Monti Feliciano, da Fratta Polesine in Serie A tra Padova & “Torino del primo scudetto”. E la Nazionale...


19/04/2013

Originario di Fratta Polesine, da uomo e da calciatore, Feliciano Monti ha ‘respirato’ la Grande Storia dell’Italia tra i Due Secoli. D’altra parte la famiglia Monti ha avuto legami speciali addirittura con la ‘nascita’ della Carboneria che a Fratta Polesine era di casa, come sappiamo tutti essere di Fratta quel Matteotti che è diventato un ‘Martire della Libertà’ per le sue idee di giustizia ‘proclamate’ e perciò ucciso nel periodo fascista.
Un Personaggio Story, Feliciano Monti, dentro la trilogia dei fratelli Alessandro , Giovanni, Feliciano, che da Fratta Polesine sono partiti ‘giovani’ per andare a Padova ed essere protagonisti nella Storia del Grande Calcio come prototipi di Polesani nel Mondo.
E da questo punto di vista Feliciano lo è stato in modo particolare e autonomo. Perciò oltre ad averlo segnalato nella rubrica “Campioni & Signori” tra i Polesani nel Padova, diciamo che merita questo ‘significativo’ approfondimento su questa rubrica anche perché tra i “Tre Fratelli Monti” proprio Feliciano è quello che ha viaggiato nel Pianeta Calcio più a lungo sia da giocatore che da allenatore, sia in casa Padova che in casa Torino, oltre che per essere stato altresì ‘presente’ in azzurro con la Nazionale dell’Italia anche ai Giochi Olimpici di Parigi 1924.
Insomma Feliciano Monti ha visto tante ‘sfaccettature’ sportive e sociali di una Italia in evoluzione tra le Due Grandi Guerre e …oltre.

 

 

Un Personaggio Story che avevo conosciuto una trentina d’anni fa quando ho letto il Libro Story scritto da Fantino Cocco con Paolo Donà, e intitolato “77 VOLTE PADOVA – 1910 – 1987” .
Un Personaggio Story che poi ho ritrovato nella Storia del ‘primo scudetto’ del Torino dove appunto il polesano Feliciano Monti ha sviluppato per ben “Sei Stagioni” il suo intermezzo in maglia granata prima di rientrare a casa Padova per completare la sua carriera in maglia biancoscudata da giocatore e poi da allenatore/ dirigente.
Perciò ho ripreso i vari appunti sparsi ( anche nella mia memoria) finalizzando le mie ricerche su Feliciano Monti partendo dalle sue ‘origini frattensi’ per certificarne infine quel suo ‘Mondo Professionistico’ sia in casa Padova che in casa Torino e ancora in casa Padova.

Anche per questo ho voluto proporvi questa Feliciano Monti Story attraverso quelle ‘certificazioni’ che ne caratterizzano la sua importanza.
Ecco quindi che, dopo l’anteprima, ecco che in sequenza kit voglio parlarvi di Feliciano Monti proponendovi altresì la sua Biografia by Wikipedia, quindi in flash la sua ‘presenza’ alle Olimpiadi di Parigi 1924 nel tabellino/rosa giocatori dell’Italia.
Poi in sequenza Appendici News alcuni flash storici che ne certificano la ‘speciale partecipazione di Feliciano Monti tra i Grandi Campioni dell’epoca, sia nel Torino (prime tre Appendici) che nel Padova ( quarta Appendice ‘intervista’ by Paolo Donà).
Il tutto completato dai più significativi ‘tabellini’ che dimostrano la presenza di Feliciano Monti titolare in maglia granata ( una partita per ognuna delle 6 annate calcistiche) .

 

 

A questo punto basta leggere e memorizzare i tanti nomi e i tanti eventi raccontati e si capisce perché Feliciano Monti meritasse questo spazio ‘prototipo’ tra i Polesani nel Mondo, proprio per la sua valenza nazionale/internazionale.
Per quanto riguarda invece le radici importanti radici storiche della Famiglia Monti a Fratta Polesine voglio proporvi tout court questo significativo flash tratto da libro “3000 anni di storia curato dal Comune di Fratta, dalla Pro Loco e dalla Biblioteca Comunale che spiega:<< … Con il Congresso di Vienna, Fratta passò sotto la denominazione austriaca e vi rimase fino al 1866, anno della terza guerra di Indipendenza. Fu in quel periodo che Fratta è una delle più gloriose e dolorose pagini degli albori del Risorgimento. Essa, si può dire, iniziò il giorno 11 novembre 1818, quando donna Cecilia Monti di Fratta offrì ai Carbonari, in casa sua ( Villa Molin-Avezzù), il famoso pranzo che diede origini a tante sciagure. Pochi giorni dopo quel fatale convegno furono tutti arrestati. Questo è il primo germe della lunga serie di processi che aprirono a tanti italiani le dolorose porte dello Spielberg: Conte Antonio Oroboni, Cecilia Monti, Angelo gambato, Antonio Francesco Villa, Don Marco Fortini, Giovanni Monti, Antonio e Carlo Poli, Giacomo e Sebastiano Monti, Domenico Davì, Antonio Davì: questi i nomi dei Carbonari>>.

