Etario Berengan “fabbro & artista” del ferro battuto/ Le sue opere in mostra tra FI, TN e la Vangadizza di Badia


21/02/2014

Se ognuno è ‘fabbro’ della sua fortuna, beh Etario Berengan lo è …da sempre. E il badiese Paolo Aguzzoni, professore e cronista storico de Il Gazzettino, lo conosce da sempre e ce lo racconta da par suo. Parafrasando Sergio Zavoli, una specie di “Viaggio intorno all’uomo” , perché Paolo Aguzzoni ha sempre baipassato le News per addentrasi nell’anima dei Personaggi e degli Eventi che hanno caratterizzato la vita di Badia & Dintorni. Praticamente una memoria storica irrinunciabile, Paolo Aguzzoni patrimonio del tessuto sociale, anche perché dalle sue ricerche e dai suoi approfondimenti, a volte a metà strada tra il giornalismo e il professore/ricercatore, sono nate spesso proposte positive sia sul piano associativo e istituzionale. Basterebbe citare l’importanza che , non solo a Badia ma in the world, che ruota attorno al Mondo Culturale della Abbazia della Vangadizza, con Paolo Aguzzoni punto di riferimento imprescindibile, sia per la promozione culturale per la organizzazione di incontri e convegni storici, che proprio per il loro ‘alto livello storico’ hanno trovato il sostegno di Enti e Istituzioni a carattere regionale  nazionale.
Anche per questo ha valore speciale questo racconto Personaggio Story dedicato a Etario Berengan, che vi presentiamo tout court griffato Paolo Aguzzoni, sia per la sua valenza umana che artistica, di generazione in generazione visto che Antonella Berengan è tuttora in viaggio …sulla strada del padre.

POLESANI NEL MONDO ( written by Paolo Aguzzoni) / ETARIO BERENGAN , DA VILLA D’ADIGE DI BADIA POLESINE
( Dopo il ferro battuto la sua grande passione è sempre stata la bicicletta: forgia e pedali un legame indissolubile come quello con la moglie Giovannina)

Il 13 gennaio 2014 Etario Berengan e la moglie Giovannina Lenzini hanno festeggiato il 60 anni di matrimonio. Col ferro battuto ha fatto di tutto, anche delle opere d’arte che ha messo in mostra nella sua personale allestita alla Vangadizza di Badia Polesine nella primavera del 2013: una sorta di prima grande antologica che è stata molto apprezzata. Ogni volta che ha realizzato un’opera, molte sono di dimensioni al naturale, ha chiamato attorno a sé parenti, amici  e tanti ospiti per festeggiare quello che per lui è sempre stato un avvenimento da vivere in compagnia.
Nel 2013 ha realizzato un calciatore al quale ha posto il numero 10: quello del regista come è, in un certo senso, lui anche per dimostrare il suo grande legame con lo sport.
In occasione del 54° anniversario di matrimonio, era il 1998, Etario aveva composto una poesia nella quale racconta la sua vita assieme a Giannina, lirica che ritiene valida anche oggi in occasione del 60° e che ci ha riletto commosso:

POESIA/ << Rintocchi di campane, e suoni / di armonio. Si annunciava / il nostro matrimonio // Con i genitori, parenti, amici / nella chiesa di Carpi ci siam recati, / e con la S. messa ci siam sposati // Tronati a casa, pranzo  e musica / abiam trovato, e fino a tarda  sera / abiam festeggiato. // La luna  di miele a Bosco  / abiam consumato. / Tornammo a casa, al lavoro / bene preparato. // Cominciavamo a  lavorare, / per i debiti ancora da pagare. // Lei con le maglie, io col martello / ci sembrava il mestiere, fosse il più bello // Poco si guadagnava, ma si andava / avanti, e si accontentava. // Non volevamo, né ville, né palazzi / basta un tetto per ripararsi // Prima  è nata Laura poi Antonella / la vita è cambiata, è venuta più bella. // Con l’aiuto del Signore fin qui / siamo arrivati, contenti e soddisfati. // Con qualche piaga, e qualche / lamentele, ringrazio mia moglie / e tutta la razza Batela.>>

 

Il primo maggio del 2001 Etario Berengan ha ricevuto da Comune e dalla Pro Loco di Badia Polesine il prestigioso riconoscimento quale “Benemerito del Lavoro”, per quella occasione avevamo scritto questa breve biografia che riproponiamo integralmente:

