Due secoli col Veneto, nel libro “GAROFOLO, il nome di un fiore, le origini, il Tisi e la storia”, di Pattaro e Candini/ Da Vienna 1815 a Unità d’Italia, da Alluvione PO 1951 ai ‘Ragazzi del Casello’ FS pro Sport e Comunità


Dopo aver viaggiato... Dieci Secoli di vita “Transpadana Estense” , in sequenza nelle precedenti due puntati dedicate al libro “GAROFOLO, il nome di un fiore, le origini, il Tisi e la storia”, di Pattaro e Candini, adesso con questa terza parte  raccontiamo i restanti Due Secoli da Comunità nel Veneto.

Tutto nasce dalla Restaurazione attuata col Congresso di Vienna del 1815, dopo che il Polesine della Transpadana Estense e dello Stato della Chiesa era rimasto comunque appartenente alla Repubblica Cisalpina e del Regno d’Italia , ma dei francesi di Napoleone.

Insomma , parafrasando la canzone di Sergio Endrigo e il suo “dove credi di andare se il tempo che è passato non passerà mai...”, anche questa storia recente della Comunità di GAROFOLO , raccontata nel libro di Pattaro e Candini, mantiene radici profondo nel suo passato socio-economico e culturale ‘estense’.

Tanto più che  le straordinarie innovazioni legate al mondo industriale e , più recentemente  alla tecnologia moderna,  hanno sostanzialmente ‘sradicato’ dal territorio povero di Garofolo e del Polesine rivierasco, tanta gente dai piccoli paesi, calamitati dal triangolo industriale Milano-Torino – Genova.

Soprattutto dopo l’Alluvione del PO del 1951, con la Rotta del Grande Fiume a Paviole ( limitrofa a Garofolo e sempre nel territorio di Canaro) e a Malcantone con ‘taglio’ poi della Fossa di Polesella che ha lasciato libere le acque , ad  invadere tutto il Polesine verso il mare, tra Adige e Po  fino ad Adria , Cavarzere e paesi limitrofi.

 

 

 

Insomma, sono cambiati i tempi, e questi ultimi Due Secoli hanno cambiato anche la collocazione demografica in Italia, determinando lo spopolamento in una Italia già lacerata dalla Seconda Guerra Mondiale e che nella Pianura Padana e lungo il PO, cercava una ripartenza comunque legata ai valori della civiltà contadina, ma in condizioni di vita davvero povere.

Come hanno raccontato anche i Grandi Registi italiani, che per tanto tanto col loro Cinema Neo-Realista hanno ritrovato in tutta la Pianura Padana, ma soprattutto lungo le rive del Grande Fiume, e nella sua Gente in Polesine e nel Delta del Po, luoghi, modi di vivere e mentalità non ancora contaminata dalla ...tecnologia moderna.

 

 

 

Basta ricordare i film sociali di Carlo Lizzani e la sua “Lunga Notte del ‘43” per capire come fossero stati calpestati e uccisi ...valori  morali e uomini durante il Regime Fascista , oppure quelli del ferrarese Michelangelo Antonioni girati sia a Ferrara che nel Delta Po, come ha fatto anche Mario Soldati con “La Donna del Fiume” ( con Sofia Loren e Rik Battaglia attore polesano).

Tanto per citare perché anche recentemente grandi registi come Pupi Avati e come Carlo Mazzacurati hanno girato in Polesine e nella Pianura Padana, come aveva fatto anche Lattuada col suo “Mulino del Po” riproposto in TV anche da Sandro Bolchi e girato nelle golene tra Guarda Veneta e Crespino , dove ho incontrato anche lo scrittore Riccardo Bacchelli ( dal cui libro era stato tratto la miniserie televisiva). 

 

 

 

Ovviamente anche Garofolo è stata location artistica particolare, sia per quanto riguarda i film girati ( tra i quali anche ‘Miranda’ del regista Tinto Brass , citato nel libo di Pattaro e Candini) che proprio sotto l’argine del PO a Garofolo il cantautore Zucchero ha costruito il suo ‘studio di registrazione’ denominati Sugar , in onore suo , cioè Zucchero Fornaciari.

E allora, stante la voglia di rinascere in un paesino particolarmente povero e abbandonato dalla Gente originaria del posto ( certo stanno arrivando alcune piccole Industrie lungo la Statale 16 nazionale , ma non era certo la Montecatini/Montedison di Ferrara o la Berco di Copparo...), diventa per tutti noi prototipo il racconto dei nostri Autori su quanto successo a Garofolo.

 

 

 

Dove al Casello delle Ferrovia dello Stato arrivò Antonio Pattaro ( con moglie e due figli) , originario da Conselice e con tanta voglia di vivere pro Sport e Comunità, anche se ...non c’erano spazi e strutture preposte, dove i giovani potessero ritrovarsi. 