Già, quella Carboneria che tra l’altro in Polesine con le sue famose ‘vendite’ era ‘presente e protagonista’ anche a Crespino dove furono altresì arrestati e mandati allo Spielberg i vari Felice Foresti, Vincenzo Carravieri, Giovanni Bacchiega e altri by Fetonte City & Dintorni…

Come si vede anche dai nomi e cognomi, che d’abitudine si tramandavano di padre in figlio oppure ai nipote, è evidente l’importanza storica della Famiglia Monti di Fratta Polesine, quella appunto dei Tre Fratelli Monti poi approdati al Padova e protagonisti nell’epoca tra Sport & Vita.

 

 

 
ANTEPRIMA NEWS / MONTI FELICIANO – STATISTICHE - by Libro “77 VOLTE PADOVA – 1910 – 1987” di Fantino Cocco con Paolo Donà/ (ed.Pragmark, stampato by Nuova Grafica Cierre – Verona)

<<<03-MONTI FELICIANO ( III°)   - attaccante - nato a Fratta Polesine 16.01.1902. Debutto 12.10.1919 (PD -Verona Hellas 7-0, prom reg). Ultima partita 12.04.1936 (PD - Vicenza 0-1, serie C). Queste le sue stagioni. 1919-20 (19 p e 4 gol, camp reg); 20-21 ( 2p e 3 gol, camp reg); 21-22 ( 19 p e 2 gol, lega nord).
Quindi 6 stagioni in serie A con questi numeri: 22-23 ( 27 p e 3 gol); 23-24 ( 19 p e 1 gol); 24-25 ( 19 p e 3 gol); 25-26 ( 20 p e 10 gol); 26-27 (18p e 6 gol), infine 33-34 (29p e 3 gol). Poi 1934-35 (16 presenze in serie B) e 35-36 solo 3 partite in serie C. Per un totale di 191 partite e 35 gol segnati. Inoltre da <b>allenatore</b>  ha fatto l'esordio in panchina il 22.9.1946 ( PD-Forlì 3-1) rimanendovi per 6 gare fino alla partita del 27.10.1946 ( PD-Pro Gorizia 3-2). >>
BIOGRAFIA DI FELICIANO MONTI ( by www.wikipedia.it )

Giocò nel Padova dove debuttò nella stagione 1919-1920 e nel Torino dove debuttò nella stagione 1927-1928 totalizzando nella sua carriera 353 presenze e 48 gol. Si ritirò mentre militava nel Padova nella stagione 1935-1936 dopo esserci tornato nella stagione 1933-1934.
 
NAZIONALE: Fu convocato per tre volte tra il 1923 e il 1924 nelle partite Italia-Ungheria 0-0, Austria-Italia 0-0 e Ungheria-Italia 7-1.
 
Allenatore : Ha allenato il Padova in Serie B per sei giornate nel 1946.

 

 

 
BIOGRAFIA

Ruolo: Allenatore (ex attaccante)
Ritirato:  1936
 
CARRIERA (LEGENDA:  Annata Sportiva, Squadra di Club, Prsenze, Reti):

1919-1927  / Padova  / 143 (32)
1927-1933 / Torino  / 161 (10)
 1933-1936 / Padova / 48 (3)
 
NAZIONALE:
1923-1924 /  Italia / 3 (0)
 

CARRIERA DA ALLENATORE:
1946 / Padova
 
PALMARES:
Campionato italiano: 1 (+1)
 Torino: 1927-1928, (+ 1926-1927 revocato)

FLASH APPENDICE BIOGRAFIA/OLIMPIADI PARIGI 1924
( ITALIA -TERZO ROUND ) 

Switzerland – Italy 2:1 (0:0)

02 June 1924 / Paris / Stadium Bergeyre

Goals scored
Paolo STURZENEGGER (SUI) 47',
Giuseppe DELLA VALLE (ITA) 52',
Max ABEGGLEN (SUI) 60'
 
SWITZERLAND/ Line-up / [1] Hans PULVER (GK) , [2] Adolfe REYMOND , [3]
Rudolf RAMSEYER , [4] August OBERHAUSER , [5] Paul SCHMIEDLIN,
[6] Aron POLLITZ , [7]  Karl EHRENBOLGER , [8] Paolo STURZENEGGER ,
[9] Walter DIETRICH , [10]  Max ABEGGLEN , [11] Paul FAESSLER .
Substitute(s) : Adolf MENGOTTI , Charles BOUVIER , Edmond KRAMER ,
Felix BEDOURET , Gustav GOTTENKIENY , Jean HAAG , Louis RICHARD ,
Marcel KATZ , Robert PACHE , Theo SCHAER , Walter WEILER ;
Coach Edward DUCKWORTH (ENG)

ITALY/ Line-up / [1] Giovanni DE PRA (GK) , [2]  Virginio ROSETTA , [3] Umberto CALIGARIS , [4] Ottavio BARBIERI , [5] Luigi BURLANDO , [6] Giuseppe ALIBERTI ,
[7] Leopoldo CONTI , [8]  Adolfo BALONCIERI , [9] Giuseppe DELLA VALLE ,
[10] Mario MAGNOZZI , [11] Virginio LEVRATTO.
Substitute(s) : Antonio BRUNA, Antonio FAYENZ , Antonio JANNI , Cesare MARTIN ,
Feliciano MONTI , Gastone BALDI , Giampiero COMBI , Mario ARDISSONE ,
Renzo DE VECCHI , Severino ROSSO ,
Coach : Vittorio POZZO (ITA)

