Indimenticabile Don Ferdinando Frison per la Diocesi di Adria-Rovigo/ Gran Rettore del Seminario e del collegio “Angelo Custode”, assistente Fuci e prelato d’onore di Papa Paolo VI


Un sacerdote protagonista nella Diocesi di Adria e Rovigo, per tantissimi anni nel mondo dell’insegnamento: un Maestro per i suoi allievi, da quelli del Seminario vescovile a quelli del collegio “Angelo Custode” dove tanti studenti sono anche …ripartiti per diventare adulti. Magari facendo i ‘supplementari’ in estate , seguendolo sui monti e facendo i compiti a casa in summertime.
Giusto per prepararsi meglio alla nuova stagione agonistica, quella scolastica al Collegio “Angelo Custode” dove i ragazzi avevano la fortuna di poter essere seguiti da vicino  per una full immersion tanto necessaria quanto utile per gli …esami della vita.
Con Don Frison “Gran Rettore” della …barra a dritta per arrivare meglio in porto, agli esami di maturità studiando tanto per meritarsi il …massimo.

 

 

Perché questa premessa? Perché Don Frison l’ho conosciuto anch’io in questa sua veste, quando poco prima del Terzo Millennio iscrissi mio figlio al collegio “Angelo Custode” e da genitore ero coinvolto nel suo progetto…ancor prima di partire. Anche per questo voglio proporvi in Appendice News la “Lettera” che Valerio Laruccia, figlio di Antonio sindaco di Trecenta, ha inviato ai Mass Media anche on line e che dimostra quanto sia stato forte il ‘legame’ tra Don Frison e i suoi allievi dell’Angelo Custode.

In abbinata alla “Lettera” di Gino Furini ( A.Ge. Rovigo) sempre inviata ai mass Media e pubblicata ai primi di agosto.

Perché tutto questo discorso? Perché purtroppo Don Ferdinando Frison ci ha lasciato la settimana scorsa, cioè lunedì 27 luglio, spegnendosi all’Ospedale San Luca di Trecenta, nel pese dove l’orami 96enne sacerdote era arrivato con la sua famiglia dalla Bassa padovana.
Ma la vita pastorale di Don Frison, nato il 14 settembre 1919 a Torreglia da una famiglia di agricoltori, si è presto incanalata nel mondo dell’insegnamento , diventando protagonista nella Diocesi a Rovigo in particolar modo a partire da quel 19 settembre 1953 quando succedette a Fortunato Giavarini alla guida del Seminario vescovile, cui fece seguito anche la nomina ad assistente diocesano di quella Fuci che, come Federazione Universitari Cattolici Italiani, ha ‘formato’ tanti Personaggi che abbiamo poco dopo ritrovato nei ruoli chiave delle istituzioni polesane e nazionali.
Era il 27 settembre 1954 quando Don Frison nella Fuci succedette a Don Fausto Andretto,
ma sul sito www.acadriarovigo.it , facendo riferimento alla morte datata 14 maggio 1953 della nota adriese Agnese Simoni , profuga a Roma e ospite dell’ Azione Cattolica, si segnala che “al suo capezzale giunsero anche l’Assistente diocesano di Azione Cattolica Don Ferdinando Frison che tanto l’aveva accompagnata e apprezzata nell’attività diocesana e il suo Padre Parroco che celebrò l’Eucaristia nella sua stanza la mattina stessa dell’ Ascensione in cui si concluse la sua vita”.

Praticamente già allora , e poi con riferimento a Don Frison come Rettore del Seminario vescovile, sono stati in tanti che  hanno beneficiato dei suoi insegnamenti pastorali e didattici, quando ancora il ‘vecchio’ seminario era di fronte alla ‘Curia’ prima di spostarsi nel ‘nuovo’ Seminario di Via Tre Martiri, la così detta Cittadella odierna dell’Ospedale Civile.

