Castelmassa e VI Concorso grafico-letterario Mantovanelli su “Pinocchio: l’intramontabile bugia del burattino di legno a 200 anni dalla nascita di C. Collodi”/ Ecco premiati e chi era Lorenzini l'Autore
30/05/2026
A volte arrivano testi brevi e ampia fotogallery relativi ad un evento di portata molto importante. E' il caso del reportage trasmessoci da Franco Rizzi, cantastorie dell'enclave Altopolesine , che ci racconta in estrema sintesi i dato essenziali del VI Concorso grafico-letterario Mantovanelli su “Pinocchio: l’intramontabile bugia del burattino di legno a 200 anni dalla nascita di C. Collodi”, svoltosi a Castelmassa coinvolgendo Scuole e Istituzioni.
E allora lo completiamo proponendovi i Appendice News il “CHI E' “ significativamente estrapolato da Wikipedia, relativo a Carlo Collodi, praticamente lo pseudonimo dell'Autore de “Le avventure di Pinocchio”, cioè i Carlo Lorenzo Filippo Giovanni[1] Lorenzini (Firenze, 24 novembre 1826 – Firenze, 26 ottobre 1890), è stato uno scrittore e giornalista italiano, impegnato peraltro politicamente durante la nascita del Regno d'Italia, sia come uomo che come scrittore...

MAIN NEWS ( di Franco Rizzi, mail 30.05.2026 ) / CASTELMASSA: PREMIO LETTERARIO PINOCCHIO: COINVOLTE LE SCUOLE E LE ISTITUZIONI LOCALI
A fine maggio nel cortile della Panzacchi si sono tenute le premiazioni del VI° concorso grafico-letterario Luca Abele Mantovanelli stavolta dedicato a “Pinocchio: l’intramontabile bugia del burattino di legno a 200 anni dalla nascita di C. Collodi” (FOTO ALLEGATE). Il tutto a cura della biblioteca comunale e del Comune.
Hanno partecipato attivamente le classi della primaria e la prima e la seconda della secondaria di 1° grado, “che hanno saputo interpretare con sensibilità, fantasia ed originalità il celebre personaggio di Pinocchio e i valori senza tempo espressione della sua storia”, è stato osservato.
All’evento hanno partecipato l’assessore alla cultura Selene Ravagnani, la bibliotecaria Silvia Raisi e la giuria (Anta Pini, Manuela Soriani ed Erika Saravalli), che hanno visionato e valutato i numerosi elaborati pervenuti.
Il concorso ora è intitolato alla memoria di Luca Abele Mantovanelli, ragazzo locale immaturamente scomparso, "affinché il suo ricordo continui a vivere attraverso la creatività, l’impegno e i sogni delle nuove generazioni”, fanno sapere dal Comune. Alla cerimonia hanno partecipato i coniugi Deborah Ramellini e Paolo Mantovanelli, genitori di Luca Abele.
S’è trattato di una mattinata curricolare di grande partecipazione e di forti emozioni in cui si è confermato una volta di più quanto la lettura, la scrittura e l’arte siano preziosi per la crescita.
APPENDICE FLASH / ( Biografia by wikipedia) / CARLO COLLODI , ALIAS CARLO LORENZO FILIPPO GIOVANNI LORENZINI, AUTORE DE “LE AVVENTURE DI PINOCCHIO”
Carlo Collodi, pseudonimo di Carlo Lorenzo Filippo Giovanni[1] Lorenzini (Firenze, 24 novembre 1826 – Firenze, 26 ottobre 1890), è stato uno scrittore e giornalista italiano. È divenuto celebre per essere stato l'autore del romanzo Le avventure di Pinocchio. Storia di un burattino, spesso noto semplicemente come Pinocchio, diventato uno dei grandi classici della letteratura di tutto il mondo e tradotto in 240 lingue.[2]
….. BIOGRAFIA ...FAMILIARE … OMISSIS...)
Il giovane Lorenzini studiò per un breve periodo brevemente a Collodi presso gli zii materni, quando la madre doveva accudire i fratelli e le sorelle più piccoli, nato in via Taddea, nel quartiere di San Lorenzo, frequentò il Seminario Vescovile di Colle Val d'Elsa dal 1837 al 1842, grazie alla presenza di uno zio prete che svolgeva l'incarico di segretario del Vescovo Fiascaini. Poco interessato a diventare prete, lasciò il seminario e con la famiglia andò ad abitare in via di Sant'Apollonia, oggi via XXVII Aprile, in seguito, terminati gli studi alle Scuole Pie, frequentate dal 1842 al 1844 seguendo le lezioni di retorica e filosofia, abitò brevemente nel palazzo Ginori di via de' Rondinelli, ma la convivenza con la compagna del fratello Paolo lo portò a prendere una camera a pigione da un parente in via degli Alfani al n. 57, un Ulisse Zipoli, professore e religioso degli ordini minori. In seguito conidivise un appartamento con la madre nel palazzo in Via de' Rondinelli, sulla facciata del quale una targa ne ricorda la permanenza durante gli ultimi anni della vita.
Interruppe gli studi superiori nel 1844, ma aveva già cominciato a lavorare come commesso nella libreria Piatti di Firenze probabilmente fin dal 1843.[4] Nel 1845 era tanto considerato da ottenere una dispensa ecclesiastica che gli permise di leggere i libri messi all'indice dei libri proibiti. Non è certo che collaborasse a La Rivista di Firenze, mentre a partire dal 29 dicembre 1847, pubblicando l'articolo di musicologia L'Arpa, cominciò a scrivere per L'Italia Musicale, giornale milanese di cui divenne ben presto una delle firme di maggior richiamo. Il ruolo intellettuale di Collodi sarà prezioso, perché l'autore toscano trasmetterà a molti scapigliati milanesi alcune tematiche critiche fondamentali, relative al teatro di prosa e musicale, alla poesia e al romanzo del suo tempo, che alimenteranno a lungo il dibattito culturale nel nostro paese.

