Arrigo Padovan sprinter winner by Lygie, Atala, Gazzola al Giro e “Gèant du Tour” vs Darrigade e Poblet


05/07/2014

Eternamente in bici, dalla prima “Mora” alla “Elios” attuale del suo amico badiese Ragona.
Ero ragazzino quando il 6 luglio 1958 una delle poche Radio Marelli ‘gracchiava’ la cronaca dal Tour De France e Arrigo Padovan vinse allo sprint sul traguardo di Bordeuax e quando nel Giro d’Italia del 1959 a Genova batté in volata il velocista francese Andrè Darrigade.
Ero ragazzino e “tenevo” per Fantini e per Arrigo Padovan italiani al Tour, sperando di sentirli sempre battere in volata il grande Darrigade.
Poi nel 1970 ho avuto la fortuna di incontrarlo a Merlara ( al mio esordio lavorativo da bancario) poco tempo dopo che … passando da Masi avevo visto il mobilificio di Arrigo Padovan, a due passi dal negozietto del ciabattino del fratello di “Orlandin dei Masi”, giusto prima dello svincolo per Castelbaldo - Merlara-Montagnana.
Insomma Arrigo Padovan abitava appena oltre l’Adige, lì nella Bassa Padovana, ma di sportivamente è di casa a Badia forever.
Così quando Paolo Aguzzoni , storico giornalista sport & life di Badia i the world, una sera a cena mi ha detto che aveva una storia speciale da raccontare… ancora una volta Arrigo Padovan ha messo la sua ruota davanti a tutti, qui su www.polesinesport.it come faceva sui ben più prestigiosi traguardi del Giro d’Italia.
E allora il sottoscritto, che ritagliava le foto de “Lo Sport Illustrato” del Grande Ciclismo degli anni ’60, si mette semplicemente a fianco del sidecar –storico giornalistico condotto dal professor Paolo Aguzzoni “Signore della Vangadizza” che vi racconta la Arrigo Padovan Story  , partendo appunto dalla sua prima bicicletta , la mitica “Mora” fino alla attuale “Elios”.

Praticamente un lungo viaggio di vita, quello di Arrigo “di casa a Badia”, che Paolo Aguzzoni racconta in reportage tanto professionale quanto affettuoso anche per quanto riguarda la fotogallery, non a caso raccontata in prima persona dallo stesso “Gigante del Tour” , per il quale …Parigi val bene una ‘messa’ tra i Polesani nel Mondo tanto più se griffata P.A. by Badia.
Per parte nostra aggiungiamo in Appendice News la sintetica Biografia/Curriculum/Palmares di Arrigo Padovan by wikipedia, mentre nel consueto Extratime by SS stavolta vi segnaleremo qualche flash news by internet, perché …basta proporvi qualche dato statistico e capirete anche soltanto dal ‘rosario dei campioni’ coi quali ha gareggiato il nostro Personaggio Story, qual è stata la Grandezza Sportiva di Arrigo Padovan , non a caso premiato anche dalla Provincia di Rovigo ( 26 giugno 2010) e di cui vi proponiamo specifica certificazione in fotogallery.

MAIN NEWS STORY ( di Paolo Aguzoni) / ANTONIO ENRICO PADOVAN DETTO “ARRIGO” : GEANT DU TOUR E NELLA GRANDE STORIA DEL CICLISMO (TRA GIRI D’ITALIA, VUELTA, GIRO DELLA SVIZZERA E “GRANDI CLASSICHE” )
<< Sabato 5 luglio 2014 è partito il Tour de France numero 101, s concluderà a Parigi il 27 luglio agli Champs-Elysèe dopo 21 tappe. Ci sarà chi come il campione del ciclismo Arrigo Padovan vedrà tutte le tappe del Tour in televisione e la sua memoria andrà all’ultimo Tour, quello del 2013, quello del centenario che lo ha visto festeggiato agli Champs-Elysèe.
Mostra con soddisfazione la medaglia ricordo e il diploma d’onore ricevuti lo scorso anno quando, assieme a tanti campioni che hanno partecipato al Tour coprendo tutte le tappe, fu premiato come  Gèant du Tour, cioè Gigante del Tour.
Tradotto in italiano il diploma riporta scritto: “Se il Tour de France può festeggiare la sua 100ma edizione in questo 2013 è grazie a te. Hai fatto tutto il tour almeno una volta nella tua carriera. Per questo exploit, abbiamo l'onore di assegnarti il titolo di Gigante Tour”.

