Malatrasi Saul “Super Champion” tra Bernabeu e Bombonera, con l'Inter di Herrera e il Milan di Rocco


26/11/2010

Post Spal, Fiorentina e Roma... Questa Malatrasi Story ve la proponiamo datata dicembre 2005 precisando che ha ‘tirato la volata’ al Saul Malatrasi raccontato ‘primus inter pares’ tra i “Personaggi” del mio primo libro Polesine Gol. Al quale vi rimando ‘in tutta la sua ampiezza’ come vi rimando alla rubrica Polesani nel Mondo e alla “Saul long story” con relative ‘tante foto’ .
Fermo restando che Malatrasi l’ho incontrato tante altre volte e anche recentemente, sia perché di lui ho scritti per ‘testate’ ferraresi e sia perché quando mi fermo a casa sua, lui Saul mi racconta tante sfaccettature e confidenze di quel Grande Calcio che ha vissuto  da “Campione tra Campioni”.

Partendo dalla Spal alla Fiorentina, poi Roma, Inter, Lecco, Milan. Un palmares esaltante: 3 scudetti, 1 Coppa Italia, 2 Coppe Campioni, 2 Coppe Intercontinentali. E poi, tanto per capire quanto valga il Saul Malatrasi ‘intercontinentale’ vi segnalo che recentemente il professor universitario Luigi Rossi, polesano in Germany, gran scrittore e vincitore del prestigioso premio Matteotti (sotto l’egida del Presidente della Repubblica) , parlandomi al telefono, mi ha segnalato che sta ‘lavorando’ ad uno ‘specifico’ LIBRO su Saul Malatrasi ‘totus suus’. Intanto come antipasto Vi riproponiamo la già citata nostra storia che, datata 2005, sviluppa il seguente canovaccio essenziale.

<<Ha vinto tutto e di più, Saul Malatrasi, indossando le maglie griffate coi migliori colori dell'arcobaleno calcistico. Ma non si é mai staccato dal suo cordone ombelicale, la sua Calto dove é nato il 17 febbraio 1938. Tanto che a Milano la moglie Gianna sapeva già di fare le valigie per tornare a Calto se la partita fosse stata vinta. Erano i tempi in cui dall'aeroporto, Malatrasi globetrotter,  magari di ritorno vittorioso da Madrid, telefonava al bar Centrale di Calto per dire che sarebbe arrivato a mezzanotte. Così Saul festeggiava assieme a quei compaesani che avevano visto la partita al negozio di alimentari e forno, da Rigo detto Tatan, gustando l'immancabile salame.
Quel salame che il buon Saul ci faceva gustare, a Rovigo nel '71, quando abbiamo fatto il corso allenatori assieme a Spolaore, Frazzetto, Vigna , Minardi, etc.

Saul personaggio alla mano, tutte le volte che gli ho fatto visita per approfondimenti.
E pensare che, come il ragazzo della Via Gluck di Celentano , il Grande Saul ne ha fatto di strada, dal Castelmassa alla Spal, esordio in serie A il 21 settembre 1958 in Spal-Juventus 0-0. L'inizio di un palmares esaltante, palcoscenici nazionali ed internazionali, vincendo tutto quello che c'era da vincere in serie A, in Europa, nel Mondo. Si era fatto le ossa nel Castelmassa di cui Saul svela un flash:" Vincemmo 1 a 0 contro il Rovigo e proprio io segnai il gol  al portiere Provasi che guarda caso era di Castelmassa".

Sentite il suo curriculum. Una presenza in Nazionale A (Amburgo 13.3.1965 in Germania Occ-Italia 1-1), 3 presenze in Nazionale B e 1 in Nazionale Giovanile. Dopo la stagione da terzino in biancazzurro alla Spal di Mazza in A nel 58/59 con 25 presenze, il roccioso Saul passa in viola col la Fiorentina: quattro stagioni e un gol segnato. Da Firenze nel '63 passa al giallorosso della Roma, 28 presenze e 2 gol da mediano. Però l'Inter doveva sostituire Tagnin, così il mago Helenio Herrera pensò a Malatrasi. Furono due anni di neroazzurro:" Quando Picchi si fermò per un lungo periodo, Herrera pensò che potevo fare io il libero avendo fatto sia il difensore che il mediano: facemmo 23 su punti su 24 e a centrocampo esordì Bedin".

Poi  rientrò Picchi e per Malatrasi ci fu il Lecco 66/67,neopromossa in serie A. Sembrava uscito dal grande giro, invece su quel ramo del lago...Qualità alta, così lo volle un intenditore, il paron Nereo Rocco per quel Milan "dell'altro mondo" che snocciolava: Cudicini, Anquilletti, Schnellinger, Malatrasi, Rosato, Trapattoni, Hamrin, Lodetti, Sormani, Rivera, Prati. E fu così che Saul in rossonero (in foto 1968, secondo in piedi da sx) vinse e stravinse.
Stagioni splendide per Malatrasi da Calto, a tutt'oggi il giocatore italiano che ha vinto più di tutti nelle competizioni internazionali.

