Beppe ‘Bagoto’ Donà ‘nozze d’oro’ da factotum pro Adriese/ Dal Club Granata in C2 a dirigente coi pres. Cavallari, Simoni, Frizzarin e…in risalita yo yo dalla Prima cat fino alla Serie D con Scantamburlo


Cuore granata per dna familiare , Giuseppe Donà figlio di Antonio, è factotum storico dell’Adriese , praticamente il custode di tanti amarcord fin dai tempi del Club Granata e da quando gestiva il Bar Donà, in piazza Marconi a fianco del negozio di Ferruccio Folco, presidente dell’Adriese in escalation degli anni 70, in risalita coi gran segretari Pellegrinelli e Levi fino alla storica Serie C2.
Una vita da factotum , quella di Beppe Donà , tutt’oggi sempre in campo anche con Luciano Scantamburlo presidente di un’Adriese in Serie D che punta alla Serie C.

E allora , visto che questa domenica, prima del match Adriese – Vigasio,  lo ritroverò come di consueto protagonista al suo ‘tavolo’ all’ingresso dello stadio Bettinazzi per salutare tifosi e addetti ai lavori proponendogli biglietti della lotteria e gadget ‘granata’ per impinguare le casse sociali, vi ripropongo la Donà Story storia datata 2008.

 

 

 

Una Storytelling che avevo pronta da un anno ‘aggiornata’ sia nell’ultimo decennio di Bepe Bagoto che per quanto riguarda l’amarcord agganciato a suo padre Antonio, giocatore protagonista della ripartenza Adriese post bellica, epoca del presidente Francesco Nissotti per il quale …ho incontrato stamattina suo figlio Bruno altro sportivo a cinque cerchi col quale ho giocato stamattina a tennis parlando di moto e Calcio Story adriese.
E allora rimandandovi all’Extratime per aggiornamenti ed amarcord in aggancio alla fotogallery, eccovi tout court la Bepe Donà Story – Format News Magazine, pro Adriese del Terzo Millennio.

 

 

 

MAIN NEWS (  di Sergio Sottovia, 01.09.2008)/  CINQUANTANOVESIMO PERSONAGGIO STORY – FORMAT NEWS MAGAZINE – GIUSEPPE ‘BAGOTO’ DONA’ – UNA VITA DA FACTOTUM AL SERVIZIO DELL’ADRIESE – IL MIO ‘OSCAR’ ALLA CARRIERA.

Personaggio catalizzatore della tifoseria granata, Bepi 'Bagoto' Donà da quest'anno è anche vicepresidente dell'Adriese 2008/09. Infatti il riconfermato presidente Olivo Frizzarin come vice presidente si avvarrà ancora dell'aiuto di Domenico Gianese ma anche della novità Giuseppe Donà.

 

 

 

Tutto questo però é nel segno della continuità più assoluta in Casa Adriese, a partire dallo staff tecnico che sarà ancora composto dal direttore generale Sante Longato e dal ds Luciano Vianello, per continuare con la panchina affidata ancora al tandem tecnico Pedriali - Lugarini. Qualche variazione sul tema c'è stata nell'organigramma, visto che dopo una vita passata nel calcio Carlo Bonafè (tra l'altro a maggio è stato premiato a Roma con la 'benemerenza' della Figc) ha passato il testimone a Gianluca Levi peraltro anche addetto stampa.

 

 

 

Ma Levi è sempre stato nella 'storia granata', come Sergio Tieghi riconfermato cassiere, Leno 'evergreen' Zanella coordinatore del settore giovanile, e Fausto Durante addetto all'arbitro. O come Franco Monti responsabile area tecnica del neonato Gs AdriaCalcio.
Praticamente la vicepresidenza a Giuseppe Donà è un premio alla carriera, meritatissimo, per Bepi Bagoto, un personaggio impossibile da etichettare ( puoi trovarlo globetrotter in Corso Vittorio con un tedesco, con Renzo 'soccer' Sarti o con un cinese), ma che da tanti anni per l'Adriese è linfa vitale.

 

 

 

Che poi sia nato a Ferrara , nel 1951, beh è stata la GRANDE ALLUVIONE DEL PO a volerlo: sua madre è stata là solo il tempo per farlo nascere.
Cuore granata fin da giovanissimo, fin dai tempi dell'Adriese che giocava in Seconda categoria, metà anni sessanta. Dai ricordi Bepe Donà snocciola i seguenti giocatori granata: Paesanti centrocampista, Mentasti  mezzapunta, Zadel portiere e Padovani punta. Tra gli allenatori ricorda Mazzero, Blason e una tifoseria sempre crescente che ha accompagnato l'escalation granata fino alla C2.