A questo punto, fatta questa premessa sull’habitat post Alluvione a Garofolo , e sul suo ridimensionamento storico fino a i tempi più recenti, eccovi la Terza Parte del Libro comprese specifiche Appendici , rimandandovi in calce al nostro Extratime per ulteriori nostri commenti e considerazioni agganciati anche alla fotogallery e relative immagini, oltre che a nostri incroci personali sia sportive che lavorative. 

 

 

 

 

MAIN NEWS ( dal libro di Antonio Pattaro e Franco Candini, 2021) / GAROFOLO,  IL NOME DI UN FIORE,  LE ORIGINI, IL TISI E LA STORIA ( TERZA PARTE : L’ALLUVIONE E GLI ANNI ’50;  OSTERIE E BOTTEGHE; GLI ANNI ‘60 E ‘70;  DAGLI ANNI ’80 AD OGGI ) 

Nel dopoguerra il paese si presentava profondamente colpito dall’evento bellico. Il campanile della chiesa era completamente distrutto e la situazione socio-economica degli abitanti era ulteriormente peggiorata: disoccupazione e povertà erano diventate endemiche. L’alluvione del 14 novembre 1951 fu il colpo di grazia che cambiò il corso della storia di Garofolo e di tutto il Polesine. L’argine ruppe a Paviole di poco piu’ a monte e l’acqua, in poco tempo, sommerse tutto il territorio comunale, spingendo un migliaio di persone, con animali e masserizie, a riparare sull’argine.

 

 

Il Comitato di assistenza, nominato dal comune, costituì fin da subito una mensa collettiva ed un centro provvisorio per l’alloggio. Il resto della popolazione era già sfollato precedentemente alla “rotta” soprattutto verso i comuni del ferrarese.

 Il bilancio dei danni nell’intero comune era drammatico: l’inondazione aveva diveltò 10 chilometri di strade, asportato 150 ettari di terreno coltivabile e distrutto il 90% dei raccolti. L’acqua ristagnò ancora per qualche mese finché nel 1952 venne tagliato l’argine della fossa di Polesella, permettendo così il lento deflusso nelle campagne verso Adria e Rovigo. Nel 1955 nell’intero comune di Canaro c’erano ancora 97 famiglie (483 persone) sistemate in modo precario in soffitte e nei locali scolastici, un periodo nel quale non si interrompeva la costante emigrazione che, dal 1951 al 1961 provocò un calo demografico complessivo di 1.388 abitanti.

 

 

 

 

OSTERIE E BOTTEGHE

 Dopo l’alluvione del 1951 apre l’osteria di Pericle Pellegrini e Faustina Caniatti ed arriva in paese il primo televisore suscitando la curiosità dei compaesani che nei dopocena affollavano il locale. Questa gestione, il cui locale era ubicato di fronte alla piazza, continua fino al 1961, poi dal 1962 subentrano Franco Caniatti e Ada Tosini che conducono il locale per un altro decennio fino al 1972.

 Il periodo risulta fecondo per questa attività in quanto nel 1957 è in costruzione la locanda di Dario Padoan e nell’anno successivo aprirà insieme al Bar di Paolo Turatti, (detto Paulin), situato lungo il nuovo percorso della Strada Statale n. 16 che prima attraversava il paese e continuava poi sull’argine del Po sino al ponte di S. Maria Maddalena; nei primi anni ’60 lo stesso Turatti aprirà un distributore di carburanti. 

 

 

 

Le botteghe del paese erano locali nei quali si trovava un po’ di tutto non solo generi alimentari. Cronologicamente la più vecchia impresa è quella della famiglia Marzolla, si trattava di un vero e proprio emporio dove si vendeva anche il carbone per il riscaldamento. L’immagine impressa nella memoria è quella di un lungo bancone dove, insieme a vari generi alimentari, campeggiavano dei grossi contenitori di vetro pieni di dolciumi per i bambini, “ciucci e mentine”. 

In quegli anni era inoltre presente la bottega “dalla Gigetta” di proprietà di Luigi Spaolonzi (detto Gigin d’la Dina). Si andava a fare la spesa con il libretto, dove venivano annotati gli acquisti delle famiglie che a fine mese saldavano il conto.

 

 

 

In epoca successiva apre la bottega di Giorgio Libanori, (detto Giorgione), che sarà l’ultima a chiudere negli anni novanta. Ricordiamo inoltre il negozio di generi alimentari di Ermes Pavani con annesso mulino meccanico del padre Ottimo che continuava l’attività storica della famiglia nella macinazione di frumento e granoturco. Della filiera della macinazione di granaglie, come si direbbe oggigiorno, è il forno storico della famiglia Fabbri ubicato nella piazza, un’attività che è proseguita nel tempo, ma che inesorabilmente ha dovuto chiudere di fronte al depauperamento del paese ed alla mutazione dei bisogni della popolazione.

