Polesine é Storia raccontata dalle ‘sculture in terracotta’ di Natale Calesella in Mostra per la Provincia e ‘donate’ ai 50 Comuni/ Su fatti-eventi come la Peste, Napoleone, Carboneria, ‘La Boje’ Ciceruacchio, Partigiani, Alluvioni e...2 Papi


Il Polesine soprattutto, con la sua socialità e la sua religiosità sviluppatasi nel tempo, nel suo lungo viaggio storico. Il Polesine protagonista tra fatti ed eventi che lo hanno caratterizzato nei secoli. Questo il senso del vivere in simbiosi con le sue sculture, per l’architetto Natale Calesella già di casa qui su www.polesinesport.it con le sue sculture spesso in Mostra e in tour per far conoscere…fatti e misfatti storici del Polesine.
Il fatto poi che Natale Calesella abbia deciso di ‘donare’le sue sculture in terracotta ai Comuni e Associazioni interessate (ma basta chiedergliele e Lui…dice subito di sì) gli rende maggior onore sia come artista che come “Uomo di una Comunità” che ha spesso subito fatti ed eventi che ne hanno caratterizzato la sua ‘fisionomia’ , intesa come territorio e come quella dei suoi abitanti,  in una mesopotamia tra Adige e PO spesso politicamente e socialmente ‘utilizzata’ dai …foresti, più come ‘bene’ che come risorsa con proprie caratteristiche evolutive.

Per tutto questo sono andato sabato mattina 20 cm alla inaugurazione della Mostra delle “Sculture di Natale Calesella, Terrecotte ispirate alla storia sociale, civile e religiosa del Polesine” , proposta dalla Provincia di Rovigo a Palazzo Celio , presenti alcuni massimi rappresentanti dei Comuni interessati. A partire da Ivan Dall’Ara presidente della Provincia di Rovigo , con al tavolo dei relatori , oltre all’architetto Calesella, anche il sindaco Luigi Petrella di Castelmassa e Antonella Bertoli ( presidente della Commissione Paritaria Pari Opportunità ) che ha sottolineato così l’importanza della sua scelta :<< Studiare gli avvenimenti importanti della Storia del POlesine attraverso le opere di Natale Calesella è non solo un modo diverso di conoscere l’abilità e l’originalità di u Artista speciale. L’architetto infatti “trasforma” la creta che sotto le sue mani diventa viva , ricreando personaggi , monumenti , piazze e chiese dei Comuni della provincia di Rovigo.>>.

 

 

 

Sottolineando poi nel relativo depliant che “ L’architetto Calesella non vende le proprie creazioni , ma le dona ai Comuni e alle Parrocchie” e che “ la sua originalità consiste proprio nel portare il visitatore a ripercorrere, guardando le sue opere, ad eventi e momenti importanti di una comunità e della società polesana”.
Fatto queste doverose premesse ‘non soltanto istituzionali’ , vi proponiamo in sequenza il reportage dell’amico prof. Franco Rizzi “homo sociale e cantastorie altopolesano” sull’evento-presentazione della Mostra delle sculture di Calesella a Palazzo Celio  -sede della Provincia di Rovigo -  che completiamo proponendovi in sequenza main news il ‘discorso’ dell’architetto Calesella , anche perché prettamente artistico ed esplicativo delle sue Sculture in terracotta sia dal punto di vista ideologico che tecnico.

 

 

 

Corredando il tutto anche con lo speciale commento-presentazione  istituzionale pubblicato a firma dello stesso Ivan Dall’Ara , presidente della Provincia di Rovigo, nel già citato depliant illustrativo della Mostra, di cui vi proponiamo in fotogallery tutte le significative sculture esposte.
Rimandandovi all’Extratime per gli ulteriori commenti collegati alle immagini stesse, ma sottolineando come meritevole di segnalazioni le presenze in Sala Celio di alcuni rappresentanti istituzionali ( per differenza ovviamente si capiscono gli assenti), alcuni dei quali oltretutto sono intervenuti per un saluto rappresentativo, mentre il sottoscritto è stato chiamato in causa direttamente dal presidente della Provincia per un flash di testimonianza-conoscenza sia personale che su alcuni fatti sculturalmente poi esposti.