Referee
 Johannes MUTTERS (NED)

Assistant Referee 1
 A. HENRIOT (FRA)

Assistant Referee 2
 Georges VALLAT (FRA) >>

 

 

PRIMA APPENDICE FLASH NEWS “FELICIANO MONTI NEL TORINO” ( di Andrea Piva by www.toro.it ) / BIOGRAFIA & CARATTERISTICHE:(19 dicembre 1902: nasce Feliciano Monti )

<< Tra i protagonisti del primo scudetto del Torino c'è anche uno dei pochi rodigini che hanno vestito la maglia granata. Si tratta di Feliciano Monti, un'ala destra dall'assist più che dal gol facile, che ha giocato nella fila del Toro per sei stagioni.
 
Nato nella provincia di Rovigo, esattamente a Fratta Polesine, il 19 dicembre del 1909, Monti ha iniziato la sua carriera da calciatore nel Padova. Nell'estate del 1927 viene acquistato dal Torino e diviene subito uno dei titolari dell'undici granata. Gioca come ala destra, ma non ha una grande confidenza con il gol. Sono infatti solo 10 le sue marcature nelle sei stagioni in granata. È comunque dotato di una buona tecnica individuale, che gli permette spesso di saltare l'avversario e far segnare i propri compagni, oltre che di conquistare in tre occasioni la maglia della Nazionale. Alla sua prima stagione in granata vince subito lo scudetto, regalandosi una grande gioia e contribuendo ai suoi compagni di riprendersi in parte quello che il presunto caso di corruzione di Allemandi, nella stagione precedente, aveva tolto.
 
Il debutto di Monti in granata non è stato per lui, dal punto di vista del risultato, dei più felici. Il Toro perde infatti 1-0 in casa contro la Pro Vercelli. Di sicuro è stata più esaltante la partita della sua prima rete sotto la Mole. Al Filadelfia arrivò la Reggiana, un avversario sicuramente di un livello decisamente inferiore di quello dei granata. La gara finisce con un roboante 14-0 e la decima rete fu proprio di Monti. Dopo sei stagioni al Torino, "Cece", così era soprannominato, tornò a giocare nel Padova, dove concluse la sua carriera.
 
Feliciano MONTI III
 Nato a Fratta Polesine (RO) il 19/12/1902
Esordio nel Toro il 29 ottobre 1927 in Torino-Pro Vercelli 0-1
Presenze 172
Gol 10 >>

 

 

SECONDA APPENDICE “IL TORINO DEI TEMPI DI FELICIANO MONTI “FLASH NEWS/ ( by.www.torinofc.it ) / LA PRESIDENZA DEL CONTE MARONE CINZANO, LO SCUDETTO REVOCATO, IL PRIMO SCUDETTO VINTO/ I GRANDI CAMPIONI DI QUEGLI ANNI

<< Nel 1924 alla presidenza del Torino venne eletto il Conte Marone Cinzano, che riuscirà a far vivere momenti di gloria alle casacche granata. Fin dall’estate 1925 Cinzano si gettò in operazioni di mercato mirate alla formazione di una squadra molto competitiva. Dall'Argentina arrivò il bomber Julio Libonatti (primo oriundo a vestire la maglia azzurra della Nazionale) e dall'Alessandria Adolfo Baloncieri. Quell’anno il Torino giunse solo secondo alle spalle del Bologna nel proprio raggruppamento, ma Libonatti e Baloncieri mostrarono subito il loro valore, segnando 38 gol dei 67  complessivi della squadra.
 
L’anno successivo arrivò al Torino dallo Spezia anche la mezz’ala Gino Rossetti, che il Conte Cinzano pagò ben 25.000 lire. Rossetti, assieme a Libonatti e Baloncieri, diede vita al famoso “trio delle meraviglie”, arricchito dalla sagacia tattica del tecnico Tony Cargnelli. Arrivarono anche il portiere Bosia, l'ungherese Balacics, e dal Pisa Enrico Colombari, esterno di classe e sostanza.
 
L’annata 1926/27 vide l'inaugurazione dello stadio Filadelfia: l’avvenimento venne festeggiato il 17 ottobre del 1926 con una vittoria per 4-0 ai danni della Fortitudo Roma.
 
La squadra dell'anno 1926/27 era allenata da Schoffer e composta da Bosia, Balacics, Martin II, Colombari, Janni, Sperone, Carrera, Baloncieri, Libonatti, Rossetti, Franzoni. Una grande formazione che infatti si aggiudicò il titolo il 10 luglio 1927, battendo 5-0 il Bologna secondo in classifica. Il titolo venne poi revocato il 3 novembre dello stesso anno, per  un presunto tentativo di corruzione di Allemandi, terzino della Juventus, avvenuto in occasione del derby disputato il 5 giugno del 1927 e vinto dal Torino per 2-1 con gol di Balacics. Si era già alla fine del campionato quando il giornale “Lo sport” di Milano pubblicò la notizia di un broglio a favore del Torino, notizia ripresa dal “Tifone” di Roma ed ampliata da un giornalista che abitava nella stessa pensione di Allemandi.
 