Arrigo Padovan è nato a Castelbaldo (PD) il 16 giugno 1927; vive a Masi (PD) da molti anni è stato professionista dal 1950 al 1962, 172 cm di altezza per 70 chili di peso forma. Ha partecipato a quattro edizioni del Tour de France, 1956, 57, 58 e 59 completandole tutte, vi ha vinto due tappe che ricorda ancora nitidamente:  il 7 luglio 1956 vince la terza tappa, la Lille – Rouen di 225 Km, battendo in volata il belga Gilbert Desmet (maglia gialla) e il francese Claude Le Ber; il 6 luglio 1958 vince l’11ma tappa, la Royan – Bordeuax di 137 Km, battendo il belga Andrè Vayen e il francese Antonin Rolland quel giorno è maglia gialla il velocista francese Andrè Darrigade che Padovan batterà nell’indimenticabile 17ma tappa del Giro d’Italia del 1959 la S. Pellegrino Terme – Genova di 241 Km della quale conserva incorniciata la foto ricordo sul retro della quale ha riportato l’ordine d’arrivo.
“Fu una volata difficile – racconta Padovan – e prima di entrare nel velodromo abbiamo dovuto fare diverse mini volate per conquistare i primi posti. Basta leggere chi ho battuto: i più grandi velocisti del tempo: secondo Darrigade, terzo Pellegrini e poi  Van Geneugden, Velucchi, Boni, Ciampi, Conterno, Maule e decimo Baffi”.

Torniamo al “Gigante del Tour”: “Tutti noi “Giganti” – racconta Padovan – siamo stati  sistemati in 18 pullman a bordo dei quali abbiamo compiuto tutto il circuito parigino dell’ultima tappa con la gente che ci salutava; al termine abbiamo occupato una tribuna d’onore. E’ stata una grande festa, non dico quanto champagne è stato consumato. Ho incontrato Darrigade e tanti corridori non solo dei miei tempi, sono stato con Francesco Moser, con Vito Favero con il quale ho fatto tante tournèes, che, purtroppo, è morto lo scorso mese di maggio, e poi Merckx, Poulidor e tanti altri. Davvero una grande festa. Basti pensare che la carovana pubblicitaria del Tour 2013 ha sfilato per un’ora e mezza prima dell’arrivo dei corridori e ovviamente tutti mezzi uno diverso dall’altro”.
Padovan è andato a Parigi con il suo inseparabile amico Roberto Ragona il badiese fondatore della Cicli Elios che è anche da decenni il suo fornitore “ufficiale”.
“Non voleva andare a Parigi – racconta la moglie Lina Casarotti – ma io e Roberto lo abbiamo convinto ed è stato felicissimo. Quando è tornato a casa era carico come se avesse fatto il Tour”.
Tutti i giorni Padovan va a farsi i suoi 30, 40 chilometri con la bici Elios e si tiene in grande forma.

