Cavazzana Gastone & Fabio il ‘biliardo’ di padre in figlio/ Perciò “Campioni d’Italia, d’Europa e del Mondo”


13/02/2012  

Ricordando sopratutto Paolo Coppo appena scomparso. E il brasiliano Zito e Cifalà e il polesano Gianni Bombardi. Come le ciliegie, i campioni ‘internazionali’ di biliardo Made in Polesine. Così come sono stato sollecitato per la Bombardi Gianni Story, adesso sono stato sollecitato per questa Cavazzana Gastone & Fabio “Campioni di padre in figlio”. Tutta colpa/merito di Fabiano Bovolenta e della sua passione sportiva Made in Polesine , dal calcio fino al …biliardo, visto che ormai i “Campioni del panno verde” sono sempre più protagonisti di Eventi Speciali ripresi dalle tv, Sky compresa.
E allora, dopo i canonici approfondimenti personali tra gli appassionati dei “Cinque Birilli” che hanno conosciuto sia Gastone che Fabio Cavazzana, eccovi qualche flash by Friends utile ad onorare sia il padre Gastone che il figlio Fabio, che ‘lo spirito santo’ del BILIARDO.
Praticamente ‘rime sparse’ frutto di confidenze di W.F. che, oltre a saper tutto dell’Inter,  ha avuto la fortuna di appassionarsi al biliardo e di vedere da vicino, negli anni ’80, sia le qualità e le performance di Gastone ‘pluricampione italiano che le già straordinarie giocate del giovane Fabio allora ‘figlio d’arte’ e poi campione mondiale.
Certo mi sarei accontentato di qualche informazione, invece Walter (mettiamo che sia questo il suo nome vero, mentre per tutti gli altri suoi ‘amici biliardisti’ useremo solo le iniziali) me ne ha parlato per una intera mattinata di metà febbraio, lì a Crespino nel Bar Gigin all’angolo di una Piazza Fetonte ancora innnevata.

 “Eravamo nel periodo degli anni ’80, quando il gioco del biliardo era in voga. Anche nei paesi si facevano tornei di biliardo, si giocava all’italiana ma anche ‘goriziana’. Ma si giocava spesso anche la sera, tant’è che col mio amico Gianni si andava magari a Pontecchio e Bosaro, oppure Adria e Rovigo, ma anche al di là del Po, primo fra tutti a Copparo . E che serate al Cristallo di Rovigo, dove potevamo ammirare anche campioni arrivati da altre provincie del Veneto, Era bello vedere giocare campioni del calibro di Crepaldi, Guzzon, Passarella, e poi appunto Gastone Cavazzana>>,
Che anno era? Diciamo che Walter mi parla di Gaston Cavazzana ‘sette volte campione italiano’ perciò…fate voi, basta guardare il suo palmares che vi proponiamo in Appendice.
Continua Walter, ricordando che Gastone era appena arrivato in Polesine da Torino, e che aveva ‘preso’ il Bar in Piazza a Pontecchio:<< Aveva un gioco spettacolare e ricordo anche che in diverse occasioni doveva ‘concedere alcuni punti di vantaggio agli avversari’ perché fossero incentivati a giocare contro di lui, giusto per rendere competitiva la partita>>.
Ma anche allora il ‘gioco del biliardo’ non era un gioco di ‘puro divertimento’ , perché era naturale vederci scappare qualche scommessa.
Continua Walter: << Ricordo bene quella speciale partita al Bar Franchin di Rovigo proprio tra Gastone Cavazzana e un suo ‘sfidante napoletano’ che probabilmente non si era reso conto di quale ‘razza di campione’ avesse di fronte. Finì che vinse il ‘nostro’ Cavazzana e il napoletano si ‘scommiserò’ quel tanto che alla fine ottenne uno sconto, giusto per avere quelle 50mila lire che servivano per tornare a Napoli>>.
Storie e aneddoti personali datati anni ‘80 , con Gastone Cavazzana ‘tornato polesano’ e che una sera arrivò a Crespino e fu sfidato da T.R. al Bar Borsa.
<< Ma dopo che ci si accordò ‘sulla sfida’ proprio Cavazzana fece vedere un ‘assaggio della sua classe’ con un colpo impossibile e così …lo scontro saltò prima di iniziare. Troppo forte Gastone, che peraltro segnalò come fosse ‘obbligatorio’ nel gioco del biliardo segnalare ufficialmente le ‘proprie credenziali di classifica’ prima di ogni sfida tra sconosciuti, in particolare ‘quando c’era qualcosa in palio’>>.