Lo scudetto venne revocato mentre Allemandi fu squalificato a vita. Il titolo italiano nel 1927 non fu assegnato, ma Allemandi fu amnistiato e scontò alla fine solo un anno di squalifica grazie all’ottimo comportamento degli Azzurri alle Olimpiadi di Amsterdam.
 
L’anno successivo il Torino si riconfermò Campione d’Italia, mettendo a tacere tutte le polemiche. Dopo l’annullamento dello scudetto precedente la squadra reagì con il capitano Baloncieri grande trascinatore. Fu una cavalcata trionfale.  Divennero storiche alcune goleade come l'11-0 al Brescia e al Napoli e il 14-0 alla Reggiana, tutte al Filadelfia. Anche il trio delle Meraviglie non fu da meno: Libonatti, Baloncieri e Rossetti misero a segno rispettivamente 35, 31 e 23 gol, per un totale di 89 reti in tre.

 
 
LA SQUADRA DEL 1927/28
 
Questa la formazione vincitrice del primo scudetto: Bosia, Martin III, Martin II, Martin I, Colombari, Sperone, Vezzani, Baloncieri, Libonatti, Rossetti, Franzoni. Il tanto atteso tricolore, che il Toro si aggiudicò il 22 luglio pareggiando con il Milan 2 a 2, venne degnamente festeggiato con una tournée-vacanza in Sud America.

Alla gioia per lo scudetto seguì la delusione dell'abbandono del Conte Marone Cinzano, troppo scosso dell'accusa che aveva portato all'annullamento dello scudetto del 1927. Così, nonostante il successo, Cinzano diede le dimissioni dalla presidenza e passò la mano a Giacomo Ferrari.
 
Nel campionato 1928/29 i granata non riuscirono a ripetere l’impresa della stagione precedente: lo scudetto andò al Bologna al termine di uno spareggio deciso da un gol di Muzioli ad otto minuti dalla fine. Fu l’ultimo campionato a due gironi perché dall'anno successivo il campionato si svolse a girone unico, così come lo conosciamo oggi. Nel primo campionato a girone unico vinto dall'Ambrosiana Inter i granata si piazzarono al quarto posto.
 
Nel frattempo iniziarono a svilupparsi i settori giovanili delle grandi squadre, veri e propri serbatoi di risorse  per le formazioni principali. Il Torino nel 1932 creò, in onore del grande Adolfo Baloncieri che lasciava il calcio, una sezione giovanile a lui dedicata, i “Balon boys”, affidata a Carlo Rocco detto Carlin, che dedicò la sua vita ai giovani calciatori. Da questo grande serbatoio emersero in quegli anni campioni del calibro di Raf Vallone, Federico Allasio, Giacinto Ellena, Cesare Gallea.

All’inizio degli anni ’30 il Toro, dopo l’abbandono del conte Cinzano, vide il succedersi di numerosi presidenti: Ferrari, Vastapane, Gervasio, Mossetto, Silvestri, Cuniberti.

Fu un periodo di instabilità che si rifletterà anche nelle posizioni non brillanti nei campionati di quegli anni: 7° nel 1930/31, 8° nel 1931/32, ancora 7° nel 1932/33, 12°nel 1933/34 e solo 14°, ad un passo dalla serie B, nel campionato 1934/>>

 

 

 

TERZA APPENDICE NEWS ( by www.eciclopediadelcalcio.it ) / HABITAT “TECNICO” DEL TORINO 1926/27 e DEL TORINO 1927/28 ( QUELLO DEL PRIMO ANNO DI FELICIANO MONTI)

<< 1926-27. Il Torino risponde alla Juventus, andando a vincere il suo primo scudetto. Che però viene revocato, a causa del primo clamoroso scandalo del nostro calcio, quello che vede come protagonista Allemandi. Il forte difensore bianconero, viene convinto da un dirigente granata a non impegnarsi nel derby decisivo e provoca la decisione della Federazione di revocare lo scudetto vinto dallo squadrone allestito da Enrico Marone facendo perno sul formidabile Trio formato da Baloncieri, Libonatti e Rossetti II. Il titolo in questione, tra le ovvie rimostranze del Bologna, secondo classificato, non sarà mai assegnato.

1927-28. Il Torino si rifà della delusione dell'anno prima, vincendo il suo secondo scudetto, primo effettivo. Ancora una volta il Trio si conferma vero valore aggiunto per una squadra formidabile e sbaraglia ogni concorrenza, dimostrando che la vittoria dell'anno precedente era del tutto legittima e l'assoluta bontà di una intelaiatura priva di punti deboli, nella quale Baloncieri, Libonatti e Rossetti vedono esaltate le loro straordinarie doti di stoccatori.>>



QUARTA APPENDICE FLASH NEWS “FELICIANO MONTI INTERVISTATO A PADOVA (by Libro “77 VOLTE PADOVA – 1910 – 1987” di Fantino Cocco con Paolo Donà/ ed.Pragmark, stampato by Nuova Grafica Cierre – Verona) 