Nel 2006 quando alla Vangadizza di Badia Padovan fu invitato alla presentazione del nuovo annuario del ciclismo curato da Davide Cassani, allora commentatore televisivo e ora ct della nazionale di ciclismo, l’ex campione disse: “Ho iniziato a correre a 22 anni: ero talmente povero che ho potuto assecondare questa mia passione solo quando in miei compaesani hanno fatto una colletta per acquistarmi una bici da corsa. Sono diventato professionista nel 1950 e ho smesso a 35 anni". Ha corso 8 edizioni del Giro d’Italia (1951, 52, 53, 56, 57, 58, 59, 60), una Vuelta (1956), nove Milano – San Remo, otto giri di Lombardia e una Parigi – Roubaix. 
E’ stato portacolori delle Lygie, dell’Atala e della Gazzola. Ha vinto diverse gare in linea e ottenuto buoni piazzamenti.
Da ricordare anche la vittoria nella quarta tappa del Giro della Svizzera del 1955 davanti al grande Hugo Koblet staccato di 30’ e nello stesso anno ha vinto anche il Giro di Toscana.
Delle tappe del Tour abbiamo detto, ne ha vinte tre al Giro d’Italia la sesta del 1956 davanti a Rino Benedetti; la 17ma del 1959, di cui abbiamo già detto, e la 21ma e ultima del 1960 al velodromo Vigorelli, la Bormio-Milano di 225 Km, davanti a Rik Van Looy e Gastone Nencini, quarto Liviero, poi Benedetti, sesto Poblet e settimo Darrigade. N
encini chiuse il Giro al secondo posto dietro ad Anquetil, il primo francese a vincere il Giro d’Italia, per soli 28”.
Arrigo Padovan da anni corre per i colori della G.C. Badiese fondata nel 1974 come Società Ciclistica Badiese per questo al di là dell’Adige è molto conosciuto.
A Badia per anni attorno allo stadio via Roma c’era la pista in terra battuta che ha ospitato negli anni ’50-’60 del secolo scorso anche gare di ciclismo organizzate dalla Società Ciclistica Badiese (antesignana dell’omonima fondata nel 1974) verso la fine della stagione agonistica nazionale.
Vi hanno corso grandi ciclisti italiani su strada e su pista e quelle gare erano aperte da giovanissimi corridori fra i quali il già ricordato Roberto Ragona.
Di quella gloriosa pista non è rimasto nulla nel quasi totale abbandono dello stadio di via Roma.

Abbiamo trovato quattro foto di quegli anni che nel 2007 lo stesso Ragona così ci illustrò e che riproponiamo.
“Certamente – racconta Ragona – siamo nel 1951 perché io avevo finito le elementari e visto che al primo anno di Avviamento Commerciale non sono andato bene, mio papà mi ha voluto con lui nel negozio di biciclette: quindi in una quelle foto avevo certamente 12 anni e poiché sono del 1939, siamo nel 1951. Di certo tutte le foto sono state scattate nella medesima occasione”.
Arrigo Padovan si ricorda benissimo dei suoi colleghi corridori che venivano a gareggiare allo stadio comunale: Gino Bartali, Luigi Casola, Vito Ortelli, Adolfo Leoni, Severino Rigoni, Ferdinando “Nando” Teruzzi, Giovanni Corrieri e Antonio “Toni” Bevilacqua.
“Quelle gare - racconta Padovan – le organizzava un certo Pavan che faceva l’agricoltore, ma aveva la passione della bicicletta. Conoscevo bene il figlio Angelo anche lui appassionato di ciclismo. Facevamo tre tipi di gare: velocità, inseguimento e l’omnium. Allora prendevo venti, venticinquemila lire d’ingaggio che era buono perché allora era lo stipendio di un mese di lavoro di un operaio. Ovviamente i campioni prendevano molto di più: sopra le centomila lire”.