enso proprio che dovesse essere un ‘colpo a stecca alta per aggirare l’imballo’ quello di Gastone Cavazzana, almeno stando a vedere il gesto mimato da Walter per raccontarmi la scena in flash back.
Storie straordinarie, come quella volte che Walter a Rovigo ha visto Gastone Cavazzana accettare la sfida ‘giocando sempre con una mano sola’ e battere l’avversario che oltre ad usare la doppia mano poi quelle due mani … se le è messe prima nel portafoglio e poi nei capelli.  
Storie di ‘biliardo di padre in figlio’, che Walter sottolinea così:<< Ricordo anche Fabio, figlio di Gastone, perché in diverse occasioni l’ho visto venire a Crespino e giocare assieme a mio figlio Rossano al Bar Centrale dalla Pierina, lì  a fianco della Chiesa. E devo dire che già allora era più che una promessa un campioncino, dal gioco meno spettacolare ma più classico di quello di papà>>.
Certo Walter ha seguito in tv diverse manifestazioni che hanno proposto la ‘classe recente’ di Fabio Cavazzana, ma lui Walter se l’aspettava che ‘quel ragazzino figlio d’arte’ diventasse anche ‘Campione del Mondo’?

Va ancora in flash back Walter ricordando di aver visto Fabio vincere a Padova il suo primo titolo italiano. Di averlo visto ‘stranamente’ sbagliare de colpi facili, ma poi sbloccatosi e superata la tensione, andare a vincere in scioltezza.
Poi Walter mi parla delle straordinarie capacità balistiche del brasiliano Zito campione del Mondo, di Cifalà e dei Tornei che nei primi anni ’90 venivano organizzati a Milano; che per l’alto montepremi in palio calamitavano i più ‘grandi giocatori di biliardo del mondo’.
<< Praticamente in contemporanea con il Campionato del Mondo che proprio Fabio Cavazzana , scelto dalla Federazione a rappresentare l’Italia, andò in quel tempo a vincere in Sud America>>.
A questo punto il racconto di Walter lascia il posto ai “Due Palmares” di Gastone e Fabio Cavazzana, “Campioni di Biliardo di padre in figlio”, dei quali peraltro mi sono ‘gustato’ alcuni video che anche Voi potete trovare in rete.
Fermo restando che spesso dal Casinò de La Vallée di Saint Vincent vengono mandate in onda manifestazioni di alto livello internazionale, con campioni del calibro di Fabio Cavazzana ormai abituati  a giocare ‘colpi straordinari con relativo imballo’ senza soffrire affatto le luci di una ribalta televisiva ‘tanto invadente quanto esaltante’.


PRIMA NEWS / CAVAZZANA GASTONE STORY
(by Wikipedia, con questa annotazione in  premessa:”Questa voce sull'argomento biliardo è solo un abbozzo. Contribuisci a migliorarla secondo le convenzioni di Wikipedia.)
 
GASTONE CAVAZZANA (Rovigo, 21 febbraio 1943) è un giocatore di biliardo italiano.
 
