Eccellenza & Cammi Calvisano “Campione d’Italia 2014” al fotofinish 26-17 sulla Rugby RO Delta decimata sulla strada di ...Damasco!


01/06/2014

Storia di uno scudetto annunciato. Anche se mai i Bersaglieri erano partiti così ‘ruspanti’ in avvio di partita. Pronti via meta e trasformazione, meta e trasformazione più un calcio piazzato. E fanno 17-0 in casa del Calvisano. Ma a convertirsi sulla strada di Damasco non è stato San Francesco, quanto piuttosto San Paolo. Così alla fine Gavazzi, presidente della Fir ha premiato il bresciani e i Bersaglieri che avevano suonato la carica per tutto il primo tempo, sono …rimasti senza scudetto dopo essere stati per diverso tempo senza la ‘rosa completa’ per effetti o di punizioni patite dai Bersagieri sulla strada di Damasco, il nome dell’arbitro.
Certo ho visto il match, in tribuna tra i dirigenti della Fir e i presidenti delle due società, fotografando da vicino ciò che succedeva intorno a Gavazzi, Dondi, Zambelli, Checchinato e il pianeta vip-rugby , compreso il cerimoniale dei saluti.
Mi ero organizzato per la partenza uin pulman, ma poi sono stato cooptato per un viaggio in macchina dove ho ascoltato diversi su quanto era successo in settimana, compreso la chiamata del presidente Zambelli by Gavazzi per sondare la ‘serietà’ della proposta by Fir alla Rugby Rovigo Delta per una eventuale disponibilità/voglia di disputare la finalissima a Rovigo perché sarebbe stato ottimale l’impianto dello stadio Battaglini, mentre quello di Calvisano non sembrava soddisfare le aspettative by Mondo Rugby per quanto la capienza rapportata all’importanza dell’evento.

 

 

Sta di fatto che si è giocato allo stadio Peroni di Calvisano, con buona pace dei Bersaglieri e tanti rimpianti per i presidente Zambelli pensando …ai Dogi, a Benetton, a Munari, a Gavazzi & Company della FIR, alla Coppa Europa e ai tanti fatti di questa stagione dove è successo tutto e ..il contrario di tutto per quanto riguarda l’evoluzione delle partecipazione alle Coppe Europee, mentre il Calvisano ha dimostrato di essere veramente forte sul campo durante tutto l’arco del campionato.

 

 

Ecco , magari andrò contro corrente, ma penso che comunque il risultato non fosse già scritto in partenza, così come non penso che lo staff del presidente Zambelli possa rammaricarsi di aver partecipati in diverse situazioni e in diversi tavoli a progetti poi abortiti, perché … superior stabat lupus, inferior stabat agnus.

Ma non mi permetto di giudicare nessuno degli organismi rodigini competenti, dallo staff tecnico allo staff organizzativo, anche se quando mi è stato chiesto il mio parere od ho avuto occasione di esprimere dei pareri preventivi, devo dire che ho avuto la fortuna di potermi esprimere in libertà perché mi piace esser ‘pensiero libero’.

Tanto più che lo sapete tutti ciò che penso, a partire dal fatto che, visto che non possiamo cambiare l’arbitro’ beh è meglio a volte ‘cambiare’ il nostro  comportamento e quello dei nostri giocatori, giusto per evitare punizioni’ indigeste’ ma prevedibili se ne conosciamo la provenienza.

Tutto questo per dirvi che stavolta qui su questa rubrica ‘rugby’ vi proponiamo in Anteprima News la segnalazione della vigilia by Silvia Stievano ‘addetto stampa Rugby Rovigo Delta, e subito a seguire by sito della Federugby la cronaca e il tabellino ufficiale  della finalissima ( bdr, dove però non è segnalato il ‘cartellino giallo’ a Ragusi) che ha assegnato lo scudetto al Calvisano, con tanto di palmo di naso by Bersaglieri.
Fermo restando che qualcosa di più vi saprò dire nell’Extratime commentando la fotogallery tutta mi personale by stadio Peroni, visto dalla tribuna sotto la sala stampa.