VEDIAMO COSA RACCONTANO LE QUATTRO FOTO:
Nella prima foto vediamo “Toni” Bevilacqua al centro con la maglia di campione del mondo dell’inseguimento su pista: titolo conquistato sia nel 1950 che nel 1951; se, come dice Ragona, siamo nel 1951, la gara badiese è stata disputata dopo i mondiali di ciclismo su strada corsi a Varese dove Bevilacqua giunse terzo alle spalle di Fiorenzo Magni e del vincitore Ferdi Kubler. Da sinistra a destra vi sono badiesi molto conosciuti: Pietro Leone Baratella, Giancarlo Cicogna, Renzo Checchinato, “Toni” Bevilacqua, Giancarlo Checchinato, Attilio Balena ed Eugenio Coccon allora corrispondente locale de’ Il Gazzettino; il ragazzino seduto  con il baschetto da ciclista è Flavio De Lorenzi che abitava a Masi (PD) e diventato poi bravo portiere del Badia calcio purtroppo scomparso nel 1993 a soli 51 anni.
Nella seconda foto ci sono diversi giovani corridori che da sinistra a destra sono: Flavio De Lorenzi, Ivo Baratella, Antonio Montini, Alberto Bellini, Giulio Ferracin, Alberto Verzaro, Roberto Ragona e altri due ragazzi ai quali non siamo riusciti a dare un nome.
Nella terza foto vi sono degli adulti dietro ai ragazzi prima del via, da sinistra a destra: Primo Baratella con il figlio Ivo, Amilcare Verzaro con il nipote Alberto, Sante Ragona con il figlio Roberto, Olimpio Angelo Ferracin con il nipote Giulio e Agostino De Lorenzi con il figlio Flavio.
Nella quarta foto datata 25 settembre 1951: siamo di sera e vediamo in primo piano Gino Bartali con il suo fidato gregario Giovanni Corrieri assieme a sportive e sportivi.>>



APPENDICE NEWS ( by wikipedia) / ARRIGO PADOVAN /BIOGRAFIA/ PALMARES/ CURRICULUM
Arrigo Padovan (Castelbaldo, 16 giugno 1927) è un ex ciclista su strada italiano. Professionista dal 1950 al 1962.

CARRIERA
( Squadre di club )

1950 Lygie-Pirelli 
1951 Atala-Pirelli Atala-Pirelli
 Lygie-Pirelli 
1952 Atala-Pirelli Atala-Pirelli 
1953 Atala-Pirelli Atala-Pirelli
Allegro Allegro 
1954 Atala-Pirelli Atala-Pirelli
 Lygie-Torpado 
1955 Atala-Pirelli Atala-Pirelli
 Lygie
1956 Atala-Pirelli Atala-Pirelli
 Arrow-Hutchinson 
1957-1959 Atala-Pirelli Atala-Pirelli 
1960-1962 Gazzola Gazzola 

NAZIONALE
1956-1959 Italia

BIOGRAFIA/CARRIERA/PALMARES

Inizialmente dovette alternare per molto tempo il ciclismo al lavoro come meccanico, ma a ventidue anni decise di darsi completamente al pedale e per farlo ebbe bisogno anche dell'aiuto dei concittadini, che si autotassarono per permettergli l'acquisto di una bici con cui correre.
Padovan ripagò subito l'aiuto con diversi successi e buoni piazzamenti in corse a tappe ed in linea; nel 1951 passò professionista e si impose nel Gran Premio Industria e Commercio di Prato.

Ingaggiato dall'Atala nel 1952, al suo primo Giro d'Italia ottenne buoni piazzamenti e verso la fine della stagione ottenne anche due secondi posti, al Giro di Lombardia e nella Tre Valli Varesine.

Nelle stagioni seguenti continuò ad ottenere buone prestazioni, come il secondo posto al Giro del Lazio del 1954, ma non arrivarono successi fino al 1955, quando vinse una tappa al Tour de Suisse davanti ad Hugo Koblet, il quale però si prese la rivincita battendolo nel Giro del Ticino. Quell'anno arrivò anche il successo al Giro di Toscana con un allungo sul finale di gara. Di qui in avanti arrivarono solo altre cinque vittorie, tra il 1956 ed il 1960, ma tutte importanti: due tappe al Tour e tre al Giro.

