DOMENICA IL PRIMO ATTO 1966/67: PRONTI AL VIA I DILETTANTI


Poche ma buone
Ormai la va a pochi: alle 15 di domenica si apre infatti la lunga  vicenda dei Prima Categoria. Purtroppo quest'anno la partecipazione polesana sarà sparuta come non mai: nelle passate stagioni si parlava di girone polesano proprio perché il lotto nostrano era il più numeroso ed anche il più temibile. Adesso la musica é cambiata poiché retrocessioni e forfait hanno ridotto a tre soltanto le formazioni rodigine schierate ai nastri di partenza. Dicono che sarà ugualmente un campionato di lusso, un campionato che - come al solito - prende l'avvio all'insegna dell'incertezza. Staremo a vedere.
Le polemiche della vigilia, non ancora placate, rivelano anche sintomi di disagio, di involuzione, di crisi se vogliamo: basti pensare che due squadre che nel passato hanno spesso figurato sulla cresta dell'onda, Lendinarese e Dextrosport, sono scomparse dalla scena del maggior torneo dilettantistico e, ciò che é più grave, la loro rentrée non potrà essere prossima in quanto i lendinaresi hanno finanche rinunciato alla disputa del campionato di 2. Categoria, mentre i massesi hanno chiuso addirittura bottega.
Si poteva rimediare sia pure parzialmente atale stato di cose chiamando un'altra squadra polesana (erano tre quelle che avevano avanzato la loro candidatura) a coprire uno dei posti resisi vacanti. Invece con una decisione quanto mai criticabile é stato data la precedenza a società di altre province che non avevano certo meriti sportivi superiori alle nostrane.
Di qui il dubbio che pressioni ed interferenza varie siano state determinanti al momento della scelta. Infatti sono stati ripescati Villafranca e Belluno, già condannati alla retrocessione, e si é data una spinta all'Azzurra che lo scorso anno militava in 2. Categoria: ebbene non c'erano qui Grignano, Adriese e Ficarolo a vantare titoli analoghi? Ma tant'é: cosa fatta (sia pure male) capo ha; non serve, dunque, insistere sull'argomento.
Ritorniamo perciò al campionato che bussa alla porta. Ben nove delle sedici squadre che compongono il girone C sono veneziane (Clodia, Sottomarina, Dolo, Mira, Miranese, Cavarzere, Camponogara, Fiesso d'Artico e Nettuo Lido), un manipolo agguerrito e compatto al quale si opporranno il trio polesano (Rovigo, Contarina e Tagliolese), la coppia padovana (Monselice ed Ardisci e Spera di Arsego), e quella vicentina (Camisano ed Azzurra di Sandrigo). E' in massima parte un torneo di veterani poiché le vere matricole sono Tagliolese, Ardisci e Spera ed Azzurra (per i vicentini si tratta di un ritorno dopo le belle imprese fornite in 1. Categoria alcuni anni orsono. Camisano e Nettuno hanno militato nell'ultima stagione in altri gironi ( e i lidensi, come si ricorderà, hanno già fatto parte del girone delle polesane).
Sulla sorta del valore teorico degli elementi a disposizione, nonché delle indicazioni dell'attività precampionato (comprese le gare di Coppa Italia9, i cui verdetti però non possono essere presi per oro colato a scanso di clamorose disillusioni, si può abbozzare un primo gruppo di squadre che appaiono attrezzate per tentare la scalata alla vetta: Rovigo, la coppia chioggiotta, Miranese, Contarina e Dolo. Un altro quintetto, secondo la logica, dovrebbe navigare nelle acque tranquille del centro classifica (qualche componente potrebbe anche rivelare nascoste ambizioni): Mira, C
Camponogara, Fiesso, Monselice ed Azzurra.
Per le restanti il traguardo della salvezza dovrebbe rappresentare il principale obbiettivo. E' evidente che alla partenza non tutte le squadre hanno raggiunto lo stesso grado di preparazione; i valori assoluti saranno insomma fedelmente rispettati dalla classifica finale o, quanto meno, da quella di primavera. In autunno tutto può accadere.
E' dunque vicino il "via" ad un torneo che non ha mai procurato cocenti delusioni forse proprio perché non ha mai promesso molto; un torneo che, non ancora contaminato dal divismo, rinnova ogni anno le più genuine tradizioni del calcio minore provinciale, scomparse da tempo al vertice dell'attività nazionale.
L'attesa é viva, anche se non vivissima fra Adige e Po in conseguenza del troppo ristretto lotto di partecipanti nostrane. Squadre vecchie e nuove, tecnici e giocatori più o meno noti si apprestano ad intraprendere la lunga fatica con la consapevolezza di dover lottare all'insegna del sacrificio e della umiltà, non essendoci posto in 1. Categoria, lo ripetiamo, per il divismo. Poche ma buone le polesane, e come si può leggere qui a fianco, tutte animate da buoni propositi. Il Rovigo di Camuffo dopo un paio di stagioni di rodaggio punta decisamente alla vetta. L'impresa é tutt'altro che facile stante la presenza di parecchi altri agguerriti concorrenti. Il Contarina, come al solito, é intenzionato a ben figurare, il che significa voler recitare un ruolo di primo piano: la squadra é stata adeguatamente rinforzata e quindi non dovrebbe riservare delusioni. La Tagliolese di Fontanesi, infine, dovrà pagare lo scotto riservato alle "matricole", ma pi non mancherà di mettersi in luce.

