Diego Tumiatti, nella storia con Nevio Scala nella Grande Adriese in Serie C. E poi ...


18/05/2010

Perché questo long playng? Un male maligno, quasi un anno fa , ha ‘rubato’ Diego Tumiatti all’affetto dei suoi cari. Alla sua famiglia che lo ha pianto e che giustamente ne va orgogliosa per quei valori morali che Diego ha sempre trasmesso. Prima come uomo e poi come allenatore, dopo averli interpretati con signorilità come giocatore. Anche per questo è stato uno dei miei ‘Personaggi’ entro la trilogia dei libri ‘Polesine Gol’. Quante gente ‘sportiva’ c’era ad accompagnarlo nel suo ultimo viaggio, nella chiesa di San Francesco a Rovigo, ma anche nella chiesa parrocchiale di Gavello, il paese dove Diego e la sua famiglia ha sempre ‘vissuto’ pur essendo nato a Crespino ) ma era l’ultima casa del paese, ed era più vicina a Gavello. Quanta sofferenza allora , per la famiglia. Per quanto mi riguarda, …non me la sentivo allora di scrivere qualcosa su Diego. E si che c’eravamo trovati in diverse occasioni, con lui che mi diceva che stava ‘recuperando’ e aveva tanta fiducia nelle cure che stava facendo. Ma i mali incurabili fanno purtroppo la loro strada, anche se la speranza era anche nelle parole di suo papà Raimondo, col quale ci conosciamo da una vita e che tra l’altro , poco prima della scomparsa di Diego, si era ritrovato coi sui amici della classe 1935 per un amarcord in Piazza Fetonte a Crespino e poi in Trattoria ‘da Aligi’ . Quante foto quel giorno, gli amici di sempre, in posa, seduti al centro della Piazza,. Un sorriso davanti al Municipio, un sorriso davanti alla Chiesa, un sorriso davanti alla ‘casa dei carbonari’ (quella di Foresti e Carravieri, poi allo Spielberg con Silvio Pellico) .
E pensare che Diego , dopo essere rientrato al Rovigo calcio, lo volevano quelli dl Boara Polesine. Aveva detto di sì , Diego, poi però ha dovuto rinunciare prima di partire ( e a Boara è arrivato Terenzio Rauli).

Per non scrivere tutto questo, …non ho scritto niente su di lui , nei giorni della sua scomparsa.
Ma sabato scorso (15 maggio) ho vissuto una ‘giornata particolare’ a Porto Tolle dove Piero Carnacina ha voluto ‘ricordarlo’ chiamando a raduno tanti delle “Vecchie Glorie Adriese” che avevano visto da vicino Diego, quando negli anni ’80 era già più che una ‘promessa’ nelle file dei granata protagonisti in Serie C.
Quanta emozione nelle parole di Piero Carnacina e nelle facce e nelle parole e nelle confidenze dei ‘compagni di Diego’. E in quello spogliatoio, ad ‘abbracciare’ Diego e tutta la sua famiglia, c’erano ‘tutti alla pari’ i campionissimi e i ‘normali’ , ma tutti signori.

Dal ‘puma’ veronese Montagnoli a Nevio Scala che proprio nell’Adriese ha chiuso da giocatore dopo tanti anni di Serie A. con la sua solita umanità. Pensate, aveva detto di sì ai dirigenti del Due Torri quando fu presentato alla Gran Guardia di Rovigo di Rovigo il libro che il sottoscritto scrisse sulla STORIA appunto del Due Torri, e Nevio Scala fu ovviamente il superospite, dopo che gli facemmo visita a casa sua, a Lozzo Atestino.
Corsi e ricorsi storici quel giorni gli feci omaggio di un quadro con la foto – squadra dell’Adriese con lui, accosciato secondo da destra. Familiare è stato Nevio allora coi ‘Signori del Due Torri’, sabato scorso coi Signori Tumiatti, che almeno hanno trovato il conforto di un sorriso nel ricordo affettuoso del loro Diego.
C’era Romani il portiere, Marchetti e Cominato, Paolo Fracasso e Benetti, Pino Augusti mister attuale dell’Adriese col suo presidente Olivo Frizzarin e signora Ornella, Gigi Pasetti ex serie a Spal/Juve e Corrado Rodighiero, Massimo Andreotti e Marco Ferro, Luca e Flavio Azzalin, Dovigo e Calore, Leonetti e Vettorato  e il boys Maurizio Boccato che ha consegnato a tutti una medaglia a nome di Giuseppe Seno, lo storico giornalista de Il Gazzettino che ha lasciato affettuose tracce  color granata al nipote Guido Fraccon.

