ODG Veneto & Corso formazione a Rovigo sul “Giornalismo d’Inchiesta” con GL Amadori, MF Coppari, D. Butturini, P.Granata, G. Gasco, Orazio Carruba/ E “Premio Mike Bellinetti 2020 a Camilla Ferro; segnalate Anna Milan e Romina Gobbo


Per capire meglio quanto siano importanti,  ‘insieme’ a Rovigo nella sede della Accademia dei Concordi,  l’incontro del Corso Formazione sul tema “ Giornalismo d’inchiesta : istruzioni per l’uso” e la cerimonia con i vincitori / segnalati del “Premio Michelangelo Bellinetti 2020’, beh bisognerebbe esserci stati ed aver preso appunti.
Cosa che il sottoscritto ha fatto, giusto per memorizzare meglio i ‘ragionamenti’ di tutti i relatori e giusto per cercare ritrasmetterli almeno in modo ‘sinteticamente essenziale’ ai nostri lettori.
E così giusto per passare dalla News alla Story ve lo proponiamo qui su www.polesinesport.it in questa rubrica Memoria & Futuro anche se così facciamo slittare la storia degli ”Olimpici, Azzurri e Campioni” attualmente in corso e già pubblicati sul Libro Story del Panathlon per i 60 anni del Club Service rodigino.

Così senza troppi preamboli riportiamo la seguente nota informativa by ODG  sul citato Corso Aggiornamento dal titolo “Giornalismo d’inchiesta” tenuto martedì 29 cm , dalle 10 alle 13 a Rovigo e che recita testualmente : <<  Il seminario si propone di approfondire gli aspetti più cruciali e le best practice del giornalismo d’inchiesta e di approfondimento, comprendendo la trattazione di aspetti giuridici, deontologici e inerenti alla tecnica giornalistica dell’inchiesta, con l’apporto di giuristi, avvocati e giornalisti.
Relatori: Maria Fiorenza Coppari, presidente Consiglio di Disciplina Territoriale dell'Ordine del Veneto; Daniele Butturini, docente di Diritto Costituzionale dell'Informazione all'Università di Verona; Gianluca Amadori, presidente Ordine dei giornalisti del Veneto; Giorgio Gasco, giornalista professionista, Pierluigi Granata, giornalista.>>.

Premesso che per quanto riguarda il “Premio Michelangelo Bellinetti 2020” vi rimandiamo in calce alla specifica Appendice Flash story, giusto per onorare al meglio , perché in maniera ufficiale by ODG Veneto, sia la vincitrice che le due ‘segnalazioni’ ( un trittico rosa quindi) ,  segnaliamo altresì che in prologo alla stessa cerimonia Maria Fiorenza Coppari, ha letto il testo della Biografia di Mike Bellinetti , scritto e mandato da Orazio Carruba, il giornalista noto volto di Rai Veneto che non ha potuto essere presente.

A questo punto va anche detto che è stato significativo il saluto iniziale del padrone di casa, Alessandro Boniolo presidente della Accademia dei Concorsi , che oltretutto ha fatto un sintetico e veloce excursus sull’Ente stesso. Sottolineandone la sua valenza storica fin dalla nascita del 1836 e il suo carattere istituzionale di matrice privata ma con spirito sempre più open e culturale verso la città di Rovigo.
Dimostrato dal suo storico patrimonio librario, dalla sua ampia ‘quadreria’ ( più di 700 quadri), di suoi arazzi ‘fiamminghi’ del ‘600, praticamente una delle poche biblioteche sociali ( tra queste ha citato Pesaro),  citando altresì l’ottimo rapporto istituzionale col Comune di Rovigo.
E annunciando l’importante contributo appena ricevuto dalla Fondazione Cariparo per finanziare importanti lavori strutturali di ampliamento strutturale immobiliare, per sviluppare al meglio anche l’organizzazione dei tanti eventi socio-culturali promossi anche recentemente ( tra questi anche la presentazione del libro story “60 Anni di Panathlon Rovigo 1959-2019” scritto a sei mani dal sottoscritto Sergio Sottovia e Ivan Malfatto ( per la parte dedicata ai personaggi Olimpici, Azzurri e Campioni) e Raffaello Sanzio ( per la parte prettamente dedicata al Club Service rodigino).

A questo punto è iniziato il ‘Corso Aggiornamento’ per Giornalisti vero e proprio, condotto da Maria Fiorenza Coppari , presidente del Consiglio di Disciplina Territoriale dell’ODG Veneto, che ha introdotto i lavori passando poi la parola al relatori del Corso stesso.
Ringraziando altresì , per il supporto organizzativo secondo il protocollo anti Covid-19. sia Barbara la segretaria dell’ODG Veneto che Gigi Fincato.
Che tra l’altro hanno organizzato anche l’entrata  e l’uscita della partecipanti ( tutti abbiamo indossato sempre la mascherina)  in modo ‘graduale’ e per singola fila, oltre alla sanificazione delle mani e dei microfoni, ad ogni cambio relatore.

