Luigi prof. Rossi 'Premio Matteotti' per Monongah! E poi su Masetti cicloturista in Cina, Russia e America...


15/05/2010

Professore in Germany & la bellezza di viaggiare in tandem. Inscindibili i nomi e cognomi del titolo. Era d’estate, forse due anni fa, e la storia di Luigi Masetti l’ho letta e ‘raccolta’ mano a mano che veniva pubblicata a puntate su un quotidiano in Polesine. Poi un giorno, circa un anno fa, Saul Malatrasi mi ha parlato di un ‘professore’ che l’aveva contattato dalla Germania per un libro sulla sua storia. Mi disse Saul:” Ovviamente ci pensano i miei figli … a livello informatico” . poi con Malatrasi ci siamo sentiti e rivisti alcune volte. Intanto ho mandato una mail al ‘professor Rossi in Germania’ , ci siamo sentiti e scritti, e gli ho mandato ‘qualcosa di Malatrasi, precisamente la storia che avevo pubblicato sul mio primo libro Polesine Gol e sul sito www.forzaspal.com.

Ma ovviamente mi sono incuriosito a Luigi Rossi ‘professore’ di Stanghella, tanto più che …il mio amico informatico Paolo da Pellestrina ha conosciuto e frequentato per lavoro il fratello di Luigi Rossi da Stanghella.
E il fatto che il professore mi abbia parlato col cuore ‘da emigrante’ (quando gli ho detto di mio fratello in Australia e gli ho chiesto del perché fosse emigrato e si sia messo a scrivere in Germania) mi ha stimolato ad informarmi. E da cosa nasce cosa, innanzitutto che con libro “Monongah” aveva vinto i ‘Premio Matteotti’ , raccontando le difficoltà dei nostri emigranti in America ( appunto a Monongah, dove c’era una miniera, e di cui è emblematica la copertina –libro che mettiamo in foto).
E poi perché, al di là dei protagonisti da lui raccontati, volevo quantomeno mettere proprio il professore Luigi Rossi tra i protagonisti di questa rubrica “Polesani nel Mondo”, perché ne ha acquisito diritto agganciandosi a Masetti & Malatrasi ‘uomini di sport’ , ma sopra tutto per ‘forza propria’ per la sua caratteristica di “Ambasciatore Italiano nel Mondo” . Perpetrata peraltro attraverso i suoi scritti e con le sue pubblicazioni in the world, con tematiche anche polesane  e venete, con blow up italiani tra lo storico e il filologico.

Ma per onorare come merita il ‘professore italiano in Germania, mi affido alle sue fonti ufficiali e per quanto lo riguarda e per ciò che lo stesso Rossi ‘Polesano nel Mondo’ ha scritto su Luigi Masetti il ciclista originario di Trecenta ( nato 28 dicembre 1864, ed emigrato all’età di 20 anni prima a Milano e poi in Svizzera), rimandandoVi per una recensione autorevole a quella di Claudio Gregori pubblicata su La Gazzetta dello Sport ( 12 dicembre 2008)
PRIMA PARTE/CHI E’ LUIGI ROSSI PROFESSORE DI ITALIANO. LA SUA “LIFE” IN GERMANY. LE SUE PUBBLICAZIONI, LE SUE COLLLABRAZIONI. LA SUA ITALIANITA’ 
Luigi Rossi è nato a Rovigo (1950) e vive a Bochum dal 1978. Egli si è laureato a Firenze nel 1975 con la tesi Radici delle immagini di memoria e mito nella poesia italiana del primo novecento. Insegna italiano e arte presso la Gesamtschule F. Steinhoff di Hagen dal 1984. Precedentemente era stato lettore di italiano presso l’Istituto di Filologia romanza dell’Università di Bochum.

Partendo dagli studi linguistici e da interessi letterari è approdato alla ricerca storica sulla presenza italiana nell’area di lingua e cultura tedesca.