 

 

 

"Gestivo un bar in piazza Marconi, fianco a fianco al presidentissimo Folco, commerciante all'ingrosso di verdura, col quale si parlava ogni giorno di calcio,  come con Levi. Erano i tempi di Tivelli e Bertuzzi -  ricorda Donà - ; poi vennero i tempi degli allenatori Ardizzon e Galeone e della gloriosa C2 negli anni ottanta".

Il tifoso Bepe Donà ha vissuto tutte le stagioni successive della storia granata, tempi di vacche grasse, ma anche di vacche magre alla corte granata.
Le sintetizza così Donà:" Nel mio bar c'era la sede del Club Granata, perciò le grandi discussioni le sentivo tutte. Come quelle della fase calante granata, quando con Mario Scarpa allenatore - giocatore , ex Perugia Serie A, retrocedemmo dalla Promozione.

 

 

 

Ricordo anche che l'anno dopo rischiammo di retrocedere addirittura in Seconda categoria e ci salvammo solo con l'arrivo di Adriano Rubinato in panchina. Fu poi con Mario Manfrini che risalimmo dalla Prima categoria, l'anno dello spareggio vinto 3 a 1 nei supplementari, al Tre Martiri di Rovigo contro la Fiessese di Soressi."

 

 

 

Di quei tempi gloriosi Bepe Donà mi mostra i grandi album ( quelli della Mostra del Centenario 1906/2006), gli articoli, i grandi titoli e i disegni goliardici dello specialista Alessio Crepaldi (emblematici degli sfottò tra le tifoserie quello riprodotto dalla Gazzetta dello Sport il 27/6/79). Gli anni della C2 sono stati gli anni di più intenso sostegno per il Club Granata, prima al Bar Mimmo poi Bar Donà.

 

 

 

" Tanti soldi raccolti per l'Adriese, tanta partecipazione, anche al Ridotto del Teatro Comunale e al Centro Vidale, con personaggi importanti come Vicini e Pizzul - va in flash back il Bepe - ; con feste  da ballo, lotterie e tanti tesserati -."
Un'esperienza che dal 1992/93, terminata la gestione del bar, metterà al servizio dell'Adriese su invito del presidente Arnaldo Cavallari e del geometra Franco Martinolli. E il nuovo Donà 'societario' sarà impegnato, a livello organizzativo, a tempo pieno.

 

 

 

Per la pubblicità , il giornalino Alè Adriese, le locandine, un po' di segreteria, il calendarietto, la posta , le lotteria, i rapporti con la tifoseria, l'organizzazione delle trasferte, corriere e ristoranti.
Una attività vissuta con tanta passione, fianco a fianco di tanti amici dal cuore granata, che da tanti anni sono il nocciolo duro di un servizio silenzioso e costante.

 

 

 

Di questi collaboratori Bepe Donà ci tiene a sottolinearne i nomi e la dedizione.
Quella dei fratelli Armando, Renzo e Franco Mazzon, impegnati nella manutenzione degli impianti sportivi e anche accompagnatori delle giovanili.
Quella di Walter Marangoni, Cesare Portesan, Angelo Previato addetto all'arbitro. Veri 'lavoratori' , che sfalciano l'erba e sbiancano gli spogliatoi.

 

 

Quella di Domenico Gianese detto Nini, vicepresidente, abile a fare lavori di meccanica e che troviamo alla domenica nel servizio di biglietteria alla porta.
Quella di Sergio Tieghi da Canaro che da 30 anni fa il cassiere al Bettinazzi. Un servizio che gli ha fatto perdere tanti primi tempi della squadra del cuore; scusate se non è poco per un tifoso.

 

 

 

Questi signori sono tutti tifosi che hanno fatto parte della struttura societaria. Muri portanti della casa Adriese. Quella dei tempi caldi della loro gioventù. Quella dei tempi degli oltre 1000 spettatori.
"Nel 1976 stavamo perdendo al Bettinazzi per 1 a 0 contro il Carpi. Me la presi con l'arbitro e gli lanciai  qualcosa contro - ammette Bepe- ; per fortuna arrivò il gol rapina di Montagnoli a tempo scaduto, l'Adriese pareggiò 1 a 1 e ritornai calmo."

 

 

 

Erano i tempi dei tamburi, dei tromboni e dei petardi. Ancora adesso Donà ha il cuore caldo del tifo folkloristico, quello organizzato con gli striscioni, ma Bepe è anche quello metodico che organizza i pasti e i panini sui pullman delle trasferte. E' stato così anche quando "per la prima volta" si è riempito il pullman nell'occasione della trasferta a Mira. Su quel campo neutro l'Adriese del presidente Cavallari, del ds Longato e dell' allenatore Garbin si è guadagnata il salto dalla Promozione all'Eccellenza grazie alla punizione che Bertipaglia , contro lo Jesolo 91, ha infilato sotto l'incrocio dei pali.

