Cavallari Umberto, storico presidente nella Portotollese. Poi targata Delta 2000, ora in Serie D by Mario Visentini


17/04/2012

In data 09.03.2007, titolai così la Personaggio Story che pubblicavo in sequenza: “Cavallari Umberto, a Porto Tolle e nel Delta , un amore da nozze d'oro”. Poi però pochi mesi dopo ‘raddoppia’la story e lo stesso Umberto Cavallari divenne ‘Personaggio Story’ del mio secondo libro “Polesine Gol – Campioni & Signori”.
Ed è proprio la Story by Libro che voglio ‘interamente pubblicare qui su www.polesinesport.it’ giusto per onorare ciò che poi è successo a Umberto Cavallari e a Porto Tolle.
Praticamente un ‘TRIPLO MIRACOLO’, frutto peraltro del valore storico e della passione della Gente di Porto Tolle, cui hanno dato valore aggiunto tanti altri Campioni & Signori di ‘vecchia e nuova generazione’. Dai Piero Carnacina Boys allo staff del neo presidente Mario Visentini cha ha capitalizzato, valorizzato e perfezionato la storica passione di una società che ha avuto proprio nel presidente Umberto Cavallari il suo punto di riferimento.
Cosa dire di più? L’altro sabato sono andato a Porto Tolle ed ho visto e raccontato per Delta Radio le ‘sensazioni’ della vittoria griffata Delta Porto Tolle sul San DonàJesolo, e a fine match ho salutato ‘tre pezzi da 90’; cioè Angentino Pavanati (già presidente Polesine Camerini) , poi Mario Visentini ( il presidente attuale del Delta Pt di mister Fabrizio Zuccarin capoclassifica in Serie D alla pari del Venezia) , quindi Umberto Cavallari ‘past president e il Personaggio Story ch vi propongo qui di seguito.

Ma come prologo della citata Umberto Cavallariy Story volete sapere qual è il kit del TRIPLO MIRACOLO?  Eccola spiegata nelle sue ‘tre fasi essenziali’.
Prima fase, la “fusione e la nascita targata Delta 2000”
Seconda fase, la nascita di un Settore Giovanile ‘griffato Piero Carnacina & Company che è diventato anche ‘ombelico nazionale’ per quanto riguarda l’organizzazione di Tornei Giovani & Stages.
Terza fase, l’escalation dalla Prima categoria alla Promozione fino alla attuale Serie D, con l’arrivo di Mario Visentini e una gestione manageriale fondata sulla valorizzazione delle ‘eccellenze’ locali , da Fabrizio Zuccarin allenatore a Giacomino Marangon golden boy profeta in patria, prototipi di ‘cuore Delta del Po’ come tanti dirigenti storici di cui appunto Umberto Cavallari è rimasto il capostipite e che ne rappresenta ‘la storia di ieri madre di quella di oggi’.

UMBERTO CAVALLARI STORY ( by Sergio Sottovia e by libro “Polesine Gol 2 – Campioni & Signori” – Editore Apogeo Adria)
<< Nella Portotollese da sempre. Umberto Cavallari (1936) è stato ed è ancora dirigente, dalla costituzione della S.P. Portotollese nel 1966, fino alla stagione della fusione, quella che ha fatto nascere il Delta 2000.
Una vita ‘garibaldina’, di cui abbiamo parlato una ‘certa domenica mattina d'aprile’ a casa sua, sviluppando il ‘canovaccio’ del calcio giocato, là nel paese dove fu ucciso Ciceruacchio.
Una storia nella storia, visto che é stato a Cà Tiepolo che alla mezzanotte precisa tra il 10 e l'11 agosto 1849, nella golena del  Po, a cinquecento metri dal paese, caddero fulminati dal piombo austriaco 8 inermi italiani: Angelo Brunetti detto Ciceruacchio di Roma, Lorenzo Brunetti, figlio di Angelo, tredicenne di Roma, Stefano Ramosini, prete genovese, Francesco Laudadio di Narni, Lorenzo Parodi di Genova, Gustavo Fraternali di Roma, Luigi Rossi di Terni, Paolo Baccigalupo di Roma.
E visto che tra i ricordi di Cavallari affiorano i tempi del dopo guerra, quando il calcio a Porto Tolle era quello dei Broggio, Moretto, Gabrieli, Crepaldi e l'allenatore un certo Martinelli.