Nel 1848, allo scoppio della prima guerra d'indipendenza, si arruolò volontario, combattendo con il battaglione toscano a Curtatone e Montanara.
Tornato a Firenze, fondò uno dei maggiori giornali umoristico-politici dell'epoca, Il Lampione, "giornale per tutti", sospeso l'11 aprile 1849 per l'avvenuta restaurazione. Ne riprese la pubblicazione il 15 maggio 1860 con un suo articolo che cominciava: «"Ripigliando il filo del nostro discorso interrotto ecc.", interrotto da 11 anni!».[5] Cominciò per lui, patriota, un periodo non facile nella Toscana granducale, tanto che Lorenzini viaggiò spesso a Milano e Torino, fermandovisi per lunghi periodi. Il giornalismo umoristico fu allora la sua principale risorsa: da qui la collaborazione con numerose testate umoristiche che affrontavano, all'insegna del riso e del sorriso, argomenti artistici, teatrali e letterari: l'Arte, La Scena (a cui collaborò anche Ippolito Nievo), La Lente e altre. Nel 1853 fondò lo Scaramuccia, che divenne presto uno dei maggiori giornali teatrali italiani, fornendo letteralmente il modello a tanti altri fogli analoghi, sorti in tutta Italia.[6] Si occupò di tutto con grande competenza: musica, teatro, letteratura.
Nel 1856, collaborando con il giornale umoristico fiorentino La Lente, si firmò per la prima volta con lo pseudonimo di Carlo Collodi.[7] Dello stesso anno sono le sue prime opere importanti: Gli amici di casa e Un romanzo in vapore. Da Firenze a Livorno. Guida storico-umoristica. Nel 1859 partecipò alla seconda guerra d'indipendenza, arruolandosi come volontario nel reggimento sabaudo dei Cavalleggeri di Novara. Finita la campagna militare ritornò a Firenze. Nel 1860 diventò censore teatrale. Nel 1868, su invito del Ministero della pubblica istruzione, entrò a far parte della redazione di un dizionario di lingua parlata, il Novo vocabolario della lingua italiana secondo l'uso di Firenze.
Nel 1875 ricevette dall'editore Felice Paggi l'incarico di tradurre le fiabe francesi più famose. Collodi non solo tradusse, ma ricreò in italiano, inserendovi una morale, un corpus di fiabe sotto il titolo I racconti delle fate, tratte dall'edizione Hachette del 1853 di fiabe di Charles Perrault, Marie-Catherine d'Aulnoy, Jeanne-Marie Leprince de Beaumont. Il volume uscì l'anno successivo[8].
Nel 1877 apparve Giannettino e nel 1878 fu la volta di Minuzzolo. Il 7 luglio 1881, sul primo numero del periodico per l'infanzia Giornale per i Bambini (pioniere dei periodici italiani per ragazzi diretto da Ferdinando Martini), uscì la prima puntata de Le avventure di Pinocchio, con il titolo Storia di un burattino.[9] Secondo il saggio di Gianni Greco Quel copione di Collodi (Pinocchio non fu il primo naso), del 2018, Collodi si sarebbe ispirato per la stesura del suo più celebre romanzo a fonti antecedenti.[10] Nel 1883 pubblicò Le avventure di Pinocchio raccolte in volume. Dal 12 aprile di quell'anno, e fino all'8 dicembre 1886, fu direttore del Giornale per i Bambini.[11] All'apice del successo, il 26 ottobre 1890, Collodi si sentì male sulle scale di casa mentre stava rientrando, alle 22:30. Portato nel suo letto, morì pochi minuti dopo, forse per un aneurisma[12], poco meno di un mese prima di compiere 64 anni. È sepolto nel cimitero delle Porte Sante.
...OMISSIS…
Nel 1962 è stata costituita la Fondazione nazionale Carlo Collodi che ha, tra i suoi scopi, quello di diffondere e far conoscere nel mondo le opere del Collodi, in particolare "Le avventure di Pinocchio". Con D.M. del 9 giugno 2009 è stata istituita l'Edizione Nazionale delle Opere di Carlo Lorenzini, presieduta da Daniela Marcheschi.

EXTRATIME y SS/ In cover una storica caricatura di Carlo Collodi, il ...padre di Pinocchio.
Quindi nella fotogallery un trittico flash relativo all'evento scolastico e istituzionale andato in scena a Castelmassa ( immagini purtroppo 'pixellate' perché relative ai bambini) , relativamente VI Concorso grafico-letterario Mantovanelli su “Pinocchio: l’intramontabile bugia del burattino di legno a 200 anni dalla nascita di C. Collodi”
Franco Rizzi & Sergio Sottovia