Rosetta Pampanini “Madame Butterfly” per Toscanini/ Storia della Grande Cantante Lirica ‘pre Tebaldi & Callas'


05/08/2012

Primi anni ’70: acquistai i relativi fascicoli ( che leggevo in treno da Rovigo a Cittadella) e completai la mia seconda enciclopedia: la GE20, la Grande Enciclopedia della De Agostini. E nel XIV libro c’è scritto” Pampanini Rosetta, soprano (Milano 1900 – Corbola, Rovigo, 1973). Allieva di E. Molajoli, esordì nel 1920 ma ebbe il suo primo clamoroso successo in Bohème a Bologna nel 1925. Il suo repertorio fu basato principalmente su Puccini e l’opera verista, pur con accostamenti al teatro verdiano; si distinse per l’istintiva sicurezza stilistica e per il ritegno verso gli eccessi e il sentimentalismo”.
Poi ho lavorato ad Adria…
Ho viaggiato dentro la Adriese Story, soprattutto quella calcistica dei Grandi Campioni (quante ore passate nella Biblioteca Comunale dal signor  Giosuè X a fare ricerca storiche e statistiche).
Già Adria , la città che ha dato il nome al Mare Adriatico, la Città dello storico Museo Etrusco , la città del Teatro Lirico e…
Anche per lavoro ho avuto a che fare dal punto di vista ‘ragionieristico’ con la Fondazione Bocchi, la Fondazione Ferrante Mecenati, oltre che col Conservatorio Buzzola.
E ho sentito parlare di Tullio Serafin, di Florindo Andreoli, di Rosetta Pampanini….
Ho conosciuto ‘amanti’ della musica lirica come la Adriana Migliorini e Nicola Berti, il tenore Manzato e …
Poi nel Terzo Millennio (guarda caso tutti libri pubblicati by Paolo Spinello – Editore adriese), dopo la trilogia calcistica Polesine Gol e il libro sugli Olimpionici & Gentlemen (cioè la Top Ten Made in Polesine) , è nato questo sito www.polesinesport.it con le finestre/windows aperte sul mondo web per mostrare anche altre tipologie di Personaggi Story che sono stati protagonisti da Polesani nel Mondo, a livello nazionale/internazionale, sia nella cultura che nelle arti.
Mettiamoci anche che ho incontrato Rik Battaglia, attore internazionale originario di Corbola, ma sopra tutti tanti Friends  che ci hanno trasmesso storie internazionali/culturali poi pubblicate su questo sito…

 

 

Così come vi abbiamo parlato di altri artisti/autori di libri e parlato del pittore naif Antonio Ligabue e  della Grande Alluvione sia del Polesine che della Bassa Reggiana, adesso vi proponiamo e onoriamo nella seguente kit news il Personaggio Story ROSETTA PAMPANINI, la cantante lirica protagonista per ben 12 anni sui grandi palcoscenici.
Con tutte le sue indimenticabili interpretazioni, da Madame Butterfly diretta da Arturo Toscanini alla Scala di Milano fino alla sua ultima Tosca nel 1943 a Basilea.
E per onorare la straordinaria Rosetta Pampanini lo facciamo in poker kit  mixando certificazioni autorevoli ed internazionali (vedi in anteprima biografia by wikipedia , quindi l’articolo a firma di Marco Goldoni su Il Resto del Carlino, poi l’articolo di Luccia Danesin by.www.library.com) completata in poker con la Rosetta Story dal cuore polesano by Umberto Carzoli storico cronista locale così come l’ha raccontata nel 1992 tra i “Grandi del Polesine” (pubblicazione by Il Resto del Carlino, cui partecipò anche il sottoscritto ‘raccontando’ Giorgio Rosatti/mondiale tiro al piattello).
Una curiosità: proprio Umberto Carzoli ( che tra l’altro è stato anche presidente della Uls 19 di Adria) è stato da Ariano nel Polesine ‘corrispondente sportivo’ prima di lasciare il testimone al sottoscritto ( vedi tanta Arianese e tanta Marta Menegatti beach volley story come in questi giorni dalle Olimpiadi di Londra 2012).

Ma sopratutto ciò che conta maggiorente è che vi proponiamo come dulcis in fundo, e come last racconto della TOP FIVE, lo  straordinario articolo scritto di ‘suo pugno’ dalla stessa Rosetta Pampanini e pubblicato nel 1959 su “L’Adriatico”. 
Il tutto corredato in Appendice dalla CARRIERA DI ROSETTA PAMPANINI così come è stata ‘internazionalmente recensita’ dallo speciale sito www.cantabile-subito.de , completo di Data. Luogo e Ruolo interpretato.



PRIMA NEWS ( by wikipedia, l'enciclopedia libera)/ ROSETTA PAMPANINI “BIOGRAFIA”
Rosetta Pampanini (Milano, 2 settembre 1896 – Corbola, 2 agosto 1973) è stata un soprano italiano.
 
