OLIMPICI by SS made Panathlon RO/ Benito Pigato da neofita Velo Club Mantovani a Dilettante ‘doppio’ Campione d’Italia in trio sui 100 km, poi in quartetto azzurro 2 bronzi Mondiali; quindi Olimpiadi Mexico 1968 e ‘prof’ Giro d’Italia by Gris


Siamo ormai in dirittura d’arrivo , con i nostri ‘Olimpici’, così come penultimo vi proponiamo Benito Pigato, straordinario Dilettante nel ciclismo tanto da conquistare 2 titoli italiani sui 100 km prima di essere poi protagonista col quartetto azzurro sui 100 km sia in due mondiali ( 2 bronzi) che alle sfortunate Olimpiadi del Messico nel 1968.
E così, in sequenza a Renzo Bulgarello ( canottaggio, Olimpiadi di Monaco 1972) e in prologo a Tullio Biscuola ( maratoneta a Parigi 1924) , eccovi il personaggio ‘Benito Pigato’ così come l’abbiamo raccontato nel libro story dal titolo “ 60 anni di Panathlon Rovigo – 1959 -2019 – Olimpici, Azzurri e Campioni” .
Un libro fortemente voluto da Giampaolo Milan, presidente del Club Service , e dal suo vice Raffaello Salvan che ha curato la parte storica del Panathlon Rovigo ( elencando anche tutte le conviviali, mentre il sottoscritto Sergio Sottovia ha curato insieme a Ivan Malfatto ( storico giornalista de IL Gazzettino) la parte relativa agli “Olimpici, Azzurri e Campioni”.

Tutto questo ad onore e gloria del Panathlon Rovigo per onorare altresì il Polesine attraverso i suoi principali “Azzurri” , oltre che lo Sport  e i suoi valori più profondi.

 

 

 

Da rilevare che anche per Benito Pigato vi proponiamo , oltre al testo aggiornato rispetto a quello già presentato nel precedente Panathlon libro story, anche una ulteriore amplissima gamma di immagini in fotogallery, grazie come sempre alla speciale disponibilità dimostrata fin da subito dai nostri ‘azzurri’ e che , anche per esigenze tipografiche, non abbiamo potuto proporvi nell’ultimo libro.

Segnalando altresì che per onorare sia Benito Pigato che la sua speciale ‘famiglia sportiva’ in fotogallery onoriamo anche le sue sorelle Sandra e Isabella, mentre per farvi capire l’habitat del Ciclismo Dilettanti di quei mitici anni 60, vi riportiamo by Il Gazzettino datato giugno 1967 il testo-cronaca relativo al titolo italiano Dilettanti vinto sui 100 km da Benito Pigato in trio con Bazzan e Braggiotto anche per onorare il Velo Club Mantovani dei bei tempi.

 

 

 

SECONDO  PERSONAGGIO  “OLIMPICO” PRO PANATHLON RO ( by Sergio Sottovia) / BENITO PIGATO – CICLISMO – MEXICO 1968
Quei favolosi anni ’60… Indimenticabili Bartali e Coppi, ma anche tempi in cui tra i Dilettanti la Padovani di Severino Rigoni faceva incetta di titoli nazionali, coi vari Zandegù, Maino, Gasparella e il tandem Bianchetto – Beghetto. Quando però ‘quasi altrettanto onore’ si guadagnava la Mantovani  di Rovigo coi fratelli Bazzan e appunto Benito Pigato, nato il 16 marzo 1944 a San Martino di Venezze.  durante la Seconda Guerra Mondiale.
Poi …tempi poveri , tempi da bicicletta, sulle strade ancora polverose del nostro Polesine, tra l’Adige e il Po.
E poiché a Benito fin da piccolo piace pedalare, eccolo arrivare a Rovigo e…al Velo Club Mantovani, la società di Dario Mantovani e di suo papà Giuseppe il ‘motociclista’.