 

 

 

PRIMO RELATORE- GIANLUCA AMADORI / E Amadori, Presidente dell’ODG del Veneto, primo relatore, ha sottolineato da subito l’importanza del Premio Mike Bellinetti , che non voleva essere solo un ricordo storico, ma uno stimolo e  un Premio per l’importanza del ‘Giornalismo di Inchiesta’ come fatto sociale e salvaguardia della libertà di pensiero ha snocciolato anche tutta una serie di ‘Dati sensibili’ riguardo agli stessi giornalisti coinvolti.

E così è emerso che nel 2020 in Italia sono stati ben 250 gli episodi di intimidazione  a carico dei Giornalisti per el loro inchieste, con un incremento el 50% rispetto all’anno precedente.
Quindi Amadori ha sottolineato l’importanza del Giornalismo d’inchiesta, ritenuto tale anche dall’Unesco, anche perché  soprattutto effettuate spesso di propria iniziativa e su fatti rilevanti per la Comunità. In un periodo come questo in cui la rete, i social, le comunicazioni sviluppate direttamente producono falsità e fake news.
Insomma , anche se spesso i così detti Free lance vengono pagati in maniera vergognosa,  comunque il Giornalismo d’inchiesta ha particolare importanza sulla strada della Verità.
E a corredi di alcune citazioni sul valore del Giornalismo , proprio Amadori agganciandosi anche alla sua esperienza di presidente dell’ODG Veneto,  ha ricordato come il Giornalista debba essere rigoroso, verificare le fonti, confrontare, verificare, mettere in relazione sia fatti che persone e precedenti.
Insomma essere un ‘maestro’ di reportage e di verità  per essere autorevole, altrimenti ‘la squadra della qualità’ sarebbe destinata a perdere. E per superare la crisi, la strada ella qualità , se una volta bisognava avere buone scarpe per essere un buon Giornalista, oggigiorno bisogna stare attenti anche a come si viaggia in rete.
Anche per questo motivo – ha sottolineato Amadori – la ‘formazione’ è essenziale per utilizzare al meglio le banche dati. Cero ci sono le fonti ufficiali, ma sono insufficienti, ci sono anche altre fonti…

 

 

 

Ma la verità? Serve approfondire, non fidarsi. Sviluppare concetti deontologici, perché il fine è sempre quello dei …valori alti.

Questo ha sottolineato Gianluca Amadori, da 40 anni nel Giornalismo e da 30 come Giornalista ‘giudiziario’ di casa nei tribunali.
Ha detto Amadori:<< Non ho niente da insegnare, ma voglio condividere la mia esperienza, quella che mi h insegnato la sensibilità anche verso le persone che raccontiamo nelle nostre cronache. Mettersi dall’altra parte, non va fatta con l’intento moralistico di superiorità>>.
E citando anche Garcia Marquez, ha poi parlato Amadori di come non bisogna ‘forzare’ il giudizio, perché serve anche ad aiutare l’altro a rialzarsi: <<Quindi attenzione anche al tono, al registro, attenti alle parole, rispetto delle persone anche dei rei, dei colpevoli. Non bisogna semplificare troppo, ma precisione anche nei termini,. Non si deve fare chiacchiere da bar,  usando le parole contano anche le sfumature. Perciò non violenza verbale, si fa presto ad alimentare violenza reale>>.
E dopo altre citazioni , Amadori ha concluso :<< Il cinico non è adatto a questo mestiere. Perciò attenzione, non serve entrare senza motivo nella privacy, citare indirizzi e parenti fuori contesto. Certo bisogna citare le fonti e c’è anche la rettifica, ma noi dobbiamo soprattutto essere trasparenti, credibili, autorevoli, noi abbiamo la nostra faccia, la nostra firma!>>.

A questo punto, concluso l’intervento ha preso a parola MF Coppari e con riferimento ad Amadori l’ha definito come un intervento “Per un nuovo umanesimo” prima di passare la parola al relatore successivo.

 

 

 