Tra le sue pubblicazioni:
Centocittà, Roma 1987 (esaurito)
Gearbeitet – gelebt – gestorben, 1991 Hagen
J.B.T. – una sociobiografia, Linea AGS Edizioni, 1992 Stanghella (Padova)- esaurito
L’opera segue l’avventura umana del peltraio Giovanni Battista Traglio da Rimella, emigrato a metà 1800 a Colonia e Hagen. Parallelamente viene illuminata la storia della presenza Walser nell’area attorno a Monte Rosa.
Il manoscritto Ravelli (a cura), Linea AGS Edizioni, 1992 Stanghella (Padova)
L’opera riproduce in facsimile e tiratura limitata il meraviglioso manoscritto di fine 1800 dello storico ficarolese Francesco Ravelli. L’opera, inedita sino al 1992, ripropone un’ampia documentazione sulla storia polesana e ferrarese, proveniente da diversi archivi storici.
L’attentatore (Herschel Grynszpan e la notte dei cristalli) di Lutz van Djjk – cura dell’edizione italiana, per Linea AGS edizioni, dell’omonima pubblicazione dell’editore Rowohlt di Amburgo, Linea AGS Edizioni, 1992 Stanghella (Padova)
La via del peltro – Der Weg des Zinns (paleoemigrazione italiana nell’area di lingua e cultura tedesca 1500-1900, introduzione di Sebastiano Vassalli) – in Le Rive, 3/1993 Casale C. Cerro (Verbania)
Una vita una storia (biografia dell’emigrato S.B.), a cura, Linea AGS Edizioni, Padova 1993 (esaurito)
L’opera presenta le memorie dell’emigrante S.B. che, dalla nativa Puglia, tenta con fortuna l’avventura in terra tedesca attorno al 1960.
La pagina & il piacere (o L’amore per l’arte della stampa), serie di 20 xilografie con testi, 1994 Bochum
L’opera può venir richiesta, per mostre tematiche sull’arte della stampa, alla casa editrice Linea AGS edizioni di Stanghella (Padova).

Alcune mostre sono state tenute a:
Soncino, 1995
Hagen, 1997
Stanghella, 1999
Muenster i. Westfalen, 2000
J.P.F. – Aqua Mirabilis, Linea AGS Edizioni, 1995 Stanghella (Padova) (Premio Giovani Regione Veneto, S. Donà di Piave 1997)
L’opera, nelle sue 800 pagine, racconta l’avventura della presenza italiana nell’area di lingua e cultura tedesca tra 1500 e 1700, soffermandosi in particolar modo sulla figura di Johann Paul Feminis e le origini dell’Eau de Cologne.
Bella Forma, peltro e acciaio dal Piemonte (a cura), Museo dell’artigianato e dell’industria, 1997 Hagen (catalogo bilingue dell’omonima mostra sul fenomeno dei peltrai piemontesi in Germania nell’epoca compresa tra 1500-1900) - esaurito
L’opera presenta ai lettori italiani e tedeschi lo sconosciuto fenomeno dei peltrai piemontesi attivi per più di quattro secoli nell’area di lingua e cultura tedesca.
Die Tinte und das Papier, antologia di autori italiani in Germania – 1999 Aachen
Il Rodari tradito, le traduzioni delle opere di Gianni Rodari in lingua tedesca, Interlinea, Novara 2001
1939-1944: schiavi di Hitler, lavoratori coatti e internati militari italiani in Renania e Vestfalia, Hagen – Torino 2003
L’opera presenta estratti della documentazione rintracciata in diversi anni di ricerca e relativa agli IMI italiani a Hagen e nella Ruhr. Una delle prime ricerche complete sull’internamento militare italiano riguardanti una città tedesca. L’opera ha accompagnato una mostra itinerante che, tra 2003 e 2004, ha toccato le città di Centallo (Cuneo), Bovolone (Verona), Ficarolo (Rovigo), Calderara di Reno (Bologna), Forlì, Senigallia (Ancona), Canosa (Bari), Como, Torino. La mostra sarà il punto centrale di un centro di documentazione IMI che il Comune di Centallo, con l’Associazione culturale Centallo Viva, sta già vviando.
Il Corrierino Club tra Mino Milani e Carmen Covito, in LG Argomenti nr. 1, Genova 2004
Lo studio rileva l’importanza di una delle iniziative che il leggendario Corriere dei Piccoli, tra il 1960 e il 1970, ha avviato per i suoi giovani lettori.
In corso di stampa:
W Masetti! – il dio del pedale, Linea AGS edizioni, Stanghella (Padova), 2005

