Pirani Vittorio, “Cuore di presidente” dal Castelmassa all’Altopolesine. Coi Di Brino, Bonatti, Malatrasi, Biancardi


18/09/2011

Viaggiare col cuore. Per Vittorio Pirani il suo habitat naturale è Castelmassa, ma si merita di essere tra i “Polesani nel Mondo” perché sono tanti i giocatori dell’enclave altopolesano che sono volati fuori dal “Nido di Vittorio” per volare sui campi più prestigiosi di tutta Italia e nel Mondo portandosi il ricordo della sua passione sportiva, del suo spirito di servizio.
Certo lui Vittorio Pirani si schermisce limitandosi ad indossare il vestito di “presidente di lega” , quasi un alter ego dei presidenti “socio-economici” che di volta in volta gestivano con managerialità le sorti del calcio a Castelmassa.
Certo lui Vittorio scherza e ride su anche di sé stesso e del famoso …tè di passera”.
Ma vi assicuro che le sue telefonate (nei momenti topici) e la sua discrezione sono di una umanità immensa.
Ovviamente l’ho incontrato (assieme ai “soliti amici di Castelmassa”) anche dopo che ho scritto al sua story per il mio secondo libro Polesine Gol, ma mi piace riproporvelo così come l’ho raccontato allora. Giusto per onorare un POLESANO NEL MONDO che ha fatto del servizio allo sport la sua testimonianza di vita, fatta di rappresentatività presidenziale ma sopratutto di passione sportiva allo stato puro e semplice, come lo può essere un brulè o una salsiccia cucinata a bordo campo.
VITTORIO PIRANI BY SERGIO SOTTOVIA) / LA SUA STORY RACCONTATA NEL MIO LIBRO “ POLESINE GOL"/
<<Avevo la necessità di ‘ascoltare’ Vittorio Pirani e la sua Love Story col Castelmassa per raccontarla nel secondo libro di Polesine Gol. Ne è nata una serata amarcord alla Gianni Brera, Un viaggio nella storia e nelle sensazioni, là nella piazza dove la facciata del Duomo ha fatto da copertina al Don Camillo – libro di Guareschi. Però il ‘ metti una sera a cena’  a Castelmassa ha avuto il suo antipasto - aperitivo alla  Brasiliana – bar , davanti al municipio. E’ lì che il prof - cronista Franco Rizzi ha calamitato il Cico ‘tutologo’ , Paolo Pirani il presidente ‘moderno’ del Castelmassa e (miracolo) Vittorio Pirani il presidente ‘immortale’della Fragd – Dextrosport – Castelmassa – Altopolesine.

Per la verità quando avevo chiesto l’intervista a Vittorio, lui si era schermito dicendo di essere ‘solo quello del campo, certo per tanti anni il presidente di Lega ma i presidenti effettivi erano stati altri’. Invece poi il ‘sempreverde’ Vittorio di storie ne ha raccontate davvero tante. Per aiutare la memoria gli ho messo come ‘base musicale’ la cronologia storica delle pagine del libro di Luciano Maragna ( Il Calcio a Castelmassa 1908 –1998), ma presto Vittorio, quello che è passato alla storia per il famoso ‘tè di Passera’, ha cominciato a svuotare tante ‘umane storie di calcio e vita’ dal suo Vaso di Pandora.
E Vittorio Pirani ( classe 1938) si è agganciato ai tempi della Fragd e di quel Dextrosport epoca del direttore sportivo Iro Di Brino, che sotto la presidenza di Luigi Cavagna ha disputato l’ultimo suo campionato 1954/55 nella Promozione Emiliana, giocando i derby col Sermide, ma andando anche in lunghe trasferte come quelle testacoda tra Fabbrico Landini e Tresigallo, e contro Moglia, Suzzara, Bozzolo, Mirandola, Viadana, Berco Copparo, Concordia, Motore Slanzi, Correggio, Sassuolo, Scandiano e Salsomaggiore.
“ Avevo 17 anni quando ho cominciato ad ascoltare – spiega Vittorio - quello che decidevano i grandi dirigenti di allora, di quel Dextrosport che nella stagione 1955/56 per motivi di opportunità  è tornato a disputare i campionati veneti”.
Cioè la Prima categoria versante veronese, vinto dalla Scaligera davanti a Badia, San Bonifacio, Contarina, Dextrosport, Nogara, Minerbe, Bovolone, Cerea, Lendinarese, Ballarin Rovigo, Trecenta, Polesella e Crespino.
Tanti campionati importanti per quel Dextrosport, in cui Vittorio si sentiva ‘ il ragazzo di fiducia’ del ds Di Brino, visto che lo mandava da solo, per le firme dei giocatori, a perfezionare i cartellini del tesseramento. Era un Dextrosport dall’identikit prevalentemente veronese, ma anche con forti giocatori locali ( come Malatrasi nel 1956 alla Spal, Italo Bonatti nel 1961 al Verona, Biancardi nel 1971 al Bologna, Vitiello nel 1974 alla Fiorentina)  che poi hanno recitato da protagonisti sui grandi palcoscenici della serie A. E con gli allenatori? Vittorio Pirani ne dà conto con un aneddoto:”  Nel 58/59 abbiamo vinto la Coppa Veneto. Quindi quella partita era importante. Ma se guardiamo la foto non c’è Alvino Minardi che era titolare. Perché? A quel tempo si giocava in 11 e senza cambi, ma lui purtroppo arrivò quando ormai i suoi compagni si erano già messi la maglia. Insomma, c‘erano i dirigenti, ma certe volte la squadra la facevano i …giocatori”.

