Valeria Rosso tra LGS Sport Lab e ProBeachTeam, Mass Media e ‘MVP Biella’. E poi ‘pallavoliamo’ in World Tour


Non sta ferma un attimo, la beacher Valeria Rosso. E noi, se Vally permette, la adottiamo, visto che  assieme alla polesana Marta Menegatti, in quel di Phuket- Thailandia ha regalato all’Italia un argento storico. Certo il Polesine etimologicamente è la ‘terra emersa dalle acque’ e allora visto che Vally è praticamente ‘emersa’ dalla sabbia, allora la adottiamo non solo per i suoi risultati da beacher, non solo per i suoi meriti accademici (dato che Rosso è laureata in Sociologia dei fenomeni collettivi, specializzata in Scienze della comunicazione e ha ottenuto un master in Management dello sport) , ma anche perché oltre che mettersi in gioco per sé stessa, lei si mette in gioco per gli ‘altri’.
A questo punto però, per proporvela nella sua interpretazione più autentica, ci affidiamo alle segnalazioni fatteci by mail da Anna Rado (che tutti conoscete) , perché è una specie di Valeria Rosso  – diario di bordo. E ci affidiamo sopra tutto al ‘pensiero autentico di Vally così come l’ha espresso nell’intervistona rilasciata on line a www.pallavoliamo.it.

PRIMA NEWS ( mail 20.01.2011 by Anna Rado) SEGNALAZIONE “INTERVISTONA” BY VALERIA ROSSO
<< Questo mese esce, online su www.pallavoliamo.it, con un'intervistona a Valeria Rosso dalla quale emergono numerose considerazioni sul beach volley in quanto disciplina. Si parla di progetti di Scuola di Beach Volley, di attività e supporto da parte di società sportive quali ProBeachTeam, di progetti ufficiali e federeali ...Davvero tanti complimenti alla redazione di Pallavoliamo.it >>


SECONDA NEWS ( mail 21.01.2011 by Anna Rosso) / VALERIA ROSSO OSPITE A TELEROMAGNA
<< Com'è il look di una beacher a gennaio? Sempre solare!
L'emittente romagnola per eccellenza Teleromagna ha invitato Valeria Rosso come ospite del programma "Oggi parliamo di...".
Valeria Rosso infatti, di passaggio in terra di Romagna, ha ripreso a pieno regime gli allenamenti di beach volley con la nazionale in preparazione dei primi appuntamenti sulla sabbia.
PROGRAMMAZIONE
La trasmissione sarà trasmessa il 22 gennaio 2010 alle ore 22:35 andrà in onda su Teleromagna. La puntata andrà in onda in replica domenica 24 gennaio alle ore 15:15. Vi ricordiamo che Teleromagna è presente anche in live streaming nel canale tematico web http://www.teleromagna.it/livetv/. Anche il canale 192 del digitale terrestre Teleromagnasport la stessa riproporrà a più riprese nei prossimi 15 giorni.
( all.to: Foto di Damiano Andreotti) / Per interviste e materiale/ Anna Rado Manifactory snc
Addetta stampa Probeach Team >>

TERZA NEWS (by mail 27.01.2011, per la verità un KIT NEWS by Anna Rado) / L’ASSOCIAZIONE “VETERANI” DI BIELLA PREMIA VALERIA ROSSO “ATLETA DELL’ANNO”
<< A) L'associazione Veterani della sezione di Biella ha assegnato a Valeria Rosso il premio "Atleta dell'anno". La scelta è ricaduta sulla beacher tanto per meriti sportivi, ricordiamo che la miglior medaglia internazionale di beachvolley italiana è l'argento di Phuket vinto da Rosso-Menegatti, quanto per meriti accademici dato che Rosso è laureata in Sociologia dei fenomeni collettivi, specializzata in Scienze della comunicazione e ha ottenuto un master in Management dello sport.
B) Qui riportato troverete un articolo del Corriere dello Sport uscito il 25 gennaio 2011 dal titolo Un'iniziativa per il futuro degli atleti nel quale si parla di LGS Sport Lab e del suo operato di affiancamento atleti.