 

 

 

Era presente anche il negozio di Villani Umberto, (detto Ucialina), e Argia, un’attività storica che trattava di abbigliamento e merceria varia, situata di fronte alla Chiesa. Questa attività era nata attraverso il commercio ambulante con il cavallo ed il carretto spostandosi tra le piazze di Stienta, Castelmassa fino a Ferrara. Il negozio di parrucchiera di Maria Pavani, che aveva preso il posto della bottega della “Gigetta”, ha ritirato definitivamente “le forbici ed i bigodini” all’inizio del nuovo secolo.

 Molte sono le attività e botteghe che hanno cessato la propria attività e tra queste alcune che si occupavano di ristorazione, tra quelle ancora attive risultano due realtà economiche: il “Ristorante San Lorenzo” ed il nuovo insediamento Ristorante pizzeria “La Campanara” entrambe situate sulla Statale n. 16. 

GLI ANNI ’60 E ‘70

 Furono anni di ricostruzione dell’edilizia privata e pubblica, in particolare a Garofolo fu completato l’ambulatorio e costruita la nuova scuola elementare, mentre la situazione socio-economica era in continua trasformazione. A causa della meccanizzazione agricola veniva espulsa sempre più manodopera provocando una nuova fase migratoria verso il Piemonte e Lombardia.

 

 

 

DAGLI ANNI ’80 AD OGGI

 Il paese ha nel corso degli ultimi 40 anni subito molte modifiche nella scia delle trasformazioni produttive ed economiche della nostra società. Quasi tutte le attività che impiegavano persone di Garofolo sono state chiuse in particolare la maglieria, che ha occupato per lungo tempo le aule lasciate libere dal trasferimento delle scuole elementari, la torneria meccanica “Braiton” di via Rettilineo, la falegnameria Ghirardello nella stessa via, ma anche ha chiuso la sua attività la “Locanda Padoan” trasformata in civile abitazione. Altre però se ne sono create come ad esempio il Motel delle Rose realizzato nel 1984.

 Come abbiamo detto nella premessa di questa ricerca degli elementi caratteristici del nostro paese è comunque questo il periodo che va dal 1980 ad oggi quello che vogliamo approfondire particolarmente, sia come testimoni, ma anche come protagonisti, insieme a tanti altri, dei fatti accaduti e delle tante iniziative socio-culturali e sportive che hanno contraddistinto questi anni. 

 

 

 

Lo faremo anche citando i nomi di adulti e ragazzi che, con il loro entusiasmo e la loro voglia di fare, hanno migliorato la situazione complessiva del paese.

Garofolo agli inizi degli anni ‘80 si presentava come una comunità ancora carente di strutture sportive e di punti di aggregazione sociale. La piazza era uno spazio degradato e pieno di sassi e, ciò nonostante, era il campo di calcio dove i ragazzi giocavano quasi ogni giorno, rompendo ogni tanto il vetro di qualche finestra delle case attorno. Con l’arrivo in paese di un “ferroviere vagabondo”, Toni, che venne ad abitare nel casello del passaggio a livello, si creò in breve tempo, un punto di ritrovo per i giovani del paese. In estate, specialmente, si facevano tre turni giornalieri per giocare a ping pong e le fasce d’età erano dagli 8 anni in su. 

Al casello di Toni non si parlava solo di sport ma anche della situazione del paese e delle tante manifestazioni da programmare. Indimenticabili, durante i ritrovi, le corse lungo via Tisi col go-kart.

 

 

 

Era però il calcio lo sport più praticato e questo ha dato il via alla costruzione di un vero campo sportivo.

 Di fronte al cimitero c’era una zona piena di alberi e sterpaglie, praticamente abbandonata, di proprietà dei fratelli Santini, ed è qui che è nato il primo campo di calcio.  Giovanni Trombetta (Zuan) e Tony hanno contattato i proprietari e, in breve, sono riusciti ad ottenerne la concessione gratuita.

 Il lavoro che ne è seguito, per renderlo agibile, è stato enorme ma, senza scoraggiarsi e coinvolgendo tutti i ragazzi, si è raggiunto l’obiettivo. Si disputavano partite tutte le settimane soprattutto con Raccano, con il quale si vinceva sempre.

 In seguito, nel periodo estivo, si svolgevano frequenti tornei con la partecipazione, oltre al Garofolo, di squadre di Canaro, Polesella e Fiesso e la nostra squadra ne usciva quasi sempre vincitrice. Non si praticava solo il calcio, si stava diffondendo anche il tennis e negli ultimi anni ‘80 si organizzavano parecchi tornei, sia per i più giovani che per i ragazzi più grandi, presso il campo parrocchiale di Polesella. 

