Cavallari Arnaldo ‘Signore del Pane’ e rally winner. Poi col Panathlon Club, l’Adriese, la Ciabatta Italia e Tito Lupini…


03/01/2011

E altri incroci con personaggi del calibro di Sandro Munari e Germano Bovolenta! Tutto frutto di un lungo viaggio dentro ‘il rally e il calcio, le donne e i motori’. Con Arnaldo quanti flash tra il Bettinazzi e il suo Molino, a braccetto con le sue passioni.
Perciò vi raccontiamo questa storia datata gennaio 2009 e relativi aggiornamenti. La storia speciale di un Polesano nel Mondo con Adria & il Pane sempre nel cuore.
Sì, perché al di là di tutto, il sottoscritto ha sempre considerato “Cavallari & Ciabatta Italia” il vero binomio inscindibile, un marchio di fabbrica con Arnaldo ambasciatore nel mondo della sua ‘filosofia del pane’ sperimentata ancora oggi nel suo laboratorio.
Già il sapore del pane, e quella lunga intervista dentro il suo molino, tra gli album dell’Adriese e il profumo del pane. E quei mercoledì pomeriggio quando Arnaldo Cavallari nel suo laboratorio diventava ‘ docente di panificazione. Quasi che il forno fosse la sua cattedra universitaria.
Un libro aperto, l’Arnaldo, anche quando parlava di donne, oltre che di calcio e di rally e sopra tutto del ‘suo’ pane da promuovere come ‘specialità’ nel mondo. E non certo specie che proprio lui, per rendere meglio la sua ‘idea’, abbia scritto il libro autobiografico “UNA VITA NEL SOLE – I rally, il pane le donne” che già in copertina viene definito “ Un libro incredibile, affascinante” , scritto appunto da Cavallari con Giovanni Bertizzolo.

 

 

Insomma il ‘verbo del pane’ di Arnaldo ha convinto altri ‘apostoli qualificati, come appunto l’Istituto Alberghiero e lo stesso Comune di Adria, che guarda caso proprio nel 2010 ha riproposto “Il Rally del Pane” sulle strade di un Polesine che ormai è sempre più una ‘location in feeling coi motori ’ grazie all’Autodromo International Raceway e al pilota Alex Balzan “Campione Porsche Carrera Cup” sia nel 2009 che nel 2010. senza contare la neonata Accademia del Pane, perciò e eccovi…
LA STORIA DI ARNALDO CAVALLARI, TRA SPORT, CIABATTA ITALIA E …IL PROFUMO DEL SUO PANE NEL MONDO
Originario di Fiesso, classe 1932, a 6 anni è arrivato ad Adria. L'arte molitoria ce l'ha nel sangue. La sua storia lui, Arnaldo Cavallari, l’ha scritta in un libro parlando anche di donne e motori.
La sua storia l’ho sentita raccontare in mille sfaccettature. A noi piace raccontarla dal punto di vista prettamente sportivo, tralasciando di parlare di Arnaldo come imprenditore dell'arte molitoria. Dei Molini Adriesi che lo hanno visto nascere e di Cavallari che li ha fatti crescere, beh diciamo solo che sono stati felicemente sposati.

 

 

Prima del Natale scorso, la Città di Adria rappresentata dal sindaco Antonio Lodo e dall’assessore allo sport Cristian Levisaro ha deciso di premiarlo assieme a Graziano Simoni, a Franco Monti, Sante Longato, Enrichetto Pellegrinelli, Franco Franzoso, Giuliano Bocchio, Fabio Garbin, Massimo Albiero, Costante Tivelli, e (alla memoria) Franco Martinolli, Gino Bertuzzi e Ugo Levi.  I ‘Campioni & Signori’ , come li ha ricordati l’onorevole Franco Grotto e che hanno fatto la storia dell’Adriese ‘centenaria’. Presente l’attuale presidente Olivo Frizzarin e il suo vice Beppe Donà, e tanti addetti ai lavori  dello sport etrusco.
Anche per questo ( e perché Germano Bovolenta mi ha parlato di un suo articolo su La Gazzetta dello Sport) , in concomitanza con l’Adriese protagonista in Eccellenza, gli rendiamo onore come dirigente e come ‘diamante’ sportivo fatto di tante sfaccettature.