Il Gazzettino  - 23.09.1966 - di A.L.



CAMUFFO HA LAVORATO BENE
Il rinnovato Rovigo é squadra da promozione
Sei nuovi validissimi elementi e alcuni giovani sono stati inseriti nello schieramento rossogranata con risultati più che lusinghieri
Siamo prossimi al "via": speranze e reali possibilità si mescolano nel naturale alternarsi delle vicende calcistiche. Quest'anno il Rovigo di Camuffo (é infatti impossibile scindere il binomio per ragioni tecniche, affettive e  di prestigio) si presenta al via in condizioni tecnico-tattiche e morali invidiabili.
La squadra si é rafforzata con l'acquisto di sei elementi di sicuro affidamento, con la cessione di coloro che (salvo Milani) non erano strettamente necessari all'economia del giuoco che Camuffo intende far praticare,, con l'inserimento nella rosa dei titolari di giovani che hanno dato ampia prova di essere validi non solo per un campionato di Prima Categoria, con l'impostazione di un moderno giuoco, vale a dire del decantato o deprecato ( a seconda dei casi) "movimiento".
Al via si presenta, dunque, un Rovigo forte, sicuro di sè, assai valido anche perché la rosa dei titolari, mai come quest'anno é ampia e valida. E' perciò la squadra su cui si può fare affidamento a occhi chiusi? Forse questo no, ma certamente é la squadra contro cui le pur forti avversarie e leali antagoniste (leggasi Contarina, Sottomarina, Clodia e qualche altra) dovranno sudare abbondantemente per poter prevalere.
Le partite precampionato sorreggono, infatti, queste argomentazioni. Che cosa si é visto? Una difesa munitissima, un centrocampo assai ben presidiato e delle punte che hanno nella stangata a rete la loro migliore arma. Non bisogna infatti dimenticare che proprio l'anno scorso le numerose magre sono venute dai cedimenti a centrocampo, proprio in quella zona nevralgica dove la partita o si vince o si perde.
E un merito , arrivati a questo punto, bisogna assegnarlo a Camuffo che ha saputo far acquistare al Rovigo gli elementi più idonei al suo tipo di giuoco, adatti, cioè, a svolgere sia le manovre basate sulle punte che sulle ali. Rimasta fissa la difesa ed il centrocampo (non come posizione, ma come numero di uomini), il Rovigo può tentare la via della rete con il doppio centravanti o con i cross delle ali.
Nel complesso, dunque, tutto fila liscio. Rimane l'interrogativo del campionato. E' lungo e difficile come ogni anno. Tutte le contendenti si accaniranno contro la compagine del capoluogo per evidenti ragioni di prestigio più che di rivalità. Ma se quest'anno il Rovigo vincerà il campionato, i suoi meriti saranno senz'altro notevoli.
E' proprio un peccato che la squadra non possa usufruire del nuovo stadio di via Alfieri in alternanza col rugby. Sarebbe stato veramente bello che il campionato potesse cominciare in una cornice adeguata. Una cosa comunque é certa: se le cose non dovessero andare per il verso giusto, certamente non si potrà invocare la sfortuna o l'imponderabilità, ma si dovrà cercare l'errore in qualsiasi parte esso sia, senza guardare in faccia nessuno, per il bene stesso della squadra.
L'augurio di tutti é implicito nel cauto ottimismo che regna nel clan rodigino e negli ambienti sportivi ad esso collegati. E' un ottimismo che lo stesso presidente avv.Mario Mantero ha espresso nei giorni scorsi pur con la dovuta cautela:<< Quest'anno abbiamo lavorato per dare alla città una squadra che possa tenere alta le tradizioni passate. Certamente é difficile stabilire a priori un piazzamento o addirittura presagire una vittoria, di sicuro v'é la qualità dei giocatori, di sicuro v'é la qualità dei giocatori, la bravura  dell'allenatore e, speriamo, la solidarietà degli sportivi, che mai dovrà mancare specialmente nei momenti più difficili e delicati.