GIOGRAFIA
 
Nacque il 2 settembre 1896 a Milano, dove il padre Gerolamo, polesano, si trovava a quel tempo a causa del suo impiego come ufficiale dell'esercito. Rosetta ereditò dalla madre Cleofe Cattaneo una voce dolcissima che fu una delle sue peculiari doti di vera ed autentica artista. Dopo aver studiato canto con Emma e Lorenzo Molajoli, esordì al Teatro dell'Opera di Roma il 3 marzo 1920 nel ruolo di Micaela in Carmen di Bizet.
 
Nel 1921 al Teatro Regio di Torino interpretò la parte di Siébel nel Faust di Gounod, diretto da Tullio Serafin, che nel marzo del 1923, dopo un periodo di perfezionamento, la volle al Teatro San Carlo di Napoli nella parte di Desdemona nell'Otello di Verdi, e dopo lo strepitoso successo ottenuto nel dicembre dello stesso anno nell'Iris al Teatro Coccia di Novara, venne prescelta da Mascagni.
 
Il suo vero esordio avvenne al Teatro Comunale di Bologna nel dicembre del 1924 nel ruolo di Mimì ne La bohème di Puccini ed in questa occasione fu notata da Arturo Toscanini, che volle portarla con sé al Teatro alla Scala di Milano per la prima ripresa di Madama Butterfly nella parte di Cio-Cio-San, ruolo che rimase sempre tra i suoi preferiti.
 
Rosetta inaugurò nel 1935 il Teatro Comunale di Adria, con il Mefistofele di Boito, e nel 1937 il Teatro del Littorio di San Severo, con l'Andrea Chénier di Giordano.
 
Nel 1947, all'apice del successo, abbandonò il palcoscenico con Tosca per dedicarsi interamente all'insegnamento, che aveva iniziato con molto impegno già dal 1942.

 

 
Colpita da un male incurabile, per sua espressa volontà Rosetta fu trasportata a Corbola, suo paese d'origine in cui trascorreva fin da piccola le vacanze estive, il 20 luglio 1973. Spirò alle ore 8:20 del 2 agosto, con la benedizione di Papa Paolo VI e l'assistenza spirituale del cardinale Giovanni Colombo, arcivescovo di Milano, che le fece visita più volte durante la sua degenza nel capoluogo lombardo.
 
Tra i suoi allievi ci fu il tenore Florindo Andreolli, che si distinse subito per la sua vitalità e la sua capacità interpretativa.>>




SECONDA NEWS/ INCONTRO CON UNA GRANDE ARTISTA: ROSETTA PAMPANINI (di Marco Goldoni by Il Resto del Carlino, giovedì 12 settembre 1963)/

 

FU LA SIGNORA DELLA SCALA

(Nata a Corbola, debuttò a 21 anni, a Roma: fu il primo dei suoi grandi. Toscanini la volle a Milano. La “Butterfly” ed “Iris” sul cancello d’ingresso. La cavalleresca difesa di re Gustavo di Svezia)

<< Di solito nella bella villetta chiamata <<Villa Pampanini>>, a Corbola, regna la più perfetta tranquillità. Per questo siamo stati stupiti qualche sera fa , nel notare un insolito movimento, un continuo andirivieni di persone che aveva per centro villa Pampanini, e ne abbiamo chiesto la ragione ad un anziano signore che passava di lì:<< Come! – ci rispose – non sapete nulla? Ma, per bacco, è arrivata Rosetta Pampanini, ed i suoi vecchi amici la vanno a salutare!…>>.
Rosetta Pampanini!. A sentirla nominare ci sono venuti in mente i tempi (non lontani, prima dell’ultima guerra) , in cui il melodramma era considerato uno spettacolo di enorme attrazione, in tutto il mondo, ed il suo centro era sempre l’Italia: le voci italiane si distinguevano sempre da tutte le altre, per l’impostazione, per il carattere, per lo stile.
E Rosetta Pampanini era in prima fila, fra queste schiere di voci ‘italiane’; quando cantava lei, le platee le platee (ed i loggioni) andavano in visibilio: teneva, insomma, un posto come quello che oggi tengono una Callas o una Tebaldi.
Nata da babbo corbolese e da mamma milanese, fino a 6 anni restò sempre nel nostro paese, che non dimenticò mai…
Poi incominciò a viaggiare con la famiglia che si spostava continuamente: il babbo infatti era maresciallo di fanteria.
Quando Rosetta aveva 11 anni, la famiglia Pampanini prese residenza a Milano, e 5 anni dopo la giovane cominciò a studiare canto, con non comune profitto.
A 21 anni, la cantante debuttò a Roma interpretando la parte della delicatissima Micaela nella <<Carmen” di Bizet: e fu il primo di una lunghissima serie di successi strepitosi che costellarono la sua carriera.
Ma Rosetta era una vera artista, e per perfezionarsi sempre più continuò a cantare in diversi teatri della provincia, finché Arturo Toscanini non la volle alla Scala d Milano, dove rimase signora incontrastata delle scene per ben 12 anni, rendendosi particolarmente famosa come interprete delle opere pucciniane.

