La storia del pittore Benvenuto Tisi, detto “Il Garofalo”/ Biografie socio-familiari nel libro...Transpadano Estense, di Pattaro e Candini/ Da Canaro a Ferrara coi Dosso Dossi nei Diamanti dell’arte mondiale del Risorgimento


Ci sono viaggi che non si misurano in chilometri, ma in ...esperienza. E’ un po' quello che mi è successo partecipando anche alla genesi del libro scritto da Antonio Pattato e Franco Candini, dal titolo “GAROFOLO, il nome di un fiore, le origini, il Tisi e la storia”.

Che partendo dal racconti di vita goliardica e pro Sport e Comunità messa in ...campo da quei “Ragazzi del Casello FS”, nati dalla solita idea ‘operativa’ di Toni Pattaro, è diventata metamorfosi da ‘libretto’ tra amici a ‘libro’ socio -culturale significativo di tutta la Transpadana Estense.

Visto anche l’aggiunta della vita del pittore Benvenuto Tisi detto “Il Garofalo” , praticamente la ciliegina sulla torta, perché parliamo di un pittore protagonista nel Risorgimento dell’arte in Italia e... ora riconosciuto a livello mondiale.

Fermo restando altri incroci... come Crespino e la National Gallery di Londra senza contare Ferrara le mie visite ai dipinti del Garofolo sia in Cattedrale che alla mostre a Palazzo dei Diamanti ( speciale il polittico con Dosso Dossi), senza contare ai dipinti del Garofolo a Crespino e a Rovigo, ma anche alla ‘lapide’ a lui dedicata nella Chiesa di Santa Maria in Vado (etimologicamente ‘guado’ perché allora il PO di Volano a Ferrara passava di lì... ) .

E ovviamente alla casa del Garofolo ( per i ferraresi  “Il Garofalo”) nell’omonima frazione di Canaro, dove è stata restaurata ed adibita a Museo Muvig, in linea coi tempi virtuali e moderni, fermo restando che per la storia di Canaro e nello specifico della frazione di Garofolo, il libro di Pattaro e Candini ha ‘pescato a piene mani dai Libri storici di Claudio Garbellini, straordinario storico locale ma con visione speciale per la Transpadana Estense.

A questo punto , ricordato l’empatia ‘propositiva’ di Antonio Pattaro che ha coinvolto Franco Candini come autore e , poi Simone Pattaro ( suo figlio) e l’amico Raffaello Raboni, per la stesura e perfezionamento del testo in versione tipografica definitiva, eccovi tout court il relativo focus ( compreso Cifrario) by Libro dedicato appunto a Benvenuto Tisi, con speciale attenzione alla sua biografia familiare e artistica, che per parte nostra certifichiamo in fotogallery anche con altre immagini nostre personali su Benvenuto Tisi da Garofolo... , pittore protagonista nel Risorgimento artistico italiano e nel mondo.

 

 

 

MAIN NEWS ( dal libro di Antonio Pattaro e Franco Candini, 2021) / GAROFOLO,  IL NOME DI UN FIORE,  LE ORIGINI, IL TISI E LA STORIA : PARTE SPECIALE DEDICATA A BENVENUTO TISI , IL PITTORE DETTO IL GAROFOLO /// NOTE BIOGRAFICHE, PERSONALI, ARTISTICHE E ...STORICHE

BENVENUTO TISI DETTO “IL GAROFOLO” - BIOGRAFIA

 Il pittore (11) nacque nel 1476 a Garofolo, da Pietro Tisi e da Antonia Barbiani, una famiglia piuttosto agiata che intratteneva consolidati rapporti con la corte estense. Fin da bambino dimostrava un talento eccezionale per la pittura e ben presto, per assecondare questa sua attitudine, fu mandato dal padre a Ferrara presso la bottega del pittore Domenico Panetti e dove successivamente collaborò con Dosso Dossi (12).  Il percorso artistico del Tisi lo ha portato a diventare un grande protagonista del rinascimento e in seguito del manierismo; oggi, come del resto già in passato, le sue opere sono giudicate dagli esperti d’arte degli straordinari capolavori esposti in molti musei del mondo. 