 

 

 

Si cercava di arricchire sempre più la centenaria Sagra di Santa Margherita (Fiera D’Le Brogne); di quegli anni ricordiamo, nell’ambito della manifestazione, le gare podistiche alle quali partecipavano centinaia di concorrenti provenienti da diversi comuni limitrofi ed anche da paesi fuori Provincia. A questo riguardo ricordiamo la preziosa collaborazione di Mario Brusco che, a tutt’oggi, continua a darci il suo contributo per altri eventi. 

Un doveroso riconoscimento va dato anche a Nereo Braiato, ideatore della “gara del salame”, che ancora oggi si svolge in ambito fieristico. 

Altro evento di quegli anni è la “Gara degli aquiloni”, una delle prime nella nostra provincia e che prosegue ancora oggi, seppure in tono minore.

Nel 1984 fu realizzato, su terreno della famiglia Monti lungo la via Rettilineo, il “Motel delle Rose” un grande edificio accogliente dedicato alle persone che transitano sulla strada statale 16.

 

 

 

Tra il 1984 ed il 1985 la quiete del paese fu interrotta dalla troupe cinematografica del regista Tinto Brass che scelse un casolare in riva al fiume Po in Garofolo per girare gli esterni del film “Miranda” la cui protagonista principale era l’attrice Serena Grandi. Il film trova quindi la sua ambientazione nella bassa Pianura Padana le cui scene sono proiettate in un’atmosfera dell’inizio degli anni cinquanta. La corte, allora di proprietà della famiglia Rizzi, viene dipinta di un color vinaccia ed arricchita da una pergola sul fronte. L’Arginatura nel periodo delle riprese da parte del regista è chiusa al traffico ed anche a molti curiosi che cercano di trovare uno spazio per vedere dal vivo questo spaccato da “Cinecittà”.

 Una cerimonia religiosa da ricordare è la processione di Sant’Antonio da Padova che si svolgeva a partire dal 1987, il 13 giugno. Si partiva dalla chiesa ed arrivati al capitello, inaugurato lo stesso anno dal parroco Don Rodolfo Ravara 26, si accendevano le fiaccole ai lati della strada; dopo una riflessione e una preghiera al Santo, si concludeva con una mangiata di pane e salame sotto il pergolato del casello. 

 

 

 

Ricordiamo che ad una celebrazione ha partecipato, con grande entusiasmo ed insieme all’amico Don Bernardino Merlo (27) , il grande scrittore polesano Gian Antonio Cibotto. Lo stesso pubblicò un articolo sulla testata “Il Gazzettino”, sulla sua rubrica “Diario Veneto” a ricordo della magia dell’evento (28).

 Nel frattempo si diffondeva tra i giovani l’esigenza di un nuovo spazio ricreativo, il “casello” era diventato troppo piccolo. I soliti personaggi in prima linea, Tony e Zuan, affiancati da Giacomo Brandolese (Mestar), interpellarono il parroco don Rodolfo Ravara per poter usufruire dell’ambiente parrocchiale che a quei tempi era adibito a stireria e confezioni. L’idea era quella di creare un circolo-bar a disposizione dei ragazzi e di tutti i cittadini di Garofalo. Nel giro di qualche mese, senza grandi mezzi, con l’aiuto di tutto il paese, si è riusciti a creare, con tanto lavoro, una bella struttura. 

 

 

 

Il circolo, iscritto nell’ambito del CSI, (Centro Sportivo Italiano), inaugurato nel 1987 ed intitolato al pittore Benvenuto Tisi, col passare degli anni, diventava sempre di più punto di riferimento di tutte le iniziative e le attività sportive e socio-culturali del paese 29. Grande riconoscenza va data alla parrocchia che, ancora oggi, lo concede senza nessun affitto.

 Nei primi anni ‘90 avveniva la chiusura e la vendita delle scuole elementari da parte dell’amministrazione comunale, in quanto il numero dei bambini era insufficiente per mantenere il plesso scolastico. 

 

 

 

Con l’accadere di questo evento fu incoraggiata l’iniziativa di un diverso utilizzo del “centro del paese” ed una delegazione di giovani di Garofolo incontrò l’allora Sindaco Giuseppe Zogno al quale venne proposto che, con il ricavato della vendita delle scuole, si affrontasse il problema della piazza del paese. Con l’aiuto di un amico geometra fu approntato, in poco tempo, un progetto della struttura e, subito presentato al Comune, ottenne il pieno consenso per la sua realizzazione. 

Nel 1992 la piazza venne inaugurata e benedetta dal parroco Don Bernardino Merlo e nella stessa venne ricollocata la stele dei Caduti della prima guerra mondiale.

