”Memorie Patriottiche” written 1906 by maestro Giustino Savazzini/ La Carboneria in Polesine dove Felice Foresti ‘pretore’ di Crespino fondò nel 1818 il ‘centro carbonico’ a Rovigo, con ‘vendite’ a Fratta, Polesella e appunto Crespino


17/04/2015

Dopo avervi parlato della “Sommossa di Crespino” contro Napoleone, passiamo a completare la seconda parte del Libro Story scritto dal maestro Savazzini nel 1906 e che titolando “MEMORIE PATRIOTTICHE” racconta essenzialmente le vicende della Carboneria che hanno avuto in Felice Eleuterio Foresti “pretore” di Crespino l’ideatore il fondatore nel 1818 della Carboneria in Polesine.

 

 

Come peraltro ‘certificato’ dalle Memorie stesse del Foresti che vi proponiamo in Appendice, dove si parla della nascita del “centro Carbonaro a Rovigo e delle “vendite subalterne” costituite a Fratta, Polesella e appunto Crespino. Senza contare che il pretore Foresti e messi insieme gli elementi personali per altri 100 nel padovano e nel Dogado. Ma per capire come mai Foresti ‘pretore’ a Crespino sia stato il ‘punto di partenza’ della Carboneria vogliosa di indipendenza in Polesine, beh questo ve lo spiega lo stesso Foresti in Appendine, dove vi proponiamo altresì by wikipedia sia la sua Biografia che quella di Vincenzo Carravieri, figura principale della “Storia” di Crespino visto che è già stato protagonista nelle ‘vicende’ della “Sommossa di Crespino” e lo sarà poi nel percorso storico del Polesine e dell’Italia verso l’Indipendenza e l’Unità d’Italia.

 

 

Fermo restando che in queste “Testimonianze Patriottiche” scritte dal maestro Giustino Savazzini vengono giustamente sottolineate l’importanza di altri ‘Carbonari’ , come Giovanni Bacchiega ‘scrittore’ Don Bernardo Roncati e Benvenuto Tisi, che insieme a quelli di Rovigo, di Polesella e di Fratta, hanno sviluppato la Carboneria in Italia e sono stati tra l’altro condannati e incarcerati nelle fortezze dello Spielberg e di Lubiana, dove sono stati incarcerati rispettivamente il Foresti e il Carravieri.

 

 

Superfluo agganciare riferimenti a Silvio Pellico e al suo libro “Le Mie prigioni” oppure agli altri noti carbonari Oroboni e Maroncelli, proprio perché …noti e conosciuti sia i Personaggi che i Fatti nazionali.
Qui pertanto restiamo strettamente legati alla Storia raccontata dal Maestro Giustino Savazzini corredandola peraltro con significative certificazioni storiche locali e nazionali.
Giusto perché, com’è nella filosofia di questa sito www.polesinesport.it ,i valori della Storia possano trasmettersi anche ai giovani viaggiando appunto tra “Memoria & Futuro” ( vedi prima parte di questo Libro Story) ed “Eventi” indimenticabili ( che proponiamo a completamento perciò in questa rubrica che c consente un …titolo da banda larga.

 

 

E perché, vedi anche News in Extratime, chi di dovere trovi modo di sistemare e collocare adeguatamente i ‘simboli’ di una Storia che appartiene al mondo intero anche se , seppur in quota parte, ha avuto gli albori in un piccolo paese come Crespino, che nello stemma comunale ha tra l’altro rappresentato il “Mito di Fetonte” col suo carro precipitato nell’Arva Padi Phaetontei” di cui peraltro vi racconteremo prossimamente la specifica e completa  storytelling che abbiamo già pubblicato in questo mese in Messico, seppur parzialmente.

 

 


MAIN NEWS STORY ( writteb by maestro Giustino Savazzini, by Libro Story “Crespino” , pubblicato “ in occasione dei festeggiamenti patriottici del VII Ottobre MCMVI “/
MEMORIE PATRIOTTICHE ( Stampato by Tipografia del “Corriere del Polesine”) / Rovigo 1906 )

I CARBONARI DI CRESPINO
Coi trattati del 1815 il Polesine veniva aggregato al Veneto. Pochi anni di essa bastarono a renderla odiata ed abborrita, e anche qui, come in tutte le regioni italiane a lei soggette, si ridestò il fremito di libertà, si congiurò contro di essa; anche qui i cuori palpitarono per l’indipendenza della patria, e molti nobili patriotti ebbero a soffrire  sospetti e condanne dal governo della dura nazione dominatrice.

