Jury Chechi “gran signore degli anelli”/ E in Polesine tra Panathlon di Adria & Rovigo e studenti Liceo Paleocapa


23/06/2011  

Tout court “ METTI UNA SERA A CENA CON JURY CHECHI”, written by Raffaello Franco. Perciò , signori , eccovi il suo flash & blow up, corredato dalle foto-documento di Vittorino Gasparetto, altro titolare di cattedra universitaria su questo sito (basata sulla fotosintesi clorofilliana) e corredato dall’Albo d’Oro del “Campionissimo Jury Chechi”..
<< Inizia a raccontare e non si ferma più, Jury Chechi. «Ora basta, stavolta lascio sul serio, avevo un conto in sospeso con le Olimpiadi dopo Barcellona e Sydney, ora sto a posto. Sono appagato, sereno. Non volevo fare la figura dell'atleta patetico che a 34 anni non sa stare lontano dalla palestra, che vive solo di quello. Era un azzardo, ma nella vita bisogna confrontarsi con i rischi e con le strade in salita. Ho deciso di tornare un anno fa, prima dei mondiali. Nella scelta ha influito anche la malattia di mio padre. Un giorno era sedato, stavo accanto a lui in ospedale. Gli ho detto: se guarisci io torno a gareggiare. Non è retorica, è la verità. E' guarito. Glielo dovevo. Eccomi sul podio, dopo un anno infernale: il dolore al braccio che era insopportabile, i tanti acciacchi fisici per la mia età, l'impossibilità di reggere i carichi degli allenamenti di una volta. Ho passato tante ore ad allenarmi, calibrando tutto, cercando di non strafare, di non rompermi definitivamente. Mi sono spaccato di fatica che mi viene da piangere a pensarci, ma ne è valsa la pena. Avevo tutto da perdere, poteva essere un gigantesco flop. Ma a me non mi piacciono i calcoli. Sapevo di poter competere ad alto livello, ancora una volta. Parlo come atleta che a 34 anni sa cosa può andare ancora. Mi dicevo: Atene e poi basta. Per sfida, non per la gloria e nemmeno per i soldi. Sono sempre arrivati dopo le prestazioni e i risultati che ho conquistato, mai prima».

 

 

Così si esprimeva Jury Chechi il “Grande”, in un’intervista rilasciata al quotidiano La Repubblica subito dopo aver vinto il bronzo alle Olimpiadi di Atene. L’ultimo prestigiosissimo titolo conquistato in una carriera straordinaria che è già storia della ginnastica italiana. Arrivato sul podio da portabandiera dell'Italia seppe tirar fuori il campione che è sempre stato. Anche a 34 anni, dopo due infortuni devastanti che avrebbero condizionato la carriera di chiunque altro atleta. Il “Signore degli Anelli” era tornato per sé ma anche per far sognare una Nazione, un sogno di bronzo conquistato nella terra dove i Giochi Olimpici avevano la propria culla e dove nell’antichità si tingevano di ritualità e spiritualità tanto da riuscire a fermare pure le guerre, creando un cuscinetto di “Tregua Olimpica” che in altre epoche l’uomo moderno non riuscì a ricreare nel corso dei due grandi conflitti mondiali che devastarono e sconvolsero il Mondo.

 

 

Se ben ricordate poi quel bronzo, oggi riconosciuto come straordinario, avrebbe potuto essere di metallo ben più prezioso se non fosse stato per un verdetto scandaloso e sfacciatamente casalingo che assegnò al greco Dimosthenis Tampakos un oro immeritato. Fu proprio lo stesso arrabbiato Chechi, sempre in quell’intervista, ad affermare che:«il podio doveva essere: Bulgaria, Italia e Giappone. Lo dicono i giudici, non io. Non recrimino per l'argento, non ha senso. Non cambieranno il risultato, non voglio nemmeno passare per polemico proprio oggi. Forse erano in malafede, forse no, i giudici contestati sono all'ordine del giorno nella ginnastica. Stavolta però hanno esagerato. E bisogna dirlo, per la giustizia delle cose». Come sempre accade è la storia poi a fare giustizia e basta confrontare i risultati ottenuti in carriera da Chechi e raffrontarli con quelli di Tampakos per capire chi davvero sia stato il più forte tra i due. La controprova si ha poi nel fatto che oggi, a distanza di sette anni, siamo ancora qui a celebrare le imprese di Yuri Chechi da Prato mentre del povero Dimosthenis Tampakos dall’Ellade non si ricorda quasi più nessuno, forse a malapena in Grecia, se non trovare su Wikipedia qualche breve cenno sul suo conto ed un sito internet ufficiale fatto ad uso e consumo del popolo greco considerato il fatto che le pagine sono redatte quasi esclusivamente in quella lingua ai più sconosciuta!