Tempi lontani come quelli in cui a Porto Tolle si giocava solo calcio estivo, con i combattuti Tornei del Delta. Tempi di Umberto Cavallari giocatore soltanto a livello amatoriale. Come amatoriale fu il suo giocare a rugby, coinvolto nel periodo scolastico dai vari Navarrini e Raisi, quando studiava da geometra a Rovigo, assieme a Gianni Massarente, cugino di Nini Costantini, poi in Serie A con la Spal e il Napoli.
Tempi in cui nei dintorni di Porto Tolle c'erano già lo Scardovari e la Carpano Cà Venier che si facevano onore, mentre a Donzella c'erano i Diavoli Rossi fino al 1965.
Allora perché solo Porto Tolle doveva essere senza squadra ? Cavallari si ricordava di quando , appena dopo la guerra, il suo amico Licio Fusetti chiamò a Porto Tolle il grande Padova di Paron Rocco, col polesano Celestino Celio, per un ' amichevole di prestigio. 
Fu così che nacque la S.P. Portotollese, con Licio Fusetti primo presidente e Umberto Cavallari e Gian Mario Milesi tra i fondatori. Primo stagione ufficiale nel 1966/67 con allenatore Cecconello. Ma per l'alluvione di novembre in bassopolesine la Portotollese si ritirò dal campionato. Si ripresentò però nel 67/68, sempre in Terza Categoria e sempre con Cecconello allenatore. Ha tutto schedato il geometra, anche perché per certi versi la casa di Cavallari è stata per lungo tempo la sede della Portotollese, specialmente quando Licio Fusetti, presidente fino al 79/80 e funzionario di banca, è stato trasferito a Rovigo. Insomma il vice presidente Cavallari diventò presidente di fatto di una Portotollese da categoria superiore che nel 68/69 allenata da Zorzan farà la sua ultima stagione in Terza. Infatti a partire dal 69/70, per meriti sportivi, la Portotollese è ammessa alla Seconda avendo Zorzan allenatore e Nini Costantini libero prestigioso
"Quegli anni 70 saranno i migliori della Portotollese - dice Cavallari - , sia per qualità del gruppo giocatori che per la tifoseria; c'erano anche 600 spettatori in campo." 