SECONDO RELATORE – DANIELE BUTTURINI/ E Butturini, docente di Diritto Costituzionale alla Università di Verona, ha sviluppato le sue considerazioni considerando che il Giornalista oggi si trova di fronte ad una massa di Media che producono informazioni a getto continuo, ma che il punto di riferimento è sempre quella ‘Libertà di Pensiero’ citata nell’articolo 21 della Costituzione Italiana.
Ragionando sulla differenza tra Libertà di informazione e Libertà di Comunicazione, dove l’utente ha le sue pretese e il Giornalista ha le sue regole deontologiche e che lo portano sempre verso la Verità, anche in questi momenti di cambiamenti tecnologici, dove ogni utente partecipa e diffonde.
Fermo restando, per quanto riguarda il Giornalismo, che un ‘sito’ se registrato in tribunale , è soggetto comunque alle Norme e Regolamenti attinenti alla Stampa. E di conseguenza, secondo la Giurisdizione, il DIRETTORE risponde dei contenuti  del rispetto degli obblighi deontologici, risponde della organizzazione redazionale.
E secondo la Cassazione risponde dei contenuti , specialmente quando sono circostanziati e diffamatori, come fosse un Giornalista anche se non registrato.
A tal proposito ha raccontato il caso di una Signora che aveva presentato una ‘denuncia’ circostanziata e l’ha pubblicata direttamente sui social.
Altre situazioni sono quelle che riguardano  i vari ‘forum’ e che attengono invece alla Libertà di Pensiero, e non alle regole sul Diritto di cronaca.
Poi Daniel Butturini ha sviluppato considerazioni sul Giornalista Professionista, sui social network e un uso improprio dei social. Ricordando quanto disposto dal Testo Unico Deontologico, sulle regole da rispettare ( Art 2 lettera G) e sull’obbligo di citare le Fonti anche sui social network ( Art 9, lettera G). Ricordando che le Sanzioni si applicano anche al Giornalista che aggrega notizie on line senza verifiche.
Con riferimento al Giornalismo d’Inchieste, poi Butturini ha spiegato che la ricerca è frutto di iniziativa, ma il giornalista deve essere un ‘testimone’ dei fatti e mai un ‘costruttore’ di fatti ( ha fatto l’esempio  di un giornalista che ha creato ad arte un tentativo di corruzione per raccontarlo…nei comportamenti delle persone).
E citando Eric Newton , in considerazione della gran massa di informazioni dei social , ha ricordato questo suo invito testuale:<< Se prima il giornalista rispetto ai fatti aveva l’esigenza di essere un ‘proiettore di luce, adesso occorrono piuttosto gli occhiali da sole>>.
In pratica il Giornalismo d’inchiesta è importante per il futuro della democrazia, perché è importante ‘significare’ i fatti, .
E a tal proposito ha ricordato quanto ha fatto il New York Times, puntando sull’inchiesta e sui contenuti ‘premium’, anche per controbattere il calo della pubblicità . Puntando sugli abbonati digitali , raggiungendo 2 milioni di abbonati, anche a 1000 euro.
Però ha pure aggiunto Butturini:<< Certo qualcuno ha detto che c’è il rischio di una informazione non universale, perché non impatta su una ampia popolazione>>.

A tal proposito Butturini , con riferimento al rapporto tra giornalismo e democrazia, ha infine ricordato un altro caso significativo citando la Svizzera che nel 2018 ha proposto il “Referendum” per eliminare il Servizio Pubblico Televisivo sancito nella Costituzione.
E il fatto che il Popolo svizzero abbia votato no , determinando così un rafforzamento alla Missione del Servizio Pubblico TV.

 

 

 

TERZO RELATORE – PIERLUIGI GRANATA / Intanto MF Coppari l’ha presentato ringraziando Pierluigi Granata per aver accettato l’invito per sostituire in tempi stretti Paolo Borrometti , il relatore che comunque ha dato la disponibilità per una prossima partecipazione ai Corsi di aggiornamento.

E Pierluigi Granata , criminologo professore all’Università di Bologna e Forlì in Scienze di Investigazione e Sicurezza, ma con esperienze professionali in Guardia di Finanza, è partito da questa segnalazione certificativa dell’attuale Giornalismo d’inchiesta :<< A proposito di attività investigativa segnalo che nel penultimo numero dell’Espresso c’è un importante reportage sul “Fenomeno del riciclaggio” della portata di migliaia di milioni di Dollari. Per una indagine investigativa che ha coinvolto 400 giornalisti, con ipotesi di riciclaggio anche in Italia”.
Stava attento alle parole, Granata, ma certe convinzioni le ha già maturate, sulla base delle sue esperienze e anche di un caso investigativo che ha conosciuto da vicino in prima persona e che ha coinvolto a Venezia una sua amica giornalista di origine tedesche.
La stessa che ha fatto indagini sulla Ndrangheta anche in Germania sul mondo della finanza. Una vicenda per la quale ci sono state delle pressioni e degli stop anche in Germania per bloccarne la pubblicazione in un libro, e che comunque quando è uscito aveva delle pagine…oscurate.
Esempi ed esperienze vissute da Pierluigi Granata che poi ricordando l’importanza del Giornalismo investigativo ha sottolineato come l’indagine sia al tempo stesso Giudiziaria e sociologia, e come abbia le stesse procedure e metodiche dell’Intelligence.

