Vincenzo Masotti Story “1^ Parte”/ Dalla Vittoriosa di Don Aldo alla Sanremese by Rao e mordi-fuggi Casarano


28/02/2016

E' già 'grande' il fatto che un figlio pensi di onorare il padre. Poi per quanto riguarda il curriculum di Vincenzo Masotti, ci pensa proprio Riccardo nel nome del padre a raccontarvelo nel ‘sorprendente’ reportage a puntate che vi proponiamo con piacere.
Anche perché si raccontano aneddoti e amarcord che fanno di questa Story un qualcosa di significativo su ciò che era il Calcio del dopoguerra dove le parrocchie come quella di Don Aldo Rizzo a Santa Maria era un punto di aggregazione, di formazione e di educazione. Indimenticabile quel “Calcio da Oratorio” ei mitici anni Cinquanta-Sessanta. E’ nato lì infatti calcisticamente Vincenzo Masotti , come suo fratello Bruno, come Giuliano Tieghi e  come i tanti altri giocatori che prima hanno fatto la Storia della Vittoriosa di Don Aldo e poi la Storia del Santa Maria e della Occhiobellese di patron Piccinini.
Su quel campo dove sono andato a salutare anche il ‘custode’ Gastone Albieri e dove a fine anni ’80 sono andato anche a fare alcune ‘significative’ cronache per il Resto del Carlino e per Delta Radio.
Ma restiamo in tema Vincenzo Masotti e ..vi proponiamo tout court la sua “Prima Parte” con relativa fotogallery trasmessaci, aggiungendo soltanto una foto storica di quell’habitat giusto per onorare anche Don Aldo Rizzo. Anche perché da ‘alto prelato’ qual’era anche fisicamente, Don Aldo ne fu promotore e fondatore di quella Vittoriosa in versione Sport & Life dal grande valore aggregativo e sociale per Santa Maria Maddalena.
Una location da sempre ‘empaticamente collegata alla Città di Ferrara dove …bastava attraversare il ponte e si andava a lavorare alla Montecatini-Montedison.
Come succede tutt’ora , anche se tra TPO e nuova dimensione demografica e commerciale, adesso Santa Maria Maddalena si sta costruendo una identità propria ancorché 'vaso comunicante' tra Emilia Romagna e Veneto e sempre ‘di casa’ tra gli estensi.
Anche per questo la Vincenzo Masotti Story ha valenza speciale, partendo in questa sua “Prima Parte” da Don Aldo Rizzo per arrivare intanto alla Sanremese ( vedi anche Appendice News) , base di lancio per un suo speciale viaggio calcistico written by Riccardo heart & mind come nel seguito che vi proporrà prossimamente.

MAIN NEWS ( di Riccardo Masotti, mail 27.02.2016)/ / VINCENZO MASOTTI STORY "PRIMA PARTE / DALLA VITTORIOSA DI DON ALDO RIZZO ALLA SANREMESE DEGLI ALLENATORI MARCHESE E RAO... QUINDI MORDI-FUGGI NELLA VIRTUS CASARANO
Vincenzo Masotti nasce il 1 dicembre 1944 in un granaio di Fiesso Umbertiano dove la famiglia era sfollata nell’ultimo inverno della guerra. E’ l’ultimo di quattro fratelli, di due anni più giovane di Bruno, ed è subito per tutti Vincenzino o, per maggiore brevità, Cino. C’è così tanto fumo in quello stanzone, a causa della legna umida usata per scaldarsi, che rischia di morire. Si dice che fu chiamato anche il prete. Ma per fortuna si riprese, grazie forse a quella fibra che lo rese scattante sui campi di calcio e fulminei i suoi tiri.
La famiglia tornò nella originaria Santa Maria Maddalena nei durissimi anni del dopoguerra. Il papà Ferdinando prima del conflitto aveva un negozio di barbiere, poi dovette andare operaio in zuccherificio a Ficarolo, la mamma Giuseppina invece si divideva tra la casa e la campagna. Non erano di certo condizioni favorevoli per studiare, e difatti la scuola era quella del mitico Don Aldo Rizzo, il prete dell’alluvione, fatta di palloni improvvisati e di infinite partite tra la chiesa e il campanile. Le prime scarpe da calcio fornite da Don Aldo avevano la suola di gomma ricavata dagli pneumatici e la squadra in cui usarle era la Vittoriosa, nome riesumato negli anni 2010 dalla società di Santa Maria Maddalena.