Nella stagione 70/71 l'allenatore fu Nini Costantini, sempre in Seconda. Erano i tempi della rivalità col Donada, che nel 71/72 si è dovuto accontentare del secondo posto, mentre la  Portotollese col ritorno di Cecconello in panchina si guadagnò il salto in Prima Categoria.
Sottolinea Cavallari:" Fummo subito la rivelazione del campionato 72/73, tant’è che arrivammo terzi con l'allenatore Tonello, ex giocatore del Contarina, ma fu l'anno dell'esplosione di Claudio Marangon poi ceduto al Rovigo, di Gabrieli poi all'Adriese, di Soncin poi al Contarina."
Peraltro tutte cessioni giustificative delle potenzialità socio - economiche di una società che  non farà mai pazzie per andare oltre le proprie dimensioni, vale a dire l'assestamento in Prima categoria. Nell'annata 73/74 inizialmente l'allenatore è Cecconello al suo terzo ritorno, poi sostituito da Benito Furlan per una tranquilla centroclassifica.
Era il tempo dei Michieletti, Greguoldo, Sergio Binatti, Fabrizio Bovolenta detto Chinaglia per la sua stazza, Tessarin, Giorgio Marassi (presidente nel Terzo Millennio della Università rodigina), e delle stramberie di Astolfi detto ‘Gigi lampadina’.  Sempre con Licio Fusetti presidente e Umberto Cavallari suo vice.
Nella stagione 74/75 la stella di Furlan Benito si offusca dopo la brutta sconfitta per 5 a 1 a Solesino. Perciò gli subentra un tandem tecnico : il maturo Sergio Binatti giocatore-infortunato e il giovane Piero Carnacina che curava la Juniores. Fu stagione tribolata e la salvezza arrivò solo all'ultimo, con la vittoria casalinga sul Trecenta.
L'anno dopo Carnacina va alle giovanili dell'Adriese e in panchina resta Sergio Binatti. Fu grande stagione per la Portotollese 75/76, seconda dietro la Lendinarese.
Non si fosse infortunato Quagliato, chissà cosa avrebbe fatto quella Portotollese. Allora si usava convocare i giocatori un'ora prima delle partite e questi erano i convocati per il match contro il S. Vitale :Baratella, Boni, Borsetto, Bovolenta, Freguglia, Grandi, Laurenti, Marassi, Marchetti, Michieletti, Passarella, Pavanati, Pregnolato, Quagliato, Saggia, Santin. Erano tempi di grande pubblico. Lo dimostra il fatto che l'organizzazione prevedeva la presenza di tre persone alla cassa e tre persone ai cancelli. Saranno anni buoni, quelli della Portotollese di Binatti in Prima categoria. Buona la stagione 76/77, addirittura ottima quella 77/78 in corsa parallela con il Megliadino S.Vitale fino alla sconfitta nello scontro diretto. Da centroclassifica quella 78/79 sempre con Binatti, a detta di Cavallari ‘ il più completo allenatore che abbia avuto la Portotollese, abile a trattare e gestire il gruppo’. Nel campionato 79/80, quando vinse il Bagnoli sulla Tagliolese, per la Portotollese di Piero Penzo (ex Adriese) fu annata di tutta tranquillità, ma – precisa Cavallari – ‘con la soddisfazione di aver conquistato la Coppa Disciplina, primi della categoria in tutto il Veneto."

Finora Umberto è stato vicepresidente, invece dall’ 80/81 sarà ‘presidente per sempre’ della Portotollese: richiama Binatti, ottenendo peraltro una salvezza alquanto sofferta.
Ma la retrocessione è dietro l’angolo, per la Portotollese 81/82, quando a nulla è valsa la sostituzione di Binatti con Antonio Pavanati allenatore della Juniores.
Queste le cause di quella retrocessione secondo Cavallari: " Purtroppo acquisti non indovinati e qualche giocatore rimasto a casa, furono le cause della discesa in Seconda categoria."
E purtroppo si sa benissimo quanto è ‘dura la salita’. Ne sa qualcosa la Portotollese 82/83
che allenata da Giuseppe Nordio il chioggiotto sarà soltanto sesta. E' andata meglio invece la Portotollese 83/84, che terza in classifica con Mario Manfrini allenatore restò pur sempre in Seconda.
Preludio però alla vittoria 84/85 e al ritorno in Prima Categoria.
Merito di mister Manfrini, ma anche di atleti di qualità come bomber Fabrizio Bovolenta detto Chinaglia, poi Germano Passarella e Baccaglini. Ma pur restando imbattuta, non fu facile per la Portotollese che a 47 punti staccò di un solo punto il San Pietro in Volta con Scalabrin protagonista.
Però la stagione 85/86 per la Portotollese non è stata nel segno della continuità. Intanto mister Manfrini accetta la chiamata del Donada, poi Passarella e Baccaglini vanno a rinforzare la Villanovese, infine il bomber locale Bovolenta si infortuna quasi subito. Per di più è anche l'annata della ristrutturazione dei campionati, con tante retrocessioni.