 

 

 

ANTEPRIMA NEWS ( di Franco Rizzi, mail 20.06.2020) / CASTELMASSA: NATALE CALESELLA E LE TERRACOTTE DELLA STORIA POLESANA IN MOSTRA A PALAZZO CELIO A ROVIGO
Sabato mattina 20 giugno scorso alle 11 nella sala consigliare della Provincia è stata inaugurata la mostra dello scultore massese Natale Calesella Terrecotte ispirate alla storia sociale, civile e religiosa del Polesine;  l'esposizione in Sala Celio. (FOTO ALLEGATE).
Hanno presentato l'importante evento il presidente della Provincia Ivan dell'Ara, la responsabile della commissione pari opportunità Antonella Bertoli, il sindaco di Castelmassa Luigi Petrella, il vice sindaco di Rovigo  Roberto Tovo.

Interessante il dibattito con il pubblico dopo che il professor Natale Calesella ha illustrato la mostra.
L'architetto altopolesano ha è diventato scultore a tempo pieno solo dal 2012, crea e modella la creta per pura passione e dona molte sue opere ad istituzioni ed enti; tante le sue mostre in Italia e all'estero.

 

 

 

In Sala Celio l'artista di Castelmassa percorre cronologicamente il Polesine da Melara a Porto Tolle: da Adria nel 1630 (il passaggio davanti all'oratorio di S. Andrea della processione dei santi Rocco e Sebastiano per scongiurare la peste manzoniana) alle manifestazioni dei braccianti in sciopero a Contarina dopo il 1950...

I prossimi appuntamenti espositivi di Natale Calesella con le fornelle già donate: a Ferragosto a Badia Polesine per la fiera (la vita narrata di S. Teobaldo); sabato 29 agosto a Castelnovo Bariano per l'ultracentenaria sagra di S. Rocco (formelle appese al colonnato di piazza Municipale narranti la vita e le opere del patrono S. Antonio di Padova); in autunno ritorno in Francia.

 

 

 

MAIN NEWS ( di Natale Calesella, sabato 20.06.2020) / LA PRESENTAZIONE DELL’AUTORE: ECCO TUTTO IL SUO DISCORSO “SCRITTO” …
Buongiorno, prima di illustrare le opere presenti nella Mostra desidero precisare che non sono uno scultore professionista avendo svolto la professione di architetto fino al 2011.
Non sono però in autodidatta, in quanto in gioventù ho frequentato le scuole d’arte di Castelmassa e il Liceo Artistico di Bologna, conseguendo una buona preparazione nel disegno e nella modellazione principalmente della figura umana. La passione per il disegno e la modellazione della creta ho continuato a coltivarla saltuariamente per tutta la vita e dal 2012 , al raggiungimento della pensione, a tempo pieno ad eseguire sculture a tutto tondo, principalmente nudi femminili e ritratti a mezzo busto di familiari, amici e Sindaci con cui ho fatto amicizia lavorando come architetto, fra cui a Castelmassa onorevole Ivana Bernini e gli assessori provinciali  Chinaglia, Valentini e Gulmanelli.

 

 

 

Dal 2014 ho incominciato a realizzare sculture scenografiche ispirate alla storia sociale, civile e religiosa locale.
In tali sculture ho abbinato prevalentemente un avvenimento storico di un determinato comune con edifici dello stesso comune contemporanei dell’avvenimento, oppure ho inserito l’avvenimento storico nel paesaggio locale.
Quets abbinamenti sino stati usati da sempre nella pittura vedutistica, mentre sono tentativi abbastanza originali nella scultura. In questi ultimi anni ho eseguito circa 40 sculture ispirate alla storia sociale , civile e religiosa del Polesine a partire dalla battaglia di Castagnaro del 1387combattuta tra Scaligeri e Carraresi nel territorio di Baruchella e Badia Polesine.

 

 

 

La maggioranza di queste scritture sono già state date in donazione a Comuni, Parrocchie e Associazioni. In questa mostra date le dimensioni della Sala Celio sono esposte 24 opere , di cui 16 ancora in mio possesso, che se risulteranno di gradimento dei Comuni e delle Associazioni interessate sarei onorato di donargliele.
Sarebbe inoltre mio desiderio in futuro, di modellare e poi donare almeno una scultura, a tutti i Comuni del Polesine, ispirata ad un avvenimento della loro Storia. Sono inoltre disponibile ad eseguire gratuitamente sculture per la Associazione di Arma e Combattenti … In occasione di altra mostra gli Alpini a…

 

 

 

Le sculture ispirate alla storia del Polesine , non presentate in questa mostra, riguardano tra l’altro :
I moti de “La Boje” repressi dall’Esercito a Castelgugliemo;
Il festival della letteratura recitata a Canda
La zingaresca a Calto
La cerimonia religiosa con il bacio della reliquia di San Biagio a Lendinara
L’arrivo delle truppe del Regno d’Italia nel 1866 a Badia Polesine e Lendinara.
L’innalzamento dell’albero della libertà a Lendinara.
Una famiglia contadina riparata sull’argine per la rotta del Po nel 1951 a Occhiobello.

