Giovan Battista Fabbri, 50 Campionati-Story. Da Grande Spal a Real Vicenza di Paolo Rossi. E tanta serie A x Gibì


16/11/2010

Già, Pablito Rossi e le società targate AP, CS, CT, FG, BO e VE, col GB mister.
La mattina di mercoledì 3 novembre 2010 (e anche la prima parte del pomeriggio) l’ho passata a Ferrara con GB Fabbri, camminando da Castello Estense allo Stadio Mazza, casa Spal. E allora …ecco questa GB FABBRI STORY come omaggio ad un “Campione & Signore” che ha parlato in libertà di tutto e di più sul calcio di ieri e sul calcio di oggi.
Dei ‘campioni’ del suo Real Vicenza e della sua amata Spal. Di qualche campione che lui, GB l’allenatore, ha avuto come giocatori e dei quali il sottoscritto ha raccontato già le relative ‘storie’ nella mia trilogia Polesine Gol. E poi GB Fabbri mi ha parlato delle sue gioie e di qualche dolore, di sacrifici fatti e delle amicizie storiche. Dei suoi ‘ragazzi’ che a casa sua, al Lido degli Estensi, sono di …casa,. Storie di anatre (abbiamo parlato anche di come si spennano…) e storie di Paolo Rossi e di Lelj, di Filippi e di Patrizio Bonafè, di Paramatti e di Gambin etc etc. 
Potrei farne una intervista speciale, ma poiché tutto è nato come una chiacchierata che poi è diventata ‘lunga e piena di confidenze/aneddoti’, ecco che mi limiterò soltanto a qualche flash e qualche estrapolazione, giusto per completare una storia che altrimenti sarebbe …infinita.
E che comunque potrete ‘gustare’ al meglio leggendo il libro stesso di GB Fabbri dal titolo “Cinquant’anni di calcio con Brusalerba” , pubblicato nel 2009, e presentato a Ferrara in una ‘serata amarcord’ di cui mi piace darvi conto proponendovela in calce attraverso l’articolo a firma di Marco Zavaglio su L’Unità.
Così come mi piace, sempre in calce, completare il kit col GB Fabbri ‘confidenziale’ e datato dicembre 1977, quando sul Guerin Sportivo l’allora tecnico del sorprendente L.R.Vicenza ‘fotografava’ , oltre che il suo recente passato, anche la situazione dei biancorossi e ‘parlava’ dell’emergente Paolo Rossi.
Detto questo Vi proponiamo in premessa i ‘primi dati sintetici’ by wikipedia, ovviamente completati con i nostri approfondimenti su ogni ‘tappa’ del Giro d’Italia calcistico ( appunto i 50 anni di Brusalerba) che il nostro GB FABBRI ha corso da protagonista (sulla sua figurina Panini c’è scritto, Giovan Battista Fabbri nato a San Giovanni in Persiceto 8.03.1926,  38 presenze e 3 reti in serie A, 137 presenze e 9 reti in serie B).
Ma vedrete che lui GB, oltre ad aver fatto qualche gol in più, di sicuro ha fatto anche e sopra tutto una carriera straordinaria, lasciando un ‘segno’ importante nella storia del calcio italiano. Ecco quindi tutta la GB story.

SCHEDA-CARRIERA DI GIOVAN BATTISTA FABBRI DETTO “BRUSALERERBA”

 

 

Giovanili a San Pietro in Casale.
Poi ecco le sue SQUADRE DI CLUB ( Annate, Presenze, reti segnate).
1945-1947 Centese,  33 (14) ; 1947-1949 Modena, 37 (6); 1949-1955 Messina, 157 (21), 1955-1956 SPAL, 24 (2), 1956-1957 Pavia, ? (5); 1957-1958  Varese,  ? (?).

SCHEDA - CARRIERA DI GB FABBRI  ALLENATORE (la citazione GIULIANOVA 1972/73 è in grassetto perché inesistente alla data originale di questa ‘Nostra Story” basata su wikipedia, e ‘ritrovata’ nell’occasione di questo ‘aggiornamento datato 2015, come la stessa Flash Story che troverete in sequenza cronologica relativa a GB Fabbri ‘allenatore’ del Giulianova 72/73 ‘secondo classificato in Serie C)

1957-1959 Varese; 1959-1963 Torino  ( Giovanili); 1963-1970 SPAL (Giovanili);
1970-971 Cesena ( Giovanili); 1971-1972 Sangiovannese; 1972-1973 GIULIANOVA; 1973-1974 Livorno;
1974-1976 Piacenza; 1976-1979 L.R. Vicenza; 1979-1981 Ascoli; 1981-1982 Cesena;
1982-1983 Reggiana; 1983-1984 Catania; 1984-1985 Catanzaro ; 1985-1986 Foggia;
1986-1987 Bologna; 1987-1988 SPAL; 1988-1989 Venezia; 1989-1993 SPAL

BREVE SCHEDA PERSONAGGIO GB FABBRI  ( by wikipedia)
Giovanni Battista Fabbri  (San Pietro in Casale, 8 marzo 1926) è un ex calciatore e allenatore di calcio italiano, fra le altre, di Piacenza, Vicenza, Catanzaro, Ascoli, SPAL, Cesena e Bologna.

 

 

BIOGRAFIA
Nel 2009 ha scritto il libro autobiografico "Gibì, una vita di bel calcio" (Bacchilega editore).
Sua figlia sposò, negli anni ottanta il figlio del suo ex compagno di squadra alla SPAL Giovanni Ferraro.
CARATTERISTICHE TECNICHE
Da giocatore era un centrocampista in grado di ricoprire efficacemente sia il ruolo di ala che quello di mediano.
Da allenatore Fabbri predicava un calcio che per l'epoca (anni settanta/ottanta) era considerato in Italia avanzatissimo, una derivazione del calcio totale olandese: terzini a stantuffare sulle fasce, difensori e attaccanti a scambiarsi i ruoli senza troppi imbarazzi e una estrema spettacolarità di gioco che però veniva pagata con una certa fragilità difensiva. Di stampo nordico anche la massima fiducia riposta nei calciatori sulla gestione della loro vita privata.
CARRIERA GIOCATORE
Ha iniziato la carriera nella S.P. Centese in serie C, ha giocato due stagioni in Serie A nel Modena, sette stagioni nel Messina (una in Serie C e sei in Serie B), una stagione in Serie A con la SPAL, per poi concludere la carriera di calciatore con Pavia e Varese, dove ha assunto il doppio ruolo di allenatore-giocatore.
E ADESSO LA “NOSTRA STORY ” COME OMAGGIO A GB FABBRI “WALKY TALKY”

 

 

La storia calcistica di GB Fabbri ‘professionista’, parte nel dopoguerra  in ‘casa Centese’, viaggiando dentro gli stessi problemi dell’Italia ‘povera ma bella’, ma con tutta la sua voglia di emergere.
In premessa alla sua ‘lunga carriera’ , ricordo solo che GB mi ha raccontato di quando e ‘quanto’ si allenasse, tanto che il custode le campo gli urlava ‘guarda che adesso devo spegnere le luci’ . E che GB, a sottolineare la sua serietà professionale’ mi ha detto che “ è sempre andato a letto presto la sera” , senza farsi coinvolgere in …serate ‘fuori tema’.
Una storia quella di GB, che ci permette di ‘estendere’ la nostra attenzione particolare alla Spal di Paolo Mazza, di cui ci piace ‘allargare’ la panoramica alla ‘prima squadra’ anche quando il nostro GB era soltanto allenatore nelle giovanili. Questo perché , onorando GB, cogliamo l’occasione per onorare quella GRANDE SPAL che oltre ad essere stata allora protagonista in Serie A per tanti anni, è stata anche la ‘casa’ e la ‘base di lancio’ di tanti polesani poi approdati sui massimi palcoscenici del calcio professionistico. Da Malatrasi a Costantini, da Pomaro ad Albiero, da Paramatti a Pregnolato, da Malaman a …tanti altri.
Come peraltro è successo a GB, partendo appunto dall’altra metà del cielo ferrarese.
CENTESE/ GB FABBRI E LE SUE PRIME DUE STAGIONI IN SERIE C (45/46 e 46/47). IL SUO ALLENATORE ERA IL ‘MAGIARO’ LELOVICH

 

 

Intanto affidiamoci al wiki-flash che racconta così l’ambiente centese::<<Nel dopoguerra, col nome di Società Polisportiva Centese, prese parte al campionato di Serie C e nel 1946-47 vinse sia il girone eliminatorio sia quello di finale ottenendo una storica promozione in serie B. Allenatore di quella squadra era il Magiaro Lelovich e capocannoniere fu l'ex mezzala del Bologna Dante Nardi. Giocava in quella squadra anche il giovane Giovan Battista Fabbri che fece poi carriera sia come giocatore che allenatore in serie A.>>.
A questo punto seguiamo la carriera di GB Fabbri ‘calciatore’ abbinando le considerazioni di wikipedia con i nostri appunti di viaggio verificati doverosamente con le statistiche ufficiali delle Edizioni Panini & La Gazzetta dello Sport.
Giusto per rendere omaggio alla lunga e significativa ‘vita sportiva’ del personaggio GB Fabbri sia come giocatore che come allenatore. Perciò …pronti via con la GB FABBRI – STORY , sempre con relativi titoli, step by step di ogni suo passaggio societario.
MODENA/ GB FABBRI E LE SUE PRIME DUE STAGIONI IN SERIE A (47/48 e 48/49). EPOCA DEL GRANDE TORINO.