 


Colori sociali: rosso granata.
Campo di gioco: Comunale di viale Tre Martiri (m 108 per 65)
Sede: Corso del Popolo n.239, tel 22983
Quadri dirigenti: presidente Mario Mantero, vicepresidente Serafino Zennaro, segretario Remo Cappellozza, cassiere Antonio Zurma.
Quadri tecnici: allenatore Romolo Camuffo, viceallenatore Mariuccio Vigna.
ROSA GIUOCATORI:
Portieri: Milani (1948), Morello (1946)
Terzini: Boni (1943), Camanzi (1942), Dalconi (1947), Roccato (1947), Roveri ( 1947), Scucchiari (1943)
Mediani: Bertollo (1944), Casonato (1949), Cova (1949), Marconato (1946), Marchi (1948), Masiero (1942), Sgridotti (1943), Spolaore (1942).
Attaccanti. Beciani (1939), Bonora (1946), Carlone (1944), Costa (1948), Guernieri (1939), Marassi (1949), Naldini (1948), Pasetti (1947), Zamboni (1946), Zanirato (1947).

Acquisti: Morello, Marconato e Sgridotti dall'Udinese in comproprietà; Beciani dalla Portuense; Scucciari e Bonora in prestito dal Padova.
Cessioni: Milani ritornato per fine prestito alla Spal ( e da questa ceduto al Sottomarina), Picone al Bolzano; Pasqualin ritornato all'Andria; Nogarin al Mira; Scocco al Frassinelle; Buoso al Grignnao; Zoboli alla Tagliolese; Donatoni al Ragusa.

Il Gazzettino - 23.09.1966 - di G.D.