Una manifestazione della Società Operaia fondata a Lendinara nel 1867 e che ha avuto come primo presidente Giuseppe Garibaldi e poi Alberto Mario.
L’arrivo delle truppe alleate il 26 aprile 1946 a Pincara.

 

 

 

 

Il corteo per l’inaugurazione della bandiera della Lega per il miglioramento della vita contadina a San Bellino nel 1903.
Don Secondo Porta che raccoglie le adesioni alla Società di Previdenza e Mutuo Soccorso a Villanova del Ghebbo nei primi anni del 900.
La fondazione della Coldiretti Nazionale presso la canonica di San Biagio a Lendinara nel 1919.

Le notizie storiche per la scelta della progettazione delle opere ispirate alla Storia locale , civile e religiosa del Polesine  sono state ricavata dai libri presenti nella biblioteca comunale di Castelmassa o richiesti tramite il Sistema Bibliotecario Provinciale tra cui :

Il Convento racconta,  e poi,  Adria la città , le sue vie, la sua storia, di Aldo Rondina.
Crimini e storia tra Po e Adige , del Senatore Elios Andreini.
“La Boje” , di Bruno Pirani.
Le ricerche di Romeo Milani su Villanova del Ghebbo e San Bellino.
Le ricerche di Ives Bizzi.
Rovigo e la sua storia, di Luigi Stocco.
Le architetture del Centro Storico di Rovigo, di Andreina Milani e altri.

 

 

 

Per quanto riguarda la storia religiosa del Polesine sono stato attratto particolarmente dalle Processioni fra cui quella della Madonna Pellegrina, cui ho partecipato quando avevo 5 anni, e dalle cerimonie religiose con la Madonna del Pilastrello di Lendinara , cui sono stati particolarmente sensibili i Patriarchi di Venezia divenuti poi Papi, San Giovanni XXIII e il Beato Giovanni Paolo I°.
Per quanto riguarda la storia sociale del Polesine ho cercato di capire le ragioni delle rivolte contadine manifestatesi prepotentemente nel periodo napoleonico e dovute principalmente alla coscrizione obbligatoria che con un periodo di leva di 12 anni condannava praticamente a morte i coscritti date le continue guerre di quel periodo.
Tali lotte, purtroppo, hanno portato alla distruzione, per l’incapacità di leggere dei rivoltosi, oltre ai registri dell’anagrafe , da cui venivano sorteggiati i chiamati alla leva, anche preziosi documenti del passato.

 

 

 

Successivamente però le masse contadine sono state riportate come protagoniste costruttive nella storia del Polesine  dal movimento socialista dopo l’unità del Veneto all’Italia e successivamente del movimento cattolico dopo la pubblicazione dell’Enciclica Rerum Novarum di Leone XIII.
Le opere sono esposte nella mostra in successione cronologia degli avvenimenti rappresentati.
Apripista  nel catalogo in copertina è riportata la foto della scultura “Pezzoli 1844 , i Moti de “La Boje”  e di seguito le foto in ordine cronologico.
La seconda ha per titolo “Adria 1630. Passaggio davanti all’oratorio di Sant’Andrea della processione con i santi Rocco e Sebastiano, per la Peste”.
Il fondale è costituito dalla facciata dell’Oratorio di Sant’Andrea, costruito alla ginme del 500, ricavata da una foto riportata sul libro sopracitato “Adria la città, le sue vie, la sua storia”, in quanto l’oratorio è stato ricostruito in forme diverse nel secolo scorso.
La scena illustra la processione a fine epidemia , con il trasporto a spalla dei due santi.