 

 

Ecco l’habitat di quel Modena,  che viene descritto così su wiki-sito:<< L’anno successivo il Modena chiuse al 5º posto ( ndr, stagione 47/48, alla pari con l’Atalanta) e, con diversi giocatori che ormai facevano parte della Nazionale italiana, come Enzo Menegotti, Francesco Pernigo, Maino Neri e Valerio Cassani, tutti presenti al torneo di calcio delle Olimpiadi di Londra del 1948. Sembrava destinato ad entrare tra le grandi del calcio italiano. Ma le vicissitudini societarie, culminate nelle dimissioni del presidente prima e dell'allenatore poi, portarono la squadra (ndr, il Modena 48/49) al penultimo posto e alla retrocessione in Serie B.>>.
Per parte nostra segnaliamo che erano quelli i tempi del Grande Torino, che per la cronaca contro il Modena vinse per 3-0 e per 5-2 nel 47/48 quando Gb Fabbri nell’Albo Panini veniva indicato nel tabellino-squadra come alternativa di Del Medico (che segnò 3 reti).
E segnaliamo che nella stagione 48/49 il Modena con GB Fabbri titolare (e bomber con 5 reti come il suo compagno Giovetti)  perse 1-0 e 3-1 contro il Grande Torino. Ma per la cronaca e per la storia, il match del girone di ritorno disputato a Modena , si giocò purtroppo contro il ‘Torino dei giovani’ perché  tutto il Grande Torino aveva trovato la morte sull’aereo che precipitò , causa nebbia il 4 maggio 1949, sulla collina di Superga, ai piedi della Basilica. Una giornata di ‘pianto generale’ allo stadio di Modena, come mi ha raccontato Carlo Zoppellari, il giocatore della Fiorentina che,  essendo infortunato, ha voluto essere assieme ai suoi ex compagni del Modena per onorare …quel che restava della ‘famiglia’ del Grande Toro’
MESSINA/ GB FABBRI E LE SUE “SETTE STAGIONI IN SICILIA” (dal 49/50 fino al 54/55) , SUBITO VITTORIA IN SERIE C, POI 6 ANNI IN SERIE B

 

 

Sette anni in Sicilia, è questo il periodo più lungo , per GB, in una stessa società calcistica.
Ed è stata una partenza col botto, al cardiopalma ma vittoriosa, sempre ascoltando wikipedia che spiega:<<La stagione 1949-1950 …arriva la promozione in serie B dopo uno spareggio con il Cosenza, per gli innumerevoli tentativi di corruzione da parte dei giocatori e dirigenti messinesi ripetuto 2 volte, prima a Salerno e poi a Como. A Salerno sull'1-1 prima del reclamo cosentino e poi, dopo moltissimi ricorsi, a Como con una vittoria schiacciante del Messina per 6-1 con i cosentini stanchi, decimati e amareggiati poiché si aspettavano la promozione a tavolino; il campionato si chiude con 51 punti realizzati>>.
Già, lo Stretto di Messina! Se si chiama così …il motivo c’è. Altrimenti poteva chiamarsi ‘di Reggio Calabria’ oppure di San Giovanni. Questione di feeling, con la città. Al di là della mitologia, oltre Scilla e Cariddi. E quando lo attraversi, ti ammalia. E’ stato così per GB Fabbri, come lo è stato per altri giocatori del Nord. Potrei raccontarvi le testimonianze di alcuni giocatori polesani che a Messina e in Sicilia ci sono stati. Da Costante Tivelli a Luciano Malaman, da Piero Cavallari a Previato Adelchi che fra giorni andrà in Brasile per scopi umanitari e  di volontariato. Già, la Gente di Sicilia quando gli dai tanto Lei ti ricambia e non ti molla più. Ed è stato così per GB , che ne ha raccontato l’ambiente ele emozioni nel suo libro autobiografico, tutto da leggere. Questo finché la saudade di GB lo fa tornare quassù, oltre il Po, in casa Spal, perché …la Spal è la Spal, e Ferrara è Ferrara con la sua cultura e storia di città stato, tanto che anche durante il nostro walky talky il buon GB è stato fermato e salutato con affetto da diversi ‘fan’ della mitica società estense.  .
SPAL/  GB FABBRI  E LA SUA TERZA STAGIONE IN SERIE A ( 55/56, e segna 2 gol) . EPOCA DEI GEMELLI DEL GOL “NOVELLI & DI GIACOMO”

 

 

Era la Spal del presidente Paolo Mazza e dell’allenatore Fiorvante Baldi, ed è stata una stagione ben diversa dalle due precedenti quando – recita wikipedia “ nel 1954 venne costretta agli spareggi ma riuscì a salvarsi condannando il Palermo con le reti di Bernardin e Olivieri. Nel 1955, benché retrocessa, venne ripescata per illecito sportivo di Udinese e Catania”.
E per GB Fabbri e la Spal 55/56 fu uno splendido ottavo posto alla pari del Genoa. Con questo schieramento tipo, che sugli Album Panini proponeva questa formazione tipo: Persico (Bertocchi), Delfrati ( Lucchi), Morin, Ferraro, Da Pos, Vinyei, GB Fabbri ( Dido), Di Giacomo ( Lofgren), Macor, Broccini, Carlo Novelli.
Con GB Fabbri che, alla soglia dei trent’anni, segna 2 reti, mentre il centravanti Macor ne segnò 9, Carlo Novelli ne segnò 8 e Di Giacomo 7.
E’ stato anche l’anno in cui la neonata Tv decise di trasmettere le partite in diretta.
Già ‘il bello della diretta’ ma non per l’arbitro Pieri di Trieste che nell’anticipo del sabato, appunto per esigenze televisive, diresse  a Busto Arsizio il match tra la Pro Patria e la Spal e – scrive il tandem Mauro Malaguti e Corrado Piffanelli, nel loro libro “ La Storia della Spal” -  fu ‘sbugiardato’ perché, sul gol vittoria di Novelli pur convalidando il 2-1 per la Spal non si accorse che i bustocchi avevano ripreso il gioco con una semplice rimessa dal fondo.

PAVIA / GB FABBRI E L’AMAREZZA DELLA RETROCESSIONE DALLA B ALL C (56/57). EPOCA DI UNA SOCIETA’ CHE  E’ “STELLA CADENTE”

 

 

Per GB non sarà più il tempo di ‘casa Spal e della Serie A, ma del Pavia del presidente Fortunati, che appena due anni prima  aveva ottenuto la storica promozione in serie B.
Purtroppo per GB e il suo Pavia ci sarà l’amarezza della retrocessione.  In un ambiente che si sta ‘sciogliendo’. E così GB se ne va a Varese, mentre nel settembre 1957 la società pavese si scioglie per la terza volta (ricomincerà come Unione Sportiva Pro Pavia in Prima Divisione Lombardia 1957-58).
VARESE/ GB FABBRI E LE SUE DUE STAGIONI DA GIOCATORE-ALLENATORE ( 57-58 e 58-59 , in Serie C9). EPOCA DI UNA SOCIETA’ CHE IN RIPARTENZA
Sarà questa la sua ultima ‘piazza’ da giocatore. Ma Varese sarà altresì la squadra dove ‘nasce’ il GB allenatore. Insomma GB nel Varese 57/58 sarà allenatore-giocatore, per un ottimo 4° posto nel Girone A dell'Eccellenza di IV Serie. Propedeutico al Varese 59/60  che viene “ripescato in Serie C” (per riforma dei tornei) dove però, nel Girone A, sarà soltanto 14esimo.
TORINO/ GB FABBRI  E LA SUA 2^  PARTE DELLA STORIA (dal 1959 al 1963, ben 5 anni). NELLE GIOVANILI GRANATA ‘MATURA’ COME ALLENATORE
Era l’epoca del TALMONE TORINO, anni difficili per i granata dopo la già citata tragedia di Superga. Tra l’altro quel lento declino proprio nel 1959 aveva portato alla prima retrocessione in serie B, una permanenza però durata solo un anno. Era l’epoca degli allenatori Imre Senkey e poi Giacinto Ellena e Beniamino Santos.
In quel contesto GB sarà un ‘maestro’ per i ragazzi delle giovanili granata, e ci rimarrà fino al 1963, quando alla presidenza arriva Pianelli che per la stagione 63/64 affiderà la panchina della prima squadra a paron Rocco.
SPAL/ GB FABBRI TORNA A FERRARA COME ALLENATORE DELLE GIOVANILI (dal 1963 al 1970) ERANO GLI ULTIMI ANNI DELLA SERIE A, POI LA B e ANCHE LA C