ANTEPRIMA NEWS ( di Silvia Stievano , Comunicato n. 212 del 29.05.2014)/ VEA FEMI-CZ: FINALE ALLE PORTE, LA FORMAZIONE ROSSOBLÙ ANNUNCIATA
 Dopo una stagione intensa, giocata al massimo, la VEA FEMI-CZ Rugby Rovigo Delta si appresta a disputare la partita conclusiva, quella più importante: la Finale di Campionato. Sabato 31 maggio, alle ore 20:30, i Bersaglieri scenderanno sul campo del “San Michele” per contendersi il Titolo con i padroni di casa del Cammi Calvisano.

 Questa la formazione della VEA FEMI-CZ Rugby Rovigo Delta annunciata per la Finale: Basson, Ragusi, Bergamasco, McCann, Ngawini, Rodriguez, Frati, De Marchi, Lubian E., Ruffolo, Montauriol, Ferro, Roan, Mahoney (cap), Quaglio. A disposizione: Gatto, Borsi, Pozzi, Boggiani/Maran, Folla, Fratini, Menon, Bortolussi. Ventiquattresimo: Manghi. Venticinquesimo: Pavanello.

 Filippo Frati, coach dei rossoblù, alla vigilia di questo importante appuntamento afferma: “Vorrei parlare in questo ultimo prepartita della stagione di chi, tra miei ragazzi, non avrà la fortuna di poter scendere in campo insieme agli altri 24 convocati, perché è soprattutto grazie alla loro professionalità e al loro impegno costante e continuo durante tutta la stagione se siamo arrivati fino a qui.

So per esperienza personale quanto sia difficile allenarsi duramente come gli altri e giocare poco, e comprendo il dispiacere, il rammarico, a volte il rancore, che si arriva a provare nei confronti di chi deve prendere delle decisioni che spesso sono difficili da accettare e che quasi mai vengono comprese fino in fondo; per questo voglio dire grazie a Chimera, Cecchetti, Gajion, Balboni, Manghi, Riedo, Zanini e Pavanello, per essere sempre stati disponibili, entusiasti e positivi, per essersi sempre allenati con serietà e sacrificio e avere contribuito con il loro comportamento e  per essersi sempre fatti trovare pronti nel momento del bisogno ad avere raggiunto questa Finale scudetto.  Insieme a loro penso a Van Niekerk, che proprio oggi verrà operato, a Calabrese infortunato alla mano e a Lorenzo Lubian che per l'infortunio al ginocchio ha saltato praticamente tutta la stagione.

 Detto questo, siamo pronti, gli stimoli per fare una grande una partita ci sono tutti, del resto a Rovigo è impossibile non trovarne: in ogni momento della giornata e ovunque, la gente non manca di farti sentire il suo sostegno e il suo affetto, è anche per loro che dovremo vincere e riportare Rovigo al posto che le spetta nel panorama rugbystico nazionale”.

“Ormai tutto è fatto – commenta coach Andrea De Rossi – Credo che quest'ultima sia stata una bella settimana, vissuta con serenità e con la convinzione di andare a Calvisano a fare 'La Partita', la più importante, quella che sognavamo e speravamo dall'inizio della stagione. Mancherà Joe Van Niekerk, e siamo molto dispiaciuti per lui che è un giocatore importante: faremo di tutto anche per lui. Per il resto siamo al completo, dobbiamo solo valutare qualche dettaglio in mischia ma ormai abbiamo scelto, ci siamo.