 

 

 
La nidiata di calciatori che passò in prima squadra nei primissimi anni ’60 era composta oltre che dal fratello Bruno, anche dal portiere Armando Sprocati, anni dopo estremo difensore dell’Enna, (dove ebbe come compagno di squadra Giampiero Ventura) e della Virtus di Casarano ove chiuse la carriera e a tutt’oggi ancora risiede, e da un altro attaccante Giuliano Tieghi dalla paurosa staffilata in porta.
Un giorno del 1963 suonò il campanello della canonica tale Aurelio Marchese, grande giocatore del Bologna che tremare il mondo aveva fatto negli anni ’30. Era nelle vesti di nuovo allenatore della Sanremese e cercava talenti da portare sul palcoscenico della serie D nel contesto di una squadra tutta rinnovata dopo la retrocessione dalla C.
L’occhio cadde proprio su Vincenzo Masotti e Tieghi, appena diciottenni ma promettenti e soprattutto freschi di provino alla Spal (altri tempi rispetto ai vivai di oggi), dove Marchese li aveva visionati. I cartellini furono ceduti in blocco e fecero le valigie. Marchese era allenatore aristocratico ma del ramo teutonico e quindi non scherzava. Il gap era notevole, vedendo le lacune tecniche dei due ragazzotti li mise per giorni e giorni a palleggiare contro il muro. Li avrebbe chiamati lui quando fosse giunto il momento.

 In quella Sanremese militavano infatti giovani provenienti da società di categoria, su tutti il portiere Pisci e Remo Marmo (vice di Gianni Rivera) dall’Alessandria, Roberto Gatti dalla Spal. Tutti alloggiati nella foresteria ricavata sotto la tribuna del Comunale. A far da chioccia l’esperto petisso argentino Orlando Rao esperto di Sanremese e di categoria. La sua specialità nonostante la bassa statura era segnare di testa, ma non con la fronte bensì colpendo la palla con la nuca. L’abitudine lo spinse a saltare anche quella volta che Tieghi dall’ala fece un cross che assomigliava di più ad un tiro in porta. Rao avventandosi sul proiettile cadde svenuto a terra. I giornali scrissero di un traversone al fulmicotone.

 

 

Fu un campionato di metà classifica sui duri campi della Liguria e Toscana. Marchese fu esonerato prima del termine e Rao promosso allenatore giocatore.
Per Cino in sostanza un battesimo del fuoco, ma fondamentale per imparare l’arte e maturare esperienza. Un giorno, al termine del girone di andata, vide in allenamento un tizio tarchiato che calciava mancino in porta delle punizioni dal limite dell’area colpendo regolarmente la traversa. Tutti si chiesero chi fosse quel signore, nessuno aveva riconosciuto Ferenc Puskas, venuto a svernare in riviera.
Nella stagione successiva 1964-65 Masotti era “a tiro” di chiamata alle armi e sperava di essere arruolato nella Compagnia Atleti di stanza a Bologna. La Sanremese decise invece di prestarlo alla Virtus Casarano, prima categoria pugliese.
Più che farsi le ossa bisognava proteggerle dagli scontri all’arma bianca, dentro e fuori dal campo. In trasferta poi non si giocava proprio ma si conduceva una battaglia personale col proprio avversario. A San Pietro Vernotico alcuni compagni di squadra che quella domenica stavano in tribuna furono presi di mira dai tifosi avversari che scatenarono una caccia all’uomo mentre la partita proseguiva come niente fosse. La notte stessa Masotti fece la valigia e se tornò a casa. La Sanremese chiese ragioni ma non ci fu verso: “presidente ci vada Lei a giocare là, io smetto col calcio” fu la risposta al patron Gastaldi e attese la partenza per la leva, destinazione Trapani.

 

 

APPENDICE NEWS ( by Mass Media “Sanremese”, Campionato 1963/64/ SANREMESE: SULLA <<PROMESSA>> MASOTTI L’ALLENATORE RAO FA MOLTO AFFIDAMENTO
C’è veramente un’aria di festa in casa biancoazzurra, da un po’ di tempo a questa parte. Il motivo è più che comprensibile : sei risultati utili in altrettante gare e molti preziosi punti sono andati  ad incrementare la classifica ( prima non troppo pingue) della Sanremese.
<< A Santa Croce, però, farà molto caldo – dice Rao – ed un pareggio sarebbe una gran bella cosa. Poi ho perso anche Neri, che in area avversaria era temibilissimo e questo peserà negativamente sull’attacco. Ad ogni modo nel calcio può succedere di tutto>>.
In bravo numero nove matuziano ha riportato in un incidente casuale la frattura della spalla e per questo campionato ben difficilmente si rivedrà a Sanremo. Il suo posto in squadra è stato assegnato al diciannovenne Vincenzo Masotti, un ragazzone veneto che viene dalla <<Vittoriosa>> di Santa Maria Maddalena di Rovigo. E’ l’amico più caro di Tieghi e speriamo che sul campo questa amicizia si trasformi in una intesa veloce e penetrante. Masotti non parla molto volentieri di sé stesso, dice che è troppo presto per incominciare con le interviste e deve essere Rao ad esortarlo a raccontarci qualche nota saliente della sua carriera calcistica.
<< Quando giocavamo nella “Vittoriosa” – dice il ragazzo – andavamo molto forte, ma oggi le cose sono cambiate e parecchio. Tieghi si è smaliziato e io ho solo tentato i primi approcci con la Quarta serie.Speriamo che comunque tutto vada per il meglio>>.

