Arnaldo Cavallari & il Libro con Bertizzolo/ “Pilota da applausi” by Donazzan, “eccentrico’ by Migliorini


05/01/2013

Dopo la ‘lunga storia’ su Arnaldo Cavallari già raccontata qui su questo sito, lo stesso triatleta Arnaldo ( tra l’altro nel rally prima che arrivassero le …minigonne) mi ha telefonato più volte con simpatia e più volte gli ho fatto visita, tant’è che l’ho raccontato altre volte in altre versioni.
Tra l’altro ‘dentro la storia’ della Targa Florio ‘celebrata’ a Taglio di Po con Sandro Munari, Bepi Donazzan, Germano Bovolenta e ‘tanti discendenti’ di Antonietta Bellan Avanzo, la straordinaria baronessa pilota Made in Polesine.

Detto che recentemente ci siamo visti alla “Terrazza Martini” di Adria ( novembre 2012) dove, in conferenza stampa,  è stata presentata la novità ‘Pagnocca’ sulla consueta linea originale della bontà ‘Ciabatta Italia’, va ribadito che Arnaldo Cavallari è il solito ‘giovane impenitente’.
Perché? Basta dire che erano presenti diverse ‘belle signore’ e alcuni piloti speciale tra i quali i suoi estimatori Bobo Barbujani/sindaco e Marco Luise & lady.
Insomma con Arnaldo Cavallari ormai la sua Adria è diventata “La Città del Pane” anche se con il “Maestro di Sandro Munari’ abbiamo parlato ancora tanto di Donne e Motori e Calcio & Dintorni.
Anche per questo diventa ‘complementare alle altre’ questa storia già pubblicata on line e che vi ripresentiamo integralmente come segue, perché frutto di “tre punti di vista speciali”, cioè il suo, quello di Beppe Donazzan Caporedattore de Il Gazzettino/ Venezia) e quello Luigi Migliorini ( avvocato amico e all’epoca Commissario Ente Parco Delta Po) .

CAVALLARI ARNALDO STORY( by Sergio Sottovia 21.01.2008) /
(CAVALLARI ARNALDO , IL SUO PANE, IL RALLY, l’ADRIESE, IN UN LIBRO

<< Ero nel suo studio, ai Molini Adriesi, inizio Terzo Millennio: alla parete il primo piano di una ringhiante Alfa nel Sahara. Chiudeva lì, alla grande, Arnaldo Cavallari, dopo 23 anni di rallismo. Quella foto è del 1976, quando vinse il Rally Costa d'Avorio - Costa Azzurra , ben 10000 chilometri attraverso il deserto.
Sono sempre piaciute le sfide a Cavallari:" All'arrivo in Francia , sulla Promenade des Anglais a Nizza, mi inginocchiai e sulla terra feci una croce - mi sorrise Arnaldo - . Dissi "crosin croson" e ai giornalisti spiegai che quella sarebbe stata la mia ultima corsa". E così è stato. L'anno successivo iniziò solo per gli altri la Parigi- Dakkar.
POI abbiamo parlato di Tutto, del pane e delle belle donne come l'Adriese (in foto da sx, Cavallari e Longato). Insomma "Una vita nel Sole', come il titolo del libro - story scritto dall'Arnaldo ' born in 1932' che…

WHY BOOK by CAVALLARI
( IL “DIRE” DI ARNALDO:
<< Ho resistito per oltre venti anni, perché pensavo che fare un libro come io lo desideravo sarebbe stata una impresa troppo grande.
Poi ho ceduto, mi ha convinto l'amico giornalista Giovanni Bertizzolo ed abbiamo, per due lunghi anni, lavorato insieme. L'impresa sembrava interminabile ma la sua perseveranza e la sua grande carica di entusiasmo hanno prevalso. Per ciò che insieme abbiamo creato lo ringrazio di vero cuore e lo ringrazio ancora di più per avermi fatto ritornare giovane.
 