 

 

Quelle che abbiamo ‘approfondito’ in una speciale intervista agli inizi del Terzo Millennio, ma riviste poi in altre occasioni al Panathlon di Adria e all’Autodromo di Adria.
Dirigente dell'Adriese dagli anni 60, epoca presidenza Ferruccio Folco, Arnaldo era vicepresidente con Franco Martinolli, per essere poi per una decina d'anni alla presidenza, dal 1988 al 1998, con l'intermezzo di un solo anno del " Gruppo Gestione 90", presto sfiorita. Quindi ancora Cavallari, presidente e sponsor con la Ciabatta Italia di un'Adriese in escalation fino alla C.N.D. Poi la storia racconta del controverso passaggio della presidenza da Cavallari a Simoni.
Ma noi restiamo ‘dentro’ Arnaldo Cavallari personaggio sportivo a tutto tondo. Quello che peraltro rivela il suo curriculum. Aveva 22 anni quando nel 1954 vinse il campionato italiano universitario di automobilismo. Gli piaceva la velocità, gli piacevano i motori, automatico che l'Arnaldo dottore in Economia e Commercio non disdegni confidenze su donne e motori. Ha corso per il Jolly Club di Milano, diventando Campione italiano di Rallies, nel '62, '63,'64 e '66. Nel frattempo vince nel 1965 la Mitropa Cup, gara mitteleuropea, nel 1966 il Trofeo Internazionale Rallies.
Quando nel 1971  è Campione italiano Gruppo Tre, Cavallari viene definito ‘il padre del rallismo italiano’. Erano tempi in cui faceva coppia con Sandro Munari, il pilota di Cavarzere.

 

 

Ormai però i Molini Adriesi lo reclamano a tempo pieno e Arnaldo fa ‘rallenty’ prima di chiudere alla grande, col rally e con le macchine.
Come  quando? Nella parete del suo studio, ai Molini Adriesi, alla parete ho visto la foto di una ringhiante Alfa nel Sahara. Era la sua ultima corsa dopo 23 anni di rallismo.
Ha chiuso alla grande Arnaldo Cavallari. Quella foto è del 1976, quando vinse il Rally Costa d'Avorio - Costa Azzurra , ben 10000 chilometri attraverso il deserto. Sono sempre piaciute le sfide a Cavallari. Indelebile il suo ricordo:" All'arrivo in Francia , sulla Promenade des Anglais a Nizza, mi inginocchiai e sulla terra feci una croce . Dissi ‘crosin croson’ e i giornalisti me ne domandarono il significato; avevo deciso che quella fosse la mia ultima corsa e così è stato."
Infatti l'anno dopo iniziò solo per gli altri la Parigi- Dakkar.

 

 