<<Nasce a Rovigo il 21 febbraio del 1943. All’età di quattordici anni si trasferisce a Torino dove nel 1966 inizia la sua carriera biliardistica. Nel 1971 approda al primo titolo italiano a cui ne seguiranno altri otto. Nel 2005 conquista il titolo italiano a squadre. Viene ritenuto a ragione uno dei più forti esecutori di "Tiri Spettacolo", attività che svolge insieme Fabio Cavazzana. Ha prodotto un DVD denominato Biliardo Master pubblicato nel 2004 da Millenniumstorm
 
Palmarès
 
I principali risultati
 1971 Campione Italiano goriziana individuale (Torino)
 1972 Campione Italiano goriziana individuale (Jesi)
 1973 Campione Italiano goriziana a coppie (Levico)
 1976 Campionato italiano 5 birilli a coppie FISAB (Pavia)
 1980 Campione Italiano goriziana a coppie (Borgano)
 1981 Campionato italiano 1ª categoria 5 birilli (Lissone)
 1998 Campionato italiano categoria Masters 5 birilli (Saint Vincent)
 2005 Campionato italiano a squadre (Saint Vincent)>>.

APPENDICE NEWS by SS/ E? USCITO IL VIDEO <<BILIARDO SHOW - COLPI SPETTACOLARI>> /”QUELLI DI GASTONE & FABIO CAVAZZANA & COMPANY”
<< CAVAZZANA GASTONE CAVAZZANA FABIO / Titolo: BILIARDO SHOW - COLPI SPETTACOLARI / ISBN: 8017634500044 / Durata: 80 min. / Dimensioni: DVD /Anno di pubblicazione: 2004, € 12,90 /
Ma è uscito altresì un altro Video dal titolo “ BILIARDO SHOW - COLPI SPETTACOLARI” 
<< The Best Champions in the World. Colpi spettacolari eseguiti dalla coppia migliore al mondo. I tiri impossibili di Gastone e Fabio Cavazzana.>>


SECONDA NEWS (www.wikipedia.it) / CAVAZZANA FABIO STORY
<< Fabio Cavazzana (Torino, 12 aprile 1967) è un giocatore di biliardo italiano, nella specialità stecca 5 birilli nella quale è stato anche campione del mondo nel 1993.
Residente a Monselice, in provincia di Padova, è figlio di Gastone Cavazzana grande giocatore del passato e pluricampione italiano. Oltre ai vari successi,da segnalare un 3°posto ai mondiali del 1999.
 
Palmarès
 
I principali risultati
 •1993 Campione del mondo specialità Italiana 5 birilli (Bolivar)
 •1993 Campionato italiano categoria Masters (Gambolò)
 •1994 Campionato italiano categoria Masters (Codogno)
 •2005 Campionato italiano a Squadre (Saint Vincent)
 •2007 Campione italiano Aics (Altavilla Vicentina)
 •2008 Campionato italiano categoria Nazionali (Saint Vincent)
 •2009 Campionato italiano a Squadre (Saint Vincent)
 •2009 Campione italiano a Coppie specialità Goriziana (Saint Vincent)
 •2010 Campionato europeo per nazioni a Squadre.>>


PRIMA APPENDICE DELLA SECONDA NEWS (Fonte: Fibis Nazionale ) / ECCO I NOMI DEI CAMPIONI EUROPEI 2010/
<<L´ITALIA si aggiudica il Campionato Europeo per Nazioni, in finale sconfitta la FRANCIA. La formazione Italiana era composta dagli atleti: Carlo CIFALA´, Sandro GIACHETTI,Fabio CAVAZZANA e Fioravante VECCHIONE. >>


SECONDA APPENDICE DELLA SECONDA NEWS (di Paola Luzzi, www.magazine.biliardoweb.com , novembre 2007) / FABIO CAVAZZANA, CLASSE E TALENTO / "Il neo Campione Italiano AICS si racconta alla nostra redazione" /

Nome e Cognome: Fabio Cavazzana;  Nato a: Torino - il: 12.04.1967/
 Sposato: sì;  Figli: Tommaso e Delia;  Residente a: Monselice (PD)
 
<< I Campioni di biliardo del nord-est italiano si possono contare sulla punta delle dita di una mano, pochi ma importanti nomi del panorama nazionale biliardistico sono usciti, negli anni, da questa terra divisa tra industria, agricoltura e montagna. Uno di questi è senz'altro Fabio Cavazzana. In realtà è stato il Piemonte a dare i natali a Fabio ma da buona veneta d.o.c. mi piace pensare che il suo genio biliardistico sia nato qui, in quel di Padova, con il padre Gastone.
 
