro per squadra. Tre giocatori , quindi, dovevano essere piazzati altrove. Con i tempi che corrono, una vera impresa. A malincuore ci si è privati del difensore Targa (al Bagnoli) e di De Putti. Quest’ultimo sembra intenzionato a smettere per malanni fisici. Ora i fuori quota sono cinque ( Guerra, Marini – che è arrivato dalla Villanovese –Passarella, Lupato e Miari). Ma con i trasferimenti si potrà andare avanti fino ad ottobre avanzato e quindi non è da scartare qualche altra <novità>. Nell’organico è stata fatta una sostanziosa iniezione di …linfa giovane(Pastorello, Furlani,Roveron, Nale, Milan , Baccaglini).
Sono inoltre annunciati i ritorni di Brandolese e Chinaglia.

 

 

SECONDA APPENDICE FLASH STORY ( di Sergio Sottovia, by Il Resto del Carlino 10.08.1992) / BLOW UP IN PROMOZIONE SULLA LENDINARESE DI MINARDI E SULLO SCARDOVARI  DI MANFRINI : << SAREMO DA VERTICE>>
Va nel segno della novità, la partecipazione al campionato di Promozione da parte dello Scardovari, retrocesso dall'Eccellenza, e della Lendinarese, promossa dalla Prima Categoria.
LENDINARESE & MINARDI - Dalla Terza alla Promozione, col presidente Giuseppe Giacometti. In una rifondazione totale societaria che é andata di pari passo con la crescita tecnica della squadra. E in parallelo con la crescita professionale del ds Roberto Dalla Villa. Una società, la Lendinarese, che il mosaico della sue squadra l'ha sempre costruito in anticipo rispetto al campionato. L'aver visionato durante I' anno i giocatori - papabili per il team del presidente Giacometti, ha fatto poi centrare gli acquisti. L'anno scorso la Lendinarese ha traballato all'inizio, poi ha carburato confermando la caratteristica diesel della squadra allenata da Alvino Minardi. Non erano solo le assenze per infortuni a pesare, ma anche una certa crisi d'identità. Poi Biasio, Brandolese, Guerra e Tommasini hanno reso impenetrabile il reparto difensivo e a centrocampo Germano Passarella ha coperto i due ruoli di playmaker e rifinitore per le punte Lupato, Milan e Miari. Della nuova Lendinarese così parla il riconfermato mister Alvino Minardi:” In un mercato difficile, abbiamo preso la punta Riccardo Frasson dal Rosolina e il forte difensore Corradin dal Masi - Castelbaldo. Dei nostri In attacco merita la riconferma Milan, per il suo crescendo finale.

 

 

Abbiamo il problema dei fuori quota da smaltire e ci occorre un centrocampo che faccia da spalla a sostegno al regista Passarella. Anche sul piano dei gioco dovremo adeguare il modulo alla categoria; giocare troppo lunghi ci costerebbe caro in Promozione. Intanto a partire dal 10 di questo mese, quattro giorni alla settimana per due settimane, Minardi torchierà i suoi negli allenamenti. .Alterneremo il fondo alla velocità, ma soprattutto cercheremo un gioco più geometrico.
SCARDOVARI & MANFRINI - Lo Scardovari del presidente Mario Rosestolato é retrocessa dalI' Eccellenza. La nuova gestione apre un nuovo ciclo. E' partito Carnacina ed é arrivato Mario Manfrini, ex Adriese. Ma soprattutto si sono lasciati andare quei giocatori che non sentivano più le giuste motivazioni e i giusti stimoli per restare. Così i difensori Broggio e Maistro sono approdati a Goro e a Donada, dove pure é finito il centrocampista Lazzarin. Al Codigoro é andato Ferro. Tra gli arrivi Emanuele Maistrello, centravanti dal Contarina, mentre si stanno concludendo le trattative per fare arrivare Gianni Ardizzon dal Lugo di Romagna.