 

 

 

L’opera cronologicamente successiva esposta nella Sala Celio , ha per titolo “Rovigo secolo XVIII° - Piazza Santa Giustina. Preparativi per la partenza della corsa dei cavalli berberi “.
Il fondale di questa scultura è costituito dalla facciata della Chiesa di santa Giustina e in scorcio della facciata della Chiesa di Santa Maria dei Battuti, del Palazzo del Podestà e e da casa Bononome, il tutto ricavato da un disegno del Piva di fine ottocento in quanto i sopracitati edifici erano stati tutti demoliti.
Segue l’opera avente per titolo “Adria, maggio 1797. Il Podestà e il capitano del popolo è condotto  dal Generale bonapartista RUSCA”, che questa scultura il fondale è ricavato da una foto dell’attuale palazzo municipale immaginandolo decorato in quell’occasione con le scritte Libertà, Eguaglianza e Fraternità. La figurazione è dominata dalle truppe francesi a cavallo con la presenza di famiglie adriesi inneggianti.
L’opera successivamente esposta ha per titolo “ 1805 – Insorgenza di Crespino con abbattimento dell’albero della libertà”. Il fondale è costituito dalla facciata della chiesa parrocchiale e la scena immaginata è costituita dall’albero della libertà abbattuto, da registri da bruciare e da popolani inneggianti W Pio VII e  ^^ Napoleone .

 

 

 

Segue l’opera avente per titolo “1809  - Rovigo occupata dagli insorgenti”. In questa scultura il fondale riporta Porta San Bortolo mentre la scena rappresenta gli insorgenti che occupano Rovigo , brindando, cantando e ballando.
E’ esposta poi l’opera avente per titolo “ Fratta Polesine 1818 – Arresti dei Carbonari”.ed avente per fondale Villa Avezzù. In questa scultura tutti i carbonari, pur essendo stati identificati ed arrestati in fasi successive , sono stati raggruppati ai fini della rappresentazione scenica in una stessa scena.
L’opera seguente ha per titolo “Crespino 1819 – I carbonari arrestati vengono scortati ai Piombi”. IL fondale della scultura è costituita dalla casa del medico del paese ( ndr, il dottor Vincenzo Carravieri) anch’egli carbonaro arrestato.
La scultura successiva ha per titolo “Rovigo 1819 – Visita dell’Imperatore Francesco I° “ e per fondale un Palazzo di Piazza Vittorio Emanuele II° . La scena rappresenta l’Imperatore e la sua scorta immaginati a cavallo con le autorità cittadine che gli consegnano simbolicamente le chiavi della città.

 

 

 

Segue la scultura avente per titolo “Adria 1848 – 150 patrioti adriesi partono per Venezia accompagnati da Don Businaro”. Il fondale è costituito dalla parte centrale dell’orologio e la scena illustra i festeggiamenti , i saluti e gli abbracci dei patrioti in partenza.
L’opera successiva ha per titolo “Porto Tolle 1849 – Preparativi per la fucilazione di Ciceruacchio più 7 “.
In questa struttura il fondale è costituito da un paesaggio arginale e la scena inquadra i patrioti legati a tronchi infissi nel terreno con Ciceruacchio legato insieme al figlio ragazzino.
Segue la scultura avente per titolo “ Rovigo 30 luglio 1866 – La città accoglie Vittorio Emanuele II° “.
In questa opera il fondale è costituito da Palazzo Nodari e la scena è costituita da bandiere e gonfaloni dei Comuni della provincia con autorità e cittadini inneggianti all’Italia e al Re.

 

 

 

L’opera successiva ha per titolo “Rovigo 1882 – Chiesa della Rotonda- Cerimonia religiosa per i contadini sfollati per la rotta dell’Adige” . Il fondale della scrittura è costituito da scorcio dell’interno della Chiesa della Rotonda e la scena rappresenta una cerimonia religiosa che volge al termine con un gruppo di coristi che cantano  e le famiglie contadine che escono dalla chiesa.
Segue la scultura avente per titolo “Pezzoli 1884 – Moti de “La Boje” . In quest’opera il fondale è costituito da una casa colonica con cortile occupato dai dimostranti e da soldati a cavallo con in mezzo un religioso che cerca di placare gli animi.
L’opera successiva ha per titolo “Castelmassa fine ‘800 . Benedizione dei migranti in partenza per le Americhe”. . Il  fondale è costituito da scorcio di piazza della libertà con al centro l’Oratorio di Maria Assunta.
La scultura seguente ha per titolo “Ariano Polesine 1920 “ Festeggiamenti per l’elezione a sindaco di Ermenegildo Fonsatti , ucciso dai fascisti nel 1921”.