 

 

Felice Foresti di Conselice, giudice di pace a Crespino sotto il Regno Italico, vi rimase quale pretore e fu egli che iniziò alla Carboneria, a quella Società segreta contro l’Austria, tutti gli affigliati di Crespino, di Rovigo, di Fratta, di Polesella, di Trecenta, di Lendinara, del Polesine insomma e anche del Ferrarese.
Innalzato ai primi gradi della Carboneria per la fiducia che si aveva nel suo ingegno e nella sua forte natura, reputò di grande importanza estendere la setta sulla riva sinistra del Po.
Fondò una vendita secondaria a Crespino, d’accordo con Giovanni Bacchiega, col Dottor Vincenzo Carravieri, col prete Gaetano Caprara, Tisi Benvenuto, Cagnoni Giorgio ed Antonio, Colla Francesco deputato comunale e Pietro Rinaldi, e la Carboneria si diffuse allora in tutto il Polesine.

 

 

I sospetti contro i bravi e caldi patriotti si accumularono, e l’Austria cominciò a fare alcuni arresti. Avutane notizia, il Foresti affidò al Dottor Vincenzo Carravieri, giovane guardingo, com’egli lo chiamò nei suoi ricordi, di maturo giudizio e di provata fedeltà, la custodia di una copia della Costituzione latina da lui firmata col pseudonimo di Sallustio, documento il più geloso della setta, nel quale fra gli altri particolari espone vasi il vero piano di una rivolta armata, e il modo con cui sarebbe retto il paese durante l’insurrezione.

 

 

Il Dottor Carravieri, temendo che quel documento potesse essere scoperto, col consenso del Foresti, lo fece nascondere assieme allo stilo carboneo, alle insegne ed agli statuti della setta, da Elisabetta Ragazzi-Tosi in un congegnato foro del muro, coperto d’arazzo in un angolo rimoto, quasi irreperibile dell’antico e vasto Palazzo del Principe Pio, dov’ella abitava.
La buona signora moriva di parto poco prima del 7 gennaio 1819, giorno in cui il Foresti ed il Bacchiega furono arrestati nella nostra Pretura; ma sfortunatamente era stata costretta a rendere consapevole del segreto una sua sorella, moglie di Benvenuto Tisi, il quale veniva pur egli arrestato alcuni mesi dopo.

 

 

Il nascondiglio di questi oggetti veniva scoperto per alcune parole profferite dal Tisi ad Antonio Villa. Questi, sia per malignità, sia per debolezza, faceva di ogni cosa istrutto ben presto il Salvotti, Giudice inquisitore, il quale tosto da Verona si recò a Crespino con altri due giovani ed un distaccamento di cavalleria, e trovate le carte nel luogo preciso indicato dal Villa, con esse ritornarono a Venezia, dopo ordinato l’arresto dell’innocente marito della morta Tosi, che pretendevasi complice.
Col possesso di questa Costituzione latina fu provata la criminalità della setta e tutti i carbonari del 21 condannati.
Dalla copia della sentenza dell’I. e R. Commissione di prima istanza datata da Venezia 22 dicembre 1821 , troviamo condannati i seguenti di Crespino:
Felice Foresti , Bacchiega Giovanni, Carravieri Dott. Vincenzo.
Alla pena di morte, commutata poi a 20 anni di carcere duro per Foresti, a 15 anni per Bacchiega, a 6 anni per Carravieri.
Tisi Benvenuto e Caprara Don Gaetano a 6 mesi.
Tosi Pietro assolto per mancanza di prove.

 

 

Il Foresti, il Bacchiega ed il Carravieri sono nomi consacrati nella storia del martirologio italiano, sopportarono on fermezza, senza mai piegare la loro condanna i primi due allo Spielberg con Pellico, Maroncelli, Confalonieri, Oroboni, Pallavicino, il Dott.Carravieri a Lubiana con Canova, Ressi, Rezia e tanti altri.
Il Pellico, il Maroncelli, l’Andryane martiri e storici del martirio italiano li menzionano spesso, sempre a loro onore e fan fede delle loro virtù, del forte e magnanimo loro animo.
Il Foresti era di Conselice ferrarese; il Bacchiega, detto da tutti di Crespino, perché qui visse e qui fu arrestato, pare fosse nativo di Gamberare. Di essi scrissero degnamente l’Atto Vannucci e tanti altri storici, concordi tutti nel mostrarceli veramente grandi nel loro martirio, nel fermo carattere, nel patriottismo più vero e caldo.