 

 

Per Chechi la storia è andata diversamente. Lui è ancora li presente nel cuore degli sportivi perché lui è molto di più di un ex ginnasta e di un ex campione. Jury è una persona che alla fine di una straordinaria carriera ricca di successi ottenuti al prezzo di immani sacrifici ha saputo scendere dal “piedistallo” per tornare nel mondo e vivere una vita “normale” e questo lo si è ben capito anche nella serata dal tema “Scuola, Sport e Famiglia” organizzata congiuntamente, lo scorso 7 giugno, dai Panathlon Club di Adria e Rovigo (grazie anche al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, del CONI Provinciale, dell’Assessorato allo Sport della Provincia, dell’Ufficio Scolastico Territoriale e che ha ottenuto inoltre il Patrocinio della Regione Veneto e della Provincia di Rovigo) presso l’Hotel Ristorante “Stella d’Italia” dell’antica cittadina polesana d’origine Etrusca, serata alla quale il “Signore degli Anelli” ha partecipato come ospite d’onore accompagnato dall’amico Carlo Annese, nobile penna della “Gazzetta”, il quale a caldo subito dopo la conquista del bronzo ateniese scrisse il libro “Semplicemente Jury”, biografia ufficiale dedicata alla vita ed alla carriera del grande ginnasta nato a Prato l’11 Ottobre 1969.

 

 

Com’era facilmente prevedibile la sala riservata alla conviviale era gremita di panathleti soci dei due sodalizi polesani ed arricchita dalla presenza di numerosi altri illustri ospiti gravitanti nel mondo del panathlon, autorità civili come i due neoeletti primi cittadini di Adria e Rovigo, Barbujani e Piva e molti giornalisti delle testate locali.
L’ex ginnasta pratese era sbarcato in Polesine anche con un secondo fine come quello di incontrare l’indomani, presso l’Auditorium del Liceo Scientifico “Paleocapa” di Rovigo, gli studenti delle Scuole Superiori che per un giorno hanno avuto così l’occasione di seguire una lezione ben diversa da quelle alle quali sono generalmente abituati, una lezione tenuta da uno sportivo d’altissimo livello il quale, grazie alla passione ed al sacrificio, ha saputo raggiungere risultati formidabili nello sport, risultati che hanno contribuito ad arricchire lo sportivo e, soprattutto, l’uomo Jury Chechi.

 

 

Tutto questo lo si è ben potuto apprezzare anche nel corso dell’incontro con i panathleti: il campione olimpico, nel dibattito proposto in stile intervista dal giornalista e scrittore Annese, è tornato tra i comuni mortali mettendo a nudo più l’uomo che l’ex atleta, capace anche di scherzare simpaticamente con il “colpo della strega” che l’aveva colpito prima del suo arrivo ad Adria. Una persona “comune” con tutte le sue speranze e le sue debolezze. Non quindi un “superuomo” di dannunziana memoria ma un uomo fatto di carne ed ossa, capace di soffrire e reagire anche nelle avversità: il calvario dei gravissimi infortuni subiti in carriera e la conseguente lunga riabilitazione post operatoria per poter tornare ad essere quello che era prima con l’obiettivo di conquistare un’altra medaglia da un’altra Olimpiade prima di chiudere con l’attività agonistica:«Ad Atene – ha affermato Chechi – ho finito come volevo e questo mi aiuta a vivere serenamente la vita “post atleta”. Ho fatto una vita eccezionale e riuscire a tornare nella normalità della vita mi piace». Questo lo Jury pensiero, il pensiero di un ex atleta ma non ex sportivo che lo fa vivere in pace con se stesso. Lo sport è comunque scritto nel suo DNA.