 

 

Intanto vi invito a leggere la “Storia della Spal” scritta da Malaguti/Piffanelli, il libro che ho regalato a Osvaldo Bagnoli perché …lui non l’aveva. E perché lui l’Osvaldo della Bovisa c’era in quella Spal, assieme a…
Era in auge quella Spal di Paolo Mazza anche a livello nazionale ( tra l’altro Mazza in tandem con Giovanni Ferrari  sarà CT dell’Italia ai Mondiali in Cile ’62), così allenare le giovanile della Spal, e per così lungo tempo, era una cosa ‘buona e giusta’ anche per GB. 
In un ambiente che gli ‘enciclopedici del calcio’ raccontano così: <<Nel 1963 dopo che la SPAL raggiunge un ottimo ottavo posto avviene, tra l’altro, una svolta storica: il vecchio disegno delle maglie a tinta unita azzurra con bordi bianchi lasciò il posto a quello a strisce verticali. Dopo tredici anni consecutivi la SPAL retrocede in Serie B nel 1964. Un campionato di serie B nel 1964/65 ed un terzo posto che valse una nuova promozione in Serie A con una squadra composta da Bruschini, Olivieri, Bozzao; Bertuccioli, Ranzani, Frascoli; Crippa, Bagnoli, Cavallito, Massei, Muzzio. Altri giocatori schierati furono Cantagallo, Cervato, Riva, Balleri, Pasetti, Moretti, De Bernardi, Fochesato, Novelli I°, Pezzato, Bellei e soprattutto il giovanissimo Capello, allenatore era Francesco Petagna.

Poi, dopo il ritorno in Serie A, la SPAL rimase per altre tre stagioni nella massima serie, riuscendo a salvarsi nel 1966 e 1967 in modo spesso rocambolesco, poi con il passaggio della Serie A da 18 a 16 squadre, nel 1968 retrocesse definitivamente e da quel campionato non sarebbe mai più tornata nella massima serie.
Dopo la serie B arrivò addirittura la serie C nel 1969 in uno sfortunatissimo campionato dove Alberto Orlando, su cui poggiavano le speranze di riscossa, si infortunò e giocò solo 6 partite senza realizzare nemmeno una rete. In quell'anno Mazza subisce, per la prima volta, critiche esplicite e l'ironia di molti ferraresi che ricordavano la sua promessa a inizio campionato: vi prometto un anno di B. In quel campionato gioca le sue ultime partite di calcio professionistico Gastone Bean che però non riuscirà ad impedire l'amara retrocessione dei biancoazzurri>>.

CESENA/ GB FABBRI ALLENA LE GIOVANILI ( 70/71) EPOCA DEL CESENA APPRODATO IN SERIE B ….

In Romagna,  GB allenatore delle giovanili, ci rimarrà una sola stagione, In una società che sotto la guida di Cesare Meucci aveva raggiunto la serie B nella stagione 1967/68 e poi faticò a mantenerla nei tre anni seguenti. Per la storia parallela della Spal, fu proprio Meucci che con la Massese 69/70 ‘lasciò’ la Spal in serie C bruciandola nella volata finale.


SANGIOVANNESE/ GB FABBRI DA ALLENATORE CENTRA SUBITO LA PROMOZIONE IN SERIE C ( 71/72)

Al termine del campionato 1957/1958, la Sangiovannese è promossa nel nuovo torneo di serie D, dove staziona con alterne fortune fino al 1971; in questo anno venne promossa in serie C. Ma la Sangiovannese 71/72 del presidente Ivo Giorgi non è strutturata per questa categoria. Certo ci prova con mister Silvano Grassi, ma non fa il miracolo neppure l’arrivo del nostro GB, e così i toscani  terzultimi retrocedono assieme all’Imola e alla genovese Entella di Chiavari.

GIULIANOVA/ GB FABBRI OTTIMO SECONDO POSTO NEL CAMPIONATO 72/73 IN SERIE C
( Questa Flash Story ‘integrativa’ è merito innanzitutto di Alfredo Paolone  da Giulianova che ringraziamo perché in data 26 maggio 2015 ci ha mandato una mail ‘documentata’ , con relativa fotogallery,  rendendo giusto onore a “GB Fabbri il Mister del Vicenza dei miracoli che col Giulianova 72/3 in quell'anno arrivò secondo dietro la Spal pareggiando entrambi gli scontri diretti e perdendo il campionato perché alla Spal furono dati ben 11 rigori a favore…” )

Per parte nostra, dopo aver ‘riscontrato’ aggiornati i dati originali by wikipedia , vi proponiamo altresì il seguente relativo ‘aggiornamento’ sempre by sito wikipedia , la enciclopedia open per definizione ( come questo sito imperfetto) sempre in evoluzione e work in progress): << Nella stagione 1972-1973 il Giulianova, allenato dal mai dimenticato Giovan Battista Fabbri,[36] è protagonista di un avvincente testa a testa con la SPAL[37] di Franco Pezzato (22 reti);[38] quest'ultima otterrà la promozione in Serie B solo all'ultima giornata vincendo ad Olbia, mentre i giuliesi usciranno sconfitti da Empoli. I giallorossi sono inoltre semifinalisti nella prima edizione della Coppa Italia Semiprofessionisti, dove vengono eliminati dall'Avellino (1-1; 0-1). Tra i protagonisti ci sono il portiere Gianni Candussi, che rimarrà imbattuto per 977 minuti[39] (dalla 28ª alla 37ª giornata), i bomber Ciccotelli e Giuseppe Santonico (14 gol), e ancora il giovane Curi. La formazione titolare: Candussi, Carloni, Giorgini; Bertuccioli, Agostinelli, Caucci; Vernisi, Curi, Santonico, Alessandrini, Ciccotelli.

Di questo campionato ricordiamo l'esodo di Modena del 26 novembre 1972 (0-0), con l'organizzazione del treno speciale giallorosso,[40][41] la doppia vittoria con la Sambenedettese, 3-0 al Rubens Fadini il 19 novembre 1972 con tripletta di Santonico[42] e 2-0 al Ballarin il 15 aprile 1973 con doppietta di Alessandrini,[43] e l'immagine di uno stadio sempre pieno dove i giallorossi, in 19 incontri, subiranno due sole reti (Ravenna e Viareggio). Una stagione indimenticabile, ancora oggi nella memoria calcistica dei giuliesi, e ricordata dallo stesso Gibì Fabbri nel novantesimo anniversario della nascita ufficiale del club: « Altro che Vicenza, è il Giulianova la squadra che ha fatto parlare di se in Italia per il suo gioco. » (Giovan Battista Fabbri, 2014[44]) >>.

////Sempre per parte nostra e per la serie work in progress ci piace rimandavi a visitare il sito www.viveregiulianova.it  dove viene raccontato tutta la ‘giornata particolare’ dell’Evento ‘Inaugurazione sede “Giuliesi per sempre” datato 19 aprile 2014 di cui vi proponiamo altresì il succitato flash integrale raccontato dal Grande Giambattista Fabbri << che, nell'essere presentato come Seminatore d'oro nel 1977/78 al timone del Vicenza di Paolo Rossi, ha ribattuto: «Altro che Vicenza, è il Giulianova la squadra che ha fatto parlare di se' in Italia per il suo gioco. E se i rigori concessi quell'anno alla Spal fossero stati invertiti in nostro favore, saremmo andati noi in Serie B!».
Immaginate il tripudio esploso a queste parole. Nel suo intervento Gibì è scoppiato a piangere nel ripetere «qui a Giulianova sono stato benissimo e torno sempre volentieri dagli amici e dalla famiglia Palestini, che mi fanno mangiare anche del pesce ineguagliabile. Per questa occasione sarei tornato anche a piedi da Ferrara».
A lui il presidente di "Giuliesi per sempre", Franco Bonaduce, ha consegnato a Gibì una targa in ricordo del sogno che regalò il suo Giulianova. ////

Per quanto riguarda la bibliografia rileviamo dalla Raccolta completa degli Album Panini che relativamente a quel Giulianova S.P.C. 1924 viene citato, per quel campionato di Serie C Girone B, la presidenza di Tiberio Orsini con segretario Walter Marinozzi e ovviamente allenatore G.Battista Fabbri.
Per una Classifica marcatori con capocannoniere Pezzato  della Spal (22 reti), davanti a Boscolo del Modena ( reti 15) e al trittico con 14 reti formato da Salvemini (Empoli), Santonico (GIULIANOVA) , Chimenti (Sambenedettese), quindi con 12 in tandem Mongardi (Spal) e Simonato (Sambenedettese) , mentre Ferrario ( Lucchese) si era fermato a quota 11 reti. In un campionato che vide retrocesse Messina, Trani e quel Potenza dove era entrato nella storia Luciano Masiero il portiere polesano.