 

 

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DOTTOR VINCENZO CARRAVIERI

Il Dottor Carravieri è vera gloria nostra (*)
(*) Nacque a Crespino il 1° maggio 1787 da Giacomo e da Cagnoni Susanna e morì il 20 luglio 1876. Proposero gli amici ed ammiratori di erigergli in Camposanto un ricordo, per sottoscrizione cittadina; ma la figlia adottiva Antonietta Vantini col marito Avv. Luigi Folchini, vollero essi porgere l’ultimo tributo al loro caro estinto e fecero scolpire sulla sua tomba la seguente epigrafe: Carravieri Vincenzo cospiratore contro lo straniero. Alla pena capitale dall’Austria condannato nel MDCCCXXI  per commutazione avvenuta subì il lungo carcere in Lubiana. Medico distinto, caritatevole munifico fu amato onorati da tutti, Cavaliere dell’Ordine dei S.S. Maurizio e Lazzaro nell’età di LXXXIX anni, morì in questa sua terra il XX luglio MDCCCLXXVI , lieto della terra redenta.
Per debito di riconoscenza omaggio e amore, la figlia adottiva pose.

 

 

Lo troviamo fra i dodici generosi che si proffersero nel 1806 o staggi, pronti anche a morire a pro del loro paese.
Nel 21 vien condannato a morte; sopporta con fermezza il carcere duro a Lubiana. Scontata la pena, ritorna al suo paese ma non si smentisce e conserva, anzi rinfoca il suo amore per la Patria, per l’indipendenza, per la libertà.
Si iscrive nella segreta associazione , << La Giovane Italia>>; è membro attivo e generoso del comitato d’emigrazione; è largo a tutti di soccorsi ed i consiglio e nei giovani petti dei concittadini che lo circondano e lo venerano, infiamma l’amore patrio e l’odio allo straniero e li incita a correre ad arruolarsi per combattere il nemico odiato.
Resa libera la sua terra, vien chiamato alle prime cariche cittadine ed è tosto insignito della croce di Cavaliere dei S.S. Maurizio e Lazzaro, e fra la venerazione dell’intero paese muore nel 1876, ed i funerali suoi riescono veramente degni di un patriota insigne, d’un cittadino benemerito, gloria del nostro paese.

 

 

Per onorare i   carbonari e martiri del 21 appena questa terre furono libere, il Municipio sulla facciata del palazzo aveva già murata la lapide seguente:
Qui nel MDCCCXXI arditamente si congiurò perché Italia fosse.
Crespino, a ricordo dei Martiri di Lubiana e dello Spelberg.
MDCCCLXVII

 

 

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DON BERNARDO RONCATI

L’altro busto che pur oggi si inaugura, richiamerà il pensiero nostro, la nostra ammirazione e gratitudine ad altro figlio illustre di Crespino, al sacerdote D. Bernardo Roncati.
Nato da famiglia che aveva nutriti sempre sentimenti liberali, ed i cui l’Austria aveva sospettato, tanto da annotare insieme a tanti altri de’ nostri  il nome di Roncati Giuseppe nell’elenco, compilato dalla polizia per uso suo, delle persone sospette di appartenere a società segrete o nutrire sentimenti avversi al suo governo, crebbe con sentimenti italiani, mante della libertà e dell’indipendenza della sua patria.
Da giovane fu mite e studioso e consacratosi alla carriera ecclesiastica, ben presto vi eccelse, ed ancora giovanissimo nel Seminario diocesano fu prescelto all’insegnamento dei giovani, e ad essi inculcava con modi i più fervidi l’amor di patria, perché fossero pronti ad accorrere quando il momento fosse venuto, a combattere valorosamente contro la tirannide e la schiavitù.

 

 

Distinto d’ingegno e buon letterato, diletta vasi anche di poesia, e compose contro l’Imperatore Francesco un sonetto, che purtroppo non è più possibile rinvenire, ma che alcuni suoi discepoli ricordavano bene e che si chiudeva con questa terzina:
<< Empio non ti allegrar che più funesta
 é lunga calma, e spesso in sé racchiude
 il nembo apportator della tempesta. >>

Nel momento del dolore, in faccia a superiori giudici, seppe comportarsi con ammirevole fermezza e non si smentì.
Fu condannato dall’Austria e fu tenuto in carcere per ben 13 mesi.
I suoi discepoli lo amarono con fervore, lo ricordarono con venerazione e lo piansero quando, nella sua Crespino, ancor giovane, sui 35 anni, venne a morte nel 1841.

 

 

Il 24 marzo 1867 nel palazzo municipale veniva murata una lapide in sua memoria, e l’assessore anziano Pietro Peverati vi pronunziava patriottiche ed affettuose parole.
Eccola:
Bernardo Roncati
Sacerdote e Istitutore in Rovigo
Imparava agli allievi l’amor della Patria
Languì lentamente
Negli Ergastoli dell’Austria
Settilustre morendo
MDCCCXLI
Crespino ove nacque
Reverente al voto
Di pochi superstiti scolari
L’anno del patrio Risorgimento
Questa pietra murava.

