Carwyn James DT e la sua ‘essenzialità’ pro All Rugby Rovigo e scudetto 1978-79/ Raccontato da Lello Salvan


31/10/2020

Ci sono dei Personaggi che hanno fatto la Storia e appartengono alla leggenda. Uno di questi è Carwyn James , il tecnico gallese che ha fatto la storia della palla ovale  in Galles vincendo scudetti e trofei da allenatore con il Llanelli e i British and Irish Lions, oltre che vantare vittorie speciali addirittura vs All Blacks in Nuova Zelanda.
Per questo la sua Story l’abbiamo già raccontata qui su www.polesinesport.it , ai primordi di questo sito grazie a Raffaello Franco cantastorie di personaggi che hanno lasciato un segno nel Mondo Sportivo rodigino.
Ma Carwyn James è stato ‘visto’ da vicino , nel suo speciale periodo rodigino in cui ha vinto pure lo Scudetto 1978/79 , e allora diventa importante proporvi anche il racconto che un suo ‘allievo’ , cioè Raffaello Franco, ne ha fatto in occasione della pubblicazione del Libro “60 Anni di Panathlon Rovigo  2059 -2019” come special guest tra i “Campioni” che sono stati raccontati dal sottoscritto Sergio Sottovia e dal giornalista Ivan Malfatto, appunto tra “Olimpici, Azzurri, Campioni” perché ha davvero lasciato un segno a Rovigo, anche per la sua filosofia di gioco.
Perciò vi proponiamo tout court “Carwyn Kames  visto e raccontato con ‘taglio tecnico’ da Raffaello Salvan ( vedi anche sua Story da giocatore e allenatore by rugby qui su questo sito) , aggiungendo come Appendice News la biografia by wikipedia dello stesso nostro ‘Champion” gallese in questa occasione ‘Polesano nel Mondo’ con la palla ovale rodigina.

 

 

 

MAIN NEWS ( di Raffaello Salvan, by Libro “60 Anni di Panathlon Rovigo” 2059 -2019) / CARWIN JAMES – RUGBY
Da Rovigo sono passati, come allenatori e giocatori, alcuni dei più grandi personaggi del rugby mondiale. Uno dei principali è stato il gallese Carvin James, nato a Cefneithin
(Galles) il 2 novembre 1929 e morto ad Amsterdam (Olanda), ospite in vita e ricordato in alcune conviviali Panathlon, del quale proponiamo il ricordo di Raffaello Salvan.

 

 

 

CARWIN JAMES “VISTO & RACCONTATO “ DA RAFFAELLO SALVAN
Partiamo da qui: il gioco inizia all’ala!
Dopo tre stagioni con Julien Saby, tecnico francese, che aveva già lavorato in Italia sia a livello di club che a livello nazionale con la Federazione, nonostante
avesse perso il titolo di Campione d’Italia nello sfortunato spareggio di Udine (1977) contro il Petrarca, la squadra della Rugby Rovigo aveva abbondantemente acquisito i fondamentali del rugby che ancor oggi sono l’essenza del gioco.

 

 

 

Infatti, Monsieur (messiè) Saby ci aveva trasmesso e insegnato com’era nata questa disciplina sportiva e soprattutto come la si sarebbe dovuta interpretare e applicare al meglio per ottenere ottimi risultati. In sintesi, avevamo capito chiaramente che bisognava assolutamente avanzare, con o senza palla, che le caratteristiche fondamentali erano aggressività e combattività, e che la tattica prioritaria era opporre il forte al debole. Così facendo, si diceva secondo la filosofia della scuola francese, alla fine il pallone finisce sempre in mano alla squadra che avanza! Valori ancora attualissimi, nonostante siano cambiate sensibilmente alcune regole per rendere il gioco più fluido e spettacolare.

 

 

 

Quando, durante la stagione 1977-78, arrivò alla guida della squadra uno dei personaggi più illustri del panorama rugbistico internazionale, Carwyn James, che aveva ottenuto uno straordinario successo come capo allenatore dei British Lions nella tournèe del 1971 in Nuova Zelanda contro gli All Blaks, ci aspettavamo altre competenze, magari straordinarie. Invece. Carwyn, persona dotata di una eccellente intelligenza e di una cultura abbondantemente superiore alla media, amante di tutte le cose belle, ci sorprese con la semplicità che gli era geniale, riconoscendo, infatti, che il lavoro di formazione tecnica e di conoscenza del gioco era già stato fatto.

 

 

 

Già a metà della prima stagione, ebbe la grande intuizione che quel Rovigo aveva solo bisogno di ritrovare alcune doti indispensabili per essere competitivo e tornare a vincere il Titolo Italiano. Infatti, si concentrò molto sulla preparazione atletica (per gli addetti ai lavori, “palla lunga e pedalare!”) e sul ridare forza e vigore al pacchetto di mischia.
Ricordo che, proprio il tema della mischia, da lui messa in discussione con un articolo sulla stampa locale dal titolo “La mischia del Rovigo non gioca bene”, suscitò molto scalpore a Rovigo, soprattutto, perché chiuse l’articolo dicendo “Quest’anno dobbiamo porre le basi della tradizione. Allora un giorno la Sanson Rovigo sarà famosa per sempre per la sua mischia”.