LIVORNO/ GB FABBRI FA DI TESTA SUA E LA SQUADRA E’ QUINTA. LUI  TROVA L’ESONERO MA IL LIVORNO ( 73/74) SI SALVA A MALAPENA

 

 

Parla così la wiki-storia dell’Ardenza:<< Nella stagione 1971-72 il Livorno retrocesse di nuovo in serie C, ed entrò in una grave crisi finanziaria (culminata nel fallimento) che venne risolta con l'acquisizione della società da parte del petroliere Corasco Martelli, la cui presidenza segnò la storia del calcio labronico per un decennio. Fu comunque un periodo piuttosto avaro di soddisfazioni, con il Livorno che non riuscì a schiodarsi dalla serie C, nonostante potesse disporre prima di uno degli attaccanti più prolifici della sua storia, Bruno Graziani>>.  Per quanto riguarda GB c’è l’amarezza dell’esonero quand’era quinto in classifica. Ma il problema non era lui (vedi articolo del Guerin Sportivo) tant’è che il  Livorno poi si salvò a malapena, mentre vinse la Sambenedettese sul Rimini di bomber Asnicar, ex spallino
PIACENZA/ GB FABBRI E LA PROMOZIONE 74/75 IN SERIE C A SUON DI GOL. POI LA RETROCESSIONE DALLA B, MA GB E’ PORTATO IN TRIONFO LO STESSO
Dopo il ritorno in serie C i piacentini puntavano in alto. E allora il presidente Luigi Loschi e il ds Canevari si affidano a GB e al suo gioco all’olandese. E l’obiettivo è raggiunto alla grande, col Piacenza 74/75 che vince a suon di gol (Zanolla è capocannoniere con 20 reti). Era il Piacenza del polesano Patrizio Bonafè che tra l’altro proprio a Piacenza metterà su casa.
Poi in Serie B il Piacenza 75/76 vorrebbe restarci. E GB ci mette del suo per riuscire a centrare l’obiettivo ( vedi sempre articolo del Guerin Sportivo). GB conosce i suoi uomini, e conta su ‘uomini’ di sicura affidabilità. Così oltre a Bonafè c’è l’amico capitan Gigi Pasetti, Giorgio Gambin e Giovanni Asnicar, tutti ex spallini.
Purtroppo sul finire “le cose non vanno per il verso giusto e i biancorossi non riescono a salvarsi,  retrocedendo con una giornata d'anticipo a causa di un incredibile striscia di 5 sconfitte consecutive nelle ultime 5 gare.
Ma la stima della tifoseria verso GB e i suoi boys resta immutata, tant’è che all’ultima giornata, malgrado la retrocessione,  ‘festeggiano’ lo stesso il tecnico e la squadra,
E GB è ormai di interesse nazionale. Tant’è che lo chiama il presidente Farina per il suo Vicenza. 

L.R. VICENZA/ GB ENTRA NELLA “GRANDE STORIA DEL CALCIO” COL REAL VICENZA. SUBITO VITTORIA IN B (76/77), POI LO STREPITOSO 2° POSTO (77/78) e LA RETROCESSIONE ( 78/79)

 

 

Davvero ha fatto miracoli GB nella città ..ai piedi della Madonna di Monte Berico.
Innanzitutto ha stravinto subito il campionato di serie B. Era la squadra dei Galli, Lelj, Filippi, Faloppa, Salvi, Paolino Rossi, Donina, Cerilli, Carrrera, Marangon, Dolci, Prestanti, Verza, D’Aversa, Albanese, Briaschi. Li cito tutti perché hanno vinto e messo le basi per la successiva strepitoso stagione 77/78 in serie A.
Quella che i wikienciclopedici ricordano così:<< Degno di essere ricordato è il campionato 1977/78: la neopromossa squadra allenata da G.B. Fabbri, in campo con Galli, Lelj, Callioni, Guidetti, Prestanti, Carrera, Cerilli, Salvi, Rossi, Faloppa e Filippi, dopo una stagione entusiasmante, riuscì a classificarsi al secondo posto, dietro alla Juventus. Quella squadra, che grazie al suo gioco spumeggiante e particolarmente votato all'attacco si meritò l'appellativo di "Real Vicenza", era composta da molti buoni giocatori (Carrera, Salvi e Filippi su tutti) al servizio di un fuoriclasse in procinto di sbocciare: Paolo Rossi.
Ma il Lanerossi intanto aveva fatto storia, tanto che la squadra venne chiamata anche "Real Vicenza" oppure "La Nobile Provinciale". Esemplificativo il commento di uno dei più grandi giornalisti sportivi italiani di sempre, Gianni Brera: "Non avrei mai creduto che una squadra di provincia potesse giocare al calcio come giocò il Lanerossi Vicenza">>.
Una stagione strepitosa che gli valse , a GB, l’assegnazione del prestigioso riconoscimento del Seminatore d'Oro 77/78 come migliore allenatore italiano dell'anno.
Poi sappiamo tutti dell’esplosione di Pablito Rossi mundial, ma chi lo ha spostato dall’ala al centro dell’attacco è stato proprio GB che mi ha detto nel nostro walky talky a Ferrara:<< Rossi  è stato bravissimo da subito nell’interpretare il nuovo ruolo, perché Paolo da centravanti era specialista nel dare subito la palla ai compagni e poi andarsi a smarcare in zona gol  per finalizzare in rete i cross dei compagni>> .
Per Rossi capocannoniere coi suoi 24 gol è stata la consacrazione.  Poi però i suoi 15 gol nella stagione 78/79 non bastarono a salvare quel Vicenza di GB e del presidente Farina ( entrambi amanti della caccia ), che retrocesse come l’Atalanta ( assieme al Verona) per la peggior differenza reti rispetto al Bologna. Cosa è cambiato in quel Vicenza per passare dalle stelle alle stalle? Non ne abbiamo parlato con GB, ma in quell’anno Filippi era andato al Napoli. E di Filippi con GB abbiamo parlato del fatto che adesso allena il Thermal Ceccato. E GB mi ha raccontato qualcosa di Filippi giocatore (era in Argentina a caccia col presidente Giussi Farina quando si parlava delle quote di proprietà relative a Filippi, cioè 50% a …, 25% a.. e gli altri 25% a…). Come di quel Vicenza mi ha parlato anche il tajante Patrizio Bonafè che quell’anno ( chiamato dal Piacenza a Vicenza da GB per far parte del gruppo) di partite ne registrò 5 giocate. 
A questo punto però GB ha messo radici in Serie A. Così il Vicenza riparte in Serie B senza il suo ‘Paolino Rossi’ che va a Perugia mentre GB riparte da Ascoli, sempre nella massima serie.

ASCOLI/ GB FABBRI SUBITO UNA GRANDE STAGIONE (79/80, quinto posto) POI LA SUA PANCHINA RESISTE SOLO MEZZO CAMPIONATO
Ancora tanti gol, col tandem Bellotto – Anastasi, per la gioia dell’effervescente presidente Costantino Rozzi. Così GB regala subito ai bianconeri dell’Ascoli il loro miglior piazzamento della storia e una prestigiosa vittoria internazionale.
Come spiega peraltro così il wiki-sito:<< Ha disputato 16 stagioni in serie A e 15 in serie B.
Gli anni 1980 furono per l'Ascoli un vero e proprio periodo d'oro fin dall'inizio. Nel 1979-80 i bianconeri guidati da Giovan Battista Fabbri raggiunsero il miglior risultato di sempre piazzandosi al 5º posto e sfiorando la qualificazione in Coppa UEFA. Quell'anno il Milan, che si era classificato terzo, fu retrocesso per illecito sportivo, ma la classifica finale restò invariata.
A fine campionato l'Ascoli fu invitato in Canada per rappresentare il calcio italiano nel torneo The Red Leaf Cup, organizzato dalla federazione canadese per promuovere questo sport nel Nordamerica. I giocatori erano riluttanti a partecipare, e dopo una stagione piena di soddisfazioni avrebbero preferito andare in vacanza, ma Costantino Rozzi li motivò rimarcando il significato di un torneo del genere per gli emigrati italiani e per il nome dell'Ascoli nel mondo. Il torneo, cui parteciparono anche squadre del calibro di Botafogo, Nancy e Rangers, fu vinto proprio dalla formazione marchigiana.>>.
E il 22 giugno 1980, a Hamilton, in Canada, l’Ascoli vinse quel torneo prestigioso non fosse altro perché di caratura internazionale.
Per la cronaca e per la storia quell’Ascoli nell’Album Panini veniva proposto con questa formazione –tipo: Felice Pulici, Anzivino, Gasparini, scorsa, Boldini, quindi Scanziani, Adelio Moro, Perico, poi il trio d’attacco Bellotto, Pietro Anastasi, Torrisi.
Ovviamente è sempre difficile ripetersi, e GB l’ha già sperimentato a Vicenza. E così succede anche ad Ascoli, dove qualcosa non funziona a perfezione e la classifica reclama. Così è sempre l’allenatore che paga. Cioè GB che alla 13esima giornata deve cedere la panchina a Carlo Mazzone. E sarà una salvezza sofferta a quota 25, alla pari con Avellino, Udinese e Como (tutti salvi) mentre come terzultima retrocede il Brescia ( assieme a Perugia e Pistoiese) per la peggior differenza reti negli scontri diretti.
CESENA/ GB FABBRI  RITROVA LA SERIE A (81/82) COI ROMAGNOLI, PERO’ NEL GIRONE DI RITORNO GLI SUBENTRA LUCCHI