PALMARES
1950 (dilettanti) Coppa Caivano/
1951 Gran Premio Industria e Commercio di Prato
1ª tappa Giro delle Dolomiti
1952  : 3ª tappa Gran Premio del Mediterraneo
Bolzano-Trento
Gran Premio Industria - Belmonte-Piceno
1955: Giro di Toscana
4ª tappa Tour de Suisse (Genf > Sitten)
1956 : 8ª tappa Tour de France
3ª tappa Giro d'Italia
1958 : 11ª tappa Tour de France
1959 : 17ª tappa Giro d'Italia
1960 : 21ª tappa Giro d'Italia

PIAZZAMENTI

(Grandi giri )

Giro d'Italia
1951: 8º/ 1952: 16º/ 1953: 17º/ 1956: 12º/ 1957: 41º/1958: 65º/ 1959: 84º/ 1960: 83º
Tour de France
1956: 26º/ 1957: 20º/ 1958: 45º/ 1959: 52º
Vuelta a España
1956: 19º

(CLASSICHE )

Milano-Sanremo
1951: 27º/ 1953: 18º/ 1955: 98º/ 1956: 8º/ 1957: 74º/ 1958: 77º/ 1959: 34º/ 1960: 91º/ 1961: 78º
Paris-Roubaix
1960: 47º
Giro di Lombardia
1950: 33º/ 1951: 10º/ 1952: 3º/ 1953: 41º/ 1954: 26º/ 1955: 11º/ 1957: 27º/ 1959: 101º

(COMPETIZIONI MONDIALI)
Campionati del mondo
Waregem 1957 - In linea: ritirato

EXTRATIME by Sergio Sottovia/ Della carriera sportiva di Arrigo Padovan (in cover è winner a Genova) ci piace segnalarvi alcuni significativi flash story che abbiamo estrapolato dai vari siti del web ciclismo dove vi rimandiamo ( specialmente su alcuni web site francesi) .
Così , anche per quanto riguarda gli approfondimenti sulla ‘prima parte della vita sportiva’ di Arrigo Padovan eccovi l’articolo di Paolo Mannini (FI) pubblicato by www.ciclomusep-bartali-it , con tanti nomi di campioni ‘eccellenti’ che hanno fatto la storia del ciclismo.

<< STORIA DI ARRIGO PADOVAN/ All'età di 13 anni stabilisce la sua dimora a Bolzano e qualche tempo dopo a Verona, per motivi di lavoro. Inizia la carriera nel V.C. Montagnana alla bella età di 21 anni, dopo la disputa di quattro corse senza pretese effettuate nell'anno 1948. A 22 anni abbandona definitivamente il lavoro di meccanico per dedicarsi completamente all'attività ciclistica.
Gli sportivi di Castelbaldo raccolgono a fatica la somma di lire 32.000 per l'acquisto di una bicicletta "Mora"; il ciclista li ripagherà del generoso gesto con una carriera costellata di brillanti successi, ottenuti sulle strade d'Italia e in terra straniera.
Le sue caratteristiche di passista veloce ben si adattano alle classiche non troppo severe e avrebbe potuto ottenere un numero maggiore di vittorie se non si fosse fatto prendere dalla smania di battere tutti.
Inizia la stagione agonistica partecipando al "Circuito dell'Adige", sulla distanza di 120 km e si classifica al 5° posto; tre giorni dopo si piazza ancora 5° nell'eliminatoria veneta del Gp Pirelli. Nella Coppa Italica sulla distanza di 160 km disputata a Sesto San Giovanni, si classifica 1° nel Gp della Montagna e giunge terzo al traguardo. Conquista la sua prima vittoria a Vicenza nella Coppa Bernasconi di km 167 dopo una fuga di 20 km.
Per il talento dimostrato in corsa, viene invitato dalla C.T.S. dell'U.V.I. alle selezioni di Marina di Massa, Cento e Brescia dove ottiene brillanti risultati. Partecipa al Giro di Liguria a tappe per dilettanti ed ottiene il 2° posto in classifica generale, correndo come "isolato". Ottiene una brillante vittoria nel Gp. Abano giungendo con 3' di vantaggio sugli immediati inseguitori. Vince anche a S.Carlo di Ferrara precedendo gli azzurri Ferrari, Valeriani e Guerrini di 1' e mezzo.