 

 

 

E che festa, quella della tifoseria granata, coi propri giocatori, fino a notte fondo , con canti e balli nella zona del "Porto".  Sono ricordi indelebili per Bepe Donà, come l'anno successivo, quando Massimo Albiero, che aveva sostituito Boscolo,  ha trascinato i granata come allenatore e come giocatore, vincendo gli spareggi di fine stagione, contro il Santa Lucia e il Termeno . E fu Adriese in CND, dove avrebbe viaggiato a lungo sotto la presidenza di Graziano Simoni. Trovando nuovi atteggiamenti societari, più fair play tra gli avversari, anche in trasferta.

 

 

 

E lui Bepe è uno che le situazioni delle trasferte le conosce a fondo perché le organizza e ci va, quindi le vive nei particolari, sia con la prima squadra in CND che con la Juniores nazionale allenata da Edgardo Fregnan  e accompagnata da Albertino Palmarin. Una gestione per la quale l'Adriese ovviamente ha ottenuto il sostanziale sfalsamento del calendario gare. "Quell'anno solo tre volte abbiamo pernottato via il sabato sera, quando siamo andati oltre Firenze, cioè contro Camajore, Massese e Versilia. E sempre col presidente Simoni e qualche volta sua moglie vicini alla squadra."

 

 

 

Una presenza assidua , quella dei coniugi Simoni, che il nostro Bepe ricorda come stimolo alla squadra a dare il massimo: "All'epoca di Franco Monti allenatore, quando Gino Bertuzzi accompagnatore della squadra è stato assente per impegni, la signora Aldina  lo ha sostituito sulla panchina granata in una partita al Bettinazzi. E a Bottrighe in un 'amichevole serale con tanto freddo la 'signora' non ha rinunciato ad esserci.
Senza contare che la 'gestione Simoni' ha agganciato sponsor importanti per l'Adriese, da quelli col marchio sulle maglie ( ndr,Le Foglie, Femi Cz, Transpack,) a quelli in vario modo vicini ai granata".

 

 

 

Per il suo modo di essere al servizio della squadra e della società il nostro Bepe ne registra, ne assorbe, ne stempera gli umori. Anche quando in precampionato fa il vivandiere per un'alimentazione adeguata: dall'acqua, al te, alla frutta: bisogna predisporre e controllare.
Certo è cambiata la vita dei club e della tifoseria. Ad Adria il Club Granata, al Bar da Pina e con riferimento Domenico Gianese, ha il cuore storico; a Valliera ci sono i Fedelissimi del presidente Fortunato Dalla Vecchia. Non sono più i covi di una volta, ma la domenica al Bettinazzi e in trasferta  fanno sentire la loro presenza. Sono sempre loro i grandi "clienti" delle lotterie promosse da Donà, da quelle delle ceste al campo a quelle più impegnative, come la messa in palio di uno scooter o di una macchina.

 

 

 

Una presenza discreta quella di Bepe Donà a fianco della sua Adriese, dove ha visto da vicino tanti allenatori, tanti modi diversi di fare calcio. E un'evoluzione organizzativa al passo coi tempi moderni, in tutte le competenze dello staff societario, dal punto di vista tecnico, amministrativo e sanitario, perché si deve correre e intervenire sempre più tempestivamente.
Un lavoro umile , ma che a Donà ha dato grandi emozioni, come quel grande album con la scritta  76/77 a carattere cubitali ( dono della famiglia di Franco Martinolli) o quel gagliardetto granata 'tutto istoriato' ( dono della famiglia Folco).

 

 

 

Alcuni anni fa chiesi a Donà quale fosse la sua più grande speranza ?
"La C2" , è stata la risposta istintiva del Bepe tifoso granata.
Poi l'Adriese ha cambiato l'allenatore Monti, col quale Bepe (lo ricordo dispiaciuto) legava molto. Poi sulla panchina granata  è arrivato Cina  Pezzato, quello che all'epoca della C2 aveva rifilato una doppietta alla sua Adriese quando il Padova vinse per 5 a 2 al Bettinazzi. Corsi e ricorsi storici. E le speranze di Beppe puntavano sull'Adriese giovane dei Sattin, Renesto e Florindo, gente in forte crescita. Diceva Donà:"Mazzagallo, Conti  e Novelli gli spallini sono bravi, con Pezzato stanno rendendo al massimo anche Sagredin e Trevisan, mentre Baroni è sempre da …serie A. Quindi nel nuovo millennio…".

E quelle speranze di Bepe "Bagoto" Donà , nell'altalena del Terzo Millennio tra Eccellenza, Promozione e ancora Eccellenza, hanno rappresentato la gioia e la sofferenza della tifoseria granata, dai tempi di mister Scabin a …quelli di mister Augusti. E che adesso Bepe 'Bagoto' Donà ne sia anche il vicepresidente dell'Adriese, beh questo cambia poco: lui resta 'orgogliosamente' il factotum dal cuore granata.