 

 

 

Il fondale in terracotta è costituito da parte della facciata del Municipio, immaginato decorato con le scritte programmatiche “ libertà e lavoro”. La scena è costituita da cittadini inneggianti il nuovo Sindaco.
L’opera seguente avente per titolo “Fratta Polesine – 1925 – Onoranze funebri a Martire per la Libertà “ ha per fondale la chiesa parrocchiale e la scena rappresenta la fucilazione dell’On. Giacomo Matteotti con la partecipazione del picchetto militare.
E’ poi esposta l’opera avente per titolo “Villadose 25 aprile 1945 – Preparativi per la fucilazione dei partigiani catturati in località Palà di Ceregnano”. IN questo caso il fondale è costituito dall’ingresso del cimitero del capoluogo.
La scultura seguente ha per titolo “ Castelmassa – Secondo dopoguerra – Saluto alle mondine in partenza per la risaia”.
Quest’opera ha per fondale la parte centrale del palazzo del Municipio e la scena rappresenta il sindaco che saluta el mondine con la presenza di carabinieri a cavallo, bandiere sindacali e autocarro per il trasporto alle risaie.

 

 

 

L’opera successiva avente per titolo “ Lendinara chiesa della Madonna del Pilastrello – anni 50” – Cerimonia religiosa con il patriarca Angelo Roncalli “ ha per fondale il presbiterio e l’abside della chiesa della Madonna del Pilastrello con scena raffigurante il Patriarca Benedicente e i giovani inginocchiati tra gruppo di coristi e gruppo di musicisti.
Segue la scultura avente per titolo “ Contarina anni 50 – Manifestazione dei braccianti in sciopero” e per fondale la parte centrale del palazzo del Municipio . La scena è costituita da braccianti dotati degli attrezzi di lavoro inneggianti allo sciopero.
La scultura successiva ha per titolo “Adria 1951 – Chiesa della Tomba- Processione con la Madonna Pellegrina. In questa terracotta il fondale è costituito dalla facciata della Chiesa della Tomba e la scena rappresenta la Madonna Pellegrina portata in processione a spalla.
Segue la scultura avente per titolo “ Lendinara settembre 1977 – Cerimonia religiosa in piazza Risorgimento del Patriarca Albino Luciani con N.S. de PIlastrello” e per fondale parte del palazzo municipale addobbata con panneggi con antistante palco con la statua della Madonna del Pilastrello , il patriarca e altre autorità religiose e la piazza occupata dai partecipanti alla cerimonia.

 

 

 

La terracotta successiva avente per titolo “ Villamarzana seconda metà ‘900” – Manifestazione celebrativa del 15 ottobre 1944” è costituita da fondale con la casetta del barbiere inserita nel monumento ai 43 Martiri , con figurazione del Vescovo benedicente attorniato da Sindaci e autorità militari.
E’ infine esposta  la scultura avente per titolo “Rovigo 2016 – Festeggiamenti per la conquista del 12° Campionato nazionale di Rugby” e fondale costituito da parte del palazzo Roverella e configurazione rappresentante l’esultanza della squadra e delle famiglie dei tifosi.
Tutte lem sculture esposte nella Mostra non sono ricavate da un blocco di creta per sottrazione di materiale, come fanno gli scultori del marmo e del legno, ma sono costruite mettendo insieme pezzi di creta tolti dai blocchi della creta stessa posti in commercio.
La struttura delle prospettive scenografiche dei fondali, come pure le figure non hanno mai spessori superiori ad 1,5 cm, in primo luogo per contenere il peso delle sculture in 60 -70 kg e quindi spostabili a braccia da due persone e in secondo luogo per ottenere l’essicamento delle stesse, necessario per la cottura, in un mese.

Spessori di 4 – 5 cm richiederebbero un tempo di essiccamento di 6 mesi.