FELICIANO MONTI, STORIA DI UN’EPOCA

<<Avevo 18 anni, forse meno quando io e un gruppo di ragazzini terribili giocavamo a Prà della Valle, all’Isola Memmia. C’era l’erba e ci si divertiva un mondo. E c’erano anche le guardie, che ci rincorrevano sempre e non solo perché si calpestava il verde.
Volevano spaventare qualcuno dei più vivaci…>>

L’intervista è stata raccolta da Paolo Donà. Non  è stato facile riuscire a parlare, ad avere una semplice conversazione, con Feliciano Monti, attaccante del Padova anni 1919-32, comunemente conosciuto col nome di Cice: Monti abita a  Padova, con la sorella, in un appartamento nei pressi della stazione ferroviaria, sta bene, dimostra meno degli 85 anni che l’anagrafe gli assegna.

Mary Monti – si scrive proprio con l’ipsilon, pur essendo italiana al cento per cento – tiene amorevolmente sott’occhio Cice: niente interviste, potrebbe soffrirne. Ala fine, acconsente. Dieci minuti, niente di più…
Feliciano Monti ricorda: In pratica, il primo Padova è nato proprio dalle corsette in Prà della Valle.
Giocavamo io, Fayenz, che sarebbe diventato quel grandissimo giocatore, Pastore, Busini I, Busini III, Palla… l’ossatura del futuro Padova.
E’ stato l’ingegner Tessari a prelevarci. Noi ci chiamavamo Aurora, eravamo una squadretta di ragazzini, senza sede, senza dirigenti, senza presidente. Ci si divertiva e basta. Poi abbiamo giocato tutti in prima squadra.
Si è detto che Tessari ci ha ‘comprato’ con caramelle, cioccolatini o cose simili. La verità è che potevamo giocare per la prima volta in un club, ed eravamo orgogliosi di poter dare quattro calci al campo Belzoni.
Il nostro era un gioco primitivo, direi che questa è la definizione che più si avvicina; in teoria si doveva tenere la posizione, chi era terzino destro faceva il terzino destro, che era mediano destro faceva il mediano destro, chi era centravanti giocava al centro. Però dove c’era il pallone c’era anche qualcun altro di troppo…

 

 

 

Ad ogni modo qualcuno sapeva trattare benissimo il pallone, come Edoardo Peyer, che è stato in pratica l’allenatore, il giocatore, il capitano, l’anima della squadra nei primi anni, cioè dal 1919 in poi. Era uno svizzero, lavorava in una banca di cambio. Un signore.
Cortesissimo, insegnava ai suoi compagni di squadra le cose più elementari, da come si stoppa un pallone a come s tira con precisione in porta. Gli avversari lo temevano.
Poi l’allenatore è stato Burgess, l’inglese.
Nel suo paese, era un grandissimo giocatore, un nazionale. Il Padova di quei tempi, era il 1922, ha voluto fare il salto di qualità, ingaggiando un vero professionista.
Credo che sia venuto in Italia per cambiare aria: in famiglia era contornato da cinque donne… quattro figlie e una moglie.
Burgess è venuto da noi senza parlare una sola parola della nostra lingua. Di giorno, leggeva moltissimo, alla sera prendeva lezioni di italiano da una maestrina. Era un divoratore di libri.
Ci lasciava al nostro senso di responsabilità, per quanto riguarda le serate e in generale la vita da condurre. Beh, a dire il vero, qualche innocente quanto invisibile controllino esisteva, e qualche volta ci faceva andare al cinema tutti insieme. Lo consideravamo n papà dai modi raffinati.
Gli allenamenti? Tre volte la settimana, il martedì, il mercoledì, il giovedì. Si cominciava alle due del pomeriggio, si finiva quando si finiva…poteva durare un’ora, ma nache due o tre.
Vizi? Niente. Oddio, qualche bicchiere, qualche sigaretta.
Quando eravamo assieme, ad esempio prima della partita, si andava a fumare di nascosto in gabinetto…  

Prima degli incontri ci si trovava tutti “Dalla Giulia”, che era in via Sperone Speroni. Eravamo clienti fissi, anche il menù era fisso e abbondante: zuppa pavese o brodo, un uovo, formaggio, braciola di cavallo al sangue per renderci più robusti, verdura, frutta cotta.
Naturalmente, acqua. Si pranzava alle 11.30 precise. Qualcuno era un mangiatore formidabile; ricordo un Fabris che, quando era a tavola, oltre che terminare le sue porzioni, arraffava  tutto quello che trovava da mangiare, se lo nascondeva, e lo divorava a quattro palmenti all’intervallo della partita…
Di nascosto, è ovvio.

Dopo l’incontro, tutte le domeniche si andava dall’ingegner Vianello, il presidente anche dell’azienda del gas, la cui grande passione era che mangiassimo i suoi ottimi pasticcini.
Si beveva anche un goccio.