“ Anche perché – ha ribadito Granata – il Giornalismo investigativo cerca di ‘anticipare’ i fenomeni criminosi  che poi saranno oggetto di valutazione del Giudice del Tribunale>>:

E con riferimento al ‘riciclaggio’ il professore Granata ha parlato di  “ Pericolo per l’economia legale; delle Banche che a volte omettono le segnalazioni sui versamenti/patrimoni sospetti, quelle che le stesse Antitrust nazionale nascondono”.

Con riferimento sempre all’indagine pubblicata su L’Espresso , il relatore Pierluigi Granata ha spiegato che le fonti sono attendibili anche perché le informazioni sono ‘uscite’ direttamente dalle Autorità Antiriciclaggio, anche per quel senso di sfiducia .sulle relative autorità competenti.

 

 

 

In particolare poi, con riferimento ai troppi dati , il professore Granata ha chiosato con un paradosso:<< Avere troppi dati a volte è come non averli. Ci vuole metodo….>>.
E poi:<< Per certi versi il Giornalista investigativo deve diventare uno … scienziato e avere conoscenza anche in campo epidemiologico >>.

Sarà per questo che, Granata forte delle sue esperienze in Guardia di Finanza ha poi parlato dei Fondi i Investimento che sono delle vere  e proprie ‘scatole cinesi’  , dove per capire chi sono i proprietari bisogna capire chi c’è dietro.
Importanti quindi rapporti con le Fonti, dalle fonti aperte alle fonti chiuse. Per un Giornalismo d’inchiesta  tipo ‘intelligence’ , con fonti e collaboratori ‘autentici’.

E a proposito delle informazioni, Granata ha fatto speciale focus sul “Soggetto Cinese”, ricordando che certi suoi rappresentanti le loro informazioni le ‘confezionavano ad hoc”.
Partendo dal fato che alcuni si sono iscritti alle Università italiana ( anche  a Verona) e che tenevano rapporti organizzati con la Stampa per la Comunità cinese. Ed erano in rapporto con gli alti funzionari dei servizi segreti, offrendosi anche come interpreti con gli inquisiti.
Così certi comunicati stampa a volte confezionati ad hoc , sviluppavano depistaggi.
Attenzione quindi – ha sottolineato Granata – ad utilizzare anche le Fonti Umane, così quasi a porsi delle domande ( ?? !!) ha accennato alla infiltrazioni cinesi nel Porto di Venezia e poi anche della così detta Via della Seta, che a volte anche il Governo ha sposato in toto. Ma quali sono i reali orientamenti della ‘Via della Seta per i cinesi’ ?
Anche perché – ha chiosato Granata – si può dire che la ‘Guerra Fredda ‘ esiste ancora , perché continua nel contesto finanziario, passando anche attraverso gli intellettuali, segnalando che a tal proposito “Istituto Confucio” può far parte per certi versi del servizio cinese di Intelligence.
Peraltro tra altre considerazioni e background, Pierluigi Granata ha citato Marcuse e il fatto che con riferimento al ‘mito del 68’ sarebbe emerso che lavorava per l Cina.

Infine, con riferimento al Giornalismo d’inchiesta e in particolare alle Fonti Umane, ha parlato dell’esistenza di informazioni create ad hoc, anche per stimolare le indagini da parte dei PM e della Polizia Giudiziaria.
Concludendo con altri brevi cenni sull’importanza del Giornalismo di inchiesta, proprio per le problematiche dei tempi attuali.

 

 

 

QUARTO RELATORE – GIORGIO GASCO & MARIA FIORENZA COPPARI “IN TANDEM” – SUI DATI ODG VENETO – CONSIGLIO DISCIPLINARE TERRITORIALE /
A completamento delle tematiche sviluppati dai sopracitati relatori del Corso Aggiornamento andato in scena a Rovigo, ci hanno pensato in tandem Giorgio Gasco ( giornalista de IL Gazzettino) e MF Coppari a fare una panoramica su come il mondo dei Giornalisti del Veneto hanno ottemperato agli obblighi di legge per restare iscritti all’Albo e all’Ordine dei Giornalisti.
Viaggiando tra Dati Statistici e considerazioni sul Giornalismo d’inchiesta, così Gasco ha fatto considerazioni su quanta strada abbia fatto il Giornalismo , partendo anche dai tempi della Carta di Treviso , dal diritto di cronaca e dalla tutela dei minori.
E così Gasgo ha ricordato che nel 1998 il Codice Deontologico dei Doveri del Giornalista è stato allegato alla Legge sulla Privacy, ricordando altresì che quelle Norme per certi versi erano già incluse nel Dna del giornalismo , basato su Lealtà e Buonafede.

A tale proposito MF Coppari , sulla base delle sue esperienze di Presidente del Consiglio di Disciplina Veneto, ha ricordato alcuni dati significativi della evoluzione giornalistica, segnalando i numero dei procedimenti attivati e quelli accolti, ricordando i dati del triennio 2014/2017 e il numeri dei Giornalisti inadempienti rispetto agli obblighi di partecipazione ai Corsi di Aggiornamento, per una formazione sempre più indispensabile.
Compreso la recente Proroga di regolarizzazione fino al 31-12-2020 per il recupero ‘crediti’ possibili da parte dei 583 inadempienti attuali, citando anche il numero dei giornalisti sospesi o cancellati dall’Albo.