ETARIO BERENGAN STORY

Etario Berengan è nato a Villa d’Adige il 15 maggio del 1926 quando il paese era ancora Comune. Da sempre fa il fabbro a Villabona come lo avevano fatto il padre Antonio Battista e il nonno Enrico; la mamma si chiamava Alice Andretto, era anche lei di Villabona dove gli Andretto sono conosciuti con il soprannome di “Batela”: faceva la casalinga e l’operaia stagionale in campagna. Etario Berengan ha una sorella: Irene che vive a Comacchio con il marito Mario Guizzardi e ha tre figlie.
Il 13 gennaio del 1954 Etario Berengan sposa Giovannina Lenzini, classe 1929, originaria di Lagosanto in provincia di Ferrara: faceva la magliaia artigiana e lavorava per ditte e privati. Etario e Giovannina hanno avuto due figlie.
Laura è nata nel 1956, è ragioniera, vive sposata a Lainate (MI) dove è bancaria alla Cariplo, ha una figlia: Mara del 1983.
La secondogenita di Etario e Giovannina è Antonella, nata nel 1963, si è diplomata all’Itfs di Badia Polesine, ha due figli: Marco del 1993 e Sabrina del 1999. Con il marito Maurizio Romanato, Antonella continua l’attività del padre dove ha introdotto nuove produzioni. Si può dire che i Berengan da quattro generazioni il ferro battuto nel sangue.

La storia artigianale di Etario Berengan è ricca di soddisfazioni. Nel 1942, ’43 e ’44 (salvo qualche sospensione a causa dei bombardamenti) Etario Berengan frequenta i corsi serali della Scuola d’Arti e Mestieri “Dante Mazzari” nei locali che oggi ospitano l’Ipsia “Enzo Bari”.
Dalla “Dante Mazzari” sono usciti per anni degli ottimi artigiani che hanno ricevuto insegnamenti importanti per migliorare non solo le tecniche di lavoro, ma anche imparato ad apprezzare il momento in cui il lavoro può diventare un’arte. Sino a 14, 15 anni Etario ha aiutato il padre nella sua bottega muovendo soprattutto il mantice della forgia; nel 1948 come fabbro lavora nel cantiere al quale è stata affidata la realizzazione del nuovo ponte sull’Adige fra Badia Polesine e Masi; fra il 1958 e il 1959 sempre come fabbro lavora nella costruzione dello zuccherificio di Badia Polesine; dal 1960 si mette in proprio come fabbro: costruisce aratri, ferra i cavalli e quando l’agricoltura si meccanizza sempre di più, passa a costruire inferriate e cancelli.

Nei momenti liberi Etario Berengan si dedica all’arte del ferro battuto e realizza le prime opere: inizia con un lampadario, poi una pianta di  girasole, un pero, una pianta di fico che sarà la prima realizzata senza usare saldature, poi ancora un lampadario, un pavone e una vera da pozzo sulla quale salgono tralci d’uva e sui bordi sono appoggiate due colombe intente ad abbeverarsi. In seguito realizzerà un angelo, una coppia di poveri che chiedono l’elemosina,  un Cristo a braccia aperte  che chiama a sé due bambini uno di pelle bianca e uno di pelle nera “perché il Signore non fa differenze”.

Etario Berengan per ricordare che a Villabona è stato coltivato per la  prima volta in Italia il mais e che ormai è ricordato come il paese della festa della polenta, realizza in ferro battuto proprio un esemplare di questa preziosa pianta completa di radici, foglie e pannocchie chiuse e aperte.
Nel 1999 forgia Giuseppe e Maria che fuggono in Egitto. Per realizzare il girasole Etario Berengan ha fatto crescere nel suo orto una pianta che copia partendo dalle radici. Tutte le opere in cui i soggetti sono piante, animali o persone vengono create a grandezza naturale.
Ogni volta che Etario Berengan realizza un’opera, organizza nella sua officina una festa alla quale invita amici e autorità per renderli partecipi della nuova creazione. In due occasioni diverse hanno accettato il suo invito anche il prefetto di Rovigo e  il vescovo di Verona.
Berengan costruisce le sue opere non per venderle, ma per la soddisfazione di fare qualcosa che gli piace. Nel 1975 Etario Berengan riceve dalla Camera di Commercio di Rovigo la medaglia d’oro e il diploma di “Cavaliere del lavoro”.