L'ALLENATORE FONTANESI HA FIDUCIA NEI SUOI RAGAZZI
La matricola Tagliolese osso duro per gli squadroni
La Tagliolese si presenta alla ribalta della Prima Categoria dopo aver acquisito il diritto, come vincitrice del campionato di Seconda Categoria, Girone di F. Tutto è oramai pronto, il terreno di giuoco, gli spogliatoi (completamente rinnovati e resi più efficienti) infine la squadra.
Il presidente Amedeo Moro ha dichiarato:<<Affrontiamo il campionato di Prima Categoria, dopo quattro anni di iniziata attività della nuova "Tagliolese" con una esperienza che sotto il profilo tecnico sarebbe perlomeno azzardato definire soddisfacente. Per me e per il consiglio che rappresento, l'importante è che la Tagliolese sappia lottare come sempre ha fatto e dia agli sportivi le soddisfazioni che meritano.
<<Noi del direttivo abbiamo fatto il possibile per presentare una squadra di giovani, lavorando alacremente durante la stagione estiva, non solo negli ambienti sportivi polesani ma anche nelle province di Padova e Venezia. Le spese che abbiamo affrontato e che tutt'ora gravano in un modo assai preoccupante, sono state al limite delle nostre possibilità. Sempre però abbiamo tenuto conto della sensibilità e del contributo degli sportivi locali. I principi che il nuovo consiglio vuole seguire in questo prossimo campionato, sono quelli di creare a Taglio di Po una squadra sempre più giovane; ma per fare questo è necessario che sia creato un vivaio promettente alfine di poter formare ed allevare qualche elemento capace da inserirsi nella squadra.
<<Le previsioni per questo campionato sono quelle di fare un'ottima figura e di ottenere un lusinghiero piazzamento. Le difficoltà però sono molteplici: questo lo sappiamo noi dirigenti, i giocatori, i responsabili tecnici e gli sportivi tutti, ma con l'entusiasmo e l'agonismo di sempre certamente sapremo superarle>>.
Alberto Fontanesi, ex nazionale, che ricopre nella Tagliolese la carica di allenatore, ha detto che è ancora prematuro esprimere un giudizio di merito sulla squadra. In linea di massima però egli si è detto soddisfatto del grado di forma raggiunto dai suoi atleti.
<<Dopo la partita con l'Arianese (sconfitta per una rete di scarto) - ha detto Fontanesi - il pareggio col Rovigo e la vittoria con il Cavarzere, è più che logico essere ottimisti. I risultati però non dicono tutto perché, negli incontri precampionato mi sono preoccupato di provare nei ruoli più disparati tutti gli elementi a disposizione in modo da potermi rendere conto di quelli che sono capaci di fare e come posso utilizzarli in squadra durante il campionato. Tutti però hanno migliorato e con vero senso di responsabilità posso dire che se i giocatori continueranno con tale serietà ed impegno, certamente mi sarà data la possibilità di formare una squadra che ostacolerà la macia a più di una squadra che va per la maggiore. Per raggiungere questa meta però, occorre che la Tagliolese acquisti maggiore carattere durante il giuoco>>.
Il segretario, Primo Maragangoni ha detto:<<La Tagliolese parte con modeste pretese. Fa affidamento ancora una volta sull'esperienza degli atleti che da diverse stagioni difendono i colori sociali unitamente ai giovani che il Consiglio  direttivo, date le modeste possibilità, ha potuto inserire. Mi auguro che ancora una volta i tagliolesi sappiano unirsi attorno alla loro squadra, perché solo dalla loro passione ed entusiasmo si può sperare nella buona riuscita del difficile campionato>>.

 

 

Colori social: rosso-blu
Campo di giuoco: stadio comunale (m.110x70) in via Romea
Sede sociale: bar Maggi va Roma
Quadri dirigenti: Amedeo Moro presidente, Primo Marangoni segretrario
Quadri tecnici:Alberto Fontanesi allenatore, Carlo Fontanesi, allenatore in seconda; Zanella preparatore atletico
La rosa dei giocatori:
Portieri: Zoboli(1938), Guidoln (1946);
Terzini. Beltrame (1939), Finotti (1939), Bellomo (1947), Galtarossa (1943),
Mediani: Furlan (1937), Bonzi (1939) Crepaldi (1938), Binatti (1946),
Attaccanti: Fontanesi Alberto II (1931), Franzoso (1946), Pezzolato (1947), Pegoraro (1947), Buzzi (1945), Pavanati (1942), Spadon (1946), Tessarin (1947), Fontanesi Carlo I (1929), Negri (1947)

Acquisti: Zoboli (Rovigo), Bellomo (Sottomarina, prestito), Binatti (Sottomarina), Pegoraro, Galtarossa, Guidolin (Cadoneghe, prestito), Pezzolato (Spes Adria)
Cessioni: Geguold, Santin, Pregnolato, Mancin I, Travaglia, Mancin II e Pozzati alla Portotollese. Bonafé al Bolzano (fine prestito)

Il Gazzettino - 23.09.1966 - di G.M.



