Plastic Free: 'criticità' segnalate by pres De Gaetano al Ministro Pichetto Fratin su biodiversità, poi su regolamento EU PPWR 2025/40 su imballaggi/ Bene attività in Veneto-Mare e Rovigo-Taglio di Po


14/07/2026

Viaggia sul doppio binario questa volta il nostro focus su Plastic Free Onlus, mixando attività istituzionale col suo presidente De Gaetano impegnato ad 'indirizzare' le nuove normative italiane e quelle europee verso una maggior attenzione al 'problema 'plastica, con le attività sul campo che Plastic Free Onlus ha messo in campo nel Veneto – Mare e con i nuovi 'raccoglimozziconi' istallati  Rovigo e Taglio di Po.

Tutto questo spiegato e documentato col poker news by organ house che vi proponiamo, corredato da relativa fotogallery certificativa. 

 

PRIMA NEWS ( by P.F. Mail 26.06.2026 ) / Ambiente | Ddl caccia, Plastic Free al ministro Pichetto Fratin: “Dia seguito alla sua apertura, alla Camera servono modifiche concrete”

La Onlus ambientalista interviene dopo l’approvazione del provvedimento al Senato: “La tutela della biodiversità non è un tema di parte. Il passaggio alla Camera sia l’occasione per superare le criticità emerse”

La tutela della biodiversità non può arretrare. Il passaggio alla Camera deve diventare l’occasione per correggere un testo che presenta criticità ambientali, scientifiche e di sicurezza meritevoli di un confronto più approfondito. È la richiesta contenuta nella lettera inviata da Plastic Free Onlus al ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin e firmata da Luca De Gaetano, fondatore e presidente dell’organizzazione di volontariato impegnata dal 2019 nel contrastare l’inquinamento da plastica e oggi presente in 40 Paesi.

L’iniziativa arriva dopo l’approvazione del disegno di legge al Senato e prende le mosse dalla disponibilità manifestata dal ministro a intervenire ulteriormente sul testo durante il prosieguo dell’iter parlamentare. “I dubbi emersi non possono essere ridotti a una contrapposizione ideologica tra favorevoli e contrari alla caccia – dichiara De Gaetano –. La tutela della biodiversità è una responsabilità comune, pienamente coerente anche con una cultura liberal-conservatrice che considera la natura un patrimonio da custodire e consegnare integro alle generazioni future”.

Per Plastic Free, la gestione della fauna selvatica deve continuare a fondarsi su valutazioni tecnico-scientifiche indipendenti, uniformi e verificabili su tutto il territorio nazionale. “Indebolire il ruolo dell’Ispra o rendere i suoi pareri più facilmente superabili significherebbe ridimensionare un presidio tecnico nazionale – prosegue De Gaetano –. L’Italia ha bisogno di politiche ambientali più ambiziose, non di segnali che possano essere interpretati come un arretramento. Il Parlamento ha ancora la possibilità di migliorare il provvedimento ascoltando la comunità scientifica, l’Ispra e le organizzazioni che operano quotidianamente sul territorio”.

Plastic Free riconosce i problemi legati alla proliferazione incontrollata di alcune specie, ai danni all’agricoltura, agli squilibri ecologici e ai rischi per la sicurezza stradale. Evidenzia, però, la necessità di non confondere gli interventi selettivi di controllo della fauna con un ampliamento generalizzato dell’attività venatoria.


Ogni modifica deve inoltre essere valutata considerando la pressione cumulativa già esercitata sugli ecosistemi dalla crisi climatica, dalla perdita degli habitat, dall’inquinamento e dalla diminuzione della biodiversità. Per l’associazione, infatti, la biodiversità non è un valore astratto, ma un’infrastruttura naturale che sostiene turismo, agricoltura, salute pubblica, resilienza climatica, economie locali e qualità della vita.

