Riccardo Dalla Torre da Berra al Rovigo in Serie C con Aldo Ballarin; poi “Grande Calcio” tra Modena, Genoa ( 3 anni e 41 gol), Fiorentina (3 anni e 14 gol), quindi Adriese biennio 1952-54/ E da MR… ‘triplete’ a Codigoro


Dico subito che è una Storyteling ancora i versione open, ma che, pur incompiuta, vi propongo fin d’ora anche per onorare un personaggio story come Riccardo Dalla Torre, protagonista nel Grande Calcio Italiano ma trattato dal grande ‘sistema informativo’ con evidente superficialità.
Ecco allora che vi propongo questa Dalla Torre story, in occasione del centenario della sua nascita ma soprattutto per il fatto che il sottoscritto, vista la veneranda età, rischia di lasciarla incompiuta , come peraltro un’altra ‘decina’ di Personaggi Story elaborati da tanto tempo ma perfezionati all’80/90 %  come questa.
Fatta questa doverosa premessa, segnalando che la storia di Dalla Torre è soprattutto incompiuta con riferimento al giocatore post Adriese 1953 , quando tutti lo segnalano ‘rientrato ‘ in casa Berra, il suo paese natale nel ferrarese, dove ho visitato ad inizio Terzo Millennio anche lo stadio a lui intitolato in occasione di una partita amichevole tra la veneta Ariano nel Polesine il Berra di mr Labardi.
Ma se l’Adriese 1952/53 è stata vincente in Promozione con Dalla Torre fino a disputare la finale per il titolo veneto vs Hellas Verona e poi salvarsi in IV Divisione 1953-54, poteva il buon Riccardo non essere ‘cuor di leone’ limitandosi a staccare praticamente del tutto la ‘spina’ dal Grande Calcio ( 3 anni prima era nella Fiorentina) per giocare subito a Berra , anche se praticamente a ’casa sua’?

Certo ho contatti con chi ha giocato con lui nell’Adriese e con alcune ‘indicazioni’ quasi certe, ma …preferirei fare un altro specifico approfondimento anche ‘familiare’ prima di completare il “data base” imperfetto che adesso comunque vado a raccontarvi.

Visto che è ‘ampio ed esaustivo’ il materiale raccolto in tanti incontri indiretti e che riguardano sia il ‘giovane’ Riccardo Dalla Torre emergente in casa Rovigo all’epoca ‘pre-bellica’ di Aldo e Dino Ballarin che il ‘maturo’ Dalla Torre giocatore nel biennio dell’Adriese 1952/54 insieme a Piero Cavallari ( vedi entrambe le Story sempre qui su www.polesinesport.it... ) , partiamo tout court.

Come? Riportando anche confidenze e fotogallery raccolta direttamente da diversi suoi ‘compagni di squadra ( da Leonardo Pelà ai Fratelli Ballarin attraverso i suoi nipoti) , ma anche  riportando anche ‘dati ufficiali’ sia by Figc che by wikipedia e Libri specifici sulle società dove Dalla Torre è stato protagonista, dal Rovigo come giocatore al Codigoro come allenatore vincente negli anni Sessanta.

 

 

 

PRIMA PARTE – STORY  ( di Sergio Sottovia) / RICCARDO DALLA TORRE “DAL BERRA AL GRANDE ROVIGO 1939-40 IN SERIE C FINO AL ROVIGO 1944 “CAMPIONATO ALTA ITALIA VENETO ( da quando mr Bottacini lo ‘reclutò’ insieme ad una nidiata di campioncini come Polo e Aldo Ballarin… )

La storia di Riccardo Dalla Torre ( nato nel ferrarese a Berra 11 maggio 1921 e morto sempre a Berra  il 30 giugno 1982) ha dato i primi calci vicino a casa, a Jolanda di Savoia  a Jolanda, per giocare nella stagione 1937-38 nella vicina Berra. Tempi in cui l’Italia non era ancora impegnata nella Seconda Guerra Mondiale e il calcio a Rovigo che giocava in Serie C , ma per una serie di problematiche economiche  ha puntato decisamente sui giovani. E allora ecco che l’esperto allenatore Renato Bottacini sforna ancora una volta il suo ‘occhio fine’ di talent scout scovando nuovi campioncini per il suo Rovigo 1939-40 attraverso delle selezioni precampionato.

Che periodo era? Nel capoluogo polesano la società si chiamava “ Gruppo Sportivo Fascista Rovigo” con sede in corso del Littorio , aveva come presidente Giuseppe Ballo e come segretario Giuseppe Molinari, mentre l’allenatore Renato Bottacini è una garanzia, visto che a Rovigo è ormai di casa fin dal 1931/32 quando la società giocava in Prima Divisione e aveva come presidente l’onorevole Enzo Casalini.
Per una escalation che vedrà il Rovigo 1935/36 già in Serie C, un periodo che abbiamo appena raccontato nella Ivo Carlo Prandini Story cui vi rimandiamo.
Insomma col personaggio Riccardo Dalla Torre inizia un “nuovo periodo” ( alla Serie A furono ceduti Volpi al Bari e Penzo alla Fiorentina) , come spiega così anche Stefano Casalicchio nel suo libro “Un secolo di Calcio a Rovigo” scritto  a quattro anni con Carlo Fontanelli: << …il popolare “Botta” , cui viene raccomandato di puntare tutto sui giovani, nel volgere di poco tempo mette in piedi un gruppo interessante, formato anche grazie ad una selezione cui prende parte giovani calciatori dilettanti reclutati nei centri limitrofi di Rovigo.

 

 

 

L’organico è di qualità e annovera giocatori destinati poi a fulgide carriere come Marchi, Polo, Dalla Torre e, primo fra tutti , Aldo Ballarin. L’arrivo di Ballarin coincide, quasi per un curioso segno del destino al cambio del colore sociale del Rovigo, che da azzurro non poteva che diventare granata>>:
E come è finita la prima stagione di Dalla Torre nel Rovigo 1939-40 , campionato di Serie C vinto dal Vicenza davanti a Mestre , Marzotto Valdagno, Ponziana Trieste, CRDA Monfalcone, Fiumana appaiata al sesto posto col Rovigo?
Intanto segnaliamo che il difensore Aldo Ballarin giocò 9 partite , mentre il giovane attaccante Riccardo Dalla Torre ( arrivato a novembre, era tesserato per Jolanda di savoia) di partite ne giocò 13 segnando 3 reti ( le prime 2 il 12 maggio 1940 quando il Rovigo batté 5-0 Ampelia TS, , la terza la ‘giornata’ successiva quando Rovigo schiacciò 8-1 lo Schio nell’ultima di campionato.

Era anche un Rovigo calcio che aveva ‘calamitato ‘ alcuni giocatori della Rugby Rovigo anche se avevano vinto il campionato nazionale.
Per questo come curiosità vi snocciolo il Tabellino della partita Pordenone – Rovigo 1-1 giocata il 19 maggio 1940 ( gol polesano di Polo) perché quel giorno erano in campo assieme a Dalla Torre c’erano anche Aldo Ballarin e Idris Natali ( appunto Campione d’Italia con la Rugby Rovigo, vedi sua story già raccontata qui su www.polesinesport.it) .
Ecco il tabellino del ROVIGO: Zagagnoni, B. Longo, Ballarin Aldo, Marchi , Piva, Alberghini, Lanzone, Ceciliato Natali, Polo, Dalla Torre.