Le sue opere sono state esposte a Mestre, Firenze, Trento, Arezzo e Padova spesso in manifestazioni organizzate da istituzioni pubbliche.
La passione di Etario Berengan è stata anche lo sport: ha corso in bicicletta nella Tre Valli di Umberto Giacometti e da cicloamatore ha partecipato ai raduni spingendo assieme alla figlia Antonella il tandem. Quando a Badia nel 1974 nasce la Società Ciclistica Badiese, Etario si iscrive e vi rimane iscritto sino al 1996 quando decide di smettere questa attività di cicloamatore.
Ricorda con piacere la partecipazione alla seconda edizione della cicloturistica: Fiorano, Modena, Ferrara, Rovigo, Padova, Vicenza, Verona, Lago di Garda, Mantova e Reggio Emilia del 2 giugno 1973 lunga 425 chilometri.
In paese è conosciutissimo e stimato, spesso organizza anche feste in maschera e al carnevale non manca mai, presentandosi in costume con il suo gruppo di amici.

Ritornando alla sua vita nel ferro battuto Etario Berengan racconta: “Ce l’ho nel sangue perché in grembo a mia madre sentivo certamente mio padre che batteva il ferro sull’incudine: per questo materiale ho una passione innata. Per fortuna che Antonella continua questa attività e ora mi diverto a vedere che nella mia bottega c’è lei con suo marito. Ho realizzato le mie opere di sabato e di domenica quando non c’erano raduni ciclistici, spesso mi ha aiutato mia moglie. Non ho mai fatto politica ma le mie simpatie sono sempre state di sinistra. Sono molto religioso e partecipo volentieri ai pellegrinaggi che organizza il dott. Casimiro Ravagnani che è un carissimo amico”.
Racconta la signora Giovannina: “Sono contenta che Etario sia andato in pensione perché adesso mi piace di più tenere i bambini di Antonella piuttosto che andare in officina”.

EXTRATIME by Sergio Sottovia/ La cover è per Etario Berengan ‘datato 25 aprile 2013, insieme al suo ‘calciatore azzurro’ con scudetto tricolore a da …10 e lode.
Poi per quanto riguarda la fotogallery, in anteprima alla galelruia comleta proposta by Aguzzoni, vi proponiamo la foto team del Veloclub Tre Valli ( datata 1 marzo 1981) perché è la società del presidente Giacometti nella quale Etario Berengan il ‘cicloturista’ ha sviluppato la sua passione e le sue soddisfazioni sportive.
Per quanto riguarda Etario Berengan ‘artista del ferro battuto’ e per la serie di padre in figlio, eccolo insieme a sua figlia Antonella ( già …maglia rosa) e a due straordinarie produzioni “ciclo d’epoca”.

Quindi , rispettando la sequenza cronologica della fotogallery trasmessaci by P.A., ecco Etario Berengan datato 2004 in una della canoniche “Festa in Famiglia” con la moglie Giovannina Lavezzi & Figlie & Nipoti family.
Con riferimento alla ‘maternità’ ecco in sequenza la foto ‘scultura’ relativa e la successiva poker d’assi Berengon Family, tutto datato maggio 2006, la stessa annata della successiva scultura dedicata a ‘capra con capretta’ ( lampante l’analogia con la Lupa di Roma…).

A seguire Etario ( datato 8 novembre 2008) con l’albero del melograno, poi Berengan datato 25 giugno 2010 a fianco della scultura dedicata alla ‘ballerina’.
Quasi in viaggio nella storia dell’arte, ecco quindi Etario Berengan datato 7 maggio 201 con la sua scultura “saltatrice con la corda”.

Ma anche un aggancio coi ‘giochi infantili dei bei tempi’, come nella successiva foto che mostra Berengan (datato gennaio 2012) assieme alla sua scultura “giocatore di bindeche”, altrimenti noto anche come ‘pandolo’.
Tutta variazioni sul tema ‘ferro battuto’ dentro il lungo viaggio artistico di Etario Berengan, che invece nel suo lungo “viaggio nella vita” ha sempre avuto al suo fianco ( come nella foto dulcis in fundo) la sua amata Giovannina Lenzini da Lagosanto, perché …santa donna fin dalle origini ferraresi, quando ancora i Lidi di Comacchio avevano ben poco di turistico.
D’altra parte ( vedi ‘targa’ alle loro spalle, a fianco del noto articolo by Paolo Aguzzoni su Il Gazzettino) la storia insegna che “L’arte insegna ai cuori ciò che nessuna scienza può insegnare alle menti!”.


Paolo Aguzzoni
www.polesinesport.it