Plastic Free richiama anche l’impronta ambientale dell’attività venatoria, legata alla dispersione di piombo, borre in plastica e altri residui negli ecosistemi. In uno scenario prudenziale – due uscite a stagione per oltre 550mila cacciatori e dieci cartucce per uscita – si supererebbero gli 11 milioni di cartucce, con oltre 350 tonnellate di piombo e più di 30 tonnellate di plastica potenzialmente immesse nell’ambiente. Una stima teorica che evidenzia un impatto da considerare nella valutazione complessiva dell’attività venatoria.

“Una moderna politica ambientale deve considerare anche questi impatti – sottolinea De Gaetano –. Non si può parlare di gestione della fauna ignorando l’inquinamento prodotto sugli stessi ecosistemi che si intende tutelare”.

La lettera pone infine il tema della sicurezza e della convivenza negli spazi naturali. “Ogni settimana migliaia di volontari Plastic Free attraversano boschi, sentieri, campagne, fiumi e coste per rimuovere rifiuti e recuperare aree degradate – ricorda il presidente della Onlus che dal 2019 ha organizzato quasi 11mila appuntamenti rimuovendo più di 5 milioni di chili di plastica e rifiuti dall’ambiente –. Conosciamo questi luoghi perché li viviamo e ce ne prendiamo cura. Per questo chiediamo che la loro tutela, la loro sicurezza e la loro biodiversità restino una priorità. Chiediamo al ministro Pichetto Fratin di dare seguito alla disponibilità manifestata e di promuovere alla Camera modifiche chiare e sostanziali – conclude De Gaetano –. La gestione dei problemi faunistici non diventi il presupposto per un arretramento delle tutele ambientali. Proteggere la biodiversità significa difendere la salute, la sicurezza, il benessere delle comunità e il futuro dell’Italia”.

SECONDA NEWS ( by P.F:, mail 03.07.2026)/ Ambiente, Plastic Free: “Il nuovo regolamento europeo sugli imballaggi segna una svolta, ma la crisi della plastica non può aspettare il 2030”

Ambiente, Plastic Free: “Il nuovo regolamento europeo sugli imballaggi segna una svolta, ma la crisi della plastica non può aspettare il 2030”

Dal 12 agosto entrerà in applicazione il nuovo Regolamento europeo sugli imballaggi. De Gaetano (Plastic Free): “L’Europa si conferma il punto di riferimento mondiale nelle politiche ambientali. Ora servono tempi più rapidi, meno deroghe e una vera rivoluzione nella prevenzione dei rifiuti”

L’Unione europea conferma il proprio ruolo di laboratorio mondiale delle politiche ambientali. Con il nuovo Regolamento sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio, conosciuto come PPWR, l’Europa introduce un quadro normativo organico per ripensare l’intero ciclo di vita degli imballaggi: dalla progettazione al riuso, dalla riciclabilità alla riduzione dei rifiuti. Il Regolamento (UE) 2025/40 troverà applicazione, in via generale, dal prossimo 12 agosto e riguarderà tutti gli imballaggi e i relativi rifiuti, indipendentemente dal materiale utilizzato o dal settore di provenienza.

Tra gli obiettivi figurano l’introduzione di requisiti affinché gli imballaggi immessi sul mercato europeo siano progettati per essere riciclabili, l’aumento del contenuto di materiale riciclato in specifiche applicazioni, la riduzione dell’impiego di materie prime vergini e nuove limitazioni per alcune tipologie di imballaggi monouso.

Nel dibattito pubblico l’attenzione si è concentrata soprattutto sulla futura limitazione delle pellicole di plastica utilizzate per raggruppare prodotti, come le tradizionali confezioni da sei bottiglie d’acqua. Secondo Plastic Free Onlus, organizzazione di volontariato impegnata dal 2019 nel contrastare l’inquinamento da plastica, tuttavia, la portata del provvedimento è molto più ampia e rappresenta un cambio di paradigma nel modo in cui gli imballaggi vengono progettati, utilizzati e gestiti al termine del loro ciclo di vita.