Alcuni suoi interventi in lingua italiana sul tema emigrazione:
Il caso J. M. Bolongaro (1712-1779), sulla rivista Le Rive 6/1966 - Casale Corte Cerro (Verbania)
Con la gerla nelle città della Magna, in Le Rive 2/1998
Una storia profumata, in Le Rive 3/1999
Sulle vie d’Europa, in Le Rive 5/1999
Friedhof Melaten, in Le Rive 2-3/2000
Caminum Basle e Caminum Norimbergae, i passi del Gottardo e del Brennero come portali culturali ed economici (1200-1500), Fondazione Cassamarca (Treviso) e Università di Monaco di Baviera (2001)
Presenza italiana a Colonia e nella Bassa Renania tra XIII e XVI secolo, Fondazione Cassamarca (Treviso) e Università di Colonia, 2001
Joannes Janety de Campelli Ramellæ, riflessioni su un documento del 4 maggio 1619 relativo ad un peltraio di Campello Monti, Verbania 2001
Emigrazione Valsesiana in Germania, in Storia di Rimella in Valsesia, Borgosesia (Vercelli) 2004

Collabora con le riviste:
Messaggero di Sant’Antonio (edizione estero):
Un’occasione da non perdere, ottobre 2003
Le pietre raccontano, novembre 2003
All’inferno e ritorno, dicembre 2003
La globalizzazione? È nata nel Medioevo, gennaio 2004
Il sogno tedesco di A.V., febbraio 2004
L’epopea del sorbetto, marzo 2004
Tra i segreti di un’arte antica, aprile 2004
Lingua d’incontro, maggio 2004
Un libro una famiglia, maggio 2004
L’educazione del futuro, giugno 2004
Con un clic scrivo la storia, luglio 2004
L’amicizia nella valigia di cartone, luglio 2004

Piemonte Parchi
Lavorare con il fuoco, febbraio 2004
I peltrai della Val Strona, febbraio 2004
Aqua mirabilis & Eau de Cologne, febbraio 2004

Archeologia Viva
Medioevo
I calabresi nel mondo, edita da Regione Calabria

Racconti:
Un dio ignoto verrà, in Da uno a dieci, edizioni Moby Dick, Faenza 2003
Per il cielo in terra, in Scene da una storia mai scritta, edizioni Moby Dick, Faenza 2004
Wolfsburg per sempre, in Soffice, edizioni Moby Dick, Faenza 2005

Servizi per il WDR (radio pubblica tedesca)
Dieci interviste impossibili (2003-2004) a:
1 Antonio De Beatis
2 Catharina Feminis
3 Brentano
4 Adriano Santini, fornaciaio
5 Francesco Petrarca
6 Francesco Tasso
7 G. B. Tiepolo
8 G. M. Farina
9 Tommaso d‘Aquino
10 a un gerente del Lotto in Germania (fine 1700)


Collabora con i siti internet:
www.lombardinelmondo.org
www.emilianoromagnolinelmondo.it
www.mantovaninelmondo.org
www.carmencovito.com

SECONDA PARTE / L’ANARCHICO DELLE DUE RUOTE /LUIGI MASETTI, IL PRIMO CICLOTURISTA ITALIANO / MILANO-CHICAGO E ALTRE IMPRESE DI FINE OTTOCENTO