 

 

 


Rao interviene a spiegarci che è sicuro della bella figura  che potrà fare sul campo <<Masottino>> come lo chiamano tutti i suoi compagni. Il giocatore che ha sempre vestito la maglia numero10 o 9 è dotato di un forte tiro, ha un discreto scatto in velocità ed un buon colpo di testa. Dovrà naturalmente farsi le ossa e poi potrebbe anche dare qualche risultato veramente interessante.
Prima di lasciare il Club della Sanremese abbiamo voluto condurre una rapida inchiesta tra i giocatori per tastare il… polso del campionato. Ne abbiamo intervistati al volo undici, una ipotetica squadra, chiedendo a ciascuno di loro chi pensava potesse vincere il campionato e quale posto in classifica avrebbe occupato alla fine dello stesso la Sanremese. Cinque si sono espressi per la vittoria finale dell’Entella e tre per parte allo Spezia ed all’Imperia. Il piazzamento della Sanremese va dal quarto all’ottavo posto, la maggioranza dei pronostici vede la squadra tra il sesto ed il settimo piazzamento.
La serenità e la tranquillità che hanno caratterizzato le ultime domeniche di campionato si sono rafforzate in questa settimana di riposo, tanto che tutti i giocatori sembrano decisi a continuare la serie positiva intrapresa. Tutti vorrebbero poter vincere una volta in trasferta per richiamare allo stadio un gran numero di sportivi. Gli applausi sono senza dubbio anche oggi un grande premio per questi atleti. Contro  il Cuoio Pelli , comunque, anche un pareggio in terra toscana sarebbe un risultato di tutto rispetto. Rao non si fa soverchie illusioni , ma ama drammatizzare ogni giovedì per ridere poi la domenica sera! IL suo ambizioso progetto ( ma che potrebbe essere realizzato in pieno) è di poter giungere alla partita con l’Imperia – fra tre domeniche – senza battute d’arresto.

 

<<Allora con il pieno che facciamo al campo rimettiamo a posto anche le casse della Società>> aggiunge il petisso strizzando l’occhio. Del resto ai giocatori di certo non manca la carica agonistica; sin d’ora infatti promettono che in quell’incontro faranno scintille per riprendersi i due punti che molti giudicano immeritatamente lasciati nelle mani dei neroazzurri al >>Ciccione>> nell’andata. Chi vivrà vedrà, diciamo noi senza dimenticare che il pallone è rotondo e che tutto è possibile…
Top-secret la formazione di Santa Croce sull’Arno. Tentiamone una, con  molte parentesi: Pisci, Riva, Moroni, Giogi ( De Marco) , Curti, Caboni, Tieghi, Gatti, Masotti ( Gasparini) , Pomelli, Gelio (Marmo).

EXTRATIME by SS/ La cover è per Vincenzo Masotti ‘sanremese’ by Massa Media. Poi per quanto riguarda la fotogallery, non abbiamo bisogno di spiegarvi le immagini proposte, perché praticamente parlano da sole, visto le relative didascalie incorporate.

Unica che merita segnalazione è quella fatta sul campo di allenamento della Sanremese ( ottobre 1963) e che vede Cino Masotti in poker e primo a sx accanto a Roberto Gatti ex Spal e Remo Marmo sfortunato ex vice di Gianni Rivera all’Alessandria.

 

 

Mentre per quanto riguarda la foto ‘aggiunta’ con Don Aldo Rizzo tra i suoi ragazzi di Santa Maria Maddalena nel 1959, beh ...è già un miracolo avervela proposta, ma il miracolo ancor più grande è che in amarcord stile 'quasi fuori onda' lo stesso 'Cino' Masotti ha snocciolato così i seguenti nomi/cognomi che vi proponiamo:<< In piedi da sinistra: Pivati, Don Aldo (allenatore), Maurizio, Lido (accompagnatore), Raide, Tartari (accompagnatore), D’Orazio, Vincenzo Masotti (!!! in veste di accompagnatore mascotte); Accosciati da sinistra: Girotti, Cimarelli, Tartari Steni, Maragno, Fantoni Annio, Giornali, Beciani>>.

Poi ha pure sottolineato che il forte Emiro Beciani l'ha poi incontrato da avversario sul campo nella stagione 1967/67 : ma di questo vi parleremo nella seconda parte di questa Vincenzo Masotti Story a 'quattro mani' con Riccardo cuor di leone filiale.


Riccardo Masotti & Sergio Sottovia
www.polesinesport.it