“Dobbiamo avere l’onestà di dire due cose insieme. La prima è che l’Europa è oggi il punto di riferimento mondiale per le politiche ambientali sugli imballaggi e sull’economia circolare. Nessun’altra grande area economica ha costruito un quadro normativo così organico – dichiara Luca De Gaetano, presidente di Plastic Free Onlus – La seconda è che la crisi della plastica corre molto più velocemente dei tempi della politica. Se vogliamo guidare davvero il cambiamento, non possiamo continuare a rinviare al 2030 o agli anni successivi misure che il pianeta ci chiede di adottare oggi”.

Il PPWR interviene sull’intero ciclo di vita degli imballaggi, introducendo misure che vanno ben oltre le limitazioni previste per alcune confezioni in plastica. Tra le novità più significative rientrano, secondo le scadenze e le modalità stabilite dal regolamento, il divieto di alcune tipologie di imballaggi monouso ritenuti superflui, comprese le confezioni monodose per salse e condimenti in determinati contesti, e l’obbligo per gli operatori del settore del take-away di consentire ai clienti di utilizzare contenitori riutilizzabili, anche portati da casa, senza costi aggiuntivi. Il regolamento introduce inoltre restrizioni sull’impiego di sostanze potenzialmente pericolose, tra cui i PFAS negli imballaggi destinati al contatto con gli alimenti oltre le soglie previste, e misure per promuovere il riuso, la ricarica e la riduzione della produzione di rifiuti alla fonte.

Per Plastic Free, la transizione non può però limitarsi alla sostituzione della plastica con altri materiali destinati comunque a un singolo utilizzo. La priorità deve essere la riduzione complessiva degli imballaggi, a partire da quelli privi di una reale funzione di protezione, conservazione o trasporto del prodotto.

“Per anni è stato chiesto soprattutto ai cittadini di fare correttamente la raccolta differenziata. Oggi il regolamento europeo manda finalmente un messaggio ulteriore: il rifiuto migliore è quello che non viene prodotto – prosegue De Gaetano – Significa eliminare gli imballaggi inutili, favorire il riuso, permettere ai consumatori di utilizzare i propri contenitori e ridurre la presenza di sostanze problematiche negli imballaggi alimentari. È questo il vero cambio di paradigma. Il riciclo resta fondamentale, ma interviene quando il rifiuto esiste già. La prevenzione deve diventare la prima scelta”.

Secondo l’associazione, l’efficacia del nuovo quadro europeo dipenderà dalla rapidità con cui saranno adottati gli atti necessari alla sua attuazione e dalla capacità di evitare deroghe, rinvii e interpretazioni che possano indebolirne gli obiettivi ambientali. Sarà inoltre fondamentale accompagnare le imprese nella trasformazione dei processi produttivi, sostenendo l’innovazione, l’eco-design, il riuso e lo sviluppo di modelli realmente circolari.

“Se continueremo a discutere soltanto della plastica che tiene insieme sei bottiglie d’acqua, avremo perso l’occasione più importante offerta da questo regolamento – conclude il presidente di Plastic Free – Il PPWR non riguarda una singola pellicola: parla di prevenzione, riuso, sicurezza dei materiali e responsabilità dell’intera filiera. È il tentativo più avanzato oggi al mondo di cambiare il modo in cui produciamo e consumiamo. Sosteniamo con convinzione questa direzione, ma chiediamo che sia percorsa con maggiore coraggio e velocità. Perché, mentre la politica scandisce i propri tempi, la plastica continua ad accumularsi nei fiumi, nei mari e perfino nel nostro organismo”.

Plastic Free auspica che l’applicazione del PPWR sia accompagnata da misure nazionali tempestive, controlli efficaci e un confronto costante tra istituzioni, imprese, comunità scientifica e società civile, affinché la prevenzione dei rifiuti diventi il principio guida delle politiche sugli imballaggi.