Certo Arnaldo restò nell'ambiente, ma come consulente all'Alfa Romeo e alla Lancia, quasi un talent scout per i giovani, non disdegnando apparizioni più mondane che sportive, come il Rally di Sardegna.
"Un mondo di signorilità quello del Rally, che ho cercato di trasmettere poi nel calcio. Ho imparato lì certi valori, i fiori , i saluti. Mi servì molto - sottolinea Cavallari - un insegnamento di  Mario Angiolini , patron della scuderia Jolly :” Bisogna apprezzare e considerare l'avversario se vuoi essere a tua volta apprezzato; solo se batti uno forte sei forte anche tu, altrimenti se batti uno che consideri debole la tua vittoria sarà sminuita. Per questo pretendevo i saluti dei giocatori dell'Adriese al pubblico a ogni fine gara. Nello sport come nella vita è importante il savoir faire."
Arnaldo é stato un imprenditore che ha investito ‘idee e soldi’ nel mondo sportivo.
Dal 1964 Rotariano e Panathleta è stato tra i fondatori del Panathlon di Adria e , dal 1983, Governatore del 1° Distretto del Panathlon International, quindi costituisce 7 nuovi club.
L'anno dopo Arnaldo organizza il  1° Rally del Pane, per le strade del Polesine. Gli è sempre piaciuto ‘far correre’ ciò che aveva tra le mani.
Quando Ugo Levi era presidente , nella stagione 64/65 l'Adriese era ancora in Seconda categoria. E' stato allora che la più vecchia società del Veneto, l'Adriese 1906, sulla spinta delle celebrazioni delle nozze di diamante, ha trovato coesione e orgoglio granata.
Per risalire verso categorie più consone al blasone. Erano i tempi di Levi, di Ferruccio Folco, del cavalier Girotto, poi anche di Arnaldo Cavallari e del fido segretario Enrico Pellegrinelli. La rifondazione dà i suoi frutti e nel 67/68 l'Adriese è promossa in Prima categoria. Tutto funzionò talmente bene che l'Adriese 70/71 di capitan Callegaro era in Serie D. Poi addirittura in C2 con l'allenatore Simoncello.

 

 

Era la Grande Adriese  dei tempi dei presidenti Ugo Levi e Ferruccio Folco,  quelli del segretario Pellegrinelli apripista a Gianni Marotto.
Diciamo anche che gli anni della Serie D e della Serie C, come quelli del successivo ridimensionamento, l’Arnaldo li ha vissuti da vicepresidente, assaporando tutte le gioie e le amarezze di casa granata.
Tempi in cui la Polisportiva Spes, della Tomba di Adria, presieduta da Gastone Corradin, con decisione del 26.7.1967, per ragioni di convenienza e di prestigio, aveva approvato la fusione con la U.S.Adriese.
Tempi in cui, luglio 1972, il presidente Folco ricorda che " l'Adriese dopo ben 16 anni conquista la Serie D."
Tempi in cui il prestigio granata si era consolidato per alcuni anni in Serie C, lanciando diversi giovani , come Tivelli e Albiero, verso la serie B e la serie A.
Dopo le vacche grasse, ecco  però le vacche magre. Discende fino alla Promozione, l'Adriese con Zullo presidente, quindi in Prima  nell’ 84/85, da dove risale l’Adriese  vincente 86/87 ( davanti alla Fiessese e con bomber Tivelli ‘rientrato a casa’).
Parte proprio dall’Adriese 87/88 in Promozione, il primo anno della presidenza di Arnaldo Cavallari, con Piero Cavallari direttore sportivo e Carlo Spolaore neo mister.

 

 

Vorrebbe vincere Cavallari, prova anche l’esonero di Spolaore, ma sarà un’Adriese in assestamento, anche l’anno dopo con Costante Tivelli allenatore.
Assestamento anche societario. C’è l'interregno della "Gestione 90" , ma ritorna ancora presidente Cavallari, che ci mette tanto del suo. Con Piero Cavallari punta ancora sul settore giovanile e su allenatori giovani anche per la prima squadra. Anni di Promozione, con allenatori come Franco Pulin, Mario Manfrini, Piero Carnacina, Fabio Garbin;  tutti rimasti un solo anno, anche se Garbin portò l'Adriese 93/94 in Eccellenza.
Sono anche gli anni delle sponsorizzazioni , e nasce la Ciabatta Italia Adriese, nell’epoca in cui l'espansione dell'azienda di Cavallari, le farine dei Molini Adriesi, producono pane e pizza dal marchio registrato. Con esportazioni in Inghilterra, Belgio, Portogallo, anche in Australia, ma anche in Africa, in particolare Etiopia, Isole Mauritius e Sud Africa.
Durante la nostra intervista’ gli passarono una telefonata dalla Germania, e Arnaldo spiegò che la ‘lavorazione della farina andava fatta in certi modi e con forni specifici, adatti alla sua ‘ciabatta’. Poi mi raccontò lo stesso aneddoto che ricordò ai tanti adrioti presenti in sala Cordella, quando è stato premiato prima di Natale:  " Ho fatto anche una sponsorizzazione nel rugby. Mi telefonò Checchinato e vennero quelli del rugby con Tito Lupin i e suo papà. Adesso in Sud Africa si produce ‘tanto pane’ della Forneria Italia ‘ by Lupo’, quella di Tito Lupini, il rugbista dell'ultimo scudetto rodigino."
Anche adesso, che sono cambiate tante cose, ogni mercoledì Arnaldo Cavallari, nel suo forno sperimentale, prova il suo prodotto. Ebbene , come ai tempi dell’Adriese e della sua ‘ciabatta polesana’ fatta omaggio anche agli avversari, lui Arnaldo la fa assaggiare ad altri amici.