 

 

 

Ricorda Benito:” Dopo un primo anno di approccio ho cominciato a gareggiare negli Allievi, assistiti dal ds Angelo Magonara e da Vincenzo Boreggio come meccanico. E sono arrivati i primi successi, come a Imola con Antonio Caniato nel trofeo Hobermard a cronometro”.
Era come un ‘treno’ Pigato e in quel 1963 continuò a vincere, come ad Anzola nel bolognese e come a Cavacurta nel milanese ( nel trofeo Fausto Coppi)
“In una stagione in cui – precisa Benito – ‘ho vinto 5 gare”.

 

 


 

Bene anche nel suo primo anno tra i Dilettanti quando Benito è tra i protagonisti nelle gare vinte dai vari Zandegù, Martinello, Cavalcanti, Giacomo Bazzan e Talpo, mentre già dal 1964 Benito è più spesso sul podio e anche da vincitore come in Toscana nella gara di Massa o come ad Anzola.
Sottolinea Pigato:” Quando le corse erano più dure del solito allora emergevano le mie caratteristiche; mi difendevo in salita ma era come passista che facevo la differenza, tant’è che ho vinto spesso per distacco. E nel 1965 sono arrivato cinque/sei volte primo in gare difficili, come in Toscana, e poi a Trebaseleghe, oppure a Belluno nello sfiancante Giro del Piave”.

 

 

 

Parte bene per Pigato anche nel 1966, tant’è che vince ancora ad Anzola ( davanti a Talpo) , quindi nella cronometro Vignola – Guiglia di 48 km (rivincita su Franchini) .
Poi è il periodo del militare a Milano ( compagnia atleti) e di un malaugurato incidente in discesa a Teolo nel Giro del Veneto, con rottura della clavicola.
Ma Pigato è forte agonisticamente e caratterialmente; perciò in estate ritorna a vincere a Treviso, preludio per un 1967 nel quale il nostro Benito colleziona successi di prestigio, sia in Italia che all’Estero, compresa una tappa del Giro del Belgio e nelle Germania dell’Est.

 

 

 

Una annata, quella preolimpica 1967, con pronta vittoria a Bologna, nella Coppa Trombetti dove Pigato s’impone per distacco. Davvero annata d’oro per la Mantovani, visto che il terzetto formato da Pigato, Nereo Bazzan e Braggiotto di aggiudica i Campionati Veneti e soprattutto , sempre nei 100 km , quella Coppa Italia che vale il titolo italiano.
E Benito é sempre più di ‘interesse nazionale’ vista la vittoria nel Trofeo delle Regioni ( a giugno, a Milano), in quartetto veneto con Bazzan, Talpo e Martini.

 

 

 

Così Pigato viene definito ‘implacabile’, come quando , a fine luglio, Benito si  aggiudicò il Trofeo Zanon e sul traguardo di Mejaniga , dopo 180 km  alla media dei 40 km, arrivò a precedere Silvio Martinello ( Padovani) di 45’’.
Sottolinea ancora Pigato:” Sono entrato nel giro della Nazionale Dilettanti, ho vinto una 15ina di gare sia in Italia che all’Estero e poi …mi stavo guadagnando un posto da titolare alle Olimpiadi di Città del Messico”.

 

 

 

Successi importanti , come ben spiega Benito:” Vincere al Sestriere e a Massa, vincere a Fabriano o vincere a Vercelli la così detta ‘Corsa della Lana’ esaltava le mie qualità di passista. Invece in quartetto azzurro con Bosisio, Marcelli, Martini,  a Verliers a fine agosto in Belgio, abbiamo vinto la 100 km in 2h21’52’’ nettamente davanti ai russi”.
Insomma Pigato era diventato per il nuovo Ct Rimedio ( già ds della Padovani), un punto fermo della Nazionale Italiana, specie quando a Milano vinse il Trofeo delle Regioni in quartetto veneto con Bazzan, Talpo e Martini.