Tanta gente venuta da lontano per esserti vicino, salutando la tua famiglia.
Dovessi scrivere ‘note di cronaca’ dovrei dire che ‘ Diego era presente’ nelle facce e nel cuore di tutti, mentre erano commossi e per certi versi ‘felici per tanto affetto’ suo papà Raimondo, sua sorella, sua moglie Stefania e la figlia Sara. Era in programma anche una partitella che non si è potuta giocare causa pioggia incessante. Perciò Piero Carnacina ha chiamato tutti i presenti nell' ampio spogliatoio ( c'era un tavolo lungo che è poi servito per un piccolo buffet a base di salame , prosciutto e qualche bottiglia di vino).

Piero ha 'raccontato le qualità umane della persona Diego Tumiatti, il suo impegno per il settore giovanile, il suo modo 'sportivo' e signorile di fare calcio e di comunicare con tutte le persone. Ha anche raccontato un aneddoto ... e cioè che una volta in uno spogliatoio, davanti ai ragazzi di cui era allenatore, proprio Diego disse …’Piero Carnacina è un esempio per tutti gli allenatori ed è soprattutto per le sue qualità tecniche e umane che io vorrei diventare un allenatore come lui’.
Piero ha anche detto che il papà di Diego era un signore che sapeva stare sempre in disparte, e tanti genitori di oggi dovrebbe imparare la sua lezione silenziosa.

Quindi,Piero Carnacina ha anche consegnato una targa alla famiglia, emozionatissima.
A questo punto, pur essendo schiva e quasi in disparte, la famiglia di Diego è diventata la famiglia di tutti.
E dopo che la signora Stefania mi ha fatto vedere che nella borsa aveva il mio libro con la mia dedica a Diego Tumiatti e si ricordava della mia intervista a casa sua…, beh mi sono tolto il ‘groppo alla gola’ e ho chiamato Nevio Scala a fare le foto con tutta la famiglia, tanto più che la figlia Sara timidamente avrebbe voluto chiedere un autografo a quel Signore che quando lo vedeva in tv lei diceva con orgoglio spesso ripetendo’ “quello è Nevio Scala, ha giocato con mio papà”.

E lui il Nevio Scala che adesso ‘si diverte a fare il contadino’ ma che ha avuto due/tre proposte anche dall’Estero per ritornare in panchina, ha abbracciato tutta la famiglia, si è concesso per le foto affettuose ed ha anche firmato autografi, regalando un sorriso alla giovane Sara. Certo sto parlando di Nevio Scala e delle sue confidenze su Diego e sull’Adriese di allora. <<Bei ricordi, …Diego era giovane  e rispettoso, sempre con quel ciuffo che si lisciava… Erano bei tempi , allora si faceva gruppo più di quanto non si faccia oggi e c’era rispetto tra tutti>>. Parole di Nevio Scala, ma anche di tutti , mentre gli aneddoti e le confidenze aumentavano.

Ma adesso lascio la ‘cronaca’ di questa giornata particolare che era giusto raccontare ‘dal di dentro’ e vi propongo una Diego Tumiatti – Story che ho scritto e pubblicato sul mensile Areasport nel luglio del 2005.
Certo poi ho rivisto , incontrato, fotografato e ancora intervistato l’amico Diego Tumiatti.
Ma questa è la Diego Tumiatti – Story prima che gli arrivasse addosso quel maledetto male incurabile.
Diego, se dicessi “questa è la storia di  uno di noi, anche lui nato per caso in Via …”, beh tu sai che è la verità. Tuo padre faceva il sarto e in Via Aguiaro si fermava al ‘Sali e tabacchi’ di mia conoscenza a prendersi le sigarette…
Diego, di te ricordo come salutavi affettuosamente quel grande vecchio di Costante Mantoan, tuo maestro di vita e di sport, un papà per i suoi giocatori.