Tutte considerazioni valide per far capire che la Portotollese fu quartultima e retrocesse in Seconda assieme al Costa, S.Martino di Venezze e Bovolenta.
Come spesso succede, dopo una caduta riparte un nuovo ciclo. E' stato così anche per la Portotollese del presidente Cavallari, che dalla stagione 86/87 in Seconda categoria ha puntato sui giovani riconfermando  Binatti sulla panchina granata. Certamente una stagione interlocutoria, ma anche la conferma di una Portotollese che godeva di stima e considerazione dentro e fuori il Polesine. Tanto più che proprio quell'anno a Porto Tolle fu disputata un'altra amichevole di prestigio, stavolta col Verona di Bagnoli recente campione d'Italia.
Il dopo Binatti, per la Portotollese di Cavallari è stato con Sergio Salini il chioggiotto, per un biennio più che dignitoso ma obiettivi da raggiungere.
Idem per le annate successive, sempre in Seconda categoria, una stagione con l'allenatore Giancarlo Ardizzon, l'altra con Luciano Barchieri, con la Portotollese mai in corsa per la vittoria.
Ma i meriti sportivi della società del presidente Cavallari erano tanti e grazie al ripescaggio la sua Portotollese fu ammessa , per la stagione 91/92 alla Prima Categoria.
Il nuovo mister fu Giovanni Piombo, uno che respirava aria di casa. Ricordo di aver visto il rocambolesco 4 a 4 tra il Rosolina, di mister Bellemo e di bomber Frasson, e la Portotollese a trazione anteriore di Piombo, con tre gol su palle ferme, come a dire grandi capacità balistiche degli attaccanti.
Quella Portotollese già da matricola aveva obiettivi ambiziosi e per tre campionati mister Piombo corse per la vittoria. Il gruppo dirigenziale e il presidente Cavallari avevano fatto acquisti di qualità. I De Antoni, Zennaro, Capuzzo  garantivano goleade, Bellani era potente a centrocampo, purtroppo quella Portotollese prendeva qualche gol di troppo.
In quegli anni furono più concrete e vincenti la Lendinarese e il Monselice.

Nel 93/94 si completò il triennio di Giovanni Piombo, mentre al presidente Cavallari fu assegnato la ‘Lupa’ del Coni.
Costò molto, forse troppo, al presidente Cavallari e alla dirigenza, quel triennio di obiettivi.
Per questo ci fu un'altra ripartenza, ridimensionando l’organico per dare spazio ai giovani che Antonio Pavanati curava da quasi un lustro. Ovvio che la nuova Portotollese 94/95 soffrisse in Prima Categoria. Delle tante difficoltà ne fece le spese l'allenatore Gennari Guglielmo, sostituito dal 27.11.1994 da Dino Gotti, un santone del calcio bassopolesano.
Fu salvezza infine, però solo alla penultima di campionato, grazie alla tripletta di De Antoni per il  3 a 0 a Carpanedo. Parla di quegli anni, il presidente Cavallari, senza rammarichi, accettando per la sua Portotollese un ruolo di tranquillità. D’altra parte non valeva la pena di fare pazzie.
Anche per questo il lavoro di Pavanati alla Juniores veniva considerato, mentre Corrado Penzo nel 95/96 allenava la prima squadra e a Piero Carnacina fu data la responsabilità  del Settore giovanile. D’altra parte per il presidente Cavallari e per la Portotollese il nuovo tipo di gestione diventava una scelta di vita. Bisognava fare calcio col prodotto delle giovanili senza ricorrere a personaggi ‘lontani dagli occhi , lontani dal cuore’.
In questo contesto l'impegno di Carnacina ha dato i suoi frutti sia sul piano tecnico che sul piano finanziario, in un momento in cui gli incassi non erano certo la panacea di tutti i mali.
Spazio al nuovo quindi, anche come allenatori. Parte infatti dal 96/97 il biennio Portotollese & Mauro Pezzolato , altro allenatore casalingo.
Purtroppo a Porto Tolle, secondo comune d'Italia per territorio, si gioca per il rientro finanziario e si paga lo scotto dei risultati. Così nella stagione 98/99 salta la panchina di Corrado Penzo, ma la sostituzione con Giovanni Piombo non riesce a fare centrare l'obiettivo salvezza. Per il presidente Umberto Cavallari e per il Porto Tolle c'è l'amarezza della retrocessione in Seconda, mentre il Polesine Camerini del presidente Argentino Pavanati e di mister Zuccarin resta in Prima.
Una situazione che fa voltare pagina al calcio nel vasto territorio del comune di Porto Tolle.