 

 

Con il suo ingresso alla Scala, reso ancora più autorevole dal nome di Toscanini, iniziano i successi nei più qualificati teatri d tutto il mondo, che se la contendono: dal Teatro Reale dell’Opera di Roma al Colon di Buenos Ayres, dal Regio di Torino al Chicago Civic Opera, dal San Carlo di Napoli al Covent Garden di Londra, dal Bellini di Catania al Teatro Reale di Madrid, dal Petruzzelli d Bari all’Opéra Comique di Parigi, allo Staat Opera di Vienna, dal Teatro Reale del Cairo allo Staat Opera di Berlino e così via.
E continuò di questo passo fino alla conclusione dell’ultima guerra, dopo la quale, ormai carica di trionfi e di onori, si ritirò dalle scene.
Cogliendo l’occasione della presenza a Corbola della signora Pampanini, abbiamo voluto farle visita per sentire dalla sua stessa voce i ricordi e le immagini della sua eccezionale carriera artistica.
Per entrare nella villa dove soggiorna la cantante, siamo passati per un cancello di ferro battuto decorato in modo singolare, sui due battenti, da due pentagrammi con alcune note musicali: e la prima cosa che abbiamo chiesto all’illustre artista é stato di darci spiegazione di queste note.
<< Da una parte – ci ha detto – ci sono alcune note di <<Un bel dì vedremo della Madame Butterfly>>, dall’altra quelle dell’<<Aria della piovra>> dell’<<Iris>> di Mascagni: e subito ci ricordammo di quanto siano state famose queste sue interpretazioni.
Parlando dei suoi successi, Rosetta Pampanini ci disse come, pur viaggiando per tutto il mondo, il suo pensiero rimanesse costantemente legato a Corbola: e questo hanno potuto constatare i corbolesi,  ai quali era devoluta una parte degli incassi della cantante: ad essi direttamente, o ad opere di beneficenza.
<< Nel 1931-32 dopo aver fatto allestire un palco improvvisato nell’attuale piazza Roma, vi cantai <<La Bohème>> e <<Madame Butterfly>>.
Venne una enorme quantità di gente da tutte le zone vicine; e tutto lo incasso – che fu notevole – fu devoluto per il paese>>
C ricordò lei stessa di aver inaugurato, nel 1935, il Teatro Comunale d Adria, con quella rappresentazione del <<Mefistole>> di Boito che rimase memorabile: cantarono con lei, Tancredi Pasero e Giovanni Malipiero, diressero Tullio Serafin e Ferrante Mecenati.
L’ultima opera che cantò in pubblico fu la <<Tosca>>, nel 1943, a Basilea: e con questa chiuse la sua fulgidissima carriera.

 

 

Le abbiamo chiesto se ricordava qualche aneddoto.
Dopo aver pensato un po’, ci parlò delle sue <<tournées>> in Svezia.
Una volta un critico scrisse:<< Rosetta Pampanini al posto dell’ugola ha tre Stradivari>>.
Un’altra volta, sempre in Svezia, dopo aver debuttato non ricordo in quale opera, alcuni giornalisti dissero che ro troppo grassa, e che sfiguravo sulle scene: fu allora che molto cavallerescamente lo stesso Re Gustavo prese le mie difese dicendo >> Non i deve rimproverare nulla alla Pampanini, essa è la figura tipica della donna italiana; assomiglia alla romana Floria Tosca>>.
Cosa fa, ora, Rosetta Pampanini?
Come avviene quasi sempre agli artisti lirici, anch’essa insegna canto: e spera vivamente che fra i suoi allievi ci sia quello che possa percorrere una strada simile alla sua.
Prima che ci congedassimo, l’artista ha voluto dirci una cosa che ben pochi sanno: delle numerose onorificenze che le sono state attribuite, e che ha acconsentito a mostrarci, << Questo è il premio <<Litteris et artibus>>; questa è una medaglia d’oro che mi è stata data dal re di Norvegia; questa è la nomina a Grand’ufficiale di Jugoslavia; quest’ultima che ho ricevuto nel giugno scorso, è la nomina a Cavaliere della Repubblica Italiana, conferitami dal Presidente della Repubblica…>>.    

 

 

 
TERZA NEWS ( di Luccia Danesin by.www.library.com ) /UN PERSONAGGIO, UN LUOGO/ ROSETTA PAMPANINI, CORBOLA (RO) /

<< Una voce di soprano dal timbro limpido, dalle intense vibrazioni alle quali si univa una grande professionalità ed una naturale eleganza. Rosetta Pampanini fu una delle più grandi interpreti pucciniane degli anni Trenta (indimenticata la sua interpretazione di Madama Butterfly), nacque a Milano nel 1896 da genitori polesani. Il padre Gerolamo era ufficiale dell’esercito nella città lombarda. Fin da piccola, ma anche quando divenne celebre, Rosetta trascorreva le vacanze estive con i parenti nella casa di famiglia a Corbola, un piccolo centro del Delta polesano. Si dice avesse ereditato dalla madre Cleope Cattaneo quella “rara voce”, quel “canto dolcissimo” che le diede fama e notorietà e che la vide interprete acclamata nei più importanti palcoscenici.