 Dal 2010 al 2015 si sono riproposti i “Zughi d’na volta”, (il Pandon la Lippa, La 

Palla avvelenata), sull’area de campo di calcio che ha visto come protagonisti Germana 

Baldo, Alnedo Rizzi e Renata Banzi.

 In quel periodo, purtroppo, i Fratelli Santini ritirarono la concessione dell’area del campo sportivo, riproponendo il problema della mancanza di una struttura adeguata.

 Senza scoraggiarsi, più di tanto, si è ripartiti individuando l’area dietro la chiesa, di proprietà della sig.ra Marzolla Chiara Stella.

 

 

 

Anche questa volta si trattava di una zona degradata e piena di buche e sterpaglie; con l’aiuto di tanti, in particolare di Luciano Breda (Ciano), Emilio Caniato (Milio) e Franco Candini (Polacco), con i loro trattori ed attrezzi, si è riusciti a ricavarne una bella struttura, con annesso un piccolo parco divertimenti per i bambini. All’inizio si versava un affitto simbolico alla sig.ra Marzolla poi, con l’acquisto da parte dell’amministrazione del sindaco Dal Ben, il campo diventò proprietà del comune. 

L’opera venne poi completata dall’amministrazione guidata dal Sindaco Garbellini Nicola con la costruzione degli spogliatoi e dell’impianto di illuminazione; a questo riguardo è dovuto un particolare ringraziamento al nostro pro-sindaco e compaesano Alberto Martello (Falce) che si è particolarmente impegnato per la realizzazione dell’opera. Dei tanti tornei di calcio che si svolsero nel tempo ricordiamo, in particolare, il torneo “genitori e figli” che si è prolungato per molti anni ed il “Memorial Giovanni Trombetta”. 

Quest’ultimo continua ancora oggi, in ricordo della prematura scomparsa del nostro amico, al quale è stato intitolato l’impianto.

Un doveroso ringraziamento, per lo svolgimento di queste  manifestazioni sportive, è  dovuto a Nevio Ottoboni (30) (Gus) che,  ci ha sempre aiutato con il suo sostegno economico. Alla stessa stregua ha sempre mostrato sostegno ed interesse alle manifestazioni di Garofolo Giovanni Borghi (31).

 

 

 

La corale “Santa Margherita”  (32) , nata 40 anni fa con la direzione di Ildo Borghi, in questi ultimi anni ha ripreso vigore con l’arrivo di Pierangelo Pavani (Pipoti). Il gruppo sta riscuotendo notevole successo anche al di fuori dell’ambito paesano, con numerose iniziative di solidarietà e raccolta fondi.

 Nella cronologia delle manifestazioni socio-culturali di Garofolo ricordiamo la recente “un Po di notte”, ideata da Pierangelo Pavani (Pipoti) e Massimo Pavani (Negar).

Si tratta di una libera e non competitiva camminata sotto le stelle, lungo l’argine del fiume.  Nello svolgimento del percorso sono installati dei cartelloni che illustrano il legame storico del Po con gli abitanti di Garofolo. 

 

 

Nella seconda edizione del 2019 i partecipanti erano più di 300 e con la realizzazione di una gigantesca installazione composta da bottiglie di plastica si è voluto far riflettere su un problema quale quello dell’inquinamento da materiale plastico che è diventato una vera e propria emergenza ambientale globale.

 Un evento nato piu’ di 20 anni fa e che ha coinvolto l’interesse di quasi tutta la cittadinanza del paese è stato il “Palio di Canaro”. Le 4 contrade  Paviole, Grimani, Vendramin e Garofolo, dopo la consueta sfilata in costume per le strade del Comune, si sfidavano in giochi sia per adulti che per bambini. Con il passare degli anni l’interesse si è legato quasi esclusivamente alle specialità culinarie presentate da ogni singola contrada.

 Ogni primo venerdì di settembre, da oltre 10 anni al circolo CSI ci si ritrova per la “Ropegara” un’ immancabile momento di aggregazione conviviale fra vecchi amici.

 

 

Dopo questo breve, ma intenso percorso descrittivo della vita del paese, siamo arrivati ai nostri giorni; in questi primi mesi del 2021 la fotografia del paese è la seguente: abitanti in totale 360, dei quali: 49 minori di 18 anni, 117 persone di età compresa fra i 18 e i 50 anni e 194 persone adulte di età superiore ai 50 anni. 

Le riflessioni che si possono fare sono molteplici, ma una in particolare è quella che colpisce: l’invecchiamento della popolazione è evidente, cosi come lo è la fuga dei giovani, che è continuata per molti anni. 