C) Anche il secondo articolo parla di LGS SportLab e menziona Valeria Rosso e Rodolfo Cavaliere. L'articolo è apparso su Il Resto del Carlino del 19 gennaio 2011 dal titolo Formazione Da Flaminio a Costagrande, SportLab è al fianco degli atleti.>>

QUARTA NEWS( by www.pallavoliamo.it ) /INTERVISTONA A VALERIA ROSSO
( Servizio di Servizio di Martina Ricco e fotografie di Marco Giardini)
<<  “La medaglia più bella della storia italiana è Argento...”: questa frase, che accoglie chi entra nel sito personale di Valeria Rosso (lo trovate su www.valeriarosso.com), non è certo una verità assoluta, ma ha comunque un peso notevole perché si riferisce ad un evento storico per una disciplina non ancora così evoluta in Italia come in altri Paesi: la medaglia è conquistata con una particolare fatica, quella di chi gioca a pallavolo sulla sabbia, dimenticando le soste e le attese che nel volley indoor permettono di riprendere fiato; una medaglia conquistata lontano, a Pukhet, in occasione di una tappa del FIVB World Tour, forse la competizione più prestigiosa per questa disciplina, quella in cui, se incappi contro le invincibili coppie brasiliane, ad esempio, la vita si fa davvero dura. Una vita dura, quasi nomade, che Valeria tuttavia ha definitivamente scelto per se stessa, dopo essersi divisa per anni tra sabbia e parquet: il successo di Pukhet costituisce uno spartiacque nella vita di questa atleta, o semplicemente il movente che l'ha finalmente spinta ad ascoltare quella vocina che la votava al beach volley. “E' proprio così: le scelte sono scelte, e avvengono prima dei successi o delle sconfitte... non ce ne sono di giuste o di sbagliate. Io ero arrivata ad un punto in cui la pallavolo mi stava stretta: non ce la facevo più, ero amareggiata da molte cose, non riuscivo a ritagliarmi lo spazio che mi avrebbe permesso di esprimere le mie potenzialità. Ero come una farfalla certamente uscita dal suo bozzolo e pronta per volare, ma che non riusciva a spiegare le ali”. La ricerca di spazio di Valeria inizia proprio all'aria aperta, un aria scaldata dal sole, che sa di salsedine... anche se tutto comincia da Padova, una città che con il mare non ha molto a che fare... “Giocavo durante la mia stagione nella Megius Padova, in A1, ho pensato che sarebbe stato bello imparare a giocare meglio a beach volley... attorno a questo mio desiderio si sono creati collaborazioni, amicizie, rapporti importanti: mi hanno consigliato di andare a Jesolo, dove c'erano persone che stavano cercando di creare una scuola di beach... Nicola Negro, Rossano Bertocco, e Rudy Cavaliere, con il quale condivido ben più che la passione per il beach! Sono stata contagiata allora da questo virus e non ne sono più guarita”. Da questo contagio è nato Pro Beach Team, il club di beach volley, forse il primo in Italia nel suo genere, che raccoglie alcuni atleti impegnati stagione dopo stagione nei tour infiniti dell'estate: “Avere una struttura così alle spalle è molto importante per chi gioca a beach voley. Dovete pensare che nel beach è l'atleta che si prende carico di ogni cosa: cercare il compagno di gioco, l'allenatore, gli sponsor... organizzare viaggi, trasferte... è molto trasferte... è molto difficile restare a galla se non ti dedichi completamente a questo. Le cose sono migliorate per me quando è arrivata la Nazionale: sono ufficialmente tra le atlete che la Federazione considera in corsa per la qualificazione a Londra 2012, e questo mi permette di avere una sede stabile dove allenarmi, il vitto pagato, uno staff a disposizione, un piccolo stipendio, la possibilità di conquistare i montepremi assegnati dalle competizioni e anche di cercare degli sponsor ulteriori... ma prima dell'arrivo della federazione tutto questo non c'era, e continua a non esserci per molti atleti. Ecco perché l'associazione che abbiamo creato è importante.