 

 

 

Per la cronaca e per la storia sempre il sopracitato Libro Story written by Casalicchio chiosava così la sua considerazione di fine stagione:<< Quanto ottenuto, ad ogni modo, può dirsi soddisfacente . Tra i giocatori, ha retto bene la vecchia guardia, dove emergono Longo, Alberghini, Ceciliato, Varoli e Lanzone ( gli ultimi due, rispettivamente, vice e capocannoniere dei granata) , nonché Andrioli costretto a lasciare a metà campionato per impegni di lavoro. Un pauso va rivolto anche agli esordienti Marchi, Natali, Dalla Torre, Polo, Gregnanin e Ballarin che, vinti i comprensibili timori iniziali, hanno poi dato un valido contributo alla causa.

Sostanzialmente sulla stessa falsariga , il decoroso campionato del GSF Rovigo 1940-41, decimo in classifica mentre a vincere in quella Serie C Girone A fu la Fiumana, davanti a Lanerossi Schio, Ponziana Trieste , Treviso, Ferrara ( nuova denominazione della Spal) , Marzotto Valdagno, CRDA Monfalcone, Mestre, Grion Pola e appunto Rovigo, mentre retrocessero Belluno e San Donà di Piave ( ritiratosi dopo la 25esima giornata).
E Dalla Torre?  Il Riccardo attaccante ferrarese era ‘appetito’ dalle grandi squadre, come spiega sempre Casalicchio così l’inizio di quel campionato:<< …il nuovo centro è Ravenna, affiancato da capitan Alberghini e uno tra Piccoli e Bigon , entrambi giunti in prestito dal Padova. In prima linea, trattenuti Dalla Torre, serrata la corte del Padova all’attaccante ferrarese, Polo e Ceciliato, va segnalato il ritorno a tempo pieno del prezioso Andrioli, nonché l’ingaggio di Coppola ed Appiani>>.

 

 

 

Mentre con riferimento all’andamento della propria squadra nella prima frazione del campionato ( in zona retrocessione) lo stesso allenatore Bottacini lamentava il fatto di “ non aver potuto effettuare alcun utile allenamento dal momento che la quasi totalità dei giocatori è sotto le armi e che il girone di andata è stato particolarmente difficile per il Rovigo che ha dovuto sostenere 8 incontri fuori casa e solo 3 tra le mura amiche”.
Per la cronaca e per la storia Dalla Torre nel Rovigo giocò 9 partite e segnò 4 reti, partendo subito con la doppietta segnata in apertura si stagione ( 20 ottobre 1940) nel match vinto 3-0 dal Rovigo vs Belluno. Poi segnerà anche nel match vinto 3-2 vs Ampelea di Isola d’Istria, e infine nel match vinto 4-0 vs Gorizia dei fratelli Blason ( reti rodigine di Appiani, Dalla Torre, Polo, e autorete di Ivano Blason); senza contare che Dalla Torre segnò una doppietta anche nel turno preliminare di Coppa Italia 1941-42 vinto 4 a 0 a Ferrara vs …ex Spal ( reti anche di Ballarin e Coppola).

Questo in una stagione in cui il capocannoniere del Rovigo è stato Isoardi con 12 reti segnate ( ben 6 segnate al CRDA Monfalcone, battuto 6-2) mentre Aldo Ballarin ha giocate 27 partite segnando 2 reti su rigore ( vs Mestre e vs Lanerossi Schio).

Anche per questo la chiosa finale sulla stagione del Rovigo 1940-41 in Serie C girone A è stata questa nel sopracitato libro story :<< Tra i giocatori raggiungono la loro consacrazione Polo, Ballarin e Dalla Torre, il quale , prima di vestire il grigioverde , dà il proprio apporto con 4 reti in 9 presenze, ma elementi validissimi sono anche Alberghini, Andrioli, Ceciliato, Longo e i nuovi acquisti Isoardi ( ndr, dal Cuneo) , capocannoniere della squadra , e Ravenna. Da segnalare l’esordio di Beppe Brunello e Dino Ferrari, che per vari motivi legheranno a lungo il loro nome a Rovigo>>.

 

 

 

Nella successiva stagione in Serie C 1941-42 la Associazione Calcio Rovigo ( questa la nuova denominazione con presidente Bruno Granata e sempre allenatore Bottacini, non può dire di no ad alcune partenze importanti. Prima su tutte quella di Albo Ballarin perché sarebbe stato oltremodo “egoistico fermare il ragazzo in Serie C, quando le sue doti e possibilità gli garantiscono un sicuro avvenire”. E così Aldo Ballarin è approdato alla Triestina, come Polo è finito al Padova, mentre del nostro Personaggio story scrive così il Libro story di Casalicchio:<< Al centro dell’attenzione del club biancoscudato anche Riccardo Dalla Torre , ma del prolifico attaccante , verosimilmente bloccato dal servizio militare, si perdono le tracce>>.
Anche per questo, al di là dei racconti fattimi anche dalle new entry Leonardo Pelà ( difensore che da Trecenta andava in bicicletta a Rovigo per fare gli allenamenti… ) e del chioggiotto Romolo Camuffo ( dal Clodia, ma …anche Campione d’Italia con la Rugby Rovigo di Maci Battaglini) , ritroveremo poi Dalla Torre nel Rovigo 1944, quando , con l’Italia già in Guerra, disputerà il Campionato Alta Italia – Veneto Girone A.

Ma anche se vedremo RICCARDO DALLA TORRE disputare solo una partita , quella della 4^ giornata persa 5-2 a Bassano e disputata a il 23 gennaio 1944, ne sottolineiamo comunque la sua importanza raccontatami da Pelà e Camuffo, proponendovi l’intera ‘analisi’ perché alla fin fine resta quella l’UNICA partecipazione del CALCIO ROVIGO nel MASSIMO CAMPIONATO ITALIANO, pur in una annata descritta come segue by citato Libro story anche con riferimento agli impatti sportivi causati dalla Guerra in corso.
Sottolineando che nel Venezia 1944 vincente giocava Aldo Ballarin , mentre nel Rovigo allenato da Bruno Cavallaro il portiere d’inizio stagione era suo fratello Dino, di cui tante cose … mi hanno raccontato i loro nipoti ( vedi tanti reportage pubblicati qui su www.polesinesport.it , basta chiedere a Google  vi rimanda direttamente alle pagine interessate su questo sito).
Detto questo, eccovi l’ultimo anno di Riccardo dalla Torre a Rovigo, mentre  a seguire lo onoreremo nel suo ‘straordinario’ viaggio in Serie A, partendo da Modena, quindi Genoa e Fiorentina, prima del rientro in Polesine ( ad Adria) e nel basso ferrarese, dove sarà protagonista tra ‘casa’ Berra e dintorni anche come allenatore.

 

 

 

DALLA TORRE & CALCIO ROVIGO STORY – CAMPIONATO ALTA ITALIA 1944 – VENETO – GIRONE A ( by Libro “Un Secolo di Calcio a Rovigo 1893 – 2006 “ di Stefano Casalicchio e Carlo Fontanelli)
A.C. ROVIGO : Segretario Sgobbi Fulvio; Medico Sociale Biasin dott Luigi; Allenatore Cavallaro Bruno )
La stagione 1944 stravolge l’organigramma dei campionati e delle squadre che vi partecipano , svolgendosi in maniera atipica.
La guerra rende gli spostamenti difficoltosi e, soprattutto , pericolosi. La Federazione , con il chiaro intento di limitare al minimo i disagi e le spese che le trasferte comportano, decide, perciò, di ridurre l’estensione geografica dei gironi organizzandoli a livello regionale.
Per il Veneto sono istituiti due campionati, quello di Divisione Nazionale, cui possono iscriversi le Società di Serie A, B e C del campionato 1942-43, e di 1^ Divisione , destinato, invece , alle componenti dell’ultima edizione di 1^ E 2^ Divisione, alle formazioni riserve dei sodalizi di Divisione Nazionale e alle società di nuova affiliazione.