Per certi versi Vittorio, dipendente della Fragd ( Fabbriche Riunite Amido Glucosio Destrina) ha metabolizzato quel binomio lavoro-calcio che tante soddisfazioni ha dato alla gente di Castelmassa. Fin dagli albori, come nella storica stagione 1932-33 quando la Fragd ebbe l’onore e l’onere di giocare nel girone emiliano di Prima Divisione, quello vinto dalla Spal davanti a Reggiana, Parma, Carpi, Portuense, Bologna, Forlì, Piacenza, Russi, Mantova, Ravenna, e ultimi a pari merito Molinella e proprio la Fragd (gestione ingegnere Giacomo Gianmarco).
Un binomio che era partito dal campionato 1929/39, Terza categoria girone veneto, viaggiando in parallelo con la storia ( nel 1933 l’allenatore anzi il mister era l’inglese Lightlan) tant’è che in piena éra fascista la Fragd si era dissociata e l’AC Castelmassa 37/38 del presidente Antonio Segala si iscrisse alla Seconda Divisione, girone emiliano.
Poi dal 1939 al 1945 i campionati minori furono sospesi, ma il calcio è servito a tutti gli italiani per alleviare le ferite della Grande Guerra, così la squadra di calcio del Castelmassa era una bandiera da seguire dappertutto. Per questo nel match decisivo a Ostiglia sul mantovano (campionato Prima divisione), secondo un articolo della Gazzetta di Mantova del 5 maggio 1947 , c’erano oltre 5000 spettatori. Purtroppo i tanti massesi presenti rimasero delusi ( sconfitta 2-0) e fu l’Ostiglia a passare in Promozione.
Quel Castelmassa rimase nel girone emiliano sotto la presidenza di Giuseppe Cabria finché , per effetto della ristrutturazione dei gironi emiliani, viene ammesso al campionato di Promozione 1952/53, ritrovando altresì il sostegno della Fragd che è rappresentata nel consiglio dal segretario Luigi Cavagna. Preludio alla nascita del Dextrosport 54/55 storico che, sotto la presidenza dello stesso Cavagna, vice Bianchi e Cabria, segretario Pasqualini, cassiere Casotti e , soprattutto, Iro Di Brino come direttore sportivo, giocherà in Emilia scegliendo poi di passare dal 55/56 nei campionati veneti di Prima categoria.
Era l’epoca di giocatori di qualità come Scappini, Sorio e Turri , e di allenatori come Stabellini e Caceffo, in panchina anche nel Dextrosport 65/66 che , in versione minore disputava la sua ultima stagione in Prima categoria veneta ma giocando sul campo del Sermide. Una situazione di crisi che , sempre nel 55/56 ha visto nascere la nuova società Ac Castelmassa del presidente Luciano Pedrini, essenzialmente formata da giocatori locali e pertanto iscrittasi alla Terza categoria.

