Saul Malatrasi da La Masa a ‘Campione del Mondo” con Inter e Milan/ In amarcord Spal e…in bici a casa Rizzi


13/04/2020

“Il più grande calciatore polesano di sempre”. Ovviamente Saul Malatrasi, già raccontato tante volte su questo sito. Un diamante con tante facce della memoria, basta chiedere e oltre al nostro www.polesinesport.it lo troverete in ‘prima pagina’ sui più blasonati.
Ma oggi vi proponiamo un’altra ‘faccia del diamante Saul Malatrsi. Certo con una breve scheda biografica- sportiva, ma soprattutto un simpatico e veloce amarcord, come più essere come quello di un ‘viaggiare in bici’ sul lungo PO , da Calto a Castelmassa e dintorni, compreso un saluto relax a casa da Vittorino Rizzi, là nella golena di Via Spinea a Castelnovo Bariano dove sono stato anch’io assieme a Franco Rizzi , il cantastorie di questa ‘ministoria confidenziale’ col solito Saul Malatrasi signore di umanità a portata di mano.
Perciò, eccovi tout court il “Due Volte Campione Intercontinentale” Saul Malatrasi da Calto, col la sua vita …in cima al mondo, tant’è che era di..vino , anche il bicchiere relax  a casa, dove la golena per Saul ( per gli amici ‘Condo’ ) , era come essere a San Siro in gol … vs Ajax e Independiente, da nerazzurro o rossonero poco importava evidentemente.

MAIN NEWS ( di Franco Rizzi, mail 13.04.2020) / CALTO : SAUL MALATRASI, IL PIU' GRANDE CALCIATORE POLESANO DI SEMPRE
"Io nella vita (sono nato a Calto il 17 febbraio 1938) ho avuto fortuna ma - c'ha detto più volte l'amico Saul Malatrasi -  mi sono impegnato sempre! Orfano di padre troppo presto, famiglia povera, ho cominciato a giocare nel Calto nel 1955-1956 come difensore. Me la cavavo benino e l'anno dopo esordii nelle giovanili spalline.

 

Il vero trampolino di lancio fu però (1957-1958) l'Ac Castelmassa (l'allora Dextrosport), un grosso club in Promozione (ero un prestito spallino mandato qui da Ferrara per fare esperienza), tanto che mi promisero un posto in fecola (l'attuale Cargill: lavoro ambito da tutti). Avrei potuto fermarmi  a La Masa per una vita tranquilla ma sapevo di valere assai e quindi il mio scelsi il professionismo. Devo dire che, avendo un fisico solido, ebbi la fortuna di non patire mai infortuni seri. Ciò accanto ad una vita ritirata, sparagnina, senza vizi o traviamenti vari. Ho visto troppi giocatori, più talentuosi di me, perdersi per strada o peggio".

 

Da quasi un ventennio è tornato ad abitare a Calto con la famiglia ma è spesso in giro per eventi, premiazioni, partite di cartello ("mi pago sempre il biglietto"), inviti, presenze benefiche. Inoltre lunghi giri in bicicletta, in particolare sull'argine, godendo buona salute per un fisico integro, stando comunque  in mezzo alla gente ("andavo sovente in  bici arginale sino ad Ostiglia ma mi fermavo volentieri dal compianto amico castelnovese Vittorino Rizzi, che mi offriva generosamente verdura fresca  e vino casalingo nella sua piccola tenuta modello sita in via Spinea vicino al Po in collaborazione con la moglie Bepina Malerba. Inoltre ho seguito tante partite a Castelmassa con il  loro figlio giornalista Franco Rizzi").

 

Saul Malatrasi è stato un giocatore polivalente al tempo del catenaccio e del contropiede catechizzato dai vari Nereo Rocco ed Helenio Herrera suoi mister: terzini, stopper, libero e mediano di spinta. Nella fase difensiva emergeva come un marcatore a uomo roccioso e affidabile ("pochissime ammonizioni"), sicuro e ordinato nei passaggi, una buona continuità di rendimento ("ma non fluidificavo alla Facchetti").
Esordì in Serie A il 21 settembre 1958 in Spal-Juventus 0-0, nella stagione 25 gare da terzino. Nell'estate 1959  fu ceduto alla Fiorentina come difensore e mediano di spinta per 16 gare, scese a 10 sull'Arno l'anno dopo ma il club viola vinse Coppa delle Coppe, Coppa Italia, Coppa dell'Amicizia italo-francese e Coppa delle Alpi.

