Anima e cuore di “Aldo e Dino Ballarin – Dall’infanzia al Grande Torino” nell’Audiolibro con CD allegato/ Scritto da Barbara Mastella con ricerca storica e fotografica di Nicoletta Perini e Davide Bovolenta


La visita era programmata da tempo, praticamente organizzata dopo la Mostra che gli stessi Nicoletta Perini & Davide Bovolenta avevano organizzato a Chioggia in onore dei mitici fratelli Aldo e Dino Ballarin di cui sono nipoti. Ma di questo eventi vi abbiamo già dato conto sempre qui su www.polesinesport.it a tempo debito, così come abbiamo raccontato tante altre Storie ed Eventi dedicati ad Aldo e Dino Ballarin di cui abbiamo letto tutti i libri che li riguardano, anche questi segnalandoli su questo sito.
Perciò adesso facciamo altrettanto con questo nuovo libro , anzi Audiolibro con CD allegato, intitolato “Aldo e Dino Ballarin – Dall’infanzia al Grande Torino” , scritto da Barbara Mastella con ricerca storica e fotografica di Nicoletta Perini e Davide Bovolenta.
Un libro già segnalarmi da Nicoletta & Davide, anche per quanto riguardale le pagine speciali pubblicate su TUTTOSPORT e puntualmente dagli stessi segnalatemi.
Poi , ieri, sono arrivato a casa e l’ho letto ‘tutto d’un fiato’, dopo che il sottoscritto insieme all’amico Renzo Sarti ‘cuore granata adriese’ abbiamo fatto una full immersioni di ricordi sul lungomare di Sottomarina/Chioggia, ovviamente sui fratelli Aldo e Dino Ballarin.
 
Ma che sensazioni ho avuto leggendo il Libro? Dico solo che mi sono emozionato tante volte, per merito di Barbara Mastella, per il suo racconto del tutto particolare perché affonda le radici nell’anima familiare dei Fratelli Ballarin e in quell’Italia appena uscita dalla miseria della Grande Guerra.

A questo però mi piace promuovere la lettura del Libro di Barbara Mastella, attraverso la trilogia “Prefazione by Gian Paolo Ormezzano, introduzione by Gianni Romeo, Ricordo dei Nipoti by Nicoletta Parini e Davide Bovolenta” completata dai Ringraziamenti by autrice Barbara Mastella, di cui vi proponiamo anche la relativa Biografia pubblicata in Appendice al libro stesso, pubblicato by “Daniele Piazza Editore”.

