Gino Bartali vola tra i “Giusti d’Israele”. E il progetto by FCI “Sicuramente in bici” nel suo “Giro per l’Italia” fa tappa a Bosaro col trio Faedo, Gasparetto, Baracco


04/02/2012

Quella storia di Gino Bartali era appena ‘uscita allo scoperto’ e gliela chiesi in ‘conferenza stampa’ a suo figlio Andrea quando venne superstite in Polesine per fa Festa dei “50 Anni del Panathlon di Rovigo”. Adesso me ne parla Arturo Faedo girandomi by mail il Comunicato pubblicato dall’UCI (27/01/2012 19.42.49) sul sito della Federazione Ciclistica.

Così ho voluto che proprio questo “VALORE” tra Storia & Cultura Sportiva, abbinandola alla ‘tappa’ che il Progetto by FCI denominato “Sicuramente in Bici” ha fatto nella Scuola Primaria di Bosaro. Giusto per onorare lo stesso Arturo Faedo e il suo compagni di viaggio Vittorino Gasparetto, peraltro da tempo specialisti sul tandem griffato “Sport & Cultura” patrocinato dalla FCI e dal Ministero dell’Istruzione, con l’assistenza tecnica della Polizia di Stato e in primis del ‘sovrintendente’ Sandro Baracco peraltro noto campione di ciclismo amatoriale.

Perciò, anche nel ricordo del “Giorno della Memoria”, e giusto per non dimenticare la Shoah/Olocausto, Vi  io propongo innanzitutto la storia di Gino Bartali “in corsa per la vita” tra Firenze e Assisi, ma in Appendice vi aggancio il flash by mail di Gasparetto relativo al progetto “Sicuramente in bici” che ha fatto tappa a Bosaro, ma di cui vi abbiamo dato conto riguarda il Polesine (vedere rubriche specifiche, anche per la Festa dei 50 Anni del Panathlon Rovigo) , per quanto, della tappa precedente a Polesella, come vi daremo conto con relative fotogallery anche delle successive tappe programmate nella varie Scuole fino all’ultima ‘open’  ‘di fine anno scolastico.

NEWS STORY(27/01/2012 19.42.49) /RICONOSCIMENTO: L’UCI RENDE OMAGGIO A GINO BARTALI NEL “GIORNO DELLA MEMORIA”
<<Uno dei più grandi campioni della storia del ciclismo, Gino Bartali, potrebbe essere elevato a "Giusto" in Israele. Quasi 70 anni dopo i fatti e 12 anni dopo la sua morte, è ormai noto quanto ha fatto Bartali durante la Seconda Guerra Mondiale per salvare la vita di 800 ebrei. Già vincitore di un Tour de France e due Tour d'Italia,

Bartali era stato arruolato nel 1943 come ufficiale di polizia stradale dal regime fascista, ma si era dimesso l'8 settembre. Poi si è nascosto e ha scelto di aiutare gli ebrei perseguitati portando le loro foto ad un convento religioso che realizzava documenti falsi. Per i soldati che presidiavano la strada tra Firenze e San Quirico, nei pressi di Assisi, Bartali era semplicemente impegnato in un allenamento di 380 km. In realtà, il telaio e la sella della sua bicicletta nascondevano documenti che per tanta gente valevano la vita.

I dettagli della sua attività sono venuti alla luce solo da due o tre anni, grazie ad un lavoro scientifico che ha censito la testimonianza di una suora e di sopravvissuti all'Olocausto. Andrea Bartali, figlio di Gino, è alla ricerca continua di altre testimonianze con il sostegno della comunità ebraica della Toscana e l’impegno della giornalista Laura Guerra.
In Israele, lo Yad Vashem sta valutando le prove per riconoscere a Bartali il titolo postumo di "Giusto tra le Nazioni" attribuito a coloro che hanno messo a rischio la propria vita per salvare gli ebrei.