In particolare il tandem Gasco/Coppari ha anche ricordato che nel 2019 sono stati 19 gli esposti vs Privacy dei minori ed hanno determinato 5 sospensioni a carico dei Giornalisti.
Ma è stato anche raccomandato di non incappare nel ‘conflitto di interessi’ , sottolineando la differenza che esiste tra informazione, comunicazione e pubblicità.
In un momento come questo collegato alle problematiche Covid-19 , che peraltro sta rivalutando l’attenzione  della Opinione Pubblica nei confronti del Giornalista e della sua credibilità come garanzia di verità.

A questo punto Gasco/ MF Coppari, prima di lasciare spazio al cerimoniale del Premio Bellinetti 2020, hanno voluto ricordare la carriera di Mike Bellinelli prima di leggere la relativa  speciale ‘Biografia’ scritta dal suo amico Orazio Carruba .
A sottolineare l’importanza del lavoro giornalistico, è stato altresì citato il pensiero di Gaetano Salvemini per il quale “ fermo restando che l’imparzialità è un sogno , il Giornalista deve essere intellettualmente onesto, ma la probità è un dovere”.

 

 

 

CERIMONIALE DEL “PREMIO MICHELANGELO BELLINETTI 2020” / PARTE PRIMA : LE TAPPE DELLA LUNGA E ONORATA CARRIERA DI MIKE RACCONTATA IN BREVE DA MF COPPARI…
E’ stato subito ricordato che Mike ( così era chiamato Michelangelo Bellinetti da queli che l’hanno conosciuto…) era “sempre sorridente, anche goliardico”.
E che la sua vita è stata vissuta tra Venezia, dove lavorava ‘tutto il giorno’ a Il Gazzettino , e Rovigo dove  c’era la sua famiglia e Mike viveva con sua moglie Maria Teresa e sua figlia Maria Caterina.
Lui , Mike, che ai suoi giornalisti sottolineava “La commozione è un peccato ch un giornalista non può commettere, meglio restare in Cronaca”.
Lui , Mike, che è maturato alle lezioni di giornalismo della Scuola Buzzati e che al Gazzettino è stato precursore con le pagine di “Inchiesta sociale di costume” e che diceva “La cultura è una ariosa prateria con spazio occupato da tutti”.
E poi MF Coppari ha agganciato la ‘matrice polesana ‘ di Mike a questi tre speciali personaggi: Lauro Bergamo, ( il suo primo direttore) , Toni Cibotto lo scrittore-poeta, e Prandin a completare la trilogia polesana.
Per un giornalismo inteso come ‘mestiere speciale’ da vivere tutti i giorni, anche attraverso intervista speciali con personaggi speciali e ‘ritrosi’ ad ogni intervista o incontro.
Come quando ha convinto Albino Luciano , all’epoca Patriarca di Venezia a pubblicare in sequenza le sue ‘Omelie’ al posto dell’Editoriale del lunedì, e che ha peraltro ha fatto sì che il Gazzettino facesse parte della Rassegna stampa de IL Vaticano.
Sottolineature citate da MF Coppari, a margine della carriera di Mike sviluppatasi attraverso diverse testate.
Come quando fu chiamato a L’Eco di Padova, l nuovo quotidiano che però ha avuto vita breve.

 

 

 

Come quando è stato chiamato a Milano da Maurizio Costanzo al quotidiano “Occhio” , che però è ‘durato’ solo 2 anni.
Fermo restando che Mike Bellinetti è stato altresì impegnato sia a livello regionale che nazionale con l’Ordine dei Giornalisti ( ne era Consigliere), poi la considerazione e la stima che Mike si è meritato l’ha fatto approdare al Corriere della Sera, quando tra l’altro era il periodo del terrorismo a Milano.
Professionalità e meriti che hanno permesso a Mike di rientrare in Veneto , e specificatamente a L’Arena di Verona con l’importante ruolo di caporedattore , ma soprattutto promotore di tanti incontri nella città di Giulietta  Romeo, come quando organizzò Mike ( peraltro presidente Assostampa VR oltre che ODG regionale) organizzò  speciali Convegni a tema sul fatti storici e socio-culturali.
A questo punto, rinviandovi peraltro al sito dello ODG veneto per maggiori informazioni sulla carriera di Mike Bellinetti e sulla ‘Biografia’ scritta da Orazio Carruba, vale la pena si segnalare quanto sottolineato infine così da MF Coppari:<< Mike oltre che Giornalista a tutto campo è stato anche professore alla Università di Verona , dove le sue lezioni erano particolarmente coinvolgenti, ma è stato anche uno scrittore fondamentale per il Mondo del Giornalismo, visto che ha pubblicato il Libro su vita e pensiero di Guido Gonella, il e parlamentare veronese che peraltro come giornalista è stato il promotore della prima Legge sulla Stampa ed è stato il primo presidente dell’ODG nazionale.
Ma l’amore , la passione, la professionalità e l’alto valore morale del giornalismo di Bellinetti – ha sottolineato MF Coppari - non si è fermato il 25 aprile 2016, cioè il giorno della sua morte, anche perché Mike ha lasciato al mondo del giornalismo e a futura memoria , la sua speciale pubblicazione del libro dal titolo “ La Storia del Giornalismo Veneto, dall’Unità d’Italia….”