 

 

E’ matricola il Cesena e il presidente Edmeo Lugaresi e il ds Pier Luigi Cera si affidano a GB per la nuova avventura in serie A, stante l'abbandono di Bagnoli anche per motivi familiari.
E per la squadra di GB – spiega il wiki-sito - vengono acquistati ed inseriti tra i titolari il centravanti austriaco Walter Schachner, per il quale si parla di un ingaggio di 120 milioni di Lire, il centrocampista Verza e Storgato dalla Juventus, Roberto Filippi dall'Atalanta e Antonio Genzano.
Purtroppo per GB  la storia racconta che “ a metà stagione la squadra, pur avendo compiuto una impresa come la vittoria per 2-1 contro la capoclassifica Fiorentina, non si allontana dalle ultime posizioni in classifica, e dopo il pareggio casalingo contro il Como, Fabbri verrà licenziato e sostituito da Renato Lucchi, che raggiungerà la salvezza grazie ad un girone di ritorno con exploit quali le vittorie ad Udine e Roma, il pareggio al San Paolo di Napoli (dopo essere passati in vantaggio per 0-2), il pareggio casalingo con la Juventus e sonanti vittorie contro Bologna e Catanzaro (entrambe 4-1). La squadra impostata da Lucchi è comunque un osso duro per qualunque avversario, e difficilmente si rassegna alla sconfitta. Emblematico l'1-3 rimediato in casa dall'Inter, quando in svantaggio per 0-2 chiude gli avversari nella loro area di rigore>>.
Era comunque un Cesena che poi avrebbe tratto i frutti dal suo ottimo Settore Giovanile, visto che per ben due volte vinse il Campionato Nazionale Primavera nelle stagioni 1981-82 e 1985-86, la prima delle quali ottenuta con in panchina Arrigo Sacchi.
REGGIANA/ GB FABBRI SUBENTRA IN CORSA A ROMANO FOGLI E SFIORA SA SALVEZZA ( 82/83)

La stagione 82/83 vede GB fermo ai nastri di partenza, ma quando da Reggio Emilia lo chiamano il presidente Giovanni Vandelli e il ds Moreno Roggi per cercare una salvezza compromessa, allora GB corre subentrando a Romano Fogli dalla 20esima giornata.
GB ci prova, ma alla fine la Reggiana ( in rosa anche Walter Mazzarri e Andrea Carnevale) è quart’ultima e retrocede in serie C come Bologna, Foggia e Bari.
CATANIA/ PER GB UN ALTRO RIENTRO IN CORSA. MA LA RETROCESSIONE ( 83/84) ERA GIA’ PRATICAMENTE CERTA

 

 

Di nuovo una matricola che soffre nella massima serie. E così GB rientra in corsa, chiamato dal presidente Angelo Massimino a sostituire Giovanni Di Marzio dalla 13esima giornata.
Per una stagione che gli addetti ai lavori raccontano così:<< L'impatto con la Serie A sembra essere discreto: il Catania ottiene nelle prime quattro giornate due sconfitte (un 3-1 dall'Udinese, dopo essere passato in vantaggio nella prima frazione di gioco, e un 2-1 in casa del Milan, con il decisivo gol nel finale di Alberigo Evani) e due pareggi (0-0 contro il Torino e 1-1 contro la Sampdoria di un giovanissimo Roberto Mancini), alla quinta i rossazzurri si sbloccano e vincono in casa 2 a 0 contro il Pisa con una doppietta di Aldo Cantarutti, portandosi così a metà classifica. Sarà però l'unica vittoria in campionato, infatti arriveranno in seguito solo otto pareggi e diciassette sconfitte (pesantissimi il 5-0 a Firenze ed il 6-0 a Milano contro l'Inter). A causa di quella infausta stagione, il Catania detiene il record del minor punteggio in classifica nei campionati a sedici squadre nella massima serie (12 punti conquistati in trenta giornate)>>.
Insomma era un Catania dalla retrocessione annunciata e GB non poteva farci nulla. Tra l’altro nella retrocopertina del mio primo libro Polesine Gol c’era proprio la foto del portiere Sorrentino e del difensore Claudio Ranieri, ‘esterrefatti’ di fronte alla gioia del polesano Paolo Dal Fiume ‘eccezionalmente bomber per il suo Napoli.
CATANZARO/ GB FABBRI E BOMBER LORENZO PROTAGONISTI (84/85) DEL SALTO IN SERIE B;
Ormai GB è ‘uomo del Sud’, ci ha giocato tanti anni ed ha maturato esperienza come allenatore. Per questo il ds Giovanni Improta lo chiama alla corte del neo presidente Giuseppe Albano che vuole riportare il Catanzaro 84/85 in Serie B. E come andò  a finire? Ecco la certificazione catanzarese by wiki-sito:<<Il cambiamento arrivò con l'acquisizione del sodalizio giallorosso da parte di Pino Albano, che rivoluzionò tutto e mise la squadra nelle mani di G.B. Fabbri: fu un campionato vincente, il 1984-1985, che vide i giallorossi promossi con 45 punti (17 vittorie, 11 pari, 6 perse) a pari punti con il Palermo.
Le "Aquile" cominciarono bene vincendo le prime quattro gare e proseguirono sempre ad alti livelli, con le vittorie contro il Cosenza per 4-1 in dieci uomini, per 4-0 contro il Barletta, per 4-2 contro la Reggina, per 4-2 contro il Messina, e con l'ultima in casa per 4-0 contro l'Akragas, che consegnò la B con una giornata di anticipo. I giallorossi in quella stagione segnarono 54 le reti totali con Giuseppe Lorenzo che ne realizzò 18, risultando capocannoniere del girone, per essere poi venduto alla Sampdoria per la cifra di 4 miliardi. Da segnalare inoltre, la vittoria per 2-1 in Coppa Italia contro l'Udinese di Zico.>>

 

 

FOGGIA/ GB RESTA IN STAND BY, MA RITORNA IN CORSA A FOGGIA SUBENTRANDO A VICIANI (85/86, serie C1, 8° posto)
Due strade diverse, GB e Catanzaro, matricola in serie B che affida la panchina a Pietro Santin.  E GB resta in stand by, finché a Foggia, che in serie C1, girone B avevano puntato su Corrado Viciani, lo chiamano sulla panchina dello stadio ‘Pino Zaccheria’.
Sarà un buon finale di stagione (tra l’altro bomber Messina segnerà 14 reti) , ma il Foggia del presidente Antonio Lioce e di GB Fabbri si deve accontentare soltanto di un onorevole 8° posto, mentre le promosse saranno Messina e Taranto. E la Cavese del presidente Guerino Amato e di mister Liguori, si ritrova “declassata all’ultimo posto per delibera della CAF”.
BOLOGNA/ GB PARTE IN STAND BY (86/87) E RITORNA IN PISTA SOLO ALL 29^ AL POSTO DI GUERINI
Si può dire che per GB la stagione 86/87 sia stata tutta di riposo. Infatti la sua ‘straordinaria’ partecipazione al film del campionato avviene a poche giornate dal termine. Certo il presidente Luigi Corioni e il ds nello Governato hanno pensato a GB  chiamandolo sulla panchina del Bologna, in serie B, alla 29esima giornata.  Era ancora il tempo dei Pecci & Marocchi e Company.
Scrivono quelli del wiki-sito:<< Chiamato a sostituire Vincenzo Guerini salva la squadra con una serie di risultati di rilievo. Il suo contratto non fu rinnovato perché il Bologna aveva già messo sotto contratto il giovane allenatore Luigi Maifredi per l'anno successivo>>..
E per la storia e per il Bologna ci pensò Gigi Maifredi a conquistare coi rossoblù la massima serie.
SPAL/ GB E L’ONOREVOLE SESTO POSTO (87/88, C! ) in CASA FERRARA
Ci avevano provato negli anni precedenti gli allenatori Gaetano Salvemini, Giovanni Seghe doni, Giovanni Galeone, Ferruccio Mazzola, ma i biancazzurri sembravano essere ‘radicati’ in pianta stabile in C1. Quando nell’estate dell’86’ Rossatti ‘lascia’ resta in sella come presidente ‘in solitaria’ il geometra milanese Nicolini. E per la Spal 87/88 in C1 pensa a mister Giancarlo Cella.
Purtroppo , anche per colpa delle cessioni, mister Cella resiste fino alla nona partita con soli 8 punti.
Al suo punto viene chiamato GB Fabbri e la Spal risalirà fino ad essere terza a -3 dalle seconde. Poi ci sarà un calo e per la Spal di GB sarà solo sesto posto( settimo dopo spareggio col Prato per il posto in Coppa Italia).
Ma considerato ciò che mi ha raccontato GB nel nostro ‘walky talky ferrarese, ecco la conferma ufficiale by Malaguti/Piffanelli che scrivono così nel loro libro “La Storia della Spal”:<<  Viste le premesse di cella, il bilancio, nonostante il crollo finale, non è affatto malvagio. Ma la società non è d’accordo, e sfidando gli umori della piazza chiude con Fabbri, sostituendolo con Veneri. Gibì dirà che se gli avessero concessi i giocatori richiesti ( Bianchi, Mastalli e Bergossi) sarebbe stata la serie B. Con c’è controprova: in compenso, l’anno di Veneri si rivelerà quello dell’umiliante retrocessione in Serie C2>>.
Cosa aggiungere? Confermo che è ciò che mi ha detto GB, e perciò , a complemento, segnalo che nella ‘ridimensionata’ Spal 87/88 il dg era Cipollini e il dt Canevari.
E che i bomber della Spal di GB sono stati Paradiso (9 reti) e Valori ( con 8 reti).
VENEZIA MESTRE/ GB FABBRI E’ IL DT IN LAGUNA (88/89) E IL SUO PUPPILLO FILIPPI E’ L’ALLENATORE DEL TEAM DI ZAMPARINI
In laguna c’era stata la fusione. E con l’avvento di  Maurizio Zamparini e grazie all'integrazione delle due rose del Venezia e del Mestre, la squadra nella stagione 87/88 venne subito promossa in C1 e – scrive il wiki-people - nell'anno successivo ottiene una tranquilla salvezza che le permette di mantenere la categoria (Serie C1) gettando le basi per il prossimo e roseo futuro. Per il tandem tecnico Fabbri/Filippi sarà 9° posto capitalizzando le 9 reti segnate da bomber Solimeno.
Nascerà poi A:C Venezia Srl, e con questa denominazione parteciperà al nuovo campionato 88/89, ma con la panchina affidata a mister Antonio Pasinato.
SPAL/ GB VIENE CONTATTATO (89/90) DALLO STAFF DEL NEO PRESIDENTE RAVANI, MA SPERAVA NEL VENEZIA…