E rivedo i tuoi occhi ‘convinti’ nel dare le risposte –valori.
Diego , hai lasciato un ‘segno’ in tanti sportivi.
Ricordo ancora la telefonata di Piero Cavallari, il tuo pigmalione e ds della tua ‘prima Adriese’ , per venire assieme al tuo funerale…
Diego, in tempi di clic veloci e di blog e di sms veloci , io vado controcorrente anche in questo sito.
Ecco  Diego, se valeva la pena che nascesse questo sito, allora questa ‘storia’ è una ragione di più…
E così , per la Tua famiglia e per i tanti amici che ti hanno voluto bene, io ti lascio questa ‘Canzone per Diego’, come fosse un girotondo intorno al mondo.

DIEGO TUMIATTI STORY - Da goleador in C2 a mister vincente coi giovani del Rovigo
<<Sempre centravanti, ottimo stacco di testa, Diego quand'è nei  Giovanissimi del Gavello segna fior di gol, perciò é nella Rappresentativa di Rovigo gioca contro il Vicenza.
Quanto basta perché Piero Cavallari il ricercatore lo porti alla sua Adriese.
"Trovai organizzazione e attenzione particolare per le giovanili - ricorda Diego-. Tra i dirigenti granata ci era particolarmente vicino Ives Franceschetti."

Nella stagione 77/78, ad Adria gli Allievi sono affidati a Mario Manfrini, mentre Piero Carnacina allena la Berretti. Lui Diego ha l'età e gioca e segna in entrambe le squadre. E' l'Adriese storica della C2 del presidente Folco e di Franco Martinolli, con Mario Ardizzon allenatore. Agli allenamenti Diego da Gavello ci va col suo Ciao; da Rovigo dove studia, va ad Adria in treno, mangiando un panino.
Nel 78/79 gli Allievi di Manfrini arrivano alla finale regionale, e Tumiatti (classe 1962 e 36 gol) merita le attenzioni di Ardizzon e c'è l'esordio a 16 anni. E' contro il Pavia, 1 a 1 in trasferta, a fianco dei Manservigi, Bocchio , Rodighiero, Montagnoli: super Adriese. Nel 79/80 la Berretti di Carnacina vince il campionato, invece per Diego e i granata di Ardizzon  sarà tranquilla salvezza.

Ormai la zazzera rossa di bomber Diego è in pianta stabile nell' Adriese sempre in C2, squadra giovane, allenatore ancora Ardizzon poi sostituito da Mujesan, a sua volta sostituito da Carnacina sul finire. Con Tumiatti ad Adria giocava Nevio Scala , che - spiega Diego - "si metteva con noi giovani in fondo al pullman e ci spiegava sempre con calma come muoversi sul campo".
Per Diego, la stagione 80/81 é stata la sua vetrina. Fece 8 gol, segnò anche al Padova di Caciagli nella partita persa 5 a 2 al Bettinazzi, il 1 marzo '81 con Carnacina già in panchina. Quel giorno gli spettatori furono 5000, con ben 4000 padovani, per un incasso record di 25 milioni e per la gioia del presidente Zullo.
Quell'anno Diego fece tanti provini, il ds Piero Cavallari lo portò in prova al Milan, Cremona, Ternana, Napoli. Giocò anche con la Rappresentativa Nazionale Juniores, a Grosseto, Mestre e Macerata assieme a Galderisi, Pasquale Bruno, Bistazzoni.
Tre anni importanti, con un rammarico per Tumiatti:<<Non essere andato al Milan, ma ...allora decidevano le società. Un mio parente , del giro dirigenziale milanista, mi fece poi sapere che la differenza era stata di 5 milioni. Invece passai, in comproprietà, alla Maceratese di Prenna in C2."
Nelle Marche, buon campionato 81/82, fa 20 presenze più la Coppa Italia.
Ma alle buste, a fine anno, l'Adriese si aggiudicarsi Tumiatti, che quindi sarà con Mario Scarpa, allenatore giocatore di un'Adriese new look caduta in Promozione, dopo aver rifiutato la troppo distante la Primavera della Salernitana C1.
Segna ancora il goleador Tumiatti; perciò nell' 83/84 passa all'Abano di Longoni in Serie D. Ma sarà retrocessione nonostante le 12 reti segnate da Diego.