Il ROVIGO, dopo aver raccolto le adesioni dei soci ( quote da 10 lire mensili) , invia, rispettando i termini del 10 dicembre 1943, al Direttorio III zona ( Veneto) la documentazione necessaria per iscrivere la squadra al campionato di pertinenza. Nel mentre , lancia un appello, affinché tutti i giovani residenti in Rovigo che intendono svolgere attività calcistica prendano contatto con la segreteria della società, presso gli uffici del CONI ubicati nel palazzo “INA” .
L’invito è poi esteso anche ai tesserati di altre squadre residenti in provincia e , visto che la linea ferroviaria per Chioggia e Verona risulta efficiente, anche ai calciatori delle predette città che non trovassero sistemazione.

 

 

 

Il 7 dicembre iniziano gli allenamenti sostenuti dal socio , nonché ex calciatore azzurro, Bruno Cavallaro .
Il nuovo mister allestisce , obbligatoriamente, una compagine di elementi locali, destinata a maturare nel tempo, procedendo al loro reclutamento anche assistendo agli incontri della Coppa Tolomei , un torneo fra bar che si svolge nel mese di dicembre.

Il tempo a disposizione è assai limitato , il 2 gennaio 1944 inizia il campionato che vede al via 8 squadre , poi ridotte di una unità per la rinuncia del Palladio Vicenza.
Il gruppo è formato da una squadra di A ( Venezia), una di B ( Padova), quattro di C ( Treviso, Mestre, Bassano e Rovigo), più il Legnago chiamato dalla 1^ Divisione per completare i quadri.
Gli organici delle squadre sono ovviamente di diverso spessore ma, vista la delicatezza del momento, precari, giacché molti giocatori, loro malgrado sono talvolta indisponibili. Il Rovigo, ad esempio, schiera nel corso della stagione ben 30 atleti, alcuni per una sola volta, come il forte attaccante Dalla Torre ( ndr, la citata partita persa a Bassano).

….OMISSIS…
Il Rovigo chiude al penultimo ( di fatto l’ultimo ) posto della graduatoria con 6 punti, racimolati grazie a 2 vittorie ed altrettanti pareggi , entrambi colti con il Mestre.
La squadra nel corso di questa singolare stagione, ha dimostrato di possedere una buona difesa, ma di una mediana poco creativa, che limita in propri compiti solo alla distruzione del gioco avversario e di un attacco sterile, a segno la prima volta solo alla prima di ritorno per merito di “Beppe Brunello” .

 

 

 

Solo 8 le reti segnate sul campo , 36 quelle al passivo , 14 ad opera del Venezia , la cui calata a Rovigo segna il gradito ritorno al comunale di Aldo Ballarin che, lasciata la Triestina, disputa la sua unica stagione con la maglia neroverde prima di approdare al Torino; l’occasione avrebbe potuto costituire una simpatica sfida con il fratello Dino, “l’angelo bianco” , ma il portiere, ormai da tempo, non riesce, al pari di Camuffo , a raggiungere Rovigo poiché la linea ferroviaria per Chioggia non è agibile.
PS: Per la cronaca  e per la storia quel Campionato di Alta Italia – Veneto – Girone A , lo vinse il Venezia , che mise in fila a pari merito Treviso e Padova, quindi Bassano , Mestre, Legnago e Rovigo ultimo ( perché si era già ritirato Palladio Vicenza).
Ma non venne disputato alcuno spareggio tra Treviso e Padova, in quanto il Treviso è stato ammesso ufficialmente alle Finali di Zona quando al termine del campionato mancava ancora il recupero della gara esterna di Rovigo. A tale incontro deve in seguito rinunciare per cause contingenti , ritirandosi anche dalle Finali di Zona.

 

 

 

SECONDA PARTE STORY - DALLA TORRE  & LA SUA CALCIO STORY IN SERIE A ( di Sergio Sottovia ) /  TRA MODENA ( una stagione) , GENOA ( triennio) , FIORENTINA ( triennio).
La ripartenza ‘post Guerra’ dell’Italia ha impatto anche nella organizzazione dei vari campionati calcistici e ovviamente anche sulla ‘ripartenza’ di Riccardo Dalla Torre che abbiamo visto protagonista nel Rovigo e già ‘cercato’ da diverse società del Grande Calcio italiano.
Così la sua storia racconta che, dopo aver giocato nel 1944 una gara col Rovigo nel massimo campionato ‘di guerra’ , il ferrarese si ripresenta in campo nel 1945 , sempre nel massimo campionato denominato DIVISIONE NAZIONALE , ma stavolta con una squadra emiliana: il Modena fresco di promozione dalla Serie B nella stagione precedente.
Per la cronaca e per la storia quel Modena con l’attaccante Dalla Torre giocava nel CAMPIONATO ALTA ITALIA 1945-1946, mentre a completare il ‘quadro nazionale’ si disputava anche il Campionato Serie A-B Centro-Sud 1945-1946 , tutto in prologo al girone finale nazionale.

Furono i tornei che costituirono la complessa organizzazione della 44ª edizione del campionato italiano di calcio: per la prima e unica volta dal 1929 non si tenne a girone unico. I tornei si disputarono tra il 14 ottobre 1945 e il 28 luglio 1946 e si conclusero con la vittoria nel girone finale nazionale del Torino, al suo terzo titolo, il secondo consecutivo (se non si considera il periodo di pausa dovuto al secondo conflitto mondiale).
Segnalando che capocannoniere del torneo è stato Guglielmo Gabetto (22) giocatore del Torino 1945 /46, ricordiamo altresì che la società granata nella stagione precedente aveva vinto lo scudetto con tra i titolari l’attaccante polesano Mario Guaraldo ( da Costa di Rovigo ma trapiantato in Piemonte), mentre in questa stagione 1945/46 vide l’esordio di Aldo Ballarin  che nel Polesine aveva trovato tra Adria e Rovigo la sua ‘base di lancio’ per la sua grande escalation , prima Triestina poi Venezia e infine Torino fino alla tragedia aerea di Superga.

 

 

 

MODENA/ Per quel Modena 1945/46 del presidente Luigi Pignatti Morano e allenata da Alfredo Mazzoni  ci fu l’ottimo 6* posto finale, in quel campionato vinto poi dal Torino che mise in fila Inter , Juventus, Milan , Brescia e appunto il Modena , nel quale Dalla Torre si mise in bella evidenza giocando 26 partite e segnando 2 reti, giocando da ‘spalla’ per Brighenti che ne segnò 10 da centravanti.
Sempre per la cronaca e per la storia questa era la ‘rosa’ di quel MODENA 1945/46: Ettore Zini e Ivanoe Sacchetti i due portieri, poi i difensori Renato Braglia e Astro Galli, quindi i centrocampisti Ermanno Malinverni, Maino Neri, Lidio Stefanini,, infine gli attaccanti Renato Brighenti, Spartaco Bulgarelli, Giovanni Calveri, RICCARDO DALLA TORRE, Giorgio Giorgioni, Mario Magotti, Primo Sentimenti, Domenico Tosi.