 

 

 

Poi la storia racconta di Pigato medaglia di bronzo ‘amaro’ a Walkenburg, ai mondiali 1967 nella fredda Olanda, in quartetto azzurro con Bosisio, Marcelli, Martini sempre nella 100 km cronometro.
Poi sempre la storia racconta che nella calda Tunisi l’azzurro Pigato, oltre che arrivare terzo nell’individuale, vinse la medaglia d’oro dei Giochi del Mediterraneo nella 100 km a cronometro, in quartetto con Martini, Conti e Marcelli.
Una gara entrata nell’aneddotica perché poco oltre metà gara il team azzurro ‘perse’ Marcelli causa crampi e divenne un ….terzetto; comunque medaglia d’oro sulla distanza dei km 90,778 in 2h06’58,  davanti a Spagna di 1’ 18 e di ben 7 minuti sul Marocco.

 

 

 

Capite perché a quei tempi Pigato , pronto per il Mondo Prof, veniva definito …il treno?
Spiega lo stesso Benito: “ Per la verità mi voleva la Salvarani, ma quell’anno i migliori Dilettanti ( salvo Marino Basso unico autorizzato prof) interessavano alla Nazionale e così furono blindati per l’Italia di Rimedio e per le Olimpiadi del Messico”.  
Dove peraltro nella stagione preolimpica Pigato andò a vincere una gara individuale e una col quartetto della 100 km a cronometro, e dove Benito fu 2° nella gara preolimpica vinta da Bramucci.
Certo nel 1968 Pigato riuscì a bissare la vittoria nella Coppa Italia ( alla Guizza di Padova, valida per il titolo italiano) ,  stavolta col terzetto della Mantovani composto da Pigato, Bazzan e Biondi.

 

 

 

Però poi qualcosa si inceppò nel motore, anzi nelle gambe  e nella schiena di Pigato.
Tuttavia il CT Rimedio sapeva che Benito era il ‘motore trainante’ del quartetto azzurro, e nella trasferta in Messico, per le Olimpiadi 1968, sperò fino alla fine di poterlo schierare titolare.
Sta di fatto che quel 15 ottobre 1968 a Città del Messico lo sostituì Pierfranco Vianelli (poi oro nell’individuale)  e in quartetto con Giovanni Bramucci, Mauro Simonetti e Vittorio Marcelli quell’Italia senza il ‘treno’ Pigato arrivò soltanto terza.
Per un bronzo inferiore alle attese, mentre l’oro fu appannaggio della squadra svedese, quella dei fratelli Gosta, Sture, Erik e Tomas Pettersson, bravi in 2h07’49’’06 sugli olandesi Den Hertog, Krekels, Pijnen e Koetemelk.

 

 

 

Una Olimpiade sulla quale Benito disse poi senza tanti preamboli:” CT Rimedio voleva che corressi io anche se stavo poco bene…Se c’ero io in condizione quella gara si vinceva di sicuro, invece hanno vinto gli altri…”.

 Poi quell’Italia si spostò a Montevideo perché in Uruguay si disputarono i Mondiali. E qui il polesano Pigato ( pur non in perfette condizioni) ritornò ad essere titolare in quartetto azzurro con Bramucci ma con le novità Flavio Martini e quel Marcelli ( poi iridato ‘individuale’).
Ma in quei Mondiali 1968 l’Italia o fu ancora e soltanto ‘bronzo’, mentre furono ancora gli svedesi dei fratelli Pettersson, a vincere il titolo iridato, davanti al quartetto svizzero.

 

 

 

Una storia comunque da Dilettante protagonista , quella di Pigato, tant’è che a fine stagione c’è il passaggio tra i Professionisti, alla Griss 2000, una squadra senza un capitano riconosciuto ma con tre-quattro punte ( tra cui Pigato) ‘libere’ di giocare le proprie chance sia nel Giro d’Italia che nelle gare in linea.
Era la Griss 2000 dei vari Giovanni Bramucci, Flavio Martini, Angelo Corti e poi Gianfranco Bianchin, Cesarino Carpanelli, Giovanni Cavalcanti, Amedeo Gattafoni, Francesco Menghi, Salvatore Mongardi, Sandro Quintarelli e Giancarlo Tartoni.
Così la Griss con Pigato & Company ha affrontato il Giro d’Italia 1969 valorizzato dai già noti Gimondi, Dancelli, Zandegu, Bitossi, Basso, Adorni, Sgarbozza, Panizza, Michelotto, Motta, Polidori, Zilioli, Taccone, Boifava, Schiavon…
Insomma erano loro, i portacolori della Salvarani, Molteni, Filotex, Scic, Max Meyer, Sanson e Germanvox che dovevano controbattere le ‘pretese’ straniere sul Giro d’Italia.