Attraversando tutto questo amarcord, con Vittorio Pirani abbiamo passato in rassegna le tante facce della memoria e di tutte le ‘sue’ stagioni, da quelle col marchio Dextrosport a quelle della ripartenza come Ac Castelmassa nel 1965/66, dalla promozione in Seconda nel 67/68 alla salita in Prima nel 70/71 assieme alla Sampietrese e al Trecenta e per rinuncia dello Scardovari. E i presidenti furono Italo Mazzali , dal 1966 fino al 71/72 avendo come allenatori Malagò, Zennaro, Vigna, Checchetti, Luciano Mazzali ( con l’interregno di Ravagnani nel 68/69 quand’era allenatore Luciano Mazzali), poi Bianchi 72/73 con Luciano Mazzali allenatore, quindi Paolo Merlin (con Lodi allenatore) che restò presidente dal 73/74 per tre stagioni in Promozione.
Tante stagioni quando i presidenti cambiavano quasi di anno in anno ma non cambiava lo staff gestionale che ruotava attorno a Di Brino anche quando era direttore sportivo a livello nazionale, nel Verona e nel Vicenza. Storica la vittoria in Prima categoria 71/72 , per cui dalla stagione 72/73 il Castelmassa del ds Di Brino e del suo fido Vittorio ‘ segretario di Lega’ era in Promozione a fare sfide speciali con Schio, Thiene, Contarina, Monselice , Rosolina, Cerea, Olimpia, Sampietrese, Arianese, Abano, Tagliolese, Cornedo, Este, Valdagno. Purtroppo nel 75/76 ci fu la retrocessione e una crisi dirigenziale che portò alla presidenza Emilio Buraschi, con la decisione di rinnovare la rosa, coi soli giocatori locali delle squadre minori. E che costò un’altra retrocessione quasi da copione, tant’è che l’allenatore Renzo Dolci rimase anche nella successiva Seconda categoria 77/78,

Qui la storia di Vittorio Pirani segretario  e del Castelmassa racconta dell’arrivo di Cavicchioli per una vittoria non preventivata. Lo dimostra il fatto che la società amaramente rinuncia all’iscrizione alla Prima, accontentandosi della più abbordabile Seconda. Una categoria questa più adatta al Castelmassa linea verde in cui Vittorio Pirani sarà sempre ‘l’uomo del campo’ e il segretario di Lega, prestandosi infine ad essere anche ( dagli anni ’90) presidente di Lega mentre i presidenti effettivi sono i vari Zaghi e Ravagnani ,Paolo Pirani suo nipote, Gangini, Buraschi tre anni, Cazzola, Matteo Ghisellini. E gli allenatori, dagli anni ‘80 in poi, rispondono ai nomi di Benito Bettini, Cavicchioli, Vigna, Mario Furlan tre anni, Fulvio Neri due anni, Dolci nell’89/90, quindi sei anni –sei Biancardi nell’era di Paolo Pirani presidente, poi Enrico Ghisellini, Paolo Franchini, Minardi, Vecchi, Antonio Marini, Mariano Canola. Una storia semplice e importante come la Fecola, come la Fragd e il Dextrosport , come il Castelmassa e l’Altopolesine del Terzo Millennio frutto della fusione con la Sampietrese del presidente Tiziano Cuoghi. 