 

 

 

 

GENOA/ Per l’attaccante Dalla Torre quanto basta perché lo chiamasse il Genoa, classificatosi soltanto nono in quel campionato Alta Italia e che era in fase di ristrutturazione e di una ricerca di identità: basti pensare che nel corso di quella stagione 1945/ 46 cambiò allenatori, passando da Guido Ara (1ª-7ª) a Enrico Silvestri (8ª-?ª), dall’ungherese József Viola (?ª-21ª) a Ottavio Barbieri (22ª-26ª).
E la scelta del Genoa dei presidenti Giovanni Peragallo ( fino a novembre 1946) e Massimo Poggi di affidarsi all’allenatore inglese William Garbutt e al ‘Nostro Personaggio’ fu subito azzeccata perché nel campionato di SERIE A 1946/47, tornato a girone unico, proprio dalla Torre risulterà il miglior marcatore segnando ben 16 reti ( tra cui doppiette vs Roma e vs Bologna), giocando al fianco dell’altrettanto neo acquisto Juan Carlos Verdeal, l’argentino di tre anni più anziano che di gol ne segnò 13.
Tra l’altro nel 1946-1947 , i due calciatori Dalla Torre e Verdeal giocheranno anche i primi due derby della storia contro la neonata Sampdoria, peraltro entrambi persi dal Genoa.
E la coppia di attaccanti funzionerà bene anche pro Genoa 1947/48 sempre del presidente Massimo Poggi e con allenatore William Garbutt ( poi rilevato alla 27^ giornata da Federico Allasio) , tant’è che la squadra ligure, pur risultando solo 12^ nel campionato, avrà ancora Riccardo Dalla Torre suo capocannoniere con 18 reti segnate ( tra cui una doppietta a Vicenza e tripletta nell’ultima di campionato nel 7-2 vs Bologna).

 

 

 

Nel successivo Genoa 1948/ 49 il Genoa del presidente Massimo Poggi e sempre con mr Federico Allasio in panchina , parte subito alla grande insieme a dalla Torre, tant’è che si aggiudica  subito il trofeo amichevole Coppa Cassano, in onore del defunto giocatore della Sampdoria Luigi Cassano, tra l’altro battendo per 5-2 i blucerchiati grazie alla tripletta di Della Torre ed alla doppietta di Formentin ( un altro ‘campione’ che nel finale della sua carriera ha giocato in Polesine…) .
E fu un ottimo 7° posto per quel Genoa che ebbe in Verdeal stavolta il suo capocannoniere ( con 11 reti segnate) ma con dalla Torre sempre prolifico visto che parte subito con una doppietta rifilata al Padova e poi segnerà comunque 14 reti , andando a completare il suo triennio sotto la ‘Lanterna’ giocando 103 partite e segnando in totale ben 41 reti.
Da ricordare peraltro che quel campionato 1948/49 fu vinto ancora dal Grande Torino (sempre con Aldo Ballarin protagonista anche in Nazionale col CT Pozzo) e che purtroppo in data 4 maggio 1949 passato dalla storia alla leggenda a causa della indimenticabile tragedia aerea di Superga.

 


 

Una ‘storia’ da ricordare in modo speciale anche in casa Genoa, perché poi Il 15 maggio 1949 il Genoa fu la prima società ( ma con la squadra giovanile nel rispetto deciso dalla Figc nei confronti degli ‘immortali giocatori granata) ad affrontare il Torino dopo la tragedia di Superga. Infatti – citiamo Wikipedia – “vennero mandati in campo da entrambe le squadre le formazioni giovanili e come capitano dei rossoblù venne scelto il giovane Ercole Bazurro, che già ricopriva quel ruolo tra i ragazzi. La formazione granata si impose con un perentorio 4-0.”
Intanto si chiude qui il ciclo triennale di Riccardo Dalla Torre in casa GENOA, col settimo posto a quota 40 punti nella Serie A 1948/49 , che vogliamo onorare proponendovi tutta la seguente ‘rosa’ : partendo dai tre portieri Giuseppe Castellini, Dante Piani, Celso Torrini, quindi i difensori Giovanni Bartoletti, Ercole Bazzurro, Fosco Becattini, Amedeo Cattani, Gino Corradini, Giulio Pellicari, Vittorio Sardelli, poi i centrocampisti Giovanni Bellagamba, Vittorio Bergamo, Franco Bironi, Silvio Formentin ( ndr, ha giocato poi anche in Polesine…) , Alido Grisanti, Bruno Mazza, Gian Battista Odone, Giorgio Olivieri, Francesco Tortarolo, Andrea Verrina, infine gli attaccanti Vito Bernardis, Carlo Brezzi, RICCARDO DALLA TORRE, l’austriaco Engelbert Koenig, Umberto Masoni, Giuseppe Stanganelli, Silvano Trevisani e l’argentino Juan Carlos Verdeal capocannoniere rossoblù.

 

 

 


FIORENTINA/ Tutto questo a conclusione del ‘triennio’ by Riccardo Dalla Torre in Serie A col Genoa, perché adesso per l’attaccante ferrarese inizia il nuovo ciclo , altrettanto triennale , in casa della Fiorentina, anche perché vs i viola il ‘Nostro Personaggio’ aveva segnato anche nella sua ultima stagione genoana.
Ed eccoci allora alla Fiorentina 1949/50 del presidente Carlo Antonini e dell’allenatore Luigi Ferrero dove da attaccante col fiuto del gol Riccardo Dalla Torre parte subito segnando alla forte Juventus di capitan Boniperti ( infatti vincerà lo scudetto) che però vince 5-2 capitalizzando la tripletta di J. Hansen, un
Ma è una Fiorentina forte perché poi alla seconda giornata rifila 7-0 al Venezia e con Dalla Torre ancora in gol , fermo restando che poi a fine stagione il capocannoniere in casa viola sarà Galassi con ben 24 gol, utili come i 10 segnati dal tedesco J. Landa e i 9 segnati proprio da Riccardo Dalla Torre  ( in 27 partite giocate) , tutti utili per un ottimo 5° posto nel campionato di Serie A.
Era la Fiorentina 1949/50 che aveva puntato su tanti stranieri, come dimostra anche la seguente ‘rosa’ completa che vi proponiamo : portieri Leonardo Costagliola e Mario Grandi, quindi i difensori Italo Acconcia, Alberto Eliani, Cesare Meucci, Sergio Cervato, Piero Torrini, poi i centrocampisti Francesco Rosetta, Augusto Magli (capitano), infine i centrocampisti RICCARDO DALLA TORRE, Giuseppe Chiappella, Antonio Canali, Luciano Giusti, Rodolfo Beltrandi, infine come attaccanti l’ungherese Gyula Nagy, Egisto Pandolfini, Giovanni Sperotto, Alberto Galassi  e il tedesco Ludwig Janda.