 

 

Recita il libro-bibbia di Malaguti/Piffanelli:<<Per la panchina, dopo un vano contatto con Gibì Fabbri che spera ancora di essere confermato a Venezia e declina l’invito, la scelta cade su Magistrelli: alla Virescit ha fatto ottime cose, e il suo biglietto da visita sembra convincente….>>
Poi quella Spal del neo presidente Albersano Ravani cercò anche la strada del nuovo ds Giusto Lodi, oltre che l’esonero di Luciano Magistrelli e l’arrivo di mister Nello Santin. Ma “tradite le illusioni d’estate”, per Ravani fu solo decimo posto.
SPAL/ GB FABBRI SUBENTRA A LOMBARDO ED E’ PROMOZIONE DALLA C” ALLA C1, PER LA NUOVA SPAL (90/91) DI DONIGAGLIA
Al mercato estivo di Mirafiori il ds Giusto Lodi chiama come tecnico l’amico siracusano Paolo Lombardo, primo nella storia della Spal a convertire la squadra a zona. Questo scrive il tandem Malaguti/Piffanelli sul già citato libro-bibbia. Poi ‘improvvisamente ma non troppo’ si concretizza il passaggio della maggioranza da Ravani a Donigaglia, che da numero one della Coop Costruttori di Argenta diventa ‘number one’ della Spal acquistando anche Massimo Albiero dal Como.
Certo fa buon lavoro mister Lombardo ma lo spogliatoio ( anche per i due allenamenti al giorno) è nervoso. Così , pur vincendo a Treviso nella prima di ritorno, mister Lombardo trova l’esonero a vantaggio di GB Fabbri, che essendo over 60, ha bisogno di Pasetti al fianco per ragioni di patentino. Se ne va anche il ds Lodi e , su consiglio di Paolo Borea (il doriano-ferrarese) arriva al suo posto il giovanissimo Giovanni Botteghi).
Tutto questo scrive il tandem Malaguti/Piffanelli, per una annata che fini in gloria col rigore trasformato da Massimo Albiero nello spareggio del 16 giugno 1991 a Verona. Cioè vittoria sulla Solbiatese per 1-0 a cinque minuti dal termine.
Una storia e una gioia che ha coinvolto quasi 10.000 tifosi biancazzurri per vedere al Bentegodi la Spal dei Mezzini e Brescia, dei Profumo e Mastrocinque, dei Labardi e Ghedini, ma anche dei campionissimi polesani Michele Paramatti e Massimo Albiero di cui ho raccontato la ‘loro storia’ nei miei tre libri Polesine Gol.
E vi assicuro che di quello spareggio e di quell’annata il tandem Albiero/Paramatti me ne hanno raccontate di ‘cose affettuose’, sfogliano la relativa fotogallery dei loro album.
Ma mi piace fare focus con le parole del tandem giornalistico di casa Spal , che nel loro libro La Storia della Spal e nel loro excursus su “una stagione a lieto fine quando sembrava compromessa” hanno onorato “Tutti i ‘moschettieri’ da Lombardo a Gibì’, sottotitolando così:<< Dalla zona alla ‘mista’, Torchia para-rigori, Labardi e Mezzini bomber, Servidei la rivelazione, Dal Prà la delusione>>.
SPAL/ GB FABBRI COMPLETA IL SOGNO (91/92, vittoria in C1) E ARRIVA LA SERIE B
E’ nel segno dei ventimila la stagione dl grande sogno biancazzurro. Si ferma a due passi dal cielo il Libro Story by Malaguti/Piffanelli, mentre la Spal matricola di GB Fabbri oltrepassa la porta d’entrata. Vincerà nel girone A il campionato di serie C1, prima a 47 punti, cioè +2 sul Monza che pure sale in Serie B.
Al fianco di GB non c’è più Gigi Pasetti ma Discepoli. E come bomber sono stati determinanti Zamuner ( 10) e Mezzzini (7), ma anche Labardi (6) e Brescia (5) e Lancini (4).
Per una stagione strepitosa che va al di là di una foto Spal 91/92 che mostra questi TOP 11: Torchia, Lancini, Mangoni, Servidei, Mezzini, Zamuner, Labardi, Brescia, Messersì, Bottazzi e Paramatti.
SPAL/ GB FABBRI E LA SUA ULTIMA STAGIONE DA ALLENATORE (92/93, in serie B)

 

 

E’ la Spal del presidente Giovanni Donigaglia, del ds Giovanni Botteghi, dell’allenatore Gian Cesare Discepoli con DT Giovan Battista Fabbri.
In tempi di Grande Fratello, il GB Fabbri mi ha raccontato storie d’altri tempi, come quelli della sua stagione 92/93 nel mondo del tanto amato CALCIO. Storie effervescenti come quelle di Nappi che con la sua ‘gran macchina’…, storie di progetti e programmi tecnici non attivati o attivati parzialmente.
GB mi ha parlato della sua convinzione/rimpianto di allora. Infatti è convinto che bastavano due/tre innesti mirati e quella Spal si sarebbe consolidata in serie B. E poi con altri due/tre innesti altrettanto mirati, magari …chissà… forse la serie A non sarebbe stata troppo lontana…
Ma restiamo alla storia e alla cronaca. E allora la storia racconta che in quella Spal dall’ottava giornata arrivò Rino Marchesi sulla panchina biancazzurra. Una stagione difficile tant’è che dalla 30esima c’è stato il ritorno del tandem Discepoli / GB Fabbri. Ma per poche giornate, perché quella Spal dalla 34esima giornata ( sic, su 36) restò col solo Discepoli sulla panchina.
Una scelta? Una rinuncia?. Sta di fatto che quella Spal 92/93 retrocesse in C1 come quart’ultima, a quota 31 e ad un solo punto dal Fidelis Andria.  Retrocessa peraltro come il Bologna, Taranto e Ternana. In una stagione vinta dalla reggiana, promossa in serie A assieme a Cremonese, Piacenza e Lecce.
Sempre per la storia mi piace indicare la TOP 11 ‘allargata’ di quella Spal 92/93 ( per l’ultima sua volta in Serie B) così come l’ha proposta dall’Album Panini. E cioè : Battara, Dall’Igna, Fiondella, Breda, Servidei, Mignani, Nappi, Brescia, Soda, Bottazzi, Ciocci, Papiri, Salvatori, Olivares.
Una cosa posso dirvi, perché quelle emozioni le ho vissute direttamente allo Stadio Mazza nella penultima gara interna allo Stadio Mazza: il cuore biancazzurro era ‘immenso’ e ha sostenuto la sua Spal sempre e comunque. Come ai bei tempi quando da giovane sono andato a vedere in bicicletta la Grande Spal in Serie A.

