MIRABILES Coni/Giacometti Alberto “fondatore” della Tre Valli (1958) e presidente Velo Club (ab ovo,1975)


28/07/2011  

Ha portato a Lendinara "Campioni" come Gimondi, Merkx, Basso, Bitossi etc. E poi é una specie di “Oscar alla carriera” la Stella al Merito per Alberto Giacometti. E Cristiano Saggio by Coni ci racconta i 40 anni dell’apostolo del ciclismo a Lendinara.
Priima con la società Tre Valli e poi col Velo Club. Due società che l’hanno visto tra i fondatori e , nel secondo caso, da subito e per sempre presidente.
Davvero speciale quindi questa tappa ‘griffata’ Cristiano Aggio, l’autore del Book intitolato “Mirabiles” col quale il Coni del presidente Osti (a gennaio 2009) ha onorato in maniera ‘universale’ sia Alberto Giacometti tutti i premiati dal Coni con la STELLA AL MERITO SPORTIVO.
Per quanto ci riguarda precisiamo che oltre alla SCHEDA by Aggio, aggiungiamo una “Appendice News”  scritta da Patrizia Prando per raccontare la “speciale annata 1986” del Velo Club Lendinara, di cui appunto Alberto Giacometti era presidente.

MIRABILES by Cristiano Aggio / GIACOMETTI ALBERTO – CICLISMO (NATO A Lendinara 12 luglio 1910) PRESIDENTE FONDATORE DELLA TRE VALLI E DEL VELOCLUB LENDINARA
 (Stella al Merito Sportivo “ARGENTO”/ Brevetto n.3515 anno rif.to 1994)

<< Quella di Alberto Giacometti è veramente una vita incentrata sull’amore per la bicicletta e quando il figlio Tarcisio, classe 1954, mi racconta la storia del papà è bello sentire quella sensazione piena di orgoglio che un figlio dovrebbe avere sempre nel ricordare la figura paterna.
Classe 1910, Alberto Giacometti a 27 anni la bicicletta la usa per lavoro, andando da Molinella, frazione di Lendinara, fino a Valdagno, provincia di Vicenza, a prendere i tessuti dalle “Sorelle Ramonda”, per le 600 anime del paese. Nel 1958 fonda la Società Sportiva Trevalli Lendinara, (il nome deriva da una serie di vie che si incrociano in prossimità di Lendinara): presidente è Orazio Magri.
“Ricordo, dice Tarcisio, che in bicicletta andava a Padova alle riunioni del Comitato regionale”.

I primi corridori della Trevalli sono il figlio Giuseppe e Adriano Malin, e nel 1960 arriva la prima partecipazione ad una corsa ad Este. Nel 1965 anche l’altro figlio Guido entra a far parte della “scuderia” del babbo, assieme a Magagnin proveniente dalla vicina Canda. Ma è il 1966 che la Trevalli, vive il suo anno più bello, con 7 gare vinte da Guido, grazie alla squadra Allievi formata da Guido Giacometti, Franco Pareschi, Ghisellini, Maurizio Mantovani, Maurizio Paio, Giovanni Marzotto, Valerio Beniamino e Uliari Natale.
“Sempre quell’anno mio fratello Guido, ricorda Tarcisio, viene invitato alla scuola “Fausto Coppi” al mitico Vigorelli di Milano nel mese di luglio e ottobre con grande soddisfazione da parte di mio papà”.
Con lui, in quegli anni tutto il ciclismo in Altopolesine cominciò a prender piede. Nel 1967 Giacometti organizza gare di Esordienti e fino al 1970 è ben coadiuvato da Giuseppe Soldà, che divenne poi vice presidente della federazione nazionale.

Nel 1971 arriva il salto di qualità, quando a settembre arrivano a Lendinara, per la fiera, i big delle due ruote. Giacometti, prende contatti con Nino Recalcati, organizzatore di grandi kermesse ciclistiche e così nel centro altopolesano arrivano i campioni Gimondi, Bitossi, Basso, Fuente e il campione del mondo Eddie Merckx, premiato in Comune dall’allora sindaco Rigolin.
“L’ingaggio di questi campioni, ricorda Tarcisio, si faceva a marzo e il cachet per portare Eddie Merckx era di un milione di lire, poi proprio a marzo l’asso belga divenne campione del mondo e per portare la maglia iridata a Lendinara il prezzo salì a un milione
e mezzo”.

Nel 1972 Giacometti tiene a battesimo l’esordio di Mauro Celeghin che poi nel 73, dopo aver vinto 6 gare passò alla Mantovani. L’anno successivo esce dalla società da lui fondata e nel 1975 nasce sotto la sua egida il Velo Club Lendinara, dai colori sociali viola e bianco; arrivano i primi ragazzini e Giacometti ha già pronta una squadra di 25 giovanissimi e tre allievi promettenti, Toso, Timaco e Targa. L’anno successivo, si scioglie la Trevalli.
Organizza, ai primi degli anni ’80 due gare donne a Castelguglielmo e una di ciclocross; porta nel 1984 la finale regionale dei giovanissimi in un circuito a Lendinara e poi per la prima volta in vita sua prende l’aereo.
 “Era il 1986, ricorda Tarcisio e mio papà accompagna Bedendo ai campionati italiani che si svolsero a Catania: per lui una grande emozione”.

Negli anni 90 il ciclismo altopolesano denota una flessione di giovani partecipanti, ma la voglia di organizzare gare non passa certamente a Giacometti e, nel 1993, è il
turno di Fratta Polesine che ospita una manifestazione di Giovanissimi.
Il 9 aprile 1995, Alberto Giacometti, a 85 anni è in sella alla sua bicicletta e sta tornando a casa dopo aver visto un raduno internazionale organizzato dalla Libertas Ramodipalo-Rasa, ma non riuscirà a sapere chi sarà il vincitore di quella gara, perché
viene investito da un’automobile.