 

 

 

La storia si ripete per Riccardo Dalla Torre in maglia viola , nella successiva annata , perché la Fiorentina 1950/51 con lo stesso presidente Carlo Antonini e lo stesso allenatore Luigi Ferreri , ribadirà il suo ottimo 5°  nel campionato di Serie A vinto stavolta dal Milan del presidente  Umberto Trabattoni, con allenatore l’ungherese Lajos Czeizler , ma soprattutto il mitico trio Gre-No-Li, cioè Gren, Nordahl ( capocannoniere con 34 reti segnate), Liedholm il ‘barone flemmatico’ che farà la storia del calcio in Italia anche da allenatore.
Per la cronaca e per la storia ricordiamo che Riccardo Dalla Torre giocò 19 partite e segnò 5 reti , in una Fiorentina 1950/51 dove ancora gli sportivi viola sui social ricordano così il suo più bel gol segnato il 1 aprile 1951 in casa contro la Sampdoria: “al 27’ direttamente dal calcio d’angolo dalla fascia destra; il mancino Dalla Torre batte il corner e il vento trasforma il suo traversone in una carambola perfetta e imparabile”.
Si conclude al terzo anno il viaggio di Riccardo Dalla Torre in casa viola, per la verità in tono minore visto che il ‘ferrarese’ nella Fiorentina 1951/52 disputerà soltanto 3 partite peraltro senza segnare alcun gol.

In una stagione partita male per la Fiorentina del neo presidente Enrico Befani che in corso d’opera cambiò allenatore, passando dal solito Luigi Ferrero alla vecchia gloria viola Renzo Magli, per un finale di campionato che portò i viola fino al 4° posto, in scia a Juventus-scudetto , Milan, Inter.

 

 

 

Una curiosità: la Juventus del presidente Giani Agnelli visse un’estate ‘calda’. Infatti l’allenatore Carver fu esonerato per una intervista in cui si dichiarò insoddisfatto della ‘campagna acquisti’; così la Juve di capitan Parola e di playmaker Giampiero Boniperti affidò provvisoriamente la panchina al tandem Combi-Bertolini ‘chiamando’ poi l’ungherese Sàrosi che conquistò lo scudetto e il danese J. Hansel il titolo di capocannoniere del campionato.

Per la Fiorentina ancora in versione ‘esterofila’ : ricordiamo anche i due stranieri viola Dan Ekner e André Roosenburg capocannonieri ex aequo con 10 reti a testa.

E questa ‘rosa’ completa della Fiorentina 1951/52: portieri Leonardo Costagliola e Luciano Tessari, difensori Sergio Cervato, Ardico Magnini, Renzo Venturi, Corrado Viciani, quindi i centrocampisti Gianni Basile, Rodolfo Beltrandi, Giancarlo Bolognesi, Giuseppe Chiappella, RICCARDO DALLA TORRE, il turco Lefter Küçükandonyadis, Augusto Magli (capitano), Francesco Rosetta, Silvano Trevisani, Giancarlo Vitali, infine gli attaccanti Alberto Galassi, lo svedese Dan Ekner, l’olandese André Roosenburg, Egisto Pandolfini.
A questo punto l’esperienza calcistica del ferrarese Riccardo Dalla Torre si ’stacca’ dalla Serie A e decide di avvicinarsi a  casa, alla sua Berra ( , ‘accasandosi’ nell’Adriese  1952/53 che sarà protagonista e vincente nel campionato di Promozione, come documentiamo anche con una serie di Appendici flash story su alcune principali partite disputate in quella stagione, mentre sempre con Dalla Torre in campo l’Adriese si salverà nel campionato di IV Divisione 1953/54.
Come documentiamo anche con una serie di Appendici flash story su alcune principali partite disputate in quella stagione.

Mentre, rimandandovi in calce al nostro tradizionale Extratime anche per ulteriori commenti agganciati alle immagini proposte nella fotogallery,  vi proponiamo a completamento, e per quel che riguarda Dalla Torre allenatore, altresì alcune Appendici Flash story significative, anche perché sulla panchina della Codigorese ha fatto un ‘triennio’ vincente, in sequenza e in stile triplete.

 

 

TERZA PARTE STORY - PRIMA APPENDICE– ADRIESE  STORY / Articolo by IL Gazzettino 07.06.1953)/
LA FINALISSIMA VENETA DELLA PROMOZIONE; EQUILIBRIO FRA HELLAS E ADRIESE NELLA PRIMA PARTITA A VERONA
HELLAS – ADRIESE 2 -1
Verona 7.giugno – Lo scarto di un solo punto,, con il quale l’Hellas si è oggi aggiudicata la prima partita con l’Adriese sul terreno amico, lascia ancora aperta la lotta fra le due compagini per il titolo di campione veneto di Promozione. Infatti la squadra ospite ha dato l’impressione di poter validamente rivaleggiare con l’undici helladino anche se questo ha sviluppato oggi un gioco più incisivo.
La combattività degli adriesi , manifestatasi specialmente nella ripresa, è valsa ad assicurare interesse ed equilibrio alla contesa anche se questa dopo ventuno minuti di gioco sembrava facile appannaggio dei giocatori locali.
Inoltre l’incidente del tutto fortuito toccato al 9’ de4l secondo tempo a…..
… OMISSIS…
Gioco che in effetti è stato sostenuto con efficacia e continuità, tanto che el segnature degli helladini vanno attribuite , più che a una capitolazione della difesa, ad infortuni del pur coraggioso portiere Schenato.

 

 

 

L’Hellas ha invece avuto nella mediana valide pedine di lancio per le manovre difensive sempre registrate da Tavellin, ma spesso arruffate da frequenti grovigli in area per la tendenza di Girelli di stringere al centro. Comunque la squadra veronese ha confermato le sue ottime qualità di assieme e la sua valida intelaiatura.
La partita aveva visto inizialmente all’attacco gli adriesi e Larini doveva difendersi a neutralizzare un tiro di …
….OMISSIS….
Ma al 21’ i veronesi aumentavano il vantaggio : era Tavellin che mandava in rete un insidioso pallone. Non disarmavano gli azzurri e Larini doveva parare un tiro di Bertola, mentre al 29’ la fortuna gli veniva in aiuto affidando alla traversa il compito di allontanare la minaccia portata da una staffilata di Dalla Torre. Al 44’ Schenato, tuffandosi sui piedi di Girelli, evitava una nuova capitolazione.
Nella ripresa, dopo aver neutralizzato qualche offensiva veronese, l’Adriese accorciava le distanze: era Brunello che al 13’ , approfittando di un malinteso tra Larini e Longoturri, adagiava da pochi passi la sfera nel sacco.
Bertola sfiorava la sfera al 20’ ed eguale sorte aveva un tiro di Girelli . Poi era Gali che al 27’ colpiva il pallone , imitato al 36’ da Girelli… … OMISSIS…

 

 

 

SECONDA APPENDICE – ADRIESE FLASH STORY ( by IL Gazzettino, 21 giugno 1953)  /  CAMPIONATO DI PROMOZIONE – LEGA INTERREGIONALE NORD - GIRONE B /
( ALL’HELLAS DI VERONA IL TITOLO DI PROMOZIONE )
HELLAS – ADRIESE  4 – 2  ( Sul campo neutro di Padova; dopo che l’Adriese aveva vinto 3-2 nel retour match casalingo allo stadio Bettinazzi )
Padova, 21 giugno/ L’Hellas è campione veneto di Promozione. La decisione si è avuta sul terreno neutro del <<Tre Pini>> di Padova dopo che nelle due partite di finale gli adriesi e i veronesi erano riusciti ad aggiudicarsi la posta sui rispettivi campi, col medesimo scarto di una rete, così da trovarsi alla fine in perfetta parità anche nel quoziente reti.
La <<bella>> dunque é stata necessaria per l’assegnazione del titolo. L’ha spuntata l’Hellas , con una gara nella quale in verità non è riuscita , pur vincendo largamente, a dimostrare la sua superiorità nei confronti dell’avversaria.
Se non contassero le reti  si potrebbe dire che i maggiori meriti, e quindi diverso risultato, li hanno acquisiti in questa prova suppletiva gli adriesi.
Si è verificato così che ad assalti adriesi e a una somma notevole di calci d’angolo conquistati facessero riscontro reti veronesi. Infatti dopo il palo colpito da Dalla Torre, sulla prima controffensiva helladiana Biondani procurava il primo dispiacere a Larini. Era il 5’. Gli azzurri adriesi accusavano per un momento la botta, eppoi tornavano all’assalto più rabbiosamente di prima.