"Già da un anno c'erano stati ‘contatti di fusione’, sia con Raffaele Riondino dello Scardovari che con Pavanati del Polesine Camerini - precisa Cavallari - d'altra parte nel calcio attuale bisogna ridurre i costi e le fusioni sono la strada obbligata".
In estate i giochi erano fatti. Lo Scardovari continuava nella sua indipendenza, mentre nasceva nel Terzo Millennio la società DELTA 2000 dalla fusione tra Porto Tolle, Polesine Camerini e Cà Venier.
La trinità in persona, con tante facce nella memoria. Con Cavallari nel Delta 2000 come  vice presidente mentre alla presidenza triennale è salito Argentino Pavanati, Fabrizio Zuccarin allenatore e con Carnacina gran tessitore del settore giovanile a livello regionale. Nel triennio successivo, come da accordi – fusione, Umberto ridiventa presidente con vice Pavanati, mentre il settore giovanile ‘gestione Carnacina’ ha valenza regionale e nazionale.  E’ la strada maestra per il Delta 2000, seguita anche nel 2006/07 quando il presidente è Mario Visentini mentre Umberto ne diventa il presidente delegato.
Certo è sempre in Prima il Delta che parte con Edgardo Fregnan in panchina per poi richiamare Zuccarin a cercare i play off.
Però è la strada giusta per arrivare in Promozione. Sarebbe peraltro il ‘premio alla carriera’ per Umberto Cavallari partito alla garibaldina con la Portotollese per navigare nel Delta ‘camargue’ del Terzo Millennio alla ricerca di porti sicuri.

EXTRATIME by SS/ La cover è per Umberto Cavallari premiato nel 2007 a Porto Tolle da Flavio Zampieri presidente del Panathlon Club Adria.
Per quanto riguarda la fotogallery vi proponiamo una foto ‘storica’ datata 1945/46 epoca Guerra Mondiale. Siamo sul campo di Porto Tolle e la squadra è quella della ‘Polizia di Rovigo’ , con terzo in piedi da sx Giovanni Cattozzo, giocatore poi in Serie A tra Bologna , Atalanta ed allenatore giovanili tra Milan, Inter, Juventus e in casa Figc. Un fatto storico, quella partita di calcio giocata ‘su quel campo strampalato’ contro una squadra bassopolesana, storica come peraltro un’altra giocata ad Adria contro la ‘Brigata Cremona’, perché certificava il ritorno alla ‘normale vita quotidiana’.
Per quanto riguarda la storia di Umberto Cavallari eccolo poi primo a sx al fianco di Licio Fusetti con la squadra del Porto Tolle 81-82 e con al centro in piedi lo sfortunato ‘giocatore coi baffi’ Norberto Colla (crespinese, ex Vicenza, squadra Primavera).>>

A seguire la forte Portotollese 84/85 allenata da Manfrini, col presidente Umberto Cavallari (primo accosciato a dx).
Quindi il presidente Cavallari con la Portotollese 91/92 , ripescata in Prima categoria e allenata da Giovanni Piombo (terzo in piedi da sx) .
Poi Cavallari ( primo a sx a fianco di Milesi) presidente della Portotollese 1994 allenata da Dino Gotti (con la barba, secondo da dx).
L’ultima foto del presidente Umberto Cavallari con la squadra è quella con la Portotollese 1996/97 allenata in Prima categoria da Mauro Pezzolato.
Per quanto riguarda Cavallari nel Terzo Millennio, ecco Umberto mentre premia il capitano dell’Empoli nel Torneo nazionale 2006 per Giovanissimi.
Infine per onorare tramite il ‘nostro personaggio’ anche la storica escalation dalla Prima alla attuale Serie D, ecco il ‘qualificato staff poker’ targato Delta 2000 e premiato dal Panathlon Club Adria a Porto Tolle nel 2007:da sx Antonio Zanellato, Umberto Cavallari , Mario Visentini,  Massimo Zaninello allora assessore allo sport e ora vicesindaco.
Fermo restando che non vi ho snocciolato tutti i nomi dei giocatori in foto –squadre (peraltro noti) , perché già nominati in altre occasioni ed altri Personaggi Story che sono stati raccontati o saranno raccontati prossimamente sempre su questo sito.


Sergio Sottovia
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