È stata una settimana diversa dal solito, ci siamo allenati di sera per provare le luci perché giocando alle 20:30 qualcosa cambia, è diverso, come è diverso giocare una Finale rispetto al resto delle partite stagionali. Anche questo è bello: non riesco a trovare niente di negativo, vivere in questa città che respira rugby 24 ore su 24 è fantastico. Lo abbiamo sempre detto, che nel bene o nel male Rovigo ti dà e ti toglie tutto in un secondo. In questo momento ci sta dando tanto, la sentiamo molto vicina, e anche questo problema 'numerico' dello stadio di Calvisano credo sia stato vissuto in modo anche ironico e simpatico dai tifosi di Rovigo che si sono subito attrezzati, hanno capito che è così, è il regolamento e nessuno può cambiarlo: la cosa più bella è adattarsi, e farlo in modo ironico, rimanendo comunque sempre vicini alla squadra.

Molti, quindi, rimarranno qui al Battaglini, nelle piazze, ad aspettarci. Indipendentemente da come andrà questa partita.
 Per quanto riguarda l'aspetto tecnico non c'è molto da dire. Affrontiamo una squadra molto organizzata, molto equilibrata, con pochissimi punti deboli che io e Filippo abbiamo cercati e osservati in settimana analizzando molti video. Ormai siamo alla fine, rimane l'ultima rifinitura e poi partiamo per Calvisano, con la speranza di tornare più felici”. 



MAIN NEWS by www.federugby.it , 31.05.2014)/ CAMMI CALVISANO CAMPIONE D’ITALIA SUPERANDO IN FINALE LA VEA-FEMICZ ROVIGO
<< Calvisano (Brescia) – Il Cammi Calvisano si laurea Campione d’Italia 2013/2014 sul campo di casa del Peroni Stadium San Michele, superando in Finale la Vea-FemiCZ Rovigo per 26-17 (p.t. 9-17).
I gialloneri bresciani allenati da Gianluca Guidi conquistano il quarto scudetto nella storia del Club giallonero, mentre Rovigo deve rimandare ancora una volta la festa per un titolo che la città più ovale d’Italia attende dal 1990.

Vittoria in rimonta per il Cammi Calvisano, che inizia nel peggiore dei modi la Finale davanti al proprio pubblico, concedendo agli ospiti due mete ed un piazzato nei primi undici minuti, per un parziale di 0-17 che sembra spianare la strada al successo dei Bersaglieri.
Poi, la mischia dei padroni di casa prende via via il sopravvento mettendo in grave difficoltà il pack ospite e Rovigo paga con una serie di punizioni contro che prima permettono al Calvisano di avvicinarsi nel punteggio – si va a riposo sul 9-17 – e che, nella ripresa, portano Rovigo a giocare sistematicamente in inferiorità.

Non basta il grande cuore dei Bersaglieri per mantenere il vantaggio: due mete tecniche ed un piazzato di Paul Griffen, capitano giallonero all’ultimo atto della propria carriera, perfezionano la rimonta del Cammi Calvisano e consegnano ai provinciali bresciani il titolo di Campione d’Italia 2013/2014. 

LA CRONACA

La difesa rodigina porta subito pressione sugli avversari ed Haimona deve usare il piede per avanzare sul primo pallone del match, poi Basson respinge i bresciani nei propri ventidue. Calvisano muove al largo sulla ripartenza, avanza ma sui dieci metri avversari commette in avanti: sulla prima mischia del match Rovigo mantiene il possesso e su un errore difensivo di Canavosio, messo sotto grande pressione, trova spazio al largo con Ragusi, che vola in meta mentre Basson, tra i protagonisti della marcatura, rimane momentaneamente a terra. Un colpo che l’estremo sudafricano del Rovigo accuserà per tutto l’incontro.

Calvisano prova a reagire ma perde una touche su proprio lancio, Montauriol recupera palla, buca in mezzo alla ruck e serve McCann che al settimo .vola alla bandiera: Bergamasco non sbaglia e porta gli ospiti sullo 0-14 con un micidiale uno-due.
Griffen e compagni provano a reagire, ma sono visibilmente sotto shock per un inizio da dimenticare e finiscono per concedere una punizione per fuorigioco ai Bersaglieri. Basson, defilato e dalla distanza, centra i pali e porta i suoi sullo 0-17.