Reduce dalla vittoria del IX Campionato Italiano Aics ci ha gentilmente concesso questa intervista e stasera mi reco a Padova, nella bellissima città storica di Este, presso il CSB dove Fabio è tesserato, il Twenty Seven, per incontrarlo.
 
BW: Raccontaci un po’ la tua vita, so che sei nato a Torino… come sei arrivato qui?
 
«Sono nato e vissuto a Torino e come per quasi tutti gli adolescenti era il calcio la mia passione, ci ho giocato fin da piccolo e a sedici anni sono entrato nella primavera del Torino; nonostante la scuola e il calcio, seguivo spesso mio padre durante le gare: il biliardo mi ha sempre affascinato.
 
Ho avuto un brutto infortunio e mi sono visto costretto ad abbandonare il calcio, in quel periodo mio padre era il proprietario con Paolino Coppo di una sala biliardi a Torino, sala che ha visto la nascita biliardistica di Carlo Cifalà, e questo mi ha reso facile l’avvicinamento al biliardo. Nonostante mio padre fosse già un campione affermato non voleva che anche io intraprendessi questa carriera, ma si sa… buon «gene» non mente, e iniziai a giocare assiduamente raggiungendo un livello molto alto che mi ha permesso di ottenere discreti successi.
 
Poi è arrivata l’età del servizio militare, che ho prestato a Mestre (VE); una sera vado a giocare a Rovigo: mio padre, che era a Pontecchio a trovare dei parenti, non mi vede rientrare e preoccupato viene a cercarmi; era inverno, la strada era ghiacciata e ha avuto un incidente… niente di grave per fortuna, ma fu costretto a lasciare la macchina dal carrozziere per una decina di giorni. In quel lasso di tempo è venuto a sapere che proprio a Pontecchio, sua città natale, era in vendita un bar e, d’accordo con la famiglia, abbiamo deciso di trasferirci qui.»



BW: Hai mai sofferto del paragone che inevitabilmente tutti fanno con tuo padre? Chi è più forte adesso? … e venti anni fa?
 
«Ho sempre vissuto questa cosa con orgoglio, consapevole del fatto che emergere in questo settore essendo figlio d’arte non mi avrebbe facilitato le cose, anzi! Ci si aspetta sempre di più. 20 anni fa il più forte era senz’altro lui: ricordo, per chi non avesse avuto l’onore di conoscerlo biliardisticamente, che è stato uno dei primi 5 in Italia e che ha vinto ben 9 titoli italiani. Adesso sicuramente io, ma penso anche per il fatto che mio padre ha ormai una certa età.»
 
BW: A quanti anni hai vinto la tua prima gara?

«A 18 anni, a Villamarzana in provincia di Rovigo: c’erano ancora i biliardi con le buche.»
 

BW: Ha vinto il mondiale nel 1993 quando molti degli attuali professionisti erano approdati alla Biliardo Pro che in quello stesso anno organizzava la World Cup vinta da Mannone. Cosa rispondi a chi ti attribuisce un "mondiale di seconda classe"?
 
«Sinceramente nessuno mi ha mai detto una cosa del genere, penso sia dovuto al fatto che chiunque, in questo ambiente, conosce la mia forza, e comunque, se ci fosse bisogno di dimostrarlo, negli anni successivi ho vinto 3 titoli italiani, quando tutti si erano riuniti sotto un'unica federazione.
 A proposito di quel mondiale voglio raccontarti una curiosità: io e la mia famiglia siamo devoti alla Madonna di Loreto; avevo fatto voto che, in caso di vittoria, avrei portato lì la coppa di campione del mondo... ora sta in una cappella, proprio accanto ad altri trofei di grandi campioni come Coppi e Merckx.»
 
BW: Un giocatore di talento come te potrebbe essere portato a non accettare mai l'errore, a ricercare continuamente la perfezione... come è cambiato il tuo atteggiamento nel corso degli anni? Che rapporto hai con quelli che comunque sono i tuoi limiti? Hai imparato ad accettare più serenamente anche gli errori?
 