A questo punto è l'ora del militare. Eccolo quindi nel Friuli a giocare ad intermittenza col Tarcento, in Promozione 84/85. Ma per Diego è anche l'ora di Stefania, e di altre condizioni per il suo rientro a Casa Polesine e dintorni.
Piace a Costante Mantoan l'allenatore del Contarina di Mario Bovolenta, in Interregionale.
E Diego ripaga la fiducia segnando 15 gol. Quando nel Cavarzere 86/87 di Munari c'é la possibilità di combinare calcio & lavoro, il nostro Tumiatti segue Mantoan e va a far coppia con Ronny Beltrame in Promozione.
Contribuirà coi suoi 13 gol al quarto posto finale. Perciò lo richiama il Contarina di Mario Bovolenta , in Interregionale, allenato da Franco Monti poi sostituito da Alberto Novelli.
Purtroppo nel match Contarina-Rovigo  é match winner Centenaro per gli ospiti e il Contarina retrocede.
Però nell' 88/89 il  Contarina ripescato é nell'Interregionale, ancora con Tumiatti in attacco. Ma Diego non ingrana col mister Sabbadin ed é partenza disastrosa (Contarina retrocederà). Per questo a novembre Tumiatti passa all'Este di Ramazzotto in Prima Categoria: troverà il 6° posto e gli amici Orsetti, Astolfi , Bertuzzi portiere.

E di Tumiatti che si sposa, chi può ricordarsi se non Costante Mantoan, una specie di santone della panchina...
Al Cavarzere il presidente Crivellari in Prima Categoria si sta rifondando la società.
Per Tumiatti ci sarà però l'amara retrocessione, giocando e segnando però i suoi gol standard anche quando Eros Seda sostituisce Mantoan in panchina. Tra i suoi compagni sempre Ronny Beltrame e Pino Augusti.
Ma per Diego é meglio ...segnare che sognare. Per questo accetta le avances di Federico Zangherati , ds del Canaro di Roberto Melucci, in Prima Categoria. E sarà Gran Canaro e Gran Tumiatti , ancora 13 gol all'attivo e ottima intesa con Menardo. E' corsa a due col Monselice, finché si giocano il salto in Promozione sul neutro del Tre Martiri di Rovigo. Di fronte a 1000 spettatori è stato grande match, vissuto in diretta dal sottoscritto per Delta. Ma se proprio Tumiatti stampò il palo, invece Bassini trasformò il rigore per il Monselice vincente.
Intanto Tumiatti fa il corso allenatori, a Rovigo, con Garbin, Breda, Corrado Penzo, Pino Augusti e Malaman, il polesano in A con l'Avellino. Così Diego nel 93/94 a Canaro gioca e nel contempo allena gli Allievi.
Purtroppo una domenica di quella stagione, a Canaro, vidi il suo infortunio al ginocchio e lo stop definitivo del Diego goleador, il bomber del 130 gol in carriera.
Se serve di sollievo, quell'anno il Tumiatti allenatore fu campione provinciale con gli Allievi battendo la Tagliolese sul neutro di Gavello.
Poi per mister Tumiatti c'è la Fulgor Crespino, Seconda Categoria 94/95.
Ma sono troppi gli infortuni che frenano i risultati, e per dare uno scossone al suo posto la Fulgor chiama Biasiolo, senza peraltro salvarsi.
Una bruciatura che fa ripartire Tumiatti dagli Juniores a Canaro, visionatore anche per la prima squadra. Questo fino a metà stagione 96/97, quando Vaccari salta e poi Diego conduce il Canaro al 6° posto.
Ma é il Settore Giovanile la "sirena" che ammalia il nostro Diego, che dal 97/98 e per tre anni è allenatore alle giovanili del Rovigo.
Primo anno agli Allievi regionali, fino alla finale contro il Bassano, all'Appiani con 2000 spettatori. Tra quei giovani Bonfante, Mantoan, Fantuzzi tutti arrivati in CND, poi Bonfà alla Spal.