I primi punti dei padroni di casa arrivano pochi minuti dopo, sul primo vero attacco calvino, con Haimona che centra i pali da facile posizione dopo un fallo della difesa veneta su punto d’incontro. Dopo i primi quindici minuti di gioco, Rovigo guida 3-17.
La squadra di Guidi prova ad affidarsi alla mischia per risollevare il match, risale il campo con una penaltouche sui ventidue su Haimona e sullo sviluppo dell’azione trova un altro calcio piazzato da posizione centrale con cui ridurre le distanze al diciannovesimo: 6-17.

Il pack calvino prova a salire in cattedra mentre si entra nella seconda metà del primo tempo, Rovigo soffre ma mantiene una grande aggressività in difesa, riducendo l’efficacia dell’offensiva avversaria e riuscendo, in questa fase, ad abbassare il ritmo mantenendo invariato il punteggio sin oltre la mezzora, quando sul Peroni Stadium inizia a scendere una leggere pioggerella.
Ma è davanti, in prima linea, che Calvisano ha la sua arma più insidiosa ed ogni mischia chiusa, per Rovigo, è una sofferenza che si risolve frequentemente con un calcio contro.

Sale la tensione ed a cadere nella trappola del nervosismo sono i due diretti avversari Costanzo e Quaglio, protagonisti di una battaglia in prima linea, che vengono ammoniti da Damasco dopo un accenno di rissa, lasciando le due squadre in quattordici.
Si entra nel recupero del primo tempo con i padroni di casa che tornano in avanti con una bella percussione di Hehea e conquistano un nuovo piazzato, che Haimona non sbaglia ricucendo ulteriormente il divario: 9-17.
A chiudere in avanti la prima frazione di gioco è Rovigo, che potrebbe tornare ad allungare con Bergamasco che, però, sporca il proprio ruolino della serata fallendo il piazzato con cui le squadre vanno al riposo.

Calvisano riparte a tutto gas, sfrutta il maul per avanzare sino ad un passo dalla meta e costringe Lubian al fallo ripetuto: Damasco mostra il giallo al flanker rodigino ed il pack lombardo continua a sfiancare la prima linea avversaria.
E’ un momento cruciale del match, Rovigo soffre ed arriva un altro cartellino per Quaglio, appena rientrato, che chiude la propria gara per doppia ammonizione. Con due uomini in meno, ed un pacchetto rimaneggiato, i Bersaglieri sono destinati a capitolare. Al decimo arriva la meta di punizione concessa da Damasco ed Haimona ricuce sino al -1, 16-17 quando resta da giocare mezzora al San Michele e Rovigo resta in dodici per un ennesimo giallo a Ragusi, autore di un placcaggio pericoloso ai danni di Steyn al quarto d’ora.

Calvisano sfrutta tutti gli spazi a disposizione e arriva ad un passo dalla meta del vantaggio, ma Hehea perde il pallone. Per Rovigo, però, la situazione precipita ed al ventesimo Stefan Basson, sino a quel momento il migliore dei suoi nonostante evidenti problemi fisici, deve lasciare il campo.
Al ventitreesimo, ancora una volta, la mischia ordinata bresciana fa indietreggiare gli otto uomini in rossoblù: Haimona ha sui piedi la palla del sorpasso ma, da facile posizione, calcia a lato. I Bersaglieri, in tredici, rimangono aggrappati alla lunghezza di vantaggio e si salvano ancora una manciata di secondi dopo, su un pallone perso da Bergamasco che innesca un attacco a cui la difesa veneta, ancora una volta, riesce in extremis a porre rimedio.