 

 

 

 

EXTRATIME by SS/ In cover Beppe Bagoto Donà, dirigente factotum dell’Adriese nel suo habitat naturale, tra campo e dintorni allo stadio Bettinazzi di Adria.
E poiché stiamo parlando di un dirigente dal ‘cuore granata’ per dna familiare, partiamo da lontano , fin da quando suo padre Antonio era soltanto un ‘tifoso’ e  allo stadio di Adria nel periodo della Grane Guerra era l’epoca dei fratelli Aldo e Dino Ballarin, quest’ultimo al centro della foto datata 1939 , tra giocatori in bianconero e amaranto.
Quindi proponiamo il tesserino di Antonio Donà, che certifica il tesseramento del giocatore fin dal marzo 1946, per l’allora US Adriese.
Di cui proponiamo a seguire una storica partita sempre datata 1946, col noto portierino impegnato a bloccare la palla in una area affollata da …calcio d’angolo.
Quindi due immagini con Antonio Donà nell’Adriese 1948/49 citato anche nella didascalia su IL Gazzettino datato 22 gennaio 1949.
A questo punto per la serie ‘cuore granata’ di padre in figlio passiamo da papà Antonio a suo figlio Giuseppe, nella immagine che ho scattato nel Terzo Millennio allo staff dell’Adriese in trasferta ad Ariano Polesine in un match del campionato di Eccellenza, con da sx Giuseppe Donà, pres Graziano Simoni, sua moglie Alda Maria Schiavi vice pres, Carlo Bonafè gran segretario.

 

 

 

 

Quindi , dopo la foto che vede in tandem Beppe Donà con capitan Carlo Segato ( sullo sfondo seduto mr Franco Monti) partiamo con la serie di flash che ho scattato ad  Adria post last match campionato di Eccellenza 2005-06 col cerimoniale delle premiazioni …quasi sotto la pioggia.
E che vedono in sequenza Beppe Donà protagonista durante le premiazioni che lo vedono in sequenza premiare prima Alda Maria Schiavo, poi il ds Sante Longato, infine capitan Alberto Zeffin, con sfondo segretario Gianluca Levi e anche il dirigente Olivo Frizzarin ( vedi Adriese Story ‘step by step’ anno per anno pubblicata sempre qui su www.polesinesport.it , nella rubrica ‘Campionato io ti amàrcord’.) .
Una storia quella di Beppe ‘Bagoto’ Donà all’interno dell’Adriese 1906 che ha festeggiato il suo centenario con una speciale Mostra nel 2006 gestita proprio dal nostro dirigente factotum, che perciò vi propongo fotografato  tra i tanti pannelli, sia lato sx che al centro e lato dx, tra tante immagini e articoli storici in sottofondo.
Quindi , dopo un breve tempo di relax in cui comunque Beppe Donà andava sui campi come appassionato ‘addetto ai lavori’ ( perciò eccolo in tribuna allo stadio Gabrielli di Rovigo a vedere la sfida della squadra locale vs Imolese, vi proponiamo il nostro factotum ritornato protagonista con l’Adriese dei Tempi moderni.
Partendo comunque dalla targa con la quale è stato premiato in data 8 novembre 2015 dai ‘Tifosi’ dell’Adriese Calcio fresca winner in Eccellenza coi quali poi è in foto; cioè da sx Casellato, Biasioli, Frigato, Beppe Donà, Renzo Sarti.

 

 

 

 

E da allora Beppe Donà lo troviamo ogni domenica appena dentro lo stadio Bettinazzi di Adria con l’ormai tradizionale ‘banchetto’ , con gadget coi biglietti della classica lotteria; come dimostrano le due immagini di Beppe Donà in ‘terzetto’, servizio con le Vecchie Glorie sia nei play off 2015 che a dicembre 2017 vs Arzignano, oltre ad essere in tandem in sede assieme al segretario Gianluca Levi ( seduto).
A seguire ecco Beppe Donà con tante note Vecchie Glorie dopo una conviviale in data 14 ottobre 2018 organizzata da ‘Boys’ Boccato (magia rossa) con , tra gli altri, Montagnoli, Rodighiero, Mario Scarpa etc…
Tutto questo fino ai giorni nostri , come nella immagine dulcis in fundo nella quale  ho fotografato Beppe Donà epoca dell’Adriese 2018/19 di mister Michele Florindo , che vediamo in flash tra il presidente Luciano Scantamburlo e suo nipote Roberto.
Per una dirigenza targata Scantamburlo Family che anche quest’anno è protagonista in Serie D con mr Tiozzo, ds Cavagnis e dg Longato , puntando al salto di categoria.

Sergio Sottovia
www.polesinesport.it