 

 

 

Ed è lì che anche Pigato con la Griss 2000 ha dimostrato le sue qualità, dopo il raduno a Imola e dopo la partecipazione alla Milano – Sanremo
Un Giro d’Italia 1969, che lo stesso Benito racconta così tra orgoglio e rammarico:” Eravamo partiti bene noi della Griss, in un Giro che stavo disputando alla grande, tant’è che verso la fine della nona tappa, la Roma – Terracina, dopo una lunga fuga e con oltre 8 minuti di vantaggio, a circa 20 km dall’arrivo ero praticamente maglia rosa. Purtroppo mi sono bloccato e mi hanno ripreso per colpa dei crampi allo stomaco e del solito dolore alla gamba….”
Già quei maledetti dolori che costrinsero Pigato a non ripartire. Eroe di una tappa rimasta famosa perché Merck, vincitore di tappa e maglia rosa, è risultato positivo ad un controllo antidoping ( fatto ‘incredibile’ per Pigato!).

 

 

 

Purtroppo anche per Pigato , finiva lì con quel Giro d’Italia 1969 , mentre la sua carriera si chiude con la velocissima Milano – Vignola in data 25 aprile 1970 che vedrà Benito acciaccato ed ‘intruppato’ nel gruppo.
Per una carriera e un ciclismo che gli ha lasciato amicizie speciali ( da ‘cuore matto’ Bitossi a Marcelli) e una passione poi trasmessa per diversi anni da Benito come DS di alcune squadre toscane e poi anche ai suoi figli Andrea e Massimo, anche se in modo interdisciplinare.
Ma che peraltro fa parte del dna della famiglia Pigato da San Martino di Venezze, dove papà Fernando e mamma Elena aveva dato alla luce Emilia, Tarcisio ( consigliere della Mantovani) , Lucia, Benito il corridore, Anna la calciatrice ( in serie B col Gamma 3) , Isabella insegnante Isef e saltatrice in alto ( anche campionessa italiana indoor nel 1972 sull’emergente Simeoni, nonché partecipante agli Europei di Helsinki), infine Silvano come settimo sigillo.

 

 

 

Senza contare che la Sandra, figlia di Tarcisio, ‘maturata’ a Mestre ha poi vinto il titolo italiano nella scherma, a Roma, Giochi della Gioventù 1981..
E che Isabella è stata tanto sfortunata quanto infortunata ‘saltatrice’ ( stile ventrale, prima del ‘fosbury’ ) visto che…era l’anno Olimpiadi di Monaco 72
In definitiva, per il nostro Benito  che abita in Toscana a Montecalvoli, resta il rimpianto per quegli ‘acciacchi’ e per quel 15 ottobre 1968 a Città del Messico , quando quel quartetto azzurro è stato ‘soltanto’ bronzo nella 4 x 100 chilometri a cronometro, per aver perso quel …’treno’ chiamato Pigato e partito da San Martino di Venezze.

 

 

 

APPENDICE FLASH STORY  ( by Il Gazzettino, Padova 4.06.1967 ) / ANCORA BATTUTA LA PADOVANI / ALLA MANTOVANI LA COPPA ITALIA
(Sono rimaste nel Veneto le maglie tricolori dei Cronomen)

La Coppa Italia ha ribadito il verdetto espresso sette giorni fa dal Gp Cynar: la maglia tricolore dei <<cronomen>> dilettanti copre da oggi le spalle di Benito Pigato, Giorgio Braggiotto e Nereo Bazzan del Veloclub Mantovani  di Rovigo. I due decimi di secondo che domenica scorsa divisero i rodigini dai campioni uscenti della <<Padovani>> sono diventati oggi tredici secondi e quattro decimi, ma non è su questo pur importante distacco che bisogna affermarsi,, quanto sui quasi tre minuti che i due terzetti veneti hanno imposto ai più bravi dei loro avversari, i biancorossi del Veloclub di Varese. Sono tre minuti che offrono agli osservatori non occasionali – come Rimedio – la misura di una superiorità che non è stata in dubbio, durante il velocissimo carosello, nemmeno per un attimo.