 

 

 

Azioni ed azioni, tiri e tiri, era sempre la difesa veronese a prevalere. Ed anche gli attaccanti gialloblù avevano successo con i loro contrattacchi , talché che sempre nel primo tempo la Hellas accumulava un tale vantaggio che per gli azzurri adriesi diveniva incolmabile. Segnavano infatti  con Girelli al 25’ e al 34’ altri due gol con due autentiche azioni di contropiede.
Finalmente al 4’ della ripresa, l’Adriese , ormai soverchiata , poteva coronare i suoi generosi sforzi ottenendo con Colman la prima rete. Gli azzurri, sfoggiando un gran gioco e sfoderando risorse d’energia e di fiato, insistevano in un’azione veemente, ma venivano arrestati quando ancor maturavano speranze di rimonta dalla quarta rete in gialloblù, che  Girelli conseguiva al 22’. Non vale la prodezza di Celio al 42’, autore della seconda rete adriese, ché ormai la gara era definitivamente perduta e l’Hellas poteva fregiarsi dell’agognato titolo.
HELLAS: 1 Larini, 2 Turri, 3 Camozzi, 4 Benasuti, 5 Longoturri, 6 Mazzola, 7 Galli, 8 Travellin, 9 Biondani, 10 Girelli, 11 Ferrante.
ADRIESE: 1 Schenato, 2 Celio, 3 Moro, 4 Colman, 5 Bottaro, 6 Canato,  7 Tiozzo, 8 Bertola, 9 Dalla Torre, 10 Ravagnan, 11 Brunello.
ARBITRO: Sacchetto di Padova.

 

 

TERZA APPENDICE – ADRIESE FLASH STORY ( by IL Gazzettino, 27 dicembre 1953)  / CAMPIONATO DI IV^ SERIE 1953/54– GIR C /
CREMONESE  - ADRIESE  2- 0
Cremona, 27 dicembre/ Immeritatamente battuta da due reti la squadra ospite può imprecare alla sfortuna che non ha mancato di avversarla in reiterate occasioni, sia nel primo che nel secondo tempo.
Pur vacillando ogni qual tratto nei reparti arretrati l’Adria ha infatti retto bene l’incontro svolgendo notevole volume di gioco e impressionando per la velocità e la sbrigativa condotta del suo reparto attaccante.
Al traguardo dei 90’ si è però trovata battuta da due palloni che non hanno convinto gli stessi tifosi locali e che si sarebbero potuto benissimo evitare; non solo, ma col bruciore di una rete validissima, inspiegabilmente annullata dall’arbitro.
Nel 1. tempo quanto di decisivo si è verificato nel veloce ed emotivo incontro. Trovatasi in svantaggio al12’ per un infortunio di Callegarin, la Adriese ha reagito energicamente mancando un paio di occasioni, ma al 40’ si è vista nuovamente battuta da una rete, chiaramente viziata da fuori gioco, che l’arbitro ha creduto opportuno di convalidare.
Qualsiasi altra squadra a questo punto avrebbe desistito, tenuto conto anche della bella rete annullata; non così l’Adriese che ha continuato a combattere con spirito indomito, difendendosi con tenacia dalle puntate dell’avversario imbaldanzito ed attaccando con manovre veloci e sbrigative.
Bisogna, per la verità, dire che in questa seconda parte dell’incontro i maggiori pericoli li ha però corsi la rete degli ospiti  in quanto l’attacco avversario, sebbene più lento a mettersi in moto e più disordinato, si è mostrato assai più pratico e deciso. Ma si è trovato di fronte ad uno Schenato in grande giornata e non c’è stato nulla da fare.
L’incontro si è andato smorzando verso la fine, concludendosi con il risultato acquisito nei primi 45’ di gioco.
CREMONESE: Ghisolfi, Lodi, Bicicli, Alloni, Bodini, Zanini, Colombini, Loiodice, Rossi, Monteverdi, Aliprandi.
ADRIA: Schenato, Luise, Callegarin, Colman, Bottaro, Vidal, Serafini, Bertola, Dalla Torre, Polo, Cavallari.

ARBITRO: Scarpa di Genova.

 

 

 

 

QUARTA PARTE  STORY - APPENDICE FLASH STORY – RICCARDO  DALLA TORRE, ALLENATORE VINCENTE NEL FERRARESE A CODIGORO
PRIMA STAGIONE 1962-63 ( dal libro “Il Calcio a Codigoro” di Ugo Bertaglia )
PROLOGO-SCHEDA – CAMPIONATO PRIMA CATEGORIA / Il portiere Patroncini dall’Ostellato, Franco Cristofori dal Migliarino e Maurizio Vaccari, sono i nuovi acquisti. In sostituzione dell’allenatore Grandi, viene chiamato al timone della navicella granata Riccardo Dalla Torre il quale vanta un passato di calciatore professionista nelle file del Modena, Genoa e Fiorentina.
Campionato di mezza classifica senza bagliori particolari. In precampionato per incomprensioni con il nuovo allenatore , Angelo Callegarini lascia la formazione codigorese.
ARTICOLO GIORNALE – STAGIONE 1962-63 ( di Vincenzo Trapella) / RICCARDO DALLA TORRE ALLA GUIDA DEI GRANATA.
IL CODIGORO DELLA FUTURA STAGIONE PUNTA DECISAMENTE SUI GIOVANI.
( La campagna acquisti e vendite. Per i tifosi mancherebbe soltanto un’ala di valore a completare la compagine della Bassa)
In un servizio precedente riguardante la campagna vendite e acquisti del Codigoro, dicemmo che il sodalizio di Via Chiavica nel prossimo campionato avrebbe puntato soprattutto sui giovani. Ad una quindicina di giorni di distanza possiamo darne ulteriore conferma con la presentazione ufficiale diedi nuovi quadri <<calcistici>> del Codigoro edizione 62-63. Uno degli ingaggi che dovrebbe risultare il più felice, riguarda l’allenatore. Era risaputo come ormai a Codigoro si sentisse la mancanza di un allenatore che soprattutto sapesse imporre la propria autorità anche ai più restii alla disciplina.

 

 

 

Quest’anno finalmente i tecnici granata si sono orientati e prima di fare ogni altro <<passo>> per rinnovare i quadri hanno preferito operare sulla scelta del tecnico e, dopo anni di titubante reverenza per il passato calcistico , hanno <<firmato>> il contratto con Riccardo Dalla Torre, già del Modena , del Genoa e della Fiorentina, ora residente a Berra che gli diede i natali nel 1922 . Sulla stessa falsariga , e tenendo conto della giovane età del DT , sono state improntate le altre ricerche: ricerche di elementi giovani.
Del vivaio dei Juniores sono stati chiamati in prima squadra  alcuni elementi che nell’ultimo torneo di competenza si sono messi in luce.
Si tratta di Guidi ( 1946), Parmeggiani ( 1945), Cinti ( 1944), Mucchi ( 1944) , Mantovani ( 1944), trombini ( 19449, Marangoni II ( 1946), .
Avrebbero dovuto vestire la casacca granata anche due Spallini – vincitori del torneo Canevazzi – cioè Vicari e Foletti ( elementi giovanissimi) , ma impedimenti di natura familiare non hanno portato all’accordo tra le due società ; il Codigoro avrebbe dato in cambio alla Spal il promettente ( il migliore in senso assoluto) Farinella, mezzala dei Juniores , della classe 1946. L’affare Farinella comunque è stato perfezionato altrimenti con la Spal ed il ragazzo vestirà sicuramente la casacca biancoceleste dei ragazzi spallini.
Per finire il capitolo cessioni aggiungiamo che lascerà Codigoro per vestire la casacca rossoblù della Portuense ( recente vincitrice del campionato di 1^ categoria) il mediocentro titolare granata Franco Schincaglia della classe 1941.
Con il prestito al Bosco Mesola  del portiere juniores Voltolina, si chiude appunto la campagna cessioni.