Nel 98/99 il suo Rovigo Juniores è a metà classifica, nel girone con Bassano, Arzignano, Thiene, Legnago, Trento.
E' la prova d'orchestra per la stagione 1999/2000, quando il suo Rovigo é vittorioso del girone.
Delle giovanili dce Tumiatti: << Possono provare e maturare senza troppa paura di sbagliare, poi arrivano le soddisfazioni>>.
Quelle stesse soddisfazioni che ha avuto da calciatore il nostro Diego:<< Le selezioni, i gol, la doppietta come i due gol fotocopia di testa col Conegliano, la folla che vedevi quando uscivi dal sottopassaggio, le 16000 persone dell'Appiani, le 4000 persone di Macerata che invocava il 'Diego gol' anche quand'ero in panchina, il pubblico di Contarina che mi incitò dopo il rigore sbagliato contro il San Polo di Piave fino al gol del mio pareggio. Sensazioni di affetto>>.
E tante situazioni eccezionali, vissute da calciatore.
Come la quaterna messa a segno in Promozione con l'Adriese.
Come la cinquina fatta da Diego alla Mirandolese , battuta 10 a 0 dal Contarina nella stagione 85/86.
Il gol più bello di Diego ? Risposta: Quello in rovesciata alla Miranese.
Gli allenatori che gli hanno dato di più? Risposta: Carnacina, per come parlava calcio ai giovani, il suo carisma. Ardizzon , per la sua preparazione, per come insegnava i movimenti sul campo. Mantoan, un papà come umanità.
Gli avversari più ostici? Risposta di Diego:<< Pietro Vitiello nei derby col Rovigo, un lottatore sempre attaccato a me, come Tubaldo quand'era al Padova>>.
I compagni più abili? Risposta :<< Ronny Beltrame a Cavarzere ti faceva sempre arrivare la palla gol. Cleto a Contarina, già esperto e malizioso è stata la mia sponda ideale. Ovvio Nevio Scala, un allenatore in campo e fuori>>.
E gli allenatori visto da vicino dal Tumiatti allenatore delle giovanili? Risposta: <<Groppello un professionista, Rodighiero la grinta, Cresci non ha reso, Scabin la maturità trasmessa>>.
Pensieri e concetti di un Tumiatti che ha allenato poi la Juniores regionale del Monselice (e vice in Eccellenza), il buon Loreo 2001-02 di Cisotto, la cometa Villanovese 2002-03 e Canaro, un trimestre Conselve 2003-04, prima di tornare dal 2003-04 alla sua passione giovanile, alla Berretti del Rovigo e coordinatore del settore.
Per adesso Tumiatti è così, domani chissà.

"DICONO DI TUMIATTI"

PELLEGRINELLI ENRICO
Avendo vissuto tutte le stagioni dell'Adriese storica dei presidenti Folco e Martinolli, da segretario Enrico Pellegrinelli é stato testimone chiave della stazione arrivi e partenze in casa granata. E del Diego Tumiatti, ai tempi della gloriosa C2, racconta.<<Era un'Adriese forte con tanti campioni, quando Diego dalle giovanili si meritò il passaggio in prima squadra. Quando poi furono ceduti i pezzi migliori, come Turolla, Pravisani, Bocchio, e Montagnoli si riscattò, allora Tumiatti diventò titolare fisso. Era coriaceo, un centravanti potente ed istintivo, uno che i gol li sapeva fare e avebbe potuto fare strada nelle categorie superiori. Era un giovane promettente e ricord bene la sua cessione alla Maceratese. Poi ritornò a giocare con noi, in un'Adriese che si stava ridimensionando>>.

