Andy Vilk, tecnico della Nazionale Italiana Seven, intervistato by Enrica Quaglio in vista del XX Torneo Mirko Petternella Rugby Femm.


30/08/2016

Se segui il profumo de …Le Rose ti ritrovi globetrotter nel Mondo della Palla Ovale.
Tutto perché ormai in sequenza interviste, la stessa Enrica Quaglio gran promoter del Rugby Femminili in Italia ma anche a livello internazionale ci ha scritto questo preambolo mail :” Buongiorno, si invia in allegato intervista ad Andy Vilk, all'interno del programma per il Torneo Internazionale di Rugby Seven Femminile "Mirko Petternella" - Rovigo, 25 settembre 2016”.
E allora per onorare lo ‘spessore’ sia dell’intervistato che dell’Evento in programma allo stadio Battaglini di Rovigo, vi proponiamo in fotogallery alcuni flash che …poi vi spiego nell’Extratime, fermo restando che basta vedere qualche video by You Tube per capire quant’era “forte e speedy”  Andrew ‘Andy’ Vilk come giocatore ( perciò in calce la sua biografia flash in Appendice News by wikipedia) con la maglia della sua Nazionale e anche in Italia nel Benetton e nel Calvisano , dove l’ho visto  fotografato nella finale scudetto 2013/14 vinta vs i Bersaglieri della nostra Femi Cz Rugby Rovigo Delta.
Anche per questo eccovi la sua speciale intervista focus sul “Rugby Seven” grazie ad Enrica Quaglio professione reporter dopo essere stata anche ‘azzurra’ con l’Italrugby.

MAIN NEWS ( di Enrica Quaglio by Le Rose Rovigo, mail 30.08.2016)/ INTERVISTA AD ANDY VILK , TECNICO DELLA NAZIONALE SEVEN

Andy Vilk è il tecnico della Nazionale Italiana maschile di rugby a sette. Un passato da giocatore come centro ed ala tra Inghilterra ed Italia, con esperienze a Northampton e Sale, era arrivato a Treviso da
capitano della Nazionale Inglese Seven, dove veniva utilizzato come tallonatore.
Innamoratosi del nostro Paese, ha avviato al temine della sua carriera agonistica, un progetto professionale interessante, mirato proprio alla crescita della disciplina a sette, fino a diventare il tecnico dell’Italia.
Chi meglio di lui, quindi, per fare il punto sullo stato dell’arte?
“Stiamo ottenendo risultati positivi ultimamente, abbiamo fatto dei miglioramenti. Certo servirà ancora del tempo. Il gruppo a disposizione in questo momento conta ben undici volti nuovi su quindici giocatori totali ed è normale, dunque, che possa servire un po’ di adattamento”.
Nel frattempo, il Seven è approdato alle Olimpiadi, un obiettivo in prospettiva anche per gli Azzurri.

 


“Il piano deve portare a quello e speriamo possa essere così già dai prossimi Giochi. Cercheremo di lavorare il più a lungo possibile con lo stesso gruppo. Certo sappiamo che la strada sarà sempre più dura e ci sarà sempre più competizione. Non sarebbe male poter pensare ad un campionato a sette. In Inghilterra, Francia o nell’emisfero sud, già è così e poi i risultati si vedono”.
Proprio a Rio nelle scorse settimane, un grande successo per questo nuovo inserimento ed il trionfo delle Fiji sulla “sua” Gran Bretagna.
“Uno spettacolo incredibile. Sono riuscito a vedere quasi tutte le partite. Ci sono state delle sorprese piacevoli, come il Giappone che ha sconfitto formazioni più quotate come la Nuova Zelanda, ma anche lo stesso Brasile, per il quale si temeva una brutta figura e invece si è ben comportato contro tutte le avversarie. Dai quarti di finale in poi, il livello è stato altissimo e la vera differenza l’hanno fatta le difese e per questo i risultati sono stati in bilico e stretti, tranne la finale. Per la Gran Bretagna sono comunque contento di un ottimo secondo posto. Ho anche rivisto diversi amici e volti conosciuti. Con Simon Amor (attuale tecnico della Gran Bretagna, ndr) ho giocato, mentre sono stato allenato da Mike Friday (tecnico Usa, ndr) e Ben Ryan (tecnico dei campioni delle Fiji, ndr)”.
Da ex giocatore di entrambe le discipline, dove sono le differenze maggiori?