 

 

Potrei citarvi nomi  e cifre spese, del ristorante il Zoccoletto e dell'azienda agraria nel bolognese. E parlarvi della sponsorizzazione del Chioggia, quando metà quote erano sue e metà di Gianni Pagan il chioggiotto.
Che sia solo una ‘coincidenza’ il fatto che il presidente Cavallari non ha più tenuto Fabio Garbin vincente, ma si è affidato al chioggiotto Giorgio Boscolo per l’Adriese in Eccellenza? Ne parlai anche con Longato, anche se Arnaldo parlò di scelte strettamente tecniche.
Valutazioni libere, come le tante maturate da Cavallari nel decennio della sua presidenza.
Sulle qualità di Ugo Levi, di Gianni Marotto, dei direttori sportivi Piero Cavallari e Sante Longato, di Enrico Pellegrinelli.
Degli allenatori non fa tanti nomi. Cavallari parla soprattutto di Albiero, capacità superiore, ma anche di Garbin, che ha fatto buon lavoro. Tra i giocatori Arnaldo segnala Dino Callegaro grande capitano, poi Vigorelli, ma anche Zeffin e Bertipaglia.
Diceva Cavallari che ha avuto soddisfazioni dall'Adriese perché la squadra era cresciuta a livello di impostazione, di stile, di sportività.
Speciale l’escalation dell’Adriese 93/94 che ha ripagato, sul campo con i risultati, sia il presidente che lo staff dirigenziale che la tifoseria, fino a vincere lo spareggio per salire in Eccellenza.
Poi , stagione 94/95, dopo l'esonero di Boscolo, è Massimo Albiero allenatore - giocatore che con l'Adriese vince gli spareggi per salire in C.N.D.
Come li ricorda il presidente Cavallari quelle due vittorie?
Arnaldo:" Una soddisfazione collettiva, che ha premiato le scelte societarie."
Poi racconta un aneddoto: " Si festeggiava al Vidale. Canti e balli e c'erano le ballerine. Si stavano cambiando dietro un separè sul palco quando questo è caduto lasciando per un attimo le ragazze in bella vista, alquanto svestite."
Doppio salto di categoria , due stagioni festeggiate alla grande. L'Adriese ricevuta in Municipio dal Sindaco Gino Spinello, festeggiata al Centro Commerciale il Porto , in contemporanea con il S.Vigilio quell'anno pure promosso in Seconda Categoria, festeggiamenti nei bar e poi tutti ad Albarella, come una celebrazione di qualità. 
Promossa in C.N.D. con Massimo Albiero, l'Adriese ci rimase in pianta stabile.
Sotto la presidenza di Arnaldo Cavallari, dopo la riconferma di Albiero, sono arrivati gli allenatori Franco Monti e Toni Scabin, tutti allenatori polesani.