Pertanto gli dedico QUESTA VERITÀ
La giovinezza non è un periodo della vita, è uno stato d'animo, un affare di volontà, una vittoria del coraggio sulla timidezza, del gusto dell'avventura sull'amore per il quieto vivere. Non si diventa vecchi per il numero degli anni, ma per l'abbandono degli ideali. Giovane è chi si stupisce di tutto, si meraviglia, e chiede, come il bambino mai contento: e dopo? Allora tu sfida gli eventi, trova gioia
nel gioco della vita e: sarai giovane come la tua fede; vecchio come i tuoi dubbi; giovane come la tua fiducia; vecchio come il tuo sconforto; giovane come la tua speranza. Se un giorno - non sia mai! - il tuo cuore dovesse essere morso dal pessimismo, roso dal cinismo, Dio abbia pietà di te: “SARAI VECCHIO! “ >>

VISTO DA BEPPE DONAZZAN - Caporedattore centrale del quotidiano "Il Gazzettino" /
(L’ACCELERATORE UMANO)
<< Arnaldo Cavallari? E' un personaggio da romanzo senza tempo. Neppure per un attimo banale, soltanto avvincente. La sua vita è sempre stata così. E' così e lo sarà anche in futuro. Vissuta sempre al massimo, come lo è stata quella da pilota, ubriacata dall'entusiasmo e dall'adrenalina. Sempre a mille, mai più in basso. Anche nei momenti difficili ha sempre avuto il lampo della riscossa. Immediata, positiva. Il pilota Arnaldo Cavallari l'ho "conosciuto" sulle rampe della Valstagna-Foza, la "mia" speciale, la prova di tutti i giovani di Bassano del Grappa cresciuti a pane e rally. Là l'ho visto correre, là ho iniziato ad ammirarlo, là ho incominciato ad applaudirlo. C'ero anch'io, con la mia Rolleiflex, sulla scala di tornanti che punta verso il cielo, quella notte del San Martino, era la fine d'agosto del 1971. Ricordo la pioggia, quanta pioggia. Il rewind della memoria è nitido, come se tutto fosse accaduto ieri.

Avevo parcheggiato la Nsu Prinz, portata via di nascosto al mio povero padre, all'esterno di uno degli ultimi tornanti. Ero rimasto rintanato nell'abitacolo perché era impossibile fotografare sotto quel diluvio. Indumenti e macchine non erano quelle di oggi. Tirai giù il finestrino ed aspettai, pronto a portare a casa le testimonianze della passione. Arrivò il sibilo della Fulvia HF di Kallstrom, scattai. Poi i I rumore cupo della Fiat 124 spyder di Paganelli, scattai. Quindi la melodia dei cambi marcia del Drago Munari, scattai. E via così. Avevo calcolato che dopo la 124 di Raffaele Pinto, numero 12, avrei dovuto cambiare il rullino. Sulla lista dei partenti c'era un certo Burnay, numero 13, portoghese. Poteva aspettare. Poi c'era Cavallari, numero 14 sulle fiancate, quella sì era un'immagine da impressionare. In lontananza giunse un rumore diverso, a singhiozzo, accelerate e decelerate continue, senza quella cattiveria di decibel sentita in precedenza.


Un baaaa... baaaa che saliva e scendeva. Le lame di luce dei fari di profondità Carello. Inquadrai. Sopra la batteria dei Megalux vidi una macchia nera. Alta. Un uomo era appollaiato all'interno del cofano. Cos'è?, mi domandai. Pensai fosse la goliardata di qualche pazzo, ce n'erano tanti all'epoca, sottoscritto compreso. Quell'attimo di indecisione mi costò tutto. L'HF scivolò fuori dell'inquadratura con il suo delirante baaaa... baaaa... L'immagine di Arnaldo Cavallari, con Gianti Simoni che accelera, seduto sul motore a cofano aperto. Soltanto quando ridiscesi il tam tam degli amici mi informò dell'accaduto. Arnaldo aveva rotto l'acceleratore e aveva così inventato ... l'acceleratore umano. Un flash da leggenda, emblematico. Bravura, coraggio, inventiva, fantasia, emozione, c'è tutto. Un millesimo di secondo lungo quanto una vita. Là c'è stampato tutto Arnaldo Cavallari. Da applausi. >>

VISTO DA LUIGI MIGLIORINI - Commissario Parco Delta del Po
( ECCENTRICITA’, RARA VIRTU’) 
John Stuart Mill (1806-1887) scrisse: "Proprio perché la tirannia della maggioranza rende riprovevole l'eccentricità, è auspicabile che gli uomini siano eccentrici".
Bertrand Russel (1872-1970) affermò: "Se un paese vuole produrre grandi individui, alle quattro libertà deve aggiungerne una quinta: la libertà di essere eccentrici".
Questi due grandi pensatori del passato, avrebbero potuto dedicare uno specifico elogio, come campione di eccentricità, ad Arnaldo Cavallari, se fosse stato un loro contemporaneo.
L'eccentricità non va confusa con la bizzarria del buontempone o con l'atteggiamento dissacratorio di chi tiene comportamenti artificiosi, non rispondenti al proprio vero stato d'animo, solo per stupire.