 

 

 

Oltre all’allenatore, il Codigoro nuova edizione, si è assicurata la prestazione del quotato mediano Maurizio vaccari di 25 anni , residente a Berra ( proveniente dalla Copparese) e del portiere Franco Bertoncini ( classe 1943) proveniente dalle file del Dogato  e sicuramente uno dei migliori << portierini>> rivelatisi nel campionato trascorso nella Seconda categoria dilettanti.
A nostro avviso manca un’ala <<all’appuntamento>> : l’ala destra del Cavarzere, Bullo, che già indossò la maglia granata nel Trofeo Turbiani e che pareva già << acquistato>>  dal Codigoro.
Abbiamo chiesto spiegazioni al presidente del sodalizio, dott. Zocchi, il quale ci ha risposto:<< Non si è fatto più vedere, dopo aver disputato una sola partita>>.
Ed ecco che salta agli occhi, dando uno sguardo ai NUOVI QUADRI, che proprio di un’ala il Codigoro ha bisogno!
ALLENATORE: Riccardo Dalla Torre; Istruttore tecnico e allenatore in seconda Angelo Callegarini.
PORTIERI: Bertoncini, Bolognesi. TERZINI : Aguiari, Camattari, Guidi, Marangoni; MEDIANI : Vaccari, Folli, Fogli, Parmeggiani, Callegarini I; CENTROMEDIANI: Minguzzi, Piva, Cinti. ; ATTACCANTI: Brandolini, Mucchi, Farinella, Minguzzi, Finessi, Borsetti, Mantovani, Callegarini II , Trombini, Marangoni II.

 

 


 

SECONDA STAGIONE 1963-64 ( dal libro “Il Calcio a Codigoro” di Ugo Bertaglia )
PROLOGO-SCHEDA – CAMPIONATO SECONDA CATEGORIA / Mario Menegatti dal massa ed il portiere Folla dal Serravalle sono in nuovi arrivati per una Codigorese che è scesa volontariamente di Categoria in quanto nella categoria superiore le spese sono enormi  pe ri mezzi finanziari dei dirigenti granata e gli incassi non coprono le spese. Nel contempo, Angelo Callegarini ha fondato la Fulgor con la quale partecipa anch’0essa al campionato di II^ Divisione con la consorella. Callegarini ottiene dal Codigoro i giovani della Juniores con l’intento di valorizzarli e poi ritornarli al massimo sodalizio calcistico locale. Ma in seguito gli accordi presi diventeranno solo … disaccordi, con il “tifo” locale che si spacca in due.
Per il titolo di campione emiliano di II^ categoria il Codigoro si trova a competere con il Busseto di Parma.
Sul terreno dei parmensi la formazione di Dalla Torre strappa un bel pareggio ( 2-2) con Franco Bolognesi che para un calcio di rigore.
Nella gara di ritorno al “salesiani” il 14 luglio 1964 dopo 90 minuti da cardiopalmo e dopo i tempi supplementari , il Codigoro si laurea nuovamente Campione Regionale Emiliano di II^ Divisione.

 

 

 

ARTICOLO DEL MATCH DECISIVO : I GRANATA CAMPIONI REGIONALI: IL CODIGORO E’ ARRIVATO VITTORIOSO AL TRAGUARDO ( Battendo nella finale il Busseto per 4-3)
IL Codigoro è riuscito a cogliere l’ultimo e più importante successo della sua strepitosa stagione, battendo nella finale del campionato regionale, il Busseto.
La vittoria dei granata ( 4 a 3) è stata sudatissima , essendosi concretizzata soltanto ad un minuto dalla fine del secondo tempo supplementare. Il Codigoro ha segnato per primo con Finessi e dopo essere stato raggiunto dai parmensi ha raddoppiato con Bertarelli . Nella ripresa il Busseto si è buttato a corpo morto all’attacco ed è riuscito a pareggiare con Casali. Conclusi in parità i novanta minuti regolamentari si è passati ai tempi supplementari , e nel primo di essi gli ospiti approfittando del calo della squadra di Dalla Torre sono passati a condurre col loro centravanti Rossi. Il Codigoro , punto nel vivo, ha operato una entusiasmante rimonta e, dopo aver pareggiato con Minguzzi al 5’ , ha segnato il gol del successo con Cristofori.
Questa la formazione del Codigoro:  Bolognesi; Camattari, Marangoni; Minguzzi, Aguiari, Vaccari, ; Menegatti, Farinella, Bertarelli, Finessi, Cristofori.
TERZA STAGIONE 1964-65 ( dal libro “Il Calcio a Codigoro” di Ugo Bertaglia )

 

 

 

PROLOGO-SCHEDA – CAMPIONATO SECONDA CATEGORIA / Carlo Cestari e Remo Masieri sono gli arrivi in questo campionato che il Codigoro terminerà in testa.
Negli spareggi per la fase regionale viene superato dal Masi Torello.
( Nell’estate 1965 la FULGOR dota di impianto di illuminazione il campo sportivo Salesiani. Appena concluso il campionato per la regia del geom. Massimiliano Vezzani e con la collaborazione del consiglio della FULGOR , viene allestito il Trofeo “Mario Ruighi”.
QUARTA STAGIONE 1965-66 ( dal libro “Il Calcio a Codigoro” di Ugo Bertaglia )
PROLOGO-SCHEDA – CAMPIONATO SECONDA CATEGORIA /  Il Codigoro si afferma nuovamente in campo regionale dopo una annata disputata senza subire sconfitte e dopo aver superato in finale ( ndr, 4-1 all’andata, 2-1 nel retour-match) il Castelbolognese.
A metà campionato l’allenatore della Codigorese Riccardo Dalla Torre , per screzi sorti con qualche elemento della formazione, si dimette. Callegarini part-time , allena contemporaneamente Codigorese e Fulgor, poi i dirigenti di quest’ultima lo esonerano e l’allenatore passa a tempo pieno alla Codigorese.
Nell’estate del 1966 Codigorese e Fulgor si fondono dando vita al Codigoro Football Club.
I giocatori non locali vengono ceduti tutti, per disputare il campionato seguente con i soli elementi codigoresi.