 

 

Inoltre il ds Doriano Rosestolato é in fase conclusiva per due giovani del Ca' Lino. Allora lo Scardovari non sarà da alta classifica? Mister Manfrini sintetizza così il suo pensiero:” Penso invece che saremo da vertice. La difesa farà perno sul libero Sandro Banin, mentre a centrocampo giostreranno l’ incontrista Trombin affiancato da Simone Gibin e Tecchiati. Sulla trequarti Cristian Maistrello farà filtro per Emanuele Maistrello. L'arrivo di Ardizzon darà solidità ad uno Scardovari cui cercheranno di trovare spazio Boscolo e i giovani Santone; centrocampista laterale, e Flavio.Gibin, punta. Pavanati difensore, é già una realtà.” Prosegue Manfrini:” Siamo stati tra i primi ad iniziare questa settimana con quattro allenamenti: vogliamo partire bene facendo inizialmente fondo a resistenza e tra due settimane cureremo la velocità. Avremo l’ amichevole di lusso, in casa, col Contarina il 14 di questo mese, mentre il 23 incontreremo la Tagliolese. Saranno collaudi per la Coppa Veneto e per il gioco di squadra.”  Insomma per Manfrini chi andrà a Scardovari deve aver paura.

 

 

TERZA APPENDICE FLASH STORY ( di Sergio Sottovia, by Il Resto del Carlino 20.09.1993) / LENDINARESE AMARA PER IL SAN MASSIMO ( PARTE BENE IN ECCELLENZA LA “MATRICOLA” DI MR ALVINO MINARDI BATTENDO DI MISURA IL TEAM VERONESE DI MR MARCO MONTAGNOLI)

LENDINARESE – SAN MASSIMO  1- 0
( Parte male la matricola di mister Montagnoli impegnata in trasferta e sconfitta di misura: determinante la scarsa efficacia del reparto d'attacco    )
   
CENTRO COMMERCIALE BASE LENDINARA: Biasio, Crema, Rauli, Nalin, Tommasini, Chinaglia (82' Agostini), Bari, Ghirelli, Rossi (86' Magosso), Passarella, Frasson. All.re: Minardi
TMG SAN MASSIMO: Costa, Covizzi, Piccoli, Bissa, Melchiori, Deguidi, Moretto (78' Garbellini), Tavella (63' Donadé), Simeoni, Sauro, Zocchi. All.re: Montagnoli
ARBITRO: Ferronato di Padova.
RETE: Rossi al 24'
NOTE: Spettatori 400 circa. Angoli 3 a 1 per la Lendinarese.
AMMONITI: Nalin, Passarella, Covizzi e Bissa.
LENDINARA-  Partenza col piede giusto, in Eccellenza, per i biancorossi del Lendinara. Era uno scontro tra matricole, quello contro il San Massimo allenati dalla vecchia conoscenza polesana Montagnoli, già giocatore col Rovigo e con l'Adriese. Quindi l'occasione abbordabile per verificare la propria caratura. Anche perché il San Massimo si é rinforzato per sei undicesimi. San Massimo che fa attenzione, soprattutto con Rossi e Frasson, sui quali si interscambiano in marcatura Covizzi e Bissa. Ma Rossi é in gran giornata. Si propone per i triangoli anche a centrocampo. Al 4' una punizione di Tavella é ribattuta da Rauli. All'8' manovra Chinaglia-Rossi-Passarella consentono poi a Rossi un cross bloccato da Costa.

 

 

Il San Massimo costruisce a centrocampo, ma é velleitario sulla trequarti andando al tiro, con Sauro e Zocchi, da troppa lunga distanza per impensierire Biasio. Anche un destro al volo di Moretto si spegne tra le braccia di Biasio. Tutto nel primo quarto d'ora.
Primo serio pericolo per il San Massimo al 18': un cross da sinistra pesca al limite Frasson che stecca il sinistro. Un minuto dopo una secca punizione di Rossi costringe Costa alla difficoltosa alzata in angolo. E' il preludio al gol. Sempre da sinistra Chinaglkia batte una lunga punizione sul secondo palo: tore di Frasson per Rossi in area piccola, controllo e girata sotto la traversa per l'1-0.
Corre un briviso Biasio su punizione tagliata di Melchiori. Si propone due volte Rossi prima del riposo, ma prima é anticipato da Costa, poi scarica il sinistro rasoterra a lato.
L'avvio di ripresa vede ancora la Lendinarese pericolosa con Frasson che tenta u triangolo per Chinaglia e un cross per Rossi, però anticipati. Ha il predominio del centrocampo il San Massimo e dalla sinistra parte un rasoterra di Tavella che Biasio controlla lasciando sfilare sul fondo. Capitan Melchiori, il libero, al 61' trova una strada centrale saltando Nalin per andare addirittura al tiro: fiacco e a lato. Però é la Lendinarese che al 64' può raddoppiare. Frasson controlla e fa assist in area per Rossi, che in mezzo pallonetto supera Costa, ma arriva l'onnipresente Melchiori a ribattere dalla linea. E' concreto Rossi e di prima intenzione uncina e gira un destro, dopo una rimessa laterale, sfiorando l'incrocio poco lontano.