Il paese di Garofolo all’epoca del Benvenuto Tisi faceva parte del territorio del Ducato degli Estensi (13) e ne era posto agli estremi confini con il dominio della Serenissima. Il percorso per raggiungere Ferrara era a quel tempo lungo e non certamente agevole in quanto era necessario attraversare corsi d’acqua e vie non semplici sulle quali transitare, ma ci piace immaginare che l’artista, nonostante i suoi innumerevoli impegni che lo hanno portato a studiare pittura oltre che a Ferrara, a Cremona, Mantova ed a Roma, abbia comunque passato parte della sua vita tra le nostre terre. 

 

 


 

Alla sua morte nel 1559 fu sepolto con tutti gli onori nella chiesa di S. Maria in Vado a Ferrara ed ora le sue spoglie riposano presso il Cimitero della Certosa di Ferrara dove vi furono traslate nel 1829.

 Non vogliamo dilungarci sulla vita e le opere del pittore che sono descritte adeguatamente al Museo MU.VI.G. 14 nella loro completezza, vogliamo in questo scritto sottolineare il legame profondo che egli aveva col suo paese di nascita; veniva chiamato “Il Garofalo”, il nome di quel fiore che ha contraddistinto la nostra storia paesana fin dalle sue origini. Dobbiamo dare, inoltre, il giusto riconoscimento all’attuale amministrazione comunale per la costruzione del MU.VI.G., Museo Virtuale del Garofalo, presso la casa natale del pittore. L’opera, inaugurata il 6 settembre 2015, ha finalmente dato giusta rilevanza all’uomo che con le sue opere ci ha reso orgogliosi della nostra lunga storia.

 Un accenno sulle opere dell’artista che sono conservate ancora oggi nei territori limitrofi appare doveroso. In particolare la prima opera, una “Madonna in trono col bambino, S. Francesco e S. Maria Maddalena”, dipinto nella sua piena maturità artistica nel 1525 e che si trova in uno dei paesi vicini, presso la canonica di Crespino.

 

 

 

Il quadro è stato oggetto di vari interventi di restauro nel corso del tempo così come raccontato dall’abile penna del arciprete Don Mario Qualdi nel suo volume “Crespino, Pagine di storia” 15, del quale ne si riporta l’illustrazione: 

“L’impostazione delle figure rientra in una concezione comune ad altre Madonne del pittore. Sotto l’inquadratura di archi s’innalza l’alto trono marmoreo d’intonazione fredda in grigio perla. Tutta raccolta ed isolata nell’alto siede la Madonna con in braccio il Bambino il cui gesto confidenziale nell’aggrapparsi al velo accende il volto della Vergine di soave sorriso, quale si riscontra nella Vergine in gloria alle Gallerie dell’Accademia di Venezia e nella Madonna della Galleria Nazionale di Parma. Un aprirsi di colori in alto quasi di tramonto filtrato da un’invisibile apertura, pur nella sua contenutezza ravviva ed esalta la succosa musicalità coloristica dilatata nel sommesso divario di policromia dei Santi cui la mancanza di posa pietistica conferisce dignità e valore intimistico” (16).

 

 

 

Sulla seconda opera del Benvenuto Tisi, il “San Francesco che riceve le stimmate”, è conservata presso la Chiesa di S. Francesco in Rovigo, (altare del transetto destro), La storica dell’arte Mezzetti l’attribuisce al “Garofolo”, per la cui opera si è individuato successivamente un documento di pagamento del 1550 da parte dei padri francescani (17). 

Questa attribuzione non risulta a tutt’oggi completamente confermata dagli esperti di storia dell’arte. 

Il dipinto rappresenta il Santo che riceve le stimmate ed è caratterizzato da uno sfondo paesaggistico con monti ed grandi alberi e nel quale sono rappresentati, in riva ad uno specchio d’acqua, dei caseggiati ed una torre merlata. Il Santo al centro dell’immagine è genuflesso e mostra le stimmate che sta ricevendo con le mani aperte, mentre un altro frate, (Frate Lione, noto compagno destinatario delle conversazioni dei fioretti di S. Francesco), nel lato in basso di destra, nella parte piu’ in penombra del dipinto, è assopito mentre tiene su di sé un libro

 

 

 

CIFRARIO///  ( DA n.11 AN. 18) 

11 _ Per le finalità di questa pubblicazione è stata impostata una scheda sintetica che riporta i dati essenziali e che è riportata in Appendice in quanto per ogni approfondimento si invita il paziente lettore ad una completa descrizione conservata al Museo di Garofolo MU.Vi:G. ubicato nella via omonima Benvenuti Tisi da Garofolo al nr. 336. Per una descrizione esauriente CFR. Claudio Garbellini, 

“Canaro una comunità nella storia”, 2^ ed. Rovigo 2016, pag. 47 e segg.