Si entra nell’ultimo quarto di gara con Rovigo che torna in quattordici uomini e prova a rallentare, inevitabilmente, il ritmo del match mentre Calvisano si fa prendere dalla frenesia commettendo una serie di errori che offrono anche a Ragusi la possibilità – fallita – di dare respiro agli ospiti.
Haimona sfrutta ancora una punizione per portare i suoi sui ventidue ed è la scelta che decide il match; penaltouche, maul e Rovigo che, in affanno, è costretto al fallo che porta Damasco in mezzo ai pali per la seconda meta di punizione, quella del sorpasso. Haimona fa 23-17.
Il destino della Finale d’Eccellenza è scritto ed il sigillo sul quarto scudetto del Calvisano arriva, nelle battute conclusive, con un simbolico calcio di punizione di Paul Griffen, capitano di lungo corso dei bresciani, che mette in cassaforte il match e saluta nel migliore dei modi i propri tifosi nella sera del proprio addio al rugby giocato.

TABELLINO DELLA FINALE SCUDETTO/ Calvisano (BS), Peroni Stadium “San Michele” (sabato 31 maggio 2014)

ECCELLENZA - FINALE

CAMMI CALVISANO VS VEA- FEMICZ ROVIGO DELTA 26-17

Marcatori: p.t. 4’ m. Ragusi tr. Bergamasco Mi. (0-7); 7’ m. McCann tr. Bergamasco Mi. (0-14); 11’ cp. Basson (0-17); 14’ cp. Haimona (3-17); 19’ cp. Haimona (6-17); 44’ cp. Haimona (9-17); s.t. 10’ m. di punizione Calvisano tr. Haimona (16-17); 42’ m. di punizione Calvisano tr. Haimona (23-17); 45’ cp. Griffen (26-17)

CAMMI CALVISANO: De Jager (30’ st. Violi); Canavosio (13’ st. Bergamo), Vilk, Castello, Visentin; Haimona, Griffen (cap); Steyn, Zdrilich, Belardo; Hehea (30’ st. Beccaris), Cavalieri; Costanzo (25’ st. Romano), Ferraro, Lovotti
all. Guidi

VEA-FEMICZ ROVIGO DELTA: Basson (20’ st. Menon); Ragusi, Bergamasco, McCann, Ngawini (1’ st. Bortolussi S., 8’ st. Borsi); Rodriguez, Frati M.; De Marchi, Lubian E., Ruffolo; Montauriol, Ferro (22’ st. Boggiani); Roan (18’ st. Pozzi), Mahoney (cap, 45’ st. Gatto), Quaglio
all. De Rossi/Frati F.

arb. Damasco (Napoli)
g.d.l. Vivarini (Padova), Liperini (Livorno)
quarto uomo: Sorrentino (Milano)
TMO: Falzone (Padova)
Citing Commisioner: Recaldini (Brescia)

Calciatori: Basson (Vea-FemiCZ Rovigo) 1/2; Bergamasco Mi. (Vea-FemiCZ Rovigo) 2/3; Haimona (Cammi Calvisano) 5/6; Griffen (Cammi Calvisano) 1/1

Man of the match: Costanzo (Cammi Calvisano)

Cartellini: 38’ pt. giallo Costanzo (Calvisano) e Quaglio (Rovigo); 4’ st. giallo Lubian E. (Rovigo); 7’ st. rosso Quaglio (Rovigo, somma di ammonizioni)

Note: serata mite nel primo tempo, pioggia nella ripresa. terreno in perfette condizioni. Peroni Stadium esaurito in ogni ordine di posto, 4000 spettatori circa. Ultima partita di Paul Griffen (Calvisano), 42 caps con la Nazionale.>>