Finisce qui la GB FABBRI STORY , quella che da calciatore l’ha visto totalizzare complessivamente 61 presenze e 8 reti in Serie A e 140 presenze e 13 reti in Serie B.
Quella di GB FABBRI , da sempre dichiarato tifoso del Bologna, che ha giocato e allenato in 48 campionati ufficiali, dal 1945 al 1993.
E che si può dire abbia continuato ancora la sua attività di allenatore fino al 1999 con il Club Italia, la squadra federale dei Campioni del Mondo del 1982.
Insomma, considerando tutto, per la GB FABBRI STORY, in tutto sono 57 anni sul campo di gioco.
(Sergio Sottovia / www.polesinesport.it)

 

 

MA PER CAPIRE MEGLIO GB FABBRI ECCOVI DUE “ARTICOLI SPECIALI”
PRIMO “GB FABBRI BLOW UP” / (by Guerin Sportivo, dicembre 1977) /
<< Il sorprendente L.R. Vicenza di G.B. Fabbri è a ridosso delle prime,  il tecnico biancorosso "fotografa" la situazione e parla dell'emergente Paolo Rossi...

Fabbri: Confidenzialmente... G.B.
Ormai lo conoscono tutti, ma fino a poco tempo fa il Fabbri famoso era un altro. L'allenatore del Vicenza-rivelazione si confessa: magari con un pizzico di rancore verso chi non volle credergli fino in fondo: Mazza (Spal), Martelli (Livorno) e Loschi (Piacenza). Quello che manca per fare grande il Vicenza. Le doti degli attuali moschettieri.

VICENZA - Ha atteso per oltre vent'anni i primi riconoscimenti per il proprio operato, ed adesso si permette semplicemente di non fare complimenti. Gian Battista Fabbri, per una volta, si concede questo lusso; ne ha passate tante, nel corso della propria carriera di allenatore, e una volta tanto dice basta ai formalismi, c'è qualche episodio ancora da chiarire.

«Non mi dimentico certo la stagione di Livorno», ricorda Fabbri scuotendo il capo.
«La squadra era quinta in classifica, la gente tornava allo stadio, diciottomila paganti - in serie C - erano davvero tanti. Ma a Corasco Martelli, il presidente, non bastavano, così come non erano sufficienti nemmeno i punti in classifica. Una dome¬nica, poco prima di scendere in campo, mi viene consegnata una raccomandata personale; con gesto squisito i dirigenti m'informano sulla formazione da mandare in campo e rimproverano, paternamente, le mie ripetute disobbedienze. Dovete sapere infatti che ormai da tempo rifiutavo di consultarmi, per le decisioni di carattere tecnico, con il vertice societario, com¬posto a quel tempo da Mariotti e dal Martelli stesso. Cosa fare, a questo punto? Per l'ultima volta mandai in campo la "mia" formazione, e quindi pensai bene di toglie¬re il disturbo; l'avevo davvero fatta grossa, non c'è che dire...».

- L'anno successivo approdò a Piacenza, do¬ve ad una trionfale promozione in serie B fece subito seguito il ritorno fra i semiprofessionisti: come andarono esattamente le cose?
«Era, quello di allora, un Piacenza che girava a mille. Vincemmo il campionato segnando qualcosa come 69  reti (massimo di  tutti i tempi, n.d.r.) ma a luglio se ne andarono due pedine determinanti, Valentini e Zanolla. Il cannoniere, poi, venne ceduto proprio allo scadere delle liste, dimodoché - per la sua sostituzione - si rese necessario fare ricorso alle serie minori. Pretesi a tutti i costi l'acquisto di Jacovone - allora centravanti del Mantova - ma all'ultimo momento non se ne fece più nulla; in seguito seppi dai diri¬genti virgiliani che il voltafaccia dello staff piacentino venne giustificato dalle seguenti, testuali parole: "Fabbri si dovrà accontenta¬re di quello che gli vorremo dare"...».
- ...e così retrocedeste...
«Proprio cosi, ma fummo anche molto sfortunati. Il presidente Loschi, ad ogni buon conto, le tentò ugualmente tutte. Voleva fare il "professore", e per interposta persona cercò lui pure d'interferire nelle decisioni di carattere tecnico; il suo piccione viaggiatore era il fido Canevari, direttore sportivo del Piacenza».
-  La gente, in ogni caso, si schierò dalla sua parte.
«Esattamente. E quando l'Atalanta, nell'ultimo turno dì campionato, espugnò la Galleana condannandoci alla retrocessione, il sottoscritto venne portato in trionfo, quasi avesse colto la seconda, consecutiva promo¬zione ».
- A questo punto arrivò Farina con il contratto per il Lanerossi Vicenza.
«E per me fu la svolta decisiva. Farina è il miglior presidente con cui abbia mai potuto collaborare, migliore persino dì quel Paolo Mazza che alla Spai proprio non ne voleva sapere di calcio offensivista. Pensare che a Ferrara, in qualità di allenatore, avrei po¬tuto rimanere una vita. Chissà perché, con me in panchina, le vittorie arrivavano a grappoli».

-    Ritorniamo al Vicenza. Alla promozione della stagione scorsa sta facendo seguito l'attuale, promettentissimo avvio di campionato benché la formazione, per dieci undicesi¬mi, sia rimasta la stessa. Ci vuole dare un sintetico giudizio degli undici ragazzi in maglia biancorossa?
«Di Galli risalta in particolar modo la se¬rietà e la scrupolosità sul lavoro. Lelj è difensore capace di disimpegnarsi tanto sul tornante, quanto sulla punta. Marangon si distingue soprattutto per la vivacità e per la prontezza negli inserimenti. Guidetti è il mediano che ci è sempre mancato, gran tiro e forte personalità. Prestanti riluce per un'elevazione a mio giudizio senza pari. Le doti di Carrara sono doti d'istinto: abile palleggio e chiarissima visione di gioco. Cerilli è un sapiente miscuglio di brio e di tecnica pura. II vecchio Salvi ha il gran dono di far ruota¬re al meglio qualsiasi pallone. Paolo Rossi è un fuoriclasse straordinario. Faloppa il trascinatore della squadra. Filippi il gran combattente sempre pronto a soccorrere tutti».
-  I pezzi pregiati dell'estate scorsa sono giunti essenzialmente dalla serie cadetta. Se Farina le desse carta bianca e le dicesse di scegliere in B quattro rinforzi per la sua squadra, verso chi s'indirizzerebbe?
«Troppo bello per essere vero. Sceglierei comunque Felice Pulici come portiere, Fran¬cesco Scorsa come difensore, Giorgio Rogno¬ni come centrocampista e Flavio Zandoli come attaccante».
-  C'è qualche giocatore, tra quelli domandati a Farina, che si rammarica di non poter avere con sé?
«Diciamo Odorizzi, poderoso mediano della Samb. Per fortuna è arrivato Guidetti, e a questo punto Odorizzi costituirebbe un inutile lusso».
-  Quale asso straniero sarebbe particolarmente indicato ad inserirsi nel tipo di gioco da lei perseguito?
«Senz'altro  Simonsen, il  folletto  danese».
-Può chiarirci di chi fu effettivamente il merito dell'acquisto di Paolo Rossi?
«Esclusivamente di Farina. Quando il sottoscritto mise piede a Vicenza (giugno 77, n.d.r.) l'accordo per la comproprietà era già stato raggiunto. Mi limitai a congratularmi con il presidente per l'operazione, dal mo¬mento che di Rossi mi aveva parlato in ter¬mini entusiastici Capello, che proprio in quei giorni abbandonava la Juventus ».
- Come si regolerebbe se, malauguratamente, Paolo Rossi dovesse osservare un lungo periodo di riposo?
«Non toccherei niente. Inserirei Vincenzi, che è molto forte, e gli ingranaggi continuerebbero a girare come sempre ».
- Ha conosciuto, per averli avuti con se, giocatori che avrebbero meritato, calcisticamente parlando, maggior fortuna?
«Ne ricordo parecchi. Diciamo Bertuccioli, che fu uomo-squadra nel mio Giulianova, Ciccotelli, la cui notorietà non ne rispetta i meriti. Alessandrini, interno di punta del Piacenza, Vernisi, oggi scomparso in quarta serie (gioca nei Pineto, n.d.r.). Quanto detto a proposito di Ciccotelli va ripetuto per due altri miei ex allievi, e precisamente per Scanziani e per Valentini ».
- E' amico di qualche giornalista sportivo? E di chi in particolare?
«Due nomi soltanto: Lionello Bianchi, di Stadio, e Carlo Grandini del « Giornale » di Montanelli».
- A Piacenza l'aspettano ancora a braccia aperte, ma è un'attesa inutile, a questo punto.
«Nessuno può mai ipotecare il futuro. Per quanto mi riguarda a Piacenza tornerei anche volentieri, ma a certe condizioni, s'intende: che Loschi sia disposto a passare la mano a Bertuzzi».
Ma Gian Battista Fabbri, all'ombra del Palladio, dorme sonni tranquilli: la termocoperta, naturalmente, è Lanerossi... >>

 



SECONDO “GB FABBRI BLOW UP” / (by Marco Zavagli,  l’Unità , lunedì 22 marzo 2010) SPORT AMARCORD CON GIBI FABBRI / 50 ANNI DI CALCIO CON BRUSALERBA
<< A Ferrara un tributo all’allenatore che tra il campo e la panchina ha vissuto 48 campionati.
Tra gli ospiti anche Oscar Massei e Osvaldo Bagnoli. Il saluto di Paolo Rossi: «Mi ha creato»
Chi è GB Fabbri (84 anni) / Un maestro di altri tempi.
Da centrocampista una carriera tra serie A e B conclusa nel 1958 a Varese, dove cominciò ad allenare.
Il suo capolavoro da tecnico nel 1977-78 col secondo posto del neopromosso Lanerossi Vicenza di Pablito Rossi.
Ha guidato anche Piacenza, Ascoli, Cesena, Reggiana, Catania, Catanzaro, Foggia, Bologna, Venezia e Spal. Ha giocato e allenato in 48 campionati dal 1945 al 1993.