 

 

I pugni all’arbitro di Padova – Verona? Era il campionato 1922-23, un incontro molto sentito dalle due tifoserie, si giocava sul neutro di Vicenza.
Stadio gremito, con tantissimi tifosi del Vicenza che tifavano Verona. Più esattamente erano contro il Padova…
L’arbitro Busatto di Vicenza. Ricordo che ogni volta che avanzavo, il direttore di gara fischiava non so cosa contro di me. Una volta, due volte, passi… Gli arbitri possono anche sbagliare. Ma la cosa si ripete sistematicamente, comincio ad arrabbiarmi e esclamo:Arbitro, qui rovino la squadra, se lei mi consente di andare avanti…
Già, perché segnavo tanto e avevo un fortissimo tiro.
L’arbitro zitto.

A un certo punto mi arrabbio  per davvero. Busatto si avvicina e, urlando, mi dice di andare fuori. Non ci vedo più; gli mollo un pugno in pieno viso. L’effetto è che gli cadono gli occhiali. Non mi ritengo soddisfatto, e mollo un altro cazzotto.
A questo punto, mentre l’arbitro viene soccorso, succede il finimondo. Gli spettatori vicentini, imbestialiti, e quelli veronesi, ancora più imbestialiti, fanno invasione di campo venendo incontro a me per fare giustizia sommaria.
Ho una paura tremenda, e ne predo tante, ma tante.
Pugni, spinte, calcioni, da tutte le parti. Insulti tremendi, minacce aperte. Tanta paura e tanto male per le botte. Me la cavo relativamente bene, vengo squalificato per sei mesi.
Sono sempre stato corretto, ma diciamo n po’ vivace.

Com’erano gli arbitri? Preparatissimi, non c’è che dire. La spiegazione: ai miei tempi, tutti gli arbitri, dico tutti, erano ex calciatori, che avevano appena terminata l’attività agonistica.
Possedevano quindi il senso del gioco, capivano le situazioni, coglievano al volo le sfumature dei vari momenti. E poi, erano anche persone colte, quasi tutte in possesso di un titolo di studio universitario. Soprattutto, avevano ben capito e interpretato nella giusta misura una situazione che invece ora porta alla violenza: difendevano l’attaccante nei confronti del difensore.
La violenza oggi nasce perché non si lascia più giocare il centravanti, l’ala.
Quando uno gioca contro l’altro, c’è sempre tensione. Prendiamo ad esempio un giocatore di vera classe, Platini: non si fa mai toccare da nessuno…

Gli illeciti? C’erano anche allora. Derby Torino – Juventus, non ricordo esattamente di quale anno: ad Allemandi sono state offerte centomila lire perché giocasse a perdere.
Doveva spartirle con altri due giocatori. Non ha detto nulla, si è messo in tasca i soldi, e il Torino ha vinto.
E’ successo anche un fatto tragico : l’arbitro Venegoni di Legnano, uno dei migliori in assoluto n Italia, si è ammazzato soltanto perché circolavano sul suo conto che avesse preso i soldi per addomesticare una partita.

I guadagni dei calciatori? Nonostante si pensi esattamente il contrario, il calciatore era un privilegiato, con uno stipendio buono, molto al di sopra della media, con i premi partita, piuttosto consistenti. In proporzione, come potere d’acquisto, non credo che fossero molto diversi da quelli che vengono elargiti adesso.
Uno stipendio fisso poteva essere anche di mille lire al mese e valevano tanto perché guadagnate molti anni prima della famosa canzone “Se potessi avere mille lire al mese…”.

Con cinque lire si facevano due-tre pasti abbondanti. Ecco i conti: se un pasto era di deue lire e ora sono ventimila, mille lire di allora sono diecimilioni di adesso.
Calcio primitivo, sì, ma ricco…>>  

 

 

QUINTA & LAST APPENDICE/ ( by siti societari della Juventus e by enciclopediadelcalcio.it) / “TUTTE LE SEI STAGIONI DI FELICIANO MONTI NEL TORINO CERTIFICATE DAI RISPETTIVI TABELLINI” (UNA PARTITA PROTOTIPO PER OGNI ANNATA CALCISTICA)

PRIMO TABELLINO “MONTI NEL TORINO”
Campionato di Divisione Nazionale 1927-1928 - Girone finale, 4 andata
Torino, domenica 6 maggio 1928
JUVENTUS-TORINO 1-4
MARCATORI: Baloncieri 30, Libonatti 41, Libonatti 55, Cevenini III rigore 75, Libonatti 81
JUVENTUS: Combi, Rosetta, Ferrero P., Barale III, Vojak I, Bigatto C., Munerati, Cevenini III, Vojak II, Bonivento, Barisone - Allenatore Violak
TORINO: Bosia, Monti III, Martin II, Martin III, Janni, Sperone, Vezzani, Baloncieri, Libonatti, Rossetti II, Franzoni
ARBITRO: Carraro
RIGORI FALLITI: Libonatti 70 (Torino)
NOTE: L'08/04/1928 la partita era stata rinviata dal signor Carraro per impraticabilità del campo (un quarto del terreno era allagato)>>

SECONDO TABELLINO “MONTI NEL TORINO 1928/29 ( FASE FINALE)

Torino 30 Giugno 1929

Torino-Bologna 1-0
Torino: Bosia; Monti, Martin II; Martin III, Colombari, Aliberti; Vezzani, Baloncieri, Libonatti, Rossetti II, Franzoni;
Bologna: Gianni; Monzeglio, Gasperi; Genovesi, Baldi, Pitto; Busini, Della Valle, Schiavio, Busini III, Muzzioli;
Arbitro: Sig. Lenti di Genova
Reti: s.t. Libonatti 20'>>