EXTRATIME by SS/ La cover è per Gavazzi ( sguardo in fotocamera by stadio Peroni) in quanto presidente Fir e quindi supervisor dell’organizzazione della finalissima
Poi per quanto riguarda la fotogallery, in questa rubrica più attenta al fair play che alle ‘esondazioni’ giornalistiche’, partiamo dal flash della vigilia trasmessoci by Paolo Ponzetti così didascalizzato:<< Come curiosità vi inviamo questa foto scattata poco fa durante l'allenamento dello Skating Serramenti Pavanello Rovigo al Pattinodromo delle Rose con Nicola Battocchio, Mattia Diamanti, Riccardo Passarotto e Filippo Ferracin e la bandiera rossoblù per augurare "In bocca al lupo" alla Rugby Rovigo in vista della finale di domani a Calvisano>>.
A seguire tutta la serie di flash by stadio Peroni di Calvisano, partendo dal pre-partita con vista sala stampa ( da Umberto Nalio a Ivan Malfatto in versione Ok ai fuori quadro  Roberto Roversi e Paolo Aguzzoni che ho salutato volentieri ). Quindi Silvia Stievano –addetto sempre solerte addetta stampa dei Bersaglieri -  in maglia blu Vea-Femi-Cz assistita dalla’stewart’ in polo bianca.

Poi un flash al sindaco di Calvisano smile in giacca chiara, e a seguire nel cerimoniale dei saluti pre partita Francesco Zambelli e Dondi storico presidente Fir, fermo restando che se avessi visto il saluto istituzionale pre partita tra Gavazzi e Zambelli ve lo avrei proposto.
In sequenza cronologica ecco un flash allenamento pre partita dei Bersaglieri, quindi coach Cavinato smile e occhiali chiari in tribuna, come poi il più alto Carlo Checchinato team manager della Nazionale Italiana di Rugby.
Nella immagine più scura by tribuna eccovi Susanna Vecchi dirigente Fir e storica presidentessa della Rugby Rovigo.
Tutto in una giornata da ‘scudetto’ come preannunciato dalla bandiera che i boys hanno depositato sul campo prima del match ( in primo piano Saverio Girotto speaker al telefono).
Poi è stata battaglia leale tra le due squadre sul campo, e perciò le onoriamo presentandole nel cerimoniale del saluto iniziale, prima che le loro strade si dividessero sulla strada di Damasco & Dintorni.
Perciò, onorando il rugby by Cammi Calvisano & Vea Femi-Cz Rugby Rovigo giocato sul green dello stadio Peroni, ecco in sequenza cronologica tutta una serie i azioni tipiche, dalla mischia alla touche fino ai calci di Stefan Basson ( ok tra i pali) e di Ragusi ( l’ultimo, purtroppo out per i rossoblu).

A questo punto è cominciata la Festa Scudetto, certificata dalla gioia del Calvisano con tanto di bandiera tricolore in versione ‘aquilone.
Ma onore anche al cerchio post match dei Bersaglieri ( tra i quali Matteo Ferro premiato a Calvisano come miglior player del campionato di Eccellenza) e al loro saluto ai propri tifosi che li hanno sostenuti affettuosamente e calorosamente durante tutto il match scudetto, dalle tribune contrapposte dello stadio Peroni di Calvisano.
Dove alla fine c’è stato il cerimoniale delle premiazioni effettuate da Gavazzi presidente Fir, prima al team Calvisano winner e poi ai Bersaglieri amareggiati ma che possono andare orgogliosi.
Ripeto orgogliosi di quanto fatto in questa stagione programmata fin dall’inizio per arrivare allo scudetto.
Domani ( anzi già da oggi) è come sempre un altro giorno, con tanto di umori contrapposti.
Compreso la ‘rabbia’ giustificata dall’amarezza by heart di Ivan Malfatto che su Il Gazzettino ha chiuso i suo editoriale ( scontento della gestione Alfredo Gavazzi) con queste frasi finali:<< La Rugby Rovigo invece cosa fa? Fa rimuovere gli striscioni ironici (Gavazzi bagarino), va a cena con lui, lo blandisce. Così facendo garantirà non uno, ma altri 10 scudetti al Calvisano. Complimenti”.