Spero però che non lo sia soltanto per i giocatori di alto livello: mi piacerebbe, in un futuro anche non troppo lontano, far sì che questa scuola coinvolga i ragazzi, non solo i professionisti, e diffonda i valori dello sport in generale, e di questo in particolare, tra i giovani. Non c'è sport senza relazione, non c'è relazione senza etica, senza responsabilità... lo sport porta con sé molte cose e nel mio piccolo vorrei contribuire a creare occasioni per farne esperienza”. Non c'è dubbio, Valeria è una che si muove: il verbo non è scelto a caso ma è tratto dalla sua prima tesi di laurea, in Sociologia dei Fenomeni Collettivi, discussa nel 2004 e basata sulla differenza tra muoversi e commuoversi applicata all'analisi del fenomeno della charity e della sua comunicazione attraverso i media, in particolare nel caso di Emergency: “Non basta osservare le situazioni sfavorevoli per motivare persone a lavorare per risolverle, bisogna avere nella mente e negli occhi la meta che un atteggiamento propositivo può far raggiungere. In questo senso sì, amo muovermi, realizzare concretamente le mie idee, i  miei pensieri. Ci sono tante cose della mia esperienza da beacher che vale davvero la pena vivere, conoscere, sperimentare. Il mondo del beach volley è animato da una mentalità che un giocatore indoor può solo vagamente immaginare: prima di tutto, è un ambiente aperto al confronto. Forse proprio perché ci si muove da soli, ci si costruisce da soli e con grande fatica, tutti sono disposti a darti una mano o semplicemente un consiglio. La competizione è davvero racchiusa nel rettangolo di gioco: dopo la partita, ci si ritrova sotto un gazebo a bere qualcosa o mangiare un po' di frutta insieme agli avversari, che magari ti hanno appena battuto in campo, o contro i quali hai appena vinto. In secondo luogo, il beach volley ti fortifica come poche altre disciplina: si è esposti in tutti i sensi, al sole, al vento, al caldo, e ai colpi degli avversari... se ti prendono di mira, solo tu puoi uscirne, solo tu puoi trovare la forza di inventare una soluzione. Non ci sono altre cinque compagne che ti coprono, che ricevono o attaccano per te: ci sei tu, e non te la puoi prendere con nessuno se la palla nel campo avversario non riesce a cadere. Ci sei tu, e c'è al tua compagna: il rapporto che si crea tra due persone che partecipano insieme a questa esperienza è di fusione: bisogna trovare il giusto modo di spronarsi, consigliarsi, togliere le castagne dal fuoco... si è in due, l'allenatore non è in campo, ma in tribuna, e la responsabilità dell'azione è tutta di chi gioca”. I compagni di avventura di Pukhet sono stati Marta Menegatti, in campo, e Lissandro, sugli spalti: “Io e Marta siamo cresciute partita dopo partita: prima di ogni incontro mettevamo a punto una strategia con il nostro allenatore, che però non ci ha mai vincolate a seguirla alla lettera: nelle partite vinte in rimonta, soprattutto quella contro la Repubblica Ceca, è stato proprio un cambio di strategia che ci ha permesso di vincere.

A volte mentre sei in campo ti accorgi che l'avversario che avevi deciso di bersagliare è molto forte, o particolarmente in forma... battendo casualmente sull'altro, ci siamo accorte che avremmo avuto maggiori possibilità e abbiamo portato a casa la partita. Nonostante questo, avere una persona fuori dal campo che ti aiuta a mantenere gli equilibri e ti comunica una filosofia vincente è importantissimo: Lissandro è molto bravo in questo, con una moglie e due figlie capisce le donne alla perfezione, e ci ha sempre posto in condizione di aggredire la partita, anche quando sembrava  impossibile avere la meglio. In semifinale ad esempio, contro Ludwig-Goeller, dopo essere state bombardate per otto scambi consecutiva- mente, io e Marta ci siamo guardate e ci siamo dette: è guerra! Avevamo talmente tanta fame di vittoria, di questa medaglia, che non ci saremmo fermate di fronte a nulla... e infatti, abbiamo dovuto cedere soltanto alle americane, ma non senza lottare...”. Valeria sembra una beacher da sempre... eppure prima di diventarlo definitivamente, è stata un'ottima  giocatrice di pallavolo indoor, molto amata dal suo pubblico... è proprio sicura che non le mancheranno scarpe, ginocchiere e parquet? “Non posso carriera che ho avuto: ho giocato in club importanti, con atlete importanti, vivendo emozioni che non a tutti sono concesse... però, c'era sempre qualcosa che non mi lasciava completamente soddisfatta. Tecnicamente parlando, credo di non essere adatta alla pallavolo moderna: io sono sempre stata considerata un centrale, ma forse questo è il ruolo che so fare peggio di tutti: ho ottimi fondamentali e posso giocare in ogni parte del campo: ho giocato con il doppio palleggiatore, ma dicevano che era un peccato non farmi ricevere, così sono stata spostata in banda... poi è arrivato il libero, ma anche non attaccare non era proprio l'ideale... così sono finita a fare il centrale, e a volte questo è significato in realtà essere il jolly in ogni situazione... ho faticato a trovare una mia identità in questa pallavolo così specialistica! Di una cosa però sono molto contenta: il pubblico non mi ha mai fatto mancare il suo affetto, e questo significa che in campo riuscivo comunque a coinvolgere, a comunicare la passione per la pallavolo che non mi è mai mancata”.