 

 

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Per cura del Municipio, subito dopo le guerre del nostro risorgimento, fu compilato e stampato in bel quadro, distribuito poi alle famiglie, l’elenco dei Volontari nostri che accorsero a combattere per la Patria.
Ad onore e ricordo di essi, crediamo doveroso riportarlo:

MONUMENTO AI VOLONTARI
DEL COMUNE DI CRESPINO
ACCORSI ALLA DIFESA DELLA PATRIA

1848 – 49                                                               1859-1860
-------------                                                                ---------------
TENENTE                                                        LUOGOTENENTI
Vigna Massimiliano                                          Ferretti Antonio
                                                                         Sarti Savonarola Carlo fu Giovanni
                                                                          Vigna Massimiliano
                                                                           Zamboni Pietro

BASSI UFFICIALI E MILITI                               BASSI UFFICIALI E MILITI

Andretti Luca                                                      Andreotti Luigi
Bianchi Leandro                                                 Astolfi Antonio
Ballotta Francesco                                              Bianchi Torquato
Cipriani Giuseppe                                                Chiarelli Antonio
Chiarioni Alessandro                                            Cestari Luigi fu Stefano
Campi Giovanni                                                    Campi Domenico fu Nicola
Perazzoli Clemente                                               Carravieri Luigi fu Francesco
Peverati Antonio fu Gaetano                                 Fogatti Giuseppe
Pivari Giuseppe                                                     Ferretti Alessandro
Ricchieri Luigi                                                        Merlanti Gio. Maria
Sarti Savonarola Cav. Luigi                                   Merlanti Luigi di Ippolito
Sarti Savonarola Carlo fu Giovanni                       Marzola Giovanni di Vincenzo
Sarti Savonarola Dott. Giustiniano                         Peverati Antonio fu Gaetano
Scabbia Angelo                                                      Roncati Leonardo
Scabbia Pietro                                                        Scabbia Vincenzo
Scabbia Alessandro                                                Segalina Luigi
Vantini Francesco                                                    Saletta Antonio
Valente Paolo                                                          Vigna Andrea
                                                                                  Vigna Teobaldo
                                                                                  Vigna Antonio
                                                                                   Zanoni Pietro fu Antonio

 

 

-------                                                                            
1866                                                                                 
---------                                                                          
CAPITANI
Sarti Savonarola Carlo fu Giovanni
Vigna Massimiliano

LUOGOTENENTI
Ferretti Antonio
Zamboni Pietro

BASSI UFFICIALI E MILITI
Astolfi Antonio
Bolognesi Federico di Giovanni
Bolognesi Giuseppe di Giovanni
Rosolli Luigi di Giacomo
Cola Geremia
Campi Antonio
Ferretti Angelo
Gabrielli Dinamonte
Perazzoli Clorindo
Vigna Tranquillo
Vigna Alberto
Vantini Vincenzo.

-------
1867
--------

DallaTorre Giovanni
Gardellini Gaetano

 

 

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IL Magnanimo Esempio dei Nostri Prodi che volontari pugnarono nelle patrie battaglie per la gloria e l’Indipendenza d’Italia sia altare di concordia
AI POSTERI

SCABBIA ALESSANDRO
MORTO
COMBATTENDO A MALGHERA
MDCCCXLVIII

Agli Onorevoli Signori

Sarti Savonarola Cavalier Luigi – Sindaco
Tisi Achille – Fabbri Giuseppe – Peverati Pietro – Carravieri Cav. Dott. Vincenzo – Assessori
Munari Giuseppe – Segretario

Oggi, 7 ottobre 1906, con feste solenni, e dopo degna, elevata commemorazione dell’Avv. Gino Urangia Tazzoli di Mantova, sullo scalone del nuovo Palazzo municipale si scopriranno i busti del Dott. Vincenzo Carravieri, e di D. Bernardo Roncati, e la lapide coi nomi dei dodici Giovani crespinesi.

 

 

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Ecco le epigrafi sotto ai busti ed in testa alla lapide, dettate dall’Avv. Rodigino Amedeo Corsale:

A
Vincenzo Carravieri
Che sin dalla prima giovinezza
Carbonari indomito
Cospirando perché l’Italia fosse
Dell’esilio e del carcere austriaco
Ansie e dolori
Conobbe

Il Comune di Crespino
Che gli dié i natali e ne conserva le spoglie
A ricordare e ad ammaestrare
Questo ricordo
POSE

A
Bernardo Roncati
Sacerdote e maestro
Che colla parola coll’esempio
E col carcere
Ne’ cuori dei giovani alunni
Il suo fervido amore della patria
Trasfuse

Il Comune di Crespino
Questo reverente ricordo
POSE


AI XII GIOVANI
Che eroicamente si offrirono
Per liberare questa terra
Dall’ignominia del Decreto Napoleonico
XI FEBBRARIO MDCCCVI

Il Comune di Crespino
RICONOSCENTE

…….
……
…..