Questo il titolo completo del libro che il professor Luigi Rossi ha pubblicato nel 2008 tramite Editore Ediciclo ( pag 200, € 14,50 , ISBN – 9788888829746).
E questa è ‘quantum’ lo stesso professore Luigi Rossi ha pubblicato ( Bochum 2008) sul sito www.lombardinelmondo.org titolando la storia “Il Dio del pedale”


<<Ho avuto la fortuna d‘imbattermi in Luigi Masetti a Varallo (Vercelli), più di dieci anni fa. Casualmente. M’era capitato tra le mani il bellissimo articolo che Ottone Brentari gli dedicò nel 1901 e che apparve sulla Rivista Mensile del TCI. Seguì una lunga fase di ricerca sulla stampa dell‘epoca, con visite all‘Archivio di Stato di Brera e un contatto con le ultime discendenti della famiglia che conservavano diversi ritagli di giornale e alcune fotografie. Con piacere mi sono documentato sul bicicletto e i suoi eroi per meglio comprendere ciò che poteva albergare nello spirito di Luigi Masetti (e dei suoi fans) ogni volta che inforcava la bici o s‘impegnava in una corsa contro il tempo o partiva per uno di quei suoi lunghi e leggendari viaggi.

Mi stupì, e mi sorprende ancora, il silenzio (ormai secolare) che ricopre la sua figura e le sue gesta. In questi anni siamo diventati amici e gli ho giurato che avrei fatto il possibile per fargli avere gli applausi che merita. Non solo dagli sportivi.
«Se fosse francese sarebbe portato sugli scudi - se fosse americano si sarebbe fatto una sostanza, ma è italiano, non è quindi da stupirsi, se fuor che da pochi il suo viaggio ardito è calcolato un nonnulla», si leggeva, nel 1893, su Il Ciclo non appena il Masetti ritornò dal viaggissimo Milano – Londra – Chicago - Milano. Se fosse stato tedesco, come l’Heinrich Horstmann che il 2 maggio 1895 montò sulla bici per compiere il giro del mondo (portato a termine il 16 agosto 1897), avrebbe fatto soldi a palate.
Luigi Masetti, invece, nacque a Trecenta (Rovigo) nel 1864. Subito dopo le rivolte contadine, completato un ciclo di studi a Lendinara, dove si recava a piedi o sul dorso d’un asino, emigrò a Milano (1884). Vivendo in una soffitta con le sorelle, scopre il bicicletto nel 1891, anno in cui, lavorando e studiando, si iscrive all‘Università di Pavia (facoltà di giurisprudenza). Partecipa alla prima Milano-Torino, a diversi criterium su pista al Trotter milanese, divenendo un beniamino di Eugenio Torelli Violler, fondatore e direttore del Corriere della Sera. Nel 1892 compie un giro cicloturistico d‘Europa (Milano-Parigi-Berlino-Vienna-Milano), nel 1893 Milano-Londra-New York-Chicago-Milano (il viaggissimo, come venne allora definito). È l‘inizio della carriera del biciclettista più famoso e amato d‘Italia, dei resoconti e dei ritratti che appaiono su diversi periodici e che ne fanno il poeta del bicicletto in un‘epoca in cui strade e cieli e mari cominciano a popolarsi di mostri meccanici. Seguiranno altri viaggissimi: Alpi-Piramidi-Milano, Ceuta – Capo Nord - Bosforo ecc. Durante queste scorribande incontrerà diversi personaggi (Tolstoj e il presidente degli Stati Uniti, per esempio) e ne riferirà con passione, la stessa che profonde per centinaia d’altre persone. I suoi percorsi sembrano studiati per incontrare culture e tradizioni e stabilire un equilibrio tra corpo/spirito e mezzo meccanico. Di lui scompaiono, improvvisamente, testimonianze e documentazioni nei primi anni del Novecento.