Il suo esordio avvenne nel 1920 al Teatro Nazionale di Roma interpretando la parte di Micaela nella Carmen di Bizet, poi subito andò al Regio di Torino come Siebel nel Faust sotto la direzione di Tullio Serafin. Nel ‘22 interpretò la Bohème di Puccini che rimase la sua interpretazione magistrale. Seguirono le rappresentazioni al San Carlo di Napoli e, sempre nelle stesso anno, ebbe uno strepitoso successo nell’Iris al Coccia di Novara. Arturo Toscanini notò la giovane cantante e la volle nella Madama Butterfly alla Scala di Milano. Fu una svolta decisiva che le aprì i palcoscenici di tutto il mondo.

Nella dimensione privata l’artista era una “figura umana semplice, che stava bene con la gente, e che non disdegnava la scena di un palcoscenico improvvisato in piazza per uno spettacolo di beneficenza nel ‘suo’ paese.”

Rosetta abitò stabilmente a Corbola nel periodo dell’ultimo conflitto mondiale quando diede addio per sempre alle scene. A guerra finita ritornò a Milano e si dedicò all’insegnamento della sua arte. Solo nel 1973, ormai consapevole del suo male incurabile, espresse la volontà di essere riportata in Polesine perché disse – “non voglio mancare all’appuntamento con la mia gente”. Nel piccolo cimitero di Corbola, c’è la sua tomba con la statua che la rappresenta nelle vesti di Madama Butterfly.

I suoi compaesani le hanno dedicato la biblioteca comunale e la via centrale dove spicca la sua casa rossa, ora abitata da parenti. Nel cancello in ferro battuto del giardino si possono leggere le prime note di “un bel dì vedremo” del capolavoro pucciniano. A suo perenne ricordo, nel 1974, al ridotto del Teatro Comunale di Adria (che venne inaugurato nel ’35 proprio da Rosetta con il Mefistofele), è stato scoperto un busto in bronzo del celebre soprano. Al liceo musicale e conservatorio Buzzolla di Adria è conservato il suo pianoforte e il “disco d’oro” che ricevette nel ‘71 in occasione dell’inaugurazione dell’Albo d’oro al 50° Festival di Puccini.>>.

 


QUARTA NEWS ( di Umberto Carzoli, by “I Grandi del Polesine” – collana de Il Resto del Carlino)

<< Nata a Milano il 2 settembre 1896, da genitori polesani, fin da piccina si recava a Corbola  per stare con i parenti.
Nonno Antonio Pampanini, maestro elementare, diceva che aveva un viso ‘da Madonna’ , come presagisse che più tardi sarebbe divenuta Mimì più piacevole di tutti i tempi.
Ogni anno, anche quando aveva toccato l’apice della celebrità, Rosetta solea trascorrere, nella sua casa corbolese, ora occupata dalla nipote Orfea, le vacanze d’agosto, proprio per stare in mezzo alla sua gente, ai suoi Corblin.
Nel 1935 Rosetta inaugurò il <<Comunale>> di Adria con il Mefistofele e nel 1932 cantò per ben due volte nella sua Corbola, su di un palco improvvisato all’aperto, davanti ad una folla immensa convenuta da tutto il Polesine e dalle provincie limitrofe; due recite di beneficenza per i poveri del paese e a sue spese: la Bohème e la Butterfly.
Quando durante l’ultimo conflitto mondiale, dette l’addio per sempre al palcoscenico, si ritirò nella sua villa di Corbola. Solo a guerra ultimata fece ritorno a Milano per insegnare ai giovani il bel canto, la sua insuperabile lirica.
Nell’aprile del 1920, Rosetta Pampanini esordì al Teatro nazionale di Roma nel ruolo di Micaela in Carmen di Bizet, per passare subito dopo  al Regio di Torino per interpretare la parte di Siebel nel Faust, diretto da Tullio Serafin, e finalmente nel ’22 ecco la Bohème di Puccini, in seguito per indicare tale opera era sufficiente dire <<Rosetta>>.
Nel marzo del 1923, il maestro Tullio Serafin la volle al San Carlo di Napoli e dopo lo strepitoso successo  ottenuto nel dicembre dello stesso anno nell’Iris al Coccia di Novara, veniva prescelta da Mascagni.  Al Bellini di Catania si recano espressamente per ascoltarla Arturo Toscanini ed Emma Carelli. Da quel momento, i palcoscenici di tutto il mondo si aprirono per ospitare uno ei più grandi soprani di tutti i tempi.
Un fatto estremamente importante: dopo l’insuccesso della prima di Butterfly alla Scala, Toscanini volle la rivincita.
Lo spartito pucciniano venne ripresentato a Milano con Rosetta nel ruolo di Mimì e il successo fu strepitoso.
Da questo momento Toscanini scelse la Pampanini come interprete di molte opere da lui dirette.
Colpita da un male incurabile, per sua espressa volontà, Rosetta fu trasportata a Corbola il 20 luglio 1973, anche perché – disse – non voglio mancare all’appuntamento con la mia gente.
E’ spirata alle ore 8,20 del 2 agosto, con la benedizione del Santo Padre e l’assistenza spirituale del cardinale Giovanni Colombo, arcivescovo di Milano, che più volte le fece visita durante la sua degenza nel capoluogo lombardo.
In una lunga e toccante poesia, il suo più grande amico, l’ingegnere Arturo Beltrame, ad un certo punto dice:<<a’ t’ cantavi da la mattina fin l’ultim lusurin del dì>>.
Alla famiglia della defunta sono giunti telegrammi del Papa, del presidente della Repubblica Giovanni Leone e quello del cardinale Giovanni Colombo che dice:<<Voce di dio venuta, voce di Dio tornata, illuminati dal suo limpidissimo canto sulle platee del mondo vibrano i drammi umani, la gioia e il pianto, l’amore e la morte. Ora l’armonia non è spenta, ma più intima e sommessa continua nei cuori a destare affettuose memorie di bontà e speranze annunciatrici  di consolazioni immortali>>.
Il 30 novembre 1973, nella sala delle Colonne della Villa Reale di Via Palestro a Milano, per espresso desiderio dell’estinta,  è stato donato al Museo  Teatrale della Scala il medagliere e il ritratto della illustre artista; il 6 settembre 1974, nel Ridotto del <<Comunale>> di Adria, è stato scoperto un busto in bronzo del celebre soprano, opera dello scultore Piero Ronconi; un altro busto è stato collocato all’Accademia dei Concordi di Rovigo, mentre il suo studio e il <<disco d’oro>> si trovano al Buzzola di Adria, unitamente al pianoforte di Rosetta.>>