 12 _ Dosso Dossi, pseudonimo di Giovanni Dossi, altro pittore ferrarese (1468-1542) attivissimo alla corte degli estensi ed indicato ufficialmente quale “pittore di corte”. Il Benvenuto Tisi da Garofalo dipinse in collaborazione con il Dosso Dossi il “Polittico Costabili” tra gli anni 1513 – 1514, l’opera è conservata alla Pinacoteca Nazionale Palazzo dei Diamanti di Ferrara.

 13 _ Nel 1471 il marchese Borso d’Este, che dal 1452 era già duca di Modena e Reggio, ottenne da papa Paolo II il titolo ducale anche per Ferrara, poco prima della morte. Il Ducato ebbe termine nel 1598, quando l’ultimo duca (Alfonso II d’Este) non ebbe discendenza legittima. La dinastia estense venne considerata estinta dal papa e la città di Ferrara con tutto il suo territorio ritornò al governo dello Stato Pontificio.

 

 

 

 14 _  Cfr. la scheda sintetica del Museo MU.Vi.G di via B. Tisi, riportata in appendice

15 _  Cfr. Don Mario Qualdi “Crespino, pagine di storia”  1981, pag. 243.

16 _   Cfr. Don Mario Qualdi “Crespino, pagine di storia”  Op. citata, pag. 244 e segg.

17 _ Cfr. Vittorio Sgarbi “Catalogo dei beni artistici e storici di Rovigo. Le chiese”, Venezia 1988, pag. 80 e segg

18 _ MUVIG. Acronimo di Museo Virtuale del Garofalo. L’abitazione natale del pittore è stata completamente ristrutturata nel 2016. La parte dell’edificio in mattoni posta a levante del complesso era stata vincolata nel 1923 dalla Soprintendenza alle Belle Arti e già oggetto di restauro nel lontano 1937. 

Il complesso fu anche abitazione del medico e deputato socialista Galileo Beghi che pose all’attenzione dell’opinione pubblica e del Parlamento le condizioni igienico sanitarie ed economiche degli abitanti del Polesine. All’interno del restaurato edificio, ora completamente sede del Museo, sono presenti strumenti informatici e telematici che consentono al visitatore di poter visualizzare gran parte delle opere dell’artista conservate presso Musei e Pinacoteche di tutto il mondo con descrizioni di dettaglio dei dipinti. In Appendice è riportata una scheda del progetto architettonico dell’edificio ed alcune notizie essenziali che hanno consentito la realizzazione della struttura.

 

 

 

APPENDICI SPECIALI / Rif. nota a piè pagina n. 11  _NOTE BIOGRAFICHE SINTETICHE DEL PITTORE BENVENUTO TISI

Del Benvenuto Tisi la nascita risulta non completamente confermata nell’anno 1481. Il padre riconoscendone il grande talento naturale per il disegno lo inviò appenda decenne a “bottega” come apprendista a Ferrara dal pittore Domenico Panetti. Fu un contemporaneo e talvolta collaboratore di Dosso Dossi e fortemente influenzato dalla Scuola pittorica ferrarese. Nel 1495 al fine di migliorare la sua arte pittorica lavorò a Cremona sotto la direzione di Boccaccio Boccaccino, che gli fece conoscere lo stile cromatico veneziano ed anche lo “scorcio paesaggistico”.  

Nel 1500 compì il suo primo viaggio a Roma dove, pare, conobbe il fiorentino Giovanni Baldini, ma rientrò a Ferrara per prendersi cura del padre. 

Nel 1501 si trasferì a Bologna dove rimase due anni presso la bottega di Lorenzo Costa il Vecchio. Nel 1504 tornò a Ferrara e lavorò con i fratelli Dossi. 