 

 

 

Nonostante, dobbiamo aggiungere, la presenza di squadre che pur contavano su elementi della forza di Marcelli, Balasso, Menghi, Santambrogio, per non dire degli altri migliori che figuravano nelle ventisette formazioni in gara.
Lotta in famiglia, dunque, come volevano i pronostici, lotta che ha portato al traguardo gli uomini indubbiamente migliori, se si tien conto non soltanto dei distacchi pesanti che i primi hanno inflitto agli ultimi, ma anche del fatto,, tutt’altro che trascurabile a nostro avviso, ch ei rodigini come i padovani sono giunti alla fine con un uomo in meno.
La << Mantovani>>  ha perso Braggiotto a Borgoforte, a più di trenta chilometri dalla conclusione, la << Padovani>> ha perso Luisetto – unico superstite  del favoloso terzetto che vinse l’anno scorso – pochi chilometri prima. Uomini importanti , persi, si badi bene, il primo per una rovinosa caduta in curva , il secondo per la… …..( breve omissis per problemi tecnici…) …possibilità atletiche dei protagonisti.

 

 

 

Non vi sapremmo dire come sarebbe andata a finire se l’uno o l’altro terzetto avessero concluso la corsa al completo, ma in ogni caso il responso del cronometro nulla aggiunge, né toglie , a quanto già si sapeva: è qui, nel Veneto , dove ha abbondantemente sempre pescato, che Rimedio troverà gli uomini più adatti a sostituire i Benfatto, i Guerra, gli Andreoli, i Dalla Bona, passati al professionismo.
La corsa si sviluppava su un percorso di 107, 100 chilometri, da Bagnoli di Sopra per Bovolenta, Padova ( Guizza), Conselve, ancora Bagnoli, Anguillara, Agna, un’altra volt Bovolenta, Casalserugo,e Salboro, a Padova; centosette chilometri di strada pianeggiante, estremamente scorrevole che…. ( breve omissis per problemi tecnici)  ….gonisti, per il caldo che li ha tormentati nella prima parte e per il vento fortissimo che li ha ostacolati nella parte conclusiva del percorso.

 

 

 

Ventisette, come vi abbiamo detto, le squadre al <<via>> .
Le partenze sono avvenute , dalle  8,30, in quest’ordine: Gs Gris 2000, Gs Carraro A, Gs Tognana Pinarello, Gs Carraro B, Uc Vittorio Veneto, Uc Veronese, Sc Padovani B, Sc Lygie Romagna Nuova, Vc Mantovani A, As Roma, Sc Corsico, Gs Bovis Univor, Uc Trevigiani, Gs Fiamm, Us Coppi Gazzera, Vc Varese, Pol. Gaiga A, Gs Valpolicella A , Uc Coppi Hausbrandt, Sc Pedale Ravennate a , Us Legnanese, Gaiga B , Pedale Ravennate B , Gs Mazzucco di Bolzano.
Di tutte, una soltanto, la squadra B di Valpolicella che …. (….breve omissis per problemi tecnici…) …. Padova, non ha concluso la fatica.  Tutte le altre sono giunte alla fine, nonostante distacchi dell’ordine di venti minuti e oltre.