 

 

QUARTA APPENDICE FLASH STORY ( di Enzo Fuso , by Il Resto del Carlino 22.06.1993) / IL TECNICO ALVINO MINARDI SPIEGA UN ANNO FANTASTICO ( CON LA LENDINARESE PROMOSSA IN ECCELLENZA) 

Come si vince un campionato? Con un po’ di fortuna certamente, ma soprattutto con tanta convinzione e serietà, non stancandosi mai di riproporre le proprie idee fino alla loro affermazione. Allenatori vincenti  non si nasce, ma ci si diventa poco alla volta, dovendo in certe occasioni mandare giù bocconi molto amari.
Di questo tipo di trainer, il panorama calcistico è particolarmente ricco , visto che vincere un campionato di Terza categoria, dove i giocatori li vedi solo alla domenica, risulta a volte più difficile che in Prima categoria o in Eccellenza. Se facciamo riferimento solo a quelli che i campionati li vincono uno dietro l’altro, allora la situazione cambia e tutti questi mister stanno comodamente nelle dita di una mano.
Da noi ce ne sono due, Toni Scabin che ha fatto grande il Donada , e Alvino Minardi che in due anni ha portato la Lendinarese dalla Prima categoria all’Eccellenza. Proprio al mister di Ceneselli abbiamo chiesto il segreto di questi successi.
<<Non ce ne sono – ci ha risposto asciutto – in quanto la vittoria di un campionato è sempre frutto di un intenso lavoro assistito da un pizzico di fortuna. Comunque se non c’è preparazione non si vince di certo sperando solo nella buona sorte>>.

 

 

L’anno scorso lei ha rosicchiato dieci punti al bagnoli, superandolo di quattro punti dopo essere rimasto sotto di sei ; quest’anno i punti di distacco dalla Piovese erano addirittura sette , eppure ha vinto ugualmente strappando ai padovani il titolo in uno spareggio storico, per via delle 2.500 persone che erano convenute al Bettinazzi di Adria. 

 << In entrambi i casi non siamo stati noi a volere queste rincorse – ha spiegato Minardi – ma è stata invece tutta una serie di infortuni e contrattempi che ci ha costretto ad una situazione di emergenza proprio all’inizio del campionato. Pensi, ad esempio, a Guerra due anni fa , che infortunatosi ci ha lasciato subito senza il perno della difesa>>.
Questa però non è una spiegazione sufficiente, anche le altre squadre hanno degli infortunati all’inizio del campionato…
<< Diciamo allora che il tipo di preparazione che abbiamo adottato prevede una partenza piuttosto lenta sul piano psico- fisico per non caricare subito i giocatori che sono ancora freschi di vacanze. Facendo questo permettiamo a tutti di entrare in condizione senza quegli sforzi improvvisi che a volte risultano assai deleteri>>.

 

 

Quest’anno però non mirava al campionato, il suo obiettivo era quello di una salvezza brillante…
<< Questo è vero – ha continuato Minardi – un quanto eravamo delle matricole e la nostra preoccupazione maggiore era quella di non ritornare subito in Prima categoria. A credere nella vittoria abbiamo cominciato nel girone di ritorno, quando siamo riusciti a guadagnare dei punti anche in occasione di risultati non certo eclatanti. La svolta  comunque è stata a Noventa Vicentina dove dovevamo vincere per forza per portare la Piovese allo spareggio. Due punti che i ragazzi hanno fortemente voluto giocando forse male ma con una determinazione che ha sorpreso anche me. Poi nel doppio scontro diretto abbiamo bruciato quel pizzico di energie che ci erano rimaste e che è risultato decisivo per battere una Piovese che aveva gli stessi nostri problemi. Vinto il campionato la squadra si è ovviamente seduta e nella scalata al titolo veneto ha dimostrato di avere  ormai le gambe molli. Ormai i ragazzi avevano dato tutto. Vorrei comunque far rilevare che siamo stati messi fuori dalla formazione che ha poi vinto il titolo>>.