 

 

 

Tra il 1503 e il 1506 affrescò il soffitto della sala del Tesoro nel Palazzo Costabili a Ferrara, ispirata alla Camera degli Sposi di Mantegna, e poi ritornò ad affrescare questo ambiente intorno al 1517 con la rappresentazione del mito di Eros e Anteros. Nel 1506 viaggiò a Mantova e due anni piu’ tardi fu forse a Venezia. Nel 1512 compì il suo secondo viaggio a Roma, su invito del concittadino Girolamo Sacrati, presso la corte di papa Giulio II, dove conobbe Raffaello con il quale ebbe un’amicizia personale e dal quale ne apprese un misurato classicismo. Il suo stile, infatti si trasformò da lombardo in uno stile più classico sicuramente piu’ stilizzato, ma forse fu anche influenzato in tal senso dal pittore Giulio Romano.

 

 

 Intorno al 1512 tornò ancora a Ferrara dove lavorò a numerose opere per il duca Alfonso d’Este, arricchendo delle proprie opere gran parte delle chiese e dei monasteri della città. Tra il ‘29 ed il ‘30 sposò Caterina Scoperti dalla quale ebbe 3 figli. Sembra che nel 1520 Girolamo da Carpi fu apprendista nella sua bottega e lavorò con lui per alcuni progetti a Ferrara nel periodo 1530-40. Nel 1531 inizia ad accusare i primi sintomi di cecità dapprima all’occhio destro, anche se malgrado questa grave menomazione, che peggiorò progressivamente, continuò a lavorare fino al 1550, quando divenne completamente cieco.

 Benvenuto Tisi morì nel 1559 e venne sepolto nella basilica ferrarese di Santa Maria in Vado nel loculo fattosi costruire già da qualche anno accanto a quello della moglie, morta precedentemente. Data la sua celebrità di artista, la sua morte venne celebrata a Ferrara per tre giorni consecutivi. Nel 1829 le sue spoglie furono trasferite nel cimitero della Certosa di Ferrara, dove nel 1841 gli sarà dedicato un monumento nella Cella degli Uomini Illustri, opera dello scultore Angelo Conti.

 

 

 

OPERE CONSERVATE E VISIBILI IN PROVINCIA DI ROVIGO:

 in CRESPINO,  Pala d’Altare Madonna con Bambino; 

in ROVIGO, Chiesa di S. Francesco opera attribuita: Il Santo riceve le Stimmate. 

OPERE CONSERVATE E VISIBILI IN FERRARA: 

Pinacoteca Nazionale, in collaborazione con Dosso Dossi, Polittico Costabili, olio su tavola, 960 x 577, circa 1513 - 1525

 Cattedrale: terza cappella di sinistra, Madonna in trono con Bambino e Santi, nella quarta, lateralmente all’altare, Madonna liberatrice.

 Cattedrale: porta principale dell’ingresso, affreschi di S. Pietro e S. Paolo

 

 

 

 Chiesa di San Francesco: prima cappella di sinistra l’affresco “La cattura di Cristo”.

 Museo della Cattedrale: I quattro arazzi delle Storie di San Maurelio furono eseguiti su cartoni del Garofalo.

 Palazzo Costabili: Tre stanze del palazzo, ora sede del Museo Archeologico Nazionale, presentano soffitti sontuosamente affrescati dall’artista.

 Palazzo Trotti: In una delle sale si trova un magnifico soffitto affrescato dal Garofalo.

 Pinacoteca Nazionale, Presente una collezione ricchissima di opere del Garofalo, fra cui la Strage degli Innocenti celebrata dal Vasari.

 

 

 

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Rif. nota a piè pagina nr. 14 – NOTE AL RESTAURO ABITAZIONE DEL TISI ED ALLA REALIZZAZIONE DEL MUSEO

Come scrive l’Arch. Furini Massimiliano nella sua pagina web dedicata al restauro dell’abitazione del Benvenuto Tisi l’edificio è sicuramente il piu’ antico dell’abitato di Garofolo dove la famiglia vi abitava sin dal 1300. Questa abitazione risulta avere la medesima struttura abitativa ed architettonica del passato in quanto non si ha notizia di mutamenti in relazione ai restauri che si sono svolti nel corso del tempo.