«Provengo dalla scuola piemontese dove tutto è calcolato e studiato nel minimo dettaglio; io però esco un po’ dagli schemi perché sono un giocatore più istintivo, nonostante questo ricerco sempre e comunque la perfezione in tutto quello che faccio sul biliardo.»
 
BW: Visto che partecipi al campionato a squadre si serie A, che cosa ne pensi del biliardo con le buche? Credi in questa novità? Ho visto poi che la squadra in cui giochi è stata rinnovata (il Boville Biliards, ndr), ha preso Zito e Paoloni. Sentirete la mancanza di Aniello?

«Non sono d’accordo con questa “novità”, se così vogliamo chiamarla: questo biliardo ormai ha preso piede, in Italia e anche in Europa, è giocato ormai ovunque; le buche per me hanno solo un sapore di “ritorno al passato”, senza contare che i gestori delle sale non sono in grado di affrontare un tale cambiamento. E’ naturale che le buche avvantaggino i più bravi, ma questo significa anche diminuire l’afflusso dei neofiti che già ora trovano difficile affrontare il gioco del biliardo all’italiana: figuriamoci se ci mettiamo pure le buche! Qui le buche non rappresentano un obiettivo, come può essere per il pool, ma una difficoltà, scoraggiante a mio avviso.
 
Si, la squadra quest’anno è rinnovata: Paoloni, Summa, Zito... Certo che sentiremo la mancanza di un forte giocatore come Aniello, ma direi che è stato degnamente sostituito da un suo pari grado, se parliamo in termini di “campione del mondo”.»


BW: Chi è, tra i tuoi colleghi, il giocatore che stimi di più? E perché?
 
«Senz’altro Albrito, sia come persona che come giocatore. Lo considero un calcolatore straordinario. Ho avuto la fortuna di giocare spesso in coppia con lui ed è un giocatore dal quale ho imparato tantissimo. Ero molto amico anche del grande Nocerino nel quale mi rivedevo molto per il fatto che anche lui, come me, aveva la fortuna di possedere questo talento naturale e per la sua istintività. Comunque ce ne sono tanti di giocatori che ammiro, non vorrei fare discriminazioni.»
 
BW: Preferisci italiana, goriziana o tutti doppi?
 
«Italiana senza ogni dubbio, lo considero il gioco più difficile su questo tavolo: non per niente i più grandi titoli vengono assegnati con questa specialità. E poi penso che il talento, quello vero, lo puoi vedere solo a questo gioco.»
 
BW: Un tuo pregio e un tuo difetto …
 
«Sono molto rispettoso nei confronti di tutti i giocatori che incontro, forti o meno forti, non sono presuntuoso. Il difetto peggiore che mi riconosco… mi innervosisco troppo facilmente.»
 
BW: La partita che ricordi con più piacere e quella che ricordi con meno piacere.
 
«Quella che porto nel cuore è sicuramente la finale dei Mondiali del 1993, quella che invece ricordo sempre malvolentieri è la semifinale con Zito a Montecarlo nel 1997 in occasione della World Cup Pro, a me mancavano 4 punti a chiudere, a lui 16 e mi chiuse partita con due garuffe da 8! E poi fece la finale con Nocerino il quale conduceva per 3 a 0 ma finì per perdere 4 a 3.»
 

BW: Perché dopo la tua uscita lo scorso anno dai professionisti sei sparito dal circuito BTP?
 
«L’anno scorso ho rinunciato a fare le prove perché non condivido il sistema con il quale si organizzano le prove del circuito BTP. Io credo che si dovrebbe ridurre il numero dei professionisti a 12, per esempio, permettendo così a questi di vivere di questo sport: questa è la mia idea di “professionista”.»
 
BW: Cosa ci vuole per essere dei fuoriclasse? Talento, tecnica, passione… dacci le tue percentuali.
 
«60% di talento, 20% di conoscenza biliardistica e, ad alto livello, 20% di fortuna.»
 