Ecco riparto a quest’ultima parola per riproporla in termini positivi  giusto per prenderne atto da chi di dovere ( staff tecnico e societario) ben sapendo che il lavoro ‘onesto’ paga sempre e che le ‘precauzioni’ sono altrettanto importanti. Nel rugby come nel calcio e come negli altri sport, ben sapendo che chi è al vertice del ‘sistema’ crea automatici allineamenti ch si trasformano in ‘timore reverenziale ‘ verso quelli che in tanti chiamano Grandi e che invece qualcuno chiama “Centro di Potere”.
Una cosa mi spiace! Domenica non ho potuto essere in Piazza a Rovigo a Festeggiare i BERSAGLIERI perché sono stato ‘oltre i temi supplementari e i rigori’ a raccontare in diretta per Delta Radio il ‘così detto’ scudetto by Pettorazza promosso in Seconda Categoria.
Avevo programmato il passaggio by Rugby giusto per essere …uno in più’ , come avevo pensato di essere in mattinata a Scardovari al Memorial Moreno De Bei per salutare quel presidente ‘gran signore’ Andrea Rosestolato che troppo spesso paga pegno al Grande Calcio ‘forse anche perché ’ ( eufemismo) il suo piccolo ma storico Scardovari ‘qualche volta’ arriva a sfidare le Grandi per conquistarsi il suo ‘piccolo scudetto’ da mettersi sul petto.

Ecco , a loro, a Zambelli & Rosestolato prototipi di presidente by heart e gestionali e corretti più di tanti altri, in questo momento i “non successo sul campo” , mi sento OGGI di dire soltanto un grande GRAZIE, fermo restando che da domani e come sempre mi permetterò di dire il mio pensiero libero e anche preventivo, come ho sempre fatto coi tecnici sia del calcio che del rugby, che di altri sport.
Limitandomi a considerare ciò che dico soltanto un parere che può essere utile per effetto di “Sport Comparato” ben sapendo che né giornalisticamente, né tecnicamente e neppure societariamente posso sapere quanto e cosa hanno fatto ‘veramente’ i vari Zambelli & Company ( da ad Nicola Azzi a ds Pietro Reale & tutto lo staff societario , perché la Vea Femi-Cz Rugby Rovigo Delta è anche il main sponsor Panin & All Sponsor e Posse & tifoseria rossoblu) per farsi valere ‘istituzionalmente’ nelle dei competenti.
Sperando che continuino, con la loro onestà per amore dello sport e del proprio territorio di riferimento, anche perché sinceramente il Rugby a Rovigo è l’unica ‘icona’ di una “Città in Mischia” soltanto by rugby.

Perciò ben vengano , se occasionalmente e mirate, le voci fuori dal coro, altrimenti giocheremmo al ribasso, mentre non dobbiamo pensare di essere orgogliosi di quello che fanno gli altri; al massimo questa volta noi possiamo solo applaudire i BERSAGLIERI.
Davvero “orgogliosi loro” per quello che hanno fatto quest’anno e che avrebbero meritato che restasse nella storia come la STAGIONE DEL 12° SCUDETTO, quello della Rugby Rovigo Delta costruita dal presidente Zambelli insieme ai suoi “Soci Costituenti”, ben sapendo che anche domani si pagherà pegno a ‘chi di dovere’ ma se miglioreremo nell’autocontrollo si può quel miracolo che oggigiorno è sempre più difficile.
Ma per fortuna l Rovigo by Rugby è una Città in Mischia fatta di sognatori, sempre pronta a ripartire sulla base di ‘valori sportivi’ che ( vedi anche ‘striscioni’ allo stadio Peroni di Calvisano) sono un patrimonio della ‘nostra’ storia, che grazie a Zambelli & Staff è diventata progettualmente più allargata’ alla Rugby Rovigo Delta, la grande bellezza ‘camargue’ della palla ovale e dintorni.


Silvia Stievano & Sergio Sottovia
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