Certo noi restiamo sintetici, ma…sono stati tanti gli anni passati da Don Frison al servizio della Diocesi, come ha giustamente ricordato il vescovo Lucio Soravito de Franceschi nella mattinata delle esequie solenni celebrate giovedì 30 luglio nel Duomo di Rovigo.
A cui ovviamente erano presenti anche il neo sindaco Massimo Bergamin, tanti rappresentanti istituzionali e religiosi, ma soprattutto tanti suoi allievi dell’Angelo Custode, un nome peraltro congeniale al sempre sorridente don Frison , altresì autorevole ‘maestro di vita’ al fianco dei suoi studenti.
Per tanti anni lì al Collegio dell’Angelo Custode , una location speciale visto che negli anni ’70 ci giocava anche una squadra di calcio su quel campetto ‘stretto e con la colonna addirittura dentro il campo’.
Insomma , passa il tempo per tutti e adesso sono in tanti a piangere Don Frison , indomito nell’insegnamento, tanto da mal digerire il passaggio del ‘timone di comando‘ deciso dalla Diocesi in favore di un nuovo Rettore del Collegio “Angelo Custode” ; peraltro un ‘laico’ e in occasione del passaggio del trasferimento dello stesso collegio nella sede del ‘Sacro Cuore’, per le nuove esigenze sia strutturali che didattiche.
Ecco perché, anche noi di www.polesinesport.it dovevamo ‘ricordare’ la straordinaria figura di Don Ferdinando Frison, e non solo perché è stato anche cappellano del Papa e prelato d’onore di Paolo VI.; praticamente un rodigino d’adozione visto che era nato nella Bassa padovana e che ormai viveva a Trecenta in Altopolesine, ma che tra Seminario e Collegio ho sempre frequentato da protagonista il capoluogo polesano.

 

 

PRIMA APPENDICE NEWS ( di Valerio Laruccia , 29 luglio 2015) / LETTERA DI UN ALLIEVO DEL COLLEGIO “ANGELO CUSTODE A DON FERDINANDO FRISON / “UN PRETE, UN INSEGNANTE, UN AMICO”

Sono un ex allievo del liceo linguistico “Angelo Custode” di Rovigo, ho conosciuto monsignor Ferdinando nel lontano 1997, all’epoca monsignor Frison era preside del liceo e mi accolse con estrema fiducia. Da lì in poi ho maturato buoni risultati grazie ai suoi insegnamenti, non solo di studio ma soprattutto di umanità, riusciva a rendere speciale gli ambienti della scuola con continue iniziative per i giovani, gite, gemellaggi, attività sportive mettendo insieme studenti, genitori e insegnanti come se non fosse una fredda scuola ma una famiglia dove i rapporti erano morbidi, elastici ma allo stesso tempo efficaci anziché freddi e militaristi.

Monsignor Frison era veramente un punto di riferimento per tutti, non un prete, non un preside, non un insegnante bensì un amico, un familiare capace di ascoltare e consigliare nei momenti di bisogno ma soprattutto di proteggere tutte le persone che gli stavano accanto.
Quei quattro anni di liceo fino al diploma, mi sono serviti per crescere e maturare accanto a lui e grazie a lui, è stata una persona che stava vicino alle esigenze di tutti senza essere mai stanco di aiutare il prossimo.
E’ stato uno spirito che andava al di là del comune che si distingueva per valori così importanti nella vita, a mio avviso di questi tempi molto dimenticati, valori come l’ onestà, il rispetto verso il prossimo e verso se stessi, la sincerità, l’ amore per la vita e la profondità nel viverla in tutti i suoi aspetti.
E’ stata una persona che non scorderò mai.

Ho seguito monsignor Frison anche dopo la pensione, andandolo a trovare spesso nella sua casetta di via Bernini 41, ho fatto lunghe chiacchierate con lui parlando della vita, dei problemi, delle paure, dei dubbi, dell’amore, del lavoro, di qualsiasi cosa, arricchendomi di qualcosa in più, ogni volta.
E chi si dimentica, poi tutte le volte che lo accompagnavo sui suoi amati colli, passando dalla chiesa di Monselice dove anche lui usava andarsi a confessare da un frate, e poi via verso Boccon di Vò, posti che amava perché nato nella famosa Toregglia (Pd), al ristorante i Quattro Venti, sempre lì, famoso perché amava i bigoli con il ragù di cinghiale e il salame ai ferri, senza farsi mancare un bel bicchiere di vino del posto. Che bei tempi, sembrava di stare in compagnia con un coetaneo ma ci separavano quasi sessant’anni, eppure vicino a lui mi sono sempre sentito a casa con la mia famiglia.

Scrivo questa lettera perché so che in tanti che la leggeranno, si ritroveranno negli stessi sentimenti che io ho provato per lui.
Nei giornali sono state scritte tutte le cariche che ha ricoperto, i premi e gli obiettivi conseguiti, i libri scritti, etc. Ma per come lo ricordo è sempre stata una persona che non dava per niente importanza a tutte queste cose, è stato sempre umile e semplice, così normale da essere eccezionale, speciale.

 

 

Verso la fine della sua strada era stato ricoverato alla casa di riposo di Trecenta, l’ ho seguito anche lì, dove stava molto bene, seguito con amore ed attenzione. Mi ricordo che un Natale andando a fargli visita per gli auguri, abbracciandolo gli chiesi se lì si mangiasse bene come in quel ristorante dei colli dove andavamo sempre, “I quattro Venti”, e lui fece una smorfia, rispondendomi “Valerio… qui? Ci fosse almeno il vino…”.
Poi una preghiera, insieme.
Il fatto di sapere che comunque c’era, anche se la vecchiaia si stava facendo sentire, mi bastava.