 

 

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PRIMA APPENDICE NEWS / : MAESTRO GIUSTINO SAVAZZINI : ISCRIZIONE SULLA SUA LAPIDE MORTUARIA NEL CIMITERO DI CRESPINO

                    PAX
       MARIA MARZOLLA SAVAZZINI
     N. 21.3.1861   - + 23.3.1918

       M° GIUSTINO SAVAZZINI
         N.3.9.1857    - + 17.12.1921
A RICORDO DEI VENERATI GENITORI
               LE FIGLIE
                      P.P.
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SECONDA APPENDICE NEWS / VINCENZO CARRAVIERI : ISCRIZIONE SULLA SUA LAPIDE MORTUARIA NEL CIMITERO DI CRESPINO
Carravieri Vincenzo
Cospiratore contro lo straniero
Alla pena capitale
Dall’Austria condannato nel 1821
Per commutazione avvenuta
Subì lungo carcere in Lubiana
Medico distinto
Caritatevole munifico
Fu amato onorato da tutti
Cavaliere
Dell’Ordine dei S.S. Maurizio e Lazzaro
Nell’età di 80 anni
Morì in questa sua terra
Il 20 luglio 1876
Lutto della patria redenta
Per debito
Di riconoscenza omaggio ed amore
La figlia adottiva pose



PRIMA APPENDICE FLASH STORY/ ( by www.wikipedia.it )/ CARRAVIERI   VINCENZO (Crespino, 1787 – 1876)

BIOGRAFIA
Attivo dal 1805, anno in cui prese parte all'organizzazione della ribellione dei Crespinesi contro la dominazione francese. La reazione di Napoleone fu allora immediata, tolse la cittadinanza ai Crespinesi ed impose tasse doppie finché non fossero trovati e puniti i capi della rivolta. I Crespinesi, colpiti dal provvedimento ritenuto ingiusto, su consiglio del parroco Pietro Colla, con una supplica chiesero che dodici dei loro più rappresentativi cittadini, tra questi anche Vincenzo Carravieri, allora studente universitario di medicina a Bologna, che si offrivano come ostaggi, fossero ricevuti da Napoleone a Parigi. Giunti a Milano, il principe Eugenio di Beauharnais, viceré del Regno d'Italia, non li lasciò proseguire nel viaggio, timoroso che la loro presenza rinfocolasse ancora delle tensioni. Una nuova delegazione di tre persone formata da Arciprete, Maggiore della Guardia Nazionale e Giureconsulto andò a Parigi per la supplica a Giuseppina Beauharnais. Napoleone irremovibile pretese che prima venissero condannati i capi della rivolta. Alla fine per tutti pagò un povero pescivendolo, tale Giovanni Albieri, soprannominato "Veneri" o Venerio, arrestato, condannato a morte e ghigliottinato nella piazza del municipio di Crespino il 14 ottobre 1806: fu l'unico dei rivoltosi ad essere sacrificato come capro espiatorio dell'intera vicenda.

 

 


 

Successivamente Carravieri, laureatosi in medicina, proseguendo nel suo impegno patriottico durante la dominazione austriaca come affiliato alla Carboneria, coinvolto dal pretore di Crespino Felice Foresti, capo e diffusore della setta segreta in Crespino, venne arrestato dalla polizia asburgica il 7 marzo 1819, imprigionato ai piombi di Venezia e condannato a morte con una sentenza del Supremo Tribunale di Giustizia di Venezia del Regno Lombardo-Veneto il 18/5/1821 per il reato di alto tradimento nei riguardi dell'imperatore Francesco I. Tale pena fu poi commutata in via di grazia clementissima il 29/10/1821 in sei anni di carcere duro che scontò, parzialmente, nella prigione di Lubiana in Slovenia.
Rientrato al paese di Crespino nel 1824 Vincenzo Carravieri, divenne fervente mazziniano, si affiliò alla Giovane Italia, esercitò la professione di medico in Crespino, dove morì nel 1876, quasi novantenne.

 

 

SECONDA APPENDICE FLASH STORY ( by wikipedia) /  ELEUTERIO FELICE FORESTI
(  ritratto di Eleuterio Felice Foresti del 1851 (tratto da "The Roman Republic of 1849", di Theodore Dwight).

Eleuterio Felice Foresti (San Biagio d'Argenta, 20 febbraio 1789 – Genova, 14 settembre 1858) è stato un patriota, accademico e diplomatico italiano naturalizzato statunitense, membro della Carboneria, professore di italiano alla Columbia University e primo console degli Stati Uniti a Genova.