Che palmares ! Tre scudetti (Inter 2 e Milan), una Coppa Italia (Inter), due Coppe campioni (Inter e Milan), due Coppe Intercontinentali (Inter e Milan), due Coppa delle Coppe (Fiorentina e Milan). In Nazionale meritava di più: solo 3 presenze. Una carriera lunga quasi 300 partite di campionato e tante altre di prestigio internazionale.
Palcoscenici da stelle. Come la Bombonera, uno stadio portafortuna per Malatrasi, in cui vinse due volte. Sia col Milan che con l'Inter e dove incontrò l'argentino Veron padre.
O lo stadio Lenin, ora Justicia, dove in Russia incontrò la Dinamo di Jashin.
Ha avuto grandi allenatori Saul Malatrasi. Paron Rocco chiamava i vecchi e il capitano Rivera per l'applicazione tattica della partita, discorsi e concetti semplici.

Quanti aneddoti mi ha raccontato Saul, saltando da flash in flash. Erano i tempi che a Milanello si guardava la Tv svizzera in bianconero, i giocatori non avevano la fuoriserie  e non c'erano ancora gli Ultras. A Saul era morto il papà quando aveva 4 anni e aveva tre sorelle. Quel calcio era solo calcio, non c'era ancora politica attorno.
Dicevo del nostro corso allenatori a Rovigo, mentre giocava la sua ultima stagione nella sua casa - Spal: ovviamente Saul fu il primo di quel corso.
Iniziò poi la carriera da allenatore, ma 'Condo' (lo salutano ancora così i suoi compaesani mentre camminiamo a Castelmassa tra le bancherelle del mercato) non ha avuto lo stesso successo del giocatore Malatrasi. Ha allenato a Legnago, Poi é stato al Pescara due anni, in C2 a Luco dei Marzi, alla Lodigiani, Forlì, Pontedera, giovanili alla Spal.

Quando mi ha fa vedere le due SuperCoppe in miniatura Malatrasi é Grande tra i Grandi:"  Sono stati rifatti i manici ...A Madrid ero emozionato all'inizio contro Di Stefano.Il mio Milan vinse 2 a 0. Quel Real era pieno di campioni, vedi Didì il brasiliano."
Quanti flash e ricordi per Saul. Ogni volta che racconto la sua storia, me ne racconta di nuove. Del commendator Mazza, di Rivera, del paron Rocco che lo chiamava rovigoto, del Milan e del Real Madrid, e delle disparità tra i grandi e piccoli club.
Una miniera con tante pepite, il nostro Saul Malatrasi da Calto, il genuino che é pur sempre Quello che a Ferrara, Quello che a Firenze, Quello che a Roma, Quello che a San Siro e alla Bombonera era "stella tra le stelle".>>

EXTRATIME/ La cover è per Saul Malatrasi con la storica maglia rossonera, nel 2003 a San Siro, tra gli old friends milanisti Cudicini e Trapattoni. Quindi la fotogallery lo mostra, in sequenza e a scalare,  nella Spal, nella Roma, nell’Inter 1964 “Campione Intercontinentale” frutto della vittoria a Madrid, dove il quintetto (da sx) Facchetti, Domenghini, Suarez, Picchi e Malatrasi portarono in trionfo il trofeo nella ‘famosa magica notte del Bernabeu’. In quello stesso stadio che Saul col Milan di paron Rocco esultò al fianco di Sormani per il trionfo sull’Aiax (4-1 in data 28.5.1969).

Vittorie indimenticabili in uno stadio che ti emoziona ancor oggi, se lo vai a visitare pensando che lì il “Grande Saul” è stato Super Champion. Perciò vi faccio vedere le foto del ‘grande stadio madrileno’ e dei miei ‘4 inviati polesani’ ( da sx, Gabriele, Nicola, Cristiano e Alberto) che hanno fatto poker contemporaneo ‘sbancando’ per l’occasione Mourinho dalla panchina del Real Madrid. Per quanto riguarda il Malatrasi del Terzo Millennio, ecco Saul assieme a Paolo Rossi, nel 1998 a Trecenta, per l’inaugurazione ufficiale del neo stadio “Mari /Tacchini” . E  infine , nella serata Coni 2006 by Beppe Osti, ecco Saul Malatrasi festeggiato da Italo Cucci, con alle loro spalle il sottoscritto e Giovanni Cattozzi, attuale assessore allo sport rodigino.


19.12.2005


Sergio Sottovia
www.polesinesport.it