E che Bellinetti fosse straordinariamente legato al valore ‘alto’ del Giornalismo ( tra l’altro in famiglia c’era stato un certo Pino Bellinetti…)  lo dimostra
questo suo ultimo titolo, citando il …saggio e scritto però sulla piccola moneta omaggio che Mike, al momento della pensione a Verona, ha voluto donare ai suoi collaboratori :<< La libertà…Voilà mon Dieu>>

 

 

 

CERIMONIALE DEL “PREMIO MICHELANGELO BELLINETTI 2020” / PARTE SECONDA : LA BIOGRAFIA SU MIKE SCRITTA DA ORAZIO CARRUBA E LETTA DA MF COPPARI
(Considerando che la ‘Biografia writtn by Orazio Carruba e letta by MF Coppari la trovate… sui siti ODG, vi proponiamo soltanto sue sintetici e significativi flash dedicati by ODG a Michelangelo Bellinetti giornalista –scrittore)

PRIMO FLASH ( by www.old.odg.it) / MICHELANGELO BELLINETTI BIOGRAFIA FLASH
Cronista alla “Notte” di Milano, caposervizio alla cultura (terza pagina) al “Gazzettino di Venezia”, vice caporedattore al Gruppo Rcs di Milano, redattore capo centrale a “L’Arena” di Verona, docente al Master della Scuola di Giornalismo di Padova e all’Università di Verona. Autore di saggi storici e sociologici.

SECONDO FLASH ( by www.ordinegiornalisti.veneto.it, 26.4.2016) / PRIMO PIANO : E’ SCOMPARSO MICHELANGELO BELLINETTI  
Un altro lutto per il giornalismo italiano e per l'Ordine dei giornalisti. E' venuto a mancare Michelangelo Bellinetti, autorevole collega e prezioso storico della professione. Fortemente legato ai principi etici del giornalismo, è stato dispensatore di cultura e di umanità riscuotendo la gratitudine e l'apprezzamento di tanti giovani che ha accompagnato nel loro avvio alla professione.
Nella sua lunga carriera è stato a lungo Presidente dell'Ordine del Veneto e consigliere nazionale, ricoprendo dal 2001 al 2007 la carica di componente del Comitato Esecutivo.
Signore nel tratto e nella penna, di lui mancheranno i suoi discorsi, le sue lezioni ed i suoi ammonimenti, intinti nel cuore della storia e da lui donati in semplicità e leggerezza in modo che da tutti fossero amati e riconosciuti come valori.
Ci restano i suoi scritti che saranno ancora preziosa guida per tutti noi .
Alla consorte Maria Teresa ed alla figlia Maria Caterina le condoglianze di tutto il Consiglio nazionale.
I funerali si svolgeranno giovedì 28 alle ore 14,15 nella Chiesa della Santissima Trinità a Verona.

 



CERIMONIALE DEL “PREMIO MICHELANGELO BELLINETTI 2020” / PARTE TERZA: ANEDDOTI E RICORDI SU MIKE SEGNALATI DAI PREMIATI  ROMINA GOBBO ( SEGNALATA) E CAMILLA FERRO ( VINCITRICE)

La consegna del “Premio Bellinetti 2020” è stata gestita in tandem da MF Coppari e Gianluca Amadori presidente ODG che peraltro hanno chiamato al tavolo presidenziale Antonino Palovesi , che ha coordinato i lavori della Giuria e che perciò ha raccontato …la qualità dei lavori giornalistici valutati.
Per un Giornalismo di inchiesta che è anche serialità in quanto si evolve e si completa in più tempi e …puntate.
Con il giornalista che non è solo ‘fotografo dei fatti e delle cose’ , ma che deve strutturare la sua attività con metodo e tanta passione molto spesso per fini sociali,
Come hanno fatto le tre Giornaliste salite praticamente sul podio del “Premio Bellinetti 2020” ( vedi sottostanti flash biografici-motivazionali ) e che , denunciando fatti e situazioni anche ‘irregolari’ hanno ‘scosso’ l’opinione pubblica favorendo finalmente soluzioni più giuste e umane.