 

 

 

All’ambiente rodigino non piacque questo attacco alla tradizione, perché riteneva che la storia del Rovigo non avesse nulla da rimproverarsi sulla forza dei propri avanti. Si disse giustamente che la Rugby Rovigo avesse sfornato personaggi di altissimo livello in questo reparto, uno per tutti, il grande Maci!

Carwyn, sempre a mezzo stampa, dovette tornare sull’argomento la settimana successiva per precisare il suo pensiero e scrisse tra l’altro: “Che cos’è la tradizione nel rugby? Quanti anni? Che cosa è buono, ottimo, eccellente? Si tratta di termini di valore relativo. A Rovigo la squadra può benissimo avere avuto un’ottima, eccellente mischia ai tempi di Battaglini; senza alcun dubbio anche negli anni Sessanta la mischia era migliore che nel passato, visto il numero degli scudetti vinti”. Nello stesso articolo continua: “C’è qualcuno che nel Rovigo neghi oggi la superiorità del Petrarca in mischia? La mischia del Rovigo è buona, ma temo che finora non si possa considerare ottima”.

 

 

 

In un altro articolo scrisse: “Fui fortunato nel 1971 in Nuova Zelanda ad avere quattro piloni eccellenti” e ancora “Non bisogna mai trascurare i fondamentali. Non importa che una squadra giochi bene, né se vince in modo convincente, perché la mediocrità è inevitabile se i giocatori si rivelano scadenti nell’applicare le abilità di base”.

 

 

 

Quanto sono ancora attuali questi concetti!
Ad ogni modo, alla stagione successiva il Rovigo vinse lo scudetto con il miglior risultato di sempre (record di punti in classifica, di punti segnati, di mete segnate e minor punti subiti) e gli otto avanti, di 1a, 2a, e 3a linea che giocarono di più, fecero una media partite pari a 24 su 26.

 

 

 

A mio avviso, fu questa sorprendente performance del pacchetto di mischia che permise a quella eccezionale linea di trequarti, e alle ali in particolare, di portare il pallone per ben 121 volte oltre la linea di meta avversaria.
Rimango fermamente convinto che la straordinarietà del Carwyn James allenatore, che il rugby sicuramente lo conosceva, non consistesse nella ricerca dell’eccezionalità strategica ma stesse nella semplicità dell’essenza del gioco e sulla sua capacità di conoscere psicologicamente le aspettative di quanti lo praticavano.

 

 

 

APPENDICE FLASH STORY ( by wikipedia ) / CARWYN JAMES – BIOGRAFIA
Carwyn James (Cefneithin, 2 novembre 1929 – Amsterdam, 10 gennaio 1983) è stato un rugbista a 15 e allenatore di rugby a 15 gallese. Malgrado sia anche riuscito a giocare 2 partite con il Galles, è famoso soprattutto per i risultati raggiunti da allenatore con il Llanelli e i British and Irish Lions.

 

 

 

 

Figlio di un minatore da Cefneithin, nella Gwendraeth Valley, fu insegnante di professione e in seguito universitario al Trinity College di Carmarthen. Giocò come mediano d'apertura per il Llanelli, disputando la prima partita mentre frequentava ancora la Gwendraeth Grammar School. Nel 1958 fu convocato 2 volte per il Galles, la seconda giocando come centro, ma sarebbe stato chiamato probabilmente più volte se non avesse dovuto competere per il posto da mediano d'apertura con Cliff Morgan.

 

 

 

Si è distinto soprattutto come allenatore del Llanelli, che portò alla conquista di quattro Welsh Cup tra il 1973 e il 1976. Nel 1972 riuscì inoltre a sconfiggere col suo club gli All Blacks allo Stradey Park di Llanelli. Malgrado i suoi risultati non allenò mai la nazionale gallese, soprattutto per scelta personale. Nel 1971 comunque è stato coach durante il tour dei British and Irish Lions in Nuova Zelanda, l'unico in cui i Lions sono riusciti a vincere due partite contro gli All Blacks.

 

 

 

Il suo stile di allenamento era fatto da parole calme e suggerimenti ai giocatori piuttosto che da ordini. Ha sempre professato una tattica d'attacco, credendo che se la squadra ha il possesso palla è in grado di attaccare, qualsiasi sia la posizione nel campo. Allenò anche in Italia, dal 1977 al 1980, la squadra del Rovigo, vincendo uno scudetto.

 

 

 

Ancora oggi, in Italia e più precisamente a Pieve di Cento (Bologna), si gioca il trofeo "Carwyn James", giunto alla quattordicesima edizione nel 2019. Il trofeo, che si gioca nel periodo di Pasqua, è riservato a squadre giovanili ed ha carattere internazionale. Il "Carwyn James" è un torneo ad invito e viene effettuato anche grazie al nipote di Carwyn, Llyr James.L'ultima edizione è stata vinta dalla squadra di casa contro i gallesi cobra, il terzo posto è andato al Viadana invece il quarto al rugby Polesine.