TERZA NEWS ( by P.F., mail 10.07.2026)/ Rovigo: a Taglio di Po due nuovi raccoglimozziconi per contrastare l’abbandono dei mozziconi

Installati nei pressi di un bar e di una fermata degli autobus, i nuovi contenitori puntano a ridurre la dispersione delle sigarette a terra e a migliorare il decoro urbano

Ridurre l’abbandono dei mozziconi di sigaretta nei luoghi più frequentati, favorire il corretto conferimento di un rifiuto spesso disperso nell’ambiente e migliorare il decoro degli spazi pubblici. Sono questi gli obiettivi dei due nuovi contenitori raccoglimozziconi installati a Taglio di Po, in provincia di Rovigo.

I nuovi punti di raccolta sono stati posizionati in due aree di sosta del territorio comunale: nei pressi di un bar e vicino a una fermata degli autobus, punti in cui è più frequente la presenza di fumatori e dove l’abbandono a terra delle sigarette appena consumate rischia di trasformarsi in un problema quotidiano per l’ambiente e per la pulizia urbana.

L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra il Comune di Taglio di Po e Plastic Free Onlus, organizzazione di volontariato impegnata nel contrastare l’inquinamento da plastica, e dà continuità al percorso avviato già nel 2023, quando il territorio polesano fu tra i primi in Italia a dotarsi di aree smoking dedicate alla raccolta dei mozziconi. Il buon utilizzo dei primi contenitori ha spinto l’Amministrazione comunale a proseguire il progetto, destinando nuovamente parte delle risorse previste nell’ambito della collaborazione con l’associazione all’acquisto di ulteriori strumenti a disposizione dei cittadini.

“L’installazione di questi due nuovi raccoglimozziconi non è soltanto un gesto tecnico, ma la conferma di una scelta precisa: prendersi cura del territorio a partire da quei dettagli che troppo spesso vengono trascurati – commenta Alessandro Marangoni, assessore all’ambiente del Comune di Taglio di Po –. Un mozzicone gettato a terra sembra cosa da poco, eppure moltiplicato per migliaia si trasforma in un danno concreto per l’ambiente e per il decoro dei nostri spazi pubblici. Con questa iniziativa vogliamo rendere semplice il comportamento corretto e responsabilizzare i cittadini, dando continuità a un percorso che dal 2023 ci ha visti tra i primi in Italia. Il riconoscimento di ‘Comune Plastic Free’ ci gratifica, ma soprattutto ci impegna: la tutela dell’ambiente non è un traguardo da esibire, è un lavoro quotidiano che portiamo avanti insieme alla nostra comunità e ad associazioni come Plastic Free.”

I mozziconi di sigaretta sono tra i rifiuti più diffusi e sottovalutati negli spazi urbani e naturali. Piccoli nelle dimensioni, ma altamente impattanti, possono contaminare fino a 1.000 litri d’acqua e rilasciare nell’ambiente metalli pesanti e altre sostanze nocive. Il filtro, inoltre, è composto principalmente da acetato di cellulosa, una plastica che non scompare in tempi brevi ma tende a frammentarsi, contribuendo alla dispersione di microplastiche nel suolo, nei corsi d’acqua e in mare. Un rischio concreto anche per gli animali, che possono ingerire i mozziconi scambiandoli per cibo, con conseguenze potenzialmente gravi per la loro salute. La presenza di contenitori dedicati punta quindi a rendere più semplice il gesto corretto, responsabilizzando i fumatori, prevenendo l’abbandono e riducendo l’impatto ambientale di un rifiuto tanto piccolo quanto pericoloso.

“I mozziconi sono una vera piaga: sono tantissimi e impattano pesantemente sull’ambiente. Raccoglierli tutti è impossibile, ma si possono indirizzare i fumatori a non disperderli e a conferirli negli appositi contenitori – commenta Riccardo Mancin, referente locale di Plastic Free Onlus –. Sensibilizzare le comunità sulla tematica ambientale è la missione di Plastic Free ed è importante farlo in maniera concreta, non solo divulgando le buone pratiche ma dando strumenti ai cittadini affinché possano fare la cosa giusta. Con il Comune di Taglio di Po c’è un percorso avviato da anni che speriamo possa consolidarsi sempre più nel tempo, consentendo di migliorare il decoro e lo stato di salute del territorio e di chi lo vive”.

