Celestino Celio, dal Badia al Grande Padova di paron Rocco.E Milan, Roma, Genoa


13/05/2010

Fa parte dell'epopea del calcio , Celestino Celio, nato a San Martino di Venezze il 24.5.1925. Quella a cavallo della Seconda Guerra Mondiale.
Il suo destino era il Grande Calcio. Come?  Suo papà Fortunato aveva un calzaturificio e la passione per il calcio. Così Celestino si diverte col Badia vincendo.
Ricorda Celio:<<La finale del campionato la giocammo proprio all'Appiani, contro una formazione veneziana: vincemmo 3 a 0 e io feci due gol. Finita la partita, dopo 10 minuti mi dicono che mi hanno venduto al Padova!>>
Poi il Padova e Celio hanno viaggiato assieme per cinque stagioni: 46-47 (B), 47-48 (B), 48-49 (A), 49-50(A) e 50-51 (A). Campionati alla grande, all'Appiani, la cosi detta "fossa dei leoni".
Allora la Serie B era divisa in tre gironi, e la Serie A, con 54 formazioni in lotta e solo tre posti per entrarci, era una lotteria.
Ma con Celio, dopo 14 anni il Padova tornò in serie A. E lui fece l'esordio il 19 settembre 1948, contro il Genoa. Due furono i cicli fortunati del Padova: uno di Celio e uno di Rocco. Tempi eroici, come quando, il Padova & Celestino,  incerottato e con sette punti in testa, bloccarono sul 4-4 il Grande Torino. Era il 20 febbraio 1949 e quel Padova, oltre a Celio, schierò Luisetto, Quadri, Arrighini, Celio, Maté, Sforzin, Stellini, Fiore, Zanon, Rolle, Vitali.
Celestino regalò al Padova 197 partite, 16 gol, mille magie, quando lo volle il Genoa in serie B.  Ma fece una promessa: <<Ritornerò...>>.
Dopo Genoa il Milan del trio Gre-No-Li e come compagni di squadra Maldini e Buffon, gioca quasi tutte le partite. Peccato, un anno di pazienza e lo scudetto sarebbe stato suo. Invece eccolo a Roma: sarà seconda dietro il Milan E' il 1954 e per Celio, oltre alle 2 presenze in Nazionale B, c'é anche la Nazionale A: sarà la prima e l'unica, a Roma 2-0 con l'Argentina. Dopo 20 minuti si infortuna e …Boniperti e Schiaffino lo consolano.
Ma per Celio, campione con la valigia, c'é ancora un treno che parte.
C'è l'Inter, ma a 30 anni è fatica…Riparte il treno- Celio: un anno a Catania, uno a Salerno, addirittura in serie C. Ma c'è un'antica promessa da mantenere: <<Ritornerò a Padova...>>.
Così il presidente Lovato gli da l'assegno da portare a Salerno. E nel 1958 torna al Padova storico di paron Nereo Rocco.
Incontra a Rovigo quella che sarà sua moglie e il Celio che a Roma andava a Cinecittà …diventa professionista e calcio-famiglia.
E durò a lungo anche la 'seconda volta' di Celestino Celio al Padova: vale a dire 57-58 (A), 58-59 (A), 59-60(A), 60-61 (A), e 61-62 (A). Complessivamente sono 261 le sue presenze in biancoscudato.Con la ciliegina sulla torta il terzo posto nel 1957-58. Era il leggendario Padova ( vedi foto, con Celio primo a sx nella fila centrale) per i quali paron Rocco inventò il catenaccio. Con Celio un gruppo di duri: Pin, Blason, Scagnellato, dei Moro, Azzini, Mari, ma anche Hamrin, Brighenti, Mariani. Allora mangiavano in trattoria da Cavalca e poi andavano a piedi all'Appiani. Quando poi Rocco passò alla gloria col Milan di Rivera, il nostro Celestino ( che ha tenuto a ricordarmi che è 'milanista') decise che a 36 anni era l'ora di smettere (abitava a Rovigo e andava a Padova su e giù in treno). Ma... Era il 1961. Se lo ricorda bene Alvino Minardi, che mi mostra la foto del Rovigo in Prima categoria 1960-61. Celio è l'allenatore, anche se gioca ancora nel Padova: é subentrato a Giorgio Bolognesi. Sarà secondo mentre l'Este sale in D. Poi tre anni a Trento, con una stagione vincente.
Torna al 'normale' Rovigo 64-65 del presidente Mantero, in Prima categoria.
Poi va per 3 anni a Trento e nel 69/70 al San Donà, una stagione poi riposo totale. L'ultima capatina sportiva in Polesine, l'ha fatta nel 2000 al suo S. Martino del presidente Sattin, per il trentennale. Naturalmente con le vecchie glorie del Padova.



15.02.2005


Sergio Sottovia
www.polesinesport.it