BW: Tu ora abiti a Padova, ti trovi bene qui? So che d'estate vai spesso ad Ortona (CH): hai mai pensato di trasferirti al sud?
 
«No, mi piace qui, la mia vita e la mia famiglia sono fortemente radicate in questo posto, però vado volentieri ogni tanto a trovare i miei amici al sud: trovo che la gente del meridione sia molto calorosa.»
 
BW: Cosa fai quando non giochi a biliardo?
 
«Mi piace pescare e seguo il calcio, tifo Torino naturalmente, sia io che mio padre siamo soci onorari. Seguo comunque anche gli altri sport in generale.»
 
BW: Credi nei giovani per il futuro del biliardo? Cosa consiglieresti ad un ragazzo per un buon approccio? Quale caratteristica non deve mai mancare?
 
«Un giovane, al giorno d’oggi, deve prendere il biliardo come puro divertimento, per passare la serata in compagnia; poi, se c’è la passione, lo può anche affrontare agonisticamente, ma non pensare certo di potersi costruire un futuro: al momento non è certamente possibile.»
 
BW: Se non fossi un giocatore di biliardo saresti….
 
«Mmmm…. un calciatore!? Magari!! (sorride)»
 


BW: Per ognuna di queste caratteristiche che voto (da 1 a 10) ti dai tu, e quale tuo collega apprezzi maggiormente?
 
a) Abilità, precisione e misura:
 Io: 9 Belluta: 10
 
b) Professionalità (inteso come impegno, allenamento):
 Io: 6 - Mannone: 9

c) Grinta e fiducia in sé stessi:
 Io: 8 - Maggio: 10
 
d) Tattica di gioco (Ita/TuttiDoppi/Goriziana):
 Io: ita 9 - td 8 - gori 8
 Albrito: ita 8 - td 9 - gori 10
 
e) Gioco di prima:
 Io: 9 - Maggio : 10
 
f) Gioco di sponda:
 Io: 8 - Albrito: 10
 
g) Positività mentale (nel gioco):
 Io: 7 - Zito: 9
 
h) Correttezza e lealtà:
 Io: 10 - Belluta: 10
 
Concludo così la mia intervista a Fabio Cavazzana, un ragazzo a modo, quasi timido, nonostante la spavalderia da ragazzo ribelle con il quale tutti lo identificano. E' stata una piacevolissima serata passata a chiacchierare e a... mangiare! Il proprietario del Twenty Seven, il sig. Fabio, ha dato fondo a tutta le sue capacità culinarie preparandoci una cena da leccarsi i baffi! Un ringraziamento quindi al gestore e proprietario della sala per la splendida accoglienza e a Fabio Cavazzana, al quale faccio il mio personale «in bocca al lupo» per una splendida stagione.>>




TERZA APPENDICE by ( www.bdtorino.net , novembre 2011)/ AL PALAIS SAINT VINCENT INIZIATI I GIRONI FINALI DEL 36° GRAND PRIX GORIZIANA
( Giovedì 24 esaurite le batterie di qualificazione )

<< Le ultime tornate eliminatorie hanno qualificato alla kermesse conclusiva i torinesi Arturo Albrito, Enrico Lauro, Sergio Ciampini, Francesco Diodati, Pasquale Placido, Serafino Ferro, Roberto Giordanino, Giovanbattista Verdino, Nicola D'Ettorre e Donato Ferigo.

Hanno altresì ottenuto il pass le "Grandi Firme" Rossano Rossetti, Gustavo Longo, Nestor "Nenè" Gomez, Tommaso Pizzi, Gianfranco "Ginfri" Condello, Daniele Montereali, Giuseppe Consagno, Crocefisso Maggio, Daniel Lopez, Antonio Girardi, Paolo Marcolin, Fabio Cavazzana e Andrea Paoloni.

Oggi e domani gli incontri dei gironi conclusivi scaturiranno i "Magnifici 8" che domenica 27 si giocheranno il titolo di 36° Re di Goriziana di Saint Vincent.