 

 

 

Il primo ragguaglio importante lo si è avuto al primo passaggio da Padova : conduceva la <<Padovani >> con un secondo e otto decimi di margine sui rodigini, con cinque secondi sui milanesi della Corsico e con un vantaggio già vicino o superiore al minuto sulle altre formazioni più vicine, il Pedale Ravennate A, il Vc Varese e il sorprendente terzetto vittoriese con Orzes, Poloni  e il vincitore del recentissimo Giro dei Tre Ponti, Morosini. La corsa, in altre parole , era già andata verso il proprio destino a meno di metà strada ( chilometri 42,250).
Queste posizioni non subivano sostanziali ritocchi fino a Bagnoli ( 64 chilometri) . Qui, però, i biancoverdi della << Padovani>> erano registrati in terza posizione, alle spalle della Mantovani e  della Corsico. Nei confronti dei rodigini , gli uomini di Rigoni avevano perso ventiquattro secondi, sette dai milanesi. Era accaduto che Luisetto, il più esperto dei tre, aveva affondato la ruota posteriore in una cunetta ed era stato costretto a lasciare i compagni dopo un generoso quanto inutile tentativo di mantenere la loro scia.

 

 

 

Quarti erano i ravennati ( uno dei quali, il Lonardi, aveva dovuto rincorrere a perdifiato  per rimediare ad una foratura) , quindi i varesini, sesti i vittoriesi lo svantaggio dei quali aveva tuttavia toccato, diventando incolmabile, il vertice di due minuti.
Al secondo passaggio da Bovolenta ( chilometri 92,350) , la corsa aveva già dato un verdetto non discutibile: << Mantovani>> in testa con mezzo minuto di margine sulla <<Padovani>> e con un vantaggio già clamoroso sulle altre formazioni, i particolare sulla Corsico ( ritirato Giaccone ) che è finita addirittura all’ottavo po….. ( ..breve omissis per problemi tecnici…) ….riesi, dalla Tognana Pinarello e dalla Gaiga A.

 

 

 

Era dunque prevedibile un gran finale dei bianco verdi di Rigoni. Così infatti è stato, ma Talpo e Martini non sono riusciti a rosicchiare ai rivali più di diciassette secondi. Vi diremo a questo punto , pur senza pretendere di fornirvi la ragione unica di un insuccesso che era stato annunciato dal risultato del Gp Cynar, che la <<Mantovani>> di un vantaggio ha goduto, grazie al sorteggio che l’ha designata partente ale spalle degli avversari più pericolosi. Indubbiamente , Talpo  e Martini hanno costituito per Pigato e per il barbuto Bazzan un punto di riferimento importantissimo. Ma vi abbiamo già detto che sulla vittoria della <<Mantovani>> non pesa la benché minima riserva. I rodigini hanno guadagnato la corsa nei ventidue chilometri che dividono Padova da Bagnoli; poi l’hanno conservata regolando il passo su quello egli avversari. E non è stato merito da poco.

 

 

 

LA CLASSIFICA / 1. Veloclub Mantovani di Rovigo ( Bazzan, Pigato, BRaggiotto) km 17,100 in 2 ore 22’ 18”;  2. Sc Padovani ( Martini, Talpo, Luisetto) a 13 “ e 4 decimi;   3. Vc Varese ( Parini, Palazzi, Pecchielon) a 2’51”;  4. Pedale Ravennate A ( marcelli, Menghi, Lonardi) a 3’27” ;  5. Uc Vittorio Veneto ( Orzes, Poloni, Morosini) a 3’38” ;  6. Gs Tognana Pinarello ( Zanatta, Montagner, Rossetto) a 4’05” ;  7. Pol. Gaiga A ( Filippi, Cordioli, Fasoli) a 4’48” ;   8. Sc Corsico ( Santambrogio, Davo, Giaccone) a 5’27” ;  9. Gs Bovis Univor ( Balasso, Bertagnoli, Levati ) a 6’14” ;  10. Uc Veronese ( Cordioli, Conferte, Girardi)  a 6’23”.

Dopo la gara il presidente della Federazione ciclistica internazionale, Adriano Rodoni, ha premiato le squadre classificatesi ai primi quattro posti ...