 

 

Oggi la bicicletta (sua grande passione ma nella quale non riesce ancora a trovare grandi risultati, almeno dichiara divertito, n.d.r.) e l’attività di Agriturismo impiantata nelle Marche dove produce vino ed olio gestendo una struttura resort di livello, riempiono le giornate del grande ginnasta che non si scorda comunque mai del grande amore della sua vita insegnando ginnastica ai bambini ed aiutandoli a coltivare un sogno come quello che riuscì a realizzare lui. Aveva solo 9 anni quel bambino dai capelli rossi quando scrisse, in un tema dato a scuola dal titolo “Cosa vorresti fare da grande”, che avrebbe voluto fare il campione delle Olimpiadi e ne aveva appena 14 quando decise di lasciare la sua famiglia per trasferirsi a Varese presso il Centro Federale diretto da Bruno Franceschetti, perché Prato era diventata troppo piccola e limitata per permettergli di realizzare il suo sogno. A Varese il nostro Jury Chechi imparò a vivere secondo le regole, regole dettate dalla rigidità del collegio arcivescovile nel quale risiedeva e che lo aiutarono però ad impostare tutto il suo futuro. Tutte componenti che fanno parte dei sacrifici che è necessario accettare per poter arrivare all’obiettivo che si era imposto:«Per fare una cosa – ha raccontato ai panathleti che lo seguivano con attenzione – devi farla fatta bene e sai che ti devi sacrificare.

 

 

Sai che arriveranno momenti difficili - riferendosi ai due gravi infortuni che condizionarono la sua carriera - ma se sei animato dalla passione passa meglio e allora sei disposto anche a fare nove giorni di digiuno completo per poter essere il più leggero possibile e poter affrontare la gara con più serenità sapendo che sentirai meno dolore durante l’esecuzione del tuo esercizio».
Così, sempre imbeccato dalle domande dell’amico Annese, i panathleti hanno conosciuto tutte le sfaccettature di Jury Chechi, un uomo simpatico semplice e disponibile che si emoziona ancora nel pensare alle indescrivibili sensazioni provate durante l’esecuzione dell’inno nazionale sul podio olimpico, un’esperienza unica che:«Ti fa sentire invincibile….addirittura più alto», ha detto scherzando sulla sua statura.

 

 

E poi il ricordo di tanti simpatici aneddoti: dall’allenamento con la Juventus dell’amico Del Piero ancora condotta da Marcello Lippi, ricordando le enormi differenze che si riscontrano tra un calciatore e un ginnasta:«A parte che vai a fare l’allenamento in Ferrari, l’altra differenza sta nel fatto che io mi allenavo sette  ore al giorno in palestra; alla Juve invece un’ora e un quarto di lavoro e quindici minuti di breafing», all’udienza da Papa Woitila con la delegazione di tutti i grandi sportivi italiani accompagnati da Candido Cannavò in occasione della presentazione di un Giro d’Italia:«Quando Cannavò mi presentò al Pontefice, il buon Woitila sorridendo mi disse: “io ti conosco” ed io con spontaneità rasserenato dal bel sorriso di quel grande Papa gli risposi tranquillo:”ma anch’io conosco te!” lasciando Candido molto imbarazzato e senza parole ma accendendo sul volto del Papa, già un po’ sofferente per la malattia, un sorriso compiaciuto e sereno» e per concludere nella consueta schiettezza riconosciuta alle genti toscane che gli hanno fatto affermare che:«Io sono quello che sono ed essere un esempio per gli altri, soprattutto per i più piccoli, è una grande responsabilità. Lo sport è una grande opportunità per tutti e mi piace raccontare la storia di un bambino che grazie allo sport ha coronato un sogno».