A questo punto, però, ci dobbiamo fermare, ma la storia continua…

 

 

 

 

CIFRARIO (... DA N. 26 a N. 32... ) . ///

26_ Don Rodolfo Ravara ha svolto il servizio sacerdotale nella parrocchia S.Margherita di Garofolo per un decennio dalla fine del 1981 al 1990

 27 _ Don Bernardino Merlo è succeduto a Don Ravara nella gestione del servizio sacerdotale dal 1990 fino a luglio del 2008

 28 _ Cfr. Gian Antonio Cibotto, uno stralcio dell’articolo pubblicato su “Il Gazzettino”, rubrica ‘Diario Veneto’ in ricordo della partecipazione dello scrittore alla benedizione del capitello in occasione della celebrazione annuale del Santo è riportato in Appendice

 29 _ Una scheda di sintesi dell’elenco dei Presidenti del Circolo che si sono alternati dall’anno della fondazione del CSI è riportata in Appendice

 30 _ Ottoboni Nevio, fondatore ed amministratore della Società E-Med che si occupa della distribuzione e dell’assistenza tecnica di dispositivi medici per la diagnostica e la chirurgia oftalmica a livello nazionale.

 31 _ Borghi Giovanni titolare della società “Software House Evomatic” con sede a Rovigo.

 32 _  La corale, fondata circa 40 anni or sono da Ildo Borghi.

 

 

 

CONCLUSIONI

 Crediamo di aver dato, attraverso questo nostro momento di riflessione su alcuni degli elementi caratterizzanti Garofolo, un sintetico quadro dell’evoluzione e delle trasformazioni socio-economiche del paese, dalle sue origini ai nostri giorni. Abbiamo descritto anche piccoli eventi e manifestazioni che possono sembrare irrilevanti, ma siamo certi che siano stati, nel tempo, i mattoni che hanno costruito una comunità con le proprie peculiarità dandole una precisa fisionomia. 

“Per quasi dieci secoli ferrarese e da due veneto, il paese appare, in qualche modo, un albero con le radici altrove”. Con questa frase, citata testualmente dalla sua opera “Canaro una comunità nella storia” (33), Claudio Garbellini fotografa la realtà attuale del nostro comune, Garofolo compreso. Questa raffigurazione ci trova completamente d’accordo, il nostro piccolo paese resta ancora oggi profondamente “transpadano” nel dialetto e nella cultura, con una sua storia “separata”, pur soggetto, da sempre, all’episcopato adriese e, per secoli Polesine, resta, comunque, profondamente legato alla storia degli Estensi. 

 

 

Un legame che si è manifestato soprattutto per la sua posizione strategica, a ridosso del corso del Po. Lungo il fiume, più che sul confine del Poazzo, si sono combattute tra Venezia e Ferrara le battaglie per il suo controllo; la costruzione, a Garofolo, del palazzo fortificato da parte di Ercole I d’Este e la stessa località “Ca matte” (bastioni) sono la testimonianza dell’importanza militare che rivestiva il nostro paese. 

Deve pur esserci stata nei secoli una “nomea” importante dei nostri luoghi; Il Tisi, denominato il Garofalo firmò alcune delle sue opere con il garofano e la presenza del fiore stesso nello stemma comunale sono le testimonianze di questa rilevanza storica.

 

 

 

XXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXX

MI RICORDO  DI..... ( PERSONAGGI ‘INDIMENTICABILI’ A GAROFOLO... )  

 Sono riportate le foto di alcuni persone che ci hanno lasciato e che hanno caratterizzato la nostra comunità negli ultimi anni. Vogliamo precisare che avremmo potuto citarne molti altri che, comunque, sono rimasti nei nostri ricordi.

BRANDOLESE GIACOMO /  Protagonista e amico sincero di Garofolo a lui è stata dedicata la sala civica

TROMBETTA GIOVANNI /  Ha caratterizzato la comunità con la sua filosofia “ottimista” nel risolvere i problemi

MELLA FRANCO /  Persona che sapeva fare tutto, grande disponibilità nell’affrontare ogni necessità pratica

DON BERNARDINO MERLO /  Il sacerdote che ha portato una nuova ventata di intelligenza e spiritualità

DON RODOLFO RAVARA /  Il “prete buono”, ha riscoperto i valori e gli ideali dello scautismo

 

 

 

BREDA CAV. VITTORIO /  Fidato collaboratore dei parroci per il buon funzionamento delle opere parrocchiali

FRANCO CANIATTI /  Coerente con i suoi ideali e ai valori familiari

ILDO BORGHI /  Maestro della corale fin dall’origine è stato un esempio di bontà e umiltà

STEFANO ROSSI /  Sempre affabile, generoso  conviviale si faceva voler bene da tutti

MANFREDO PAVANI /  Amante come pochi della sua famiglia, i figli ancora oggi portano avanti i suoi valori