 

 

Ora vi attende l’Eccellenza…
<< Il passato è una cosa, il futuro ovviamente è ancora tutto da inventare. Per dirla in termini calcistici, la palla è adesso nelle mani dei dirigenti della Lendinarese che dovranno decidere se approdare o meno in questa Eccellenza conquistata con onore sul campo.
Non è un compito che adesso spetta  a me e quindi lasciamo che la società decida con calma. Ho saputo però che ci si sta dando parecchio da fare per non perdere il treno degli eventuali scambi o acquisti di giocatori>>.
Lendinara merita l’Eccellenza?
<< Se dicessi il contrario sarebbe un insulto, non si dimentichi che nello spareggio il nostro dodicesimo uomo sono stati proprio i nostri tifosi. Anche per loro abbiamo vinto>>.
L’Eccellenza però non è la Promozione…
<< Sono d’accordo e quindi si tratta di rinforzare questa rosa con l’arrivo di 4 o 5 elementi in grado di portare la squadra a livello delle altre formazioni della categoria. Con squadre come il Malo, lo Schio e il Legnago, tanto per citarne qualcuna, si rischia davvero di andare incontro a magre paurose. Nelle partite di Coppa noi abbiamo giocato con il Campetra, poi  retrocesso, e il Donada, poi promosso al Campionato  Nazionale Dilettanti e in entrambi i casi si è notato la differenza tra noi e loro. D’altronde 4 allenamenti non sono proprio cose da dilettanti>>.
Lei comunque è pronto a riprendere il discorso con la squadra?
<< Ripeto , ogni decisione spetta ora ai dirigenti che devono vagliare anche gli aspetti organizzativi di questa Eccellenza che è veramente l'élite del calcio dilettantistico a livello regionale>>.

 

 

EXTRATIME by SS/ In cover Alvino Minadi ‘mister winner’ al Perolari pro Lendinarese.
Poi in fotogallery lo accompagniamo nel suo lungo viaggio calcistico partendo da Minardi giovane calciatore ‘fasciato’ nella Sampietrese 1951/ 52 e poi nella stagione successiva col Dextrosport Castelmassa ‘biancazzurri’ a strisce verticali.
E dall’enclave altopolesano passiamo a proporvi Minardi nelle giovanili del Modena 1953/54 , quindi nel Frosinone 1957 con sfondo ‘città murata’.
Tornando al Made in Polesine ecco Alvino Minardi giocatore del Castelmassa 1959/60 , in maglia verde al fianco di Goffredo Stabellini (primo a dx, in piedi) .
A questo punto vi proponiamo in sequenza cronologica tutta una serie di foto polesane partendo dal Rovigo 60/61 di mister Celestino Celio con Minardi tra il portiere Sechi e capitan Palmarin.
A seguire ecco Alvino in due foto del Rovigo 1961//62 sempre di capitan Francesco Palmarin , prima in maglia chiara e poi in maglia scura con da sx in piedi D’Arrigo, Spolaore, Vigna, Palmarin, Bolzonella, Minardi; accosciati da sx Biancardi, Zanetti Dalmazio, Stabellini Goffredo, Morandini, Munaro.
E tra le due foto Rovigo con tanto di data e relative didascalie, vi proponiamo Minardi nel Rovigo 1964/65 di capitan Guglielmo Costantini che come portiere propone Roberto Masiero.
A questo punto vi certifichiamo il viaggio di Alvino Minardi giocatore sui campi di casa sul lungo Po.
Partendo da Minardi in Seconda categoria al fianco di Lucio Paramatti nel Ficarolo ‘sfondo pioppi’ di mr Bruno Malatrasi ( sun glasses) in foto col maestro Bottazzi ( cappello) e Umberto Monesi (dx). E poi in due flash by Ceneselli 1965 , prima in foto team bianconero  ( Lucio Paramatti è primo in piedi a dx) e poi a colori nel cerimoniale del saluto al centro del campo.