Sabato e domenica dodici ore di diretta Rai Sport 2 seguiranno le fasi salienti del torneo.

La manifestazione chiuderà i battenti, per l'appunto, domenica 27 con la finalissima, ricordiamo che l'ingresso al Palais è gratuito.>>

QUARTA E LAST APPENDICE DELLA SECONDA NEWS (di Massimo Calleri, by www.bdtorino.net , 06.02.2012) / UN PENSIERO PER LA SCOMPARSA DI PAOLO COPPO “COMPROPRIETARIO” CON GASTONE CAVAZZANA di “QUELLA SALA BILIARDO A TORINO” SOPRACITATA DA FABIO CAVAZZANA


<< RICORDANDO PAOLO COPPO / Biliardo - "Paulin Casal" ci ha lasciato / Si è spento all'età di 81 anni il Grande Paolo Coppo/
DEDICATO A / Paolo Coppo, pagine di storia del biliardo sportivo.
Paolo Coppo ci ha lasciato: il mitico "Paulin Casal" si è spento dopo un periodo trascorso all'ospedale. Nato a San Giorgio Monferrato il 7 luglio 1930, Coppo è stato uno dei più grandi campioni che la storia del biliardo tricolore possa ricordare.>>


EXTRATIME by SS/ La cover è un kit che onora insieme papà Gastone e suo figlio Fabio. Perciò ho voluto perciò ‘aggiungere’ nella parte bassa a dx, la foto di Fabio in azione sul biliardo con riferimento proprio a Gastone Cavazzana la cui immagine è invece in alto a sx..
Poi in apertura di fotogallery onore subito a Fabio sottotitolato ‘Campione del Mondo 1993’ e subito dopo papà Gastone ‘ovviamente’ con significative coppe alle sue spalle.
E nel ricordo di entrambi e del ‘primo periodo torinese’ con Paolino Coppo ecco la relativa kit trio foto in bianconero pubblicata in questi giorni sul sito www.bdtorino.net per onorare la scomparsa del mitico “Paulin Casal”.
A seguire un tris di foto con relativa didascalia dedicata a Fausto Cavazzana ‘cantante-winner-biliardo’ a Sanremo 2008. Mentre per la manifestazione di Saint Vincent 2011 segnaliamo che fu winner il milanese Riccardo Belluta vs Andrea Paoloni (vedi foto finalisti), bronzo “ex aequo” per il torinese Andrea Quarta e l’argentino Gaetano Romeo.  ex aequo.
Appena fuori dalla "zona medaglie" si sono piazzati Daniele Montereali (PA), Giuseppe Caruso (AP), Gianni Bombardi (MI) e Nestor Nene' Gomez.

Un evento, la “goriziana” di Saint Vincent 2011, per la quale proponiamo il cerimoniale delle premiazioni finali più due ‘fermo immagini da biliardo’ dedicate al polesano Gianni Bombardi originario da Papozze.
Per la cronaca ecco un significativo “twitter postato by Gigi lunedì 28 novembre 2011 per commentare così Gianni Bombardi e una sua straordinaria giocata:<< Bombardi poteva vincere Saint Vincent stato di forma ottimo, visto fare tiro da cinema da matto se ha voglia ce lo spiega........Bombardi/Verdino biliardo 14 credo partita in bilico.......striscio di sponda palla di colpo di passaggio tutto biliardo con battente sotto sponda e avversaria a colla 1/2 della lunga vedeva si e no 1/4 di bilia.........risultato 40 e messa angolo e angolo nella posizione originale.
Tiro difficilissimo con bilia in mano comoda a distanza siderale come la sua percentuali di riuscita 0,000000001..........provatelo buon divertimento>>. 
Insomma…polesani si nasce e campioni si diventa!
Perciò, tornando al nostro Fabio Cavazzana, campione mondiale 1993 e ‘co-protagonista di questa rubrica assieme a papà Gastone, lo proponiamo dulcis in fundo ‘fotografato’ durante una sua straordinaria partecipazione al Circolo Vicentino del Biliardo.



Sergio Sottovia
www.polesinesport.it