 

 

 

EXTRATIME by SS/ Promesso che pubblicheremo anche  le certificazioni work in progress by friends che ci segnaleranno la parte del viaggio sportivo di Riccardo Dalla Torre post Adriese e calciatore in terra ferrarese tra Berra & Dintorni, vi proponiamo in cover lo stesso Dalla Torre protagonista in Serie A con la maglia del Genoa.
Quindi in apertura di fotogallery , parendo dal giovane Riccardo Dalla Torre emergente in terra polesana, eccolo secondo da dx in foto team nel Rovigo 1939/40, praticamente ai piedi di Aldo Ballarin altrettanto secondo da dx ma in piedi.
In una stagione in cui anche la Rugby Rovigo nel 1939 ha vinto il campionato nazionale con la squadra GIL , che vi proponiamo con Maci Battaglini ( terzo in piedi da dx) e nella quale giocava anche Idres Natali ( secondo da sx accosciato) peraltro anche calciatore col Rovigo ai tempi di Dalla Torre.
Perciò a seguire il poter del Calcio Rovigo 1940/41 , campionato di Serie C girone A, con didascalia incorporata, ma segnalando che Dalla Torre è il primo a dx a fianco di Aldo Ballarin.
Come segnaliamo che la successiva foto poster panoramica riguarda il Rovigo 1940 /41 con mr Renato Bottacini e tra gli altri ancora Riccardo Dalla Torre e Aldo Ballarin, oltre a Idres Natali, un terzetto che poi troviamo segnalati nella foto-scheda successiva Calcio Rovigo 1941/42 tra i giocatori “ceduti” ( tutti in squadre del Nord Est, compreso anche Polo al Padova) .
Restando in quel periodo ‘bellico’ ecco anche la foto- poster ( consegnatomi da Leonardo Pelà da Trecenta) riferita al Calcio Rovigo 1942/43 che vede in piedi da sx Altafini, Levorato, Cappellozza, Suriani ; in ginocchio da sx Rino De Togni ( da Baruchella , ma un Personaggio Story in Seria A tra Bondenese 1948-49 e tanti anni a Novara con Silvio Piola), Grandi, Fenati, ; accosciati da sx Limena , Sassomandi, e appunto Pelà Leonardo.

 

 

 

 

Mentre con riferimento al Calcio Rovigo 1944 protagonista nel Campionato Alta Italia ( massimo campionato, fase a carattere regionale) in cui Riccardo Dalla Torre disputò ‘purtroppo causa guerra’ una sola partita, ecco la foto poster con l’allenatore Bruno Cavallaro ( a dx, a fianco di Romolo Camuffo e con tra gli altri come Dino Ballarin come portiere.
A questo punto onoriamo Riccardo Dalla Torre nel suo straordinario percorso calcistico a livello di Serie A, partendo dal Modena 1945/46 nel quale il nostro ‘Personaggio Story’ è il secondo da dx accosciato.
Passando a Dalla Torre protagonista nel Genoa 1946/46 vi proponiamo innanzitutto sia la Classifica Generale di quel campionato che la ‘rosa ‘ giocatori della squadra ligure.
Mentre del Genoa 1947/48 vi proponiamo poi la foto-squadra con Dalla Torre titolare, in una stagione in cui l’attaccante ferrarese, primo a dx in piedi, ha segnato ben 18 reti ( vedi anche  foto-scheda) , giusto per meritarsi la riconferma come dimostra la foto-scheda ‘rosa giocatori’ del Genoa 1948/49, in quel campionato vinto dal Torino di Aldo Ballarin già prima della purtroppo famosa tragedia aerea di Superga.
Anche per questo vi proponiamo a seguire la foto della partita Torino – Genoa disputata il 15 maggio 1949 allo stadio Filadelfia di Torino, con in campo per entrambe le società le rispettive squadre ‘Primavera’ giovanili .
Passando a Riccardo Dalla Torre protagonista per un triennio nella Fiorentina , eccolo innanzitutto secondo accosciato da dx nella Fiorentina 1949/50 , stagione di cui proponiamo anche lo stesso attaccante Dalla Torre ( vedi didascalia incorporata) in azione nel match vinto 4-1 sulla, oltre che ancora nella Fiorentina 1949/50 stavolta in versione panoramica e in ‘tuta’ allo stadio di Firenze.

 

 

 

Mentre per la Fiorentina 1950/51 vi proponiamo by wikipedia la foto poster con didascalia incorporata, in prologo alla successi foto-scheda Classifica Generale 1951/52, quella della ultima stagione di Riccardo Dalla Torre nella Fiorentina e nel massimo campionato di Serie A, come certificato analiticamente anche nella successiva Scheda-giocatore by sito calcio.seriea.net.
A questo punto , lasciato il Grande Calcio, eccovi una serie di immagini che onorano la speciale stagione di Riccardo Dalla Torre protagonista-vincitore nell’Adriese 1952/53.
Perciò , a completamento delle sopracitate Appendici news “partite per il titolo veneto di Promozione” vi proponiamo la pagina giornalistica datata 14.06.1953 relativa alla partita di ritorno vinta 3-2 dall’Adriese dul Verona Hellas,
Quindi una foto-squadra dell’Adriese di quel periodo, relativo alla militanza in IV Serie ( tra gli altri in piedi vedi il ‘moro’ Zorzan , terzo da dx), quindi la foto ‘quintetto-giocatori’ dell’Adriese con Dalla Torre insieme a Piero Cavallari e Schenato friends in gita turistica a Ferrara ( sfondo Cattedrale di San Giorgio) , infine la foto-Classifica generale elaborata statisticamente dal sottoscritto, con l’Adriese 1952-53 vincente campionato sul Clodia e sul ‘Milani’ – Taglio di Po.

E analogamente elaborata la Classifica dell’Adriese 1953/54 salvatasi nel campionato di IV Divisione.

Chiudendosi qui il lungo viaggio di Riccardo Dalla Torre nel ‘grande calcio ‘ certificato anche da wikipedia, eccovi perciò il relativo kit con Riccardo Dalla Torre sottotitolato ‘allenatore’ .
E di questa ‘fase due’ della carriera di Riccardo Dalla Torre vi proponiamo la relativa certificazione ‘targata’ Codigoro, per un triennio da squadra protagoinista.

 

 

 

 

Il primo anno della gestione mr Dalla Torre a centro classifica in Prima categoria ( vedi foto-classifica finale, col Vignola winner ‘ciliegina sulla torta’) , la stagione successiva col Codigoro 1963/63 vincente anche il titolo regionale emiliano , come da foto poster -squadra con didascalia incorporata , tra il sindaco Eros Ronconi e il presidente Michelangelo Pasetti.
Per un finale thriller Seconda categoria 1963/64 , per effetto di vittoria vs Busseto ( il paese natale di Giuseppe Verdi…) maturata ai supplementari, come dimostra anche la foto con mister Riccardo Dalla Torre (tanto di cappello…) che  , in attesa dei supplementari ( vedi foto con didascalia incorporata) ‘parla’ ai suoi giocatori Bolognesi, Finessi, Menegatti, Camattari.
Per un triennio del Codigoro vincente in Seconda categoria come certificano anche le due classifiche finali della Seconda categoria 1964/65 e 1965/66, comunque iniziata con mr Dalla Torre in panchina ( poi dimessosi a novembre 1965, quando comunque era in piena corsa scudetto).
Tutto questo nella Bassa Ferrarese, la terra d’origine di Riccardo Dalla Torre, in un territorio che da pochi anni a questa parte , per effetto di fusione tra i Comuni di Ro Ferrarese e Berra, è diventato il Comune denominato Riva del Po, come da mappa-cartina geografica che vi proponiamo, peraltro dirimpettaio al Polesine, da dove è partita ( a Rovigo) e dove si è conclusa ( all’Adriese)  la ‘grande storia’ di Riccardo Dalla Torre poi protagonista in Serie A da attaccante prolifico.

Sergio Sottovia
www.polesinesport.it