Basta così? No perché poi , al Ristorante in piazza del Duomo, una sera di gennaio 2007, sono poi andate in scena le confidenze del ‘metti una sera a cena’. Dovrei anche dire che nel primo pomeriggio ero passato da Saul Malatrasi a Calto e avevamo parlato di Spal e Rovigo, ma …ne parliamo un’altra volta. Restiamo in argomento Pirani anche perché alla ’ tavola rotonda di Castelmassa’ si sono aggiunti in serata altri due storici personaggi del calcio massese, vale a dire Paolo Biancardi (serie A col Bologna e stagioni importanti col Brescia , Cavese e Chievo) e Pietro ‘trilogia’ Vitiello calciatore – allenatore – medico. Insomma con Paolo ‘shoes colored ‘ Pirani si sono ricostituiti i ‘Quattro Moschettieri’ , con Franco ‘prof’ Rizzi, cronista del calcio massese, il suggeritore –urticante di una ‘compagnia’ che non vedeva l’ora di recitare nella ‘commedia dell’arte pedatoria’.
Perciò parte così la domanda ‘spontanea’:” Perché non racconti di quella volta che quel giocatore sputò in faccia all’arbitro e per tutta risposta si ritrovò colpito da un cazzotto poderoso…”.
Chi è stato? Diciamo che Paolo Pirani ex arbitro ha spiegato che in quella partita Viadana – Opitergina c’era anche Boninsegna in campo.
E quella volta che avete fatto di tutto per vincere ?
Qui Vittorio Pirani ride di gusto citando una ‘presidentessa con la Ferrari’ che a Gazzo Veronese si prese il lusso di rifiutare i …ringraziamenti doverosi spiegando a quelli della Massa ( forse perché vincenti 3-2 ma per il rotto della cuffia) cosa fosse l’ignoranza. E ride ancora citando quella volta che bisognava vincere a Rovigo, ma un rinvio maldestro del portiere del Castelmassa arrivò a Mariuccio Vigna difensore del Ballarin Rovigo che ‘con grande sorpresa di tutti’ segnò un gol impossibile da metà campo. Adesso che è ancora ‘presidente di Lega’ (dell’Altopolesine 2006/07 che soffre in Seconda) Vittorio Pirani è tranquillo e scherza con Paolo Biancardi , il mister adesso gran tennista che assieme al presidente- amico Paolo Pirani ha fatto risalire il Castelmassa in Prima categoria, avendo al fianco e in campo anche i fratelli Vitiello. Quasi da immortale, lo storico Vittorio svela una chicca:” Penso di essere l’unico presidente ad essere stato esonerato dall’allenatore. Quella volta , per me non doveva essere Maghini a battere un rigore, ma Biancardi mi rispose di pensare a …fare un’altra cosa”. E nella nebbia si ride tutti di gusto ascoltando anche le storie Vitiello – Rovigo  e quelle sul futuro presidente dell’Altopolesine.>>

EXTRATIME by SS/ La cover è per Vittorio Pirani tra Paolo Biancardi ( sx) e Paolo Pirani (dx). Poi nella fotogallery mostriamo tre foto del Castelmassa/Altopolesine dentro e intorno la storia ‘dirigenziale’ di Vittorio Pirani.
Così partiamo dal Castelmassa campionato di Prima categoria e da questa relativa didascalia:in piedi da sx: Vasirani, Zapparoli, capitan Albarello, Artioli, Boninsegna, Minardi, Stabellini; accosciati Malatrasi, Veneri, Bernardoni, Natali, guardalinee.
Quindi proponiamo Castelmassa in Prima categoria 1995/96. Con in piedi da sx: Marangoni (dir), Turati, Vitello Pietro ( medico sociale), Girardi, Pasquali, Bianchi, Rodighiero, Natali, Meriggi, Buttura, Scroccati, Ghirlinghelli, Biancardi Paolo ( all), Pirani Paolo (presidente); accosciati Vitello III°, Diazzi, Pasqualotto, Vitiello II°, Mazzali, Giacomelli, Silvestri.
Con riferimento ai diversi incontri conviviali del sottoscritto con gli “Amici di Castelmassa” ecco la tavolata (gennaio 2007) con  da sx Franco Rizzi, Pietro Vitiello, Paolo Biancardi, Vittorio Pirani, Paolo Pirani in stile winner.
Più sobria la foto coi tavolini, che mostra da sx Vittorio Pirani, il sottoscritto Sergio Sottovia, Franco Rizzi, Chico Ghirardini, Paolo Pirani. A seguire la foto istituzionale che ho scattato durante la presentazione del mio libro POLESINE GOL a Castelmassa, promosso dalla Pro Loco (da sx. Vitiello, dottor Bottoni scrittore-presentatore, Biancardi, l’assessore Bolognini, Minardi, Cavicchioli e la figlia di Vittorio ‘indisposto’). In chiusura la foto dell’Altopolesine 2008-09 di mister Zanni e del presidente Armenio e relativo staff dirigenziale. Non c’è Vittorio Pirani presente in foto, ma vi assicuro che ho mangiato un buon panini alla salsiccia, prima di fare la cronaca per Delta radio e parlare di “Calcio & Vita” con lui e con Saul Malatrasi (mi ha mostrato anche una foto del ‘suo’ Castelmassa in campo a Badia).


Sergio Sottovia
www.polesinesport.it