“Mio papà, ricorda Tarcisio, mi ha sempre insegnato che il ciclismo è una scuola di vita dove servono sforzo, fatica, sacrificio, allenamento per ottenere risultati positivi che poi ti ripagano immensamente. L’unico cruccio che ho, conclude Tarcisio, è quello di non
esser riuscito, e non certo per colpa mia, ad organizzare nella “sua” Lendinara nell’anniversario del decimo anno della sua scomparsa, una gara che lo ricordasse degnamente”.
Ad Alberto Giacometti è stata conferita la stella di bronzo e argento al merito sportivo.>>

APPENDICE/ ( articolo by Patrizia Prando) / VELOCLUB LENDINARESE: UN ANNO ECCEZIONALE IL 1986

<<Un anno eccezionale per le Veloclub – esordisce Giacometti – con vittorie e soddisfazioni a non finire>>.
Con oltre trenta vittorie fra i primi e secondi in tutta Italia la società ciclistica lendinarese chiude in bellezza l’ottantasei.  Ad Alberto Giacometti direttore della società preside ruta da Roberto Trotto, si illuminano gli occhi. Una passione, quella del ciclismo, nata con lui, direttore sportivo dal ’58. Alla bella età di settantasei anni, Giacometti passa ancora le sue giornate ad allenarsi, a preparare i ragazzini, a scegliere le piste, ad organizzare partenze, girando l’Italia in cerca di vittorie con l’entusiasmo di un giovanotto.
Una carica ed un impegno che hanno avuto quest’anno pubblico riconoscimento in occasione del rodigino festival del cinema sportivo, dove in presenza di Bartali, Argentin ed altri nomi che contano nel mondo delle due ruote, Giacometti, alias factotum del Veloclub,  ha ricevuto un premio per la dedizione al ciclismo.

Giacometti, quando è nato il Veloclub?
<<L’ho fondato io nel settantaquattro dopo che mi hanno messo fuori dalla Tre Valli di Molinella>>  .
Messo fuori?
<<Sì, proprio io, il fondatore, ma è vecchia storia>>.
E’ vero che la Tre Valli ora è intenzionata a fondersi con la vostra società?
<<Loro insistono ma noi non vogliamo saperne>>.
Perché?
<< Verrebbero solo a fare confusione, non sanno niente di ciclismo, mentre il Veloclub è sempre più forte>>.
Quanti ragazzi corrono col Veloclub?
<< Una ventina, uno di più uno di meno>>.

La più grande soddisfazione di quest’anno?
<< In aprile a Milano dove abbiamo avuto il primo e il secondo posto>>.
Altre vittorie significative?
<< Ce ne sono molte; il secondo premio a Pordenone in pista regionale vinto da Monica Baccaro, una bambina di undici anni>>.
La sua è una famiglia di ciclisti, davvero buon sangue non mente.
<< Sono stato fortunato ad avere dei figli così, sani, robusti e con la testa a posto: Guido e Tarciso corrono come amatori mentre Giuseppe sponsorizza la società col W.W.F. Gamam 2000: poi ho un nipotino che corre bella Velo e promette molto bene>>.
Il ciclismo non può morire finché ci sono famiglie come la sua.
<< Ma il ciclismo non sta morendo, è anzi molto fiorente>>.

Qual è la maggiore difficoltà a mantenere in piedi la Velo?
<<I soldi, sempre i soldi, io ci metto tutta la mia pensione ma non bastano mai>>.
C’è una promessa per il ciclismo italiano nel Veloclub?
<< Credo molto in Bedendo, campione provinciale esordiente quest’anno; anche Bettin è molto bravo, ma bisogna vedere andando avanti>>.

Il suo più grande desiderio?
<<Che mio nipote continui a correre>>.
Un augurio per l’ottantasette?
<<Un maggiore interesse delle autorità comunali a Lendinara per questo salutarissimo sport>>.


EXTRATIME by SS/ La cover è per Alberto Giacometti “felice come sempre” quando c’era da premiare i giovani corridori (in foto un atleta del CSI Rubano, in una gara regionale a Lendinara) : Poi nella fotogallery partiamo in bianconero, cioè dal 1 marzo 198, quando  Giacometti era in Piazza a Lendinara coi suoi  atleti del Velo Club Lendinara.
Ma facciamo subito flash back mostrandovi in due foto kit datate 1971 la presenza dei “Campioni” professionisti a Lendinara. Vale a dire Eddy Merkx e Felice Gimondi in Municipio col sindaco Rigolin e poi Gimondi festeggiato dai fans lendinaresi.

Poi la fotogallery onora Alberto Giacometti che, in foto completa, premia il citato atleta del CSI Rubano e poi è protagonista nell’ottobre 1991 in poker foto sul palco col suo staff nel cerimoniale delle premiazioni post gara. A seguire è col berrettino in testa durante una premiazione da parte di Beppe Osti (presidente del Coni) per un corridore del Velo Club Lendinara. Quindi coi suoi “Giovanissimi” festeggiato dal sindaco (con la fascia) e da suo figlio Giuseppe “con la barba” (poi storico presidente della Lendinarese Calcio). In chiusura presentiamo la foto ritaglio giornale 'giustificativa’ dell’articolo ‘firmato’ Patrizia Prando, quindi la certificazione by Coni della Stella al Merito “Argento” datata 1995, e da ultimo la foto della premiazione dell’evergreen Alberto Giacometti effettuata da Vittorino Gasparetto (altre ‘sempreverde’ del ciclismo) e Beppe Osti presidente del Coni provinciale.



Cristiano Aggio
www.polesinesport.it