 



LAST SPECIAL STORY (racconto storico di Rosetta Pampanini by “L’Adriatico” , Adria 19 aprile 1959 – n.1) /

ROSETTA PAMPANINI/ IMPAREGGIABILE INTERPRETE DI PUCCINI
HA SCRITTO PER NOI UN ARTICOLO SULLA SUA GRANDE CARRIERA DI CANTANTE
<< Per oltre 25 anni, in quasi tutte le parti del mondo, io sono stata Cio-Cio-San, Mimì, Manon, Tosca, Liù, ecc.
Io non ero quasi più io. Con esse ho gioito e ho pianto e ho visto gioire e piangere folle immense di ogni razza e di ogni colore. E il pubblico lo sentiva che non ero nemmeno più io, se mi ha approvato sempre con applausi che talora assurgevano quasi a delirio.
Ricordi?
Potrei scriverne un volume e… difatti lo sto scrivendo.
Taluni ricordi poi – e son proprio quelli di torre del Lago – mi tornano di frequente nella mente e nel cuore.
Veramente, fin dall’inizio della mia carriera, io avevo compreso che la musica di Puccini era quella che maggiormente si adeguava ai miei sentimenti e alle mie facoltà. Avevo, si può dire, appena debuttato nei teatri di Biella, Novara e di Catania con la Bohème,  quando mi chiamarono a Bologna per la commemorazione di Giacomo Puccini, che era mancato così improvvisamente a Bruxelles pochi giorni prima.
Certamente dovevo aver fatto buona impressione ai pubblici, non facili, di quelle città, se mi vedevo chiamata per così solenne rievocazione, in un teatro così rinomato e in un centro che ha sempre preoccupato anche gli artisti maggiori.
Ricordo che mi presentai alla prima prova d’orchestra con vera ansia, ma ebbio subito una dimostrazione che non dimenticherò mai.

 

 

 

Cantavano con me il tenore Minghetti, il baritono Inghilleri e il basso Pinza. Dirigeva Bavagnoli. Ebbene, a quella prova, subito dopo la mia prima romanza, tutta l’orchestra si levò in piedi come un sol uomo per applaudirmi, gridando:<<Hai una voce d’oro!>>.
Mi trovavo in villeggiatura pochi mesi dopo, a Viareggio e un giorno pensai di recarmi in devoto pellegrinaggio a Torre del Lago.
Non ero io sola. Quel giorno avevo avuto visitatori.
Ma ad un tratto la mia attenzione fu attirata da uno di essi; era una signora, una piccola signora velata, che avevo visto restare a lungo inginocchiata, immobile, in devota meditazione davanti al Sarcofago.
Pensai , sulle prime, che si trattasse di qualche congiunto del Grande Maestro e volli meglio osservare.
Ad un tratto la signora si alzò e ski volse per andarsene. Ma quale non fu la mia sorpresa qaundo vidi che si trattava di una giapponesina. 
Vedere quella giapponesina a rendere così devoto omaggio a un compositore italiano che aveva cantato le vicende e la morte di una piccola infelice sua connazionale, mi commosse profondamente.
Puccini nella <<Madame Butterfly>> non ha dato soltanto armonie divine, ma ha esaltato giustamente la spiritualità giapponese, poiché nel dramma originale del Belasco la Butterfly non finisce la sua vicenda altrettanto nobilmente, e l’intero Giappone – tutti lo sanno – è riconoscente a Puccini di aver innalzato tanto nobilmente una sua fanciulla.
Ricordo di aver lasciato Torre del Lago col fermo proposito di studiare anch’io l’opera <<Madame Butterfly>> per poterla mettere nel repertorio.