ARTEMIO BIANCHI /  Anche nei momenti difficili trovava sempre la soluzione in armonia con la sua famiglia

GIANVITO CHIARIONI /  Portiere ufficiale del Garofolo calcio il suo grido era: ”fuori dall’area” e subito dopo si prendeva gol

MATTEO MICHELOTTO /  Un angelo salito in cielo troppo presto, lasciando un vuoto nella comunità

 

 

 

VITTORE CATOZZO /  Massaggiatore del Garofolo calcio, gioviale e sempre disponibile

GIUSEPPE MARTELLO /  Gran lavoratore onesto e fedele ai suoi principi nel rappresentare la comunità

GIUSEPPE FABBRI /  Fornaio del paese, infaticabile nel suo lavoro e disponibile per le iniziative locali

MIRELLA E BRUNA BONONI /  Sorelle inseparabili, confezionavano scope…  simpatia e giovialità

ANGELO MARZOLLA /  Giramondo e poliglotta che amava il paese con tanta esperienza di vita

NATALE BELLETTATI /  Per tanti il sindaco di Garofolo, memoria storica del paese

MARIO CARRIERI /  Buono e generoso, apprezzato per i piccoli lavori a domicilio

PADOAN DARIO /  Proprietario della Locanda omonima, prigioniero ed invalido di guerra

 

 

 

 

APPENDICE- ELENCO PRESIDENTI E DIRIGENTI DEL CSI – A GAROFOLO

 Elenco dei Presidenti del CSI dal momento della costituzione del Circolo a Garofolo   

Fondatori, anno 1987: Brandolese Giacomo; Don Rodolfo Ravara; Trombetta 

Giovanni; Pattaro Antonio; Candini Franco; Braiato Nereo.

 PRESIDENTI del Circolo nel tempo: Daria Padovani;  Ornella Ranzani;  Rizzi Tatiana; Crescini Maria Rosa;  Lavezzi Fabiola;  Renzino Concetta;  Righi Francesca;  Carmen Ramirez

 Attuale composizione della Direzione del Circolo

 DIRETTIVO: Pavani Sergio, (Presidente), Antonio Pattaro (Vice Presidente); Alberto Martello (Segretario); Valerio Michelotto (Amministratore); Dirigenti con delega: Pierangelo Pavani; Raffaelle Badio; Massimo Pavani; Fabio Breda.

 Consulente Ecclesiastico: Don Mario Turatti

 Collaboratori Parrocchiali: Donatella Renesto; Oscar Forlani; Elisa Michelotto; Francesco Rossi; Maristella Caniatti.

 Gestore del Circolo: Barbara Brusco

 

 

 

SOPRANNOMI  (SCUTMAI) / QUANDO SI DICE.... LA TRANSPADANA ESTENSE...

 Falce,  Nane,  Pipoti, Tarma, Ciolda, Sceriffo,  Brasa, Negar, Fonte,  Biguli, John, Gufo,  Cichi, Gus, Scopino,  Tom, Ziz, Cubano,  Al Mestar, Barni, Tenente, Zuan, Inzgner, Sergente,  Cum, Zio, Melo, Bota, Bis, Commerciante, Panocia,  Notolo, Camel, Dutor,  Peeb, Camelino, Galina,  Pulenta Ciz Scerifeo,  Polac, Buba, Fonte,  Spa, Bisteca, Ziriot,  Mao, Mafalda, Patareo,  Cicer, Becanoto, Gino,  Caracin, Sam, Paul,  Masi, Metiu, Mortimer.

EXTRATIME by SS/ In cover e in kit, giusto per agganciare il passato al presente..., ecco una foto dei due Mulini delle famiglie Pavani e Marzolla nel 1911 sul Po a Garofolo, e in kit con i ‘Ragazzi del Casello FS’ impegnati più recentemente negli anni ‘80 ( tra loro anche gli Autori del Libro) con relative vanghe e picconi, nella sistemazione del nuovo campo di fronte al Cimitero.

Quindi in apertura di fotogallery, ci agganciamo alla puntata precedente, per riproporre la mappa del Nord Italia e dell’Italia centrale nella situazione politica del 1799, epoca della Repubblica Cisalpina nella quale c’era anche la Transpadana ferrarese, compreso Garofolo fino a Crespino e paesi del Medio Polesine.

Con riferimento poi alla storia di Garofolo e di tutta la Transpadana Ferrarese assegnata al Veneto, ripartiamo dalla Chiesa di Garofolo, la parrocchiale Santa Margherita Vergine in una foto di fine ‘800, e dalla segnalazioni del livello delle acque registrate nei terrenti di Spaolonzi il 18 settembre 1882, quando arrivarono fino in Polesine le acque dopo la Rotta dell’Adige a Legnago.