 

 

 

Chiusa la fotogallery relativa al giocatore Minardi , partiamo con la serie dedicata al mister con Alvino in camicia e allenatore del Trecenta 1973 in magli a strisce biancazzurre.
E con riferimento a Minardi allenatore del forte team Finale Emilia, mostriamo il manifesto che anche nel Terzo Millennio rendeva onore a quei Campioni degli anni ’80 , oltretutto in campo il 12 maggio 2012 vs la Nazionale Magistrati di Pierò Calabrò & Company.
Magistrati.
Per la cronaca i Mass Media segnalarono come ‘previsti in campo ‘ le seguenti Vecchie Glorie finalesi: << …i portieri Luppi, Rossatti, Preti e il finalese Orlandi; i difensori Baroni, Bonetti, Ghetti, Grani, Tabacchi e i fratelli finalesi Paolo e Marcello Pincelli; i centrocampisti Battaglioli, Zanoli, Cavicchi, Franchini, Treggia, Ghedini, Gadda, “Becca” Veronesi, Selvatici, “Teo” Teofoli, Fontanesi, Ferioli, Cestari e Paolo Magnani, oltre al direttore generale dello Junior Finale, Fiorenzo Gatto; gli attaccanti Zibelli, Gallerani, “Pivo” Pivetti, “Buba” Gavioli, Faccini, l’attuale mister dello Junior Finale, Franco Brandolini e Filippo di Benedetto, che dovrebbe disputare un tempo con la Nazionale Magistrati e l’altro tra i suoi ex compagni del Finale>>.
Bei tempi quelli della Finalese di mr Minardi di cui vi propongo questa didascalia in calce ad una foto-giornale Campionato Promozione 79-80 dallo stadio “Cabassi” di Carpi:
in piedi da sx Gandolfi – Benotti – Pignatti – Luppi – Corazzari – Sabbatini – Forni – Zibelli – Fusari – Minardi (allenatore) ; in basso: Boetti – Marnelli (mass.) Macazzi – Silvestri – Baroni – Ricci – Trenti.
Per la cronaca quell’anno vinse la Centese di mr Alberto Novelli che aveva tra le sue fila anche Gino Vaccari e che in classifica mise in fila Athletic Carpi  e Finale Emilia, pensate davanti al Sassuolo, , Crevalcore, SaveLazzaro, Vignolese, Bondenese, Formigine, Portuense, S. Agostino, Casalecchio e ultima la Copparese.
Ad ulteriore conferma della forza di quel Finale Emilia 1979/80 di mr Minardi ricordiamo che sia all’andata che al ritorno il risultato vs Centese fu ..ad occhiali.
Tornando in Polesine ecco Minardi mister ‘in camicia’ della Villanovese in maglia verde e poi Minardi mister ‘in giacca’con la Villanovese 1988-89 che mostra in piedi da sx, Emilio Milani ( pres) , Bacchiega, Passarella, Marini E., Orsetti, Zennaro, Paltarin, Rauli, Marini W., Minardi (all) - Capovilla (dir.), zx (dir); accosciati, Zanni, Baccaglini, Lovo, Borella, Astolfi, Toffalin, Pezzuolo, Marini C., zx (dir).

 

 

A seguire un poker photo griffato Lendinarese. Partendo dai biancorossi datati 1990 e, baipassando la foto in bianconero che ho scattato a Bresseo di Teolo, concludendo coi biancorossi del presidente Sterza winners 1992 in formato poster e con mister Alvino Minardi ‘uber alles’ e sulle braccia dei suoi giocatori e dirigenti ( vedi i due Garbin a sx) in esplosione di gioia per la promozione in Eccellenza.
Peraltro foto –squadre di cui troverete già le didascalie in altre rubriche su questo sito www.polesinesport.it, come peraltro per le due foto – squadra del Castelmassa 1998/99, subito dopo le escursioni extra- Polesine prima a Poggio Rusco e poi a Lonigo.
Davvero un lungo viaggio quello calcistico di Alvino Minardi fino alle soglie del Terzo Millennio, , anche se poi non ha certo …staccato la spina.
Anche per questo lo proponiamo i campo a Ceneselli tra gli amici Zaghi e Saul Malatrasi durante un revival Vecchie Glorie, poi in campo come spettatore smile a Legnago ( match di Eccellenza vs Arianese) , infine ‘premiato-targato’ come “Campione & Signore”  a Castelmassa assieme  agli altri Personaggi Story dell’enclave altopolesano ( in primis Italo Bonatti & Saul Malatrasi) che ho raccontato nella mia trilogia libraria Polesine Gol.
E che sono da sx Pietro Vitiello, Paolo Biancardi, Alvino Minardi, Gianluigi Cavicchioli , Vittorio Pirani ( rappresentato dalla figlia) , tutti premiati nel 2007 dall’assessore del Comune di Castelmassa assistita dal dr Marco Bottoni gran presentatore della serata.

Sergio Sottovia
www.polesinesport.it