 

 

Non immaginavo però che quel mio proponimento potesse essere subito coronato da una attuazione che non esito a chiamar trionfale.
Ero appena rientrata in albergo a Viareggio quando mi giunse un telegramma dell’ing. Scandiani, allora sovrintendente al Teatro alla Scala che mi pregava da parte del Maestro Toscanini ( questi mi aveva già sentita a Bergamo)  si presentarmi alla Scala di Milanoperchè volevano affidarmi proprio la parte di Cio-Cio-San nella prossima ripresa dell’opera in quel teatro, dove nel 1904 era caduta.
Per farla breve, ricordo che corsi a Milano e mi presentai a Toscanini che mi concesse un mese per prepararmi. Scaduto il mese, Toscanini stesso mi ascoltò al pianoforte, facendomi cantare due volte l’uscita di Cio-Cio-San nel primo atto e per l’intero primo atto.
Gli dovetti fare ottima impressione perché mi fece scritturare subito.
E la sera del 25 novembre1925, al Teatro della Scala, dinanzi ad un pubblico sceltissimo, presenti i critici di tutto il mondo, la Butterfly, sotto la direzione del sommo Maestro Arturo Toscanini, ebbe un nuovo trionfale battesimo, che le confermò il diritto di entrare nel novero delle opere liriche destinate all’immortalità.
L’opera si ripeté molte sere << a tutto esaurito>> .
Da allora ho girato il mondo, quasi senza sosta e senza riposo, e l’ho girato quasi esclusivamente con le opere di Puccini. Se dovessi dire dove e quando ho cantato dovrei riempire pagine e pagine.
Sono tuttora ben vive nella mia mente e nel mio cuore le infinite stagioni d’Italia, a Milano, a Roma, a Torino, a Genova, a Bologna, a Trieste, a Firenze, a Napoli, a Bari, a Catania, a Palermo, Adria… dove non ho cantato in Italia?
E, all’estero, le stagioni di Buenos Aires, di Rio de Janeiro, di Boston, di Chicago con Bohème, Butterfly, Tosca, Turandot, e poi Berlino con Manon, diretta da Toscanini, di Londra al Covent Garden, di Stoccolma e di Oslo, dove conobbi l’eroico Amudsen poche settimane prima del suo ultimo volo polare alla ricerca della spedizione Nobile.

 

 

Sentivo all’estero di poter compiere anche opera di italianità, cercando, quanto più mi era possibile, di far gustare a genti straniere la nostra musica e il nostro canto, e di accrescere così la simpatia e l’ammirazione per il nostro Paese.
Me ne hanno dato prova gli infiniti scritti su giornali stranieri, dettati spesso da critici eminenti, e anche le altissime onorificenze conferitemi da Sovrani, fra le quali :
-la Medaglia d’Oro <<Litteris et Artibus>>, conferitami dal compianto Re Gustavo di Svezia per le mie numerose prestazioni nel suo grande Paese,
-la Medaglia d’Oro di C.M. Hoaken di Norvegia per le prestazioni artistiche nel suo paese,
-la Croce di Grande Ufficiale dell’Ordine di san Sava di Jugoslavia, eccc.
M ala migliore ricompensa per me furono gli inviti che mi vennero proprio da Torre del Lago, in occasione delle solenni commemorazioni di Giacomo Puccini, nel 1930 con la Bohème, sotto la direzione di Pietro Mascagni,  nel 1931 con la Butterfly, sotto la direzione del Maestro Vitale.
Furono due serate veramente memorabili e voi, amici di Adria, le ricorderete certamente. Nessuno di chi era presente potrà dimenticare quelle ore che furono mirabilmente scolpite nelle pagine di Renato Simoni e di Rinaldo Cortopassi.
<<Mimì e Cio-Cio-San erano ritornate trionfalmente sulle rive del lago che le aveva sentite nascere…>>
Ho cantato infinite volte per beneficenza; non ho esitato a correre in paesi, di cui fino allora non avevo conosciuto nemmeno il nome, talvolta su palcoscenici freddi e scricchiolanti.
Ho cantato per la Patria dinanzi a masse di uomini che stavano per sacrificare la loro vita.
Ho cantato in Inghilterra in piena epoca di sanzioni. Invitata alla inaugurazione della nuova Ambasciata e nel 1939 alla B.B.C. , per una serata dedicata esclusivamente a musiche italiane, quando, ancora i nostri rapporti non erano certo quelli di oggi e mi sono convinta, in quelle occasioni, quanto possa giovare l’arte lirica ad eliminare diffidenze e inimicizie, a far simpatizzare i popoli, a farli ritornare amici.
Mi sono battuta, e ho vinto, quando si è trattato di migliorare le condizioni dei miei compagni d’arte poco fortunati.
Ricordate dunque, amici del Polesine, ricordate Puccini e la sua magnifica opera d’arte, che non è solo squisita opera d’arte, am è ancora opera di purissima italianità e di spiccatissima umanità. Io sono e sarò sempre per voi./ ROSETTA PAMPANINI >>

 


 

ROSETTA PAMPANINI…/ LA PRESENTAZIONE DEL M° FERRANTE MECENATI
“HA LASCIATO UN VUOTO CHE DIFFICILMENTE SI POTRA’ COLMARE”

<<Fu un giorno del 1922 che il compianto e caro amico Romano Forza, direttore dell’Ufficio Postale di Adria ( il quale ricopriva la carica di Sindaco del Comune di Corbola), condusse a casa mia una giovanissima sua compaesana, a suo parere in possesso di una voce molto bella, e desiderava conoscere il mio parere sulle sue qualità canore.
Mi misi al pianoforte per ascoltare quella timida cantante che piuttosto ‘trepidante’ attendeva la mia sentenza.
Ma non fu necessario che io indugiassi molto nella audizione: ROSETTA PAMPANINI, tale era il nome della giovane che si faceva sentire, mi apparve subito dotata di una voce deliziosa, completa in tutta la gamma, intonata, magnifica.