Fino alla morte Bartali è stato sempre restio a parlare del suo impegno, nascondendo le sue azioni perfino alla moglie Adriana. Un giorno disse semplicemente: "Il bene lo facciamo, non lo diciamo. Ci sono medaglie che si attaccano all’anima, non al bavero della giacca".
Alla fine del 1943, fu messo in prigione per 45 giorni, accusato di sostenere il Vaticano, che si opponeva alla politica del regime fascista. Per fortuna, ha evitato il processo davanti ad un tribunale di guerra.

Dopo la Liberazione, ha ripreso la sua carriera, ha vinto un terzo Giro d'Italia e un altro Tour de France, dando vita alla rivalità leggendaria con Fausto Coppi.
Oggi, la Fondazione Bartali onora la sua memoria e ricorda uno dei suoi motti: "Se lo sport non è una scuola di vita e di solidarietà, allora è inutile." / COMUNICATO UCI>>

APPENDICE (by mail “Base” di Vittorino Gasparetto) / PRESENTAZIONE “PROLOGO” DELLA PARTENZA DEL PROGETTO BY FCI DENOMINATO “SICURAMENTE IN BICI” : IL SUO “GIRO PER L’ITALIA” IN POLESINE
<<Anche quest'anno abbiamo iniziato un'attività importante nelle scuole, grazie alla collaborazione della società da me presieduta il Gruppo Ciclisti Bosaro EMIC, ma sopratutto della collaborazione che da anni lavoriamo assieme con Arturo Faedo responsabile Regionale della FCI per la cultura del ciclismo nelle scuole, della preziosa collaborazione della Polizia Stradale "sez. di Rovigo" nella persona del sovrintendente Sandro Baracco e da quest'anno anche con la collaborazione Tecnica dell'ex Professionista Massimo Ghirotto.

Le scuole interessate sono le primarie dell'Istituto Comprensivo di Polesella  (Polesella, Bosaro, Guarda Veneta e Pontecchio Polesine), ringrazio il corpo Docente per la collaborazione di tutti i plessi interessati, della Direzione Didattica ed in particolar modo del Prof. Moreno Gnani per la collaborazione prestata in tutti questi anni di attività.
Inoltre a tutte le Amministrazioni dei Comuni interessati, nonchè all'Unione di Comuni Eridano per la loro collaborazione durante le fasi finali per l'organizzazione della gimkana finale in bici.
Ringrazio anticipatamente per la preziosa collaborazione che prestate quando invio comunicazioni e foto degli eventi/  A disposizione per ogni chiarimento/ Vittorino Gasparetto>>

EXTRATME by SS/ Per il programma della SCUOLA, calendario incontri, curriculum di Massimo Ghirotto e foto delle varie tappe, Vi rimandiamo nelle rubriche specifiche.
Qui onoriamo in cover Gino Bartali con la foto ‘storica’ pubblicata peraltro a corredo del “Comunicato Uci”, agganciandola alla foto di suo figlio Andrea nel giorno della Festa per i “50 Anni del Panathlon di Rovigo, il Club Service che in merito ha pubblicato un libro nel quale ho scritto la storia della TOP TEN MADE IN POLESINE ( Olimpionici & Gentlemen, cioè ha storia dei DIECI POLESANI che hanno gareggiato alle Olimpiadi).
Nella foto scattata in Municipio a Rovigo vediamo da sx Giovanni Cattozzi (assessore allo sport del Comune), Faustino Coppi, Andrea Bartali e il sottoscritto Sergio Sottovia).


Passando alla ‘tappa di Bosaro, onoriamo innanzitutto la ‘lectio magistralis’ di Sandro Baracco (Sovrintendente della Polizia) che poi vediamo in trio con Arturo Faedo (primo a sx) e Oscar Tosini ( assessore provinciale e già torico sindaco di Bosaro). E successivamente assieme a Vittorino Gasparetto e alle Maestre e agli Alunni della Scuola di Bosaro, prima che la ‘foto-stop’ indichi a tutti che …abbiamo concluso la nostra tappa di Bosaro “Sicuramente in bici”-



Arturo Faedo, Vittorino Gasparetto, Sergio Sottovia
www.polesinesport.it