 

 

 

Le terracotte contenute, sempre per ragioni di peso, nele misure di 60 x 60 x 40 cm sono realizzate nelle seguenti fasi:
_costruzione del basamento di 40 x 60 cm;
_costruzione della struttura del fondale sia esso in architettura o in paesaggio;
 _finitura del fondale in tutti i suoi particolari.
_costruzione sul basamento delle figure al grezzo;
_finiture in ogni dettaglio delle figure partendo da quelle vicine al fondale in avanti e da sinistra verso destra, al fine di evitare che piccolissimi spostamenti della mano incontrollati, distruggano la finitura già modellata.
Per capire meglio la struttura delle sculture in mostra, durante la visita è consigliabile visionarne almeno una nella parte retrostante.
Tutte le terracotte sono modellate con uno stile eclettico che si rifà alle esperienze del realismo ottocentesco, in versione impressionista.

Trattandosi di prospettive tridimensionali le sculture hanno un unico punto di vista per cui devono essere guardate solo davanti.
 Guardate di fianco le figure, specialmente i cavalli , essendo rappresentati non a tutto tondo ma di scorcio, risultano informali e insignificanti.
Vi ringrazio tutti i presenti per la partecipazione e per l’attenzione.
Ringrazio la dottoressa Antonia Fraggini e il personale della Provincia per la collaborazione e il Presidente Dall’Ara e la dottoressa Bertoli per la fiducia e l’aiuto prestatomi.
Sono a disposizione per chiarimenti ed integrazioni.

 

 

 

APPENDICE FLASH – MOSTRA STORY ( di Ivan Dall’Ara, by Depliant illustrativo della Mostra, 20 giugno - 5 luglio 2020) / L’ARCHITETTO NATALE CALESELLA E LE SUE TERRACOTTE STORICO-SOCIALI

La nostra provincia è un territorio stretto e lungo, composto di 50 Comuni ognuno con una sua storia e con avvenimenti che ne hanno caratterizzato il divenire e l’assetto attuale.
Ogni Comune ha monumenti e personaggi che lo hanno caratterizzato nel corso degli anni che ci separano da quando il Polesine è divenuto il territorio compreso tra Adige e Po, una terra contesa da Estensi e Veneziani , divisa tra le Diocesi di Adria, Chioggia e Rovigo, ma fondamentalmente unita proprio da questi due corsi d’acqua e dallo spirito di comunità che da sempre ha caratterizzato le persone che vi dimorano.
L’Arch. Natale Calesella ha ben saputo cogliere questo aspetto nelle sue opere di terracotta, rappresentando vari momenti di carattere storico sociale che vedono persone comuni e personaggi famosi sullo sfondo dei monumenti e delle piazze del nostro territorio.

E’ un lavoro particolare quello che ci presenta l’Arch. Calesella che unisce l’arte all’abilità di modellare e dare espressività alla creta , un materiale povero che tuttavia l’Artista nobilita con una sapienza espressiva che ci trasmette storie ed eventi che resteranno grazie alla sua abilità , nella mente e nel ricordo di tutti noi che andremo a visitare la Mostra e ammireremo i suoi lavori.
Un plauso e un grazie dunque a chi con il suo estro fornisce alla Provincia un valido motivo di presentare alla cittadinanza modi diversi e originali di renderla viva.
( Ivan Dall’Ara / Presidente Provincia di Rovigo )

 

 

 

EXTRATIME by SS/ Va innanzitutto ricordato che l’architetto Natale Calesella ( ovviamente in foto cover) ha partecipato a mostre collettive a Ochiobello , Castelmassa, Castelnovo Bariano e Fratta Polesine.
Mentre ha allestito mostre personali a Ficarolo, Badia POlesine, Sanguinetto, Villa Bartolomea, Legnago, Lendinara e Arre.
Altresì sue opere si trovano per donazione nelle chiese di Felonica Po, Castelmassa, Carlto, Ficarolo, Sanguinetto, Villa Bartolomea, Zelo, Baruchella, Badia Polesine, Lendinara, Arre.
E sempre per donazione nei Municipi di Calto, Castelmassa, Castelnovo Bariano, Occhiobello, Stienta, Badia Polesine, Fratta Polesine, Pincara, Canda, Villanova del Ghebbo, San Bellino, Castelguglielmo, Villamarzana, Ceregnano, Sanguinetto, Legnago, Villa Bartolomea, Castagnaro, Arre ( nel padovano) e Warmeriville ( Francia).

 

 

 

A questo punto partiamo in apertura di fotogallery proponendovi il tavolo presidenziale a Palazzo Celio con da sx l’architetto Natale Calesella, Ivan Dall’Ara, Luigi Petrella ( sindaco di Castelmassa, significativamente in fascia tricolore) , Antonella Bertoli per dna socio-culturale presidente C.P.P.O. che , agganciandosi alla Mostra organizzata, ha sottolineato anche l’importanza della parità di genere.