Ebbi la sensazione di un suo avvenire brillantissimo e, senza esitare, le consegnai una lettera per mio suocero Giuseppe Lunardi che in quell’epoca a Milano era veramente l’arbitro illuminato del Teatro Lirico Italiano.
Con questo viatico e con le sue eccezionali doti canore, Rosetta Pampanini non impiegò molto tempo ad occupare uno dei posti più elevati del Teatro Lirico Italiano.

La carriera della grande artista ed i suoi trionfi in Italia ed all’estero sono troppo noti a tutti e specialmente ai nostri polesani, perché occorra che io li enumeri e li glorifichi.
Mi piace ricordare, perché di interesse locale, le due grandi manifestazioni date all’aperto a Corbola paese natio della Pampanini, per sua iniziativa, con le opere Boheme e Butterfly, delle qauli fu meravigliosa interprete, e la memorabile inaugurazione del nostro Teatro Comunale ( nel sett. Del 1935) con l’opera Mefistofele diretta da Tullio Serafin in cui Rosetta Pampanini a fianco del basso Pasco e del tenore Malipiero fu Margherita insuperabile ed acclamata.
Della celeberrima artista rimane dunque un ricordo incancellabile ed il rimpianto che troppo presto essa abbia lasciato nel nostro Teatro lirico un vuoto che difficilmente si potrà colmare. / FERRANTE MECENATI >>

 

 

APPENDICE “NEWS PALMARES”/ LA CARRIERA DI ROSETTA PAMPANINI ( Note by www.cantabile-subito.de )  ITALIAN SOPRANO ( 1896 – 1973)



Rosetta Pampanini / A Singer’s Career

X = Performance outside Italy                           X = First performance  

LEGENDA:
Year
 Place (opera appearances)
 Repertoire
 
1920
 Rome
 Micaela (debut)
 
1921
 Turin
 Siebel
 
1922
 Biella, Tortona, Modena, Siena
 Mimì, Desdemona
 
1923
 Naples, Trieste, Novara
 Graziosa in van Westerhout’s Colomba (Naples), Desdemona, Mimì, Iris
 
1924
 Biella, Novara, Catania, Bergamo, Turin, Bologna, Modena
 Iris, Mimì, Il Picolo Marat (Mascagni), Elsa in Lohengrin (in Italian)
 
1925
 Padua, Mantova, Catania, Bergamo, Pavia, Livorno, La Scala
 Desdemona, Mimì, Margherita (and Elena), Gesù in Vittadini’s Nazareth (Pavia), Cio-Cio-San, Iris

 

 

 
1926
 Cremona,Teatro Colón Buenos Aires, Rio de Janeiro, La Scala
 Mimì, Iris, Nedda, Liù, Cio-Cio-San, Sonia in Pedrollo’s Delitto e Castigo (at La Scala)
 
1927
 La Scala, Turin, Monte Carlo, Novara, Genoa, Pesaro, Cesena, Mirandola, Ostiglia
 Liù, Mimì, Desdemona, Cio-Cio-San, Manon Lescaut, Nedda, Iris
 
1928
 Piacenza, La Scala, Brescia, Covent Garden London, Venice, Fermo
 Mimì, Liù, Fior di cielo in Bianchini’s Thien-Hoa (at La Scala), La Falce (Catalani), Cio-Cio-San, Nedda, Desdemona
 
1929
 La Scala, Parma, Cannes, Naples, Rome, Florence, Berlin, Ravenna, San Felice sul Panaro, Cento, Biella, Pegognaga, Casalmaggiore, Bologna
 Elsa, Manon Lescaut, Nedda, Desdemona, Mimì, Iris

 

 


1930
 La Scala, Genoa, Cannes, Lecce, Barcellona, Schio, Torre del Lago, Finale Emilia, Vienna State Opera, Triest, Codogno, Parma, Rome
 Mimì, Cio-Cio-San, Desdemona, Maddalena, Manon Lescaut
 
1931
 Padua, Turin, Il Cairo, San Remo, Rome, Udine, Urbino, Vienna State Opera, Triest, Ostiglia, Livorno, Genoa, Siena, Torre del Lago, Viareggio, Naples, Reggio Emilia, Modena
 Cio-Cio-San, Iris, Mimì, Maddalena
 
1932
 Chicago, Boston, Venice, Rovigo, Pavia, Livorno, Turin, Vienna State Opera, Genoa, Corbola, Alexandria, Montecatini, Vigevano, Asti, Rome
 Mimì, Nedda, Iris, Cio-Cio-San, Maddalena, Adriana Lecouvreur
 