Come è successo appunto ad Anna Milan di Radio ( non ha potuto essere presente) con la sua inchiesta sulla Ndrangheta ramificata tra Italia e Germania, e come è successo a Romina Gobbo ( altra segnalata) con la sua inchiesta reportage dall’Equador.
A tal proposito la stessa Romina Gobbo ha sottolineato nell’Equador lei c’era andata come collaboratrice della Famiglia Cristiana in vista del Sinodo di Papa Francesco.
E che nell’Amazzonia dell’Equador, a 4000 mila metri d’altezza, dove le multinazionali per effetto di estrazione del petrolio aveva danneggiato l’ambiente anche i fiumi, , tant’è che anche quando T. e C. ( le due multinazionali ) erano state obbligare a ‘ripulire’ i fiumi dai rifiuti tossici, beh ha continuato a ‘piovere’ petrolio.
Una amarezza enorme poi, per Romina Gobbo, quando ha riscontrato e denunciato che nella stessa ‘Convenzione col Governo’ stipulata dalle due multinazionali per l’estrazione del petrolio ….praticamente il Business economico valeva di più dei Diritti umani, visto che non esistevano clausole di salvaguardia per l’ambiente e la Comunità.

 

 

 

 

A questo punto è stata Camilla Ferro, la vincitrice del “Premio Bellinetti 2020” a raccontare tutte le vicende del suo Giornalismo d’inchiesta, quello che ha visto protagonista il ‘piccolo Marco’ (nome di fantasia) che per decisione del Tribunale dei Minore era stato affidato ai servizi sociali e non ai suoi nonni che l’avevano allevato come genitori, al posto della mamma che aveva avuto problemi di vario tipo.
In pratica, per il Giudice, il bambino Marco non poteva essere affidato ai Nonni ( anche se erano giovani e sessantenni) perché per la legge “non avevano educato la figlia visto che era finita nella droga”.
Per fortuna la testardaggine di Camilla Ferro, e anche del quotidiano L’Arena  che alla inchiesta e alla giornalista ha dato spazio e sostegno, ha trovato anche il sostegno della gente di Verona ( anche in modo evidente, con foto e striscioni esposti) ; al contrario di certi Politici e del Tribunali che avevano anche già fatto incontrare il piccolo Marco con quella che secondo i Servizi Sociali avrebbe dovuto essere la probabile nuova famiglia.
Ovviamente per la disperazione dei Nonni, finché dopo altri incontri col Tribunale dei Minori a Venezia e ‘rivisitazione’ della documentazione, finalmente …giustizia è stata fatta con l’affidamento del ‘piccolo Mirco ai suoi amati Nonni, grazie soprattutto alla citata decisiva inchiesta giornalistica.
Quella di Camilla Ferro, giornalista de L’Arena di Verona che a proposito del suo ‘Caporedattore’ Michelangelo Bellinetti ha voluto ricordare così due aneddoti che ne esaltano le sue qualità professionali e morali.
Ecco il primo by C.F: << Ero una giovane giornalista e una sera che avevo completato la ‘bozza del giornale’ e lo mostrai a Mike , lui quand’ero ancora alla distanza di due metri, mi disse che ‘non andava bene’. Chiesi perché e Lui mi disse che non vedeva numeri e non vedeva noi per cui …era da rifare. Ed è ciò che ho fatto  rispettando le indicazioni di Bellinetti”
Questo il secondo aneddoto citato by C.F. significativo della capacità di Mike Bellinetti di essere ‘mastro’ con i suoi allievi giornalisti: <<Un giorno mi chiama nel suo studio e mi dice “Così non va… Da qualche giorno non vedo la tua firma in calce agli articoli…”.
Spiegai che dovevo correggere e pubblicare quello che arrivava in redazione, e che stavo facendo un gran lavoro anche fino a tardi… “ Non mi interressa – rispose Bellinetti – tu sei una giornalista e una brava giornalista deve scrivere , metterci la sua faccia e quindi metterci la sua firma”

Poi nel cerimoniale delle premiazioni ( vedi fotogallery e commenti in calce nell’Extratime) è  stata coinvolta anche la signora Maria Teresa, la moglie di Bellinetti, ed è stata una emozione per tutti, ad onore e gloria di Mike e del Giornalismo d’inchiesta e relativo Premio a lui intitolato.

 

 

 

APPENDICE ODG FLASH STORY ( by www.ordinegiornalisti.veneto.it , 28.09.2020) / PREMIO GIORNALISTICO MICHELANGELO BELLINETTI : Camilla Ferro la vincitrice. Segnalazioni per Romina Gobbo e Anna Milan

 
I riconoscimenti del concorso dell’Ordine dei Giornalisti del Veneto, d’intesa con la famiglia Bellinetti, sono stati consegnati questa mattina a Rovigo, nella sede dell’Accademia dei Concordi.