Alla fine, bastava anche solo stare in silenzio, vicino al suo letto guardarsi ogni tanto, sorridere e sapere che si era lì ancora insieme. Questo, sembrava essere proprio il significato della vita, un percorso bellissimo, indimenticabile e profondo condiviso da un bene reciproco come tra un padre e un figlio, un’avventura straordinaria che mi porterò dentro per sempre.

Caro monsignore ti verrò a trovare anche ora che non ci sei più, perché so dove trovarti, dentro di me.
Ciao grande! Con immenso affetto,  Valerio Laruccia >>



SECONDA APPENDICE NEWS ( di Gino Furini – A.Ge.Rovigo, 04 agosto 2015) / MONSIGNOR FRISON: INDIMENTICABILE EDUCATORE
La sorte normale della vita, il Padre ha chiamato a se anche un uomo come mons. Ferdinando Frison. Indimenticabile educatore, persona squisita, formatore di tante generazioni.
Lo ricordo i primi giorni del gennaio 1966, qaundo per venire a trovare due famiglie di due seminaristi di Stienta, le famiglie Lupato e Caberletti nelle quali  a causa di un brutto incidente, perse la vita un ragazzo di 28 anni, allora presidente dei giovani di Azione Cattolica di Stienta, Franco Caberletti sposato di Laura Lupato, allora da pochi giorni diventati genitori di una bellissima bambina Maistella, sorella del Seminarista Lamberto Lupato, che diverrà successivamente Medico.
Un viaggio che doveva essere di solidarietà, di stima e amicizia, invece a causa del ghiaccio, la macchina sulla qaule viaggiava mons. Frison assieme ai due seminaristi Lamberto Lupato e Giordano caberletti ( attuale Pubblico ministero presso la Sacra Rota, sulla strada di Frassinelle-Stienta, in una semicurva, si trasformò in disgrazia, scivolò in un fossato.
Soccorsi dai passanti i quattro malcapitati, compreso l’autista del Seminario che guidava la vettura, e dai mezzi di soccorso di allora, mons. Frison fu quello che ebbe da subito la sorte peggiore, mentre i seminaristi e l’autista se la cavarono con qualche escoriazione.
Difatti l’imperfezione di una gamba de la portò per tutta la vita.
Da quella data per me si rafforzò sempre di più l’amicizia e il legame socio culturale che la vita ci ha portato a vivere a fianco.
Da uomo di grande statura educativa, negli anni ’70, da Direttore del Collegio Angelo Custode, non esitò a responsabilizzarci come genitori nella scuola.
Nel 1974 con introduzione degli organi collegiali nella scuola, organismi in cui la scuola veniva aperta alla famiglia, quindi ai genitori che si mettevano n lista per fare i rappresentanti di classe, membri dei distretti scolastici territoriali e provinciali, un’era di grande trasformazione  interesse culturale.
Allora, 1974, io ero da poco sposato e diventato genitore di un bambino di 3 anni, assieme ad altri genitori con figli sicuramente più grandi del mio, fondammo l’A.Ge. ( Associazione italiana genitori) impegnati nella scuola.
Ricordo il primo presidente A.Ge. Franco Previato.
Con Previato, andando avanti, si rafforzò il gruppo con Quinto Cominato, Giuseppe Amato, Prof. Eduardo Terrana ( che furono presidenti A.Ge. prima del sottoscritto), il prof. Mario Pasqualini, Gianni Agnani e Ivano Strenghetto, Ennio Raimondi, Ilario Bellinazzi (passati poi nelle liste dei docenti con altri incarichi)., e altri genitori passati con dignità alla storia.
Grande interprete del ruolo Genitoriale nella scuola, fu il periodo che mons. Frison volle presidente del consiglio scolastico provinciale Antonio Zanforlin, prima che diventasse onorevole e vice presidente nazionale della Fism, ruolo che ricoprì con grandi capacità.
Ancor oggi vigila e collabora con lo scrivente e altri in A.Ge.
A mons. Ferdinando Frison la riconoscenza morale, civile e cristiana che un’associazione laica di genitori può dare virtualmente a un grande educatore che la storia polesana ha avuto e che spero non dimentichi.


EXTRATIME by SS/ La cover è per Don Ferdinando Frison , che poi , dopo il crop che lo certifica Assistente Diocesano della Azione Cattolica, riproponiamo nel ‘santino’ che ne certifica la sua vita vissuta tra ‘alfa e omega’ , vestito da prete con la faccia da …Angelo Custode.

Sergio Sottovia
www.polesinesport.it