Nel 1950 corre per l'"U.S. Nicolò Biondo di Carpi" e vince la Coppa Italia con i compagni di squadra Crocchetta, Fusari e Tolomelli.
Ma l'intera stagione è particolarmente ricca di vittorie significative. Si impone a Napoli nella "Coppa Caivano", prima prova indicativa per il Campionato del Mondo dilettanti di 156 km; la vittoria è molto sofferta e arriva dopo una lunga fuga in compagnia di altri tre corridori. Conquista il posto d'onore nel Circuito di S.Carlo, vince la Milano-Genova, il Giro del Medio Polesine e infine si classifica terzo nel Giro di Sicilia a tappe.

Ad ottobre passa professionista come indipendente.
Al suo primo anno da professionista (1951) vince a Prato il Gp Industria e Commercio e si classifica secondo nel Giro della Provincia di Reggio Calabria. Viene chiamato dall'Atala a correre il Giro d'Italia dove ottiene ottimi piazzamenti conquistando l'ambita maglia "bianca" degli Indipendenti.
Nel 1952 è tesserato per l'Atala ed ad aprile ottiene il successo nel Gp del Lavoro a Belmonte Piceno davanti a Martini e s'impone per distacco nella Bolzano-Trento, prova valida per il Campionato Indipendenti. Partecipa nuovamente al Giro d'Italia conquistando piazzamenti di rilievo come la piazza d'onore nella tappa Bolzano-Bergamo.
Si ripete nella stagione successiva al Giro d'Italia con il 2° posto nella tappa Pisa-Modena preceduto da Fiorenzo Magni.
A settembre del 1954 ormai affermato campione della Lygie si classifica 2° a Roma nel Giro del Lazio davanti ad Astrusa e Magni e guadagna il diritto a partecipare alla finale a cronometro del Campionato Italiano di Busto Arsizio, vinta poi da Fausto Coppi.
Nel 1955 al Giro d'Italia non coglie significative vittorie ne piazzamenti di rilievo, ma a giugno vince una tappa del Giro di Svizzera la Ginevra-Sion davanti a Koblet e Ockers, e subito dopo conquista il posto d'onore a Lugano nel Giro del Ticino vinto da Koblet. A luglio si aggiudica con un irresistibile allungo il 29° Giro di Toscana alla media di km 35,426 km/h, dopo aver contribuito ad animare la corsa; sarà questa la sua più importante vittoria in una corsa in linea.
Nell'anno 1956 passa a difendere i colori dell'Atala nelle cui file resterà fino al termine della stagione 1959. Prende parte alla Milano-Sanremo e si piazza al 7° posto e poi al Giro di Spagna dove ottiene un 2° posto nella tappa di Viktoria. Partecipa al Giro d'Italia (vincendo la tappa Rimini-Pescara) e al Tour de France con la squadra "azzurra".