 L’abitazione fu oggetto di passaggio di proprietà dalla famiglia Tisi ai Beghi, (qui vi abitò il medico deputato), nel 1843 con richiesta di conservarvi un busto del famoso antenato al suo interno un’abitazione sicuramente oggetto di una ricostruzione ottocentesca.

 

 

 

 Nel 1923 la Soprintendenza alle Belle Arti sottopone la parte dell’edificio prospiciente la strada a vincolo storico e monumentale ed oggetto di restauro nel 1937.

 L’immobile negli anni di fine secolo scorso conosce l’oblio e la vegetazione ne ricopre la gran parte deturpando ed ammalorando l’intera struttura portante della casa portandola alla rovina.

 Il progetto di restauro prende il via verso la fine del 2007 e viene approvato nel 2008 dall’Amministrazione Comunale.

 Le opere hanno interessato il rifacimento della struttura ed un adeguamento funzionale completo con scale interne e sollevatori meccanici al fine di permetterne la piena fruibilità. Un ampio spazio esterno dedicato a parcheggio ne completa l’usabilità.

 

 

 

EXTRATIME by SS/ In cover lo stemma dedicata a Benvenuto Tisi il Garofolo, in municipio a Ferrara.

Quindi in apertura di fotogallery la ‘storica e povera’ casa natale del pittore Benvenuto Tisi, a Garofolo nel 18esimo Secolo, stessa epoca della lapide che a Ferrara il Comune el la Provincia ha voluto dedicare nel 1872 al pittore detto “Il Garofalo” nel Tricentenario del “Principe della pittura Ferrarese”, di cui ci sono anche alcune opere importanti ( vedi sopracitate) anche nella Cattedrale di San Giorgio ( eccola in foto) , che ho fotografato un mese fa, visitando appunto i suoi dipinti all’interno.

Mentre con riferimento alle altre pitture del “Garofalo” , anche se ne ho visitata una alla National Gallery di Londra, ve ne proponiamo solo alcune tra le più significative della Transpadana Estense, partendo dagli affreschi a Palazzo Costabili di Ferrara e poi dal Trittico Costabili fatto assieme al Dosso Dossi, di cui proponiamo altresì il ‘particolare’ successivo per esigenze di visibilità.

E dopo il ritratto della Madonna col Bambin Gesù dormiente ecco la ‘pala’ della Madonna col Bambino ( in una gloria di nuvole) e con San Basilio e i santi Pietro, Paolo, Giovanni , dipinta nel 1518 per la chiesa parrocchiale di Santa Maria della Neve, ad Ariano nel Polesine, dove adesso nell’altare maggiore è stata sostituita da una copia’ , incorporata tra le canne dell’organo.

Perché il quadro di Benvenuto Tisi detto il Garofalo fu dipinto per la chiesa di Ariano nel Polesine? Semplicemente perché il paese ha vissuto la sua storia anche nella Transpadana Ferrarese, come si evince dal seguente testo estrapolato da wikipedia, dove si capisce anche perché Crespino era importante come ‘Mandamento’ nella Traspadana Estense con ‘incroci speciali’ con Ariano nel Polesine, ai confini con la Repubblica di Venezia.


 

 

 

Con riferimento poi direttamente al Benvenuto Tisi detto “Il Garofalo” , ecco il suo ritratto-scultura fatto da Gaetano Davia , nel Palazzo san Crispino a Ferrara, poi la scultura di bronzo posto a Rovigo nel giardino a fianco della Via intitolata al pittore stesso.

Quindi un trittico flash recente scattato alla Casa del Benvenuto Tissi a Garofolo, ora sede del Museo MUVIG, che guarda caso recentemente ha festeggiato i Cinquecento Anni dedicato alla storia del suo “Benvenuto Tisi da Garofolo, insieme al Comune di Crespino , come certifichiamo dopo avervi proposto anche il quadro dipinto dal Garofolo per la Chiesa di San Francesco a Rovigo, tutto perché...era l’epoca della Transpadana Estense, nel territorio dall’Altopolesine fino al Bassopolesine.

Antonio e Simone Pattaro, Raffaello Raboni & Sergio Sottovia

www.polesinesport.it