A Ferrara un omaggio a Gibì Fabbri, l’allenatore del calcio totale anni ‘80 che fece grande il Vicenza di Rossi, la Spal e l’Ascoli.Una lunga carriera e una sala piena di amici e colleghi di una vita nel calcio.

Inventò il calcio totale prima ancora del calcio totale. Non studiò in Olanda alla scuola di Cruijff. I suoi banchi erano la campagna durante la trebbiatura e i campetti parrocchiali di Poggetto di San Pietro in Casale, tra Ferrara e Bologna.
Quando,ancora un bambino, fuggiva dalla messa per correre dietro al pallone e sporcarsi il vestito della domenica. Poco importa se al ritorno si sarebbe meritato gli scupazòn della madre. Di lì a qualche anno si sarebbe guadagnato il nomignolo di Brusalerba, a forza di andare avanti e indietro sulla fascia. Quel soprannome lo accompagnerà per tanti anni. Da calciatore prima e da allenatore poi, dal 1945 al 1993. In tutto 57 anni sul campo di gioco.

GLI SPALLINATI
Lui è Giovan Battista Fabbri, in arte Gibì. Il maestro dell’arte di vincere divertendo. Chiedere dalle parti di Vicenza, Ascoli e Ferrara per credere. Proprio Ferrara, dove l’indimenticato Brusalerba è ancora ricordato per la doppia promozione dalla C2 alla B dei primi anni ‘90, ha voluto festeggiare i suoi 84 anni con una festa nel teatro della Sala Estense, organizzata dal gruppo di tifosi biancazzurri “Spallinati”. Un appuntamento cui non sono voluti mancare protagonisti del calcio dimezzo secolo. Da Oscar Massei, la stella che arrivò dall’Argentina alla Spal per la gioia degli occhi del presidentissimo Paolo Mazza negli anni ‘60, a Osvaldo Bagnoli, compagno di squadra di Gibì da cui ha imparato quel mestiere che gli fece vincere nel 1984 uno storico scudetto con il Verona. Nella galleria dei ricordi non è voluto mancare nemmeno Paolo Rossi, protagonista insieme a Gibì dell’incredibile secondo posto in serie A del neopromosso Lanerossi Vicenza nel ’78 (che valse all’uomo di Poggetto il prestigioso premio del Seminatore d’Oro come migliore allenatore italiano dell’anno). L’attaccante mundial non è potuto essere fisicamente presente, ma ha raggiunto telefonicamente il festeggiato, per ringraziarlo di «avermi creato e plasmato. È stato lui a cambiarmi ruolo. Allora ero una modesta ala Ebbe l’intuizione di spostarmi al centro dell’area avversaria. Credo che i risultati gli abbiano dato ragione. È un grandissimo del calcio, cui è mancata solo l’occasione di sedere sulla panchina di una grande squadra». Pablito dimentica però che dopo l’exploit del secondo posto, Farina, presidente del Milan, chiamò a Milano Gibì per allenare in rossonero. Ma le amicizie e le insistenze dell’ambiente trattennero Brusalerba a Vicenza. Quell’anno andò male e al termine del campionato venne esonerato. Ebbe modo di rifarsi con un’altra impresa storica, il quinto posto con l’Ascoli, ad oggi ancora il massimo risultato nel palmares dei marchigiani.

I RICORDI DI UNA VITA DI CALCIO
Tutti ricordi che Gibì, imbeccato sul palco dal giornalista Rai Filippo Vendemmiati e da filmati d’epoca, racconta con una nostalgia senza rimpianto, quella che solo chi ha avuto «la fortuna di essere pagato per quello che amavo fare» può vantare.
E la sua memoria lucidissima è quasi un affronto all’età. Davanti ai tifosi di sempre, che a tratti intonano ancora i cori di allora, richiama alla mente «quella deviazione di testa del difensore juventino che i giornali lessero come un autogol» oppure quel «primo tempo a favore di vento di cui non riuscimmo ad approfittare a Palermo». Erano gli anni ’50. In tanto tempo Gibì Fabbri si è sempre schernito dietro la definizione che dava del suo lavoro: «Un mestierante, che vuole far giocare bene anche chi non sa fare». Un mestierante, aggiungiamo noi, che è riuscito a insegnare un’arte, quella di vincere divertendo.>>.

 

 

 

EXTRATIME by SS/ La cover è di GB in tuta-winner del Vicenza. Poi è fotogallery sintetica, partendo da GB quarto in piedi da sx nel Messina 53/54 , quindi terzo in piedi da dx nella Spal 55/56 di Oscar Massei capitano in Serie A. Successivamente, e a scalare, la fotogallery propone l’altra faccia della GB Story. Cioè mentre premia Paolo Allegro, il polesano da Canaro capitano di Michele Paramatti negli Allievi. E poi con assieme alle Vecchie Glorie del Piacenza (in maglia blu), tra i quali Patrizio Bonafè. Lo stesso che è nella fila al centro, al fianco di GB Fabbri allenatore del Vicenza 1978, assieme a Pablito Rossi & company. Quindi proponiamo la relativa foto di GB Fabbri premiato col Seminatore d’Oro , al fianco del suo baffuto presidente Giussy Farina.
Poi un a sequenza tris delle squadre allenate da Gb. E cioè il Catania 83/84 in maglia blu (sponsor S7), quindi  il Catanzaro 84/85 in maglia rossa, infine la Spal 1991 nella caricatura winner tra il presidente Donigaglia a sx e appunto mr Gb Fabbri e col polesano Paramatti (terzo in piedi da dx). Dopo la foto di GB allenatore che urla in panchina, la fotogallery stacca sul GB del Terzo Millennio.  Col GB nella serata dei festeggiamenti del CENTENARIO delle Spal (1906/2006). Innanzitutto GB insieme a Tommasi e Oscar Massei (con la sciarpa al collo). Poi c’è la squadra biancazzurra di GB Fabbri e quella aragosta di Galeone. E Paramatti abbracciato a Sergio Pesci, il fotografo storico della Spal e per certi versi ‘mio fornitore ufficiale’ come lo è  Mauro Malaguti per la storia della Spal (perciò eccomi con lui e i giornalisti delle Redazione de Il Resto del Carlino di Ferrara, che ho visitato con l’amico Franco Rizzi da Castelmassa). Il clic è del direttore Corrado Piffanelli, poi in foto (nel classico gol dello zoppo) con GB Fabbri poco dopo la presentazione in Castello degli Estensi della “Festa per i 125 anni de Il Resto del Carlino).
Quindi nella sala della mostra, ecco GB con l’amico Giorgio Achilli, reporter new entry in casa Spal e altro mio fornitore ufficiale, senza il quale il sottoscritto (vedi penultima foto , al fianco di GB) non avrei fatto in modo ‘quasi completo’ questa storia e i miei tre libri Polesine Gol, sui 100 Personaggi del calcio polesano. L’ultima foto è un omaggio a GB, e mi associo ai suoi Allievi/campioni della Spal, a Labardi & Company, per portarlo in trionfo. Per quello che ha fatto in 50 anni di GB CALCIO STORY e per le confidenze nel walky talky tra Castello Estense e stadio Paolo Mazza –casa Spal.

P.S. ( datato 29.05.2015) / Con riferimento all'aggiornamento "Giulianova 1972/73 segnaliamo nel relativo poker di immagini certificative by Alfredo Paolone tutta la importanza che ha avuto GB Fabbri in casa giallorossa, partendo dai Mass Media fino alle storiche immagini di quel Giulianova 72/73 ( la prima in poker tra Tancredi, Curi, Alessandrini  e la seconda da mr tra i giallorossi in postre) oltre che l'affetto attuale con cui è stato festeggiato GB Fabbri nel giorno dell' Evento Inaugurazione datato 19 aprile 2014 (in trio con GB il primo a dx è NIcola Tribuiani).

Un effetto che GB si è meritato in the world tant'è che ho ricevute diverse altre mail 'al riguardo', compresa quella del livornese Stefano Conti dal Sud Africa e che ( previa telefionata con GB stesso) l'ho poi messo in contatto col GB perché lo conosceva fin dall'epoca di GB giocatore in Toscana e ...nella sua trattoria/ristorante.

 



Sergio Sottovia
www.polesinesport.it