 

 

Un bambino dai capelli rossi che grazie alle sue evoluzioni è diventato “Il Signore degli Anelli” facendo così sognare un’intera Nazione. E pensare che nel bel mezzo della sua sfolgorante carriera subì un trauma notevole che avrebbe potuto fermarlo per sempre come la rottura del tendine d'Achille, tendine spaccatosi nel 1992 giusto un mese prima dell’inizio delle Olimpiadi di Barcellona. A quelle olimpiadi partecipò comunque in veste di commentatore e quattro anni dopo, ristabilitosi, tornò vincitore grazie anche alla sua immensa forza di volontà.  Ma il debito con la sfortuna non era ancora stato saldato del tutto e così un brutto infortunio al braccio gli impedì di partecipare alle Olimpiadi di Sydney 2000 mettendone in dubbio definitivamente l’intera carriera. Uno sconsolato Jury all’epoca dichiarò: «Dovrò abbandonare non per mia scelta. Il problema fisico c'è e poi non ho più l'età per rimettermi in gioco e soprattutto mi mancano le motivazioni. Ma non per questo voglio sentirmi una vittima. Sono un atleta fortunato che ha raggiunto gli obiettivi prefissati, coronando il suo sogno di sportivo. Per questo voglio che tutti mi ricordino sorridente ad Atlanta, con l'oro al collo e non infortunato e triste». Ma il vecchio leone ferito non aveva ancora davvero finito di ruggire e, come detto, fortunatamente la sua favola ebbe poi un finale diverso, un finale scritto a caratteri d’oro sul libro dello sport italiano. Un capitolo che ancora oggi ci fa emozionare. ( written by Raffaello Franco).

 

 

APPENDICE / Albo d’oro di un Campionissimo – JURY CHECHI
CAMPIONATI ITALIANI ASSOLUTI
•    1° Concorso generale nel 1989 - 1990 - 1991 - 1992 - 1993 - 1995
•    1° Campionato italiano a squadre 1994 (Panaro Modena)
 GIOCHI DEL MEDITERRANEO
•    Latakia 1987
•    1°Concorso a squadre
•    1° Volteggio
•    2° Concorso generale
•    2° Anelli
•    Atene 1989
•    1° Concorso a squadre
•    1° Concorso generale, corpo libero, cavallo con maniglie, anelli, parallele
•    Nantes 1993
•    1° Concorso generale
•    1° Concorso a squadre, cavallo con maniglie, anelli
•    2° Parallele
•    Bari 1997
•    1° Anelli

 

 

 UNIVERSIADI
•    Buffalo 1993
•    1° Concorso a squadre
•    1° Anelli
•    2° Concorso generale
•    Catania 1997
•    1° Anelli
COPPA EUROPA
•    Firenze 1988
•    1° Anelli
•    3° Corpo libero - parallele
•    Bruxelles 1991
•    1° Concorso generale anelli - sbarra
•    Roma 1995
•    3° Concorso generale anelli - sbarra
•    1° Anelli
 CAMPIONATI EUROPEI
•    Losanna 1990
•    1° Anelli
•    3° Concorso generale
•    Budapest 1992
•    1° Anelli
•    3° Corpo libero
•    Praga 1994
•    1° Anelli
•    Copenaghen 1996
•    1° Anelli

 

 

 COPPA DEL MONDO
•    Bruxelles 1990
•    3° Corpo libero
 CAMPIONATI MONDIALI
•    Stoccarda 1989
•    3° Anelli
•    Indianapolis 1991
•    3° Anelli
•    Birmingham 1993
•    1° Anelli
•    Brisbane 1994
•    1° Anelli
•    Sabae 1995
•    1° Anelli
•    San Juan 1996
•    1° Anelli
•    Losanna 1997
•    1° Anelli
 OLIMPIADI
•    Seoul 1988
•    6° Anelli
•    Atlanta 1996
•    1° Anelli
•    Atene 2004
•    3° Anelli
 TORNEI INTERNAZIONALI
•    1° Concorso generale Gran Prix Roma 1987 - 1989 - 1991 - 1994 - 1997
•    1° Concorso generale Gran Prix Birmingham 1993
•    1° Concorso generale Gran Prix Toronto 1993
•    1° Internazionali di Chiasso 1990
•    1° Internazionali d'Ungheria 1990
•    1° Internazionali di Stoccarda 1993
•    1° Memorial Blume Barcellona 1995
•    2° Memorial Blume Barcellona 1990
•    2° Memorial Blume Tokio 1990
•    1° Internazionali di Francia 1996