 

 

 

A questo punto la Ciabatta Italia Adriese del presidente Cavallari diventa l'Adriese del nuovo presidente Graziano Simoni. Recrimina molto l’Arnaldo e non gli serve di consolazione, a Cavallari,  di essere entrato nel guinness dei primati per aver realizzato, ad Este, il panino più lungo del mondo. Lunghezza metri 1850, successivamente migliorato fino a metri 4381.
Ci poteva essere ancora un futuro sportivo per Arnaldo Cavallari ? Allora lui sorrise, accompagnandomi nella vecchia sede dell'Adriese, sempre in Via Cà Cima, a fianco dei Molini Adriesi. A mostrarmi trofei e album fotografici della storia dell'Adriese.
Tutto materiale che una sera al Panathlon di Adria (Arnaldo parlava ancora di motori con Sandro Munari)  promise alla municipalità di Adria per un libro sul Centenario.
Vidi tutte le squadre della Ciabatta Italia Adriese. Le foto del Bettinazzi affollato, gli abbracci e i trenini dopo la vittoria. Tutti gli uomini del presidente: Longato, Franzoso, Bepi Donà, quelli del campo, quelli del bar, quelli che l'Adriese…
Ho provato le stesse emozioni di quando, poco prima del recente Natale, ho visto la Città di Adria premiare tanti ‘Campioni & Signori’ del Calcio Adriese, compreso quel Cavallari che imponeva ai suoi giocatori, a fine match, il saluto  al suo pubblico granata.
E che poi il giorno dopo la Befana 2009, nel suo forno sperimentale, l’ho visto e fotografato e sentirsi sentito emozionarsi mentre parlava con Bobo Barbujani dei rally e del pane, anzi di come far diventare Adria “La Città del Pane”, ovviamente tutto maiuscolo, vero Arnaldo? Un obiettivo che nella sua veste istituzionale ‘da sindaco’ il ‘Bobo dei motori’ sta tutt’ora portando avanti con convinzione.

 

 

EXTRATIME/ La cover è per Arnaldo Cavallari premiato istituzionalmente come “Campione & Signore” . Poi la fotogallery lo propone come rallista nel 1964  in coppia con Sandro Munari (sulla macchina n. 82) , quindi Arnaldo alla guida della macchina rossa (n.61) della Jolly Club nella Sanremo – Sestriere del 1971. L’ultima foto dedicata al rally-man Cavallari vede Arnaldo alla guida  della Lancia Beta ‘Italia’ per la Jolly Club nel Rally del Bandama.
Per quanto riguarda il Cavallari del Panathlon Club Adria (tra i fondatori e poi Governatore del 1° Distretto) lo proponiamo al microfono nel 1981 in occasione dei festeggiamenti per il 75° Della Fondazione dell’Adriese 1906. Poi , con riferimento al caval alari presidente e patron della Ciabatta Italia Adriese, lo proponiamo davanti all’ingresso del suo ‘forno university’ assieme ai suoi giocatori e al massaggiatore Trimurti (primo a sx). Per onorare questo periodo calcistico in casa Adriese la fotogallery mostra poi in sequenza e a scalare  Arnaldo Cavallari ‘pensoso’ al Bettinazzi assieme al suo ds sante Longato. Quindi sorridente mentre premia bomber Bertipaglia lo sguardo di Gianese e Frizzarin( primo a sx). Per un’Adriese 93/94 winner che si è meritata un grande Alè con relativa festa che ha visto coinvolti sul palco Arnaldo e lo staff tecnico ( in piedi da sx Longato, mister Fabio Garbin, il massaggiatore Trimurti) e tutti i giocatori.
Infine per l’Arnaldo Cavallari del Terzo Millennio lo mostriamo nella foto istituzionale per la quale la Città di Adria , nel 2008 ha premiato i suoi ‘Campioni & Signori’ ( da sx: Monti, Simoni, la signora Bocchio, Franzoso, Levisaro, Arnaldo Cavallari, Lodo, Grotto, Pellegrinelli, Tivelli, Garbin, Frizzarin, e (accosciati da sx) Levi e Sottovia.
E dulcis in fundo, a chiudere il giro del mondo di Arnaldo Cavallari sportman,  eccolo nella foto mentre viene in ‘casa Adria International Raceway e Panathlon Adria’ da Flavio Zampieri presidente del Club Service, con al fianco  Sandro Munari l’indimenticabile compagno dell’Arnaldo rallista giovane. Giusto per suggellare un’amicizia ‘buona come il pane’.




Sergio Sottovia
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