Al suo primo Tour si mette in luce vincendo la Lilla-Rouen davanti a Desmet. Viene selezionato per i Campionati del Mondo ai quali non può partecipare per una grave caduta a Trento.
Nel 1957 conquista la piazza d'onore nella tappa Levico Terme-Abano Terme del Giro d'Italia e ritorna al Tour de France dove ottiene numerosi ed eccellenti piazzamenti (tre secondi posti).
Partecipa al Campionato del Mondo su strada che si disputa a Waregem agli ordini di Baldini, la corsa è vinta da Van Steenbergen.
Nel 1958 partecipa nuovamente al Giro d'Italia ma con scarso successo, mentre si mette ancora in buona evidenza al Tour. Il 6 luglio vince la tappa su traguardo di Bordeaux dopo che era giunto già primo nella St. Brieuc-Brest ma era stato poi retrocesso dalla giuria al 2° posto.
Nel 1959 vince la tappa del Giro d'Italia San Pellegrino-Genova e al Tour de France coglie significativi piazzamenti con due piazze d'onore.
Nel 1960 passa a difendere i colori del G.S. Gazzola e corre il Giro di Germania vincendo la tappa a Trier; la giuria però lo retrocede al 2° posto.
Nel Giro d'Italia ottiene ancora ottimi risultati: gli sfugge per un soffio la maglia rosa nella prima tappa, la Roma-Napoli vinta da Bruni, dove si classifica al 2° posto. Si piazza quindi al 3° posto nella Bellaria-Forlì ed infine vince trionfalmente la Bormio-Milano a conclusione del Giro. Continua l'attività agonistica nelle stagioni 1961 e 1962, ma senza apprezzabili risultati e subito dopo si ritira dallo scenario del ciclismo. >>

MA SUI SITI WEB POTETE TROVARE ALTRI APPROFONDIMENTI, visto che ne ha parlato in data 20 luglio 2003 anche Il Mattino di Padova, titolando “Padovan , un mito ancora in sella” .
Dove si fa blow up sull’arrivo del Giro d’Italia 1957 ad Abano, e dove si parla così di Arrigo Padovan ancora ‘ciclista’ nel Terzo Millennio:<<  Ancora sportivissimo lo trovi tra vecchie glorie professionistiche del Veneto. Negli anni passati Padovan ha fatto alcune apparizioni tra i cicloamatori vincendo anche numerose gare e ora pedala nella Bassa Padovana. Tanti ricordi, tanti momenti di gloria, fra tanti trofei che custodisce con cura nella sua casa tra i confini di Padova, nel comune di Castelbaldo. Gli appassionati sanno che Padovan è stato un grande del ciclismo, non solo nazionale. Anni ’50 in sella con i colori Atala e Lygie nel 1960, ’61; nel 1962 conclude l’attività con i colori della Gazzola. Ha gli occhi lucidi Arrigo Padovan, quando ricorda la vittoria della tappa del Giro d’Italia del 1960, quella conclusiva di Milano.>>

STORIE DI SPORT E DI VITA, come i tanti anni ‘ corsi e percorsi’ sulle strade del Grande Ciclismo insieme al su compagno Alessandro Fantini ( Fossacesia, 1 gennaio 1932 – Treviri, 5 maggio 1961) visto che sono stati compagni di quadra dal 1954 al 1961.
Per la cronaca e per la storia voglio ricordare anche lo sfortunato Alessandro Fantini perché morì nel 1961 in seguito a una caduta durante la sesta tappa del Giro di Germania e perché ad Arrigo è rimasto nel cuore:<<  Vinse sette tappe al Giro d'Italia e due al Tour de France.Vinse una tappa al Giro d'Italia 1957 e una al Tour de France 1955. Giunse secondo, a 7'44" da Charly Gaul, nella celebre tappa del Monte Bondone al Giro d'Italia 1956 (corsa che chiuderà al sesto posto)>>.

Anche per questo ho aggiunto in fotogallery una foto team del team Atala 1956 dove Padovan & Fantini sono citati assieme nella didascalia.
Mentre per tutto il resto della fotogallery, ci ha pensato Paolo Aguzzoni (perciò in apertura ‘kit wikipedia’ col Gigante del Tour) nel suo straordinario reportage su Arrigo Padovan “padovano-badiese & in the world” che magari incontrerò ancora on the road nel suo tutt’ora “biciclettando evergreen con rush finale” , running from Elios friends.


Paolo Aguzzoni
www.polesinesport.it