Ogni anno, però, a fine estate, diventava sempre più difficile rimettersi le scarpe e chiudersi in palestra... fino a che l'insostenibilità è diventata tale da trasformarsi in scelta, o forse il desiderio, e il sogno sono diventati talmente forti da trovare uno spazio per esprimersi. “I campioni non si costruiscono in palestra. Si costruiscono dall'interno, partendo da qualcosa che hanno nel profondo: un desiderio, un sogno, una visione. Devono avere l'abilità e la volontà. Ma la volontà deve essere più forte dell'abilità”: Valeria è tutta in questo aforisma di Cassius Clay, il suo mito sportivo, se non fosse per quel papà che gliel'ha fatto conoscere e che è diventato più importante di ogni mito: “Mio padre, insieme a mia madre ovviamente, anche lei fondamentale!, è una persona determinante per la mia crescita: è sempre stato capace di spronarmi e di consolarmi... ricordo ancora un sms che mi inviò in un momento particolarmente difficile – ci avrà messo 20 minuti per scriverlo!- in cui mi diceva che dopo 5 anni avrei sorriso ripensando a quei momenti... e in un altro momento un po' confuso della mia carriera, mi manda una mail con questa frase di Cassius Clay che mi ha letteralmente folgorata. Ho letto altri aforismi, suoi e di altri sportivi, come Michael Jordan, che pure ha scritto delle cose bellissime partendo dalla sua esperienza... ma questo lo sento particolarmente mio”. Probabilmente perché parla di un desiderio da realizzare, di un sogno da coltivare con tenacia, di una visione che può avere solo chi è capace di progettare, di coniugare studio, istinto, volontà. Valeria si muove e non si ferma: non si è fermata con i suoi sogni, con il suo studio (alla laurea in Sociologia dei Fenomeni Collettivi ne è seguita una in Scienze della Comunicazione ed è anche arrivato un Master in Mangement dello sport...), con i suoi progetti, con la volontà di realizzarli, di comunicarli, di renderli fruibili e visibili. Il prossimo appuntamento importante è il Mondiale di Beach Volley, giugno 2011: perché un argento possa trasformarsi in oro, perché un'esperienza possa trasformarsi in oro per chi potrà e vorrà conoscerla e condividerla / Servizio di Martina Ricco >>

EXTRATIME by SS/ La cover è per Valeria Rosso ‘finger ok’ al fianco di Marta Menegatti prima della finale in Thailandia, quando a Phuket vinsero poi la medaglia d’argento, come da successiva foto podio. Quindi la fotogallery , oltre alla foto singola di Vally  ‘spalle sulla sabbia’ e in coppia sempre con la ‘gemella’ polesana Marta Menegatti ( vedi nostra rubrica specifica 'Beach Volley') mostra “Lady Rosso”  fotografata ‘occhiali scuri by Damiano Andreotti) e ‘mani di fata-quercia’ by Marco Giardini, giusto per restare in tema ‘beach & garden’.



Anna Rado – Sergio Sottovia
www.polesinesport.it