A seguire un flash sui presenti in sala, con da sx il sindaco di Arre, Tovo vicesindaco del Comune di Rovigo, al microfono Adriano Buono durante il suo intervento ( ha invitato l’architetto Calesella a fare sculture storiche pro Polesine …da Fetonte all’Arena di Verona) , quindi Paolo Avezzù di famiglia originario da Fratta Polesine (significativi anche gli interventi della signora Trombini in rappresentanza del Comun e di Adria oltre a quello del professor Franco Rizzi).
E dopo il flash che ho scattato a Natale Calesella con sfondo “La Boje”, passiamo all’inaugurazione della Mostra con tanto di taglio del nastro istituzionale e con da sx
Bertoli, Dall’Ara, Calesella, Avezzù, Petrella.
A seguire in trio da sx Franco Rizzi, Natale Calesella, Alessandra Bertoli, mentre con riferimento a tutte le sculture partiamo dal ..depliant che propone “La Boje” in copertina.

 

 

Poi , in sequenza come le ho fotografate nel ‘circuito’ della mostra ( col la giusta distanza da tutti causa Covid-19) vi propongo in tandem le sculture dedicate a Crespino ( carbonari arrestati per portarli ai Piombi) e a Rovigo ( visita dell’imperatore Francesco d’Austria.
Poi in tandem le sculture dedicate ad Adria ( patrioti) e Porto Tolle ( fucilazione di Ciceruacchio).
E le sculture dedicate al tandem immagini a Rovigo ( visita di Re Vittorio Emanuele, quindi la Rotonda con gli sfollati della alluvione dell’Adige).
Poi quelle dedicate al tandem polesano Castelmassa ( partenza migranti verso le Americhe) e Ariano nel Poleisne ( festa elezione del sindaco Fonsatti poi ucciso dai fascisti)
Il successivo tandem sculture è dedicato a Fratta Polesine ( funerali di Giacomo Matteotti) e a Villadose ( preparativi per fucilazione partigiani di Palà-Ceregnano).
Quindi la scultura singola dedicata a Crespino ( insorgenza napoleonica)  come la successiva altrettanto singola dedicata ad Adria ( 1797, sempre napoleonica).
Ritornando ad onorare in tandem i comuni polesani, ecco le sculture dedicate ad Adria ( 1630, processione) e Rovigo ( XVIII secolo, corsa dei cavalli berberi).
Poi il tandem sculture dedicate a Villamarzana ( fucilazione 43 martiri) e Rovigo 2016 ( festa 12°scudetto Rugby , segnalando presente in sala il ds Roberto Roversi)

 

 

Le successive terracotta di Calesella onora in versione singola Lendinara 1977 ( visita del patriarca Luciani, poi Papa) , mentre nel successivo tandem vengono onorate Castelmassa ( le mondine in partenza) e Lendinara 1950 ( visita del patriarca Roncalli, pi Papa) .
Mixando ancora tema sociale e tema religioso ecco onorato in tandem Contarina ( sciopero dei braccianti) e Adria ( chiesa della Tomba con la Madonna Pellegrina in tour).
Invece in versione singola riproponiamo Crespino e l’arresto dei carbonari per portarli ai Piombi a Venezia , fermo rstando che due carbonari crespinesi sono stati poi internati allo Spelberg insieme a Silvio Pellico, il noto autore del libro “Le mie prigioni” ( con lui c’era anche Maroncelli da Fratta Polesine)
Anche per questo attorno alla scultura crespinese ho poi fotografato in tandem Ivan Dall’Ara presidente della Provincia di Rovigo e l’architetto –autore Natale Calesella, con alla sua destra ancora Rovigo con la visita dell’imperatore austriaco.
Dedicata invece agli organizzatori la successiva foto attorno alla insorgenza napoleonica di Crespino, con Lady altopolesine, Ivan Dall’Ara, Natale Calesella, Paolo Brenzan ( anche lui made in altopolesine) .
Ma dulcis in fundo onoriamo Natale Calesella, in foto-lavoro con una sua scultura e in abbinata alla sintetica scheda della sua carriera  personale.

 

Franco Rizzi & Sergio Sottovia
www.polesinesport.it