Rimandandoci in calce al nostro consueto Extratime per ulteriori brevi commenti sull’incontro odierno coi nipoti e sul libro stesso che…vale proprio la pena di leggere perché Barbara Mastella è davvero straordinaria ed emozionante entrando nel cuore e nell’anima sia della Famiglia Ballarin che della tragedia di Superga e di quel Grande Torino.
Di cui per parte nostri vi proponiamo un ricordo personalissimo segnalatoci da Carlo Zoppellari, il giocatore della Fiorentina che avrebbe dovuto incontrare proprio quel Grande Torino subito la domenica dopo il ritorno da Lisbona.
Perciò , estrapolato da quanto ho già raccontato nella Carlo Zoppellari Story già pubblicata sia nel mio primo libro “Polesinegol  – Campioni & Signori” insieme anche alla storia dei Fratelli Ballarin, rieccovi quell’amarcord carico di coincidenze ed emozioni speciali…
<< Intanto Zoppellari studia medicina alla facoltà di Modena. A 25 anni Carlo  non vuole lasciare il calcio, che  resta la sua passione. Per questo va a provare col Modena, che nel 1946 lo ingaggia e lo tiene per due anni. Ha grande tecnica Zoppellari e la Fiorentina del presidente Allori lo ingaggia nel 1948, per 19 milioni, all'epoca cifra record. A Zoppellari vanno 3.200.000 lire,  che lascia tutte alla famiglia, tenendo per sé solo  30.000 lire: quanto basta per realizzare il suo sogno, comprarsi la vespa.
Com'era la vita del calciatore di quei tempi?.
Precisa Carlo: "Libero al lunedì, allenamenti per la verità leggeri gli altri giorni. A Firenze si andava allo stadio, il Berta (adesso é il Franchi), in tram. Allora il fatto di essere calciatore apriva tante strade."
Una coincidenza particolare ?". Io e Parola della Juve, fummo operati lo stesso giorno dal prof. Scaglianti.
Un'altra? " Per avere l'O.K. al rientro ci trovammo assieme, sempre a Firenze, con Maroso  giocatore del Torino. E alla domenica la mia Fiorentina avrebbe dovuto incontrare proprio il grande Toro di capitan Mazzola."
Continua il flash back di Carlo Zoppellari:" Noi giocatori temevamo quell'incontro, ma Ferrero il nostro  mister,  che nei due anni precedenti aveva allenato proprio il Toro,  disse sibillino: "Noi faremo la nostra partita"
Purtroppo la storia racconta che quel grande Toro partì per Lisbona e che quell'incontro Fiorentina-Torino non fu disputato perché nei cieli di Superga l'intera squadra del Torino perse la vita nel tragico incidente aereo. Tra quei granata c'erano i fratelli Aldo e Dino Ballarin, che nel Polesine avevano giocato ad Adria e a Rovigo. 
A Zoppelari ancora adesso vengono i brividi: " Alla domenica andai a vedere il Modena in cui avevo giocato i due anni precedenti.  Che emozione quando un aereo lanciò sul campo una corona per ricordare la tragedia del Toro. Poi il Toro giocò fino alla fine del campionato coi ragazzini delle giovanili e vinse lo stesso il campionato : tanti erano i  punti di vantaggio accumulato >>.
Tutto documentato in fotogallery, sia dai risultati in Calendario che dalla relativa Classifica finale rassegnatami dallo stesso giocatore fiorentino, mentre sempre in fotogallery vi proponiamo anche una foto di Aldo e Dino Ballarin ‘listata’ a lutto e trasmessa con dedica datata dal loro fratello Iginio a Leonardo Pelà , compagno sia di Aldo che di Dino Ballarin nel Rovigo dei tempi bellici.

A questo punto eccovi certificato dalla citata ‘trilogia’ tutta la qualità epica/etica del Libro scritto da Barbara Mastella…