La nuova installazione si inserisce in un impegno ambientale che, a Taglio di Po, prosegue da anni con risultati riconosciuti anche a livello nazionale. Nel marzo 2026, il Comune è stato confermato tra i 12 municipi veneti premiati a Roma come “Comune Plastic Free”, ottenendo 2 tartarughe, il simbolo che misura il grado di virtuosità delle amministrazioni nella lotta all’abbandono dei rifiuti, nella promozione di comportamenti sostenibili e nella gestione ecologica del territorio. In questa cornice, i nuovi raccoglimozziconi rappresentano un ulteriore passo concreto per prevenire l’abbandono dei piccoli rifiuti, rendere più semplice il comportamento corretto e rafforzare una cultura della responsabilità condivisa nella cura degli spazi pubblici.

LAST NEWS ( by P.F., mail 13.07.2026 )/ Veneto: Dal Weekend del Mare 2026 la mappa dei rifiuti sulle spiagge della regione

Plastica e polistirolo frammentati, mozziconi, tappi, reti per mitili e residui da attività venatoria tra i materiali rilevati dai volontari Plastic Free con il monitoraggio di citizen science realizzato insieme a ISPRA

Oltre 3 tonnellate di rifiuti rimosse dal litorale veneto e un monitoraggio scientifico per capire quali materiali finiscono più frequentemente sulle spiagge. È il risultato del “Weekend del Mare 2026”, l’iniziativa promossa da Plastic Free Onlus, organizzazione di volontariato impegnata dal 2019 nel contrasto all’inquinamento da plastica, che il 2 e 3 maggio ha coinvolto nove località della costa veneta in attività di pulizia ambientale e catalogazione del beach litter.

Dal Delta del Po all’alto Adriatico, i volontari sono intervenuti a Rosolina, Porto Viro, Porto Tolle, Chioggia, Venezia Lido, Jesolo, Caorle, Eraclea e Bibione, rimuovendo rifiuti abbandonati lungo tratti di spiaggia e aree costiere. Accanto alla raccolta, alcuni dei volontari hanno preso parte a un’attività di citizen science, con il censimento dei rifiuti presenti in tratti standard di spiaggia secondo il protocollo europeo utilizzato nell’ambito della Marine Strategy Framework Directive.

“L'evento svoltosi nel weekend 2 e 3 maggio ha permesso di rimuovere dalle spiagge di 9 diverse località della costa veneta oltre 3 tonnellate di rifiuti ma, parte dei volontari, si è dedicata ad una operazione di scienza partecipata (citizen science) per eseguire un censimento preciso dei rifiuti presenti in un tratto standard di spiaggia”, dichiara Paolo Monesi, responsabile del progetto Weekend del Mare 2026 per Plastic Free Onlus.

Il monitoraggio ha previsto la classificazione degli oggetti raccolti tramite schede tecniche dedicate, con oltre 180 categorie di rifiuti codificate come rilevanti dalla Strategia Marina Europea. I dati sono stati successivamente validati da ISPRA e trasmessi all’Agenzia Europea dell’Ambiente, nell’ambito dell’iniziativa Marine Litter Watch.

“In queste giornate, oltre a pulire dei tratti di spiaggia, i volontari e le volontarie di Plastic Free hanno realizzato un vero e proprio monitoraggio dei rifiuti spiaggiati. Tutti i rifiuti raccolti sono stati classificati secondo un protocollo scientifico adottato in tutta Europa nell’ambito della Strategia Marina. I dati saranno condivisi con l’Agenzia Europea dell’Ambiente nell’ambito dell'iniziativa Marine Litter Watch, contribuendo così alla formulazione di direttive e iniziative europee volte alla riduzione dei rifiuti e in particolare della plastica nell'ambiente", spiega Tomaso Fortibuoni, ricercatore dell’ISPRA – Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale.