BIOGRAFIA
Nel 1805 si arruola nelle truppe napoleoniche e nel 1809 si laurea in legge presso l’Università degli Studi di Bologna, venendo in seguito nominato nel 1811 dal Governo napoleonico giudice di pace a Crespino (Rovigo) e nel 1814 viene confermato in questo incarico dal Governo austriaco.
Nel 1817 entra nella Carboneria nella Vendita di Ferrara ricevendo tutti i Gradi iniziatici. Gli viene affidato l’incarico di diffonderla negli Stati Austriaci.
La sua carriera come pubblico ufficiale prosegue e il 2 marzo 1818 viene nominato pretore di Crespino (Rovigo).

 

 

Scoperto viene arrestato dalla polizia austriaca il 7 gennaio 1819 e il 24 dicembre 1820 viene emessa la sua sentenza di morte, poi commutata in 20 anni di carcere duro
Il 12 gennaio 1821 viene trasferito nel carcere dello Spielberg in Moravia dove condivide la prigionia con Silvio Pellico e con gli altri carbonari italiani. Con Silvio Pellico mantiene, negli anni a venire, un rapporto epistolare dal quale traspare un'amicizia intensa fatta di particolare affezione e stima reciproca. In una lettera inviata da Roma il 2 aprile 1852, Silvio Pellico gli scrive: " ... Tu mi sei stretto da sacre memorie di lunga sventura e più dalla stima che allora tu m'hai ispirata e che ti conservo. Questo si appoggia non solo alla cognizione che ho de' tuoi pregi d'intelletto, ma alle testimonianze che mi sono date da molti dell'esempio costante che tu dai della tua saviezza e della tua bontà. Tu sei di quelli che oltre all'indole generosa, aggiungono il merito di veder le cose assennatamente..." [1].

 

 

Nel 1835 gli viene offerta la possibilità scegliere il bando perpetuo negli Stati Uniti d'America in alternativa alla conclusione della pena allo Spilberg, nel marzo del 1836, viene trasferito al castello di Gradisca (Gorizia). Ai primi di agosto viene imbarcato a Trieste sul vascello Ussaro con destinazione New York, dove vi giunge il 16 ottobre 1836. Con lui viaggiano in esilio altri patrioti come Pietro Borsieri, Luigi Tinelli, Felice Argenti, Gaetano de Castillia e Giovanni Albinola.
Alla morte di Lorenzo Da Ponte, nel 1838, Foresti ottiene la cattedra di Lingua e Letteratura Italiana presso il Columbia College, una posizione che manterrà per quasi vent'anni. La sua opera più importante nel campo dell'italianistica è: Crestomazia italiana: una collezione di pezzi selezionati a prosa italiana (New York, NY: D. Appleton & Co., 1846).

 

 

Durante il periodo statunitense si distingue per l'attivismo nel sostegno della causa italiana, sia attraverso la raccolta di fondi che di sensibilizzazione dell'opinione pubblica. Funge da trait d'union tra Giuseppe Garibaldi e Giuseppe Mazzini.
A New York è presidente della Società di benevolenza italiana per istruire gli italiani incolti sulla morale religiosa e sull'educazione civile e promuove la fondazione di una scuola gratuita per fanciulli [1].
Nel 1841 diventa cittadino statunitense e utilizzando il nome E. Felix Foresti il 6 giugno, costituisce a New York la Congrega centrale della Giovine Italia per l’America del Nord e gliene viene affidata la Presidenza.

 

 

In seguito nel 1850 fonda a New York “L’Esule Italiano”, una rivista in lingua italiana e viene nominato Delegato del Triumvirato in America.
Nel maggio 1853, viene nominato dal presidente degli USA Franklin Pierce, primo Console americano a Genova. Il governo savoiardo si oppose alla sua nomina a Console degli Stati Uniti d'America, proprio per i suoi trascorsi mazziniani. Alla fine appoggiò la Lega Nazionale del Pallavicino, ottenendo così l'exequatur dal Regno di Sardegna e fu lui che presentò Giuseppe Garibaldi a Camillo Benso, conte di Cavour.
Il 3 maggio 1856, lascia New York. Il 14 settembre 1858, muore a Genova.