PREFAZIONE di Gian Paolo Ormezzano – Giornalista
Il Torino meglio inteso come Toro alimenta da solo, con le sue vicende di dolore, di morte e di resurrezione , tanta letteratura, poesia, canzone, drammaturgia, storia, eccetera quasi come tutto il resto del nostro calcio messo insieme. Per quantità e anche per qualità.
La forza straziante della immane tragedia di gruppo a Superga e la fine “povera” sull’asfalto di Gigi Meroni  non hanno eguali, come intensità e forza di simbologia, nella mitica/mistica di tutto il resto del mondo nostro del pallone. In tanta epica che riesce ad essere anche etica ( il Grande Torino nella ricostruzione morale del paese dopo la guerra, Gigi Meroni nella ribellione al perbenismo formale di tanta società , e ci sono pure tante altre storie granata forti e dolenti insieme ad incidere la Storia ) , in tanta epica/etica questa operazione di ricostruzione della vicenda – famiglia e calcio – dei fratelli Ballarin, Aldo e Dino, porta un contributo di normalità, di semplicità, con tanto buon profumo di campagna sana, e non importa che sia soprattutto l’odore del pesce al mercato di Chioggia, la città dei due.
Barbara Mastella ha già visto rappresentata una sua intensa commedia sui fratelli Ballarin, per molti versi a lei legati, e ora riversa caratteri, situazioni, dialoghi., sensazioni in un libro diciamo parallelo. Si alimenta del Grande Torino , dove Aldo era quel che si diceva e si dice una colonna, che intanto lei alimenta ulteriormente con questi contributi.
Restituisce anzi quasi scopre il sacrificio del Ballarin minore, Dino , che non doveva salire su quel volo per e da Lisbona, ma che aveva chiesto al fratello celebre ed influente di trovargli un posto , salvando così la vita al secondo portiere granata, Renato Gandolfi, che lo precedeva nelle graduatorie interne della squadra e a priori sempre lo escludeva dalla lista dei partenti. Un errore diciamo pure ormai storico è quello di attribuire a Sauro Tomà, terzino sostituto in prima squadra talvolta di Aldo Ballarin talvolta di Maroso ( Bacigalupo, Ballarin, Maroso, Il Grande Torino comincia con un endecasillabo), il “ruolo” di superstite casuale allo schianto dell’aereo: Tomà era infortunato lungodegente, non doveva partire e non è partito).
E proprio questo preciso momento di lettura – mi riferisco a queste mie povere ma sentite parole, anche se le prefazioni sovente possono tranquillamente non essere lette, e per questo sovente sono scritte con disinvoltura da magari tipastri, ai quali ogni tanto mi aggrego, che non hanno letto il libro che presentano – è valido soltanto per l’omaggio ad una verità che in realtà non ha che una minima importanza storica, oltre che non avere nessuna importanza di altro genere. I morti sono morti, la tristezza rimane la tristezza. Casomai un curiosità statistica: pochi, e dico anche dei tifosi granata, sapevano che c’era anche un altro Ballarin, ma Dino nella rosa del Grande Torino , fu la tragedia a segnalarlo.

Ma diciamo del libro nella sua interezza: senza volerlo troppo, cioè senza pedanterie , esso diventa un bello e interessante spaccato dell’Italia di allora, ancora delle macerie ma già delle speranze , delle voglie, delle attese, anche delle prime soddisfazioni materiali , panacea delle perduranti insoddisfazioni morali, o meglio ( cioè peggio) dalle paure per l’abisso del futuro che la guerra aveva appena finito di aprire davanti a tutti.

C’è nel lavoro di Barbara Mastella, che fa parlare i reduci – reduci familiari ma intanto anche cittadini/ reduci della guerra e poi del dolore per Superga -, tanta ruralità di un’Italia che ad essa si appoggiò per sopravvivere e rivivere alla grande: ruralità nel senso di buona volontà “alla contadina” , anche se il campo arato dai pescatori di Chioggia è l’Adriatico. Tanta semplicità che non è bonomia di ignoranti, anzi, tanto amore per lo sport che non è voglia di allori e guadagni, ma di fatica e sanità , ed è pure lavoro sublimato   dal desiderio di rinascita, di confronto, di comparazione. Bisogna ( bisognerebbe, tutto ormai è sconciamente relativo , condizionale ma soprattutto condizionato) impegnarsi per sentirsi fratelli dei fratelli Ballarin. Per tornare in famiglia , gruppo. Ma non solo noi del Toro, noi del calcio, noi che amiamo il pesce di Chioggia. Noi tutti del tremendo e spesso anche orrendo e però amatissimo paese chiamato Italia.
 