“Lo spazio naturalmente. Devi essere capace di difendere e gestire 60-70 metri e non sempre puoi contare su un compagno che scala, quindi devi saper scegliere bene i tempi per non rischiare di mancare un placcaggio. La stessa cosa si ripresenta in attacco. Spesso lo vediamo anche quando andiamo ad allenare i ragazzi delle Accademie. Vedono davanti un buco e provano subito ad attaccarlo, ma non sempre è la scelta più adatta, serve spesso pazienza per capire dove sta la vera opportunità. Poi di sicuro la velocità di gioco. Ogni azione nel Seven conta molto di più”.
Un altro aspetto evidente, inoltre, è che nel rugby a sette emergono sempre più Paesi lontani dalla geografia a quindici.
“È vero e questo avviene anche perché diverse nazioni stanno investendo sul Seven. Servono numeri minori quanto a giocatori e quindi spesso sono più facili da reperire, anche a livello qualitativo, perché magari non ti serve il pilone da 120 chilogrammi o la seconda linea di 2 metri. I fisici contano fino ad un certo punto, servono soprattutto velocità e capacità tecniche”.
Quali, quindi, i prossimi impegni?
“A settembre partiremo con i corsi allenatori, poi avremo un raduno Under 18 in preparazione degli Europei di Bucarest. Anche quest’anno continueremo il buon lavoro iniziato in precedenza con le Accademie, con i nati nel 1999 e 2000 e naturalmente seguiremo da vicino i ragazzi che provengono già dalle prime squadre”.
Il Petternella ovviamente, però, è un torneo femminile, con le ragazze che – a livello nazionale – si stanno sicuramente facendo onore.
“Stanno andando molto bene nel XV e devono continuare anche loro a lavorare nel Seven. La condivisione è soprattutto un aspetto fondamentale.
Permettetemi, però, soprattutto di approfittare dell’occasione per fare un grosso in bocca al lupo a tutte le formazioni che saranno presenti al torneo, con la speranza che sia un successo davvero per tutti”.

APPENDICE FLASH STORY ( by wikipedia) / ANDREW VILK – BIOGRAFIA
Andrew Vilk (Londra, 11 giugno 1981) è un ex rugbista a 15 inglese nei ruoli di ala e centro..

BIOGRAFIA

Nel 2003, dopo aver frequentato l'Università di Loughborough, è entrato a far parte della squadra dei Northampton Saints. Nel 2006 fu ceduto ai Sale Sharks, ed infine nel 2008 approda in Italia, tra le file della Benetton Rugby Treviso.

Nel 2005 Vilk entra a far parte della Nazionale inglese di rugby a 7, e partecipa al Wellington Sevens. Nel 2006, con la stessa nazionale vince il torneo dell'Hong Kong Sevens. Oggi ricopre il ruolo di capitano di tale nazionale.

Durante l'estate del 2012 firma il contratto che lo legherà nella stagione successiva alla squadra neo-campione d'Italia del Rugby Calvisano.

Conclude la carriera agonistica vincendo lo scudetto con la maglia del Calvisano nel 2013-14, dopodiché viene nominato selezionatore per la nazionale italiana di rugby a 7.

EXTRATIME by SS/In cover Andy Vilk by YOU Tube., certificate in una storica partita tra Inghilterra e Canada.
Come peraltro in apertura by You Tube, con Andew Vilk in percussione prorompente durante lo stesso match.
A seguire due flash che ho scattato a fine stagione 2013/14 con Andew Vilk dapprima al centro della scena come l’ho fotografato in versione Top Five ( da Costanzo a Griffen) , e poi tra i XV del Calvisano al centro del campo nel saluto iniziale prima della grande sfida vinta vs Femi Cz Rugby Rovigo , finale scudetto 2013/14.
E dulcis in fundo Andy Vilk, coach della Italia 7s Maschile, quando gli ‘azzurri’ conquistarono il quinto posto al Grand Prix Series di Gdynia , nel luglio 2016 in Polonia.

 www.polesinesport.it