 

 

Foresti venne sepolto al Cimitero monumentale di Staglieno, sulla lapide vi è scritto:

"Eleuterio Felice Foresti da Conselice
insegna colla sola virtù del suo nome lagrimato
come fortezza d'animo,gentilezza di cuore e bontà d'ingegno
possano vincere la prova d'una immediata sventura
da che due anni di prigione in Venezia
dodici nella rocca dello Spielberg
e diciotto di onorato ed operoso esiglio in America
non valsero a scemargli fede nelle sorti della sua terra
che lo rivedeva alla perfine cittadino degli Stati Uniti
i quali affidavano il loro libero ed audace vessillo
a quelle mani che per libertà furono impedite di catene
moriva in Genova di anni LXIX
XIX settembre dell'anno MDCCCLVIII"''

 

 

Per la sua morte lo scrittore americano Henry Theodore Tuckerman gli dedicò i seguenti versi, così tradotti in italiano: "... Giovane di età, ei dilettavasi leggendo gli amori del Tasso ed i canti dell'Ariosto. D'animo fiero indomabile al cospetto del patibolo fatto innalzare dal despota, passava i migliori anni giovanili nei Piombi e colà udiva il vespro cantato nella chiesa di San Marco. Poscia sotto la volta solitaria della Rocca Moldava prolungava la cattività nella età virile con tutti i patimenti di inaudite privazioni. Egli mandato finalmente in esilio, spiegava in queste nostre contrade la sua dottrina, la quale dalle preziose labbra rivelavamo, laonde rendevasi a tutti caro e prezioso. Egli che sciolto dai ferri austriaci, su queste sponde onorava la fede del martirio, tornava già vecchio alla sua Terra natale e colà morendo avviluppavasi nello stendardo le di cui stelle (Stemma degli Stati Uniti) illuminavano l'occidente..." [1].

 

 

TERZA APPENDICE FLASH STORY ( LAPIDE ALLA GRAN GUARDIA DI ROVIGO/
MDCCCXVIII--MDCCCXXI
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Dei cittadini del Polesine
ribelli al servaggio inflitto all'Italia
mercanteggiata e divisa dai trattati del MDCCCXV
nelle congiure carbonare
propugnanti la patria unità e libera
nei tormentosi processi negli ergastoli austriaci
del generoso audace pensiero
assertori e martiri

ROVIGO

tramanda ai posteri il nome
perché dei precursori lontani della nazione risorta
rifulgano nei secoli
il sacrificio e la gloria

 

 

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BACCHIEGA GIOVANNI DI CRESPINO
CAPRARA DON GAETANO DI CRESPINO
CARRAVIERI DOTT. VINCENZO DI CRESPINO
CAVRIANI CARLO DI OCCHIOBELLO
CECCHETTI FRANCESCO DI ROVIGO
DAL FIUME ANNIBALE DI BADIA POLES
FORESTI DOTT. FELICE DI CONSELICE PRETORE DI CRESPINO
FORTINI DON MARCO DI FRATTA POLES
GOBBETTI VINCENZO LORENZO DI ROVIGO
GRINDATI DOMENICO DI FRATTA POLES
LENTA ANTONIO DI ROVIGO
LOMBARDI GIROLAMO DI POLESELLA
MANEO LUIGI DI POLESELLA
MANEO NATALE DI POLESELLA
MANTOVANI DON GIUSEPPE DI FICAROLO
MONTI FEDERICO DI FRATTA POLES
MONTI GIACOMO DI FRATTTA POLES
MONTI GIOVANNI DI FRATTA POLES
MOREGOLA FRANCESCO DI S. MARIA D'ARIANO
MUNARI DOTT. COSTANTINO DI CALTO
OROBONI CO. FORTUNATO DI FRATTA POLES
POLI ANTONIO DI FRATTA POLES
POLI CARLO DI FRATTA POLES
RINALDI PIETRO DI CASTELNUOVO BARIANO
SALADINI VINCENZO DI OCCHIOBELLO
TISI BENVENUTO DI CRESPINO
VILLA ANTONIO DI FRATTA POLES
VIVIANI DOTT. LUIGI ANTONIO DI FIESSO
ZERBINI VINCENZO DI FRATTA POLES
ZONA DOMENICO DI S. MARTINO DI VENEZZE

MCMXII

 

 