INTRODUZIONE di Gianni Romeo – Giornalista
Quanta emozione, quante parole, quanti libri ha innescato la tragedia del Grande Torino! Nel pianeta sport soltanto l’epopea di Fausto Coppi , il corridore che chiuse l’esistenza con un finale altrettanto scioccante, ha ispirato tanta prosa e tanta poesia. Eppure ci sono ancora pagine bianche in attesa di una mano capace , una penna che corra lieve sulla carta.
Come al mano di Barbara Mastella, scrittrice sensibile e attenta, che apre un altro capitolo, offre risvolti inediti alla storia infinita, fa emergere piccoli, intimi, delicati scenari che il tempo non ha annacquato, ch erompono la crosta del dolore con un sussurro e offrono l’occasione di vivere i ricordi in modo lieve.
Aldo e Dino Ballarin erano due giovani calciatori, già affermato il primo , sulla strada del successo il secondo. Nati a Chioggia , avevano trovato nel Toro ruggente del dopoguerra, la casa ideale per dare corpo ai loro sogni. E a quelli di tanti italiani provati da una guerra dolorosa, che avevano bisogno di credere nella rinascita del Paese anche attraverso lo sport.
Aldo e Dino non avevano ancora avuto molto tempo per gustare in pieno anche la storia d’amore con Dina e Miretta, le compagne con cui avevano cominciato a percorrere una strada felice. In questo libro le due donne dopo tanti anni recuperano la vicenda bruscamente interrotta, ne offrono i risvolti ad una scrittrice che colma un altro spazio , dopo l’abisso scavato dalla tragedia di Superga.
Ed ecco che un dialogo sereno apre ai ricordi , un cinguettio discreto di restituire la figura dei due calciatori nel modo più semplice ed affettuoso.
Il dolore nel tempo è evaporato , resta sullo sfondo l’amore.

RICORDO DEI NIPOTI  Nicoletta Perini (nipote di Aldo e Dino Ballarin ) e il marito Davide Bovolenta

La passione per il Grande Torino è iniziata circa vent’anni fa e precisamente il 4 maggio 1999, quando siamo stati a Torino con la famiglia in occasione del cinquantesimo anniversario della tragedia di Superga.
Era una giornata di pioggia incessante, vento e nebbia, proprio come “quel giorno” e per chio c’era cinquant’anni prima sembrava di rivivere la tragedia. Abbiamo partecipato alla S. Messa sul colle di Superga, proprio nella Basilica sul cui terrapieno si schiantò l’aereo; poi a turno siamo stati a vedere la lapide, che si trova proprio nel punto dello schianto.
Siamo scesi a Torino  e abbiamo visitato la Mostra preparata per l’occasione: ricordiamo la ruota dell’aereo, le scarpe e le maglie dei giocatori, i loro documenti e gli oggetti personali , la valigetta del massaggiatore…
E’ stata una esperienza emozionante e suggestiva: indimenticabile.
E’ anche grazie a nonna Dina – moglie di Dino Ballarin – ai suoi racconti e al materiale  raccolto durante tutti questi anni, che ci siamo appassionati al Grande Torino e ci impegniamo per fare in modo che il ricordo rimanga sempre acceso.
A questo scopo in questi anni abbiamo fondato un sito internet, allestito mostre sul Grande Torino e pubblicato un libro che racconta la storia di Aldo e Dino Ballarin dalla tenera età fino all’incidente, il tutto accompagnato da numerose fotografie inedite dell’epoca.

Abbiamo contribuito alla realizzazione di due spettacoli teatrali e con altri preziosi collaboratori, organizziamo incontri nelle scuole per raccontare la storia di Aldo e Dino Ballarin , perché i giovani di oggi possano conoscere cos’è la vera passione.
Ed ora, con immenso piacere, collaboriamo alla realizzazione di quest’opera: abbiamo lavorato con il cuore e nutriamo la speranza che questa pubblicazione possa contribuire a rendere viva la memoria di quei grandi campioni.
Questa è per noi una missione, stupenda e difficile allo stesso tempo, perché consiste nel tenere alto il nome del Grande Torino, il mito, una squadra che è stata vinta soltanto dal fato… così da diventare invincibile all’infinito.
Dedichiamo tutto questo a Laura , figlia di Dino ( mamma di Nicoletta) ch purtroppo ha perso suo papà in tenera età, e si commuove al suo ricordo. Un abbraccio speciale a nonna Dina, zia Gianna ( figlia di Dino) e a Sergio  ( papà di Nicoletta) che ci guardano dal cielo.
Una dedica particolare a nostro figlio Luca , al quale cerchiamo di trasmettere i veri valori dello sport e il ricordo di Aldo e Dino Ballarin.