NONOSTANTE I MOLTI CAMBIAMENTI OPERATI NELLO SCHIERAMENTO
Contarina con molte speranze 
Un Contarina completamene rinnovato n diversi settori è quello che si schiererà guidato dal tecnico Forin, alla partenza del campionato di Prima Categoria, Girone C. Abbiamo visto negli incontri precampionato ed in quelli d Coppa Italia i rossoneri impegnai con avversari di diversa levatura. Il periodo di preparazione, iniziato circa un mese fa, dovrebbe aver consentito a molti atleti di smaltire il grasso superfluo cosicché possano esprimere in campo il meglio di sé.
Per quanto riguarda la tattica  particolare che adotterà Forin, non ci sono novità in assoluto rispetto all'ultima stagione. Rivedremo Crepaldi nel suo ruolo di libero mentre lo stopper sarà Ravanello, mentre laterale destro dovrebbe essere Contro con compiti di raccordo in quanto il settore destro mancherà dell'interno. I terzini Pengo, Turi e Biolcati, tutti e tre su uno standard di rendimento pressoché uguale, marcheranno le rispettive ali non lasciando libertà di manovra.
Per quanto riguarda il ruolo di portieri ben tre sono gli elementi di cui il tecnico dispone: Mazzi, Bovolenta ed Albertin che costituiscono una terna di validissimi elementi.
Al centro della prima linea vedremo il nuovo arrivato Castellan, l'elemento che dovrebbe essere in grado d creare spazi per le ali e di realizzare: egli infatti possiede un notevole stacco di testa. Scabin, Saggini con Giacomelli e Martin ed il giovane Bonafé, costituiscono un po' le pedine che dovranno essere usate con acume da Forin tenendo conto anche della squadra avversaria. Le ali sono tre: Negri, Barbieri e Cester, giovani elementi che non dovrebbero deludere.
Giuoco sulle ali con un centravanti autentico e centrocampo irrobustito con elementi, come Scabin, Contro e Favaretto che sono in grado di inserirsi, a turno, nel vivo delle azioni; ecco lo schema tattico sul quale poggia la struttura organizzativa della squadra. Nente di trascendentale, ripetiamo: ma se gli uomini obbediranno alle consegne con l'intesa raggiunta in questo periodo, si dovrebbe assistere ad un giuoco di buon livelllo.
Domenica il Contarina si porterà, per il primo incontro, a Mirano, in terra veneziana. Per i rossoneri si tratterà della verifica; da questo confronto, dovrebbero scaturire indicazioni attendibili sulle possibilità reali della squadra bassopolesana. Il Contarina si appresta anche quest'anno a difendere il proprio prestigio e , assieme alle consorelle Tagliolese e Rovigo, il prestigio del calcio palesano contro ben agguerrite compagini che si avviano al nastro di partenza con tutte le carte in regola per primeggiare. I rossoneri eliminati dalla Coppa Italia in modo piuttosto discutibile, affrontano con speranza ed un certo ottimismo il campionato, seguiti dal loro appassionato pubblico, esigente fin che si vuole, ma attaccato alla propria squadra in modo ammirevole. I responsabili del sodalizio non hanno tralasciato nulla pur di formare un complesso in grado di competere sul piano tecnico con le più valide antagoniste.

 

 


Colori sociali: rossonero
Campo di giuoco: stadio comunale (m.110x60)
Sede sociale: Bar Gigiulin
Quadri dirigenti: Isaia Ballarin presidente, Tullio Vitaliani vicepresidente, Sergio Chiarion cassiere, Ezio Pavani ed Oddone Pregnolato revisori, Otorino Moretto, Romano Biasin, Carlo Tessarin, Vasco Tessarin, Giuseppe D'Imperio, Bruno Orlandini, Guerrino Doni, Gaetano Siviero, Guglielmo Marangon, consiglieri
Quadri tecnici: Angelo Forin, allenatore
La rosa dei giocatori:
Portieri: Mazzini (1948), Albertin (1941), Bovolenta (1948)
Terzini: Penzo (1946), Biolcati (1948), Turi (1950), Crepaldi (1942)
Mediani: Ravanello (1943), Favaretto (1946), Giacomelli(1934)
Attaccanti: Scabin (1937), Saggini (194), Contro (1942), Bonafé (1950), Martini (1947), Castellan (1944), Barbieri (1947), Cester (1948), Negri (1946).
Massaggiatore: Junkermann Garbi

Gli allenatori delle tre polesane
Gli allenatori delle tre squadre polesane  sono: Camuffo per il Rovigo (confermato); Forin per il Contarina (già allenatore della De Martino della Mestrina); Fontanesi Alberto per la Tagliolese. In quest'ultima occasione si è trattato di un cambio di consegne con il fratello Carlo che ha guidato la squadra del Delta alla vittoria nel campionato di seconda categoria.

Il Gazzettino , autori vari, 23.09.1966                       

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