1933
 Novara, Triest, Venice, Turin, Modena, Biella, Udine, Covent Garden London, Vichy, Oslo, Corbola, Copparo, Badia Polesine, Casalmaggiore, Florence, Rome
 Mimì, Wally, Manon Lescaut, Fedora, Desdemona, Cio-Cio-San, Tosca
 
1934
 Bari, Piacenza, Verona, San Remo, Fiume, Oslo, Noto, Vichy, Bologna, Ferrara, Forli, Livorno, Stockholm, Upsala, Copenhagen, Bari
 Cio-Cio-San, Manon Lescaut, Iris, Tosca, Maddalena, Mimì
 
1935
 La Scala, Naples, Salerno, Venice, Padua, Prague, Genoa, Vienna (Hohe Warte), Vichy, Adria, Bologna, La Spezia, Bordeaux
 Cio-Cio-San, Nedda, Mimì, Tosca, Maddalena
 
1936
 Novara, Madrid, Pavia, Rome, Catania, Casale Monferrato, Gallarate, Terni, Adria, Fabriano, Faenza, Fano, Pola, Triest, Viterbo, Montecatini, Asti, Bordeaux, Vercelli, Piacenza
 Adriana Leucouvreur, Mimì, Cio-Cio-San, Maddalena, Iris, Tosca, Manon Lescaut, Fedora
 
1937
 Naples, Cremona, Venice, La Scala, Padova, Pisa, Prato, Busto Arsizio, La Spezia, Venice, Casale Monferrato, Salerno, Foggia, Taranto, Petenza, Ancona, Rodi, Porto Recanati, Montecatini, Bologna, Rovigo, Monza, San Severo
 Cio-Cio-San, Mimì, Iris, Maddalena, Tosca, Manon Lescaut
 
1938
 Bari, Venice, Turin, Catania, Oporto, Treviso, San Giovanni Valdarno, Ancona, Triest, Montecatini, Zurich , Belgrad , Modena, Genoa
 Cio-Cio-San, Maddalena, Mimì, Tosca, Maddalena, Leonora (Forza)
 
1939
 Padua, Valdagno, Cagliari, Sassari, Ljubljana, Zagreb, Gorizia, Naples, Zara, Viterbo, Salso Maggiore, Como, Livorno, Bergamo, Ferrara, Tortona, Perugia, Foligno, Ravenna, Livorno, Florence
 Mimì, Cio-Cio-San, Maddalena, Elena, Santuzza, Tosca
 
1940
 Foggia, Madrid, Genova, Rome, Civitavecchia, Naples, Rimini, Turin, Intra, Pordenone, Como, Vercelli, Casale Montferato, La Scala, Fiume, Florence
 Tosca, Santuzza, Mimì, Cio-Cio-San, Iris, Wally, Manon Lescaut, Desdemona

 

 

 


1941
 Turin, Rome, Naples, San Remo, Savona, Varese, Imperia, Bari, Barcellona, Saragoza, Freiburg, Crema, La Spezia, Pesaro, Ancona, Tirana, Pisa, Martina Franca, Biella
 Cio-Cio-San, Maddalena, Elena, Mimì, Santuzza, Tosca
 
1942
 Rome, Bari, Turin, Lonigo, Livorno, Triest, Ascoli Piceno, Catania, Trento
 Cio-Cio-San, Tosca, Fedora, Wally, Maddalena, Mimì, Santuzza
 
1943
 Florence, Venice, Carpi, Adria, Ferrara, Fidenza, Pietra Santa, Castelmassa, Voghera, Milan (Teatro Nuovo)
 Cio-Cio-San, Mimì, Maddalena, Santuzza
 
1944
 Padua, Busto Arsizio, Pavia, Verona, Adria
 Santuzza, Tosca, Cio-Cio-San
 
1945
 Padua
 Tosca
 
1946
 Montecatini, Bellinzona (Switzerland)
 Mimì, Tosca, Santuzza
 
1947
 Pescara, Livorno
 Tosca .>>

 

 


 

EXTRATIME by SS/ La cover è per Rosetta ‘Mimì’ Pampanini.
Poi nella fotogallery vi proponiamo diverse significative interpretazioni di Rosetta Pampamnini con ‘didascalie incorporate’ (come da segnalazioni by www.cantabile-subito.de).
In aggiunta, con riferimento al ‘forte legame’ di Rosetta Pampanini con la ‘sua’ Corbola, vi mostriamo la sua villa con il famoso cancello in ferro dove la cantante lirica ha fatto ‘incidere’ le sopracitate note musicali che l’hanno resa famosa in tutto il mondo.
E vi proponiamo la sua tomba nel cimitero di Corbola (in foto visitata by friends Franco Avanzi e Rik Battaglia) con “la statua che La rappresenta nelle vesti di Madama Butterfly”, e con la lapide che ‘recita’ la sopracitata dedica da parte dell’Arcivescovo di Milano, il cardinale Giovanni Colombo.
Giusto per chiudere la Pampamini’ Story con last photo dedicata a Rosetta young e alla sua ‘bellezza lirica’.


Sergio  Sottovia
www.polesinesport.it