 



EXTRATIME by SS/ Jury Chechi in Polesine, anzi Jury Chechi & il Polesine, visto che si è trattato di un ritorno in quanto il “Signore degli Anelli “ era già venuto by gancio Beppe Osti allora presidente Coni. Ripeto Jury Chechi & il Polesine visto che questa visita di giugno 2011 è stata un kit che l’ha visto ospite prime all’intercolo Panathlon Adria & Rovigo e poi la mattina successiva al Liceo Scientifico Paleocapa di Rovigo, sempre sotto l’egida del Panathlon Club Rovigo del presidente Anna Paola Nezzo e del Panathlon Club Adria del presidente Alberto Doni. Di questa seconda partecipazione by Jury Chechi nel mondo della scuola tra gli studenti del Paleocapa bisognerebbe ‘sentire’ le emozioni e il pensiero dei diretti interessati, dalla preside Maria Grazia Faganello agli insegnanti Piero ‘tennisman’ Ambretti & Company e ancor più degli studenti. Certo potrei fare alcuni ‘copia incolla’ di quanto scritto dai giornali locali, ma …non sarebbe la stessa cosa. Perciò limitiamoci a replicarne i titoli e gli incipit. Da quello de Il Gazzettino.it (venerdì 10 giugno 2011) dall’incipit “Il Signore degli anelli e i mastini della…” e con questa apertura  “ROVIGO. (R.R.) Ad ascoltare Juri Chechi c'erano anche Tommaso Reato ed Edoardo Lubian, i due giocatori della Femi Cz Rovigo, ex al...” . Ma per leggere tutto basta cliccare,

 

 

 

per capire ‘come, quando, dove, cosa e perché’ << Un Jury Chechi brillante e divertente si è intrattenuto un'ora con gli oltre cento studenti del liceo scientifico Paleocapa di Rovigo...>>. Come per la serata dello Jury Chechi al Panathlon potremmo rimandarvi alla “notizia redatta da Maurizio Vandelli “ sul sito www.panathlonarea1.it
e leggere il seguito dell’articolo che in apertura recita “  Yuri Chechi e Carlo Annese ospiti ad Adria del Panathlon. UNA SERATA CON IL SIGNORE DEGLI ANELLI YURI CHECHI. …E NON SOLO” e poi “ Stupenda serata quella vissuta martedì 7 giugno u.s. in compagnia di un’atleta di primaria grandezza come Yuri Chechi. Il suo entusiasmo e carisma hanno coinvolto tutto il pubblico presente. La carica di emotività e la sua spregiudicatezza…”.

Come basterebbe leggere l’articolo dello stesso Raffaello Franco sul sito del Panathlon di Rovigo , corredato di ‘spalla’ dai nomi degli ospiti intervenuti e che, come da locandina, “manifesta” così l’evento serata :<< Si è chiusa con il “botto” la prima parte dell’annata sociale del Panathlon Club di Rovigo che ha visto come protagonista l’ex ginnasta pluridecorato e campione olimpico Jury Chechi.

 

 

 

Il “Signore degli Anelli”, accompagnato dal vicedirettore della “Gazzetta” Carlo Annese, divenuto suo biografo ufficiale dopo aver scritto il libro “Semplicemente Jury” pubblicato dopo la conquista dello spettacolare bronzo di Atene, è stato il relatore della Conviviale interclub organizzata dai Panathlon Club di Adria e di Rovigo, in  una straordinaria serata dal tema “Scuola, Sport e Famiglia” che è stato possibile realizzare anche grazie al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, del CONI Provinciale, dell’Assessorato allo Sport della Provincia, dell’Ufficio Scolastico Territoriale e che ha ottenuto inoltre il Patrocinio della Regione Veneto e della Provincia di Rovigo. In un primo momento la conviviale era stata programmata nel mese di Maggio ed è invece poi slittata, a causa dei numerosi impegni che regolano le giornate dell’illustre ospite, allo scorso 7 Giugno.>>.