Al paese natale non esiste una sola traccia della sua nascita, né una lapide. Non gli hanno dedicato un vicolo, né è resistita la memoria delle sue imprese che richiamavano centinaia di persone ad ogni sua partenza, passaggio e arrivo.
Masetti, oggi, risalta per il desiderio d‘appartenere a un mondo che tende a scomparire e per una tenacia che lascia intuire profondi valori. Vi appare la sportività, la testardaggine, la cultura, l‘amore per la natura, il mondo e le persone che lo circondano, persino un certo impegno politico che lo lega all‘opera del recanatese Nicola Badaloni, all‘epoca medico condotto a Trecenta. Non solo: Masetti è un poeta, un anarchico del bicicletto, un piacevole narratore. Una sorpresa per chi ebbe la fortuna di incontrarlo e ascoltare i suoni e ritmi prodotti dalla sua inseparabile ocarina. Egli incanta e trasmette sensazioni particolari ancora oggi, proponendo la sua figura e le sue imprese. Ai giovani e a chi ama mirare il mondo percorrendolo slowly, pedalata dopo pedalata. A ben vedere, in questo suo ciclovagare si percepisce l’errante di fine Ottocento e primo Novecento che tante testimonianze ha lasciato nell’ambito letterario e artistico.
Milano e la Lombardia divennero per Luigi Masetti luogo d‘adozione e di vita. Dal capoluogo milanese si irradiò tutta la sua attività sportiva e la sua avventura umana. Un emigrante polesano, antesignano delle migliaia di conterranei che, dopo l’alluvione del 1951, si rifugiarono nella regione lombarda mettendoci profonde radici. Un messaggero dell’italianità lungo le strade delle Nazioni e Continenti che percorreva.
Il volume si apre con un prologo che immette nell’epoca e nella febbre masettiana. La prima parte è dedicata a un ritratto del Masetti, nella seconda è possibile leggere il racconto completo del viaggissimo Milano – Londra – Chicago – Londra – Milano ripreso dalle relazioni inviate regolarmente al Corriere della Sera. Nella terza parte si riportano le altre imprese di questo ciclista, grazie agli articoli apparsi sulla stampa dell’epoca e al lungo ritratto che ne fece Ottone Brentari. L’opera è completata da appunti ripresi da una cartella che conservava diversi fogli manoscritti del Masetti e che la signora Jole C., ospitata in una struttura per anziani, mi fece consultare prima della sua morte. Dove non è stato possibile tracciare un ritratto basato su documenti, mi sono permesso di tratteggiare lo sportivo e l‘uomo in modo personale, cercando di non falsarlo, offrendo squarci sul periodo storico e sulla scena sportiva.
L’epilogo propone alcune ipotesi sulla scomparsa di Luigi Masetti e sull’oblio che ne ha sommerso imprese e figura. A dire il vero, non credo a chi dice e scrive che il mitico ciclista trecentano, tanto caro alle folle, sia deceduto a Milano nel 1940. Luigi Masetti non può aver chiuso gli occhi ultrasettantenne su un comune letto, circondato dai propri cari: lui e gli altri eroi del bicicletto esalarono l’ultimo respiro accanto al loro mezzo meccanico, lo sguardo spalancato sul mondo che percorsero e amarono, superando le abitudini e l’inerzia quotidiana>>. 