Dalla catalogazione emerge una fotografia significativa del marine litter lungo il litorale veneto. Nella top ten dei rifiuti rilevati compaiono ancora bastoncini dei cotton fioc risalenti agli anni Ottanta e Novanta, dispersi attraverso reti fognarie, fiumi e mare; mozziconi di sigaretta, particolarmente presenti sulle spiagge turistiche; reti utilizzate per l’allevamento dei mitili, ormai diffuse anche lontano dalle aree di coltivazione per effetto delle correnti marine.

Tra i materiali più ricorrenti figurano anche tappi e anelli di plastica, elementi che confermano l’importanza delle misure introdotte per mantenere il tappo agganciato alla bottiglia. Il numero dei tappi risulta infatti superiore a quello delle bottiglie rinvenute, molte delle quali, una volta prive di tappo, tendono ad affondare. Gli anelli, staccandosi da tappi e contenitori, possono invece diventare un rischio per la fauna marina, che può ingerirli o rimanervi impigliata.

In cima alla classifica generale si conferma inoltre la presenza di frammenti di plastica e polistirolo, segnale evidente della progressiva disgregazione dei rifiuti in microplastiche. Si tratta di pezzi ormai non più riconducibili all’oggetto originario, ma già entrati in una fase avanzata di frammentazione.

Fuori dalla top ten, ma con numeri comunque rilevanti in alcune aree, il monitoraggio segnala anche la presenza di cartucce e parti interne riconducibili all’attività venatoria, in particolare le borre, componenti che vengono espulse durante lo sparo insieme ai pallini e che risultano difficilmente recuperabili. Un dato che, nel pieno della stagione estiva e nel contesto del dibattito pubblico sulla gestione della fauna e delle attività venatorie, evidenzia la necessità di mantenere alta l’attenzione sull’impatto ambientale di questi residui.

Un approfondimento specifico riguarda infine i dischetti in plastica utilizzati in alcuni impianti di depurazione delle acque reflue. Il loro rinvenimento in quantità significative sulle spiagge di Isola Verde e Rosolina suggerisce l’opportunità di verificare le pratiche operative dei depuratori collocati nelle aree prossime al fiume Adige. Questi supporti, impiegati per favorire l’azione degli agenti biologici negli impianti, sono ancora realizzati con polimeri artificiali e vengono periodicamente ritrovati anche sugli scanni del Delta del Po.

Il “Weekend del Mare 2026” è stato realizzato da Plastic Free Onlus con il sostegno dei fondi Otto per Mille della Chiesa Valdese e con il patrocinio della Regione Veneto, della Conferenza dei Sindaci del Litorale Veneto e dei Comuni coinvolti.

I risultati della catalogazione saranno ora utilizzati per contribuire al quadro conoscitivo europeo sui rifiuti marini e per orientare future azioni di prevenzione, sensibilizzazione e intervento lungo le coste venete.

EXTRATIME by SS/ In cover Luca De Gaetano, presidente e fondatore di Plastic Free Onlus. intervenuto con segnalazioni istituzionali sulle problematiche della plastica , sia a livello Italia che in ambito Europeo e nuovi imballaggi da 'attivare' con tempi più brevi id quelli programmati.

Quindi con riferimento ai due nuovi “raccoglimozziconi” istallati a Rovigo e Taglio di Po,  vi proponiamo in tandem flash , da sx, Riccardo Mancin (Plastic Free) insieme ad Alessandro Marangoni, assessore all’ambiente del Comune di Taglio di Po.

Mentre con riferimento alle attività svolte sulle varie spiagge nell'ambito delle giornate “Veneto Mare”, le immagini proposte ...parlano da sole e non hanno bisogno di ulteriori didascalie atte a sottolineare l'importanza dell'impegno di Plastic Free Onlus pro ambiente.

Sergio Sottovia

www.polesinesport.it