 

 

 

 

Nell’epoca in cui le Comunicazioni per via fluviale e l’industria molitoria era ancora importante anche nel fiume PO, come dimostrano in fotogallery le immagini del Mulini di Ernani Pavani ( la ‘Mulinazza’) e a fianco il mulino di Illa Marzola , ancorati in località Campagnola, oltre alle altre due immagini dei Mulini e della riva del Po nei primi anni del ‘900. Tra l’0altro storie raccontate nella trilogia scritta da Riccardo Bacchelli che poi ho fotografato nel 1971 nelle golene di Crespino con gli attori Tristini ed Ornella Vanoni durante lo sceneggiato televisivo girato da Sandro Bolchi, in foto anche con Ugo Gregoretti scenografo.

Saltando il periodo della Seconda Guerra Mondiale, sappiamo tutti che proprio in questi giorni , nel novembre del 1951, è avvenuta la tragica Alluvione del Po, che tra l’altro ‘ruppe’ proprio nella vicina Paviole, sempre in Comune di Canaro, e subito dopo a Malcantone di Occhiobello. E sappiano che quando venne deciso di far defluire le acque verso il Medio e Basso Polesine, tagliando la Fossa di Polesella, successe anche il crollo del ponte sul ‘Poazzo’ a Canaro e che documentiamo in foto con le prime persone accorse. 


 

A questo punto vi proponiamo in sequenza la serie di immagini elaborare da Raffaello Rabone come spot relativo alla presentazione dell’evento avvenuto nella sala Civica di Garofolo in data 6 giugno 2021, presenti ovviamente Nicola Garbellini ( figlio dello ‘storico’ autore Claudio Garbellini, nostro amico e anche lui sindaco di Canaro in precedenza).

Essendo superfluo segnalare quando già ‘promosso’ nelle sopracitate immagini , evidenziamo solo ‘l’articolo scritto su il Gazzettino da Gianantonio Cibotto che peraltro ho visto ‘dibattere’ in un incontro pubblico con Vittorio Sgarbi e don Bernardino Merlo nel Centro CSI di Garofolo.

E passiamo a proporvi un quintetto di immagini che evidenziano le principali attività delle Comunità di Garofolo, nel posta Alluvione, a partire dall’industria meccanica, alla macchina a vapore della famiglia Pellegrini, poi la trebbiatura nella campagna della famiglia Breda, quindi le locande di Padoan e quelle del Bar Ristorante Turatti con l’indicazione ‘Pesce del Po’ .

E passando dal bianconero al mondo nuovo a colori, ecco una panoramica della campagna con a sinistra la corte della famiglia Rizzi, quindi la casa colonica della “Campagnazza”.


 

 

 

A questo punto , onorando l’impegno del ‘casellante’ Antonio Pattaro ( come sua moglie)  ‘coinvolgente’ la Comunità di Garofolo in primi attraverso lo sport, ecco in foto il ‘Casello delle Ferrovie dello Stato a Garofolo( con relativo passaggio a livello ) , perché è stato punto di ritrovo importante per tanti giovani.

E perciò proponiamo a seguire lo stesso Antonio Pattaro mentre premia il suo amico e ‘sostenitore’ Nevio Ottoboni in kit col ..ko-kart che era uno dei divertimenti dei ‘Giovani del Casello’ , che poi ( come dimostrato nella foto cover con tanto di vanghe e badili) hanno costruito ex novo un campo di calcio livellato, sul quale poi hanno giocato diversi tornei amatoriali col CSI e con le foto squadre degni anni ’80 che vi proponiamo tutte , come pubblicato sul libro di Pattaro e Candini, peraltro con relativi nomi e cognomi ( tra i quali Luciano Breda, Michelotto, Sandali, Simone Pattaro, il maestro Trombetta, Girotti etc).

Fermo restando che per quanto riguarda le altre attività attivate nella Comunità di Garofolo, passiamo a proporvi lo stand /bar della Gara degli Aquiloni e anche la ‘prima giuria’ di quella manifestazione.


 

 

 

E con riferimento all’impegno della Parrocchia coi vari sacerdoti sopracitati e col Comitato del Centro Sportivo di Garofolo, vi proponiamo il gruppo della ‘Contrada’ con relativo Labaro, poi una foto di gruppo di un Matrimonio con tante persone ( in stile ‘padano’ come nei film di Pupi Avati) , infine il gruppo della corale della Chiesa Parrocchiale di Santa Margherita Vergine di Garofolo oltretutto certificativa del loro impegno di solidarietà, visto la certificazione del relativo contributo segnalato.

Antonio e Simone Pattaro, Raffaello Raboni, Sergio Sottovia

www.polesinesport.it