 

 

 



EXTRATIME by SS/ In cover Benito Pigato , giovane corridore della Mantovani
La società con la quale lo ritroviamo in apertura di fotogallery, nella corsa vinta da pronome a Imola nel 1963 in coppia con polesano Antonio Caniato ( eccoli ‘sprintosi’ e poi premiti) , prima di proporvelo protagonista ancora tra gli Allievi a Ceregnano in un  trittico significativo ( prima premiato, poi con Bragiotto, infine in team partenza-punzonatura).
Basi di lancio per Benito Pigato grande protagonista anche nei Dilettanti  e che perciò proponiamo subito in kit winner, con Pigato vincitore a Castelfidardo 1967 ( sostenuto dal ‘suo’ dirigente) in kit poi trio Campione d’Italia 1967 festeggiato a Rovigo con Bazzan e Bragiotto, in Piazza Vittorio Emanuele.

 

 

 

 

Personaggi che ritroviamo in trio ‘targati’ e smile da Campioni e poi anche a tavola tra i compagni della Mantovani con Giacomo e Nereo Bazzan, Giorgio Bragiotto , il ds Angelo Magonara e Dario Mantovani.
Lo stesso Dario Mantovani che poi proponiamo ( anche in maglia ‘Bianchi’contestualizzata) mentre premia il suo corridore Fabio Favalli  in una serata conviviale, e che poi insieme ai “Tre Campioni d’Italia 1967” e tutta la squadra , dirigenti e staff tecnico compresi, sono stati festeggiati dal Panathlon Club Rovigo del presidente Eugenio Zuolo.
Con riferimento invece alla sua partecipazione alle Olimpiadi di Messico 1968, partiamo da Benito Pigato in foto poster con Marcelli, Bramucci, Martini nella squadra preolimpica 1967 col CT Rimedio.

 

 

 

E giusto per acclimatarsi ecco Benito Pigato in corsa da protagonista che si disseta proprio in Messico ( vedi articolo-foto giornale)
A questo punto passiamo a Benito Bigato corridore professionista in trio tra Gattafoni e Tartoni, con a seguire Benito in versione poster completo con tutta la sua squadra Gris partecipante al Giro d’Italia 1969 , come da didascalie incorporata.
Ma dicevamo che la famiglia Pigato era per dna sportiva, e allora partiamo dedicando tre immagini a Isabella Pigato, specialista nel salto in alto, in trasferta ad Helsinki nel 1971 e con la certificazione ( a colori) della performance con Isabella medaglia d’oro durante il meeeting Italia v Svezia , grazie al salto di 1 metro e 73 centimetri.

 

 

 

 

Per onorare invece la sorella Sandra, il poker di immagini che vi proponiamo la onoramo da giovane atleta della scherma , come winner a Genova 1979 e poi in kit a Roma ‘oro’ ai Giochi della Gioventù 1981, mentre con riferimento alla sua pallacanestro la proponiamo in tuta e in versione poster griffata Basket Rovigo.
A questo punto ritorniamo al nostro personaggio olimpico Benito Pigato onorandolo con riferimento a Mexico 1968 , partendo da tutto il team azzurro dell’Italia col CT Rimedio .
E mostrando Benito Pigato orgoglio polesano per il titolo italiano conquistato due volte da Dilettante , straordinariamente premiato nel 1967 sia a Mardimago che a Rovigo  ( eccolo sul palco del Teatro Sociale ad ottobre tra Don Rodolfo Martinelli ed Eugenio Zuolo pres.Panathlon Rovigo) , come dimostrano il poker di immagini con Benito esultante anche floreale tra due ali di folla e in macchina col ds Magonara.

 

 

 

 

Ma, considerandolo Olimpico forever, vi proponiamo dulcis in fundo due immagini recenti da Terzo Millennio.
Dapprima come ospite a Villadose del team Angelo Gomme assieme a suo fratello Tarcisio, a Ignazio Sattin, e Bazzan friends.
Infine nel cerimoniale del primo Libro Story del Panathlon Club datato 2009, in poker con da sx Giovanna Pasello, Sergio Sottovia, Benito Pigato appunto e Bruno Piva, l’allora presidente del Club Service rodigino.

Sergio Sottovia
www.polesinesport.it