RINGRAZIAMENTI di Barbara Mastella ( autrice del Libro)
Desidero ringraziare innanzitutto Nicoletta Perini , nipote di Dino Ballarin e Davide Bovolenta, suo marito. A loro debbo l’appoggio, l’aiuto costante e l’apporto di fotografie e di documenti originali , senza i quali questo libro sarebbe stato incompleto. Ringrazio Gabriele Crocco che, assieme a Davide Bovolenta ha fornito le statistiche e i tabellini della carriera calcistica di Aldo e Dino Ballarin.
Un sincero ringraziamento anche a Mari Pia e Antonio Ballarin, figli di Aldo e ad Aldo Cappon , suo nipote. A Laura , figlia di Dino e ad Anna e Liana, sorelle dei due fratelli deceduti a Superga. Grazie anche a Franco Ballarin , figlio di Iginio.
Un ringraziamento affettuoso per Mara , figlia di Renato, che mi ha offerto la possibilità di leggere e pubblicare brani delle lettere di suo padre alla moglie Loredana.
Ringrazio Franco Ossola per il tempo che mi ha dedicato e per la gentilezza con cui mi ha fornito notizie ed indicazioni sulla storia del Grande Torino.
Grazie anche alla mia editrice , Daniele Piazza che ha acconsentito subito a pubblicare questo lavoro.
Sono molto grata a Gian Paolo Ormezzano e a Gianni Romeo, che hanno scritto le gentili , affettuose prefazioni del libro.
Grazie anche a Domenico Beccaria, direttore del Museo del Grande Torino.
Un ringraziamento anche ai miei cugini Carlo Alberto , Luciano e Mario Tesserin per le loro informazioni.
Un grande abbraccio a Renzo Sicco, direttore di Assemblea Teatro di Torino, per l’entusiasmo con cui ha accolto il mio progetto e, generosamente , ne ha scritto la riduzione teatrale.
E infine , un grazie speciale, affettuoso e sincero a mia madre, Luisa Tesserin, cugina di Dina, che mi ha fornito gran parte degli aneddoti personali , delle storie e delle vicissitudini dei primi anni dei due giovani calciatori.

BIOGRAFIA DI BARBARA MASTELLA – AUTRICE
Giornalista e scrittrice , è nata a Chioggia (VE) ed è cresciuta in Venezuela doev si è laureata in Comunicazione Sociale presso l’Universitad Central de Venezuela. Inviata a Roma come corrispondente del quotidiano El Nacional , ha poi lavorato per El Periodico di Barcellona, per l’Agenzia di stampa americana United Press International e per la televisione messicana Televisa. E’ stata per due volte corrispondente di guerra , in Afganistan e in Kosovo, ha realizzato numerosi viaggi con Papa Giovanni Paolo II e con Benedetto XVI ed ha commentato due Campionati Mondiali di Calcio per la radio americana della United Press International.
Ha fatto parte del Consiglio Direttivo della Stampa Estera di Roma, della Giuria del Festival Cinematografico di Montecarlo, del Festival del Film Industriale  e del Festival del Globo d’Oro che la Stampa Internazionale conferisce ogni anno al Cinema Italiano.
Attualmente è Direttore artistico dell’Associazione Amici della Musica , della Rassegna Solstizio d’Estate che comprende manifestazioni artistiche, musicali, teatrali e cinematografiche e della Stagione Teatrale che si svolge presso il Teatro degli Avvaloranti di Città della Pieve.
Per tre anni è stato Direttore artistico del Festival culturale “Il quinto elemento – Chioggia laguna d’arte”.
Ha pubblicato il libro di racconti Storie di stelle, i romanzi Il Mare dietro la collina, vincitore del Premio Mediterraneo, e l’Arco perfetto.
Per il teatro ha scritto Tesi di laurea – Aldo e Dino Ballarin e il grande Torino, adattamento teatrale e regia di Renzo Sicco.


EXTRATIME by SS/ In cover …
In fotogallery…

Sergio Sottovia
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