Camilla Ferro è la vincitrice del Premio Michelangelo Bellinetti 2020, dedicato al giornalismo d’inchiesta. Altre due giornaliste venete, Romina Gobbo e Anna Milan hanno ricevuto una segnalazione di merito.

I riconoscimenti sono stati consegnati questa mattina 29 settembre alle 12 a Rovigo, nella Sala Arazzi dell’Accademia dei Concordi. Il concorso giunto alla seconda edizione è stato promosso dall’Ordine dei Giornalisti del Veneto, in collaborazione con il Consiglio di Disciplina e d’intesa con la famiglia Bellinetti. Di alta qualità le inchieste, pubblicate nel corso del 2019, giunte al tavolo della giuria, presieduta da Gianluca Amadori, con la partecipazione di Claudio Baccarin, Orazio Carrubba, Maria Fiorenza Coppari, Antonino Padovese, Andrea Priante (vincitore della prima edizione) e Giuseppe Pietrobelli.

L’evento era abbinato a un evento di formazione dedicato all’approfondimento delle tecniche e della deontologia del giornalismo investigativo.

 

 

 

Queste le motivazioni dei riconoscimenti:

Vincitrice seconda edizione Premio Bellinetti 2020

Camilla Ferro, redattrice de “L’Arena di Verona”, segue con intensa partecipazione e rigore professionale la vicenda del piccolo “Marco”, bimbo strappato alla famiglia affidataria e ai nonni da un provvedimento dei Tribunale dei minori. La giornalista narra con puntualità tutto lo sviluppo della vicenda, dal dicembre 2018 al luglio 2019, quando la Corte d’Appello di Venezia revoca lo stato di abbandono del minore e la sua adottabilità, ripristinando la possibilità del bimbo di ritrovare l’affetto dei suoi cari. L’inchiesta ha ampia risonanza e muove l’opinione pubblica. Camilla Ferro ha scavato nella storia di Marco senza retorica e con il dovuto rispetto, con la sensibilità che le deriva dall’ampia esperienza di cronista che incontra disagio, marginalità sociale, sofferenza. Senza la sua puntuale narrazione probabilmente quello di Marco sarebbe stato solo un misconosciuto caso di ordinaria rigidità burocratica e di straordinario dolore familiare.

Anna Milan - Segnalazione

Anna Milan, inviata speciale di Radiouno, realizza un ampio approfondimento sul fenomeno della ‘ndrangheta e della mafia in Europa. Compone con incisività un documentato dossier sul fenomeno diffuso dall’Aspromonte al Mare del Nord, raccogliendo testimonianze che esprimono lo sconforto di chi ha lasciato l’Italia “perché non volevamo più vivere questo tipo di cultura” e si vede chiedere il pizzo oltre confine e l’impegno di quanti cercano di recidere le radici dell’enorme business malavitoso ormai serpeggiante in molta parte del continente europeo.

Romina Gobbo - Segnalazione

Collaboratrice di Famiglia cristiana, instancabile viaggiatrice e cronista attenta alla realtà degli ultimi, Romina Gobbo ha partecipato alla missione Ecuador del Focsiv, Federazione degli Organismi Cristiani Servizio internazionale Volontariato, e ne ha tratto un reportage sulle ferite inferte alla foresta amazzonica e sull’inquinamento del territorio. Un lavoro appassionato frutto di competenza professionale, coraggio e della fatica di una giornalista che ha scelto di vivere la professione sul campo, “consumando le scarpe”.

 

 

 

EXTRATIME by SS/ In cover e in apertura di fotogallery onoriamo Mighelangelo Bellinetti, sia in versione singola by ODG Veneto che in versione poster nel cerimoniale del “Premio Bellinetti 2020” a lui intestato; con Mike in kit a fianco della moglie Maria Teresa durante la premiazione di Camilla Ferro al entro tra Gianluca Amadori  e Maria Fiorenza Coppari.

E proseguendo con le immagini dalla Accademia dei Concordi di Rovigo partiamo col primo relatore Daniele Butturini al tavolo presidenziale tra Amadori e Coppari, mentre il secondo relatore Pierluigi Granata è poi presentato alla destar di lady Coppari.

Tutto nel rispetto delle norme anti Covid-19 , tra mascherine e distanziamento, attuate in sala anche per tutti i partecipanti al Corso aggiornamento sul “Giornalismo d’inchiesta”, da dove proponiamo le successive immagini che ormai visto i nomi noti non hanno più bisogno di specifiche didascalie.

Mentre con riferimento al cerimoniale del “Premio Bellinetti 2020” , oltre agli omaggi floreali per lady Maria Teresa Bellinetti,  segnaliamo nella foto finale che la Top five mostra , da sx Antonino Padovese , Gianluca Amadori, Maria Fiorenza Coppari, Camilla Ferro e la dama bianca Romina Gobbo.

Sergio Sottovia
www.polesinesport.it