TERZO TABELLINO “MONTI NEL TORINO 1929/30”
Busto Arsizio 6 Luglio 1930

Pro Patria-Torino 1-0
Pro Patria: Colombo II; Mara, Fizzotti; Borsani, Pellegatta, Giani; Rossi I, Marianelli, Leone, Reguzzoni, Crosta;
Torino: Castaldi; Monti III, Panosetti; Giuntoli, Piantoni, Martin III; Casaro, Rossetti, Imberti, Lorini, Vay;
Arbitro: Sig. Gonani di Ravenna
Reti: p.t. Crosta 5'>>


I TABELLINI DI TUTTE LE PARTITE DELLA JUVENTUS
Campionato di Serie A 1929-1930 - 8 ritorno
Torino, domenica 27 aprile 1930
JUVENTUS-TORINO 2-0
MARCATORI: Cesarini 19, Cesarini 74
JUVENTUS: Combi, Rosetta, Caligaris, Violak, Varglien I, Bigatto C., Merciai, Munerati, Cesarini, Crotti, Orsi - Allenatore Aitken
TORINO: Bosia, Monti III, Martin II, Martin III, Colombari, Sperone, Miotti, Baloncieri, Janni, Rossetti, Silano - Allenatore Sturmer
ARBITRO: Dani

QUARTO TABELLINO “MONTI NEL TORINO 1930/31”

Campionato di Serie A 1930-1931 - 12 ritorno
Torino, domenica 31 maggio 1931
TORINO-JUVENTUS 1-1
MARCATORI: Ferrari 27, Libonatti 78
TORINO: Bosia, Monti III, Martin II, Martin III, Janni, Mongero, Franzoni, Baloncieri, Libonatti, Rossetti, Silano - Allenatore Morelli
JUVENTUS: Combi, Rosetta, Caligaris, Varglien II, Varglien I, Mosca, Munerati, Cesarini, Vecchina, Ferrari, Orsi - Allenatore Carcano
ARBITRO: Dani
ESPULSIONI: Martin III 83 (Torino)
NOTE: Dal 41° Juventus in 10 uomini per un infortunio a Vecchina>>

QUINTO TABELLINO “MONTI NEL TORINO 1931/32”

Campionato di Serie A 1931-1932 - 12 andata
Torino, domenica 20 dicembre 1931
TORINO-JUVENTUS 0-0
TORINO: Bosia, Monti III, Martin II, Martin III, Giudicelli, Janni, Baloncieri, Prato, Libonatti, Rossetti, Silano - Allenatore Baloncieri
JUVENTUS: Combi, Rosetta, Ferrero P., Varglien I, Monti, Bertolini, Vecchina, Cesarini, Maglio, Ferrari, Orsi - Allenatore Carcano
ARBITRO: Carraro
ESPULSIONI: Varglien I 83 (Juventus); Silano 83 (Torino)>>

SESTO TABELLINO “MONTI NEL TORINO 32/33” (SESTA E SUA ULTIMA STAGIONE STAGIONE)

Campionato di Serie A 1932-1933 - 10 ritorno
Torino, domenica 30 aprile 1933
JUVENTUS-TORINO 2-1
MARCATORI: Busoni 14, Varglien II 27, Borel II 70
JUVENTUS: Combi, Rosetta, Caligaris, Varglien I, Monti, Bertolini, Munerati, Varglien II, Borel II, Ferrari, Orsi - Allenatore Carcano
TORINO: Maina, Monti III, Martin II, Prato, Janni, Martin III, Castellani, Libonatti, Busoni, Rossetti, Bo - Allenatore Hansel
ARBITRO: Caironi
ESPULSIONI: Munerati 50 (Juventus)
NOTE: Intorno al 20° infortunio a Varglien I che resta comunque in campo>>

 

 

EXTRATIME by SS/ La cover è per Feliciano Monti, in trittico "Padova-Torino-Nazionale".