 

 

 

James fu anche un ardente patriota e parlatore di gallese e nel 1970 si candidò nelle elezioni generali del Regno Unito a Llanelli per il Plaid Cymru (partito indipendentista gallese). Nei suoi ultimi anni è poi stato cronista delle partite del Galles. Morì improvvisamente in una camera d'hotel ad Amsterdam nel 1983. Gli impianti sportivi alla Aberystwyth University sono stati dedicati a lui.
Dal 1999 fa parte dell'International Rugby Hall of Fame.

 

 

 

 

EXTRATIME by Sergio Sottovia/ In cover coach Carwyn James ( dx) in tandem con suo cantastorie Raffaello Salvan, che l’ha visto da vicino.
E che l’ha raccontato anche sul libro story “60 Anni di Panathlon Rovigo 1959 -2019” che vi proponiamo in apertura di fotogallery in kit con la scheda del coach gallese.
Anche perché sono stati protagonisti assieme nella Sanson Rovigo 1978/79 che vi proponiamo in versione poster disaggregata, lato sx e lato dx, per esigenze di risoluzione e visibilità, nel giorno della sfida –derby vs Petrarca Padova datata 11 marzo 1979, come da flash scattato da Beppe D’Alba appassionato fotografo anche di speciali reportage overland in the world ( meriterebbe una Story specifica).
Ripartendo da James Carwyn gallese, lo onoriamo in trilogia ‘book, scultura-busto, coach in tuta”, perché identifica la sua evoluzione sia sportiva che personale.
Lui James che ve lo proponiamo giocatore e allenatore della squadra gallese Llianelli ( prima in bianconero e poi a colori) , prologo al suo arrivo a Rovigo dove è passato alla storia nella bacheca dei Bersaglieri rossoblu.
Stimato e invitato anche nelle società satelliti dell’epoca, come dimostra la sua visita alla società di Fiesso Umbertiano di Pierluigi Franco ( in foto 27.08.1978, tra lo stesso James e il giocatore Dirk Naudè).

 

 

 

 

 

E ricordando il suo tipico atteggiamento durante le partite casalinghe della sua Sanson Rovigo, ecco coach Carwyn James con l’inseparabile impermeabile e seduto …fuori campo.
A questo punto ecco le due immagini trasmesseci dallo stesso Raffaello Salvan e che ( nell’immagine scattata da Luciano Pavanello) lo mostrano insieme a Ferracin nel gruppetto dei rossoblu che ascoltano le direttive del loro allenatore gallese.
Lo stesso Carwyn James che subito riproponiamo , stavolta in versione poster panoramico sempre by Beppe D’Alba,  con tutta la squadra della Sanson Rovigo nel già citato derby vs Petrarca Padova.
Un flash che vi proponiamo anche by Mass Media perché nel testo si fa riferimento alla visita fatta in Vaticano e di cui vi proponiamo relativa panoramico con James Carwyn e tutti i giocatori e staff rodigino tra cui Giancarlo Checchinato, che poi vi proponiamo durante una speciale visita nel Galles mentre depone un omaggio floreale alla memoria del mitico coach al quale è stato dedicato anche la scultura-busto che fa da sfondo.
Un personaggio indimenticabile peraltro Carwiyn James sai per il Mondo Ovale rodigino che per il Panathlon Rovigo del presidente Gianpaolo Milan e del suo vice Raffaello Salvan, come dimostrano le serate conviviali nel ricordo anche del coach gallese e del rugby degli storici scudetti.
Perciò eccovi , datata aprile 2018, da sx i noti Gianfranco Frigato, Nino ‘baffo’ Rossi, Stefano Bettarello, Raffaello Salvan, Angelo Visentin, Roberto Roversi, Gianpaolo Milan, Giuseppe Toffoli, il giornalista Alun Gibbard ( nel ricordo di James) e Federico Cogo.

 

 

 

 

Con riferimento alla serata speciale per la presentazione del libro dei “60 Anni Panathlon Rovigo”  ecco la top five con da sx Rosa e Costa (del Panathon international ), Vittorio Cogo ( premiato per i suoi 50 anni di associato) , Gianpaolo Milan e Raffaello Salvan.
Quindi nella presentazione del Libro story alla Accademia dei Concordi, ecco da sx Sergio Sottovia, Raffaello Salvan ( col libro tra le mani) , Ivan Malfatto, Giovanni Boniolo , Gianpaolo Milan.
E dulcis in fundo , per onorare lo scudetto della Sanson Rovigo 1978/79 di coach Carwyn James, ecco il poster panoramico a colori pubblicato nel calendario della società rossoblu, con tutti i nomi protagonisti di quello straordinario scudetto.

 

Raffaello Salvan
www.polesinesport.it