 CAVALLARI PIETRO
L'eterno direttore sportivo, recente tutor di Angelo Lgarni sulla panchina dell'Arianese protagonista in Eccellenza, é da sempre un talent scout. All'adriese lo é stato per Massimo Albiero protagonista in serie A, lo é stato per Costante Tivelli goleador nella Cavese, Foggia, Bari e dintorni. E con Tumiatti come ci ha provato? Spiega Cavallari:<<Nelle giovanili dell'Adriese era irruente, rapido, forte di testa, un bomber imprevedibile. Lo avevamo preso dalla Gavellese e ...abbiamo sborsato una bella cifra per battere la concorrenza del Milan>>. Poi é andato alla Maceratese, nella stagione in cui Diego si é diplomato a Recanati... E il ds Piero ricorda:<<Comunque si é fatto valere ed ha segnato nelle Marche, anche se poi alle buste il Macerata non ha fatto pazzie per  tenerselo. Intanto l'Adriese stava calando, così Tumiatti che era ancora giocatore da C2 é sceso di categoria>>

BOCCATO MAURIZIO
Ha potuto vedere le caratteristiche tecniche del giovane Diego perché all'epoca era il massaggiatore della forte Berretti Adriese di Tumiatti. E di giovani Maurizio Boccato detto il Boys ne ha visto tanti e ne vede tutt'ora, tant'é che oltre ad essere stato massaggiatore anche alla San Vigilio, lo abbiamo visto di recente scattare al Bettinazzi per soccorrere i ragazzi degli Allievi. Dice il Boys di Tumiatti:<<Aveva grande elevazione di testa. Per me é stato il terzo miglior centravanti della storia granata, primo Manservigi, secondo Zanaga e terzo lui. Ricordo un match speciale, quello vnto dalla Berretti per 2 - 0 a Conegliano, di cui era portiere quel Brini che poi andò a giocare nell'Ascoli. Ebbene quel giorno Diego segnò presto entrambi i gol, uno su rigore e uno su azione. Poi uscì per info

EXTRATIME/  Biondo con la inconfondibile ‘zazzera’ , Tumiatti è il primo accosciato da dx, con la maglia granata dell’Adriese 1979. in maglia gnell’Adriese Solo per segnalare ‘minimi riferimenti’ relativi alla fotogallery.
Poi terzo in piedi da dx, nel Contarina 85/85 assieme a Paolo Fracasso portiere; quindi primo accosciato da dx nel Cavarzere 1986 di mister Mantoan. E con la mano a terra nel Canaro 1992 di mister Melucci. Da mister Diego Tumiatti del Settore Giovanile del Rovigo eccolo nel 1998 con la Juniores e nel 2006/07 con la Berretti. Infine da mister del Pozzonovo l’ho fotografato ( primo a sx) prima del match con l’Arianese. Per la serie 'Fair Play di Nevio Scala ho messo la foto relativa alla presentazione del mio libro sulla Due Torri Story, con da sx Ghirardello, Casotto, Sottovia, Scala, Gnan e Milan , cioè il gotha dello staff societario rodigino.
Passando alla Tumiatti Family segnaliamo papà Tumiatti secondo da dx in piedi fotografato un anno fa coi i coetanei ‘Crespinesi del 1935’. Quindi nell’incontro per “Ricordare Diego” promosso a Porto Tolle da Piero Carnacina ( in foto a dx con Nevio Scala e Maurizio Boccato) , oltre alle foto gruppo con tutti i presenti, c’è anche quella di tutta la ‘famiglia’ assieme a Nevio Scala e quella di mamma Stefania e figlia Sara ‘contente’ per l’autografo concesso dal ‘Campione che ha giocato con papà Diego’..



Sergio Sottovia
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