PARTE TERZA/ MONONGAH! (PREMIO MATTEOTTI 2008 PER LA NARRATIVA)

Nelle miniera americana 362 vittime di cui 171 emigrati italiani.
(160 pagine, € 20, copertina plastificata a colori con fotografie - Linea AGS Edizioni - Stanghella, Padova)
Ricordato che Giacomo Matteotti è nato a Fratta Polesine e che il polesano è stato ucciso a Roma perché ha ‘continuamente’ denunciato i crimini fascisti, va innanzitutto segnalato che il “Premio Giacomo Matteotti”, istituito con DPCM 4 marzo 2005 , n. 72, viene assegnato annualmente dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri ad opere che illustrano gli ideali di fratellanza tra i popoli, di libertà e di giustizia sociale che hanno ispirato la vita del parlamentare e martire antifascista.
Per il 2008 e per la sezione narrativa è stato appunto assegnato a Luigi Rossi per il volume Monongah!
Con questa motivazione:
«Questo romanzo, perché di romanzo si tratta per la cura della scrittura, per la forte empatia dell’autore con i molti personaggi che vi si mostrano, per la complessità delle vicende narrate, è nato da una folta documentazione. Ed è la storia, una delle tante, ma esemplare e coinvolgente, dell’emigrazione italiana in America. Vi sono colti i diversi linguaggi, quelli contadini e quelli operai dell’inizio del nostro Novecento, e soprattutto vi sono raccontate le difficili e amare verità di una moltitudine di poveri che affrontano privazioni insopportabili ed estremi pericoli in vista di un’esistenza più degna di essere vissuta».
QUESTA LA PRESENTAZIONE STORICA DI “MONONGAH” by LUIGI ROSSI
<<Un secolo fa (6 dicembre 1907) Monongah, nel West Virginia, fu teatro di una delle più gravi tragedie mai accadute in una miniera. 100 anni dopo un libro ricorda quelle vittime dimenticate.
Il 6 dicembre 1907  a Monongah l’esplosione delle miniere carbonifere 6 e 8 provoca centinaia di morti.
Cento anni dopo lo storico Luigi Rossi ha dedicato un libro ad una delle pagine più tragiche nella storia dell’emigrazione italiana: i documenti ufficiali parlano di 362 vittime, 171 delle quali di origine italiana.
Per Luigi Rossi  in realtà i morti furono un migliaio, con 300-400 italiani: di molti non si conosceranno mai i nomi, a causa del “buddy system”, del sistema “dell’amico o del compare”, che si portava in miniera per avere un aiuto, visto che il lavoro era pagato a cottimo.
Molti morti senza nome sono bambini.

Monongah! è un volume che segue il cammino della speranza di alcune centinaia di emigranti dell’Italia centrale e meridionale, capitati sui monti Appalachi, terra ricca d’antracite e morte.
E' un'opera nata e sviluppatasi a partire dal 2003, prima come racconto pubblicato nel 2005, poi completata da elementi archivistici e storici, che ne fanno uno dei ritratti più veri e toccanti dell’Altra Italia, quella che, superato l’Atlantico, si lasciò dietro per sempre una Patria matrigna. >>
EXTRATIME/ Nella fotogallery dentro il testo ci sono, oltre alle foto del ‘pensante professor Rossi con gli occhiali’ anche le significative ‘copertine’ dei suoi due libri storici ( Monongah e L’anarchico delle due ruote) e la prima pagina dell’emblematico settimanale “L’operaio italiano” con la bandiera dell’Italia ‘in testa e nel cuore’. E due Saul Malatrasi – foto, Cioè quella col sottoscritto alla Festa Coni denominata ‘polesani in Serie A’ e quella di Malatrasi nel Grande Milan di paron Rocco : giusto perché ci sono , in piedi da sx, Sormani, Malatrasi,Rosato, Prati, il tedesco Schnellinger, Cudicini; accosciati: Anquilletti, Lodetti, Combin, Baveni, Rivera.  Pensate a Pasqua Malatrasi e Schnellinger si sono telefonati, come fanno sempre anche Mazzola e Lodetti. E come ha fatto Malatrasi col sottoscritto. Ditemi Voi se no è un GRANDE , il polesano Saul Malatrasi. Anche per questo, tutto quello che ho raccolto su di lui è ‘giusto’ che lo giro al SIGNOR Luigi ‘professor’ Rossi e alla sua Italianità infinita.



Sergio Sottovia
www.polesinesport.it