L'eccentrico è un soggetto che si distingue dagli altri soprattutto per una particolare forza dinamica che possiede e manifesta, inizialmente sconcertando, ma poi coinvolgendo e creando entusiasmi.
L'eccentrico Arnaldo, dopo essere stato il pilota di grande successo che tutti conoscono, ha inventato una nuova forma di giornalismo turistico, con il periodico "Alta Marea", ha risollevato le sorti calcistiche della Adriese catalizzando l'attenzione di appassionati e tifosi che avevano perso ogni interesse in proposito; ha inventato farine nuove e si è affermato in tutto il mondo con nuovi tipi di pane...
Si parla tanto di globalizzazione economica non ancora realizzata e cioè di integrazione ed equa interdipendenza dell'economia delle varie nazioni, Arnaldo ha già realizzato, se è consentita l'espressione, un'armonica "globalizzazione sentimentale" riuscendo; raro caso al mondo, ad avere figli in nazioni e continenti diversi, tutti trattati con lo stesso amore, che costituiscono una "famiglia globale internazionale".
Quando incontro Arnaldo temo sempre di avvertire in lui sintomi di invecchiamento, ma per fortuna egli ne è indenne; che abbia fatto un patto come quello del dottor Faust con Mefistofele?
No, il merito è tutto, probabilmente, dell'eccentricità.>>

EXTRATIME by SS/ La cover è per Arnaldo Cavallari in giacca verde-cerimoniale col logo “Rally del Pane”.
Per quanto riguarda la fotogallery partiamo dallo storico impianto molitorio dei Molini Adriesi che orgogliosamente recita “Qui è nata la Ciabatta Italia” , così come ormai grazie ad Arnaldo Cavallari la città di  Adria è nota per essere “La Città del Pane”.
Poi in fotogallery saltiamo ogni riferimento calcistico ( vedi altre fotogallery in altre rubriche su questo sito)  e restiamo in tema “Pane & Motori”.
Partendo però dal giusto mix, con Arnaldo Cavallari in versione pilota ma definito “Il Re del Pane”.
A seguire ecco un trio foto di Arnaldo ospite a Taglio di Po in occasione dei “Centenario” della Targa Florio.
Nella prima foto con Sandro Munari intervistato da Maggi presentatore della serata.

Nella seconda immagine ( da sx) ecco la nipote della baronesa Avanzo, Arnaldo Cavallari, Sandro Munari, Beppe Donazzan alle loro spalle, Germano Bovolenta ‘smile) a dx).
Nella terza foto ecco da sx il trio Avanzo, quindi Arnaldo Cavallari ‘giacca verde’, e alle loro spalle il cavarzerano Enzo Salmaso e Beppe Donazzan in dolce compagnia-
Con riferimento alle varie visite fatte a Cavallari, eccolo a casa sua tra i suoi trofei ( due foto), quindi nella serata della presentazione della “Pagnocca” alla Terrazza Martini di Adria eccolo assieme ai suoi amici/ospiti ( tra gli altri il tenore Banzato, Gianni Ravarro promoter e Marco Luise pilota) .
E poi , in tandem con noto Zoletto missionario laico, ecco Arnaldo che ci ‘promuove’ la sua novità “Pagnocca” perché abbia successo internazionale come la famosa Ciabatta Italia.

Ma a proposito della ‘Ciabatta’ nota in tutti e 5 Continenti e di Cavallari beato tra le donne (vedi sempre altra rubrica qui su questo sito) potrei confidarvi che da adesso la vita di Arnaldo (parafrasando Coppi e la Dama Bianca) è ‘ritornata’ in asse come la  terra tra i due …Poli.
Quello del pane (partendo dalla farina …Bianca) e quello del rally, tanto più che sia nella prima visita a Casa Cavallari che nella seconda alla Terrazza Martini, beh in entrambe le occasioni Arnaldo ha fatto due telefonate ‘sempre alla stessa persona’.
Ma non vi svelo il nome, anzi deposito … scheda bianca.
Insomma, non me ne voglia il nostro “Campione & Signore”, davvero una “Vita nel Sole” quella dell’evergreen Arnaldo.
Giusto per la serie “il primo amore non si scorda mai”, come tutti i trofei che vi mostriamo nell’ultima foto, col mitico Cavallari ‘pilota moderno’ al computer.


21.01.2008


Sergio Sottovia
www.polesinesport.it