 

Nel 1961-1962 la promozione da titolare, quando segnò la prima rete in Serie A l'8 aprile 1962 in Lecco-Fiorentina 3-2. L'ultima stagione in viola lo vide 24 volte in campo. Disputò pure un paio di finali Uefa entrambe perse: Coppa delle Coppe 1961-1962 e Coppa Italia 1959-1960.
Nel 1963 divenne giallorosso tanto che nel primo campionato capitolino disputò tutte le partite (torneo a 16 squadre) e 2 reti. La Roma vinse pure la Coppa Italia il 4 novembre 1964, quando il campione caltese era già approdato all'Inter di Herrera, che lo volle come alternativa al mediano Carlo Tagnin; al contrario giocò da libero onde sostituire capitan Armando Picchi. Una stagione d'oro per Saul Malatrasi: scudetto; Coppa dei Campioni; Coppa Intercontinentale. Nel 1965-1966 il matchwinner altopolesano fu ancora scudettato per 7 match ma nella Campioni il club meneghino venne eliminato in semifinale dal poi vincitore Real Madrid, rivincendo però l'Intercontinentale.

 

"Al termine della stagione per decisione del club morattiano fui ceduto al Lecco da titolare ma retrocedemmo in B, la mia prima retrocessione!". Saul Malatrasi aveva ormai una prestigiosa esperienza consolidata per cui fu ingaggiato dal Milan rocchiano nell'estate 1967.
Paron Rocco lo schierò come libero all'Inter e tutte le gare giocate: scudetto e Coppa delle Coppe. Nella stagione 1968-1969 ancora 27 incontri di campionato: Coppa dei Campioni; Coppa Intercontinentale. Nel 1969-1970 fu scudettato il Cagliari di Gigi Riva, il Milan dei troppi appagati campioni anziani giocò male e il campione caltese disputò solo 13 match.

 

Militò 3 volte in Nazionale sempre in amichevole: Germania Ovest-Italia 1-1 (13 marzo 1965 ad Amburgo; ct Edmondo Fabbri); Messico-Italia 2-3 (1° gennaio 1969 a Mexico City; ct Ferruccio Valcareggi). Idem 1-1 (idem).
"Ormai avevo ottenuto tutto - ricorda Saul Malatrasi -, l'età usurante si faceva sentire e volevo finire la carriera a casa". Infatti tornò alla Spal in C nell'estate 1971: 2 campionati; 55 presenze. Nel 1972-1973 l'ultima stagione a Busto Arsizio e nell'estate 1973 il definitivo ritiro, carico  di gloria. Riprese la strada di casa tornando ad abitare a Calto con la famiglia.

 

"Il calcio però -conclude - era la mia vita, mi piaceva allenare e seguire i giovani per cui ottenni il patentino da mister a Coverciano nell'ottobre 1971".
La nuova carriera di Saul Malatrasi inizio sempre a Ferrara: un paio di tornei da vice in panchina, poi allenatore titolare a Legnago per una, poi ancora a Ferrara nel vivaio. Nel 1980-1981 tornò nella capitale come responsabile della squadra Primavera al posto di Antonio Trebiciani, vincendo il prestigioso giovanile internazionale Viareggio 1981. Nell'estate 1981 passò al Pescara in B sostituendo Aldo Agroppi ma non ebbe fortuna. Successivamente allenò il Pontedera, il Forlì, l'Angizia Luco e la Lodigiani.

 

EXTRATIME by SS/ In cover e nella prima parte della fotogallery una serie di immagini che gli sportivi... sanno mandare a memorai con tutti i nomii dei protagonisti Campioni sia con l'Inter del mago Herrera che col Milan di paron Rocco ( eccolo datato 1969 con le due starordinarie coppe vinte dal suo Milan).

E con riferimento al golden boy Gianni Rivera ecco Saul Malatrasi insieme al 'superchampion rossonero' prima nel noto poker d'assi con sfondo stadio San Siro, poi a Rovigo nel 2016 sul palco di Rovigo Racconta in trio ( cioè Gianni Rivera, Saul Malatrasi, Paolo Dal Fiume) .

Con la stessa disponibilità con cui Saul Malatrasi is è sempre reso disponibile con tanti giornalisti polesani, di cui vi proponiamo in flash datato 2014 un 'gruppetto doc' con da sx Paolo Aguzzoni, Renato Piombo, Antonio Dimer Manzolli, Guido Fraccon, Adelino Polo, Sergio Sottovia e l'amico Franco Rizzi.

E con la stessa semplicità con la quale Saul Malatrasi andava in bici a casa di Vittorino Rizzi e sua moglie Bepina in golena a Castelnovo Bariano: perciò nel flash dulcis in fundo onoriamo anche Vittorino Rizzi in versione Happy Birthday ( a 91 anni) a fianco di sua moglie Bepina Malerba, gran signora di ospitalità.

 

Franco Rizzi & Sergio Sottovia
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