EXTRATIME by SS/ La cover è per il Libro Stort written by mestro Giustino Severino, il punto di partenza di questa nostra ‘particulare’ Storytelling dedicata alla Carboneria “Made in Crespino, perché nata con Felice Foresti ‘pretore’ di Crespino si è ‘strutturata’ in Polesine e Dintorni, se come tale vogliamo considerare anche lo Spielberg e la fortezza di Lubiana dove i ‘patrioti’ dell’Italia sono stati i precursori del Risorgimento.
Come ben raccontato da Silvio Pellico, ma anche da Felice Foresti e da Giovanni Bacchiega, che peraltro hanno avuto ‘autentica interpretazione’ e valenza ‘nazionale ed internazionale’ per quei tempi che , assieme a Mazzini e a Garibaldi’ portarono all’Unità d’Italia.
Noi abbiamo avuto solo la fortuna di essere nati a Crespino e di ‘campare’ quel tanto che basta per raccontarvi questa ‘Storytelling’ autentica e fuori dal coro, dedicandola peraltro al prof. Giorgio Rizzi perché è stato una ‘vestale crespinese’, perché è stato premiato significativamente col ‘Premio Vincenzo Carravieri’ ( di cui non ho la foto) e perché è scomparso recentemente.
Poi per quanto riguarda la fotogallery diciamo che non abbiamo di segnalarvi tante didascalie perché le stesse sono ‘incorporate’ in tante immagini, mentre vi proponiamo a completamento alcuni flash di questo Terzo Millennio per sottolineare il ‘valore’ ancora attuale dei Personaggi e della Storia written by maestro Cavazzini.
Così , appunto come immagini ‘contemporanee’ vi proponiamo in avvio la ‘panoramica’ su Piazza Fetonte ‘innevata ‘ e scattata a Crespino tra Chiesa Parrocchiale e Municipio.
E tra le foto senza didascalia , vi proponiamo successivamente la nota fortezza dello Spielberg, quindi due immagini in sequenza con Villa Principe Pio ( vista laterale e frontale dal parco) perché era la casa del carbonaro Benvenuto Tisi ( omonimo del grande pittore ‘da Garofolo’ , di cui nella Chiesa Parrocchiale si conserva un affresco dedicato alla Madonna).
Dopo alcuni flash che qualificano storicamente la location Crespino e quanto attiene alla Carboneria in ambito nazionale ( vedi Venezia che ‘sentenzia’ i Carbonari Polesani e vedi Firenze con “la Patria” che onora Giovanni Bacchiega) ,  vi proponiamo la tomba degli ‘Scabbia’ ai cui piedi ( a sx) è collocata la lapide di Vincenzo Carravieri.
Una lapide speciale e non soltanto per il fatto che ‘erroneamente’ cita Vincenzo Carravieri  con “età 80 anni” mentre a conti fatti il ‘patriota’ era quasi 90/enne.
Per quanto riguarda poi i ‘busti ‘ proposti e collocati sopra la ‘scalinata’ del Municipio di Crespino, segnaliamo per primo Vincenzo Carravieri e poi Don Bernardo Roncati’ vestito coi canonici ‘bottoni’ sull’abito talare.
A dimostrazione della’benemerenza’ meritata dai Carbonari del Polesine vi proponiamo poi la Gran Guardia di Rovigo e la relativa ‘lapide’ che cita e onora i Trenta Carbonari del Polesine.

 

 

Mentre per quanto riguarda i Carbonari Crespinesi raccontati nelle “Testimonianze patriottiche” del Libro Story partiamo onorando proprio il maestro Savazzini ; perciò il suo busto nel porticato del Municipio e la lapide nel Cimitero di Crespino) , come peraltro il maestro Silvio Spotti ‘educatore’ nello stesso periodo e onorato con analogo ‘busto’ sotto il porticato del Municipio.
A seguire ecco come significative benemerenze carbonare le immagini certificative delle “Vie” intitolate a Don Bernardo Roncati e a Vincenzo Carravieri, per ricordare il quale riproponiamo altresì la ‘Tomba Scabbia” ai piedi della quale gli ‘artigiani’ Tiziano & Bruno (in foto) hanno ‘materialmente sistemato’ la ‘recuperata’ lapide del Carbonaro Carravieri.
Un Personaggio al quale il sindaco Luigi Ziviani nel Terzo Millennio ha pensato di ‘intitolare’ il “Premio Vincenzo Carravieri per onorare i personaggi attuali che con loro impegno hanno saputo onorare il nome di Crespino nel mondo.
Perciò vi propongo a titolo esemplificativo la premiazione 2010 ( sempre nel giorno della Festa della Repubblica) dei Fratelli Ongaro  e di Francesco Zambelli e a seguire quella datata 2011 in favore del sottoscritto premiato assieme allo storico professor Giorgio Rizzi ( che meriterebbe un ‘capitolo’ a parte’ come tutti gli altri ‘premiati’ contemporanei).
Ovviamente qui su questo sito www.polesinesport.it per una meritevole promotion in the world , visto che a tutt’oggi il SITO citato ( vedi foto) ha già raggiunto gli oltre 381/mila contatti e le oltre 623/mila pagine viste.
Per quelle ‘luci della ribalta’ che Crespino & Piazza Fetonte ( perciò il flash by Natale 2014) simbolicamente meritano ‘dulcis in fundo’ proprio perché …paese natale di tanti Personaggi prototipo già di casa su questo sito.

Sergio Sottovia
www.polesinesport.it