Poi nella fotogallery, visto che abbiano già dati i tabellini ‘prototipo’ di tutte le stagioni by Feliciano in maglia granata/Torino andiamo  a fare altrettanto per quanto riguarda le stagioni di Feliciano Monti in maglia bianco scudata/Padova, giusto per ambientalizzare con nomi e cognomi alcuni dei più significativi protagonisti ( a scalare per numero di presenze) del Calcio Prof Made in Italy.
Così per quanto riguarda la prima foto ‘bianconera’ griffata Padova 1919/20 ( la prima annata post-bellica) segnaliamo questa “Lista Presenze”: PORTIERI/ Girardi e Munaron, DIFENSORI:  Monti III, Zambotto, Modulo, Fagiuoli, Marino II, Donà, Fayenz, Zambotto II, Marino I, Danieli, Fouger, ATTACCANTI: Silvestrini, Monti II, Busini, Paronetto, Peyer, Vianini, Mion.
A seguire la foto Padova 1920/21 ( portiere primo a dx) che ha registrato questa rosa molto più ampia:PORTIERI: Paglianti, Munaron, DIFENSORI: Fayenz, Modulo, Marino II, Zambotto I, Zambotto II, Turra III, Ronconi, Grani, Fabris, Marino I, Lodolo, Doni, ATTACCANTI: Fagiuoli, Danieli,, Busini I, Monti II, Busini III, Peyer, Palla, Pastore, Monti I, Monti III, Girardi, Camilotti, Astolfi.
Poi il Padova 1921/22 di mister Herbert Burgess (primo a sx, col portiere sdraiato in prima fila) che ha registrato queste  presenze ‘a scalare’: PORTIERI Paglianti ( tutte e 22 le partite), DIFENSORI : Fayenz, Modulo, Fagiuoli, Girani, Conti, Francesconi, Marino II, Ronconi, Zambotto, Turra III, Doni, ATTACCANTI: Danieli, Barzan, Monti II, Monti III, Conti, Busini III, Pastore.
Era poi un Grande Padova quello datato 1922/23 che vi mostra i fratelli Giovanni e Feliciano Monti in prima fila a fianco del portiere  e che ha registrato queste ‘presenze’ a scendere: PORTIERI : Fantoni, Paglianti e Cesare Zancanaro ( solo una partita per il portiere poi dell’Alba Roma e grande allenatore in casa Rovigo, di cui ho raccontato la Story nel mio primo libro Polesine Gol); DIFENSORI: Modulo, Fayenz, Fagiuoli, Girani, Danieli, Barzan, Doni, Franceschini; ATTACCANTI: Monti III, Busini I, Monti II, Busini III, Pastore, Favaron.
A questo punto ( per non esagerare con le fotografie) passiamo al Padova 1925/26 con Feliciano Monti primo accosciato a dx e coi biancoscudati che hanno snocciolato queste presenze: PORTIERI: Biri, Fassina; DIFENSORI: Fayenz, Fagiuoli, Girani, Barzan, Danieli, Mion, Scanferla; ATTACCANTI:  Kregar, Busini III, Monti III, Busini I, Vecchina, Veronese, Fatter, Zanninovich, Monti II.
Quasi baipassando il periodo di Feliciano Monti in casa Torino ( visto le didascalie incorporate) sottolineiamo che nella terza e ultima foto granata 1928/29 ( come spesso accade) Feliciano Monti è il primo in alto a dx, col suo ‘noto quanto particolare’ taglio di capelli/riga.
Ritornando ad accompagnare Feliciano Monti in maglia biancoscudata vi proponiamo il Padova 1929/30 nel classico saluto fascista e che durante la stagione ha snocciolato queste ‘presenze a scendere’: PORTIERI: Latella, Colognese; DIFENSORI: Danieli, Bergamini, Zanninovich, Bedendo, Scanferla, Favaron, Piasentin, Girani, Favaro; ATTACCANTI: Prendato, Lamon, Monti II, Perazzolo ( tra l’altro negli anni ’60 allenatore del Due Torri Rovigo) , Vecchina, Gamba, Oriani, Tognana, Schivardi.
Quindi Feliciano Monti ( primo accosciato da sx) nel Padova 1933/34 che ha registrato questa sequenza presenze:PORTIERI: Ambrosio, Olivieri, Cavasin; DIFENSORI: Foni, Battiston, Bergamini, Bettini II, Monti III, Scanferla, Zanvettor, Tavano, De Marchi; ATTACCANTI: Baldo, Spivach, Busini III, Bettini I, D’Odorico, Polesel, Zanca, Muzzioli, Geremia, Bianchi, Boni, Nardini, Maffioli.
Nella successiva immagine ecco i Padova 1934/35 di Feliciano Monti con tra gli altri Annibale Frossi ‘signore con gli occhiali’. Per la cronaca ecco le ‘presenze dei bianco scudati in quella stagione: PORTIERI: Cavasin, Ambrosio; DIFENSORI: Bettini II, Bergamini, Baldo, Grassetto, Monti III, De Marchi, Goliardo, Maran, Zanvettor, Ronconi, Baccaglini; ATTACCANTI: D’Odorico, Frossi, Rossi, Bettini I, Benelle, Alfonsi, Gamba, Zanca, Bondesani.
L’ultimo flash per Feliciano Monti è quello ‘agganciato’ al team Padova post bellico datato 1946/47 , dove Feliciano ( primo a sx) è l’allenatore che durò solo 6 partite , partendo dall’esordio winner 3-1 sul Forlì al last match sempre winner 3-2 sul Pro Gorizia.
Era il campionato di Serie B, con quel Padova che per la cronaca e per la storia, snocciolò queste presenze a scendere: PORTIERI: Luisetto, Romano; DIFENSORI: Sforzin, Meneghello, Giuliani, Stellin, Zanon, Arrighini, Baccilieri, Rolle; ATTACCANTI: Formentin, Celio (altro polesano), Fiore, Colaussi, Adcock, Polo (adriese doc), Conti, Coppola, Briard, Serantoni (solo una partita giocata, poi allenatore subentrando a Feliciano).
A chiudere la nostra carrellata by fotogfallery proponiamo Feliciano Monti in kit biancoscudato, perché è lì che il polesano Made in Fratta Polesine ha praticamente messo su casa, sia calcisticamente che nella vita.



Sergio Sottovia
www.polesinesport.it