Nulla da aggiungere prime di entrare nella consueta documentazione serata come da fotogallery, se non la presentazione da ‘isola del giorno prima’ effettuata da Anna Paola Nezzo ‘simply fair play’ così:<< Qualche anno fa ero in montagna a sciare quando mi hanno detto che davanti a me, in salita con lo skilift, c’era il grande Jury Chechi. Ebbene, ho preso coraggio e mi sono tolto i guanti, mi sono avvicinata, l’ho salutato e gli ho stretto la mano. Ebbene, che emozione! Quella mano non me la sono più lavata fino a sera…>>.


Detto anche che ho chiesto a Raffaello Franco ‘questa storia’ perché è di casa su questo sito (basta visitare altre sue Sports Story tra rugby, baseball, hockey and soo on…) , concediamo la cover ai ‘protagonisti/promoter uno e trino’ (da sx) Alberto Doni, Jury Chechi, Anna Paola Nezzo.  Mentre nell’apertura della fotogallery onoriamo innanzitutto Raffaello Franco & signora e subito dopo Vittorino Gasparetto (il nostro mister flash di tutta la fotogallery) insieme a Jury Chechi. Quindi ecco in sequenza e a scalare le foto significative della serata Panathlon. Innanzitutto la foto gruppo con da sx Chechi, Nezzo, Doni, Major, Rosa, Zampieri e Frigato. Tutto personaggi che non hanno bisogno di presentazioni in quanto …già censiti in tante altre rubriche su questo sito.

 

 

Quindi il tavolo dei relatori/presidenza con la Nezzo, Doni, Piva, Bobo Barbujani. A seguire la foto gruppo  dell’entrata ufficiale del nuovo socio “Panathlon Rovigo “ Giuliano Govoni (peraltro socio Aia Rovigo, secondo da dx) con Carlo Annese ‘gran signore barba e baffi’. Poi la foto quartetto con in prima fila Francesco 'volley' Fioravanti e Jury Chechi e alle loro spalle l’artista & sportivo Alberto Cristini con Flavio Fioravanti  vicepresidente della Fondazione Cassa Risparmio del Veneto. A chiudere la fotogallery della serata Panathlon proponiamo Jury Chechi protagonista al microfono, ma anche sorridente tra gli ospiti, prima coi fratelli Savioli, poi con Miss Beatrice che ha tra le mani il neonato libro ’I diavoli di Zonderwater' di Annese, e infine con la grande polesana Marika Zanforlin mondiale di pattinaggio artistico.
Per quanto riguarda la ‘giornata scolastica’ di Jury Chechi al Liceo Paleocapa di Rovigo, eccone la presentazione al microfono da parte della preside Faganello e poi sempre Jury Chechi al microfono tra la Faganello e Leonardo Raito assessore allo sport provinciale.
Lo stesso trio che è poi in foto con Alberto Doni e nella foto finale con Paola Nezzo e Bruno Piva al microfono per i consueti saluti istituzionali/sportivi.

Dulcis in fundo, a certificazione della giornata particolare di Jury Chechi al Liceo, abbiamo altresì proposto due foto panoramiche dell’Aula Magna che mixano l’attenzione degli studenti con quella degli insegnanti ( in prima fila Ambretti secondo da dx) , dei giornalisti (in prima fila al centro Jole Sturaro de La Voce di Rovigo), dei ‘Signori del Panathlon Rovigo” (tra gli altri il vicepresidente Gianfranco Frigato e il segretario Raffaello Salvan primo a sx).


Raffaello Franco & Sergio Sottovia
www.polesinesport.it